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Secondo il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione ...

«Il prossimo anno scolastico potrebbe non iniziare regolarmente»

Continua a fare emergere dubbi e perplessità la riforma dei licei da parte del ministro Gelmini e gli interventi che saranno adottati per accorpare le classi di concorso a cattedre e posti di insegnamento.

Secondo il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione, infatti, «un semplice esame del succedersi delle fasi organizzative e delle relative scansioni temporali (iscrizioni degli alunni, quattro distinti passaggi per la definizione degli organici, mobilità permanente e annuale, contratti a tempo determinato, ecc.) mostra come per il prossimo anno scolastico non sarà possibile garantire il regolare inizio». Il CNPI ha affermato di non poter esprimere un parere sul regolamento relativo alle nuove classi di concorso (non è stato ancora definito il quadro ordinamentale del secondo ciclo di istruzione) .

«Il CNPI», si legge nel testo della nota, «ritiene preliminarmente che non sia possibile procedere, sul piano della correttezza procedurale, a formulare l’obbligatorio parere, in assenza della norma di riferimento costituita dalla stesura definitiva dei regolamenti del secondo ciclo. A conferma di ciò basta osservare che si fa riferimento, sotto la voce “indirizzi di studi”, all’impianto del II ciclo che è ancora in fase di esame da parte delle Commissioni Parlamentari e di altri organismi istituzionali nonché, ovviamente, di definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri in seconda lettura. In questo quadro, il varo del regolamento in esame predefinirebbe di fatto l’assetto finale del 2° ciclo tramite lo strumento improprio delle classi di concorso».

Troppi, quindi, gli elementi che necessitano di essere chiariti: «Chi insegnerà nelle classi di graduale riduzione del vecchio ordinamento; norme specifiche per le classi che, nella gradualità, rimarrebbero con i soli vecchi insegnamenti “ad esaurimento", solo dopo aver verificato l’impossibilità di farli confluire in altra/e classe/i di concorso. In ogni caso si deve operare a salvaguardia del personale di ruolo, con mobilità verso classi per cui si possiede il titolo, anche eventualmente con processi di riconversione, e con altre forme di utilizzo definitivo, ad esempio per mobilità tra aree dello stesso comparto o, a richiesta, intercompartimentale, nei confronti del personale di ruolo che non ha titolo per altra classe di concorso. Analoghe tutele specifiche vanno previste anche per il personale delle graduatorie ad esaurimento».

Inoltre, «non si condivide l’affidamento della definizione delle classi di concorso per le quali sarà necessaria la “riconversione”, per di più senza alcun criterio generale di riferimento, ad un “apposito decreto del MIUR di concerto col MEF”. Così facendo si preclude una seria valutazione delle possibilità di confluenza nelle situazioni che hanno evidenti differenziazioni». In conclusione, «un semplice esame del succedersi delle fasi organizzative e delle relative scansioni temporali (iscrizioni degli alunni, quattro distinti passaggi per la definizione degli organici, mobilità permanente e annuale, contratti a tempo determinato, ecc.) mostra come per il prossimo anno scolastico non sarà possibile garantire il regolare inizio. Alla luce di queste considerazioni, il CNPI afferma la necessità di definire le nuove classi di concorso, anche in considerazione degli ulteriori passaggi istituzionali, ma di differirne l’applicazione alla predisposizione dell’organico di diritto 2011/2012».

"l'Unità", 18 dicembre 2009

Pubblicato il 19/12/2009 alle 12.49 nella rubrica Notizie ....

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