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di Ignazio Licciardi
Grazie, Charlie!
post pubblicato in Impossibile dimenticare ..., il 26 dicembre 2007


 

Charlie Chaplin
 16 aprile 1889 Londra  - 25 dicembre 1977 Vevey (Svizzera)


Il 25 dicembre del '77 il grande regista e attore se ne andava, laciando dietro di sé molti capolavori del cinema:




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Basterebbe poco per ... essere felici!
post pubblicato in Foto da copertina, il 23 dicembre 2007


 

La corsa spensierata del giovane  Kudakwashe Chiviringa che sta raggiungendo la propria abitazione con un albero di Natale ricevuto in dono da un amico ad Harare, nello Zimbawe: in un periodo di forte recessione come quello che il Paese africano sta vivendo, non sono molte le famiglie che possono permettersi l'acquisto di un albero da decorare. Di qui la felicità di Kudakwashe (Tsvangirayi Mukwazhi/Ap)

Corri che Natale arriva... - La corsa spensierata del giovane Kudakwashe Chiviringa che sta raggiungendo la propria abitazione con un albero di Natale ricevuto in dono da un amico ad Harare, nello Zimbawe: in un periodo di forte recessione come quello che il Paese africano sta vivendo, non sono molte le famiglie che possono permettersi l'acquisto di un albero da decorare. Di qui la felicità di Kudakwashe (Tsvangirayi Mukwazhi/Ap)

"Corriere della sera"




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Master di I livello in Progettista Esperto nella Multimedialità per una formazione all'Intercultura - Pemì -
post pubblicato in Notizie ..., il 13 dicembre 2007


 

A V V I S O

 

***

 PEMÌ)”  

In data 12 dicembre 2007 è stato pubblicato sul sito dell'Università degli Studi di Palermo

il 
Bando di concorso per l'ammissione al Master di I livello  
in

“PROGETTISTA ESPERTO NELLA MULTIMEDIALITÀ

PER UNA FORMAZIONE ALL’INTERCULTURA
(

Coordinatore scientifico: Prof. Ignazio Licciardi

(Comitato scientifico: Proff. I.Licciardi - A.Borruso - D.Oliveri)

Info segreteria scientifico-didattica: Prof. D.Costantino

3382402805 (attivo dal 12.12.2007)

E.mail: info@studipedagogici.it


entro e non oltre le ore 13:00 del 23/01/2008 pena l’esclusione dal concorso.
Non fa fede il timbro postale e la data di spedizione, ma solo quella di ricezione apposta dal protocollo dell’Università degli Studi di Palermo.

http://www.unipa.it/segunipa/settore_postlauream.html

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Il 10 Gennaio 2008, alle ore 16.00,
si svolgerà  nell'Aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione
dell'Università degli Studi di Palermo,
in via Pascoli 6, 
la Presentazione del Master con una Conferenza del
Prof. Franco Blezza,
Ordinario di Pedagogia generale e sociale e Presidente del Corso di Laurea in Sociologia dell'Università degli Studi di Chieti
sul tema:
"Multimedialità, Comunicazione, Educazione".

La domanda di ammissione al concorso, indirizzata al Magnifico Rettore
dell’Università degli Studi
di Palermo,

redatta su apposito MODULO  debitamente compilato,

deve essere presentata o fatta
pervenire all’Ufficio Master Settore Post-Lauream, Viale delle Scienze 90128 Palermo,


****************************************************************************

Il giorno 11 Gennaio 2008 alle ore 11.00,
 il Prof. Franco Blezza
sarà presente presso la Sede del Cupa di Agrigento.



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Straccio rosso di PPP
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 10 dicembre 2007


 

Straccio rosso

(...)Piange ciò che ha
fine e ricomincia. Ciò che era
area erbosa, aperto spiazzo, e si fa

cortile, bianco come cera,
chiuso in un decoro ch'è rancore;
ciò che era quasi una vecchia fiera

di freschi intonachi sghembi al sole,
e si fa nuovo isolato, brulicante
in un ordine ch'è spento dolore.
Piange ciò che muta, anche
per farsi migliore. La luce
del futuro non cessa un solo istante

di ferirci: è qui, che brucia
in ogni nostro atto quotidiano,
angoscia anche nella fiducia

che ci dà vita, nell'impeto gobettiano
verso questi operai, che muti innalzano,
nel rione dell'altro fronte umano,

il loro rosso straccio di speranza.

Pier Paolo Pasolini


da "Liberazione" del 09/12/2007




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Stato? E ... che vor di'! Mercato, vorrai dire! Vita e lavoro? Ma che stai a di'! Morte, disoccupazione e ... diritti negati, vorrai di'!!!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 9 dicembre 2007


 Stato o Mercato?
Piero Sansonetti
Roberto Scola, 34 anni è morto ieri pomeriggio

Piero Sansonetti
Roberto Scola, 34 anni è morto ieri pomeriggio. In serata è morto anche Angelo Laurino. Erano due dei compagni di lavoro di Antonio Schiavone, che era morto invece giovedì mattina: tutti e tre, insieme ad altri 7 operai, travolti dall'incendio alla ThyssenKrupp di Torino. Antonio è stato il più fortunato, è morto subito. Gli altri due hanno agonizzato per 30 ore, fra dolori atroci, con tutto il corpo bruciato dalle fiamme. Intanto continuiamo a scorrere i flash di agenzia e aggiungiamo altri fatti, simili. Ieri è morto un operaio cinquantenne alla Fiat di Cassino, ma non riusciamo a trovare il suo nome. E più tardi a Bisaccia, in provincia di Avellino, è morto un lavoratore edile, Giuseppe Mastrullo, aveva 48 anni. Quattro morti in una sola giornata sono oltre la media. In genere in Italia muoiono "solo" 3 persone al giorno. Dal 30 ottobre, per esempio, cioè da quando è altissimo l'allarme-rom, causato dalla orrenda uccisione di una signora a Tor di Quinto (Roma) - e tutto il mondo politico è impegnato nella ricerca di una soluzione per fare da barriera alla naturale inclinazione dei Rom verso il delitto - non si sono più verificati episodi di omicidi provocati dai Rom e si sono invece contati 120 delitti sul lavoro. Causati dalla necessità dei nostri imprenditori di risparmiare soldi sulle misure di sicurezza. Tanto che viene il dubbio che anche gli imprenditori italiani abbiano una qualche inclinazione naturale per il delitto.
***
I giornali di ieri dedicano le loro pagine, interviste a eminenti esponenti della politica, editoriali eccellenti, a una questione drammatica. Come si è permesso il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, di sostenere pubblicamente che un governo di centrosinistra il quale non fa nulla di centrosinistra - non progetta alcuna riforma sociale - è un governo che ha fallito il suo scopo? I giornali sostengono che un Presidente della Camera non ha diritto di parola su tali questioni. Cioè si può occupare di tutto, ma non di politica e tantomeno dei problemi della gente, del paese, che non devono riguardarlo. Ha scritto Eugenio Scalfari: «Sulla carta ci sono due modi di affrontare la crisi: le dimissioni di Bertinotti dalla presidenza della Camera oppure una sua stagione di stretto riserbo politico nei limiti d'uno scrupoloso esercizio del suo ruolo istituzionale...la seconda strada ...deve avere rilievo pubblico, deve essere esplicita non implicita...Bertinotti dica che d'ora in avanti non farà più esternazioni politiche». Voi sapete che Fausto Bertinotti, per unanime riconoscimento, è la principale personalità politica della sinistra italiana. Avevate mai sentito, in una paese occidentale, qualcuno che chiedesse all'esponente di maggior rilievo di uno degli schieramenti in campo, di arrendersi e di rinunciare alla libertà di parola, in cambio del perdono del capo? Sì, una volta successe. A Benedetto Croce: negli anni trenta...
* * *
Perché sono morti, a Torino, Antonio, Roberto ed Angelo? Sono morti perché gli estintori non funzionavano, erano scarichi. Perché? Perché erano vuoti gli estintori? Per risparmiare dei soldi, in fondo la fabbrica era ormai destinata alla liquidazione, non valeva la pena ammodernarla. Né renderla sicura. Per renderla sicura si sarebbero dovuti investire dei soldi, senza che quei soldi potessero fruttare. Dunque sarebbe stato necessario sottrarre quei soldi ai profitti. Ridurre i profitti vuol dire ridurre la competitività. E una ditta seria, che vuole stare sul mercato, deve difendere la competitività. Lo deve fare per spirito di servizio, per senso del mercato. SENSO DEL MERCATO: non c'è modernità se non c'è senso del mercato e rispetto per le sue leggi.
***
Il titolo dell'articolo di Eugenio Scalfari - scusate se usiamo un aggettivo un po' forte - è agghiacciante: «Bertinotti e il dovere del silenzio». Sullo stesso giornale che pubblica l'editoriale di Scalfari c'è anche una intervista a Sergio Cofferati che parla di «forte lesione dei rapporti istituzionali». Ma siamo sicuri che questi qui sono liberali? O non ho capito niente io, o qualcosa non funziona. Ho vissuto alcuni anni in America, dove ricordo il Presidente della Camera, (lo speaker della Camera, per usare il termine inglese citato recentemente dal vice di Prodi per polemizzare con Bertinotti), era un repubblicano focoso e scaltro, si chiamava Newt Gingrich, e guidava l'opposizione repubblicana al presidente Clinton con la scimitarra in mano: usò tutti i mezzi - la lotta contro le tasse, contro il welfare, contro la spesa pubblica - e alla fine cercò di scalzare ll presidente con uno scandalo sessuale. Era rispettato da tutti. Oggi invece lo speaker della Camera, negli Usa, è una donna, si chiama Nancy Pelosi e guida, in modo assai combattivo, l'opposizione a Bush. Vi dirò di più, per quel che ricordo, negli Stati Uniti se qualcuno sostiene che un esponente politico deve tacere - per senso dello Stato - nessuno è disposto a pubblicargli la dichiarazione, o l'articolo, sul giornale: lo mandano semplicemente in cura da un buono psichiatra.
***
E' senso dello Stato prendere un provvedimento approvato in Commissione alla Camera, stracciarlo, e sostituirlo con un testo diverso su ordine del capo della Confindustria? E' senso dello Stato far votare al Senato una legge e promettere a chi la vota che questa legge sarà cambiata alla Camera e poi tornerà al Senato, e che quindi la "Fiducia" richiesta è falsa? E' senso dello Stato cambiare la propria politica, sui gay, e negare loro diritti, su richiesta del Vaticano? Ragazzi, prima di parlare di senso dello Stato, fate il piacere, leggetevi qualche opuscolo sullo stato di diritto!
***
E' senso del mercato negare la pensione anticipata a chi ha lavorato solo 79 notti all'anno, per un migliaio di euro al mese? Sì, perché le banche dicono di sì, e le banche sono il mercato
***
E' per senso dello Stato, o del mercato, che si vuole cancellare la sinistra e levare il diritto di parola ai suoi leader?


"Liberazione", 08/12/2007




permalink | inviato da Notes-bloc il 9/12/2007 alle 9:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
«Ai miei tempi andavamo a discutere con i politici di casa nostra perché erano costretti ad ascoltarci, adesso diventa tutto più difficile».
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 8 dicembre 2007


 
L'incendio nel sito torinese è l'ennesimo episodio di una gestione distaccata e fredda dei ThyssenKrupp
Ingrao: «Salviamo chi lavora per il pane di tutti»

Andrea Milluzzi
«Ai miei tempi andavamo a discutere con i politici di casa nostra perché erano costretti ad ascoltarci, adesso diventa tutto più difficile». Era appena iniziato l'anno 2005 quando Pietro Ingrao pronunciava queste parole. L'argomento in discussione era l'incredibile lotta che i lavoratori delle acciaierie di Terni stavano portando avanti, forti anche della partecipazione attiva dei ternani, contro la chiusura dello storico stabilimento siderurgico. I proprietari di quel sito sono le due famiglie tedesche Thyssen e Krupp che da quando hanno deciso di fondersi sotto un unico cappello per un unico business, sono diventati ridondanti anche in Italia. Loro è pure la fabbrica torinese dove ieri le fiamme si sono mangiate nove operai, loro è la decisione di rivoluzionare le vite dei dipendenti italiani, prima smantellando un reparto delle acciaierie ternane, poi decidendo di chiudere in toto quello torinese e di trasferire i dipendenti in Umbria. Senza mai farsi vedere, senza mai interessarsi di quali sarebbero state le conseguenze del loro volere sulla quotidianità dei loro lavoratori. Anzi, si narra che quando i delegati sindacali di Terni arrivarono in Germania per discutere il loro futuro, i dirigenti Thyssenkrupp non si degnarono neanche di procurarsi un traduttore. Un atteggiamento di totale distacco, quasi di disinteresse, per tutto quello che non sono numeri e profitto.
Dall'Italia arrivano le tabelle, in Germania si decidono le linee operative. Gli "sgherri" sul luogo poi si devono ritrovare a comunicare le decisioni prese dai vertici e a trattare con il sindacato. Fu così con Terni, quando le tute blu occuparono l'A1 con un Rademacher, presidente del comitato direttivo TK, raffigurato da Pinocchio perché era riuscito a smentirsi nell'arco di 24 ore, fu così con Torino quando dal nulla piombò la notizia che il sito sarebbe stato chiuso a breve. Funziona così per i Tk, che non amano perdere tempo. Quando sono stati costretti a incontrare i sindacati, hanno sempre fissato ora di inizio e ora di fine incontro, intoccabili anche se le trattative non portavano a nulla. E quando si sono trovati davanti una delegazione sindacale con più di un membro - come si usa in Germania - hanno sempre strabuzzato gli occhi per l'inutilità della massiccia partecipazione. Ottimizzare i tempi, ottimizzare i costi, questa è la filosofia. Non è un caso quindi che ieri nell'acciaieria torinese quando gli operai hanno cercato gli estintori per spegnere le fiamme non li abbiano trovati. Quella fabbrica sta chiudendo, è meglio iniziare a smantellare. Poco importa poi se la produzione è ancora così alta da dover chiedere gli straordinari notturni, poco importa poi se divampa un incendio e non c'è niente per domarlo. Scarso rispetto per le relazioni sindacali, scarso rispetto per i dipendenti, scarso rispetto per la vita, in fin dei conti.
Siamo tornati ieri, a quasi tre anni di distanza, da Pietro Ingrao per sentire cosa ne pensa su quanto successo. Eccolo, il suo pensiero: «Mi fa pensare come ancora adesso, che si è camminato tanto, che il controllo degli esseri umani sul fare, sul vivere, sull'organizzare la vita dei paesi e delle città, è progredito così tanto, durino ancora queste condizioni che portano a tali tragedie. Vuol dire per me che ancora noi - e in questo caso "noi" come popolo italiano e potere politico italiano - non abbiamo fatto abbastanza per questo bene cruciale che è la vita di chi lavora nel suo doppio significato: la tutela dell'esistere e la difesa di chi ogni giorno rischia sofferenza, male e persino la vita, lavorando per produrre il pane che poi mangiamo tutti. Penso che queste tragedie debbano essere un amarissimo grido d'allarme e debbano richiamarci tutti, e prima di tutto chi ha la responsabilità di governare, all'importanza che ha la tutela di questo dato elementare della vita umana, laddove impegna la sua esistenza per produrre, per guadagnare il pane di ogni giorno per sè e per tutti noi». Dal grido di dolore al senso di colpa: «Forse non facciamo abbastanza e non abbiamo fatto abbastanza per riproporre all'attenzione e ai doveri di chi comanda, nei luoghi di lavoro e nello Stato, questo tema che sta nei miei ricordi lontani quando in tanti luoghi d'Italia già tante volte abbiamo discusso e anche dovuto versare lacrime». Ma Ingrao non si limita all'Italia, nel giorno in cui oltre a Torino si muore di lavoro anche in Cina, per esempio, dove 96 minatori sono rimasti sotto le macerie, ed espande il raggio del suo allarme: «In questo momento viene alla mia mente il ricordo anche dei luoghi lontani dalla nostra patria italiana, quando lavoratori caddero e perdettero la vita. E mi chiedo quante di queste tragedie scattano ancora nel mondo, e come sia forte e sacra la grande questione che ho appreso nella mia giovinezza, prima di tutto in città operaie, come Terni per esempio, della centralità nella società in cui viviamo dell'atto lavorativo, nelle forme crudeli in cui esso vive da noi e in tante altre parti del mondo». Nell'Italia del 2007, il lavoro ha ancora tutti i problemi aperti, dalla precarietà alla mancanza di sicurezza ai bassi salari. Verrebbe da dire ironicamente "per fortuna c'è un governo di centro-sinistra": «Sì, mi sembra che anche come soggetti politici e governanti, detentori del potere, dobbiamo assumere con molta più forza questa questione bruciante della tutela di chi produce e soffre e rischia ogni giorno persino la vita nell'agire» chiude amaramente la sua riflessione Ingrao.
A Torino lunedì sarà di nuovo sciopero, l'ennesimo per un incidente mortale sul lavoro. Sì, ma per quanto tempo ancora i lavoratori dovranno restare soli in questa battaglia?


"Liberazione", 07/12/2007




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Mentre il BerlusconVeltronismo trasformistico s'insinua ... e mentre Bush non crede a la sua Cia ... e mentre Chavez l'ha presa in ... Babbo Natale, senza renne e senza doni ...
post pubblicato in Notizie ..., il 6 dicembre 2007


 Care colleghe, cari colleghi,
prima di lasciarvi alla lettura del volantino qui di seguito (e in allegato) riprodotto, cogliamo l'occasione per segnalarvi alcuni interessanti articoli riportati sul nostro sito www.unitadibase.it . L'ultimo è un'intervista al Prof. Luciano Gallino relativa alla politica industriale  e la questione salariale dei dipendenti in Italia.   Lo trovate nella sezione "Politica e Lavoro".

Per chi desiderasse svagare un po' la mente, abbiamo aperto da poco anche una sezione "Racconti". 
Oltre ad invitarvi a visitarla, vi invitiamo a fornirci del vostro materiale che valga la pena di essere pubblicato.
Siamo convinti, infatti, che in molti di voi si celino insospettate doti narrative e romanzesche. Rendeteci partecipi.

Un saluto.        UdB Università

             Unità di Base
                 U d B 
        Settore Università
                                                        www.unitadibase.it

Prezzi alle stelle… e contratto alle stalle

Prezzi stellari…

Perché sale il costo di pane e pasta mentre quello del grano scende?


Si preannuncia un Natale al risparmio per gli italiani, altro che cesti pieni di leccornie, al bando sprechi e consumismo, occhio invece all'aumento dei prezzi, che riguarda principalmente i beni di prima necessità
Secondo i dati Istat, l’inflazione a novembre è salita del
2,4%, contro il 2,1% di ottobre, il dato più alto dal giugno 2004.
A risentirne di più sono i prodotti alimentari a cominciare dal pane e dalla pasta, il cui prezzo nell’ultimo anno è aumentato rispettivamente del 12,4% e del 7,7%.

Secondo la Coldiretti gli aumenti di pane e pasta non sono dovuti ai rialzi dei prezzi delle materie prime: «Il grano è sceso del 10%...». Tanto che il Ministero per le Politiche Agricole ha deciso di dare il via ad un piano antispeculazione, per verificare se ci siano manovre illegittime da parte delle imprese di settore che possano influire sui rialzi dei prezzi finali.  Ma non è solo nel settore alimentare che i prezzi sono lievitati, il caro petrolio ha prodotto gravi rialzi nel settore energetico, con benzina e gasolio che volano alle stelle. Ormai pensare di utilizzare fonti alternative di energia sembra la strategia per il futuro, non solo per incidere di meno sull’ambiente, ma anche perché le fonti tradizionali di energia tenderanno a costi sempre più proibitivi.

………………….

I dati diffusi dall’Istat si rivelano oltremodo preoccupanti specialmente se si pensa alle ricadute effettive che i rincari hanno sugli stipendi degli italiani, che in media si aggirano intorno ai 1000-1300 euro al mese. Secondo una stima di Federconsumatori, soltanto il rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari inciderà su ogni famiglia di circa 400 euro annui!

Tabella riassuntiva.
 
Prodotti                         Aumenti su base annua
Pane                                         12,4%
Pasta                                          7,7%
Latte                                           6,4%
Frutta                                         4,7%
Trasporti                                    3,9%
Benzina                                     9,8%
Gasolio                                    11,2%
Combustibili per la casa          12,1%

          

...tra Atto d’indirizzo (CRUI) e Piattaforme da fame (sindacati “rappresentativi”)

 
E’ in questo scenario, in cui, in aggiunta alla “malasorte”, si annunciano tredicesime “più leggere”, che arriva l’Atto di indirizzo per il CCNL Università 2006-2009.
La “piattaforma” dei rettori assomiglia in maniera impressionante alla Piattaforma presentata dai confederal/concertativi nei loro punti normativi: tanta flessibilità,  richieste di “nuova” precarietà, potere d’arbitrio, mobilità coatta e finanche licenziamenti (pudicamente nominati “esuberi”). È ciò che si chiama “Protocollo sul Pubblico Impiego”, e viene “stranamente” invocato all’unisono dai rettori così come dai sindacati che “rappresentano” (dovrebbero, almeno…) gli interessi dei lavoratori.
Chissà quali, poi…

A leggere l’Atto d’indirizzo emanato dalla CRUI – visibile sul sito www.unitadibase.it - non riusciamo a credere alla faccia di bronzo ed alla tracotanza che i rettori hanno messo nella redazione del documento.
Si immagina, ad esempio, il senso di “fastidio” con cui trattano la vicenda dei CEL, che si vuole liquidare una volta per tutte ed in barba alla sentenza della Corte Europea.
Si immagina, per esempio, la superbia con cui si chiede di derogare dai “vincoli” imposti sulle assunzioni “atipiche” in virtù dell’Autonomia di Bilancio (Ah!  Fossimo in Francia…!). Si immagina, però, la soddisfazione di ottemperare ai “vincoli” governativi di “contenimento complessivo”  degli aumenti entro i limiti del 4,46%, comprendendo anche il salario integrativo e sempre più su base “premiale”.
Qui la “loro” Autonomia non viene invocata, guarda un po’…
Progressioni verticali? Sempre e solo in base alle “esigenze organizzative”. Di gettare uno sguardo sul sottoinquadramento cronico non se ne parla neanche, anzi, “va segnalata la necessità di evitare progressioni di massa per l’accesso a posizioni giuridiche più elevate”  (testuale, dall’Atto di indirizzo).   Per carità, non allargate la manica…!
La stabilizzazione dei tempi determinati? Secondo procedure “selettive”. Come se i tempi determinati non avessero già superato la selezione con un (o anche più di uno) regolare concorso…!
Precariato addio? Magari…!  Fatte le leggi, suggeriti gli inganni: 

“Il CCNL dovrà prevedere soluzioni e/o tipologie di assunzioni, compatibili con il quadro normativo nazionale, per garantire il corretto funzionamento di strutture sperimentali (es. Aziende Agrarie, Orti Botanici, etc.) che utilizzano per le peculiari funzioni svolte personale stagionale” (anche questo, purtroppo, è testuale).

Le “contro” proposte dei sindacati, “invece”, richiamano gli stessi principi ispiratori dei rettori. A fronte di due soldi che, come visto dalla tabellina su riportata, non bastano a compensare più nemmeno gli aumenti dei generi di prima necessità, anche i sindacati trattanti reclamano norme più severe e penalizzanti per il personale.
Dulcis in fundo, avremo la certezza della firma da parte di TUTTI i sindacati che saranno chiamati al tavolo di contrattazione. Siatene certi! I “privilegi” legati a quella firma, anche quelli più miseri e meschini, fanno troppa gola ai sindacati “rappresentativi”.
Anche a certi cosiddetti “conflittuali”.
 
Tra poco sarà tempo di feste, e c’è chi attende i regali dalla gerla di Babbo Natale.
Gli auguriamo tanta soddisfazione.
Il sacco della Befana, più facilmente, conterrà solo cenere e carbone.
 
Bologna,  05.12.07                                                                  UdB Università




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Apollo e Dafne (Gian Lorenzo Bernini) XVII sec.
post pubblicato in Impossibile dimenticare ..., il 2 dicembre 2007


 


Gian Lorenzo Bernini
Apollo e Dafne (1622-25)
Marmo di Carrara
cm. 243


Gian Lorenzo Bernini creò per il cardinale Scipione Borghese un capolavoro senza precedenti raffigurando la metamorfosi in alloro della casta ninfa Dafne, inseguita invano da Apollo, dio della luce.
L'opera marmorea in scala naturale, iniziata dal Bernini a ventiquattro anni, eseguita tra il 1622 e il 1625 era collocata nella stessa stanza della Villa, ma in origine stava su una base più bassa e ristretta, appoggiata alla parete verso la scala. A chi entrava allora, Apollo in corsa si presentava di spalle, compariva quindi la ninfa in fuga in un crescendo della sua metamorfosi: la corteccia avvolge gran parte del corpo, ma la mano di Apollo, secondo i versi di Ovidio, sotto il legno sente ancora il battito del cuore. Quindi la scena si chiude, Dafne si è trasformata in alloro per sfuggire al divino aggressore.
link

“… i capelli si allungano in fronde, le braccia in rami; il piede, poco prima così veloce, resta inchiodato da pigre radici, il volto svanisce in una cima. Conserva solo la lucentezza.” (Ovidio, Libro I, vv. 550-552).

riporto da http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=186084




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Luna e ...
post pubblicato in Foto da copertina, il 1 dicembre 2007


 

La mano tocca la  Luna, ma è quella esposta in una rassegna sul design a Tokyo (Reuters)

Illusione Ottica - La mano tocca la Luna, ma è quella esposta in una rassegna sul design a Tokyo (Reuters)
"Corriere della sera" 2007




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