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Una Poesia ... dai colori grigi. I,5.

5. E il búblos ... il papiro si srotolò ... / Sì, la vita intera / è come un qualsiasi giorno / che nasce da un buio ventre / rischiarato da un Sole pallido / che, poco alla volta, / va risvegliando natura tutta che … / poi, spossata, / dopo aver giocato con gocce di pioggia / o soffi di vento o fruscii di fronde / di tutti i verdi possibili / o con i colori dei fiori / e con i profumi lor diversissimi / o con amori / e pene / e con dolori e risa, / poi, va … come se fosse arrivato anch’essa / al suo giro di boa … / verso un buio … / inatteso né invocato né desiderato … / mentre, prima … / sol un attimo prima, / non riusciva a provar, forse, / neppure… piacer di ciò / che soltanto viveva, / senza affanni e gravi pensieri! / E … il Sole alto, / proprio quel Sol che ad Est sorge, / a Sud splende, / a Ovest tramonta / e a Nord, poi, forse, riposa, / scandendo in tal modo, ahimé … ahinoi, / non solo il suo tempo. / Fu allora che m’apparve Selene, / innamorata o presa d’amor, / questo non so, / e disse a me ciò che, forse, anch’io / avea un giorno veduto, / da qualche parte e … / fogli di papiro mi donò, / perché io li leggessi / o rivivessi / o sognassi, / forse, per la prima volta, / in un giorno d’Agosto / reso fresco da improvviso Maestrale … / atteso e inatteso insieme. / E il búblos ... / il papiro si srotolò, / mostrandomi che … / un quegli rovistava tra le carte sue. / Nel suo studio. / Le pareti, invisibili / sia dietro i libri / intervallati da listelli di noce / e sistemati a casaccio, / sia dietro quadri ad esse / appesi. / Il tavolo di lavoro, / ricolmo di fogli sparsi / o impilati. / Un divano, / nei cuscini annegato. / Dei cubi, anch’essi / soffocati da pagine di grandi e illustri … / anticipatori … del dopo / che, poi, è sempre accaduto. / Compact-disk nudi … alcuni; / ben coperti, altri; / bastardi, altri ancora / e quasi rubati per strada … / da mano protesa di uomini / senza volto … né storia. / Un’ immagine, tra un quadro e l’altro. / Giornali de l’Unità, / la Repubblica, / Liberazione. / Copie de… L’Espresso / e … ritagli … / quanti ritagli / che quegli giammai troverà. / E … note musicali / che si … rincorrono, / attutendosi nell’ovattato / d’una camera di studio e lavoro / e, scontrandosi, / a volte, in coppe, targhe e trofei del … o della ... / E, poi, una luce tiepida / proveniente da … / aggeggio servizievole, / fedele, / nero, / lucido, / liscio, caldo / che illumina / e fissa la tastiera / d’un portatile sempre acceso / e in funzione, / oppure spento che a riposar sta dentro una borsa, / nera, / che quell’uomo accompagna / nei suoi spostamenti … senza senso. / E rovistava a manca / e a destra, / senza trovar nulla di quel che cercava. / Poi, spossato, / precipitò su una poltrona / che l’accolse con tutti i suoi pensieri, / con tutti i suoi ricordi. / E … forse, / sognava … /

Pubblicato il 4/12/2014 alle 11.38 nella rubrica Dal mio cassetto.

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