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di Ignazio Licciardi
Mi rivolgo soprattutto alle future educatrici e ai futuri educatori! Grazie.
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 5 luglio 2009


Un grande problema deve assolutamente trovare tantissimi interlocutori! Grazie.

Su Facebook è stato posto un problema di grandissima portata da mia figlia Francy!

(il problema posto da Francy):

http://www.facebook.com/group.php?gid=100201719931 

(il luogo dei commenti):

http://www.facebook.com/wall.php?id=100201719931#/wall.php?id=100201719931 

(Area discussioni sul tema):

http://www.facebook.com/home.php#/board.php?uid=100201719931

Al momento, è presente una forma di dialogo tra lei e me, ma gradirei immensamente che altre/altri - soprattutto se donne - intervenissero sulla problematica posta. Mi rivolgo, allora, a Voi, care e cari future/i educatrici/educatori perché possiate partecipare con le vostre considerazioni e invitare anche altre/i ad affrontare tale problematica

Grazie.

Post pubblicato anche in "HumanitatisArx"

http://www.technologeek.com/blogs/index.php?blog=36&paged=1&page=1

Guardate questo video: Filosofi Tedeschi contro Filosofi Greci. Chi vincerà?
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 25 giugno 2009


 

Rilassiamoci un po', assistendo ad una partita di calcio memorabile: Filosofi Tedeschi contro Filosofi Greci!


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L'Italia non è un Paese per i giovani!!!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 19 giugno 2009


 

Trentenni, generazione «rapinata». Ma loro perché non si ribellano?

di ma.ge.

C'è un film che racconta come dovrebbe funzionare il passaggio del testimone tra una generazione e l'altra. E come una comunità, un paese, un'azienda, un partito, grazie a quel passaggio virtuoso, possa uscire dall'empasse. Il film è Fiume Rosso di Howard Hawks. Scenario western. In Texas c'è la crisi, il prezzo dei bovini va a picco e l'unica è portare la mandria altrove. Ma dove? Il vecchio allevatore dice: verso il Missouri. Ma la traversata si arena e diventa un esercizio estenuante per tutti. È allora che il figlio prende l'iniziativa, interpreta i malumori dei madriani, vince il dispiacere di contraddire il padre, e porta tutti verso Abilene, la nuova meta, che lui stesso ha fiutato.

Ecco quel figlio capace di prendere il potere e rompere con gli schemi paterni nell'Italia del 2009 è fin troppo evidente che non ci sia o quanto meno che stenti ad emergere. Né c'è quel padre, capace di riconoscergli spazi di azione, opportunità e meriti. E per questo, appunto, il nostro
Non è un paese per giovani, come recita l'agile pamphlet, edito da Marsilio per la collana "I Grilli", che troverete da oggi nelle librerie (e di cui potete leggere qui alcune anticipazioni). Autori, Elisabetta Ambrosi, 34 anni, giornalista, e Alessandro Rosina, 40 anni, demografo. Il loro è un atto di accusa rivolto a due generazioni. I trentenni che invece di ribellarsi si accontentano. E i cinquanta-sessantenni che, uccisi i padri, pur di conservare il potere, sbarrano la strada ai figli. A meno che non siano «figli di». La domanda è: perché i nostri «eroi», i trentenni, non si ribellano? L’ipotesi è che tra “vittime” e “carnefici” si sia stretto una sorta di «consociativismo generazionale» che sbarra la strada al cambiamento.

 

"l'Unità", 18 giugno 2009

Democrazia partecipata grazie alla rete?
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 29 maggio 2009


 

La creatività sociale del web per «riavviare» la democrazia italiana

di Carlo Infante

Lo sviluppo della nostra società riguarda l’evoluzione dell’idea di spazio pubblico, dall’invenzione del teatro nella polis greca alle piazze del rinascimento. E’ in questo quadro che s’inserisce la creazione di ambiti ludico-partecipativi per l’aggregazione giovanile anche nel web. Questo approccio può diventare un’opportunità per coniugare il principio basilare del sistema educativo, quello di formare cittadini, con la pratica culturale nel nuovo spazio pubblico che sta emergendo, quello di Internet. In questo senso è importante la realizzazione di nuovi format culturali ed educativi di comunicazione interattiva per interpretare le potenzialità di ciò che viene definito il web 2.0, ovvero l’evoluzione della rete nel senso partecipativo, come il fenomeno dei blog e dei social networking ha reso evidente.

La rete come spazio pubblico
La scommessa principale in atto per quanto riguarda l’Innovazione è direttamente proporzionale alla capacità d’interpretare la Società dell’Informazione per ciò che può diventare: il nuovo spazio pubblico, quello di una polis fatta da informazioni prodotte dall’azione degli uomini che vivono e usano la rete come nuova opportunità di relazione sociale. L’evoluzione del social networking ( e ancor prima dei blog) rifonda il concetto d’informazione: non più solo prodotta dagli specialisti (giornalisti e autori) bensì dagli utenti dei sistemi informativi che, attraverso l’approccio interattivo, esprimono il loro diritto-dovere di cittadinanza nella società dell’informazione. Si tratta di condivisione dello spazio pubblico rappresentato dalle reti: l'infrastruttura della società in divenire. L’utente delle reti può trovare il modo per portare con sé, dentro la rete globale, la dimensione locale della propria soggettività e della propria comunità, per dare forma alla coscienza dinamica della propria partecipazione attiva. Educare dopotutto significa “tirar fuori” (dal latino “educere”). E' qualcosa che è già nell’aria da tempo nella cultura digitale ma che deve ancora compiersi nell’assetto generale della res pubblica ed è per questo che è decisivo saper guardare alle nuove generazioni. Sono loro i futuri soggetti attivi di una socialità nuova che darà forma e sostanza alla figura che è ben definita da uno dei soliti neologismi: prosumer, il produttore-consumatore d’informazione.

Verso una società dei saperi e dei pareri
Senza questa attenzione qualsiasi portale web apparirà come uno di quei gran portali di ranch visti nei film western degli anni Sessanta: una grande impalcatura con il deserto dietro. La fortuna delle piattaforme di social networking dimostra quanto sia possibile rilanciare una strategia di comunicazione pubblica che sia in grado di tradurre l’interattività in nuova forma d’interazione sociale e anche, diciamolo, emozionale. Per accostare all’auspicata società dei saperi anche una società dei pareri. Le strutture relazionali della società di massa (amplificata dai mass-media) sono logore e necessitano un radicale ripensamento a partire da un più preciso orientamento della comunicazione verso target particolari, dai gruppi d’interesse alle diverse comunità della società multiculturale, fino alle diverse fasce generazionali, pensionati o adolescenti che siano. È da considerare però che non è solo una questione di nuove funzionalità. Non è infatti solo un fatto di servizi più evoluti, di soddisfazione dei bisogni, bensì di strategia di comunicazione pubblica che solleciti il desiderio di mettersi in gioco: di partecipare a piattaforme web che sappiano fidelizzare e valorizzare il feedback dei cittadini on line. Perché si renda esplicito quanto la rete possa essere spazio pubblico
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Carlo Infante (carlo@performingmedia.org) è docente
di Performing Media nelle Università di Bologna Udine e Macerata

"l'Unità", 29 maggio 2009
E-book! Cosa ne pensate?
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 13 maggio 2009


 13/5/2009 (7:30) - EDITORIA DOMANI. COSÌ CAMBIERÀ LA NOSTRA LETTURA
E-book, la carta non abita più qui
E' l'evoluzione della specie: testi elettronici a pagamento, i pro e i contro
ANNA MASERA
L’editore Stefano Angeli per ora si limita a metterli nel suo catalogo su Internet (www.francoangeli.it): 250 libri in formato elettronico, che saliranno a un migliaio entro la fine dell’anno, l’offerta più ricca oggi disponibile in Italia nell’ambito dell’editoria universitaria e professionale, quella che molti ritengono la più indicata ad aprire la strada all’ebook.

«Spero di convincerlo a offrire i suoi libri anche sui nostri dispositivi portatili» commenta Antonio Tombolini, amministratore delegato di Simplicissimus Book Farm, partner de La Stampa, che commercializza gli unici lettori ebook disponibili attualmente in Italia, l’iLiad e l’iRex, prodotti dalla Rex Technologies della Philips. Già: perchè quando si parla di ebook si intende il lettore digitale - un oggetto di plastica delle dimensioni di un libro in formato paperback, ma più sottile - che contiene nella sua memoria centinaia di libri e permette di leggerli tutti su un unico schermo di «carta elettronica» più riposante per la lettura di un computer grazie a particelle che riproducono l'inchiostro anche alla luce del sole e simulano le pagine stampate.

C’è chi la vede come Umberto Eco, secondo cui il libro digitale non farà mai scomparire la carta. Chi la vede come Rupert Murdoch, secondo cui per salvare l’editoria nell’era dei bit bisogna trovare modelli di business a pagamento per libri e giornali come è stato fatto per la musica. E chi non trova affatto scontato che un libro - o un giornale - di carta resti sempre più comodo per la lettura. L’idea dietro all’ebook è accattivante: anzichè parole inerti stampate, i lettori hanno testi dinamici immagazzinati in un supporto elettronico che permette loro di leggere, ingrandire, annotare, sottolineare, ricercare, archiviare, in futuro anche ascoltare. La sfida per i produttori è sviluppare un apparecchio comodo e facile da usare, trasportabile e fruibile dappertutto, come è un libro. Per autori ed editori che sfornano libri, immaginarli per possibili fruizioni multiple (audio libri? «Print on demand»?). Secondo Elido Fazi (Fazi Editore), «l’ebook permette di reintrodurre titoli usciti dal mercato o mai tradotti». Di certo c’è che l’ebook alletta perchè fa risparmiare agli editori i soldi della carta, della stampa e della distribuzione, e permette di riproporre per i contenuti editoriali quel modello di business a pagamento che su Internet non funziona, perchè nel Web il pubblico si aspetta tutto gratis e - come per la musica digitale e i video - addio copyright. E se il vecchio caro libro di carta affascina ancora, è ormai consolidato che l’ebook è l’ideale per il mondo degli studenti, dei docenti, di chi fa ricerca, di chi deve aggiornarsi professionalmente, perchè consente un modalità di lettura meno riflessiva, però più funzionale, in grado di garantire una immediata accessibilità alle informazioni cercate. Mentre nella scuola dell’obbligo, il sogno è «addio zainetto» straripante di pesanti volumi.

Ma è anche vero che finora gli ebook hanno deluso le aspettative. Innanzitutto perchè i prezzi dei dispositivi hardware sono ancora troppo alti, come sottolinea Gian Arturo Ferrari, direttore generale della divisione libri Mondadori: tra i 350 e i 600 euro (per quelli col wi-fi). Il problema prezzo riguarda anche i titoli: gli editori si giustificano additando l’Iva, che per i libri è del 4% ma per gli e-book è del 20%. Poi siamo ancora lontani da standard universali che ne rendano intuitivo l’uso ai non tecnofili, sia di impaginazione sia di fruizione: batterie che si scaricano, tasti piccoli, buchi tra le righe, numeri di pagina che non si trovano. Ogni produttore hardware promuove il proprio a discapito degli altri. Per tutelare i diritti d’autore, l’acquisto è di fatto una «licenza d’uso» che consente di scaricare il file e di ricevere una chiave d’accesso che permetterà all’acquirente di memorizzarlo e di visualizzarlo, ma solo sul proprio pc o sul proprio lettore ebook. Non è inoltre possibile stamparlo, copiarne delle parti (per includerle in altri file) e trasmetterlo o renderlo visibile a terzi. Ad oggi Kindle di Amazon, come tutti i lettori di e-book proprietari, e già come l’iPod della Apple per la musica e i film, utilizza il sistema di controllo per la gestione dei diritti cosiddetto Drm (Digital Rights Management) che limita l’utilizzo a un solo dispositivo.

Insomma: mentre fioccano gli accordi tra case hardware, software e di contenuti editoriali (Google con Sony, Apple con Amazon), l’ebook è lontano dall’aver conquistato il pubblico che ancora ama leggere. Ma la visione, di creare un oggetto che possa contenere tutti i propri libri e giornali preferiti e li offra in meno di un minuto, pronti e facili da leggere e sfogliare in versione elettronica, resta. «I clienti che scelgono gli ebook leggono nel corso dell’anno molti più libri, rispetto agli altri» ha osservato Jeff Bezos, il fondatore di Amazon che sulla vendita dei libri via Internet ha fatto la sua fortuna, presentando quest’anno il suo Kindle 2, più maneggevole, potente e capiente del primo Kindle di un anno fa. Da allora anche la Sony ha perfezionato il suo Reader, che però in Italia non è ancora in vendita. Amazon negli Usa ha sfornato da poco anche Kindle Dx, che dovrebbe arrivare in Italia nel 2010, con uno schermo più grande che permette di leggere non solo libri elettronici ma «epaper», il giornale scaricabile in abbonamento per il formato ebook. L’idea è che l’epaper permetta agli editori di risparmiare sui costi di stampa e distribuzione dei loro giornali e tornare in qualche modo al loro iniziale modello di business: vendere abbonamenti.

Secondo una ricerca dell’Associazione Italiana Editori, i ragazzi (6-17enni) che utilizzano le tecnologie hanno un rapporto sempre più stretto con la lettura: qui stanno gli investimenti da fare e forse anche la chiave per identificare il lettore di domani.

La Stampa lancia il suo e-paper
Negli Usa, sul lettore e-book Kindle di Amazon ci si può abbonare a oltre 58 giornali (presto anche a La Stampa). Ma in Italia, La Stampa è il primo ad essere già disponibile in abbonamento (11,90 euro al mese) in formato e-paper (
www.lastampa.it/epaper) sugli unici e-book attualmente in vendita, iLiad e iRex, commercializzati da Simplicissimus Book Farm (www.simplicissimus.it): per saperne di più, vederlo e provarlo, partecipate alla conferenza stampa di lancio venerdì alle 12.15 al nostro stand alla Fiera del Libro (Pad. 3 – Q26 R25).

"La Stampa", 13 Maggio 2009
Mentre in Sicilia, chiudono i Corsi di Laurea in Formatore multimediale, uno studente delle Medie Superiori scrive ...
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 9 maggio 2009


 

Are we in Matrix?

di pennavvelenata (Medie Superiori ) scritto il 08.05.09

Siamo in Matrix? Abbiamo ancora il controllo delle macchine, o sono loro a controllare noi? La robotizzazione dell'individuo è un processo che sta iniziando ora o che si è già completato prima che ce ne rendessimo conto? Con questo non voglio dire che dovremmo tutti vestirci di nero e sfasciare i computer a colpi di karate, però dovremmo fare attenzione. Internet è una potenza, anzi una Forza, con il suo lato buono e il suo lato oscuro, e per il momento non si vedono molti cavalieri Jedi capaci di insegnare a distinguere i vantaggi dagli svantaggi, le scorciatoie dai pericoli, il Bene dal Male. Per questo sono favorevole all' introduzione di internet a scuola, non per sostituire i libri (come si fa a dire che gli e-book costano meno? Tra la manutenzione dovuta ai soliti virus e la Moda che impone di cambiare il lettore una volta al mese...) ma per integrare l'insegnamento. I ragazzi sono abituati a cercare informazioni in rete? Bene, prendiamone atto e insegnamo loro, fin dalle elementari, ad usare il web in modo sicuro e ventaggioso, per favorire uno studio di ampio respiro, con tanto di collegamenti interdisciplinari non previsti dall' insegnamento "classico". Sorge Però un dubbio: quanti professori sanno cos'è uno spyware? Sembra che tra le due parti vi sia un muro di pregiudizio: i prof sono vecchi e i giovani sono barbari fighetti che, persi dietro agli emoticon, dimenticano il congiuntivo, con il risultato che i giovani si allontanano dallo studio e i professori non si avvicinano alla tecnologia, cosicché l'uso dei computer a scuola rimane confinato a quelle inutili lezioni di informatica dedicate ai programmi di utilità locale, comprensibilissimi senza bisogno di insegnanti. Si possono superare questi pregiudizi? Sì. I nati dopo il 1980 non sono tutti teenager, ci sono anche molti laureandi, tra cui un discreto numero di aspiranti professori. Perché non sfruttarli per creare una élite di docenti altamente specializzati, che possano insegnare sia ai ragazzi sia ai colleghi a sfruttare al meglio le potenzialità di internet? So che può sembrare ingenuo da parte mia sostenere una simile posizione, vista la situazione, non solo economica, della scuola italiana, ma sono convinto che questo potrebbe essere un decisivo passo avanti per modernizzare il nostro insegnamento. Con buona pace degli inglesi, che ancora incolpano dello scarso rendimento degli studenti i "professori noiosi" o le classi miste.

"la Repubblica@scuola", 09-05-09

Franz Kafka scrisse che le fiabe nascono dalla «profondità del sangue e della paura».
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 5 maggio 2009


 

Oggi in edicola con il «Corriere» la prima favola sonora

Orchi, streghe e boschi bui
Così la fiaba vince la paura

La scrittrice: anche le cose più terribili possono essere esorcizzate

Orchi, streghe e boschi bui Così la fiaba vince la paura
									 

Franz Kafka scrisse che le fiabe nascono dalla «profondità del sangue e della paura ».
Di sangue grondano le grandi fiabe classiche, di paura sono affamati i bambini quando ti chiedono di ripetere ancora e ancora proprio i passaggi più cruenti delle storie, l’attimo in cui il bosco è più nero e Pollicino più smarrito, e più alte le fiamme a divorare l’infida strega di Hansel e Gretel, l’attimo del calare del coltellaccio sulle sette testine recise dall’Orco. Se le selve più oscure e perigliose sono state attraversate prima di essere scritte, se in qualche mezzanotte del cuore l’autore ha un tempo incontrato la grande paura che racconta, più potente sarà l’abbraccio della fiaba, più lontano nel tempo il suo tramonto. E se ne troverà traccia in ogni paese, infiniti nomi, infinite varianti della stessa fiaba, tutte parenti tra loro per parte di Paura. Infiniti abbandoni e orfanità, miserie e inganni, alleanze e tradimenti, furbizie e dabbenaggini, eroismi e viltà, modestie e sfrenate ambizioni, cuori smisurati e di pietra. Tutt’altra cosa è scrivere favole. Favola non è sinonimo di fiaba. Si entra nel territorio di Esopo (il cui sentiero fu continuato da Fedro e La Fontaine), territorio più quieto e pianeggiante, abitato da animali antropomorfizzati, con non celati intenti didascalici ed educativi. Esopo (forse di origine africana e giunto in Grecia nel VI secolo a.C. come schiavo) fu descritto dalla tradizione come deforme e orribile, forse è solo leggenda, ma seducente per quell’ombra di spaventosità.

Modernissime dopo quasi una trentina di secoli, una in particolare meriterebbe oggi più che mai d’essere letta, ma non dai genitori ai bambini, ma dai bambini ai genitori: «Il granchio e sua madre». Alla madre che sgridava il piccolo per la sua andatura tutta di traverso e troppo rasente l’umida roccia, il figlio dice: «Mamma, se vuoi che impari a camminare dritto io, cammina dritta tu». A volte iniziamo a scrivere una fiaba solo con l’intenzione di far sorridere il piccolo bambino che ci leggerà, ma poi la penna se ne va per conto suo, esce dalla nostra pensata strada e come un Cappuccetto Rosso disubbidiente si inoltra in territori altri e attardandosi finisce per incontrare il buio e nel buio due minacciosi occhi di lupo. Ma proprio in quel sinistro fuori strada forse il piccolo lettore troverà quello che cercava. Per esempio la dimostrazione che cose terribili possono sì accadere, persino accadergli, ma poi cammina cammina potrà come il protagonista della fiaba allontanarsene, avvicinarsi al lieto fine. Non minore il sollievo per noi autori, se dopo lunghissima apnea alcune nostre antiche paure riusciranno a risalire, a riemergere, a rivedere la luce e a svanire, anche loro attraverso un cammina cammina, parola dopo parola. Raccontando attraversiamo anche noi boschi bui, ridiventiamo anche noi vecchi bambini persi, spaventati, ma come chi ci legge ne usciremo alla fine rassicurati

Viviane Lamarque
"Corriere della sera", 05 maggio 2009

Superman o Pinocchio? Clicca e ...
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 16 settembre 2008


 La Scienza della Comunicazione di Silvio Berlusconi


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Ma l'uomo occidentale di cosa è consapevole!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 1 marzo 2008


 
Tra il Buddha e un filosofo del suo tempo si svolse il seguente breve dialogo. Disse il filosofo: «Ho sentito che il vostro Dharma è una dottrina del risveglio. Qual è il vostro metodo? Che cosa fate ogni giorno?». Rispose il Buddha: «Camminiamo, mangiamo, ci laviamo, ci sediamo». E il filosofo: «Che cosa c'è di speciale in questo? Tutti camminano, mangiano, si lavano, si siedono». Disse il Buddha: «Signore, quando camminiamo siamo consapevoli di camminare; quando mangiamo, siamo consapevoli di mangiare e così via. Invece quando gli altri camminano, mangiano, si lavano, o si siedono, in genere non sono affatto consapevoli di ciò che stanno facendo».

( Thich Nhat Hanh - © copyleft perle.risveglio.net )

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La Rubrica "Tavola rotonda su ..." si è trasferita in ben altro magico luogo!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 2 aprile 2007



 

La Rubrica
"Tavola rotonda su ..."
si è trasferita in
"HumanitatisArx"

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N.B.: chi volesse iscriversi alla Tavola Rotonda "HumanitatisArx"
dovrà rivolgersi a
magic@technologeek.net
oppure
magic.moment@email.it


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La Rubrica "Tavola rotonda su ..." si è trasferita in ben altro magico luogo!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 29 marzo 2007


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Tavola Rotonda su "Ma le nuove tecnologie cosa andranno a rafforzare?" ...aperta non soltanto ai Corsisti di ...
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 11 marzo 2007


Nel 1995, Derrick De Kerckhove rilasciava questa intervista su “La mente umana e le nuove tecnologie della comunicazione” http://www.mediamente.rai.it/HOME/BIBLIOTE/intervis/d/dekerckh.htm

 

Derrick De Kerckhove e Pierre Lévy li ritroviamo a confronto in una intervista del 1998

http://www.mediamente.rai.it/HOME/BIBLIOTE/intervis/d/dekerc05.htm

 

Luca Toschi sostiene, oggi: “Pierre Lévy e Derrick De Kerckhove, pur nelle diversità… s’incontrano. … Leggere, studiare, conoscere questi due autori serve soprattutto a recepire il loro invito a immaginare, a rompere con una logica oramai ingannevole, a dare vita ad una ‘poetica’ dell’azione individuale, a una ‘poetica’ della società”.

“Le nuove tecnologie aprono grandi possibilità … purché si ragioni non in termini di ‘impatto’ bensì di ‘progetto’ ...”(D. De Kerckhove, Antonio Tursi, Dopo la democrazia?, Apogeo, Milano, 2006, p.112).

 

Ma “progettare” è ancora ‘intercultura’? è ancora ‘democrazia’?

 

Varie le posizioni da ascoltare, comprendere e ri-disegnare e definire, frequentando i vari box di cultura, presso i quali di tal fatti si può sentir parlare:

Pierre Lévy: verso la ciberdemocrazia;

Alberto Abruzzese: innovazione tra post-democrazia e post-umanità

Derricck de Kerckhove: dalla democrazia alla ciberdemocrazia

Franco Berardi Bifo: democrazia e mutazione

Luca Toschi: maschere e luoghi della politica in rete

Antonio Tursi: proliferazione della discussione, necessità della decisione

Stefano Rodotà: dieci tesi sulla democrazia continua

Sara Bentivegna: a che punto è l’e-democracy

Michele Prospero: la solitudine del cittadino virtuale

Derrick de Kerckhove e Antonio Tursi: un punto interrogativo: una nuova avventura del linguaggio?


E noi? Che diciamo? Che posizione assumiamo? Ascoltiamo e attendiamo? Ascoltiamo con ordine le varie proposte? Ci incontriamo nell’agorà virtuale, dopo aver ascoltato nei vari box di cultura le plurime posizioni e ce le scambiamo? E, poi? Ci sediamo intorno alla Tavola Rotonda? Oppure …



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Tavola Rotonda su "Libertà, Responsabilità ..." aperta non soltanto ai Corsisti di Scienze Umane e Motorie
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 4 marzo 2007


Proviamo a riflettere sul tema della libertà e della responsabilità nel tempo delle tecnologie imperanti?


Beh, io proporrei di leggere una recensione ad un libro di Magnani:
http://www.recensionifilosofiche.it/crono/2006-01/magnani.htm ;

 

poi il Manifesto di Oxford del 1997:

http://www.fondazione-einaudi.it/Pagine/base.asp?key=17 ;

 

e, poi, perché non rileggere di Ivan Illich, Descolarizzare la società? (mi soffermerei sull’ultimo capitolo sull’uomo epimeteico):

http://www.altraofficina.it/ivanillich/Allegati/Descolarizzare%20la%20societ%C3%A0.rtf ;

 

e, infine, seguire un Seminario della CGIL:

http://www.audiovideo.cgil.it/seminarioricerca20061124/showmovie.asp?M=8_GiuseppeNardulli&T=Giuseppe%20Nardulli

 

e, poi … a Voi la scelta di continuare a ricercare e a leggere!

 

Il moderatore?


Beh, inizia Re Riccardo XXXVII A, ma ... intravedo che altri - soprattutto donne! – vorranno destituirlo!
Sì, prevedo una bella lotta!
Beh … incrociamo le dita!!!




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Tavola Rotonda su un saggio di Marco Dallari dell'Università di Trento, aperta non soltanto ai Corsisti di Scienze Umane e Motorie
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 19 febbraio 2007


Invito alla lettura:
Marco Dallari, Natura umana e cultura, in "Pedagogika.it", Settembre-Ottobre 2006,
Anno X, n.5, pp.11-16.

http://www.pedagogia.it/pdf/lrPedagogikaX5.pdf




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Tavola Rotonda su "Informare e Comunicare", aperta non soltanto ai Corsisti di Scienze Umane e Motorie
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 10 febbraio 2007


Su “la Repubblica” del 16 giugno 2005, Corrado Augias, rispondendo ad una lettera di una insegnante precaria, scriveva: “Ho sempre pensato che il vero patrimonio della scuola siano gli insegnanti che giudicano il loro mestiere il più bello del mondo. I programmi e le riforme dei ministri vengono dopo, molto dopo (...) Definisco colta una persona capace di ragionare, di conoscere e soprattutto di articolare in una visione globale e in un sistema di valori le proprie conoscenze; in questo senso un insegnante dovrebbe essere colto ed è certamente colto il professore che insegna il rispetto della libertà, la correttezza logica di un ragionamento, la distinzione tra …” e – io aggiungerei –:
 -) che sappia favorire un sistema di circolazione delle informazioni;
-) che sappia offrire ai giovani la possibilità di accedere ad informazioni chiare e che possano raggiungere anche le loro figure parentali, sia in maniera indiretta (attraverso il “fare comunicativo” dei giovani stessi) che in maniera diretta (coinvolgimento delle altre istituzioni formative – non formali: “famiglia” et alia; ed informali – nelle attività formative della scuola che è definibile come “istituzione formale”);
-) che sappia proporre fasi progettuali che mirino a migliorare la qualità dell’informazione e a far crescere la dimensione della comunicazione dialogica;
-) che sappia affrontare problemi, quali:

  1. disabilità
  2. contraccezione
  3. AIDS (su questi temi, cfr. per esempio, il sito della Ausl di Modena http://www.ausl.mo.it/parliamo/index.html )
  4. omosessualità (cfr., per esempio, http://www.istc.cnr.it/doc/52a_1883p_omosessuali.rtf )
  5. morte ( http://www.guidagenitori.it/guidagenitori/home.jsp?openDocument=3813&parent1=150&parent2=95&docs=95 )
  6. guerra, terrorismo ( http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=239.151 )
  7. razzismo ( http://www.stradanove.net/news/testi/libri-01b/lapic2711012.html )

P.S.: ma … chi farà da moderatore?



permalink | inviato da il 10/2/2007 alle 21:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (82) | Versione per la stampa
Tavola Rotonda su "Violenza nella città", aperta non soltanto ai Corsisti di Scienze Umane e Motorie
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 3 febbraio 2007


... “se osserviamo il nostro attuale modo di vivere” – affermano H.Maturana e X. Dávila – notiamo di essere costretti, da una parte, dai fondamentalismi e, dall’altra, dalla “cecità educativa”; i primi “sostituiscono comportamenti etici con moralismi religiosi o politici che, nel momento stesso in cui vengono posti, negano la possibilità di riflettere sui loro fondamenti”,[1] provocando “discriminazione, risentimento, aggressività”; la cecità educativa, invece, determina disgregazione sociale, emarginazione, droghe, delinquenza”.[2] ...



[1] Humberto Maturana e Ximenes Dávila, Emozioni e linguaggio in educazione e politica, trad. it., elèuthera, Milano 2006., p.8.

[2] Ibidem. Cfr., pure, Edgar Morin, I sette saperi necessari per l’educazione del futuro, trad. it. Raffaele Cortina, Milano 2003; e Franco Cambi, Incontro e Dialogo, Carocci, Roma 2006; e Raffaele Mantegazza, I buchi neri dell’educazione, elèuthera, Milano 2006.
(citazioni tratte da uno scritto di Ignazio Licciardi - in corso di stampa -)




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Body mass index nella scheda di valutazione degli USA
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 9 gennaio 2007


In America si sperimenta, fra le proteste, la valutazione
della massa corporea. Nelle nostre scuole campagne educative

Stati Uniti, l'obesità finisce in pagella
Ma gli esperti italiani frenano

Nel nostro paese: "Punire gli studenti è inutile e dannoso"
di ALESSANDRA RETICO


<B>Stati Uniti, l'obesità finisce in pagella  <br>Ma gli esperti italiani frenano</B>

ROMA - In matematica 6, in inglese 8 e in indice di massa corporea 80esimo percentile. Con una pagella così non è chiaro come andrà a finire: tutti a mangiare una pizza per festeggiare la promozione o ci si attacca al telefono per cercare un buon professore per le ripetizioni di anatomia, alimentazione o quel che significa quell'80esimo lì.

Alcuni bambini americani, le loro famiglie, in questa confusione sono caduti da quando insieme ai voti classici nelle varie materie di studio si ritrovano nella scheda di valutazione BMI (il body mass index), un numero che esprime l'indice di massa corporea e cioè se si è grassi, magri o nella norma. Un voto ai chili insomma. Che è una delle misure che dall'amministrazione centrale Usa a quelle locali sono state prese per combattere l'obesità, ormai definita epidemia da quelle parti visto che le percentuali di sovrappeso e obesi oltreoceano si aggirano sul 67%, di cui 9 milioni sono ragazzini.

Karlin Dunbar, 6 anni, l'ha preso proprio male quel voto che non capisce. Non sa che i bambini come lei che ottengono tra 5 e 85esimo percentile sono supernormali. Ma a scanso di equivoci ha smesso di mangiare. "È impaurita, crede che la maestra la stia sgridando perché è grassa" ha raccontato sua madre Georgeanna al New York Times. "Non mi stupisce la reazione" commenta la psicologa Tilde Giano Gallino. "Le paure nei bambini sono un po' sempre le stesse, dai fantasmi alla non accettazione. Il problema è la responsabilità degli adulti e delle scuole sulla nascita nei bambini di un comportamento alimentare corretto.

La pagella con l'Bmi? Direi che andrebbe spiegato: in molte scuole anche materne italiane ci sono già da tempo campagne di educazione al cibo dove vengono coinvolti genitori e insegnanti".

In Pennsylvania dove Karlin fa le elementari invece è arrivato il voto di stato. Con le conseguenti polemiche di esperti pro e contro, con le non marginali piccole o grandi depressioni dei piccoli alunni. Nella scuola di Karlin, la Southern Tioga School District, c'è una curiosa politica: a merenda servono torte stracaloriche, pizza e coca cola e ginnastica si fa solo per metà dell'anno; però poi mandano a casa la pagella corporea. Un numero e basta, senza spiegazioni, senza regole o suggerimenti alle famiglie a un'educazione alimentare.

Amanti dei numeri come tutti gli americani, gli amministratori del distretto si sono spaventati per quelli di un report sulla popolazione scolastica locale che risale al 2003-4: il 34 per centro degli studenti è sovrappeso o a rischio. Dunque giù punizioni con il Bmi. "Che è un indice astratto e senza alcuna base scientifica" spiega il nutrizionista Eugenio Del Toma. "Inventato dalle compagnie di assicurazioni statunitensi, è stato importato nel grande business delle diete".

In Italia siamo considerati anche dalle statistiche tra i più longilinei al mondo, però le nuove generazioni meno: se un adulto su 3 è in sovrappeso (33,4 %) e il 9,1% obeso, il 13% dei bambini e degli adolescenti sono proprio obesi. E non è tanto per colpa della merendina globale che è meno cibo spazzatura di qualche anno fa o perché in calorie superi il pane e salame di altre epoche, "ma perché è l'intero contesto sociale che è degradato - aggiunge Del Toma - : i ragazzi non mangiano di più o peggio, ma si muovono di meno".

Perché le città sono meno "giocabili", prima si stava nei cortili e nelle piazze con un pallone per ore, adesso dove stanno gli spazi e poi c'è la tv e la playstation. Negli Usa le case automobilistiche sono state costrette a fare seggiolini extralarge, le corporation degli hamburger e delle soda a venire a patti con il governo visti i costi sanitari dell'obesità: 117 miliardi di dollari all'anno. Ora arriva la pagella, meglio il terrore prima che le spese dopo. Eppure basterebbe mandarli a piedi a scuola i bambini piuttosto che scaricarli in aula direttamente dal Suv. Una bella passeggiata fa bene al corpo e alle testa di più.

("la Repubblica", 9 gennaio 2007)




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Pure la Befana è ... senza idee!!!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 6 gennaio 2007


"La Sicilia", Gennaio 2007



NOTIZIE SU ... La Befana, tratte da "La Stampa", 6-1-07

 
GIUSEPPE CASSIERI
Indagine antropologica sulla buona vecchietta: dietro c’è il mito arcano della strega.
DOSSIER Festività



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E ... meno male che tutto va bene!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 20 dicembre 2006



E meno male che tutto va ... bene!!!
Però, l'ex Presidente del Consiglio se ne va in USA per un intervento operatorio di routine, i bambini muoiono di fame, gli extracomunitari annegano nei mari delle civiltà, le guerre sono un grande affare, le Città sono causa di schizofrenia, gli animali scappano di qua e di là per ritrovare il loro ambiente naturale e ...

... pezzetti di bambini son merce di scambio perché a qualcuno serve un rene efficiente o un cuore nuovo di zecca e ben pulsante e ...

sì ... me vien da vomitare ... 
(Notes-bloc, che vi invita a visitare il Blog di Beppe Grillo)

DalblogdiBeppeGrillo

19 Dicembre 2006

Bambini fantasma

bambini_fantasma.jpg

I bambini scompaiono. Svaniscono come fantasmi. E talvolta non ...




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Leggiamo lo scritto di Roberto Saviano e, dopo aver riflettuto ... a lungo, commentiamolo!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 20 novembre 2006


TAVOLA ROTONDA N.3

esclusivo

E voi dove eravate?

di Roberto Saviano

Gli omicidi ignorati per anni con cinismo. L'ascesa mondiale dei clan. Le minacce contro chi aveva la forza di reagire. Il disastro ambientale di tutto il Sud. Il degrado che ha corroso una città e una regione. Sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno intervenisse. L'urlo di uno scrittore che non vuole tacere.

In edicola

Camorra Security | L'esercito criminale 
Giustizia chiusa per paralisi |
 FOTO
I CLAN: IN CITTA' | IN PROVINCIA

da "L'espresso", 20/Novembre/2006

VAI ALLA RUBRICA:  Tavola Rotonda: 2  1 



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Beh, Stella ci invita a dialogare su "Tavola Rotonda" n.2: legalità: che significa?
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 14 ottobre 2006


VAI  A  TAVOLA ROTONDA  1

UNA SECONDA "TAVOLA ROTONDA"

ei sono mancata due giorni e nessuno ha scritto e che è? non avete nulla da dire?

(Stella)

 

Sì, qualcosa avrei da dire! Ho seguito una trasmissione in TV e si parlava dell'ultima impresa delle "Iene"! Ebbene, i politici presenti erano d'accordo sul fatto che in termini di legalità ciò che sosteneva il garante della privacy era perfetto, ma ... era importante ragionare sull'esito dell'azione, anche se fondata sull'inganno! Insomma: "la legalità dice che ..., ma a noi che ce ne importa"!!! Sì, "il fine giustifica i mezzi" e sempre più in questo mondo disordinato e violentato dai Potenti!
Certamente, sarebbe grave se a legiferare sull'illegalità dello smercio e consumo di droga fossero dei parlamentari che, per 1/3, sembrerebbe che siano drogati! Sì, è grave che la legalità non è tenuta in alcun conto, neppure da chi dovrebbe "governare" il paese dei cittadini!
In definitiva, noi parliamo di come si può risolvere lo "svantaggio" (TAVOLA ROTONDA precedente), mentre i Padroni del mondo, i Legiferatori, i ... non so che ... calpestano la legalità! E no, non basta dire che il garante ha ragione! Bisogna battersi perché la legalità vinca e perché il cittadino sia davvero tale!
Ma forse, questa è un'altra Tavola Rotonda! Grazie, Stella!

(Notes-bloc)

Primi Commenti:

“sottoscrivo tutto ciò che hai scritto
infatti anche io la penso così

non si possono fare leggi né progetti sulla legalità se poi proprio chi deve farla attuare e rispettare non la rispetta
a che serve se non si dà e si è d' esempio? anche io ho visto il programma

che dire il cittadino comune nemmeno ha voce

restare senza parole è poco” (Stella)

 

“E' vergognoso! Come si può dare fiducia alle leggi dello Stato se poi proprio quest'ultimo non le tiene in considerazione? è come sostenere un pensiero e poi agire in opposizione al pensiero dichiarato, è ASSURDO penso che ci vorrebbero molte più voci per poter avere al governo gente di pensiero e di coscienza.Baci (Selima)

 

“le persone che hanno pensieri e coscienza non saranno mai nei posti in cui si decidono le cose”(Stella)

 

“la legalità non è tenuta in alcun conto, neppure da chi dovrebbe "governare" il paese dei cittadini!"
ahahahahahahah!
d'accordo su tutto quanto...ma è e sarà così...con qualche oscillazione...ma...” (Black)

 

“è e sarà così” non deve esistere

nessuno ha il diritto di fare ciò che è vietato

rispettare le leggi è dare l esempio è un dovere di tutti i cittadini
innanzi tutto chi ci governa deve rispetterle (Stella)




permalink | inviato da il 14/10/2006 alle 8:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (30) | Versione per la stampa
Nasce una nuova Rubrica grazie ad una lettera appena ricevuta! Ci sediamo e ne discutiamo?
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 30 settembre 2006


Carissimi che frequentate il mio Blog,
ho ricevuto una mail molto interessante, speditami da Stella.
Mi si propone con la lettera che riporto a seguire di aprire un dibattito su una "situazione problematica" quanto mai ... "stuzzicante" per il nostro pensare e progettare!
Mi è sembrata talmente foriera di possibilità che ho pensato di creare addirittura una nuova Rubrica (TAVOLA ROTONDA SU ...), di modo che possiate/possiamo "incontrarci, dialogare, interagire e ..."!
Spero che parteciperete con entusiasmo alla nuova proposta lanciata con coraggio da Stella.

Forse, bisognerebbe sempre inserire un indirizzo mail a seguito del commento, ma decidete Voi.

Inizia da adesso, allora:
TAVOLA ROTONDA 1 DEL 30 SETTEMBRE 2006.

ARGOMENTO PROPOSTO DA STELLA:

" ... mi piace leggere e da bambina leggevo i libri senza figure immaginandomi nella mia mente i luoghi e le persone di cui leggevo davo un volto alle cose agli alberi al mare ai laghi ai fiori ai colori ecco perchè penso che leggere sia stato un pò il mio maestro anche se non ho studiato davvero non so fare la matematica non so far molte cose ma tutto ciò che è lettura posso riuscire a comprenderlo non appieno nella sua forma corretta grammaticale ma un pò adattata a quello che io ho studiato penso di essere autodidatta sulla mia formazione sai mi piacerebbe aprire nel tuo blog ... un dibattito sulle capacità di alunni svantaggiati a volte bistrattati perchè appartenenti a ceti sociali più umili e quali interventi mettere in campo per aiutarli davvero non quelli scritti solo sulla carta ma veri praticati e utili alla loro formazione"
Scusami, Notes-bloc, se ..., ma ..." (Stella).




permalink | inviato da il 30/9/2006 alle 10:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (85) | Versione per la stampa
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