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E-book! Cosa ne pensate?

 13/5/2009 (7:30) - EDITORIA DOMANI. COSÌ CAMBIERÀ LA NOSTRA LETTURA

E-book, la carta non abita più qui
E' l'evoluzione della specie: testi elettronici a pagamento, i pro e i contro
ANNA MASERA
L’editore Stefano Angeli per ora si limita a metterli nel suo catalogo su Internet (www.francoangeli.it): 250 libri in formato elettronico, che saliranno a un migliaio entro la fine dell’anno, l’offerta più ricca oggi disponibile in Italia nell’ambito dell’editoria universitaria e professionale, quella che molti ritengono la più indicata ad aprire la strada all’ebook.

«Spero di convincerlo a offrire i suoi libri anche sui nostri dispositivi portatili» commenta Antonio Tombolini, amministratore delegato di Simplicissimus Book Farm, partner de La Stampa, che commercializza gli unici lettori ebook disponibili attualmente in Italia, l’iLiad e l’iRex, prodotti dalla Rex Technologies della Philips. Già: perchè quando si parla di ebook si intende il lettore digitale - un oggetto di plastica delle dimensioni di un libro in formato paperback, ma più sottile - che contiene nella sua memoria centinaia di libri e permette di leggerli tutti su un unico schermo di «carta elettronica» più riposante per la lettura di un computer grazie a particelle che riproducono l'inchiostro anche alla luce del sole e simulano le pagine stampate.

C’è chi la vede come Umberto Eco, secondo cui il libro digitale non farà mai scomparire la carta. Chi la vede come Rupert Murdoch, secondo cui per salvare l’editoria nell’era dei bit bisogna trovare modelli di business a pagamento per libri e giornali come è stato fatto per la musica. E chi non trova affatto scontato che un libro - o un giornale - di carta resti sempre più comodo per la lettura. L’idea dietro all’ebook è accattivante: anzichè parole inerti stampate, i lettori hanno testi dinamici immagazzinati in un supporto elettronico che permette loro di leggere, ingrandire, annotare, sottolineare, ricercare, archiviare, in futuro anche ascoltare. La sfida per i produttori è sviluppare un apparecchio comodo e facile da usare, trasportabile e fruibile dappertutto, come è un libro. Per autori ed editori che sfornano libri, immaginarli per possibili fruizioni multiple (audio libri? «Print on demand»?). Secondo Elido Fazi (Fazi Editore), «l’ebook permette di reintrodurre titoli usciti dal mercato o mai tradotti». Di certo c’è che l’ebook alletta perchè fa risparmiare agli editori i soldi della carta, della stampa e della distribuzione, e permette di riproporre per i contenuti editoriali quel modello di business a pagamento che su Internet non funziona, perchè nel Web il pubblico si aspetta tutto gratis e - come per la musica digitale e i video - addio copyright. E se il vecchio caro libro di carta affascina ancora, è ormai consolidato che l’ebook è l’ideale per il mondo degli studenti, dei docenti, di chi fa ricerca, di chi deve aggiornarsi professionalmente, perchè consente un modalità di lettura meno riflessiva, però più funzionale, in grado di garantire una immediata accessibilità alle informazioni cercate. Mentre nella scuola dell’obbligo, il sogno è «addio zainetto» straripante di pesanti volumi.

Ma è anche vero che finora gli ebook hanno deluso le aspettative. Innanzitutto perchè i prezzi dei dispositivi hardware sono ancora troppo alti, come sottolinea Gian Arturo Ferrari, direttore generale della divisione libri Mondadori: tra i 350 e i 600 euro (per quelli col wi-fi). Il problema prezzo riguarda anche i titoli: gli editori si giustificano additando l’Iva, che per i libri è del 4% ma per gli e-book è del 20%. Poi siamo ancora lontani da standard universali che ne rendano intuitivo l’uso ai non tecnofili, sia di impaginazione sia di fruizione: batterie che si scaricano, tasti piccoli, buchi tra le righe, numeri di pagina che non si trovano. Ogni produttore hardware promuove il proprio a discapito degli altri. Per tutelare i diritti d’autore, l’acquisto è di fatto una «licenza d’uso» che consente di scaricare il file e di ricevere una chiave d’accesso che permetterà all’acquirente di memorizzarlo e di visualizzarlo, ma solo sul proprio pc o sul proprio lettore ebook. Non è inoltre possibile stamparlo, copiarne delle parti (per includerle in altri file) e trasmetterlo o renderlo visibile a terzi. Ad oggi Kindle di Amazon, come tutti i lettori di e-book proprietari, e già come l’iPod della Apple per la musica e i film, utilizza il sistema di controllo per la gestione dei diritti cosiddetto Drm (Digital Rights Management) che limita l’utilizzo a un solo dispositivo.

Insomma: mentre fioccano gli accordi tra case hardware, software e di contenuti editoriali (Google con Sony, Apple con Amazon), l’ebook è lontano dall’aver conquistato il pubblico che ancora ama leggere. Ma la visione, di creare un oggetto che possa contenere tutti i propri libri e giornali preferiti e li offra in meno di un minuto, pronti e facili da leggere e sfogliare in versione elettronica, resta. «I clienti che scelgono gli ebook leggono nel corso dell’anno molti più libri, rispetto agli altri» ha osservato Jeff Bezos, il fondatore di Amazon che sulla vendita dei libri via Internet ha fatto la sua fortuna, presentando quest’anno il suo Kindle 2, più maneggevole, potente e capiente del primo Kindle di un anno fa. Da allora anche la Sony ha perfezionato il suo Reader, che però in Italia non è ancora in vendita. Amazon negli Usa ha sfornato da poco anche Kindle Dx, che dovrebbe arrivare in Italia nel 2010, con uno schermo più grande che permette di leggere non solo libri elettronici ma «epaper», il giornale scaricabile in abbonamento per il formato ebook. L’idea è che l’epaper permetta agli editori di risparmiare sui costi di stampa e distribuzione dei loro giornali e tornare in qualche modo al loro iniziale modello di business: vendere abbonamenti.

Secondo una ricerca dell’Associazione Italiana Editori, i ragazzi (6-17enni) che utilizzano le tecnologie hanno un rapporto sempre più stretto con la lettura: qui stanno gli investimenti da fare e forse anche la chiave per identificare il lettore di domani.

La Stampa lancia il suo e-paper
Negli Usa, sul lettore e-book Kindle di Amazon ci si può abbonare a oltre 58 giornali (presto anche a La Stampa). Ma in Italia, La Stampa è il primo ad essere già disponibile in abbonamento (11,90 euro al mese) in formato e-paper (
www.lastampa.it/epaper) sugli unici e-book attualmente in vendita, iLiad e iRex, commercializzati da Simplicissimus Book Farm (www.simplicissimus.it): per saperne di più, vederlo e provarlo, partecipate alla conferenza stampa di lancio venerdì alle 12.15 al nostro stand alla Fiera del Libro (Pad. 3 – Q26 R25).

"La Stampa", 13 Maggio 2009

Pubblicato il 13/5/2009 alle 20.15 nella rubrica Tavola rotonda su ....

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