.
Annunci online

di Ignazio Licciardi
Riceviamo da Luana De Rossi. LEGGIAMO E, POI ... FIRMIAMO!
post pubblicato in Riceviamo da ..., il 31 dicembre 2009


 

FIRMA PER IL POSTO FISSO
 
QUANTO COSTA un operaio a posto fisso?
Tra versamenti e tutto e con una busta paga di 1200 euro al mese con la quale L’OPERAIO ci paga regolarmente le tasse -alla faccia degli evasori- COSTA MENO, MOLTO MENO di un operaio a tempo determinato.

PERCHÉ COSTA MENO?
Ma perché
- l'operaio a tempo determinato lavora con le ditte dalle quali prende una busta paga di 600, massimo 800 euro al mese;
- la ditta che vince l'appalto con RACCOMANDAZIONE deve versare un tot a chi gli ha fatto vincere l'appalto, cioè al politico di turno;
- un tot lo guadagna la Ditta.
E all'operaio?
Ma è chiaro! Per rientrare e stra - guadagnare sull’operazione, la Ditta paga l’operaio sempre meno, rendendolo senza futuro e legato soltanto alla sopravvivenza.
 
FATTI I DOVUTI CONTI IN TASCA,
coloro che hanno “sale in zucca” sanno bene che conviene il posto fisso, così come conviene la Sanità pubblica, tanto che anche OBAMA e l'America hanno capito! Sì, la Sanità privata non rende come avevano pensato e costa il triplo!
CERTAMENTE, LA BATTAGLIA IN AMERICA È GROSSA!
Ci saranno tutte le HOLDING che non vogliono mollare il PROFITTO che hanno fino ad ora realizzato! Insomma, un mucchietto di ricchi a discapito di milioni e milioni di cittadini.
 
CON IL POSTO FISSO,
- si fanno fuori le Ditte e, in parte, il clientelismo politico;
- si riavvia un’economia bloccata.
 
CON IL POSTO NON-FISSO,
l’OPERAIO non può permettersi di comprare nulla e, non avendo garanzie -cioè: non avendo un contratto a lunga scadenza-, non ha nessun accesso ai prestiti bancari e quindi
- niente casa!
- niente mangiare!
- niente auto!
- niente vacanze!
 
Ne deriva cosa?
Ma è chiaro anche questo, no?
- crisi economica!
- crollo del mercato!

Con la ditta appaltatrice campano bene solo due persone.
Sapete bene chi sono costoro, no?
- il padrun della Ditta;
- il politico che favorisce la Ditta, facendole … assegnare l’appalto! 
 
Il posto fisso costa meno e, grazie ad esso, ci vive
- l'operaio
- l'economia sociale
- cioè: noi!
NOI?
Chi?
Tu, io, lei, lui, NOI! In definitiva LO STATO!
 
Sì, in qualche modo, visto lo stato delle cose talmente precario, bisogna ricominciare a lottare per sperare che il sistema di vita cambi anche grazie a noi, cittadini del mondo!


Per firmare, scrivi a giornale@namir.it :
- nome
- cognome
- città
- anno di nascita
- un recapito telefonico

La battaglia la porteremo avanti con i Comunisti di Sinistra Popolare, con i quali intendiamo
realizzare una proposta legislativa in merito.
AUGURI A TUTTI,


Giornale namir
Riparare le buche per le strade? Ma scherziamo!
post pubblicato in Notizie ..., il 30 dicembre 2009


Vuoi sapere perché non riparano mai le buche per le strade?

Bene! Clicca su:

http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/gente/fotografo-pozzanghere/1.html

La Riforma del caos totale!!!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 29 dicembre 2009


Tagli d’istruzione. La Gelmini non si ferma

di Fabio Luppinotutti gli articoli dell'autore

Al ministero dell’Istruzione vanno avanti come treni. L’obiettivo è far iniziare la riforma della scuola superiore dal prossimo anno scolastico, costi quel che costi. Gli ispettori della Gelmini questo hanno comunicato nei vari incontri avuti prima delle vacanze con le rappresentanze dei presidi e dei docenti. La riforma non è ancora nemmeno nero su bianco. In gennaio si dovrà fare tutto: per la prima volta, sempre che non ci sia una improbabile resipiscenza generale, si cambia radicalmente la scuola senza un pubblico e aperto confronto, degno di un fatto culturale che dovrebbe stare a cuore a tutti, destra e sinistra. Tant’è. Lo abbiamo già scritto su queste pagine. Sarà la fine di tutte le sperimentazioni nei Licei, nei tecnici, nei professionali. Sarà il depennamento di molte materie, la riduzione contabile dello studio della filosofia, della matematica, del latino, ma anche la sparizione dello studio di due lingue nei licei (contravvenendo ad una precisa direttiva europea): la furbizia starà nel non ostacolare la praticabilità di tutto ciò che si fa ora, ma di relegarlo ai piani dell’offerta formativa (che però saranno ridotti a poca cosa visti i drastici tagli imposti dal governo all’autonomia degli istituti scolastici). Ma tassativamente si dovranno serrare i ranghi orari: 27 ore nel primo biennio dei licei, 30 o 31 a seconda che si tratti di classico o scientifico, 32 ore nei tecnici. Si perdono in media 4 ore di istruzione a settimana, ovunque. Un dato freddo di cui si parla da mesi che sin qui non ha smosso gli animi nemmeno dei partiti di opposizione, tanto è stata screditata la scuola un po’ da tutti negli ultimi anni. Ma vediamo, oltre al dato quantitativo che è gia una scelta politica, cosa operativamente potrebbe accadere all’inizio del prossimo anno scolastico.

IPOTESI A)
Dando ascolto solo in parte alle obiezioni accumulate sin qui (nell’ordine i sindacati, il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, il Pd, il Consiglio di Stato, gli studenti e i professori) il ministro farà partire la riforma delle superiori, ma limitatamente al primo anno. Sarebbe la soluzione più logica, ma cozzerebbe con le radicali richieste contabili del ministro Tremonti. I professori a venire tagliati con una soluzione del genere sarebbero molti meno di quelli previsti dalla Finanziaria del 2008, la madre di tutte le sforbiciate. Tremonti non accetterà mai questa ipotesi. Consentirebbe però a chi ha iniziato nel 2009 un ciclo di studi, avendolo scelto perché quella era l’offerta (stiamo parlando di un momento centrale nella formazione di un ragazzo) di terminarlo serenamente. L’applicazione della riforma avverrebbe per gradi. Troppo buonsenso.

IPOTESI B)
La riforma parte nel 2010 per il primoanno e contestualmente vengono ridotte le ore anche nei quattro anni successivi. Sarebbe il caos totale, oltre che la miccia per una avvilente guerra tra poveri. Quali materie subiranno la decurtazione? Secondo quali criteri? Tenendo conto che le scuoledevono comunicare il proprio organico la prossima primavera il nodo deve essere sciolto con chiarezza ben presto, quasi contestualmente al momento in cui si saprà quale riforma partirà. In caso contrario ci sarà la guerra tra i prof perdenti posto, guerra vera.

IPOTESI C)
In unailluminazione di logica e di democrazia il ministero e il governo decidono che una riforma seria deve partire con la serenità degli utenti, studenti, famiglie e professori, e che, quindi, sia giusto un anno di metabolismo mediatico e culturale, rinviandone l’attuazione all’anno scolastico 2011/2012. Non accadrà.

"l'Unità", 29-12-09


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ipotesi gelmini riforma scuola

permalink | inviato da Notes-bloc il 29/12/2009 alle 13:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Verso una rifondazione della politica intesa come "praxis"
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 28 dicembre 2009


"Venti tesi", nuovo saggio del filosofo argentino Enrique Dussel
 
Se il potere risponde solo a se stesso
Democrazia dove sei?
 

Aldo Meccariello


Di Enrique Dussel, filosofo argentino che vive da molti anni in Messico, padre della filosofia della liberazione e raffinato commentatore dell'opera di Marx, è uscito di recente in Italia un libro - Venti tesi di politica , (traduzione e introduzione di Antonino Infranca, Asterios Trieste 2009, pp. 187, euro 19) - che raccoglie scritti appartenenti alla cosiddetta "seconda produzione teorica" dell'Autore iniziata con Etica de la Liberación e proseguita con la ciclopica Politica della Liberación . Solo da pochi anni il mercato editoriale italiano ha cominciato a scoprire questo prolifico e robusto pensatore latino americano, al punto che oggi circolano nel nostro paese almeno sette volumi ( Etica comunitaria , Storia della chiesa in America latina , Filosofia della liberazione , La chiesa in America latina , L'occultamento dell'altro , Un Marx sconosciuto , Filosofia della liberazione ed etica della comunicazione ) che un po' costituiscono la summa della sua proposta teorica e politica di liberazione. Le Venti tesi di Politica sono un parziale estratto della Politica della Liberación e contengono provocatoriamente una teoria e una prassi di liberazione per le generazioni del XXI secolo. Nella forma trascinante ed esplosiva delle tesi che evocano un'illustre tradizione del pensiero critico da Feuerbach a Marx, da Lenin a Benjamin, il filosofo argentino tenta di delineare una rifondazione della politica intesa come praxis, come attività nella quale i rapporti fra gli uomini siano fondati sulla giustizia effettiva e l'uguaglianza reale che però deve passare attraverso una ridefinizione anche dei suoi termini, dei suoi campi, e delle sue sfere. A tal fine egli indica nei movimenti di liberazione che oggi stanno scotendo l'America latina (il movimento del lavoratori Sem Terra, i Forum sociali, Chavez e Lorales, i governi di centro-sinistra in Cile, Argentina e Brasile) un laboratorio sperimentale e creativo, uno spazio politico di grandi potenzialità anche per il Primo mondo e soprattutto per la sinistra europea.
Il nucleo originale delle tesi è costituito da quello che Dussel chiama il potere obbedienziale (tesi 4), che è una novità assoluta e destrutturate nel lessico politico tradizionale poiché la concezione del potere è declinata come ob-bedienza nel senso che «ascoltare colui che si ha davanti», cioè obbedienza è il compito prioritario che deve esercitare colui che rappresenta il popolo, colui che compie la funzione di un'istituzione politica. Per Dussel, essere chiamati dalla comunità, dal popolo è la vera vocazione di colui che si sente convocato ad assumere la responsabilità del potere.
Chi comanda è eletto per esercitare in forma delegata il potere della comunità. O in altri termini, l'uomo politico comanda solo alla condizione che stia obbedendo.
Il rischio è che questo potere per delega si autonomizzi e che il rappresentante dimentichi il rappresentato, dimentichi cioè che il potere è obbedienza e abdichi a quella funzione etica di servizio dell'uomo politico verso quelli che sono la fonte del suo potere. Nel discutere questa concezione dusseliana del potere si è tentati di fare qualche riferimento all'Italia dì oggi sempre più gravemente infetta dalla pulsione totalitaria di un uomo che ha fatto della corruzione e del comando i perni essenziali della sua azione politica. Dussel descrive con straordinaria efficacia il fenomeno della feticizzazione del potere (tesi 6) che consiste in una "Volontà-di-potere" come dominio e controllo illimitato sul popolo, sugli altri, sui deboli, che «comincia con l'avvilimento soggettivo del singolo rappresentante, che ha il gusto, il piacere, il desiderio, la pulsione sadica dell'esercizio onnipotente del potere feticizzato sui cittadini disciplinati e obbedienti» (p.67). Esito di questo processo sono la corruzione e l'infiltrazione di poteri criminali nell'azione politica.
L'analisi dusseliana che fa sempre leva sulla situazione di sudditanza dei popoli del terzo mondo dal primo mondo ha l'indubbio merito di focalizzare limiti e fragilità delle democrazie liberali e rappresentative a partire dall'inadeguatezza della nozione stessa di democrazia che, per lo meno, va rigenerata o risignificata come lasciano intendere anche i recenti e stimolanti contributi di Jean Luc Nancy, La verità della democrazia e di Jacques Rancière, L'odio per la democrazia , entrambi editi da Cronopio.
A fronte della continua sussunzione degli strumenti di governo da parte di agenzie globali, formali e informali, la crisi della democrazia rappresentativa è un fatto irreversibile. Il popolo - scrive Dussel - invece di essere servito dal rappresentante, diventa il suo servitore. Appaiono le elite o la classe politica come autoreferenti senza rispondere più alla comunità politica (p.79).
La democrazia per Dussel, così come oggi è, cioè meccanismo di procedure, istituzionalizzazione delle mediazioni, governabilità, non può più funzionare o almeno non appare più come un sistema credibile di garanzia e dotata di anticorpi per far migliorare la vita umana della comunità e del popolo. Risulta fondamentale la distinzione dusseliana in campo politico tra la potentia cioè il potere del popolo, il potere in sé (tesi 2) e la potestas che è il potere fuori di sé, il potere organizzato, istituzionalizzato (tesi 3) per meglio afferrare termini come campo politico o azione politica strategica. Quando la potentia si oggettiva o si aliena nel sistema delle istituzioni politiche, viene a mancare, a svuotarsi il potere dal basso, cioè il potere liberatore del popolo (tesi 12).
«Popolo» e «popolare» (tesi 11) nel linguaggio dusseliano non hanno nulla a che vedere con le concezioni estetizzanti e romantiche che hanno plasmato il lessico culturale e politico europeo degli ultimi secoli. L'Autore si preoccupa di sottolineare che il popolo è una categoria strettamente politica che ingloba l'unità di movimenti sociali, di classe, di pratiche antagonistiche in lotta; quindi, un attore politico collettivo capace di rappresentare una vera alternativa per il futuro. Ritorna in questi passaggi un tema molto caro a Dussel sin dai tempi della sua lettura del Capitale di Marx che è quello dell'etica come l'a priori per una critica dell'economia politica poiché la lotta per l'emancipazione è sempre una lotta per il riconoscimento della vita umana degli oppressi e degli sfruttati, della loro volontà-di-vivere. La nobile funzione della politica presuppone l'etica o per meglio dire un riaggiornamento degli imperativi categorici kantiani che Dussel rinomina come "postulati politici" capaci di orientare la prassi e sostenere l'azione politica in ogni sfera di sua competenza. Nel tracciare una tipologia dei postulati (ad esempio, il postulato politico nella sfera ecologica è garantire perpetuamente l'esistenza della vita sul nostro pianeta mentre quello nella sfera economica è preservare il tempo della vita umana attraverso la "riduzione della giornata lavorativa" e così via), Dussel assume la dignità della natura umana come criterio assoluto di ogni normatività. E se è vero che ogni prassi trasformativa deve partire da un'opzione etica prima ancora che politica (tesi 16), è altrettanto vero che è assai difficile estrarre dal pensiero di Dussel, che continua rimanere impigliato nelle maglie di un messianesimo popolato di molti Messia latino-americani, indicazioni strategiche ed operative per la sinistra europea (in specie quella italiana) oggi più che mai in affanno nella costruzione di un ordine futuro.
Ma questo è il tema di una nuova riflessione.


"Liberazione", 27/12/2009

?!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 27 dicembre 2009


Il governo dell' "amore"

toglie ben 600 euro alle famiglie

Il governo dell'amore toglie600 euro alle famiglie

di Bianca Di Giovanni

 
Con il 2010 arrivano balzelli e rincari: 600 euro di spese in più per famiglia. La denuncia dei Consumatori che accusano l’ultima Finanziaria.

"l'Unità", 27-12-09


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Governo dell' amore"

permalink | inviato da Notes-bloc il 27/12/2009 alle 12:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
Mentre imperversano ... venti di "inciuci" e strane - molto strane - voci di lotte e accordi pugliesi (Emiano-PD vs Vendola-PDL!?), e letterine a Gesù Bambino, cerchiamo di difendere la Costituzione!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 24 dicembre 2009


Contro tutti gli «inciuci»
 Paolo Ferrero
 

B erlusconi si è caratterizzato in questi mesi per una politica antisociale che sta scaricando i costi della crisi sulle spalle dei giovani, dei pensionati, dei lavoratori. E ancor di più per un deciso attacco alla Costituzione e alla democrazia. A partire dalla pervicace volontà di scansare i processi a suo carico, egli ha teorizzato il suo diritto a governare al di fuori e al di sopra delle leggi e del quadro costituzionale, in nome del consenso elettorale avuto dal popolo. A partire da questa visione totalitaria del potere ha poi messo in discussione l'indipendenza della magistratura, del parlamento e del sistema informativo. Mi pare quindi evidente come Berlusconi rappresenti un pericolo per la democrazia del paese e come la sua tentazione di andare ad elezioni anticipate costituisca la strada attraverso cui - data la legge elettorale - potrebbe avvicinarsi al suo obiettivo: la libertà di impresa, senza la democrazia.
Su pressione dei poteri forti e dopo l'aggressione subita da Berlusconi a Milano, è ripreso a spirare un forte vento che spinge ad un accordo tra i due poli sulle "regole". Questo «inciucio» determinerebbe l'ulteriore depotenziamento dell'opposizione al governo sul piano delle misure sociali e la manomissione concordata delle regole di funzionamento delle istituzioni. In pratica, così come Cisl e Uil hanno concertato la propria capitolazione con il governo sul piano sociale, il Pd sarebbe invitato a capitolare di fronte al governo sul piano delle regole. Si tratta di una prospettiva drammatica sia sul piano sociale che sul piano della democrazia, perché la riscrittura delle regole a partire dalla bozza Violante, in un contesto di egemonia della destra, determinerebbe un vero stravolgimento del quadro costituzionale. Si tratterebbe di una situazione nefasta, perché mentre Berlusconi in uno scontro frontale può essere fermato, con l'«inciucio» il Berlusconi light e bipartisan è inarrestabile. Inoltre, anche se ad un certo punto il Pd si tirasse indietro, dopo aver sdoganato Berlusconi come interlocutore affidabile, quest'ultimo avrebbe tutte le carte in regola per proseguire da solo con più forza.
Possono i comunisti essere indifferenti di fronte alla manomissione della Costituzione? Io penso di no. Penso che dobbiamo prepararci a contrastare duramente tanto l'eventuale «inciucio» quanto il possibile colpo di mano di Berlusconi. Per poter scongiurare entrambi i rischi dobbiamo però indicare una strada di uscita alternativa. Per questo abbiamo proposto di costruire un largo fronte di difesa della Costituzione che possa contrapporsi efficacemente ai tentativi di Berlusconi di modificare la Costituzione e poi batterlo nelle elezioni.
(continua a pag. 4 di Liberazione del 24 Dicembre 2009)


"Liberazione", 24/12/2009

Ponte sullo Stretto?!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 21 dicembre 2009


 

Ponte sullo stretto e grande spot
Avvio ai lavori ma è solo bluff

di Jolanda Bufalini
 
Il traffico delle merci sullo Stretto diminuisce dal 1991. Il Ponte rischia di essere una grande lavatrice per il denaro sporco.

"l'Unità", 21-12-2009


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bluff ponte sullo stretto di messina

permalink | inviato da Notes-bloc il 21/12/2009 alle 21:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il Ponte, il "Faraone" e la Fata Morgana
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 19 dicembre 2009


 

 

                              

               
 
 
 
Il Ponte, il Faraone e la Fata Morgana
 
Si racconta che quando i Normanni nell'XI secolo arrivarono sulla punta estrema dello stivale si trovarono di fronte a una inattesa visione: la terra dei Siculi si era unita a quella dei Bruzi. Stupiti, spronarono i cavalli recalcitranti ad attraversare lo Stretto e così finirono nelle sue gelide acque, vittime di un effetto ottico di rifrazione della luce. Intuirono subito che lo scherzetto non poteva che essere stato organizzato dalla Fata Morgana , la quale doveva abitare necessariamente nel suo castello di vetro in mezzo allo Stretto. D'altra parte, di fronte sorge l' Etna, il gigante che sputa fuoco e nelle cui viscere viveva Re Artù.
Lo Stretto di Messina è un luogo peculiare in tutto il Mediterraneo, un concentrato di miti e di effetti speciali, di culture arcaiche, di paesaggi mozzafiato e di straordinari fenomeni fisici. Qui avviene lo scontro/incontro tra lo Jonio ed il Tirreno che genera le correnti più forti del mare nostrum, nelle quali importanti studi del Cnr individuano un enorme potenziale di produzione di energia pulita. Qui spiaggiano i pesci abissali, uno spettacolo unico della natura, oggetto di ricerca da parte di studiosi provenienti da tutto il mondo. Qui si ambienta e si rinnova una delle pagine più belle del viaggio di Ulisse che Omero ci ha regalato: Scilla è tutt'ora una grande roccia con aspetti mostruosi, oggi inabissata a circa cinquanta metri di fronte al castello dei Ruffo; Cariddi è un vortice tutt'ora pericoloso se ci si avvicina con una piccola imbarcazione.
Di fronte a queste meraviglie della natura chi poteva pensare di costruirci un ponte? E chi poteva solo pensare di progettare un ponte che per essere collegato alle ferrovie ed alle corsie autostradali esistenti deve mettere a soqquadro due territori di straordinaria bellezza e fragilità? Passare sopra la testa dei messinesi, bucare colline di sabbia friabile, coprire con una colata di cemento Ganzirri e i suoi laghetti salati, devastare le montagne di Scilla, gettare un'orgia di bretelle autostradali e ferroviarie per portare macchine e treni a novanta metri di altezza.
Solo un novello Faraone poteva accanirsi per realizzare un'opera così devastante, che distrugge l'economia locale , riduce l'occupazione e cancella uno dei paesaggi più belli al mondo. Naturalmente il Faraone ha al suo fianco un'ampia schiera di cortigiani, capi tribù, astrologi che non sbagliano mai. Per questo il costo complessivo dell'opera non è mai stato calcolato, la stime variano di anno in anno, in base alla configurazione degli astri e al mutare delle stagioni. Questa volta però non si tratta di costruire una piramide in un deserto, ma un'opera gigantesca in un'area ricca di natura e cultura. Soprattutto, il Faraone non sa, come non lo sapevano i celti-normanni, che questo è lo spazio della Fata Morgana, che è ancora viva e vegeta e non finisce di sorprenderci. E' lei che unisce Reggio e Messina, il nord ed il sud di questo paese, portando oggi decine di migliaia di persone di fronte alla magia dello Stretto, spostando le nuvole minacciose che incombono, inabissando nelle sue acque l'idea stessa del Ponte. Un'idea malefica, che è costata finora centinaia di milioni di euro per accrescere la platea dei servi e dei cortigiani allevati dalla Società Stretto di Messina. Un'idea malvagia, che ha provocato già lo smantellamento dei servizi di trasporto tra le due sponde, con un grave danno agli oltre seimila passeggeri che quotidianamente prendono la metro del mare, cioè l'aliscafo che unisce le due città.
Attento Faraone, sembra dire la Fata Morgana dal profondo blu dello Stretto, qui si sono inabissati i Normanni, qui in un attimo, nel 1908, si sono sbriciolate le case a cinque piani che sorgevano sul mare, qui il mito prometeico della nostra civiltà trova il suo limite invalicabile. Qui possiamo ritrovare la strada che porta alla salvaguardia degli ecosistemi e della vita sul nostro pianeta.

"ilmanifesto", 19-12-09

 

http://nuovosoldo.files.wordpress.com/2009/09/ponte-di-messina.jpg

Scandaloso! Offensivo! Volgare! Nell’Italia del «ciarpame culturale», può capitare anche questo!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 19 dicembre 2009


Per il governo è cultura il cinepanettone

di Gabriella Gallozzi                                                                

Natale a Beverly Hills è un film di interesse culturale. Avete capito bene, non è una battuta alla Crozza: il cinepanettone di Neri Parenti che sta invadendo le nostre sale natalizie è stato riconosciuto - dalla Commissione cinema del ministero con delibera dello scorso 4 dicembre - film di «interesse culturale». Decisione da confermare, dopo la «visione della copia campione del film». Se la commissione preposta all’erogazione dei finanziamenti pubblici al nostro cinema, confermerà tale decisione, la «gastroenterica» commedia della Filmauro di De Laurentiis potrà accedere - sia ben chiaro - non a contributi in denaro, ma a tutta una serie di agevolazioni, create per sostenere il cinema di qualità. Per esempio sgravi fiscali (tax credit), il riconoscimento di film d’essai, la possibilità per il distributore di accedere ad un fondo - questo sì in denaro - in relazione agli incassi.

«Si tratta di un precedente di una gravità estrema», dice Citto Maselli dell’Anac, la storica Associazione degli autori. «In questo modo, infatti, si permette ad un film, di legittimo e straordinario valore commerciale, di accedere a quei circuiti che dovrebbero essere riservati, invece, ai film italiani ed europei di qualità che soffrono di una visibilità limitata».

PICCOLI ESERCENTI IN RIVOLTA Lo sanno bene quegli esercenti eroici, resistenti alle lusinghe del cinema commerciale, che si battono per tenere aperte le loro piccole sale di provincia, programmando, appunto, cinema di qualità. Come Arrigo Tumelleri, per esempio, proprietario del Cinema Verdi di Candelo, paesino di 8mila anime in provincia di Biella, «sgomento» alla notizia del riconoscimento di «film culturale» per Natale a Beverly Hills. «Posso capire - dice - che un tale “bollino” sia dato, magari, ad una commedia d’esordio di Ficarra e Picone. Ma un film di Neri Parenti che incassa milioni perché dovrebbe ottenere certe agevolazioni?».

CIARPAME CULTURALE Nell’Italia del «ciarpame culturale», insomma può capitare anche questo. Come pure che, il «bollino doc» del ministero, venga rifiutato - è accaduto nella stessa sessione del 4 dicembre - ad un film che di «culturale» avrebbe tutti i crismi: Morire di soap di Antonietta De Lillo, la regista del pluripremiato Il resto di niente che qui propone una riflessione sul contemporaneo, stravolto dal soffocante potere televisivo. Troppo «culturale», evidentemente per i nostri tempi. Meglio le Winx che, infatti, hanno ottenuto il riconoscimento del ministero.

Ma alla base di certe scelte, diciamo così, surreali, c’è soprattutto un meccanismo di legge, per accedere ai finanziamenti pubblici, che fa acqua. Stiamo parlando, infatti, del «reference system» che fu introdotto, ai tempi, dal ministro Urbani. Per ottenere l’accesso ai fondi pubblici, infatti, bisogna avere già in tasca degli ottimi «voti». Tipo: premi, cast famoso, buoni incassi. Se la «pagella» vale si è idonei per accedere al denaro pubblico, che può essere anche il riconoscimento di interesse culturale, appunto, con o senza denari. In questo modo, va da sè, che un certo cinema meno allineato sulla «medietà» italiana ha più difficoltà. Ricordiamo, anni fa quando, parlando appunto di «reference system», suscitammo le ire del ministro Urbani chiedendo: ma non si richiesca in questo modo che il denaro pubblico, invece di aiutare il cinema d’autore, vada a finanziare i cinepanettoni? Ebbene ci siamo arrivati. Il prossimo passo sarà Il Grande fratello sotto l’alto patrocinio del Capo dello Stato.

"l'Unità", 19 dicembre 2009

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Cinema Panettone Finanziamenti pubblici

permalink | inviato da Notes-bloc il 19/12/2009 alle 17:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Secondo il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione ...
post pubblicato in Notizie ..., il 19 dicembre 2009


«Il prossimo anno scolastico potrebbe non iniziare regolarmente»

Continua a fare emergere dubbi e perplessità la riforma dei licei da parte del ministro Gelmini e gli interventi che saranno adottati per accorpare le classi di concorso a cattedre e posti di insegnamento.

Secondo il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione, infatti, «un semplice esame del succedersi delle fasi organizzative e delle relative scansioni temporali (iscrizioni degli alunni, quattro distinti passaggi per la definizione degli organici, mobilità permanente e annuale, contratti a tempo determinato, ecc.) mostra come per il prossimo anno scolastico non sarà possibile garantire il regolare inizio». Il CNPI ha affermato di non poter esprimere un parere sul regolamento relativo alle nuove classi di concorso (non è stato ancora definito il quadro ordinamentale del secondo ciclo di istruzione) .

«Il CNPI», si legge nel testo della nota, «ritiene preliminarmente che non sia possibile procedere, sul piano della correttezza procedurale, a formulare l’obbligatorio parere, in assenza della norma di riferimento costituita dalla stesura definitiva dei regolamenti del secondo ciclo. A conferma di ciò basta osservare che si fa riferimento, sotto la voce “indirizzi di studi”, all’impianto del II ciclo che è ancora in fase di esame da parte delle Commissioni Parlamentari e di altri organismi istituzionali nonché, ovviamente, di definitiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri in seconda lettura. In questo quadro, il varo del regolamento in esame predefinirebbe di fatto l’assetto finale del 2° ciclo tramite lo strumento improprio delle classi di concorso».

Troppi, quindi, gli elementi che necessitano di essere chiariti: «Chi insegnerà nelle classi di graduale riduzione del vecchio ordinamento; norme specifiche per le classi che, nella gradualità, rimarrebbero con i soli vecchi insegnamenti “ad esaurimento", solo dopo aver verificato l’impossibilità di farli confluire in altra/e classe/i di concorso. In ogni caso si deve operare a salvaguardia del personale di ruolo, con mobilità verso classi per cui si possiede il titolo, anche eventualmente con processi di riconversione, e con altre forme di utilizzo definitivo, ad esempio per mobilità tra aree dello stesso comparto o, a richiesta, intercompartimentale, nei confronti del personale di ruolo che non ha titolo per altra classe di concorso. Analoghe tutele specifiche vanno previste anche per il personale delle graduatorie ad esaurimento».

Inoltre, «non si condivide l’affidamento della definizione delle classi di concorso per le quali sarà necessaria la “riconversione”, per di più senza alcun criterio generale di riferimento, ad un “apposito decreto del MIUR di concerto col MEF”. Così facendo si preclude una seria valutazione delle possibilità di confluenza nelle situazioni che hanno evidenti differenziazioni». In conclusione, «un semplice esame del succedersi delle fasi organizzative e delle relative scansioni temporali (iscrizioni degli alunni, quattro distinti passaggi per la definizione degli organici, mobilità permanente e annuale, contratti a tempo determinato, ecc.) mostra come per il prossimo anno scolastico non sarà possibile garantire il regolare inizio. Alla luce di queste considerazioni, il CNPI afferma la necessità di definire le nuove classi di concorso, anche in considerazione degli ulteriori passaggi istituzionali, ma di differirne l’applicazione alla predisposizione dell’organico di diritto 2011/2012».

"l'Unità", 18 dicembre 2009
Buon Natale
post pubblicato in Messaggi, il 18 dicembre 2009


 

ILMIOALBERO
 
Quest’anno
cari amici il mio albero
sarà originale, avrà una forma
particolare, vorrei che fosse speciale
un albero verde come il colore della speranza
vermiglio come il battito del cuore intriso di vero amore
bianco come la purezza della colomba che vola sempre in alto
azzurro come la volta stellare sospesa sulle nostre teste e sui nostri destini
viola come la collina al tramonto e poi vorrei che avesse come ornamenti le
nostre mani tese
e sempre aperte
verso gli altri e…
poi dolci abbracci
a tenerlo unito e alto
tutto il nostro tempo
e alla base pacchettini
splendidi, incartati nei
nostri più teneri sogni,
sogni non ancora reali
ma che lo diverranno
se noi sapremo bagnarlo
con acqua giusta, acqua
di puro sentimento, acqua
d’amore, pace, verità, luce
acqua che noi conosciamo
con un solo nome: limpida
adorata, mai obliata Poesia.
A tutti voi carissimi giunga
il mio caloroso e affettuoso
BUONNATALECOLCUORE
COLMODIVERAAMICIZIA.
 
Natale 2009
(Composizione
della
Poetessa fiorentina
Roberta Bagnoli)
 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. poesia auguri ss.natale 2009 roberta bagnoli

permalink | inviato da Notes-bloc il 18/12/2009 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sottoscrivo il PRIMO PUNTO de "il fatto quotidiano", ma non posso fare a meno di sottoscrivere anche gli altri quattro punti elencati dallo stesso quotidiano! Impossibile sottoscrivere il titolo de "Il Giornale": "ATTENTATO COSTITUZIONALE"!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 14 dicembre 2009


Viviamo momenti difficili ed è quindi necessario fissare alcuni punti fermi a cui noi del Fatto Quotidiano intendiamo attenerci.

Primo.
Silvio Berlusconi è stato oggetto di un'aggressione violenta che sgomenta e che deve suscitare in tutti la più ferma condanna. Il suo volto insanguinato e sofferente è una pagina nera per il nostro Paese.

Secondo.
L'autore dell'aggressione è uno psicolabile da dieci anni in cura per problemi mentali, e tanto basta per individuare la matrice del gesto.

Terzo.
Ieri a Milano il tanto celebrato sistema di sicurezza del premier ha fallito su tutta la linea. Si doveva e si poteva impedire che l'esagitato si avvicinasse a Berlusconi anche perché il suo atteggiamento era apparso subito sospetto.

Quarto.
La domanda sul clima infame che ha provocato l'aggressione è fuori luogo vista la personalità dell'aggressore. Ma se si vuole porre il problema di chi questo clima ha creato sottoscriviamo il giudizio di Rosy Bindi: il responsabile di questo clima è chi da mesi attacca tutte le istituzioni di questo paese, dal Quirinale, alla Corte costituzionale, alla magistratura.

Quinto.
Subito le teste di cuoio berlusconiane, politiche e giornalistiche si sono mobilitate per scatenare la caccia all'opposizione, politica e giornalistica. Sappiano costoro che per quanto ci riguarda non arretreremo di un millimetro nella contrapposizione civile e rigorosa al peggior governo della storia repubblicana.

(Antonio Padellaro)

"il fatto quotidiano", 14-12-2009

art. 54 della Costituzione Italiana
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 13 dicembre 2009


"Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le Leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore".

(Costituzione della Repubblica italiana, articolo 54)

da "l'Unità", 13-12-2009

Lui dice di "avere le palle"! I Cittadini Italiani, però, hanno pure la MIGLIORE CARTA COSTITUZIONALE DEL MONDO!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 10 dicembre 2009


Berlusconi contro giudici e Consulta:   "Cambieremo  la Carta Costituzionale"L'ira di Napolitano: "Attacco violento" 

Berlusconi contro giudici e Consulta: 
"Cambieremo  la Carta Costituzionale"
L'ira di Napolitano: "Attacco violento" 

Di nuovo contro giudici, Consulta, opposizione. E contro Napolitano e Fini. Da Bonn, al congresso del Ppe e davanti a molti premier europei, il premier attacca tutte le istituzioni possibili: «La sovranità è passata dal parlamento ai giudici», dice.  «Dopo la bocciatura del Lodo Alfano è ricominciata la caccia all'uomo». Annuncia che cambierà la Costituzione: "Io ho le palle", sostiene. Fini: "Non condivido, chiarisca". La replica: "Basta, stanco di ipocrisie".   Napolitano: "Profondo rammarico per l'attacco violento sulla Consulta". Bersani: «Affermazioni che drammatizzano il caso Italia». Di Pietro: «Fascismo».  Bossi : «E' l'unico con le palle».
 

"l'Unità", 10-12-09

Ma non è possibile!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 9 dicembre 2009


Tfr dirottato in Finanziaria
Rivolta di Cgil e opposizione

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/finanziaria-2009-1/tfr-tesoro/tfr-tesoro.html

Il sindacato, Pd e Idv fanno muro contro il governo che vuole utilizzare i 3,1 miliardi versati dai lavoratori per coprire un terzo della manovra. "Giù le mani dalle liquidazioni"

"la Repubblica", 09-12-09

La Repubblica Italiana non è più, nei fatti, una Repubblica parlamentare!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 8 dicembre 2009


Tagli, bavagli e regali alle mafie. Tremonti blinda la manovra

di Bianca Di Giovannitutti gli articoli dell'autore

 

 

 

 

 

 

 

 

La Finanziaria arriva in Aula con un record negativo già incassato: è il primo caso di blindatura di fatto già in Commissione. Quella delle ultime 48 ore a Montecitorio è la cronaca di una capitolazione del Parlamento, con il Presidente della Camera ridotto al silenzio dal pugno duro di Giulio Tremonti, che vince su tutta la linea. E in serata commenta «fatto un buon lavoro».

Chiusura su tutto: governo e maggioranza non accolgono nessuna proposta. Un grave atto politico, attacca l’opposizione che promette una dura battaglia in Aula, dove però si profila la fiducia. Pier Luigi Bersani non usa mezzi termini. «Ci chiudono la bocca - dichiara - Non possiamo parlare di nulla, né di redditi, né di occupazione, né degli investimenti».

A nulla è servita una nottata di tentativi, su detrazioni per famiglie e bonus per bambini, o sostegno per i lavoratori. Nulla. Neanche la disponibilità mostrata dalle opposizioni di ridurre le proprie proposte per un esame più veloce apre il varco. Anzi. In mattinata Pdl e Lega ritirano le loro proposte (400) e si preparano a votare il testo già pre-confezionato dal relatore Massimo Corsaro insieme al governo: un pasticcio di misure spot che non rispondono alla crisi, mettono a rischio comparti importanti dello Stato, come la lotta alla mafia e concedono anche una mancia di micromisure ai parlamentari. «Ceti deboli abbandonati - sintetizza Michele Ventura del Pd - messa a tacere anche la maggioranza».

A quel punto i capigruppo Pd, Idv e Udc si presentato da Gianfranco Fini per denunciare l’ennesima anomalia. «È la prima volta che nessun deputato riesce a inserire modifiche in Finanziaria - commenta il capogruppo Pd Pier Paolo Baretta - Fini ha preso atto, non poteva far altro», Le opposizioni abbandonano i lavori e convocano la stampa. Nello stesso momento il centrodestra vara compatto e silenzioso il testo senza modifiche. Ma in Aula il dibattito sarà «caldo» annuncia l’opposizione.

Segue un duello a distanza con accuse reciproche. «Nessuna anomalia, la maggioranza era d’accordo con il governo, l’opposizione ha sollevato solo questioni procedurali», attacca il viceministro Giuseppe Vegas sostenuto dal relatore. «vegas non faccia il provocatore», replica a stretto giro Baretta. Intanto la lega, che all’inizio aveva tentato di smarcarsi, prova a mettere il cappello su qualche misura. Come le risorse per il rimborso Ici garantite ai Comuni. «Un tentativo patetico - commenta Antonio Misiani del Pd - Le risorse sull’ici sono un atto dovuto e non certo una concessione della Lega. Ma cosa si dirà ai cittadini del nord sui tagli alla sicurezza (210 milioni) e sull’inutilità delle ronde?»

Il solco con le opposizioni è incolmabile, sul piano delle regole e su quello del merito. A partire dalle risorse. I quasi 8 miliardi utilizzati provengono dallo scudo fiscale e dal Tfr dei lavoratori. «È un pasticcio fatto di una tantum - attacca Giuseppe Galletti, Udc - e il 70% delle misure serve per ripristinare fondi tolti dalla manovra del 2008, come i libri di testo e la scuola. Non c’è nessun nuovo intervento». «Una Finanziaria senza prospettiva - aggiunge Antonio Borghesi, Idv - che dà poco alla scuola, alla disoccupazione e ai precari, ma riserva 210 milioni alla legge mancia del Parlamento». Spetta a Baretta elencare le disposizioni-vergogna. sulla mafia con un regalo alle cosche con la messa in vendita degli immobili, sull’Abruzzo con l’obbligo di restituire le tasse, sull’editoria con la cancellazione del diritto soggettivo delle testate a ottenere i fondi, sul lavoro. Non è prorogato il bonus famiglia (arriverà con il milleproroghe?), non si parla neanche di poveri.

Il capitolo occupazione è tra i più preoccupanti in tempo di crisi. «Su un miliardo e 100 milioni stanziati, ben 860 milioni sono destinati alla detassazione di secondo livello - attacca l’ex ministro Cesare Damiano - Per gli ammortizzatori restano solo 265 milioni». Come dire: più soldi a chi guadagna e nulla a chi resta senza reddito. L’aumento dal 20 al 30% del sussidio di disoccupazione destinato ai co.co.pro, poi, è una finzione. Per accedere al contributo (massimo 4.000 euro annui) sono necessari tanti requisiti, che già quest’anno, a fronte di circa 200mila precari rimasti a casa, hanno potuto usufruire del bonus non più di 2.000. «È il solito gioco di Tremonti - continua Damiano - che prima stanzia, e poi inserisce ostacoli per utilizzare i fondi». Mobilitata anche la Cgil. «Nulla per il lavoro, nulla per i pensionati», attacca Agostino Megale.

"l'Unità", 08 dicembre 2009



permalink | inviato da Notes-bloc il 8/12/2009 alle 10:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 Dicembre 2009: No B-day a Roma. E il PD ... che fa? Nulla!
post pubblicato in Notizie ..., il 2 dicembre 2009


 

L'intervento di Salvatore Borsellino 2^parte 

 

 

http://www.noberlusconiday.org/

 

e ...

ciliegina sulla torta ...

TENSIONE TRA ALLEATI

Pdl alle prese con il nodo Fini
Lui: non ho nulla da chiarire

Fini e il fuorionda, telefonata in tv:  «Nulla da chiarire»

Il presidente della Camera: «Berlusconi non c'entra nulla con la mafia»|Audio

12:05  POLITICABotta e risposta con Bondi dopo le polemiche:

«Il premier ha il diritto di governare ma deve rispettare le Camere e gli altri poteri»

 Il fuorionda

"Corriere della sera", 02-12-2009

... e, nel frattempo ...

per giovani e meno giovani ...

 

e ...

... allora:

"Liberazione", 5 Dicembre 2009

Sfoglia novembre        gennaio
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv