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Una Poesia dai ... colori grigi. II,12.

12. [09.11.05, ore 02:40:03 II,12. Lettera d’un luglio o di un agosto … successivo, ma … mesi lontani, oramai, entrambi.] … e iniziò ad eseguire il suo … canto … / Attentamente … lo fissava, / come se fosse scritto su rigo di pentagramma … / interminabile, / disegnato e decorato da note musicali … / bianche e con qualche spazio … nero, / e dal quale le parole … / emergevano, s’alzavano e … dominavano, pur non essendo esse presenti … / perché note, soltanto note … di melodia / incantevole, v’erano e … / donavano scenari di coreografie e recite / le più varie … a seconda, però, / d’ascoltatore o di lettore o d’interprete / o d’attori che note avevano pur … suggerite / e … a compositor … dettate. / Gli attori? / Una! / L’interprete … / una sola oramai, / Lei … nella mente di lui, / ma … senza più volto; / la figura … / nel suo insieme, sì … quella v’era … / e danzava, / ma il volto che lui cercava … / non v’era più / o, meglio … mutava, si nascondeva / or dietro occhialoni immensi / or … dietro falde di cappelli / che ne coprivano i lineamenti, / oppure … sì, appariva e chiaro e frontale, / ma … troppo distante / dal suo sguardo … stanco / e … per tale ragione … / non vedeva, non scorgeva più volto che / … però - lui ricordava -, esser stato capace … di riuscire ad aprire percorsi / e salite e corse e discese e ruzzoloni e … / parentesi inventate d’un tratto … / un dì … un bel dì … sul cammino … di lui; / ma egli … oramai, già lì … / fermo. / Di fronte a sé? / Sol l’uscita / dalla parentetica vita che sembrava … / voler continuare ancor la discesa … del tratto; / e … lui immaginava d’aver anco pensato: / rimaner dentro, ingabbiato, … / nell’esistenza, / oppure … nell’inesistenza dell’ … / oppure d’un sogno?! / Con tal spirito, / per un attimo … / fu avvolto da turbine di vento … / violento, che lo trascinò … / scaraventandolo in luoghi / da lui … già visti e calpestati / e … percorsi da giù in su / e … da su verso .. giù. / Sorrise … per un attimo; / e … si voltò verso … Lei … / ma non la scorse. / La cercò, / come se lui l’attimo … toccar poteva, / e sfiorar, e ammirare, e animar, / e ridonargli vita / e passioni sue; ma … / no l’attimo era già passato via … / fuggito. / Chinò il capo, allora … / una volta a sé ritornato / e … cominciò la lettura delle note che … / per incanto, fermarono il tempo / … arrestarono, fors’anco il tratto / della parentesi … di chiusura … che, / privo di moto, stette, / e … forse indietreggiò o …risalì per i rivoli del tempo! / Lui lo osservò / e … con malanconica tristezza … ancor sorrise, / pensando che gli si … volesse, / forse, / offrir altra opportunità … / possibilità di scelta. / Oppure …. pur esso tratto, / voleva godere del canto di … quegli che … / di fermare il tempo avea deciso? / E … mentr’esso godeva, … / sì, lui … moriva. / Nel frattempo … un tale … / o, meglio, una delle tante parti di suo sé … / aveva varcato … porta socchiusa che … / d’esser stata ben chiusa quegli credeva, / forse … proprio per non consentir a sé … / né uscita né fuga. / Ma il tale, / quella parte di sé, / riuscì a rammendar / quel che per lui non era … oramai / ricucibile, non modificabile … più. / E, così, quell’altri / entrò e stupì del vedere: / non sapeva dove fosse / e chi avesse abitato quell’antro … polveroso … / senza finestre; / soltanto un’apertura … / quella che aveva concesso il suo ingresso; / lasciata avea la porta spalancata … / inconsciamente, / come se dentro d’un suo sé lontano, abissale … / un qualcuno avesse pensato che, / chiudendola … ingresso potesse non ridiventar uscita! / La porta … / inutile … consentiva allora flussi / e riflussi d’esseri altri … / di natura, … tutti, / e impediva … però aperture / a culture o ad’esse … forme; / solo aliti si insinuavano … di vento / e raggi di luci …pacati, / che facevano a quegli, / parte di sé … compagnia. / Tutto lo spazio … / coi suoi occhi trovato, / e con le sue mani scoperto, / or … ricoperto di fogli, / alcuni scritti … / altri no; / alcuni accatastati, / altri scompaginati, / altri ancora appallottolati, come se contenessero note / da … non rileggere né da far leggere; / nulla v’era però di … distrutto, / nulla che non potesse essere recuperato / e letto e … cantato. / La raccolta … difficile, / però, apparve, / perché combaciar / doveva l’ultimo tratto di penna d’un foglio … / col primo che vestiva l’altro / e che a nasconder sé andava … per dispetto. / Ma quegli non s’arrese, / perché … anche scomposti, emettevano un canto, / uno stucchevole canto e … toccante / che consentiva a lui di riconoscer lei / ch’era, sì … assente, ma che / nei fotogrammi viveva dei tanti pentagrammi … / adagiati sul ligneo pavimento, / come … di barca, ferma, però, / e ancorata, / sì … ben ancorata e ad un molo … da gomena … legata! / Forse, doveva essere riparata … pensò, / per un attimo, lui … confuso e dimèntico già / d’aver superati gradini, / e … d’aver percorsa una … di tante strade asfaltate o sterrate / che rigan la terra e non … certamente onde di mare. / Vide, poi … seggiola polverosa … / anch’essa spodestata / dagli innumerevoli fogli che ricoprivano essa …alcuni attaccati pure … allo schienale … / con gocce di nastro … adesivo. / Sì … e scoprì … un qualcosa d’acceso, / caldo … bollente anche il cavo / e … sudato: una … già iniziata: / “Carissima mia …”; // Soltanto questo, v’era scritto / o … soltanto questo … lui leggeva; / v’era, però, già stampigliato / l’indirizzo che egli, sì, … pur egli conosceva! Oppure ricordava? / Eh sì … le parti d’un uomo … molteplici sono! / Eh sì … ma, spesso, pensieri pressanti / e che uscir di prigione anelano e vogliono, / e … prima o poi le raggiungono tutte … le parti, / e costruiscono, a volte, anche complessa e tessuta … / d’un uomo … unità che, poi … ritorna, / non scissa, / piuttosto … distinta nelle funzioni sue / che … s’esercitano a ricostruir realtà volute, / oppure … per niente bramate. / Sì … lesse appunti, / pagine intere / e riconobbe la parte di sé / nell’autore / e s’alzò, cercò la di lui unità, / ma … tutto ben visibile là dentro era … / nell’antro: tutto alla vista, al giro della seggiola … / cedevole al voler suo; / tornò su se stesso, dopo non aver scorto / ciò o chi cercava con sguardo d’umano / e … pensò e … poi aspettò … sì, attese / che tornasse eventuale altra parte … a vagare rimasta. / Mai, come allora, sentì la mancanza di … E l’attese … a lungo; / e tentò di pigiare dei tasti / e, poi … dare conferma. / Ma attese ancor ch’arrivasse … / mentre i tempi scorrevano … / mentre la luna sfuggiva alla presa del sole, / donando a noi … le sue stelle, / e mentre il Sole rincorreva Selene, / uccidendo stesse sue stelle da lei prima donate, / ma spruzzando … anch’esso / colori aeriformi / e nuvole divenivano variopinte e piogge benigne / ed anche … rigidi … i geli. / L’attese, sì, l’attese … / ma nessuno arrivò, / nessuno varcò quella soglia, / al di fuori di … alitar di venticelli … e di raggi … / e del buio della notte che penetrava … con sempre più ardore / e … violenza, / ancor più dei raggi … violenti … del Sole, / quando Stella è dominatrice … / ferendo e confondendo le parti … distinte / in sabbioso e unico tutto e … d’un colore, / e … d’un calore, e … d’un odore, e … d’un sapore / e … di suoni muti o urlanti … unici, tutti, … / anch’essi. / E il suo sguardo ricadde su: / … Carissima mia, / … /

Pubblicato il 27/11/2014 alle 16.4 nella rubrica Dal mio cassetto.

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