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di Ignazio Licciardi
DATI ISTAT 23-12-2014
post pubblicato in Notizie ..., il 24 dicembre 2014


http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/23/istat-italiani-vecchi-disoccupati-meno-interessati-politica/1293849/

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Dalla CGIL: Precari Docenti e ATA
post pubblicato in Notizie ..., il 26 novembre 2014


Logo FLC CGIL Precari scuola: l’Europa apre le porte alla stabilizzazione La Corte di Giustizia Europea sbarra la strada al lavoro precario. Docenti e Ata della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all’assunzione. È una svolta storica per i tanti precari di tutto il pubblico impiego. La soddisfazione della FLC CGIL impegnata sin dal 2010 in questa vertenza. Nelle prossime ore in una conferenza stampa organizzata dalla FLC CGIL il segretario generale Domenico Pantaleo e l’ufficio legale anticiperanno i contenuti della sentenza e i suoi effetti. La notizia su www.flcgil.it/@3917907 Cordialmente FLC CGIL nazionale
Notes-bloc di Pedagogia
post pubblicato in Notizie ..., il 15 aprile 2012


http://www.miogiornale.com/275-Notes-bloc%20di%20pedagogia/ 


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Maria Luisa Vocca ha organizzato per il 15 e 16 ottobre prossimi due giorni intensivi di workshop a Roma su Qi Gong
post pubblicato in Notizie ..., il 14 ottobre 2011


Qi Gong
Arte cinese
di lunga vita
 
 

Roberta Ronconi


Per stare bene e vivere a lungo basta respirare. E' un segreto che, qui in Occidente, ci tengono nascosto perché economicamente non rende. In Oriente, dove le case farmaceutiche hanno meno interessi, è un segreto svelato da tempo. E su di esso sono state elaborate discipline che, alleatesi con filosofie e scienze, sono in grado di insegnare agli esseri umani come fare del respiro il miglior alleato di corpo e mente. Il Qi Gong è una di queste. Conosciuta anche come "l'arte della longevità", essa coniuga corpo, mente e spirito in una serie di movimenti che permettono loro di entrare in risonanza con le energie dell'universo. In pratica, si tratta solo di sitemare la postura, mantenere l'attenzione e…respirare, soffiare aria all'interno del corpo. 
Maria Luisa Vocca è una delle maggiori esperte italiane di Qi Gong. Ha organizzato per il 15 e 16 ottobre prossimi due giorni intensivi di workshop a Roma su questa disciplina, invitando i maggiori esperti mondiali. Oltre a medici, psichiatri, biologi, psicoterapeuti, studenti universitari (il convegno è riconosciuto, tra molti altri, dal Ministero della Sanità che ha dato 16 crediti formativi per gli operatori sanitari) e ovviamente praticanti di ogni livello ed età. Chiediamo dunque a lei di illuminarci.

Iniziamo con il capire il termine: Qi Gong.
Gli ideogrammi cinesi non rappresentano quasi mai una parola, ma un concetto più complesso. Grossolanamente possiamo tradurre con: "lavoro sull'energia vitale". 

In poche parole, di che si tratta? 
Di una cosa semplicissima a farsi, meno a spiegarsi. Premesso che di Qi Gong ne esistono innumerevoli tipi, con differenti obiettivi, diciamo che quello da me praticato, di tipo medico-meditativo, è costituito da una serie di movimenti molto lenti delle parti del corpo o di ciò che si muove nell'animo, che servono a riportare la persona all'osservazione di sé, alla calma e ad una maggiore consapevolezza. Basta questo per risolvere un numero incredibile di patologie che in Italia curiamo con i farmaci. 

A parte le mode e le palestre alternative, in Italia mi sembra si faccia molta fatica ad introdurre il concetto di medicina integrata. Che ragioni se ne è data?
E' vero, ci sono paesi del mondo, come l'Australia, parte degli Stati Uniti, il Canada, ovviamente la Cina e in Europa l'Olanda, la Germania, l'Olanda, che hanno fatto dell'incontro tra i saperi di oriente e occidente, tra la chimica e la natura, un punto di forza. In Italia è più difficile sia per il potere che hanno le case farmaceutiche, sia per una diffusissima cultura della malattia più che di una cultura del benessere. Con il Qi Gong, anche in Italia, proviamo ad andare controcorrente, tornando, come recitano i classici di questa arte, sulla via della natura! 
(per info e adesioni: www.neidao.org)


"Liberazione", 14/10/2011


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Lee Berger dell'Università di Witwatersrand su "Science"
post pubblicato in Notizie ..., il 8 settembre 2011


Ominide vissuto 2 milioni di anni fa il più vicino antenato dell'uomo

Australopithecus sediba presenta caratteri sia umani sia delle scimmie, che costringono a rivedere molte delle conoscenze sull'evoluzione del genere Homo. Su "Science" l'analisi dei reperti fossili rinvenuti nel sito sudafricano di Malapa

di ALESSIA MANFREDI

E' un affascinante mosaico di primitivo e moderno quello che viene descritto come il più vicino antenato del genere umano: la new entry, che ha già acceso il dibattito nella comunità scientifica mettendo in discussione alcune delle teorie dell'evoluzione del genere umano finora più accreditate, si chiama Australopithecus sediba ed è un ominide vissuto circa due milioni di anni fa. Presenta una sorprendente combinazione di tratti che lo rendono molto vicino sia all'uomo che all'australopiteco, che ha indotto i suoi scopritori a candidarlo come il nostro progenitore più prossimo, l'anello mancante fra Lucy, femmina di Australopithecus afarensis vissuta oltre 3 milioni di anni fa in Africa orientale, e i primi esemplari del genere Homo.

In una serie di cinque articoli pubblicati su
Science 1, che allo studio dedica la copertina, il professor Lee Berger, paleoantropologo dell'università di Witwatersrand a Johannesburg, in Sudafrica, insieme a diversi colleghi internazionali, ne descrivono le caratteristiche anatomiche, emerse dallo studio di reperti fossili - sorprendentemente completi e ben conservati  -  riconducibili a due scheletri scoperti da Berger tre anni fa nel sito sudafricano di Malapa, e datati con precisione a 1,977 milioni di anni fa.

La creatura svelata da Berger ha un cervello piccolo e braccia lunghe, come gli australopitechi. Ma in parte somiglia molto ai primi Homo, con dita corte, pollice

I Paesi del Nord Africa chiedono CAMBIAMENTO!
post pubblicato in Notizie ..., il 7 febbraio 2011


L’Afrique du Nord à l’heure de la révolution

Rien ne semble pouvoir arrêter le vent de colère qui secoue actuellement les populations afro-arabes. Algérie, Maroc, Soudan, Mauritanie... les jeunesses arabo-africaines, encouragées par la révolution tunisienne et la révolte en cours en Egypte, réclament le changement. Certains régimes ont récemment multiplié les mesures pour apaiser les tensions et se sont engagés à plus d’ouverture. Cela sera-t-il suffisant ?
Le mouvement de contestation qui a entraîné la chute du président tunisien Zine el-Abidine Ben Ali, le 14 janvier, a provoqué une véritable onde de choc dans les pays afro-arabes. Au pouvoir depuis 1981, les jours de Hosni Moubarak à la tête de l’Egypte, secouée par une révolte populaire sans précédent depuis une semaine, semblent désormais comptés. Algérie, Soudan, Mauritanie, Maroc...plusieurs autres pays arabo-africains ont connu des troubles sociaux suite à la hausse des prix des denrées alimentaires ces dernières semaines. Manifestations, immolations, émeutes agitent les quatre coins de l’Afrique du Nord.

Algérie. Les autorités multiplient les mesures ces dernières semaines pour prévenir tout débordement. Signe de l’inquiétude du régime : le président Bouteflika, au pouvoir depuis 1999, a annoncé, jeudi, la levée prochaine de l’état d’urgence. Sans doute pour couper l’herbe sous le pied à la toute nouvelle Coordination nationale pour le changement et la démocratie qui appelle une marche le 12 février à Alger pour réclamer « la fin du système » et dont l’une des principales revendications est, justement, la levée de la cette mesure d’exception, en vigueur depuis février 1992. La marche a été cependant interdite par les autorités, comme d’ailleurs toute manifestation de rue dans la capitale, en dépit de la levée de l’état d’urgence. Deuxième concession : M. Bouteflika a affirmé, dans la foulée, que la télévision et la radio doivent « assurer la couverture médiatique de l’ensemble des partis et organisations nationales agréés en leur ouvrant équitablement leurs canaux », rapporte l’agence officielle APS. A la suite de violentes émeutes contre la vie chère, qui ont fait 5 morts et plus de 800 blessés, le gouvernement a annoncé une série de mesures portant sur la subvention des produits alimentaires de base importés. Faisant écho à l’affaire qui avait déclenché la révolution tunisienne en décembre dernier, au moins huit personnes se sont immolées par le feu en Algérie depuis la mi-janvier. Trois personnes sont décédées à la suite de leurs blessures.

Maroc. Pour gagner la paix sociale, le gouvernement marocain a annoncé, fin janvier, qu’il allait accroître les importations des denrées de base et maintenir les subventions malgré la hausse vertigineuses des prix sur les marchés internationaux. Les autorités ont également rejeté toute similitude de la situation du Maroc avec l’Egypte et la Tunisie. Quatre tentatives d’immolation par le feu ont eu lieu ces quinze derniers jours. Par ailleurs, un groupe de jeunes Marocains a appelé sur le réseau social Facebook à « manifester pacifiquement » le 20 février pour une « large réforme politique » dans le pays. « Nous appelons tous les Marocains à manifester le 20 février pour la dignité du peuple et pour des réformes démocratiques », indique la « plate-forme » de ce groupe qui dit compter près de 3 400 sympathisants.

Soudan.Des tensions politiques et les difficultés économiques ont conduit à des affrontements entre la police à des étudiants ces dernières semaines. Un étudiant est décédé lundi 31 janvier après avoir été passé à tabac par les forces de sécurité la veille au cours d’une manifestation pour le « changement » qui a dégénéré en affrontements avec la police à Khartoum. Plusieurs dizaines de personnes ont été arrêtées, et le président Omar el-Béchir a limogé un directeur d’université. Selon l’opposition, les affrontements ont fait cinq blessés. La partition annoncée du pays, ajoutée aux difficultés économiques croissantes et à l’inquiétude sur l’évolution du régime islamiste de Béchir après l’indépendance du Sud non-musulman, a provoqué de nombreux mouvements de protestation. Au moins 64 personnes ont été arrêtées, et un nombre indéterminé de personnes ont été blessées dans les manifestations ces dernières semaines.

Mauritanie.L’opposition entre dans la danse. « Je suis persuadé que le peuple mauritanien et la jeunesse mauritanienne, après les Tunisiens et les Egyptiens, donneront leur part d’initiative et d’ambition pour le peuple mauritanien », a affirmé Ahmed Ould Daddah, président du Rassemblement des Forces Démocratique (RFD), chef de file de l’opposition mauritanienne, dans une déclaration à la presse mardi. Pour éviter la contamination égyptienne et tunisienne, les autorités mauritaniennes ont lancé une opération solidarité 2011 qui consiste a subventionner des denrées de première nécessité comme le sucre, le riz, l’huile et la farine pour que leurs prix soient à la portée des citoyens les plus nécessiteux, rapporte la presse locale. Mi-janvier, plusieurs milliers de personnes avaient manifesté dans la capitale contre la hausse des prix. Fin janvier, un homme d’affaires mauritanien âgé de 43 ans décédait dans un hôpital à Casablanca quelques jours après s’être immolé devant le palais de la présidence, à Nouakchott, pour protester contre le régime.

Libye. De la Libye, pays dirigé d’une main de fer par le colonel Mouammar Kadhafi depuis 1970, peu d’informations filtrent. Mais il semble que la révolution venu du voisin tunisien y a déjà fait des étincelles. A la mi-janvier, de nombreux Libyens avaient squatté des logements neufs dans plusieurs villes du pays, alors que d’autres se sont attaqués aux bureaux d’études et aux sociétés de construction de ces logements, pour la plupart des étrangers, selon Reuters. D’après la même source, les forces de l’ordre ont interpellé plusieurs contestataires que le régime d’El Kadhafi qualifie de « criminels ». La chaîne Al-Jazira signale, en outre, que le site d’informations libyen « Al Manara » a subi des attaques informatiques émanant de la Libye elle-même, de même que sa page Facebook qui a été piratée après avoir rendu compte du mouvement de protestation.

Les pays du Moyen-Orient, voisins de l’Egypte, semblent les plus immédiatement exposés à cette fronde sans précédant des populations arabes. En Syrie, qui est l’un des régimes les plus fermés du monde, et où la situation était jusque-là calme, un appel à manifester vendredi après-midi contre la « monocratie, la corruption et la tyrannie » du régime de Bachar el-Assad a été lancé sur Facebook, dont l’accès est pourtant bloqué. Un groupe, qui a réuni plus de 7 800 membres, a appelé mardi à manifester sous le slogan : « la Révolution syrienne 2011 ». En Jordanie, pays en proie à l’une des pires récessions économiques de son histoire, vient de lâcher du leste après de semaines de contestations, limogeant, mardi, son Premier ministre, dont les manifestants réclamaient la démission. Confronté à des protestations populaires depuis des semaines, le président du Yémen Ali Abdallah Saleh, au pouvoir depuis 32 ans, a appelé, mercredi, à la formation d’un « gouvernement d’union nationale ». Il a également annoncé qu’il renonçait à un nouveau mandat. Des annonces qui n’ont pas suffi à calmer les opposants qui ont manifesté par milliers jeudi dans les rues de Sanaa pour réclamer le départ du chef de l’Etat.

http://www.afrik.com/article21927.html


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Giancarlo Majorino, La dittatura dell'ignoranza, Tropea, pp.96
post pubblicato in Notizie ..., il 30 dicembre 2010


 

«C'è un regime invisibile,
è la dittatura dell'ignoranza»
 

Tonino Bucci

La dittatura dell'ignoranza, formula che ha ispirato un pamphlet in prosa di Giancarlo Majorino, poeta e scrittore, non è una boutade. Dalla prima all'ultima riga di questo volumetto uscito per Tropea ("La dittatura dell'ignoranza", pp. 96, euro 10) è tutto un corpo a corpo con le parole, una discesa al fondo di un regime autoritario globale, ma invisibile sotto un «parziale arredamento democratico». Il berlusconismo e l'Italia ne rappresentano un «campione effervescente», non l'unico però. Ma cos'è la dittatura dell'ignoranza? Una «dinamica sudditanza diffusa, inalata quasi senza avvedersene minuto dopo minuto». Si potrebbe anche dire «sfrenato bombardamento pubblicitario, istituzione permanente della spettacolarità, progressiva sostituzione del linguaggio con le immagini, sottovalutazione del pensare e del ragionare, dipendenza da stereotipi, scollamento dalle ricerche della cultura e dell'arte», ma soprattutto «dominio del Denaro e del Potere». E' una rivoluzione antropologica silenziosa che distrugge la vita. Di questo, Giancarlo Majorino - oggi docente di Estetica e analisi alla Nuova accademia di belle arti, oltre che presidente della Casa della poesia di Milano - ha parlato e scritto nei suoi versi, nei suoi poemi, il più importante dei quali è "Viaggio nella presenza del tempo".

La dittatura dell'ignoranza è l'effetto di una poderosa macchina simbolica, di un sistema sofisticato di comunicazione di massa che fa uso di tecnologie avanzate. Un paradosso che tutte le capacità simboliche siano utilizzate per creare un regime di distrazione di massa, no?
Sono argomenti che in poesia tratto da tanti anni. E infatti i critici mi rimproverano spesso un'eccessiva vicinanza della mia poesia con la realtà. La dittatura dell'ignoranza è un sistema ampio e pericoloso, ma inavvertito. E' una forza invisibile che va molto più in là dell'evidenza del berlusconismo, che è la nostra iattura. Questo grande imperio simbolico è ora che venga tolto dal buio. Però c'è un limite da parte dell'opposizione che non riesce ad andare oltre il dire no al "sì" che viene continuamente riproposto. Intendiamoci, il dire no è fondamentale, è un atto di denuncia di cui non possiamo fare a meno. Però il no è sempre un derivato del sì. Io propongo uno spostamento, cioè la possibilità di un discorso più ampio. Chi fa le domande, chi governa, chi ha il potere di nominare le cose mette l'opposizione in condizione di poter dire solo no. Bisogna sottrarsi a questa trappola.

L'ignoranza non sarà anche effetto del passaggio dalla scrittura all'immagine? Lo scritto richiede attenzione, l'audiovisivo invece è più liquido, non si sedimenta, è un continuo affermare e negare. Non è così?
C'è l'ossessione di tradurre la parola in immagini. E' opinione diffusa, ad esempio, che i cantautori siano poeti o che i disegnatori di fumetti siano pittori. Ci sono bravi cantautori e bravi fumettisti, non è questo il punto. Voglio dire che c'è ignoranza anche in chi ignorante non dovrebbe essere. La dittatura dell'ignoranza si esercita su tutti, anche su coloro che avrebbero la responsabilità di fare cultura o di opporsi politicamente allo stato esistente. Gli stessi artisti hanno una parte di colpa. Io parlo di fortezze nascoste, di intellettuali che preferiscono chiudersi e rintanarsi in un eccesso di gergalità. Si intendono solo tra loro. Poi arrivano i mezzi di comunicazione di massa a fare da tramite. Già nel nome di tali meccanismi appare chiaramente il loro fare trasformante le persone in pubblico, in massa.

Tra questi due estremi, le fortezze chiuse della cultura e la comunicazione massificata non c'è un'altra via, uno "spostamento" come lei dice? La televisione, ad esempio, si può usare per uno scopo diverso da quello per cui è attualmente utilizzata, oppure il "mezzo" determina irrimediabilmente il messaggio e non c'è scampo?
Qua e là faccio subentrare il sogno di una via di mezzo non subordinata al dominio. Ci sono possibilità interne di movimento. Ma c'è una mancanza di fondo o, meglio, una mancanza di avvertenza di fondo. La dico come si poteva dire un tempo. E' un intero sistema di sistemi che è entrato in crisi. In termini marxisti si potrebbe dire che è un'intera classe sociale, quella dominante, che sta crollando; ma questa caduta si prolungherà chissà per quanto tempo ancora, avendo la borghesia accumulato una capacità gigantesca di potere e di persuasività. Che poi in Italia tutto questo con Berlusconi acquisti un carattere particolare e particolarmente disastroso, è sotto gli occhi di tutti. Ma il discorso è molto più ampio.

Il poeta dispone nella lingua di una riserva inesauribile di creatività. Fino a che punto però è autonomo e dove comincia invece l'eteronomia, la dipendenza dall'epoca in cui vive? Chi può svelare quest'epoca senza rimanerne impigliati?
Nell'antologia da me curata "Poesie e realtà" dicevo che la bellezza oggi non può che essere tanto autonoma quanto eteronoma. Deve tutelare entrambi gli aspetti. A parte il paradosso che in Italia ci sarebbero centinaia e centinaia di migliaia di poeti - ma la gran parte fanno solo delle righe a capo, sono autori di evasione, solo in pochi scrivono versi - a parte questo, non è vero che l'Italia è un paese senza poeti, come sostiene Adriano Sofri. I poeti contemporanei esistono con le loro opere ma solo raramente appaiono sui giornali e nelle trasmissioni televisive, altrimenti cadrebbe lo stereotipo ottocentesco del poeta maledetto, dello strano tipo. Si scoprirebbe invece che il poeta può essere una persona tranquilla, magari persino intelligente e preparata, che difficilmente potrebbe essere spacciato per un "personaggio". Oggi in Italia abbiamo cinque, sei poeti veri, ma chi li legge?

Lei insiste molto sulla quotidianità, un luogo di orrore che non riusciamo neppure più a vedere. E' come essere già morti e non accorgersene. I mezzi di comunicazione ci restituiscono solo un simulacro di quotidianità, la ripetizione del sempre nuovo, della notizia. Chi è in grado di raccontarla davvero?
Gli artisti sono radunati in corporazioni che hanno linguaggi gergali, purtroppo. Magari in questo modo mantengono un livello alto di scrittura, ma la fregatura è che non vanno oltre se stessi. Gli unici lettori dei poeti sono i poeti. Io ho lavorato al mio poema quasi quarant'anni. M'era venuto in mente di distribuirlo una pagina alla volta all'entrata del metro. Occorrerebbe che i giornali dedicassero una parte permanente alla poesia, ma non intendo la classica terza pagina e neppure, ovviamente, gli articoli scandalistici. Ci vorrebbe una sensibilità idonea per tirare fuori poeti e scrittori dal loro isolamento. Altrimenti resteremo prigionieri della rappresentazione del mondo che ci viene propinata. Debord aveva avvertito questo rischio ne "La società dello spettacolo". I settimanali di gossip sono aumentati. La gente ha una sorta di idolatria per i divi, persone supposte felici. Chi si oppone, dall'altro lato, continua a dire no a tutto questo, ma non riesce a trovare le radici di questa sudditanza.

Appunto, è nel quotidiano, nella cosiddetta letteratura d'evasione, nei programmi televisivi di intrattenimento che si costruisce la dittatura invisibile dell'ignoranza. O no?
E' lì che si forma l'obbedienza. Marcel Proust diceva che noi siamo abituati a utilizzare al minimo le nostre facoltà più preziose - l'intelligenza, i sentimenti, l'immaginazione, una criticità permanente. Trasformiamo la nostra vita in "vitette", anziché godercela come matti. Abbiamo una sola vita. Dovremmo allenarci all'intensità, a vivere intensamente. La sostanza del presente è il gremito, siamo tutti strapieni, facciamo parte di una massa enorme di informazioni e finte opere d'arte. Ma accanto c'è una distruzione continua di vita, la cronaca nera imperversa eppure non sappiamo niente dei veri padroni, di quelli che spostano un ditino e licenziano centomila persone. Viviamo in un cosmo costruito sulla convenienza di chi ha potere, sull'enorme differenza tra chi ha, e quindi è, e chi non ha, e quindi non è.


"Liberazione", 30/12/2010

In Inghilterra: il progetto di legge approvato triplica le tasse per accedere alle università pubblica.
post pubblicato in Notizie ..., il 10 dicembre 2010


Migliaia di studenti assediano il parlamento. 21 deputati Lib Dems si ribellano
 
Londra, triplicano
le tasse per l'università
Ma il governo scricchiola
 

Simonetta Cossu


Una giornata che sarà difficile da dimenticare per molti inglesi. Migliaia di ragazzi e ragazze hanno protestato in tutta la Gran Bretagna per l'intera giornata contro l'aumento delle tasse universitarie. A Londra migliaia di giovani hanno stretto d'assedio il parlamento, forzando i cordoni della polizia attorno a Parliament Square e avvicinandosi alla Camera dei comuni. I manifestanti sono stati circondati e praticamente "fatti prigionieri" dalla polizia che ha impedito alla massa delle persone di muoversi. I manifestanti hanno reagito lanciando petardi e cartelli stradali: una ventina di studenti e sei poliziotti sono rimasti feriti. Davanti alla massa compatta la polizia, che ha rischiato di essere sopraffatta, ha fatto arrivare sulla piazza le "gabbie" di contenimento. Alcuni studenti hanno scalato la statua di Winston Churchill e l'hanno coperta di graffiti. Molti manifestanti hanno denuciato il fatto che la polizia ha impedito fino a tarda notte agli studenti di potersi muovere e uscire dalla calca. Solo dopo molte ore e una trattativa è stato aperto un varco verso il parco per permettere a chi voleva di allontanarsi. Alla notizia dell'approvazione dalla folla si è alzato un solo grido: «Vergognatevi». Mentre sciviamo la protesta prosegue, ed la probabilità di altri scontri è quasi certa.
Il progetto di legge approvato triplica le tasse per accedere alle università pubblica. La riforma è passata con 323 voti a favore e 302 contrari. Mancano all'appello 63 voti. Il dato più importante è che 21 dei deputati del partito di Clegg hanno votato contro (otto si sono astenuti). Un brutto segno per la tenuta del governo che ora rischia di vedere i ribelli ripetersi in altre decisioni. Tre sottosegretari si sono dimessi. Ma anche 6 Conservatori hanno votato contro. Come contropartita il governo è disposto a concedere dei prestiti agli studenti, ma questo significa che i laureati, una volta trovato un lavoro, dovranno pagare il 9% del proprio stipendio per ripagare i debiti. Il voto in parlamento è stato molto incerto fino all'ultimo in quanto non era chiaro quanti deputati liberaldemocratici, e tra questi il numero due del partito Simon Hughes, erano orientati a votare contro il provvedimento. Alla fine Hughes si è astenuto, tra i no l'ex leader del partito Cambell e il presidente del partito Farron.
Tra i principali resposabili della protesta c'è il leader dei lib-dem e vicepremier Nick Clegg che in campagna elettorale aveva sottoscritto una promessa con i rappresentanti degli studenti, di opporsi a qualsiasi aumento delle tasse universitarie. Promessa che è diventata carta straccia. Contro l'aumento delle tasse si è schierato il partito laburista. Il ministro ombra all'economia John Denham accusa il governo di incoerenza. Dopo una serie di gravi «tagli alle università e ad altri servizi pubblici - dice - ora se ne vuole far pagare il prezzo agli studenti». Drastica la posizione del presidente del Nus (Il sindacato nazionale studenti) Aaron Porter: «Le università britanniche diventeranno le università pubbliche più care al mondo. Sono molto deluso, si vede che molti deputati Li Dem hanno deciso che era più importante essere servili con David Cameron che essere fedeli alle persone che li hanno votati ». La reazione del leader del Labor, Ed Milliband: «E' una brutta giorno per le famigle e i giovani»· Le tasse universitarie sono rimaste bloccate a £3000 all'anno dal 2003, con la nuova legge saliranno a £9000, circa 11mila euro all'anno.
La protesta non ha interessato solo Londra, ma tutta la Gran Bretagna. Le proteste infatti non sono state organizzate dalla National Union of students come all'inizio del mese, ma da gruppi meno istituzionali, che si sono creati nelle ultime settimane in modo spontaneo sui social network e negli atenei. Ieri oltre che davanti al Parlamento manifestazioni si sono tenute anche in altre città del Paese, incluse Oxford e Cambridge. In numerosi licei, gli studenti hanno lasciato le lezioni per unirsi ai manifestanti.


"Liberazione", 10/12/2010

Slitta a martedì 30 novembre il voto finale del disegno di legge per la riforma dell'Università
post pubblicato in Notizie ..., il 28 novembre 2010


Università, i punti chiave della riforma

27/11/2010 01:19 | CONOSCENZA - ITALIA | Fonte: Rassegna.it


 

Slitta a martedì 30 novembre il voto finale del disegno di legge per la riforma dell'Università. Il via libera definitivo della Camera (il sì del Senato risale allo scorso luglio) era atteso per giovedì 25 novembre, ma le proteste degli studenti in tutta Italia e la fragilità della maggioranza ne hanno rallentato l'iter. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha dunque stabilito di sconvocare la sedute del pomeriggio e quella notturna del 25 novembre e di proseguire l'esame della legge martedì 30, con il voto finale in serata. L'approvazione alla Camera di una parte degli oltre 400 emendamenti ai 25 articoli non ha stravolto l'impianto base della riforma, che rimane sostanzialmente invariato: cda costituiti da maggiori rappresentanze di privati, più spazio al merito, ricercatori a tempo (massimo 6 anni), le valutazioni dei docenti con obbligo di relazione triennale, gli ordinari potranno rimanere dietro la cattedra non oltre 70 anni, nuove modalità dei concorsi con rappresentanza minima dei commissari interni, fusione e federazione degli atenei più piccoli.

Ecco i punti chiave del ddl:

RICERCATORI. Passano a tempo determinato con il cosiddetto "tenure-track" per 3 o massimo 5 anni. A quel punto potranno ottenere solo un contratto triennale rinnovabile una volta. Quindi, se superano il concorso diventano associati, altrimenti sono esclusi definitivamente dagli atenei. I ricercatori di ruolo devono riservare ogni anno alla didattica integrativa un massimale di ore. Per quelli di lunga data l'immissione in ruolo è ad esaurimento. Scende da 36 anni a 30 l’età minima per essere assunti.

CONCORSI. Il ministro Gelmini promette concorsi per il passaggio da ricercatore a professore associato. Per questa posizione, però, ha parlato della possibilità di assumere soltanto 1.500 docenti per l'anno accademico 2012-2013.

ABILITAZIONE. Per diventare docente ordinario o associato sarà indispensabile ottenere l'abilitazione scientifica tramite un concorso unico a cadenza annuale. I vincitori saranno inseriti nell'albo nazionale degli idonei da cui le università dovranno attingere. Le commissioni saranno composte da ordinari e questo punto è stato oggetto di molte critiche. Fra chi protesta c’è chi chiede il ruolo unico per la docenza.

PRECARI. È l'esercito dei docenti a contratto, che da anni tengono i corsi gratis o pagati pochissimo e che spesso mandano avanti i corsi di laurea coprendo i buchi. I contrari alla riforma ricordano che si tratta di decine di migliaia di persone ma il ddl non affronta la questione.

FONDI. Nella riforma non ci sono certezze sui finanziamenti e gli atenei non hanno ancora ricevuto i fondi per il 2010. Tremonti annuncia che nella legge di stabilità in via d'approvazione ci sarà un finanziamento di 800 milioni di euro.

RETTORI. Tra le modifiche al testo più importanti approvate nelle ultime ore figura quella riguardante i futuri rettori: la norma in vigore prevede che possano rimanere in carica fino a 16 anni; la riforma votata a fine luglio al Senato prevedeva un massimo di 8 anni (due incarichi da 4 ciascuno); l'emendamento approvato in Aula alla Camera prevede invece che potranno restare in carica solo un mandato e per un massimo di sei anni. I rettori potranno essere sfiduciati in qualunque momento dal Senato Accademico, ma a questo organismo servirà una maggioranza qualificata (3/4 dei membri) per poter proporre la mozione al corpo elettorale.

GOVERNANCE. La riforma introduce cambiamenti quadro, saranno poi gli statuti dei singoli atenei a stabilire le regole. L’organo di governo più importante diventa il Consiglio d'amministrazione, cui potranno essere ammessi anche componenti esterni fino al 40% del cda. Molte le nomine che spettano al rettore

VALUTAZIONE. Introdotti criteri di valutazione per i singoli atenei collegati a una quota di finanziamenti premio che si aggira intorno al 7%. Del monitoraggio si occuperà l’Agenzia nazionale di valutazione dell’università (Anvur). Arrivano criteri di  valutazione anche per i singoli docenti: ogni 3 anni dovranno presentare una relazione e se il voto sarà negativo salteranno gli scatti.

PICCOLE UNIVERSITA' ADDIO. Previsto l'accorpamento degli atenei più piccoli e la razionalizzazione delle facoltà che non potranno essere più di 12 per università. Saranno eliminati i corsi seguiti da pochi  studenti. Per gli atenei con problemi di bilancio si può arrivare al commissariamento. Le università che utilizzeranno più del 90% dei finanziamenti statali per le spese fisse (personale e ammortamenti) non potranno bandire concorsi per nuove assunzioni.

http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=9734&catid=42&Itemid=68&utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+controlacrisi+%28ControLaCrisi.org%29


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Comunicato del Coordinamento di Ateneo di Palermo del 22 Novembre 2010
post pubblicato in Notizie ..., il 22 novembre 2010


 

E' INDETTA PER MERCOLEDI' 24 NOVEMBRE A PARTIRE DALLE ORE 10.30 UNA ASSEMBLEA DI ATENEO PERMANENTE CHE SI SVOLGERA' PRESSO L'AULA MAGNA DI INGEGNERIA PER L'INTERA GIORNATA (SE I LOCALI NON SARANNO DISPONIBILI COMUNICHEREMO TEMPESTIVAMENTE IL NUOVO LUOGO).
E' PREVISTA LA PROIEZIONE DELLA DIRETTA DALLA'AULA DEI LAVORI PARLAMENTARI SUL DDL GELMINI CON DIBATTITO SUCCESSIVO ALLE EVENTUALI PAUSE E DIBATTITO FINALE CON DELIBERAZIONE DELL'ASSEMBLEA
 
DATA L'IMPORTANZA DEL MOMENTO SI INVITA ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONE E A SOSPENDERE LE LEZIONI INVITANDO TUTTI GLI STUDENTI A PARTECIPARE.
NEL RICORDARVI CHE LA MOBILITAZIONE E' NAZIONALE E CHE, OLTRE AL PRESIDIO INTERSINDACALE PREVISTO DAVANTI A MONTECITORIO, OGNI ATENEO DARA' VITA A DIVERSE FORME DI MANIFESTAZIONE, RICORDIAMO A TUTTI CHE IL DDL CHE RITORNA ALLA DISCUSSIONE E' PEGGIORATO ATTRAVERSO L'ELIMINAZIONE DI ALCUNI EMENDAMENTI INTRODOTTI.
RIPORTIAMO SOTTO L'ELENCO DEGLI EMENDAMENTI CANCELLATI:
- eliminazione del ripristino degli scatti di anzianità per i giovani ricercatori sbandierato dalla Gelmini in tante televisioni (art. 5 bis del testo approvato in commissione Cultura)
- definanziamento degli incentivi per l’internazionalizzazione del sistema universitario e in particolare per insegnamenti o corsi di studio che si tengono in lingua straniera (art. 2, comma 2, lettera l)
- possibilità di assorbimento da parte del ministero dei risparmi generati da eventuali fusioni di atenei, dopodiché non si capisce con quali incentivi si realizzeranno tali processi (art. 3, comma 3)
- soppressione del trasferimento dei beni demaniali in uso agli atenei (art. 3bis)
- obbligo di restituzione dei buoni studio anche da parte degli studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti (art. 4, comma 1, lettera b)
- cancellazione nella definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) per il diritto allo studio dei seguenti obiettivi: borse di studio, trasporti, assistenza sanitaria, ristorazione, accesso alla cultura, alloggi; dopodiché non si capisce che cosa rimanga (art. 5, comma 6, lettera a)
- nei passaggi di livello eliminazione dell’aggancio alla classe quarta per la rivalutazione iniziale che era stato introdotto a parziale compensazione della mancata ricostruzione di carriera (art. 8, comma 3, lettera b)
- definanziamento della retribuzione integrativa per i ricercatori che svolgono didattica o attività gestionali (art. 9 comma 01)
- eliminazione della soglia minima di 20 mila euro annui per gli assegni di ricerca (art. 19, comma 6)
- ammissione che non si tratta di una vera tenure track poiché la conferma di ruolo è condizionata con norma esplicita alla disponibilità delle risorse (art. 21,comma 5)
- mancato riconoscimento delle prestazioni dei contratti a tempo determinato ai fini del trattamento di quiescenza e previdenza (art. 25, comma 10quater)
- cancellazione della norma relativa ai concorsi per associato che non ha copertura finché non viene approvata al Senato la legge di stabilità.
 
MOBILITIAMOCI E DIFFONDIAMO QUESTE NOTIZIE A TUTTI I NOSTRI CONTATTI E DENTRO LE AULE CON GLI STUDENTI.
                       INVITIAMO ANCORA ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONE

"Siamo in trecentomila"
post pubblicato in Notizie ..., il 11 novembre 2010


Nichi Vendola - Lettera ai sostenitori di Facebook: "Siamo in trecentomila"

http://www.youtube.com/watch?v=NCm2aOshTUE&feature=player_embedded


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Ho ascoltato due tizi che parlavano tra di loro e dicevano ...
post pubblicato in Notizie ..., il 9 novembre 2010


Discurrùta tra du' cumpàri:

Bos: 'u vidi chiddu ca succidìu ni lu Venitu?
Ber: e chi ci pozzu fari iu!
Bos: comi chi ci po' fari! Hai a nèsciri i pìcciuli!
Ber: fammi pinsari ... Ci parri tu cu' Fin?
Bos: ci parru ci parru, ma finu a Natali pirò, accussì ddi povireddi di la nostra Corti si ponnu pigghiari 'a pensioni! Chi dici?
Ber: si po' fari, cumpa'! Tu parri cu' Fin e iu promettu li pìcciuli, poi ... veni Natali e ... ahahah…comi li vecchi tempi, cumpa' ... ahahaha...
Bos: lu vidi ca mi capìsti? Ma intra Natali, vogghiu vìdiri li pìcciuli pi lu Venitu, nun t‘u scurdàri!
Ber: ma comi! Chi dici?
Bos: salutàmu!
Ber: comi salutàmu!? Veni ca!
Bos: aiu chi fari! Saltàmu
Ber: ma mi pìgghia pu' c...?!
Bos: 'u dicisti 'u dicisti!
Ber: !?


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DIFFONDETE!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 8 ottobre 2010


Scuola, ai precari anche lo stipendio estivo

 

Sentenza storica della Corte di appello di Brescia che accoglie il ricorso di una insegnante contro il Ministero della Pubblica Istruzione. E' illegittimo assumere con contratti a tempo se c'è "uno schema organizzativo che si ripete"

di rassegna.it

Gli insegnanti precari hanno diritto anche gli stipendi estivi. Non è ammissibile assumerli a settembre e licenziarli a giugno per risparmiare sul personale. Lo ha stabilito ieri con una sentenza destinata ad avere conseguenze molto importanti per migliaia di precari che ogni anno si vedono negare lo stipendio estivo, la Corte d'Appello di Brescia, con riferimento al ricorso presentato da un'insegnante della città lombarda. La notizia è apparsa ieri sul sito di informazione Bresciaoggi.it

La Corte ha scritto nella sentenza che "è assolutamente pacifico che nel caso di specie il ricorso alla contrattazione a tempo determinato reiterata è il risultato di una scelta programmatica dell'amministrazione. Il Ministero, infatti, formula ogni anno delle scelte relative al numero di immissioni in ruolo da effettuare e, sulla base del dato relativo all'organico di diritto, stabilisce quale parte di tale organico deve essere coperto con personale di ruolo e quale parte vada invece coperta con contratti a tempo determinato mediante utilizzo delle graduatorie provinciali permanenti". Secondo i giudici si è dunque in presenza di una scelta consapevole dell'amministrazione.

Ed è proprio la consapevolezza del ministero l'elemento discriminante secondo la Corte bresciana. La documentazione presentata dalla docente ha ampiamente dimostrato secondo i giudici che si trattasse di un rapporto di lavoro illegittimo. Infatti, nell'anno 2004-05 il fabbisogno di personale docente era stato quantificato in 250.360 unità, 12.811 delle quali assunte con contratto annuale e altre 22.006 con contratti di 9 mesi. E "a fronte del ripetersi di tale schema organizzativo - sottolinea il dispositivo della sentenza d'appello - appare arduo ritenere, come sostiene il Ministero, che il ricorso a contratti a tempo determinato sia motivato da esigenze particolari e temporanee non prevedibili".

Il ministero della Pubblica Istruzione è stato quindi condannato a pagare gli stipendi estivi degli anni in cui l'insegnante ha lavorato come precaria (gli ultimi cinque, perché i debiti precedenti sono prescritti). Il dovuto (circa 13mila euro in questo caso) sarà calcolato come la differenza tra quanto effettivamente percepito dalla lavoratrice e quanto avrebbe avuto tenendo conto della retribuzione dei mesi estivi con gli interessi di legge.

"La Corte ha ristabilito un principio, e mette lo Stato di fronte all'alternativa di continuare così e pagare di più o di mettersi in regola", sottolinea a Bresciaoggi.it l'avvocato Paolo Lombardi, che ha patrocinato la causa della docente e che parla di "fatto clamoroso". Il Ministero di Gelmini ha già annunciato che ricorrerà in Cassazione. Ma il ragionamento della Corte bresciana sembra inoppugnabile


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Dalla CGIL-Scuola: su Formazione insegnanti e norme transitorie
post pubblicato in Notizie ..., il 1 ottobre 2010


Scuola  Una prima riflessione sullo schema di Decreto sulla formazione iniziale degli insegnanti.
Formazione iniziale degli insegnanti. Cosa accadrà nella fase transitoria
30-09-2010 | Scuola

Malgrado i roboanti annunci ed il tentativo di spacciare le bozze per vere e proprie norme, il decreto sulla formazione iniziale degli insegnanti sta ancora seguendo il suo iter ed entrerà in vigore a partire dal 15° giorno dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

E' disponibile, sul sito dell'INDIRE nell'area dei nuovi Licei, una versione che potrebbe essere quella definitiva, salvo modifiche dell'ultimo minuto o osservazioni della Corte dei Conti.

Confermiamo il nostro giudizio critico e preoccupato sull'impianto presentato dal Ministro lo scorso 10 settembre e approfondiremo nel dettaglio i vari aspetti del provvedimento una volta nota la versione ufficiale.

Riepiloghiamo, nel documento allegato, l'impostazione complessiva del nuovo sistema ed in particolare la fase transitoria.

 

Udite udite!
post pubblicato in Notizie ..., il 22 settembre 2010


Scuola, educazione militare

Con un accordo Gelmini-La Russa via a un corso che prevede la divisione degli studenti in "pattuglie", lezioni di tiro con la pistola ad aria compressa e percorsi "ginnico-militari".

20/09/2010

Si chiama “allenati per la vita”. E’ il corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico, rivolto agli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra ministero dell’Istruzione e della Difesa. E che cosa serve a un ragazzo per allenarsi per la vita? Esperienze di condivisione sociale, culturale e sportive , informa la circolare del comando militare lombardo rivolta ai professori della regione.

Dopo le lezioni teoriche “che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza e senso di orientamento, (ma l’autore della circolare scrive orientiring, coniando un neologismo). Non solo, ma agli studenti si insegnerà a tirare con l’arco e a sparare con la pistola (ad aria compressa). E in più “percorsi ginnico-militari”.

Il perché bisogna insegnare la vita e la Costituzione a uno studente liceale facendolo sparare con una pistola ad aria compressa viene spiegato nella stessa circolare: “Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso”.

Secondo il progetto Gelmini-La Russa, che ha già sollevato perplessità tra i professori che hanno ricevuto la circolare, “la pratica del mondo sportivo militare, veicolata all’interno delle scuole, oltre ad innescare e ad instaurare negli studenti la “conoscenza e l’apprendimento” della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale, permette di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al “bullismo” grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”. Seguirà, a fine corso, “una gara pratica tra pattuglie di studenti (il termine è proprio pattuglie, recita la circolare, termine che ha fatto storcere il naso a molti docenti, ndr)”. Intanto si è aperto il dibattito: è giusto trasformare la scuola pubblica in un collegio militare? O è solo un'opportunità in più per i ragazzi di avvicinarsi a organismi e istituzioni come protezione civile, esercito e croce rossa? 

Francesco Anfossi in "Famiglia Cristiana"

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Il 26 agosto il comitato precari per la scuola insieme al coordinamento dei diversi movimenti metterà in scena in piazza Politeama la morte della scuola pubblica.
post pubblicato in Notizie ..., il 24 agosto 2010


Lotta di classe a Palermo

 

24/08/2010 14:32 | LAVORO - SICILIA | Fonte: Carla Incorvaia - il manifesto


 

SCUOLA Insegnanti precari in sciopero della fame. Uno di loro ieri è stato ricoverato
Venerdì tutti a Montecitorio contro i tagli. Lombardo scrive a Gelmini

PALERMO. Sciopero della fame a pieno regime per insegnanti e personale Ata, amministrativi tecnici e collaboratori, vittime di quest'ultima tornata di tagli rivolta al mondo della scuola. A Palermo, dal 14 agosto scorso, un presidio fisso di precari si è impiantato davanti gli uffici dell'ex Provveditorato, in via Praga, contro i nuovi tagli decisi dai ministri Gelmini e Tremonti. Per rimpinguare le casse dello Stato e alleggerire il peso di circa 5 mila statali in Sicilia (-1.784 Ata e -3.329 docenti), macelleria Italia ha aperto nell'isola dei nuovi punti vendita. Venerdì i precari della scuola siciliana saranno a Roma con una delegazione in piazza Montecitorio per dare forza a una protesta che non vuole e non può scemare.
Non mangiano e vanno avanti ad acqua e caffè. Sul banco sistemato sotto il gazebo di fronte l'ufficio scolastico e alle spalle del consolato danese, tra lenzuola che urlano a un Berlusconi precario e un futuro incerto, compaiono anche alcuni succhi di frutta. È il menù quotidiano dei precari che da otto giorni stanno manifestando per riavere il proprio lavoro. Inizialmente erano in tre e uno di loro, affetto da alcune patologie, accusando un malore è finito in ospedale. Ricoverato, è stato dimesso ed è tornato in via Praga. Con i suoi 180 giorni di lavoro all'agosto 2009 più due mesi e nessun sussidio di disoccupazione se non il minimo, 1.800 euro e un primo sciopero della fame a dicembre scorso, davanti la sede dell'Assemblea regionale siciliana, quando accolto da Lombardo aveva sperato ancora una volta di riottenere il lavoro. Come Pietro Di Grusa 49 anni, ex collaboratore scolastico al quale non è stato rinnovato l'incarico, ce ne sono tanti, anche troppi. C'è Silvia Bisagna, 37 anni, 4 dei quali vissuti a insegnare inglese ai disabili. «La Gelmini ci ha appena licenziato - dice. L'ambizione di ogni insegnante è quella di entrare di ruolo, ma ho perso questa speranza lo scorso anno con l'applicazione dei primi tagli e una graduatoria che non contemplava il mio nome. Poi a ottobre sono stata chiamata a Novara dove ho lavorato fino a giugno, ho dovuto lasciare Palermo. Io e mio fratello campiamo con la pensione di mamma».
Quello dell'istruzione è un sistema a punti. Come il calcio, come l'università dove uno studente va avanti per crediti, fatto di numeri e di calcoli. Come un concorso a premi e non sai se vinci. Per ogni anno di insegnamento un docente può arrivare a «prendere» fino a 12 punti, due al mese. Lo stesso per un organico Ata. Un punteggio che viene raddoppiato se si decide di seguire uno di quei corsi di perfezionamento e aggiornamento studiati ad hoc dalle università private. Da 1 a 3 a corso per un massimo di 12 punti nell'arco di un'intera carriera.
Caterina Altamore ha la stessa età di Silvia. Trentasettenne e 14 anni di insegnamento sulle spalle, il primo incarico importante di un anno è arrivato dopo cinque di sostituzione, la supplenza. «Sono stata costretta ad accettare un incarico annuale a Brescia per continuare a fare un lavoro che amo - racconta. Avrei potuto accettare il salvaprecari, ho capito che in realtà era un modo per farci accomodare fuori dalla scuola. Mi offrivano dei punti e forse qualche giorno di supplenza. Molto gentili, grazie, rifiuto e vado avanti. Ho fatto una valigia, consapevole che la mia decisione avrebbe potuto essere non capita dai miei figli, in realtà hanno capito che la mia è voglia di non arrendersi e continuare a lottare per quello che amo con tutte le mie forze. Oggi voglio dire con forza a Tremonti, alla Gelmini, al Presidente del Consiglio e ai numerosissimi parlamentari siciliani che le cose devono cambiare. Non permetteremo la morte della scuola pubblica».
Venerdì prossimo una delegazione sarà a Roma per portare la protesta in piazza Montecitorio. Meno 3,96% di docenti nell'anno scolastico 2010/2011, rispetto al 2009/2010, un taglio di 25.558 posti su un organico di diritto di oltre 620 mila docenti, in particolare al Sud, ma in media in tutto il Paese. Per l'anno 2010 2011 in Italia la regione che perde più docenti è la Campania con 3.686 posti tagliati, seguita dalla Sicilia (-3.325) e Lombardia (-2.760). A Palermo, Gelmini è riuscita ad unire studenti universitari e professori che, assieme al rettore Roberto Lagalla, protestano per i tagli in una maniera molto simpatica e innovativa: gli esami si svolgono in strada. Sempre a Palermo, il preside di un Ipsia del quartiere Brancaccio ha rifiutato l'iscrizione di 400 studenti perché non ha personale Ata sufficiente.
Per Lombardo si tratta di leso «principio costituzionale di leale collaborazione». Il Governatore della Regione Siciliana ha inviato una lettera di protesta al ministro dell'Istruzione. Lombardo chiede il reintegro della metà dei posti tagliati. I tagli Tremonti-Gelmini colpiscono la Sicilia con più di 3 mila insegnanti in meno quest'anno per un totale di 15.000 entro tre anni. Particolarmente colpito il sostegno che ha visto un decremento di 1000 docenti a fronte di un aumento degli alunni diversamente abili di 5000 unità. A quanto pare al Miur la missiva del Presidente ha già fatto i suoi effetti. Difatti si ipotizza un aumento di 450 unità per quanto riguarda i docenti di sostegno, a fronte delle 600 richieste.
Intanto i sindacati hanno promosso uno sciopero il 17 settembre, primo giorno di scuola, davanti all'ufficio regionale scolastico. «Non chiediamo lo stipendio o l'assistenzialismo, ma dignità e riconoscimento della professionalità», dice Salvo Altadonna, 35 anni per 8 insegnante di sostegno in un istituto di Borgo Nuovo, considerato a rischio per l'elevato tasso di dispersione scolastica. Che ci vengano restituiti i diritti che ci hanno scippato.
Il 26 agosto il comitato precari per la scuola insieme al coordinamento dei diversi movimenti metterà in scena in piazza Politeama la morte della scuola pubblica. Dal 30 agosto al 10 un presidio permanente sarà allestito davanti l'Usr.

Questo è un regime che non si vergogna più di niente, bisogna opporsi a questa guerra civile a bassa intensità combattuta dentro i palazzi del potere.
post pubblicato in Notizie ..., il 15 agosto 2010


Vendola: transizione?

"Non per continuare
la macelleria sociale"

di Concita De Gregorio

È un lungo monologo, questo di Nichi Vendola. Possiamo parlare, per prima cosa, del clima di veleni del livello dello scontro? avevo chiesto. Non si è interrotto più. Ha detto di Tremonti e di Prodi, di elezioni anticipate e di Cln, di governi tecnici, di istituzioni a rischio e coalizioni possibili, di sinistra soprattutto, citando - al principio - le parole scritte da Alfredo Reichlin per l’Unità . Di come «liberare il castello dalla presenza di un sovrano ingombrante senza colpi di palazzo o di teatro, misurandosi piuttosto col guasto morale che infetta tutto il regno». Ascoltiamo.

«C’è un clima pazzesco, un’aria irrespirabile. Non pongo la premessa come clausola di stile, ma come problema di cultura politica. Non solo a destra, anche a sinistra quando si manifestano posizioni forse discutibili, magari eccentriche rispetto alla realpolitik si scatena l’intolleranza. Da quando ho posto il tema – ho accettato di assumere su di me la proposta che correva di bocca in bocca, di sguardo in sguardo – parlo della mia candidatura alle primarie, sono stato oggetto di attacchi con risvolti psicanalitici, psichiatrici, sociologici, molti si sono improvvisati miei biografi in un coro tutto sopra le righe, fuori asse. È un problema generale, di tutta la politica, e riguarda il modello di relazioni umane che abbiamo in mente. Discutiamo politicamente delle nostre idee senza dedicare tempo al gioco al massacro, alla brutalizzazione.

Capisco che un gruppo di cattolici integralisti faccia tiro a segno nei miei confronti ma capisco meno una parte della sinistra che si comporta così. Chiedo: chi ha paura del popolo democratico? Il mio invito a non mollare le primarie significa questo: investire sul popolo di centrosinistra del quale i militanti del Pd sono la parte più importante e generosa. Non propongo furbate o giochi d’azzardo. In fondo ogni volta che il ceto politico ha deciso di cedere una quota del proprio potere in favore del processo democratico è stato un fatto straordinario e sorprendente, anche quando l’esito sembrava predefinito. Capisco che ci sia chi preferisce mantenere le rendite di posizione. Due sono le paure che mi pare di scorgere: quella della detronizzazione, e il fatto che la costruzione dei programmi esca così dai circuiti ristretti e diventi collettiva. In parte questo è già accaduto con la Fabbrica del Programma di Romano Prodi. Il politicismo è asfissiante. Se potessimo invece dare parola ai saperi, ai talenti per far parlare la realtà della vita: che modello di ricostruzione si è applicato all’Aquila dopo il terremoto; che intendiamo fare delle risorse idriche; i processi di desertificazione dei bacini del mediterraneo; mettere a confronto modelli formativi... parlare di tv non solo come lotto politico da occupare ma come veicolo della costruzione delle coscienze e dell’immaginario collettivo. Vedo invece un balletto di formule ereditate pari pari dalla prima Repubblica.

Siamo di fronte ad una crisi mondiale, europea e alla dissoluzione del nostro paese. Abbiamo il dovere di alzare lo sguardo, di fare una discussione non legata al culto della contingenza. Se anche un grande realista come Alfredo Reichlin invita a un nuovo, più alto orizzonte, a una nuova antropologia e ci domanda se interessi ancora la sinistra come nicchia e bottega o se non di debba piuttosto riprendere in mano la missione per il destino di un paese... E invece qual è la discussione oggi: chi tra i protagonisti della politica sia vecchio e chi nuovo? La domanda è un’altra: come si fa a liberare il castello dalla presenza ingombrante del sovrano senza misurarsi col guasto morale che infetta tutto il regno? E come si chiude il ciclo del berlusconismo: con un colpo di palazzo o di teatro, o piuttosto con un rendiconto, anche aspro, su ciò che è accaduto nella società? La diatriba su voto subito o governo tecnico, certo. Io non sono in Parlamento, non ho deputati e senatori, faccio un ragionamento politico: se ci fossero le forze e il coraggio per mettere in campo una transizione capace di liberarci di un’ipoteca come la legge elettorale non potrei che brindare e compiacermi del pentimento di chi diceva che il proporzionale è la panacea di tutti i mali.

Ma non accetto l’idea di un governo di transizione che prosegua nel solco di chi ha operato la macelleria sociale di Tremonti. Un patto col diavolo? Il problema è intenderci sulla missione. Bisogna anche considerare il livello del danno, per dirla con Josephine Hart: “Ci si vergogna solo la prima volta”. Questo è un regime che non si vergogna più di niente, bisogna opporsi a questa guerra civile a bassa intensità combattuta dentro i palazzi del potere a colpi di dossier, di violenza verbale, di menzogne. È il sintomo di una decadenza gravissima: deposita nel Paese uova di serpente. Dunque, il diavolo. Parliamo dell’ipotesi di una grande aggregazione in funzione antiberlusconiana, dunque anche di un cartello elettorale? È in corso lo squagliamento del centrodestra come lo abbiamo conosciuto. Fini è pure espressione di una destra: democratica, sì, europea. Il Cln mi pare un’elucubrazione estiva. Di fonte allo spettacolo del dissolvimento del fronte avverso cosa fa la sinistra intesa come luogo del nesso lavoro-libertà-conoscenza? Lo chiedo con affetto a Bersani. Abbiamo interesse a mettere in campo, dentro questa sinistra, un’agenda di temi e di processi che lasci da parte i giochi delle belle statuine delle tante sinistre, i riformisti e i radicali, gli antagonisti e i moderati? Un gioco che avvantaggia certo le rendite di posizione ma produce paralisi del sistema: è il male che ha già divorato l’Ulivo, non ripetiamolo. La grande alleanza non deve essere l’Arca di Noè che consenta a ciascuno di salvarsi: non lavoriamo per il ceto politico ma per il Paese.

Ho grande affetto per Prodi, temo che in politica non si diano mai secche repliche del passato ma le suggestioni del prodismo, pur con tutti gli errori commessi, ha portato una politica con grandi potenzialità espansive. Se Berlusconi è stato il responsabile della narcotizzazione televisiva, della deresponsabilizzazione di massa il rovesciamento del sistema che ha creato deve partire da un nuovo grande protagonismo democratico. Sono mortalmente stufo delle diatribe simbolico-ideologiche all’interno della sinistra: non hanno più tempo né luogo. Io non mi batto per una sinistra minoritaria, mi batto per vincere. Non bisogna avere paura della nostra gente, allora. È con la nostra gente che vinceremo, insieme a loro e grazie a loro».

"l'Unità", 15 agosto 2010

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GENITORI DI TUTTA ITALIA CHE AVETE A CUORE IL FUTURO DEI VOSTRI FIGLI, TUTTI IN PIAZZA SOTTO LA BANDIERA DI CHI NON CREDE ALLA POLITICA DELLO SFASCIO!
post pubblicato in Notizie ..., il 22 luglio 2010


SCUOLA

TAR del Lazio: grandina sulla Gelmini 

Le ordinanze emesse il 19 luglio dal TAR del Lazio con le quali si dichiara l'illegittimità delle circolari ministeriali su iscrizioni ed organici - adottate prima dell'entrata in vigore delle necessarie norme di legge - e si sospende il taglio delle ore negli istituti tecnici e professionali, sono veri e propri macigni sui provvedimenti con i quali i ministri Gelmini e Tremonti stanno devastando la scuola pubblica.
In entrambi i casi, i pronunciamenti della giustizia amministrativa rendono impraticabile l'attuazione dal prossimo 1° settembre del cosiddetto “riordino” della scuola superiore.
Non ci illudiamo che il governo faccia l'unico atto sensato per ridare un minimo di serenità agli studenti, ai genitori e ai lavoratori della scuola: sospendere a tempo indeterminato l'attuazione della controriforma, come richiesto dal vasto movimento di opposizione che si è sviluppato nelle scuole e nel paese.
Occorre quindi riprendere con più forza l'iniziativa, a partire dai primi giorni del prossimo anno scolastico, collegando le tante mobilitazioni locali e dando vita ad un movimento di massa che si ponga l'obiettivo di difendere la qualità della scuola della Costituzione. Da questo punto di vista, la manifestazione di ottobre indetta dalla Fiom può costituire una occasione importante per saldare le lotte del mondo del lavoro in difesa dei diritti con la battaglia di civiltà in difesa della scuola pubblica.
Anche le istituzioni democratiche, a partire dalle Regioni, possono svolgere un ruolo importante, a condizione che superino le esitazioni di quest'ultima fase e assumano come proprio compito la rappresentanza, in tutte le sedi, degli interessi dei cittadini pesantemente colpiti dagli interventi governativi nel fondamentale esercizio del diritto allo studio.
Alle forze politiche spetta invece il compito di sostenere le mobilitazioni e le lotte e di dar voce all'opposizione sociale nel paese e nelle istituzioni, senza ambiguità di sorta. È un impegno che come PRC intendiamo assumere fino in fondo.


Eleonora Forenza, segreteria nazionale Prc-Se
Vito Meloni, responsabile scuola Prc-Se

UNIVERSITA'

notizie dall'Associazione Nazionale Docenti Universitari - ANDU -

Date: Wed, 21 Jul 2010 18:48:56 +0200  
From: ANDU <anduesec@tin.it>   
To: (Recipient list suppressed)
Subject: A Palermo - PD "complice"? - Emendamenti - Rettore contro CRUI
 
 
Sommario:

1. PD "complice"?
2. Emendamenti al DDL
3. Rettore contro CRUI
4. Documento della CGIL
5. A Padova
6. A Palermo
7. A Torino
8. A Messina
9. A Perugia
10. A Napoli

= SEGNALIAMO:

1. PD "complice"? Il Manifesto ospita un intervento di Renato Nicolini che
critica duramente le posizioni del PD sul DDL. Il Manifesto preferisce
titolare l'intevento con "Lo sfascio voluto dalla Gelmini, 'complice' il
PD". Definendo il PD complice (e per giunta tra virgolette) il Manifesto
continua a non volersi arrendere al fatto che il PD (e le sue precedenti
'versioni') ha in prima persona elaborato e applicato negli anni la linea
di demolizione dell'Universita' statale: finta autonomia finanziaria e
statutaria, svuotamento del CUN, finti concorsi locali, disastroso "3 + 2".
Per quanto riguarda il DDL, il PD l'ha costruito 'collaborando' nel 2003
alla stesura della posizione della "lobby trasversale" della
confindustriale Treellle, presentando conseguentemente nel 2006 il DDL
sull'Agenzia di Valutazione e piu' recentemente il DDL che anticipa i
contenuti di quello governativo, attravesro le dichiarazioni
pro-Confindustria del Vice-segretario e quelle 'incolori' del Segretario e
con gli emendamenti e i comportamenti 'responsabili' al Senato.
Per leggere l'intervento di Nicolini (v. Aggiornamento del 21.7.10 a) e le
posizioni e i DDL del PD (v. Aggiornamento del 25.5.10) cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/04/15/crociata-confindustria/

2. Emendamenti al DDL. L'Aula del Senato comincerà il 22 luglio 2010 la
discussione del DDL che sara' votato entro il 6 agosto 2010. Sugli
emendamenti del Relatore un articolo sul Sole 24-ore on-line.
Per leggere l'articolo (v. Aggiornamento del 21.7.10 b) cliccare
http://www.andu-universita.it/2010/04/15/crociata-confindustria/

3. Rettore di Padova contro la CRUI. La CRUI “a detta del rettore Zaccaria,
(e') ’rea’ di aver dato fiducia a 360 gradi al disegno di legge Gelmini e
alla manovra correttiva che ‘rischia di dare il colpo di grazia
all’istruzione e alla ricerca” (dall’ articolo “Bo, il rettore al megafono
‘La protesta continuera'’”, sul Corriere del Veneto del 20 luglio 2010).
Sulla protesta a Padova un ampio articolo sul Sole 24-ore on-line.
Per leggere gli articoli cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/04/13/a-padova/

4. Documento della CGIL contraria alla messa ad esaurimento dei ricercatori
e al precariato.
Per leggere il documento (v. Aggiornamento del 21.7.10 c) cliccare
http://www.andu-universita.it/2010/04/15/crociata-confindustria/

5. A Padova. Mozione del CDF di Ingegneria del 15 luglio 2010:
"•delibera di sospendere i Manifesti degli Studi già approvati nella seduta
del 29 aprile 2010;
•chiede il rinvio delle pre-immatricolazioni a una data successiva al
Consiglio di Facolta' che sara' convocato in seduta straordinaria
all’inizio di settembre;
•chiede l’abolizione delle prove di accesso già calendarizzate;
•chiede di ritardare l’inizio delle lezioni del nuovo Anno Accademico."
Per leggere la mozione cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/04/13/a-padova/

6. A Palermo. Mozione del CdF di Ingegneria del 19 luglio 2010: il CdF
“prende atto che l’attuale grado di copertura delle materie – in
conseguenza delle mancate disponibilita' dei docenti in relazione allo
stato di agitazione in atto – non consente il regolare avvio delle attività
didattiche secondo il calendario didattico approvato.”. Esami in strada:
articolo su Repubblica di Palermo del 20 luglio 2010.
Per leggere la mozione e l'articolo cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/03/18/a-palermo/

7. A Torino. Universita' verso il rinvio dell’inizio dell’anno accademico:
articolo su Repubblica di Torino del 20 luglio 2010.
Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/04/03/a-torino/

8. A Messina. Documento del CdF di Lettere dell’8 luglio 2010. Intervento
della delegata del movimento dei ricercatori alla II Giornata della Ricerca.
Per leggere il documento e l'intervento cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/01/17/a-messina/

9. A Perugia.  “A rischio i corsi in nove facolta'”: articolo sul Corriere
dell’Umbria del 21 luglio 2010. Comunicato stampa sull’Assemblea di Ateneo
del 20 luglio 2010: protesta contro DDL e Manovra finanziaria. Mozione
dell’Assemblea di Scienze del 16 luglio 2010: contro DDL e Manovra
finanziaria verso il blocco degli esami autunnali.
Per leggere l'articolo, il comunicato e la mozione cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/04/29/a-perugia/

10. A Napoli. “Scatta il boicottaggio dei corsi”: articolo sul Mattino del
20 luglio 2010.
Per leggere l'articolo cliccare:
http://www.andu-universita.it/2010/06/28/a-salerno/

===========================
= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con
oggetto "notizie ANDU"

== I documenti dell'ANDU sono inviati a circa 16.000 Professori,
Ricercatori, Dottori e Dottorandi di ricerca, Studenti, ai Presidi, ai
Rettori, al Ministero, ai Parlamentari e agli Organi di informazione.

====== Sito dell'ANDU (www.andu-universita.it):
= le notizie aggiornate sugli Atenei si trovano (in ordine alfabetico)
nella colonna a sinistra della home page del sito;
= e' possibile inviare commenti ai documenti e agli interventi gia'
pubblicati e proporre nuovi interventi;
= per ricevere in tempo reale l'avviso di nuovi articoli o di nuovi
commenti e' sufficiente inserire la propria e-mail nell'apposito spazio (in
alto a sinistra);
= per iscriversi all'ANDU cliccare:
http://www.andu-universita.it/come-aderire/

Ma come è possibile agire in tal modo?! Gesto provocatorio!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 18 luglio 2010


L'Università contro la Gelmini
e Berlusconi va da Mr Cepu

L'Università contro la Gelmini e Berlusconi va da Mr Cepu

di Maristella Iervasi

 

Agli studenti di eCampus mail del rettore: «Lunedì visita di Berlusconi. Abiti formali». E ignora la protesta degli Atenei pubblici.

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SILENZIO!
post pubblicato in Notizie ..., il 9 luglio 2010


Italia in silenzio stampa contro la «legge bavaglio»

Italia in silenzio stampa
contro la «legge bavaglio»

di Roberto Monteforte

Mass media in sciopero contro la legge sulle intercettazioni: oggi niente giornali, siti web, agenzie, radio e tv. E' la «fragorosa» giornata del silenzio indetta dalla Fnsi contro la legge «bavaglio». Siddi: «Sciopero necessario». I VIDEO DE L'UNITA' CONTRO IL BAVAGLIO: Così non li sentirete più | Intercettatemi pure  | Siddi, "Legge indecente" | Chi imbavaglia il bavaglio | Al mare con il bavaglio | FOTOGALLERY

"l'Unità", 09-07-10


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50° Anniversario della battaglia di Palermo
post pubblicato in Notizie ..., il 2 luglio 2010


 

 
 
Il 2-3-8 luglio a Palermo un convegno di due giorni e una manifestazione celebrativa dedicata alla memoria e all’attualità in occasione del 50° anniversario della sollevazione popolare che nel 1960 sconfisse in Italia il tentativo di restaurazione fascista portato avanti dal governo Tambroni. Interverranno tra gli altri i familiari di Francesco Vella, una delle vittime palermitane, i genitori di Stefano Cucchi e Haidi Giuliani.
Il bilancio dell’8 luglio ‘60 a Palermo fu di 4 morti, 400 fermati e 71 arrestati.
 
La manifestazione in occasione del 50° anniversario di quegli eventi è promossa dal circolo “Francesco Vella” di Rifondazione comunista, intitolato alla memoria di uno dei caduti dell’8 luglio 1960. Francesco Vella, operaio edile di 42 anni, iscritto alla Fillea CGIL di Palermo e militante del Partito Comunista si era tra l'altro distinto nel contrasto al caporalato nei cantieri edili, piaga diffusissima in città.
 
Il programma delle iniziative prevede, oltre ad un approfondimento storico attraverso un Convegno che si terrà il 2 e 3 luglio presso la Biblioteca comunale di Palermo (piazza Casa Professa), una speciale rievocazione itinerante dei fatti, l’8 luglio sera, che ha come obiettivo il recupero della memoria e la restituzione ai cittadini di un frammento significativo della storia di Palermo.
Il convegno del 2 luglio avrà come relatori storici (Prof. Giuseppe Carlo Marino, Prof. Tommaso Baris, Prof. Fabrizio Loreto), studiosi, testimoni e persone da sempre impegnate nel recupero della memoria (Nicola Cipolla, Angelo Ficarra, Ottavio Terranova, Francesco Tarantino).
Un momento solenne chiuderà i lavori del 2 luglio attraverso la consegna di una medaglia alla memoria ai familiari di Francesco Vella e l’esibizione del Coro dell’Università e dell’ERSU di Palermo diretto dal Maestro Pietro Gizzi.
Il convegno del 3 luglio “Da Genova a Palermo: lotte sociali e democrazia (1960-2010)” verterà sulla repressione ieri e oggi e avrà tra i relatori: Haidi Giuliani, i familiari di Stefano Cucchi, Fulvio Vassallo Paleologo, Pietro Milazzo, Tony Pellicane, Loriana Cavaleri. Concluderà i lavori del convegno il responsabile dell’osservatorio nazionale sulla repressione di Rifondazione Comunista: Italo Di Sabato       
Durante la manifestazione celebrativa con banda musicale e rappresentazione teatrale itinerante a cura dell’Associazione “Spazio aperto”, regia di Nicola D’Ippolito (concentramento a piazza Castelnuovo, ore 20.00) di giorno 8 luglio verranno deposte delle corone di alloro nei luoghi in cui furono uccisi l’8 luglio 1960 Rosa La Barbera (53 anni), Andrea Gangitano (19 anni), Francesco Vella (45 anni), Giuseppe Malleo (15 anni), e verrà affissa una lapide lungo il percorso del corteo.
Hanno aderito all’iniziativa: ANPI – Palermo; il CEPES; la FILLEA CGIL Sicilia; la FILLEA CGIL Palermo; CGIL FLC Sicilia; la CAMERA DEL LAVORO di Palermo; la FONDAZIONE DI VITTORIO.

 

 

 
Guai a chi viene a raccontarmi che non siamo in una nuova forma di dittatura già compiuta!
post pubblicato in Notizie ..., il 8 giugno 2010


Legge bavaglio, Berlusconi blinda il testo Annuncio-choc: «Protezione civile a rischio spari»

Legge bavaglio, Berlusconi blinda il testo
Annuncio-choc: «Protezione civile a rischio spari»

L'ufficio di presidenza del Pdl approva la relazione sul ddl intercettazioni. Via libera da Fini. Premier scatenato, blinda il testo: «No a ulteriori modifiche alla Camera. Io mi sono astenuto, il testo non rispetta il programma con gli elettori». E attacca: «Sovranità in mano ai magistrati». Sanzioni penali anche per gli editori. Poi l'annuncio su L'Aquila: finché dureranno le accuse per mancato allarme, «ho dato disposizioni agli uomini della Protezione Civile di non recarsi nelle zone terremotate  (VIDEO) perché qualcuno con la mente fragile potrebbe sparare in testa».

Il Pd: «Parole incendiarie». Il web insorge contro la “censura”

"l'Unità", 08-06-2010


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E' sempre più chiaro che il grosso del risanamento, 24 miliardi di euro, peserà come previsto su statali ed enti locali
post pubblicato in Notizie ..., il 1 giugno 2010


Alla fine il testo è molto diverso da quello annunciato



di Stefano Feltri

C’è voluta quasi una settimana, dal consiglio dei ministri di martedì scorso, ma alla fine il decreto legge della manovra finanziaria è stato firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ed è molto diverso da quello annunciato.

CHI CI RIMETTE. Manca ancora la relazione tecnica che chiarirà chi paga e quanto. Ma da un primo esame della manovra è chiaro che il grosso del risanamento, 24 miliardi di euro, peserà come previsto su statali ed enti locali. Vengono congelati gli stipendi degli statali al livello del 2010 fino al 2013, con un taglio del cinque per cento per quelli superiori a 90 mila euro e del 10 per cento per quelli sopra i 150 mila. Viene confermata anche la chiusura delle finestre per i pensionamenti estivi del 2011. Gli enti locali sono gli altri che pagano il prezzo più alto. Restano le province che dovevano essere abolite, ma Regioni e Comuni si vedranno ridurre parecchio i fondi a disposizione: tra 2011 e 2012 il sacrificio richiesto ammonta a circa 14,8 miliardi di euro.
(
Leggi tutto)

 

 

LEGGI

L'avvertimento di Draghi (di s.f.)

Pd, Idv e Cgil: ecco chi si oppone (e perchè) alla Finanziaria di Beatrice Borromeo

Le novità della Finanziaria

da "il fatto quotidiano", 1° Giugno 2010

Notte del 1993!
post pubblicato in Notizie ..., il 29 maggio 2010


Ciampi: "La notte del '93 a un passo dal golpe"
Si riaccende lo scontro sulle stragi di mafia

 

L'ex capo dello Stato ricorda: "Parlai con Scalfaro al Quirinale e gli dissi 'dobbiamo reagire'. Questo è il tempo della verità: non c'è democrazia senza verità". Il Pdl: "Perché ha taciuto per tanti anni?". L'opposizione chiede chiarezza

di M. GIANNINI

"la Repubblica", 29-05-10

Piangiamo o ridiamo?
post pubblicato in Notizie ..., il 28 maggio 2010


La fuga degli statali per salvare

la liquidazione

Corsa al pensionamento per evitare il pagamento a rate previsto dalla manovra

Conti pubblici - Il caso

La fuga degli statali per salvare la liquidazione

Corsa al pensionamento per evitare il pagamento a rate previsto dalla manovra

ROMA —Il testo definitivo dei provvedimenti che comporranno la manovra di aggiustamento dei conti pubblici non c’è ancora, ma i suoi effetti si sentono già. Nel settore pubblico è partita una corsa forsennata al pensionamento. Negli uffici e nei corridoi dei ministeri e delle altre amministrazioni non si parla d’altro. In particolare nella scuola, ma anche fra i magistrati e negli enti pubblici. Davanti agli uffici che distribuiscono i prospetti pensionistici, in qualche momento si è formata la coda, magari anche solo per chiedere informazioni. Tutti vogliono capire quanto prenderebbero andando via ora, evitando così la rateizzazione della buonuscita (fino a tre anni) prevista dal decreto legge che arriverà in Gazzetta Ufficiale la prossima settimana.

Per riuscire a scansare la penalizzazione bisognerà che le domande siano state accolte prima che le nuove norme entrino in vigore. Solo così si potrà ottenere la liquidazione in un’unica soluzione come è stato finora. Molti lavoratori non sanno bene cosa fare. Da un lato vorrebbero evitare la tagliola sulla buonuscita dall’altro temono che, una volta presentata la domanda di pensione, siano costretti a lasciare il lavoro anche se la norma dovesse subire modifiche o magari essere cancellata durante l’esame parlamentare. È facile prevedere infatti che su questa parte della manovra saranno presentati molti emendamenti e si scateneranno molte pressioni per rivedere la norma. In soli tre giorni le domande di pensione presentate o preannunciate sono aumentate in modo esponenziale. Secondo le disposizioni contenute nel decreto all’esame del Quirinale solo le liquidazioni inferiori a 4 volte il minimo, cioè a circa 24 mila euro, verrebbero pagate in un’unica soluzione. Ma in questo caso non ricade quasi nessuno perché una buonuscita dopo 35-40 anni di servizio supera molto spesso i 50 mila euro e quindi, secondo la manovra, verrebbe pagata in tre anni.

La rateizzazione prevede infatti che per gli importi tra 24 e 48 mila euro il versamento avvenga in due anni (per esempio 24 mila il primo anno e 24 mila il secondo) e sopra i 48 mila in tre anni. Non solo. Dal 2011 in poi (pro rata) le annualità di servizio verrebbero calcolate ai fini della buonuscita con gli stessi criteri del Tfr (lavoratori privati), cioè con un’aliquota del 6,91%, anziché col più vantaggioso sistema del Tfs (dipendenti pubblici) dove viene computato l’80% dell’ultimo stipendio per gli anni di servizio. Con queste misure lo Stato risparmierebbe tra un miliardo e un miliardo e mezzo all’anno. Ma forse, a questo punto, i calcoli andranno rifatti, perché davanti a un massiccio esodo bisognerebbe considerare un maggior risparmio in termini di retribuzioni, ma anche una più forte spesa pensionistica. Il tam tam delle voci sta spingendo alla presentazione delle domande migliaia e migliaia di dipendenti dell’Inps, dell’Inail, dell’Inpdap e degli altri enti previdenziali, dove le informazioni corrono velocemente e vengono valutate in tutte le loro conseguenze sulla busta paga e sulle prospettive di pensione.

Valutazioni che stanno facendo anche i dirigenti di tutte le amministrazioni, che al danno subito sulla buonuscita aggiungono quello sulla retribuzione, che dal 2011 verrà tagliata del 5% per la parte eccedente 90 mila euro e del 10% sopra i 130 mila. Decine di direttori generali, capi dipartimento e dirigenti, anche di seconda fascia, e ispettori capo ieri hanno presentato domanda di pensione. Solo tra i dipendenti del Csm (Consiglio superiore della magistratura) sono state 5 le domande depositate. In Corte di Cassazione hanno deciso di lasciare un paio di consiglieri e dicono che qualche decina potrebbe presto seguirli. All’Inps c’è allarme perché, su 27 mila dipendenti, quasi un terzo ha i requisiti per andare in pensione di anzianità o di vecchiaia. Su circa 1.200 dirigenti, se ne andassero via alcune centinaia, l’ente entrerebbe in crisi, anche perché accanto alla fuga verso la pensione bisogna considerare l’effetto della proroga del blocco del turn over, contenuta nella stessa manovra, che consente l’assunzione di non più di due lavoratori ogni dieci che vanno in pensione.

Enrico Marro
"Corriere della sera", 28 maggio 2010

 


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Sssssssssssssssssssssssssss... VIETATO! VIETATO! VIETATO! VIETATO! VIETATO!
post pubblicato in Notizie ..., il 22 maggio 2010


Vietato parlare con la stampa
Bavaglio a presidi e prof

di Chiara Affronte

Bavaglio agli insegnanti che parlano con la stampa o dissentono dalle linee del governo. Se non si “ubbidisce” via alle sanzioni disciplinari. È quello che accade in questi giorni in Emilia-Romagna, dove il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina invia ai presidi una circolare «riservata» (si legge in alto nel documento) in cui manifesta la volontà di porre uno stop a «dichiarazioni rese da personale della scuola con le quali si esprimono posizioni critiche con toni talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’amministrazione di cui lo stesso personale fa parte». Toni che - prosegue la nota - vengono inviati sotto forma di documenti ad autorità politiche, fatti circolare a scuola o distribuiti alle famiglie. Nella circolare Limina “invita” quindi ad «astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’Amministrazione pubblica».

Si scatena il putiferio quando il coordinamento degli insegnanti modenesi Politeia viene a conoscenza dell’esistenza di questa circolare, non ancora resa pubblica da nessun preside, ma datata 27 aprile. La Cgil insorge: «Ritiro immediato della nota e dimissioni del direttore dell’Usr», la richiesta del segretario generale Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. Immediata la difesa del ministro Mariastella Gelmini: «Condivido e sostengo pienamente l’operato del direttore Limina che ha invitato tutto il personale della scuola a osservare un comportamento istituzionale - afferma il ministro - È lecito avere qualsiasi opinione ed esprimerla nei luoghi deputati al confronto e al dibattito. Quello che non è consentito è usare il mondo dell’istruzione per fini di propaganda politica: chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni».

PRESIDI SCERIFFI
Tutto parte da Modena, dove alcuni insegnanti vengono a conoscenza dell’esistenza della circolare. «Qualche dirigente troppo zelante l’ha messa tra quelle visibili a tutti», riferisce un insegnante. Presa la palla al balzo di una manifestazione contro i tagli della riforma Gelmini che si è svolta a Modena giovedì, i docenti hanno reso pubblica la notizia e firmato una mozione per denunciare il «carattere intimidatorio e lo spirito antidemocratico della circolare che cerca di reprimere le legittime proteste del mondo della scuola». Fatto altrettanto grave, per i “prof” modenesi, quello di «far passare l’idea che i dirigenti, destinatari del documento, siano soggetti superiori di grado, quando in realtà, nel collegio docente, sono figure inter pares. Poi, vuoi per l’avidità di qualcuno, vuoi per il clima autoritario generale, passa l’idea di un ruolo diverso». La scuola, insomma, non è quella che dipingono Limina e il governo anche per Bruno Moretto della cellula bolognese del comitato Scuola e Costituzione: «Gli insegnanti sono autonomi: lo spirito dell’articolo 33 della Costituzione è quello di creare nella scuola un clima di confronto di posizioni». Meglio per il comitato che «Limina si occupi di ciò che gli compete e risponda ad esempio ai 600 bambini che a Bologna e provincia non avranno posto alla scuola materna l’anno prossimo».


 

"l'Unità", 22 maggio 2010

"Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione (...) vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente..."
(Antonio Gramsci, lettera alla madre, 10 maggio 1928)

 

"l'Unità", 22 maggio 2010
Non sembra vero che qualcuno si sia deciso a dichiarare che subiamo norme da dittatura! Era ora!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 20 maggio 2010


 

Ateneo pubblico? Ateneo privato? Che fo'?
post pubblicato in Notizie ..., il 18 maggio 2010


Università, occupazioni in tutta Italia
Gelmini: "Ma gli studenti sono con me"

 

Bari, Napoli, Firenze, Milano e Roma in testa. Lezioni ferme almeno fino a sabato. La protesta contro "la drammatica situazione effetto dei tagli della Gelmini" di GIULIA CERINO

Le proposte del Ministro offendono l'intelligenza degli Italiani
post pubblicato in Notizie ..., il 17 maggio 2010


 

Il taglio Calderoli più che simbolico è offensivo. Nello stipendio di un membro della “casta” non cambia nulla



(Conti on-line: Le cifre riportate nella tabella sono ricavate utilizzando i dati pubblicati sui siti Internet di Camera e Senato. La retribuzione del ministro si riferisce a quella dichiarata da Renato Brunetta sul sito www.innovazionepa.gov.it . Lo stipendio mensile di un assessore regionale infine, è calcolato sulla base della legge della Regione Veneto n°5/1997)

“Senza lo stipendio da parlamentare e l'indennità da viceministro avrei qualche difficoltà a pagare le rate”. Chissà il panico che avrà preso Adolfo Urso quando ha sentito il ministro Calderoli annunciare “i sacrifici” in arrivo anche per il Palazzo. Lui, che ha una rata del mutuo da più di 8.000 euro al mese, deve aver avuto un mancamento pensando a quel 5 per cento di retribuzione in meno minacciata dal ministro. Il vice-ministro Urso stia tranquillo, abbiamo fatto i conti per lui: la stangata Calderoli non lo farà finire in mezzo a una strada. Al massimo, dovrà rinunciare a qualche centinaia di euro. Già, perché l'austerità targata Lega funziona così. Prendiamo il caso di un semplice deputato: per lui, il taglio Calderoli significa 757 euro in meno. È tutto quello a cui dovrà rinunciare per far bella figura davanti agli italiani. (
Leggi tutto)

di Paola Zanca

"il fatto quotidiano", 17-05-2010


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permalink | inviato da Notes-bloc il 17/5/2010 alle 8:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
E daglie sui deboli e su tutti coloro che pagano le tasse anche per gli evasori iperprotetti!
post pubblicato in Notizie ..., il 16 maggio 2010


Conti, scure sugli statali:
altro condono all'orizzonte

Conti, scure sugli statali: altro condono all'orizzonte
di Laura Matteucci
 
Ipotesi sulla manovra da 25 miliardi: probabili altre sanatorie. La rabbia degli onesti: sacrifici per i soliti noti.

"l'Unità", 16-05-2010

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Debito pubblico: una manovra da 25 miliardi è alle porte. Vogliono farla pagare ai lavoratori

 

L’economia italiana, quella che fa arricchire i ricchi e impoverire i poveri, è malata. I nostri dotti e sapienti medici stanno ora decidendo una cura. Cura che già tanto tempo fa era stata scoperta e usata col nome di “una tantum” e che ora viene riproposta in forma incredibilmente irrobustita e col nome cambiato in “manovra correttiva da 25 miliardi di euro”. Tradotto in volgo: ritardare l’andata in pensione per una o due finestre per coloro che ne hanno maturato il diritto; non rinnovare i contratti pubblici scaduti nel 2009 e congelare gli aumenti già contemplati nei contratti appena rinnovati e delle loro integrazioni già firmate; blocco più rigido del turn-over, degli scatti per magistrati e docenti universitari e della liquidazione dei lavoratori statali e infine, ciliegina sulla torta, si parla dell’ennesimo condono edilizio e, dopo aver permesso la pulizia dei soldi nascosti all’estero, una maxisanatoria sul contenzioso fiscale. Sono previsti poi ulteriori tagli sui trasferimento di fondi agli enti locali, alle regioni con forte deficit sulla gestione sanitaria, e altri tagli alle provvidenze per i ministeri.
Chissà se prima o poi, raschiando il fondo del barile, il ministero della Pubblica istruzione venga, senza fondi, considerato un ente inutile e tagliato anch’esso. Altri tagli annunciati riguardano infrastrutture e grandi opere.
Anche i lavoratori privati in età pensionabile sbatteranno il muso almeno contro due finestre.
Servirebbe una risposta forte. C’è da augurarsi che il sindacato sappia rispondere come la gravità del momento richiede.

"Liberazione", 15-05-2010

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Manovra, dagli statali il governo
vuole ...

Blocco delle assunzioni da giugno e stop a nuovi contratti
Sindacati in rivolta, Epifani: giù le mani da lavoro e pensioni

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=102119&sez=HOME_ECONOMIA&ssez=

"il Messaggero", 16-05-2010

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