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Frammento ...

38.
Il freddo era andato via, accompagnato dalle nuvole grigio-scure e assai ricolme. Le panchine del giardino eran umide. Disposi la rivista, appena comprata all’edicola tutta colorata di titoli, immagini e figure, sulle barre d’una panchina di legno dipinta di verde, dopo che le sue patinate pagine avevo aperte lì, nel mezzo. M’accomodai e, mentre scorgevo nuova veste di “Liberazione” che mi stava tra le mani, udii un vecchio tutto vestito dei color d’arancione che diceva ad un vecchio siciliano con la coppola nivura ca ci cupriva ’a testa: “Nelle mani di un uomo buono la ricchezza è come una pianta medicinale il cui benefico potere è a disposizione di tutti”. E la vucca ammucciata sutta la coppula nivura, poi, accussì parrò: “Ma allura è veru chiddu ca si cunta di patri ‘n figghiu ca ‘Diu fa l’abbundanzia e li ricchi … ‘a caristia‘ ”! E, poi, vi fu silenzio. E, allora, presi a sfogliar i fogli del giornale che riportavano lo duettare scenico di Walter e di Franco, lo strappar il programma dell’avversario da parte di Silvio, l’arrestar Victoria che aveva da badante salvata la badata, l’aumentar del prezzo dei servizi di necessità prima, il nasconder capitali in paradisi fiscali, l’invitar Clemente a non abbandonar e il di lui rifiutar forse per farsi pregar e meglio potere contrattar …

E, nel frattempo, si faceva sera, ma pareva di già notte piena e senza né Luna né stelle …

PA/10/03/08

 

Pubblicato il 10/3/2008 alle 21.47 nella rubrica Frammenti di esistenza.

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