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Tagli Tagli e Tagli dalla Scuola all'Università!!!

Due insegnanti di Messina hanno dato inizio alla protesta a Palazzo Zanca
sede del Comune. In Sicilia oltre 5000 insegnanti non verranno riconfermati

Due precarie in sciopero della fame
"Esclusa dopo 20 anni nella scuola"

Una di loro, Letizia Sauta, 47 anni, due figli, l'anno scorso ha ricevuto solo
incarichi temporanei e quindi non rientra nei criteri richiesti dal decreto 'salvaprecari'
di ROSARIA AMATO


ROMA - Due insegnanti precarie di Messina hanno dato inizio a uno sciopero della fame per protestare contro i tagli della riforma Gelmini. Una delle due docenti, Letizia Sauta, insegnante di sostegno, è rimasta senza un incarico annuale già l'anno scorso, e teme che questo la escluda definitivamente dalla professione che ha esercitato per oltre vent'anni. "In base al decreto Gelmini e all'accordo Miur-Regione Sicilia, Letizia potrebbe perdere 12 punti e rimanere fuori dal sistema scolastico italiano", denuncia Liliana Modica, assessore alla Pubblica Istruzione nella precedente giunta cittadina di centrosinistra, e insegnante all'Istituto Nautico di Messina.

Mentre l'altra insegnante che ha dato inizio allo sciopero della fame, Rosaria Marchetta, probabilmente rientrerà nei criteri richiesti dal decreto 'salva-precari', ma per lei è una questione di principio, oltre di solidarietà con la collega: "Per me la questione è la qualità della scuola pubblica, e senza stabilizzazione dei precari questa non può esserci".

Letizia e Rosaria hanno già trascorso una notte sedute sui gradini di Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina, e sono pronte a farlo anche stanotte e per tutto il tempo necessario ad avere una risposta ai problemi sollevati. "Resteremo qui facendo lo sciopero della fame a oltranza", assicurano. "Hanno già parlato con il sindaco Buzzanca - dice Liliana Modica - che le ha quasi rimproverate, e ha preso le distanze dicendo che la questione non dipende da lui".

La situazione degli insegnanti siciliani è profondamente grave: "Al momento ci sono 7.000 precari che perderanno il posto già quest'anno, 1000 solo nella provincia di Messina. - ricorda Modica - Il decreto salva-precari ne salverebbe 1800, ma in una Regione come la nostra, che offre pochissime prospettive di lavoro, si tratta solo di un'elemosina. E questo è solo il primo anno di lacrime e sangue, i tagli verranno distribuiti in tre anni. Fra l'altro non abbiamo neanche capito che criteri verranno utilizzati per il 'salvataggio': nessuno dice nulla. I precari di Palermo sono stati ricevuti dal presidente della Regione Lombardo solo perché avevano cominciato lo sciopero della fame. Bisogna essere alla disperazione per farsi ricevere. Ma anche dopo essere stati ricevuti, la loro situazione al momento non è cambiata, e infatti al Tg3 che li intervistava hanno detto 'Ora però vogliamo i fatti'. Qui si parla di famiglie monoreddito, di persone che nella scuola hanno investito tutto, che hanno superato concorsi di abilitazione, che hanno anche due lauree e un master".

Letizia Sauta ha 47 anni, è sposata e madre di due figli. E' la 320esima nella graduatoria comunale delle supplenti, e 107esima in quella provinciale. "Quando pensavo - afferma - dopo tanti sacrifici e tanti titoli di aggiornamento e di specializzazione di aver raggiunto la stabilizzazione, mi sono ritrovata totalmente spiazzata, sono senza lavoro per i tagli scellerati alla scuola. Lo Stato non prende in considerazione il mio lavoro ed anche se sono cresciuta professionalmente mi mette in mezzo alla strada. Noi non chiediamo l'elemosina, ma un lavoro. Il lavoro che tutti noi ci siamo guadagnati sul campo". E assicura: "Continuerò questo sciopero della fame fino a che le forze non me lo permetteranno, sono una madre di famiglia, sono responsabile. Non voglio rischiare totalmente la vita, questa soddisfazione al governo non gliela do".

La protesta di Rosaria e Letizia a Messina è affiancata da quella degli altri insegnanti precari della città, che da giorni hanno occupato l'ufficio scolastico provinciale, e che oggi si sono spostati in piazza Unione Europea, davanti al Comune, vicino alle due colleghe. Il presidio dei precari durerà fino a lunedì 14, quando i manifestanti andranno a Palermo per la manifestazione regionale.
("la Repubblica", 12 settembre 2009)

 

La Gelmini mette a diete gli Atenei: tagliate gli sprechi, troppi docenti

Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, chiede un'ulteriore dieta agli atenei italiani. perchè se tra il 2008 ed il 2009 i corsi universitari sono diminuiti, il taglio ancora «non basta», bisogna fare di più per eliminare quelli inutili. È il senso della nota che la responsabile del miur ha inviato ai rettori delle università italiane e ai loro direttori amministrativi negli scorsi giorni. titolo della «missiva»: "Ulteriori interventi per la razionalizzazione e qualificazione dell'offerta formativa nella prospettiva dell'accreditamento dei corsi di studio". Tradotto: tagliate gli sprechi o i nuovi corsi rischiano di non essere accreditati dal ministero.

La Gelmini parte da un dato: l'attuazione della riforma (il cosiddetto 3+2) non ha prodotto «i risultati attesi». gli studenti che passano dalle superiori all'università sono in calo, gli abbandoni tra primo e secondo anno restano alti e gli studenti si muovono troppo poco. al contempo, però, l'università si è ingrassata: «sono fortemente aumentate - fa notare il ministro - le dimensioni dell'offerta formativa». Dunque la legge 270/04 per l'accreditamento dei corsi (con indicati i requisiti minimi) non è bastata. a questo punto interviene la Gelmini che vuole più tagli, confortata dai numeri: nell'anno accademico 2009/2010 saranno attivati 4.842 corsi, il 13,33% in meno rispetto al 2008. «si tratta di una prima diminuzione - sottolinea il ministro - ma questo processo va incentivato e accelerato».

  Fa notare Gelmini: i corsi erano cresciuti del 32% rispetto a quelli attivi prima della riforma. il 13,33% in meno di quest'anno, di conseguenza, non basta. Il ministro chiede ai rettori una università più snella e traccia anche la via per arrivarci: meno corsi con pochi studenti e meno docenti. sono infatti aumentati di troppo (+20% dal 2000 al 2008, due volte e mezzo le immatricolazioni) i prof di ruolo e sono cresciuti «sensibilmente» i professori a contratto (+67% dal 2001 al 2008).

Come far dimagrire gli atenei? La ricetta Gelmini prevede, tra l'altro, l'eliminazione dei "piani di raggiungimento": prima si potevano attivare corsi anche senza tutta la dotazione organica in attesa di assunzioni, adesso non si potrà più. vanno poi innalzati i numeri minimi di studenti immatricolati per attivare i corsi. Chi non lo farò rischia la «penalizzazione finanziaria». Per frenare la proliferazione dei corsi il ministro chiede che ogni esame preveda non meno di 6 crediti. dovranno infine essere limitati i crediti extra universitari accettati dagli atenei e andrà aumentata l'efficacia della valutazione interna.

"l'Unità", 12 -09 -09

Pubblicato il 13/9/2009 alle 8.58 nella rubrica Notizie ....

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