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di Ignazio Licciardi
Dal 2 Gennaio 2005 al ... 15 Maggio 2009 (pag.29)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 17 maggio 2009


 

Caro papà,

ieri l’altro, 15 Maggio 2009, lagrime di gioia - le Tue - e di dolore - le nostre - si son fuse con quelle della mamma che gioiva di rivedere Te, mentre pur partecipava alla pena nostra.

    La guardavamo, però, nel Suo corpo e nel viso Suo sereno, e cominciavamo a scorger che le lagrime, figlie della gioia, divenivan sempre più certe e chiare per il Tuo riprenderla tra le braccia Tue e guidarla per sentieri sconfinati e limpidi.

    E noi, adesso, cerchiamo di osservarVi, mentre vicini state e stretti insieme e … non sappiamo come … ma riusciamo a sentir e ad avvertir la Vostra gioia e il Vostro amore che ci appaiono … non raddoppiati ma che ad aumentare vanno e a dismisura e … ci toccano, sì, ci avvolgono, mentre Voi rigodete dell’amore Vostro e … non V’accorgete, forse, che anche il Vostro - d’amor - s’è esteso, perché, se pur ancor l’un dell’altra presi, riprendete i Vostri antichi e … nuovi passi … da lì, proprio da quel punto che accadde in un tristissimo inizio d’un Gennaio ed or … ricominciate a seguir quella stessa via che già percorrevate in terrena vita, se pur, allor, negli impedimenti di … tempi e spazi umani. E tra i Vostri sguardi e … fors’anco parol, non cogliete neppure, oramai, quel lacerante distacco e ...Vostre lunghe pene … d’attesa.

    Voi, papà e mamma, sì, Voi che … nascevate e già Vi guardavate e il desiderio Vi coglieva! Ed or? Vi narrate e sorridete e ... la lucentezza del Vostro grande amor, sì, illumina e allontana pur noi dal dolor di questa strana e incomprensibile Vostra lontananza e assenza dai percorsi nostri.

    Ciao, carissimi, amati e teneri Mamma e Papà, godremo della luce Vostra … frammista a lucentezza che promana da quei gai e festosi Angioletti che già nei pressi Vostri stanno e che pur nomi hanno e … splendor ancor più chiaro, perché … d’innocenza e total genuinità sempre vestiti.

    Quanta bellezza e chiaror V’avvolgon adesso, Papà e Mamma, mentre noi dai monti e boschi dell’alta peloritana Tusa … V‘ammiriamo!

15 Maggio 2009




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2005: dal 2 Gennaio al ... 25 Gennaio 2009 (pag.28)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 25 gennaio 2009


Caro papà,
Sì, è da tempo che non scrivo su questi fogli elettronici bianchi e virtuali che, forse, si mostran, però, al tuo sguardo attento e vigile, sempre!
Son successe alcune piccole e grandi cose, nel frattempo. Io ho cercato di far sì che le radici recise non impedissero la morte del rigoglioso albero e due gemme eran, infatti, quasi assurte, identiche l’una all’altra ed entrambe alla loro mamma che a te era ed è cara nipote.
E’ stata dura, sai, lavorare perché la linfa riprendesse a scorrere tra i mille canaletti dell’albero nostro.
...
E’ stata una prova, però, che appariva prototipo ben riuscito nelle difficoltà della vita. Ma … sì, è stata un prova quel che Francesca, coraggiosa, ha voluto tentare imbarcandosi nell’opera più difficile … quella d’una vita plurale e monozigote!
Poi …
E son rimasti, così, sol dei versi che preludon, però, ad una nuova rinascita che avverrà, sì, avverrà, per render sempre più frondoso l’albero antico!
Eccoti i versi, papà, che ancora non so se donarli a Dario e a Francesca che avvolti son ancor dal dolore e dalla fatica, mentre io da profonda tristezza:

Siria e Nicole

La notte era

priva dastri e di stelle

Le cercavan, però,

stando tutti col naso

allinsù.

Dario e Francesca

sin in Hiberia

si recaro e lì ne trovaro

e ne colsero due

e pur le nomaro.

Luna: Siria, perché stella

e laltra: Nicole, perché

non solo a lei sorella

In terra dei Sicani,

felici e con amore,

ancor piccole le portaro

e assai lucenti brillavano.

Lor luce

chiara traspariva

dai cerulei occhi

di novella madre

e dai pensieri

del novello padre.

Grande la festa.

E la gioia esplose

dopo Gioco maieutico

che stelline far partorir

dovea dalle menti

degli attoniti presenti.

Gioco

di strana arte ostetricia

riuscì, quella sera dAgosto

E tutti furon contenti

e levaron i calici in alto

e fu, sì,

per davvero,

immane la gioia

e allegra la festa.

Sgambettavan

nel pancione di mamma Francesca,

le due gemelline,

ma il loro baglior

non era di stelle

né dastri mortal

ma battito dali

dorate e immortali

e tempestate di mille

e ancor mille

diamanti e perline.

E fu sol per esta natura

che, il 21 Gennaio,

volando,

in cielo tornaro,

donando, come fosser

dei baci,

una lagrima alla mamma

ed una al papà.

Palermo, 25 Gennaio 2009

 Ignazio

 

 

 




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2005: dal 2 Gennaio al ... 13 Aprile 2008 (pagg.27)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 13 aprile 2008


Carissimo papà,

Oggi, è giorno 13 Aprile 2008. Giorno di Elezioni per l’ennesimo rinnovo della Camera del Senatori, della Camera dei Deputati e del Parlamento della Regione Sicilia. Ma non è di questo che voglio parlarti. Sarebbero, purtroppo, discorsi inutili. Tutto è già ben realizzato a causa di una “strana” Legge elettorale (a livello nazionale) e per “strane” coalizioni che si determinano per eleggere il Presidente della Regione Sicilia (a livello locale): in parole povere, a livello nazionale, tutto è stato prima deciso a tavolino dalle “Caste” dei Partiti; a livello locale, invece, chi è stato, per esempio, letteralmente buttato fuori dal Centro Sinistra (ti parlo soltanto delle parti che riguardano noi, papà!) collaborano per eleggere lo stesso Presidente!? No, papà, non voglio parlarti di queste “stranezze”! Voglio soltanto dirti che, giorni addietro, una mia allieva mi scrisse, dicendomi che suo nonno stava male e che temeva per … E aggiungeva che, forse, sarebbe stato meglio che … Bene, io così le ho risposto:

“Vorrei tanto che il mio papà fosse ancora qui con me, con noi! E non immagini, forse, quanto! Non si tolgono dalla mente i giorni in cui lo accompagnavo d’ospedale in ospedale, perché volevamo che potesse risolvere i suoi problemi degli ultimi mesi. Usciva da casa e qualche anima pia ce lo riportava sanguinante, perché cadeva senza rendersene conto! Eppure era intatto il suo senso dell’humour. Quando i medici lo visitavano, era orgoglioso di essere capace di stare in piedi e su una sola gamba, se gli chiedevano di tenerne alzata una. Mi ricordo che, quando lo trasferivamo da un reparto all’altro per Tac e controlli vari, rifiutava di essere aiutato a salire sull’ambulanza. Leggeva sempre, anche in ospedale, sottolineando, sì, maniacalmente, ogni parola, la cerchiava, la metteva in riquadro. La notte, io accostavo la mia sdraio accanto al suo letto, perché ero certo che non m’avrebbe mai svegliato per dirmi che doveva andare in toilette! E, poi … l’intervento, sì, ad un vecchietto quale lui oramai era. Il suo aver la testa bendata per l‘intervento andato … bene; il suo voler ri-fare i suoi … "primi passi" e ... il suo vedere al posto delle pareti bianche delle sale dell’Ospedale le immagini della sua giovinezza che trascorreva ad Ustica nella villa del suo amato nonno. Il suo dirmi ripetutamente:”Ignazio, andiamo a casa, la mamma sarà preoccupata”. Io lo rassicuravo e lui mi diceva: “va bene”! E, poi, il suo chiedermi continuamente i suoi occhiali che mancavano di una lente, a causa della sua ultima caduta. E, poi, una sera, dopo averlo salutato, affidandolo ad una specie di badante - perché … non so perché lo abbiamo fatto (non me ne darò mai pace) - … una telefonata, la corsa in ospedale e, poi, il silenzio che ancora dura. Quanti baci gli ho dato, mia cara, tu non riesci neppure ad immaginarlo e … quanti gliene darei ancora!

Non so, perché ti scrivo queste cose, ma …

Ciao, ti auguro che il tuo nonnino possa riprendersi e possa vivere 1000 anni …”

Sì, le ho scritto queste cose, ma … dimmi tu che ne pensi, papà? Forse che io, mentre baciavo il tuo viso immobile e sempre più freddo, mi dicevi: “ma perché guardi ancora al corpo, se la mia anima è finalmente libera”? Mi dicevi questo, papà?


Palermo, 13 Aprile 2008
                                                                                                                                      Ignazio




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2005: dal 2 Gennaio al ... 2 Gennaio 2008 (pagg.26)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 2 gennaio 2008


Caro papà,

oggi, è giorno 2 Gennaio! Tre volte 365 giorni son già passati e solitudine sempre più s’avverte! E’ triste, quando vien a mancar la radice forte, perché tutto, poco alla volta si smembra e par che nulla possa rifiorir e tornar a vegetar, anco se la cura tosto ho io iniziata … ma, lo so, bisogna attendere, saper attendere, papà! Lo scoramento assale e non sempre le forze son ben disposte, ma bisogna lavorare e curare, ben curare per chi attende rifioritura urgente e rigogliosa! So ben ch’anche Tu curioso sei di veder quel che so fare … ed io accontenterò Tua sete e, sì, Ti maraviglierò, papà, perché Tu possa sentirti orgoglioso del seme che lasciasti su la nostra Terra … un po’ dimenticata ... si sente spesso dire in giro! Ma io e Te sappiamo che l’abbandono d’essa non è da parte d’Altri che noi vogliam colpevolizzar per mancanza di nostri merti.
Mi rimetto subito al lavoro, allor adesso, non senza dirti prima che … immensamente Tu … però, ci manchi!

Palermo, 2 Gennaio 2008

Ignazio




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2005: dal 2 Gennaio al ... 31 Agosto 2007 (pagg.25)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 31 agosto 2007


 Ciao, papà,

quante volte non compresi i tuoi silenzi! Or … mi sembra di capire quanto sia importante … il silenzio e … con esso, la scrittura che è la più grande custode e pur amorevole del silenzio. La scrittura, sì, quella che grida, che sorride, che accarezza, che dà sollievo, che scatena ire e vendette, che ama … utilizzando sol delle misere letterine donateci dal genio di genti che … cercavano qualcosa che rendesse il valore del silenzio. Sì, la scrittura! Essa parla, infatti, soltanto a chi vuole ascoltarla, per meditare, per riflettere, per comprendere, per sapere e … silenziosa, poi, essa torna, una volta richiuso e riposto lo scrigno che la contiene e serba!

Sì, ho compreso, papà, i tuoi silenzi!




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2005: dal 2 Gennaio al ... 4 Giugno 2007 (pagg.24)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 4 giugno 2007


Ascolta, ascolta, papà! Ti divertirai. Il Centro Studi a Te dedicato aveva organizzato - una volta sollecitato ed incoraggiato da un grande Pedagogista italiano - un Seminario di Studi su “Leggere pedagogicamente la città”, seminario propedeutico alla realizzazione di un Progetto su “Città, Educazione e Legalità”! Come mai, mi chiedi? Ti rispondo: ci era stato detto da “soggetti” – che non so se definirli “visibili” o “invisibili”, “reali” o “virtuali” - dell’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali della Regione Sicilia che il Progetto era certamente da realizzarsi e che il Seminario era idea superba! Ci siamo buttati, allora, nelle fasi organizzative, perché il Seminario si potesse svolgere nei giorni 4 e 5 Maggio, date condivise dai “soggetti invisibili” di cui sopra. Ma, in data prossima ai giorni 4 e 5 del mese di Maggio, venivamo informati dalle Agenzie di viaggio, dall’Hotel che avrebbe dovuto accogliere i partecipanti al Seminario, etc. che nessuno della Regione Sicilia si era preoccupato di avallare quanto noi andavamo prenotando e organizzando. Abbiamo cercato di far capire che i “soggetti” della Regione Sicilia sono, per l’appunto “invisibili”, per cui molto probabilmente si erano presentati presso le loro sedi, ma non erano stati notati! Insomma ... non v’è stato nulla da fare, se non telefonare ai partecipanti che dovevano arrivare da Firenze, Chieti, Brescia, Bologna, etc., per dir loro che non se ne faceva più nulla del Seminario; se non telefonare alle centinaia di invitati, per comunicare la disdetta del Seminario; se non pagare lo Stampatore per le brochure realizzate, nonché locandine e biglietti di invito; ... Sì, è vero, abbiamo ricevuto mail e telefonate di solidarietà, ma sta di fatto che noi abbiamo perso un sacco di tempo che avremmo potuto dedicare ad altre ... cose! Ma non è finita qui, papà! Nella seconda decade di Maggio, riceviamo presso il Centro Studi una lettera, spedita dall’Assessorato il 7 Maggio – data del timbro postale di partenza della lettera!  (cioè in data successiva a quelle programmate con i “soggetti invisibili” della Regione Sicilia!) -, dalla quale leggiamo le testuali parole:

“Con riferimento alla nota protocollo … e in considerazione che il superiore Assessorato ha espresso ampio apprezzamento per il Progetto “ …”, delibera un contributo di €…., sulle risorse offerte sul Capitolo …. dell’esercizio finanziario 2007, si concorda sulla valenza culturale della manifestazione medesima”. E, nella stessa missiva, si aggiungeva: “Dal quadro economico della manifestazione, … si evincono quali siano le spese da affrontare, relative alla ospitalità degli invitati, ai trasporti aerei, ai compensi ed alle spese tipografiche per depliant, inviti, manifesti, e pubblicazione degli Atti del seminario, per le quali si ritiene di concedere tale contributo; si ricorda che tutto il materiale di stampa tipografica, necessariamente, dovrà contenere, ed in bella evidenza, il logo dell’Assessorato …”. Seguono altri bla bla bla.

Ma non è finita qua, papà! Sì, perché noi ci precipitiamo a far notare che la loro lettera è giunta a noi, Centro Studi, in data successiva a quella programmata con loro per lo svolgimento delle attività di Seminario! Chiediamo comunque che il finanziamento possa essere goduto ugualmente dal Centro, visto che …! Senti la risposta dei “soggetti invisibili”, papà: “Vedete, sì, sarebbe possibile, ma l’Assessorato non fa rientrare tra i suoi impegni quelli relativi alle spese di ospitalità degli invitati, ai trasporti aerei, ai compensi, alla sala per il Seminario …”! Ma come, diciamo noi, ma se v’è scritto nella Vostra Illustrissima a noi pervenuta, anche se in ritardo (7 Maggio 2007)! Rispondono, forse: “Sì, ma hic et nunc scripta volant et … etiam verba”! Un avvocato ci ha detto: "denunciateli"! Ahahahaha… E perché? Per non ottenere ugualmente nulla! Abbiamo, piuttosto, risposto con lettera raccomandata A.R. che ringraziamo, ma … rifiutiamo il “contributo”!

Ciao, papà, son certo che ti sia divertito ad ascoltarmi … Sì, qui giù, nella Terra del Lutto, non cambia mai nulla, anzi tutto va sempre più a rotoli …

Cerco di abbracciarTi, papà …


Palermo, 4 Giugno 2007

                                                                                              Ignazio




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2005: dal 2 Gennaio al ... 13 Febbraio 2007 (pagg.23)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 15 febbraio 2007


Caro papà,

Emilio se n’è andato! Non ha voluto più inseguire la Sua anima con il Suo corpo. L’ha lasciata libera, per allietare Voi con la Sua allegria, con le Sue barzellette, intrattenendoVi con la Sua voce … accompagnata dalla Sua chitarra e per continuare a … curare come, da medico, faceva fino a ieri qui tra noi! Tu, forse, già l’hai intravista l’anima di Emilio e con lei parli.

Sì, sono triste! So che non potrò più giocare a scacchi con lui e ciò, sì, mi rattrista, anche se, per me, erano più le sconfitte che le vittorie.

Vorrà, forse, giocare con Te, papà! Sta’ attento, però, perché è bravissimo!

Ciao, papà, 
                                                                        Ignazio

Palermo, 13/02/2007




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2005: dal 2 Gennaio al ... 2 Gennaio 2007 (pagg.22)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 5 gennaio 2007


Caro papà,

no … non Ti ho scordato, ma … Tu, come se avessi ascoltato e ... compreso, hai voluto che io trovassi, tra le altre, anche un Tuo Quaderno di Appunti e … lì ho letto, come prima tra tutte, una citazione tratta da George Bernard Shaw che vado a riportare.

Anzi, sai che Ti dico, papà, d’ora in poi … andrò a ricopiare quanto Tu, nelle Tue pause d’ “otium”, andavi  via via annotando …

Grazie, papà, d’esser sempre presente …

                                                                     Ignazio

Palermo, 2 Gennaio 2007


Sebbene al giorno d’oggi tutti sembrino conoscere l’x y z di tutte le cose, nessuno conosce l’a b c di nessuna cosa” (G.B.Shaw)




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2005: dal 2 Gennaio al ... 3 Dicembre 2006 (pagg.21)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 3 dicembre 2006


Caro papà,

il mondo sta a precipita’, sai? Sì, lo so che Tu … stai ben informato! Anzi, lo sapevi già Tu e c’avvertivi pure! In Italia, me chiedi? Sì, da noi se continua a da’ spettacolo: il Berlusca sviene, rinviene ed è come tutti quelli cittadin de sinistra o de la destra … contro li governanti li qual non sanno trova’ soluzioni adeguate alla rinascita né a lo risanamento. Però, quel furbetto con tutti l’amici de la “Casa”  de non so cosa mica va in giro a di’ che la colpa è sua e de lo neo-capitalismo malvagio ed efferato … se lo governo nuovo è costretto a ricomincia’ tutto daccapo! No no va dicenno “governo ladro” e grida e fa ride’ la gente, la quale è … felice de ride’ a vede’ la macchietta del possibile governo che sa solo ruba’ … ma de nascosto a tutti … e che non riesce a comprenne come fanno … quelli de la sinistra a ruba’ pure loro dicennolo però ai quattro venti e chiaramente! Insomma, è un gran casino, papà! Sì, le tasche so’ sempre vuote sia se sbirciamo a destra sia se ne giramo a manca!

Ma la cosa più grave de tutte? Senti un po’, papà, parlamo de cose nostre:

Ferme restanno le convinzioni mie riguardo … a lo 3+2: pazzesca sparata politica – o, meglio, economica, papà - … e ferme restanno pure quelle contr’al fatto che oltre che paga’ per studere bisogna pur partecipare a lo concorso, vorrei ditte che sol pensare di elimina’ corsi de studio decentrati – ché risolvono tanti problemi a le famiglie de li tanti studenti universitari – ed elimina’ pure corsi proiettati verso l’adeguarse de lo studio alle condizioni de lo presente caratterizzato chiaramente da le tecnologie dell’omo nuovo, ... sì voglio ditte, papà, che tal  “scelte” son proprio da suicidio! Sì, vogliono che a studia’ sia sempre meno gente, mentre vanno dicenno ‘n giro che “senza ricerca e senza SQUOLA ‘un se va da niuna parte”! E la gente ride divertita ed assai rincoglionita, a dire il vero, papà!

La proposta costruttiva, papà? … quella che vien dettata dalle condizioni de ‘sta società malata e pur perversa? Seconno me, bisognerebbe prima de tutto abolire lo numero chiuso e, poi, crea’ de’ corsi de studio pur triennali ma de base per la Classe dove sto ad insegna’ io, per esempio, ma in modo da non determina’ alcun peso de debito a li studenti che volessero prosegui’ verso ‘na laurea magistrale … differenziata … per l’opportunità de lavoro e non chiaramente per quelle “nuove” professioni che so’ del tutto false e …inesistenti.

Te lo dico in soldoni, papà, ma pe’ fallo capi’ all’altri, però:

prima, femo un corso base de Formazione rivolto a studia’ li problemi posti da le Scienze dell’educazione quella vera, però – quella nostra, ‘nsomma, papà; e, poi, … li corsi specialistici per forma’ professionisti che sappiano per qual tipo d’opportunità lavorativa stanno a consegui’ lo titolo, come pe l’Ingegneri e l’Avvocati, papà! … ‘nsomma se dovrebbe studia’ pe’ svolge’ na professione o ‘no mestiere … dell’Ingegnere o de lo Muratore, per esempio, purché riconosciute da la società; e … poi? Che lo dottore faccia pure lo “non-Ingegnere” o pe’ colpa de la società che non gl’offre nulla – e la bastonamo, però! - o perché lo dottore non è capace de renne’ spennibili le competenze sue! Ma basta farsi prenne’ pe li fondelli, papà …

Non me devo ‘ncaz.., papà? Te vedo un po’ cambiato, papà … Beh, adesso, vo’ a cambiamme le lenti, ‘un se sa mai … (scusami ‘sta cadenza dialettale piena de tanti errori … e le idee forse un po’ …) …
                                                                         Ignazio

Palermo, 3-12-2006




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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 28 Ottobre 2006 (pagg.20)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 29 ottobre 2006


Caro papà,

giorni addietro mi è stata consegnata dalla … “piccola” una fotocopia di un Tuo riflettere.

Inizialmente, prima di leggere le Tue parole, temevo i contenuti che a me erano ignoti! Forse, … perché chi m’aveva donate le Tue riflessioni le aveva, prima, assaporate con un certo … dolore. Io, leggendole, invece, ho sorriso! Tu sai il perché, ma di questo parleremo un’altra volta, papà. Al momento, vorrei, … come dire …, sì, un Tuo parere!

Ascolta, allora, ma …, dai, non ti distrarre eh …:

v’era una bimba, ‘sta mane, che chiedeva ad un uomo, … credo fosse il nonno, ma … non so proprio, papà! Insomma, quella bimba, con aria un po’ seccata, diceva : “ma perché la mamma, il papà, la zia, …, fino a ieri, mi facevano capire che tutto ciò che io … coooombinaaaavo andava bene e mi … ripetevano sino alla noia che io portavo allegria e … nella casa ed anche a tutti loro ed …, oggi, invece, la mamma mi ha detto: “no! Questo non si fa”! E papà: “no! Devi dire così, e non …”! E la zia: “no! Oggi, non posso …, forse … domani, vedremo …”! Insomma, … che è successo, questa notte, …?” …

Quell’uomo la guardò, papà, e … quando la bimba cominciò ad allontanarsi correndo, perché chiamata dai suoi compagni di gioco, si voltò verso di me e mi disse: “Che tristezza deve essere per un bimbo accorgersi che, ad un certo punto della vita, nessun vuol saper più dei suoi … problemi”! Io lo guardai e pensai tra me e me, senza rispondergli, però, … anche perché quel signore s’allontanò, per seguir meglio e da vicino quella bimba che scorrazzava e che pareva aver dimenticato già tutto …, tanto era piena di gioia e … di risate a squarciagola … e di urla festose!

Sì, … io pensai tra me e me, papà, che la vita … ricomincia sempre, senza interrompere il tragitto suo, però, ma …, sì, ricomincia …, sempre e ad ogni istante!

In che senso, mi chiedi?

Dai, papà, Tu sai benissimo ciò che sto pensando io! Sì, perché anche Tu sai che …, mentre si è allegri e felici, qualsivoglia sia l’età della nostra vita, v’è sempre qualcuno, ad un tratto e … improvviso, che … si “preoccupa” di tal strana felicità, e … sembra voler dimostrare e dire che …, per l’appunto, tal “strana felicità” non dovrebbe, … anzi non deve proprio … più appartener a …! E comincia, così, a far domande, vuol sapere, interroga, cerca di capire, spoglia, lacera le carni, ruba le emozioni e … il sorriso, trancia il meccanismo del pensiero, controlla, e … lentamente uccide, … e toglie via il bel calice ricolmo del nettare degli dei, …! Insomma, dice e …, pur ripetutamente: “NO”!

E ciò? … sol perché quegli o quella non prova più quella stessa felicità … o non l ’ha mai provata! Sì, papà, e … ciò accade dall’oggi al … domani e ci si chiede, nel più intimo e … nascosto dell’animo: “ma cosa è successo, questa notte”!

Ehi, perché …, papà …? No,  Tu … stai sorridendo …!

Ma sì, forse, … hai, ancora una volta, ragione Tu, papà! …

Ciao, babbo, … ma quant’è bello e rasserenante parlare con Te …

                                                                     Ignazio

Palermo, 28 Ottobre 2006

 




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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 4 Agosto 2006 (pagg.19)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 4 agosto 2006


Ehi, babbo, …

 

22 anni. Un ufficio di segreteria. V’è molto caldo. E’ estate. Non v’è quasi nessuno! Soltanto io e, … con me, una bella ragazza vestita tutta di bianco, minigonna e blusa con bordi azzurri … no, anzi, … blu! … cappello, bianco, … occhiali neri, grandissimi, … capelli … neri, anch’essi. Di fronte a me e a lei … un divisorio ligneo con dei vetri e …, dietro d’essi, l’arcigno segretario. Richiedo il certificato della … appena conseguita. Sì, per l’originale… dovrò attendere anni! Sul bancone, una piccola rivista, quasi un opuscolo tutto bianco con sopra scritto “XYZ”, solo soletto, esile, quasi senza fogli, né pagine! … mi guarda, durante l’attesa, … mia. Lo sfioro, quasi, senza accorgermene. Poi, è esso che tocca il gomito mio, scoperto da manica di camicia raccolta su se stessa: non so com’abbia fatto … a toccarmi! Lo sposto, poi … lo guardo, lo sfoglio, … distrattamente. Il Segretario mi richiama a prestar a lui … attenzione e mi consegna un pezzetto di carta con delle marche e diritti di segreteria incollati … l’un sull’altra; quel foglietto consegnatomi … attesta che …; è bagnato. Lo piego. Prendo per mano la ragazza in minigonna, varchiamo insieme la soglia della porta che s’apre su un corridoio tappezzato di altissime finestre. Torno indietro, ri-varco la soglia, mi avvicino al bancone, guardo “distrattamente” in giro, ma soprattutto sul … bancone e … prendo l’opuscoletto; lo ficco sotto il braccio, senza neppure degnarlo di uno sguardo. La giornata prosegue tra me e quella figliola e, sul sedile posteriore del Maggiolino blu …, quasi aperto, scompaginato … l’opuscoletto.

La sera o, meglio, la notte … io, disteso sul letto; l’opuscoletto … a terra, ai piedi del mio letto; lo scorgo; lo raccolgo; lo sfoglio; lo leggo, le serrande, e della finestra e del balcone, riavvolte in alto e nascoste … chissà dove; vedo solo il cielo … nero, puntinato di stelle e … la vetta del monte Punto Omega; leggo; … però, mi siedo sul letto; mi agito: “scade tra tre giorni!”, dico fra me e me! Vorrei che fosse già mattino. Il cielo diventa sempre più chiaro; sento dei passi; mi alzo, apro la porta, vedo il mio babbo; gli dico: “leggi”! “Non è roba per … noi”, mi dice lui, subito. “Perché?”, gli chiedo io! “Ascoltami!”, dice lui! Torno nella mia stanza; prendo la Olivetti 32 o la 64; forse la 32; sì, era la 32. Comincio a battere sui tasti. 22 anni. Le mie dita si riposano; continuano quelle del mio babbo; poi, di altri; poi, io, poi, …. . Le 72 ore o meno, di già, divengono 65, 50, 32, …; le pagine si accatastano; le correzioni … impossibile d’apportare; non v’è tempo! Rileggere, … neppure. Una busta; i fogli ben numerati, al centro, in basso, su ogni foglio, progressivamente, a partire da un numero che dà l’inizio, … il punto alfa; gli uni sugli altri, i fogli con ordine cercato, voluto ad ogni costo, e, poi, dentro la busta, ficcati, sì, dentro, ... in fondo ad essa. Ufficio Postale. L’ho spedita! … Il tempo passa. Non ricordo più nulla. Squilla il telefono. “Sai ce l’hai fatta! Sono contento anch’io”, dice quella voce che proviene dalla cornetta collegata al cavo di telefono; e, poi, quella voce prosegue: “non me n’era mai andata bene una”! Non comprendo! Poi, comprendo, perché riconosco la voce, sol per quello ... comprendo! Segue risata, … aperta, liberatoria, d’entrambi. Ripongo la cornetta. Faccio un salto, tocco il tetto del corridoio, ma sol perché v’era il contro soffitto. “Babbo, OK!, grido io! “Incredibile”! dice lui. Telefono a …: “non … più da voi, seguirà mia comunicazione scritta”! Ripongo la cornetta e neppure attendo la risposta!

Poi, … leggo, scrivo. Poi, … un sorpasso. Poi, … una fuga. Poi, … vengo sorpassato per ben due volte ..., anzi tre, no ... quattro ...!

Oggi: … gli anni alle spalle; salgo i primi gradini del …° anno: il telefono non squilla, … ancora! Avrebbe dovuto squillare già da giorni, ma non squilla! Squilla, adesso …!!! “Sì?”, dico io! “Sì!”, dall’altra parte. “Ehi, babbo, baaabboo, … dove … sei …? Mannaggia …” dove sei…! Dove sei andato, papà! E ... perché!? ... Ma ... Tu mi senti, lo avverto, babbo! E, sì, anch’io, Ti sento, … voglio avvertirTi anch’io, papà! … perché il desiderio, la voglia, l'urgenza ... di raccontare a Te, papà, sono davvero ... grandi ...!

Ignazio

Contrada Sant’Onofrio – Trabia, 4 Agosto 2006



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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 28 Maggio 2006 (pagg.18)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 29 maggio 2006


Carissimo papà,

stavo per rispondere per le rime ad uno di quei tanti schiavetti che non appena perdono lor padrone non sanno più come muoversi e che dire, ed allora latrano, sai come quei can che abbaiano e non mordono?

Poi, ho pensato: i seggi elettorali si son chiusi! I Siciliani, anche i Siciliani, pochissimi, a dir la verità, hanno votato per eleggere il Presidente della Regione Sicilia ed … ora bisogna attendere lo spoglio e sapere, se tutto è cambiato o se tutto è rimasto com’era prima! E Ti ho pensato! E mi son detto: vorrei tanto raccontargli che: …

 

“sai, papà, Aprile andava a finire; sembrava un giorno come tutti gli altri, quel dì!

Doccia, caffè, automobile, traffico cittadino, edificio 15, studio 9! Invece, …lungo un corridoio d’un quarto piano, incontrai Giorgio, il filosofo, sorridente e teso al contempo, il qual mi disse: “ciao, Ignazio, devo parlarti; devo sapere se mi puoi salvare da situazione difficile: bla bla bla …”!

Risposi, pur sapendo che, alla fine, gli avrei detto di no: “ci penserò su, Giorgio, e ti farò sapere”!

Giorgio, però, invece di andare via, volle che io incontrassi delle persone che … attendevano fuori, al di là d’una porta chiusa!

I miei laureandi attendevano, e anche i miei studenti, numerosi … come sempre!

Entrarono, così, delle fanciulle che rimasero in piedi, mentre io e Giorgio, seduti.

Io, solitamente, mi alzo dalla poltrona, quando accolgo qualcuno ma, quella mattina, avvertivo che dovevo restare seduto. Non mi soffermai a guardare quelle quattro o cinque sagome di fanciulle speranzose e … in attesa d’un qualcosa, ma i loro occhi, mentre Giorgio continuava a parlare, a sorridere, a far pause.

Non ascoltai nulla di quel che diceva il collega, o quasi; guardavo gli occhi, soltanto gli occhi di quelle fanciulle che attendevano … un monosillabo come mia risposta e che … non doveva finire con una “o”!

Mi sembrò di dimenticare tutto. Sì, perché quegli occhi erano d’un comunicativo inenarrabile. Soprattutto uno degli sguardi, no … due, anzi … tre, no no …, papà!

E, poi, dissi: “sì, mi ha esposto la … ragione Giorgio, ma Vi darò risposta il 2 Maggio”; le fanciulle si guardarono tra loro, anche perché non avevano proferito parola alcuna ed io, invece di rispondere a Giorgio che, forse, però parlava ancora, “rispondevo” rivolto a loro e … sentivo dentro di me che il monosillabo sarebbe finito, alla fine, per “ì” e pure accentata.

Andarono tutti via, ed io ripresi la mia vita di routine, di sempre, mentre pensavo tra me e me: “dovrei staccare la spina! Francesca ha indicato il mio nome; sì, la Francesca che io conosco da quando ella era matricola o su di lì e, poi, … quegli sguardi ed il comportamento … loro, aggraziato”!

Trascorsero alcuni giorni e, poi, la mia risposta, che si vestiva di monosillabo che finiva, per l’appunto, per “ì” e cominciava pure per “s” e che significava che io accettavo di … andare a Praga, con loro.

Capii subito che quelle “figurine” che mi stavano innanzi non avevano bisogno di un individuo in particolare, ma di una semplice “nota” che completasse una …altrettanto semplice “scala”; diversamente, l’armonia si sarebbe interrotta, del tutto. E quel mio “sì” … fece d’un tratto esplodere una dolce e allegra musica, per un po’ trattenuta, fin quando si richiuse la porta dietro le loro spalle, e che era resa da diversi strumenti vocali, di cui sol due da tenore e da baritono! Serviva loro soltanto il “basso” che unì il suo compresso e nasale “sì” con un acuto - quasi da tenore, però, e non da “basso”! – che fece emergere il canto dei soprani, numerose e che “scoprivano” e svelavano e liberavano le loro anime da ogni preoccupazione e, in coro, … gridarono, con un andante allegro e sostenuto … d’orchestra di sottofondo, un qualcosa che … così risuonava: “sì, … si va a Praga”! E, poi, “sì, … ce l’abbiamo fatta”!

Sì, io avevo pensato, prima, e pronunciato, poi, il monosillabo da loro atteso, papà!

Dappertutto, si diffuse la nuova: la Patrizia presidenziale … contenta! Il Grimaldi, pure! Il Giorgio … sollevato! La Gioa di Pin … grata; ed io … con il mio “sì” dichiarato, oramai, sebbene ancora incerto, non ancor del tutto convinto, ma dolcemente a me rubato da occhi, … visti e ammirati, un dì … passato!

Continuai, poi, a leggere e a comunicare con i miei studenti che non sapevano ancora che, per una settimana, il loro prof. si sarebbe diretto là ver dove il Sole sorge un sol attimo prima. Le notti si fecero più lunghe, continuai a tradir Morfeo, nonché … le miriadi preoccupate di giovani laureandi che chiedevano … certezze del mio esser presente … con loro. Seguiva un mio dire … e non dire. Finché giunse il giorno. Staccavo la spina, papà. “Mi sarei riposato” pensai; fu da quel dì che il mio esser “viandante”, da sempre, esplose con vigore, ancora una volta: volai dapprima insieme a quegli occhi non più preoccupati e, poi, … camminare, camminare e sotto il sole e sotto … di pioggia le gocce. “Panini” che si trasformavano quotidianamente in luculliani pranzi. E le risate di cuore di giovani in festa. Alessandro guidava gli altri e me ed Agata. Una bimba, innamorata del Bambinello di Praga aiutava Alessandro nella guida e nella lingua parlata ed anche il di lei Fratel Giuseppe. Io e Agata, per non dir che ignoravamo, apparivamo forti sostenitori della lingua italica e fonti solitarie, rifiutate da tutti, ma che difendevano a spada tratta e che costringevano loro interlocutori praghesi a dir qualcosa in … italiano. E … il viaggio procedeva. E cominciai a conoscer anche … tutte e tutti: la guida, giovane nomade straripante di desideri, e di nome Alessandro, con casa costruita anche a Damasco e diretto, or, vers’Ibla; il condottier in seconda e controllor di modi e di comportamenti … d’altre, e temerario nell’uso della lingua altrui, di nom Giuseppe, che s’imponeva come calcolator e raccoglitor di monete e di carta e di rigido metallo. E, poi, “il vero” più illuminante: la spontaneità di Francesca, dolce figura di fanciulla che già donna appariva, ma i cui occhi, a volte, lucidi, … si alternavano con sorrisi smaglianti che provenivano dall’anima: sì, s’avvertiva che lor nascita non dal cuore, ma addirittura … dall’anima sua proveniva, papà; e, poi, chiome che si rannodavano, alcune, e s’arricciavano, altre, come quelle, ad esempio, di cicala Francesca canterina che dimostrava di saper far, però, pure formichina. E le allegrie composite e composte e di Elisa e di Giustina, speculari nel pensiero, e d’altra Francesca pensosa e riflessiva, la cui comunicazione … penetrante e certa e che, a volte, sorprendeva per sua efficacia immediata e per attenzion rivolta verso coniglietti, gufi, pavoni o cagnolini … tutti da accarezzar e coccolare e, subito dopo, se coniglietti però, anche da …!!! E, poi, biondina, allegra bambolina, dagli occhi dolci e desiderosi di scoprir e … certi di non sorprendersi di nulla: di Tiziana sensibile e garbata a … parlar sto. Il coro, insomma, procedeva a maraviglia. Io, portato di qua e di là, m’accorgevo, sempre più, che il “basso” aveva porticina da combinar con mezzo-soprano, perché, tra gli uni e l’altre, era ella che aveva orchestrato e che ancor stava a congiunger le fila: ma …, quale porticina? Ma … proposta di scrittura su … d’un opuscoletto!

E tal fatti … entrarono, poco alla volta, nel libro delle fiabe di Praga; lo percorrevano tutto, comprendendo che il viaggiare è …un delle migliori letture possibili, com’ebbe a dire anco Agostino, … d’Ippona.

… Nel frattempo, si perdeva un cappello, un ombrello, una lentina, qualche corona – “un ricordino a Praga bisogna pur lasciarlo”, disse qualcuna … furbetta! -; e, poi, la regina de … la risata più aperta dona a chi scrive … una sua cassetta ancora impacchettata che io subito benedico, spoglio e ficco dentro a telecamera affamata che la prima aveva già consumata; ma essa, per gioia o per emozion forse, ad incepparsi andava, … e diveniva … come tirchia damigella, perché a … riprender, sì, girava, ma … per poco, per troppo poco tempo! Che fai, … stai a ridere, papà? Su, dai, ascolta: … Ed i giorni trascorrevano ed io che spina avrei dovuto staccar, mi ritrovavo a dover inserir quel che mi spossava sempre di più, senza stancarmi, però, per Km. di strade, di ponti, di giardini, di gradini … non sol da scender, ma anche – se non soprattutto – da salir. E, poi, … il battello e, poi, il sole che andava a tramontare, e la panchina e il verde d’un prato e costruzioni da cui acqua emanava e giri di rondini su quel piccolo, proprio piccolo parco dall’acque ridenti … prima che il coro di voci a ricomporsi andasse attorno a un tavolo ricolmo di boccali di birra … sempre più scura … la qual ogni astemio sgridava ed al suo fermentar riportava, mentre spettacolo, a volte, ad iniziar andava tra sorrisi, risate e silenzi e … vocicchiare che, nella notte, saliva per le scale.

Grazie, papà, per avermi ascoltato! Ancora una volta, Tu m’hai salvato! Ciao, papà.

                                                                   Ignazio
Palermo, 28/05/06




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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 23 Aprile 2006 (pagg.17)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 24 aprile 2006


Carissimo papà,

ieri sera, mentre chiudevo il mio portatile per andare a cenare, pensavo: “questa sera, se la vita avesse messo su … una ben diversa bobina filmica, avremmo festeggiato il Tuo compleanno” …! Ho spento le luci dello Studio, ho aperto le imposte per far uscire le tante nuvole di fumo che minacciavano pioggia, e son andato in soggiorno … ebbene, ho trovato diverse persone, … non le solite insomma e, sulla tavola imbandita, pur pietanze da festeggiamento di … compleanno! Papà, sono rimasto felicemente sorpreso; mi son seduto nel posto che, solitamente, Ti cedevo e la mamma attaccata a Te; … non ho detto nulla, però, … ho semplicemente invitato tutti a fare un brindisi …! E’ stato bello, papà, anche perché non avendo detto nulla a nessuno, Ti ho potuto avere tutto per me! E Ti ho raccontato tante cose, ma a voce bassa, … mentre tutti pensavano che io stessi bevendo qualche bicchiere di troppo! Ti raccontai della mia ennesima sconfitta, papà! Ti ricordi, quando Ti dicevo di … quel mio sogno di cui tanto discutemmo insieme e che cresceva nel tempo …; ebbene, Ti dissi ch’esso s’infrangeva negli scogli e negli iceberg nascosti che fregano sempre il navigatore che viaggia senza radar, perché ama e amerà sempre la precarietà dei momenti che si vanno combinando con difficoltà …! Tu mi ascoltavi e avvertivo che Tu temessi mio rammarico forte e Te ne sei uscito, ma con gli occhi rossi … li ho visti i Tuoi occhi rossi, papà, sì, Te ne sei uscito con una delle Tue battute sorprendenti e che fanno sempre pensare e che terrò stretta per me, dentro al mio cuore! E, poi, aggiungesti: “amici e parenti … talìati”! Ed io mi misi a ridere, perché in questo siamo stati sempre d’accordo, noi due, papà! Beh, gli altri m’hanno guardato un po’ strano, ma io rivolto verso di Te e col bicchiere alzato … ripetevo quel che Tu m’avevi appena detto! Sai, papà, non mi interessava nulla ch’altri non comprendesse, perché io ho pranzato con Te, quella sera ed è stato bellissimo!

Ciao, papà, … quanto Ti voglio bene, papà!
                                                                    Ignazio

Palermo, 23 Aprile 2006




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2005: dal 2 Gennaio 2005 all' ... 11 Aprile 2006 (pagg.16)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 11 aprile 2006


Carissimo papà,

Ti scrivo, mi rivolgo a Te perché son certo che Tu mi vorrai ascoltare, né giammai Ti stancherai di farlo!

Oggi è l’11 di Aprile 2006, papà!

E’ un gran giorno per l’Italia, anche se codesta “espressione geografica” è stata, come giammai prima, spezzata in due dall’arroganza e dalla presunzione e dalla falsità del berlusconismo che non ha fatto più distinguere il vero dal falso ai suoi ipnotizzati sostenitori ed elettori!

L’Unione di Prodi, di Fassino, di Rutelli e di Parisi, di Fausto Bertinotti e di Diliberto e Pecoraro Scanio, e di Di Pietro e di Leoluca Orlando, di Mastella e la Bonino con Boselli, per il momento, ha cacciato via l’usurpatore e le sue squadre fasciste; sai a Vicenza, i suoi sostenitori, invece di applaudirlo, gridavano “Duce Duce” e lui, … vestito del delirio dell’onnipotenza!!! Sì, lo osannavano, per cultura lor, con tal triste nome non sol per la nostra Italia, ma per qualsiasi popolo che dovrebbe, invece, essere invogliato a pensar da sé e a riconoscer nell’altro la propria risorsa nascosta e rifondatrice! Sì, ossanavan costui che godeva d’epiteto, dopo aver apostrofato come “coglioni” tutti color che non avesser compreso suo programma “politico” (dieci paginette … pien delle solite bugie!), per poter “governare” per altri cinque anni la già scissa Italia! Sì, lo osannavan costoro! Sai, una mia cara conoscenza, Irene, dalla Sardegna mi ha mandato questa simpatica “fotografia scattata” da Pino, un poeta siciliano, ascolta:

«Ci sunnu l’uni e l’autri:

meghiu "cugli uni",

chi "cull’ autri"».

Mi ricorda un po’ le Tue battute istantanee e che sorprendevan sempre tutti color che attenzion Ti prestavano!

Beh, papà, adesso, ci attende la ricostruzione!

Sì, perché il berlusconismo, per l’Italia, ha avuto un effetto rovinoso ed anch’io, a cominciar da oggi, cercherò d’esser partecipe della ricostruzione di un’Italia unita, non proprio come Te, allora, Tu reduce dalla Guerra e da essa reso invalido per una scheggia che ti trapassò la guancia, tranciandoti della parol … lo strumento! Ma la parola Tua rivisse subito per le illuminate mani di chi ebbe a curarTi e a rigenerarTi e … ci insegnasti, così, tante cose che io ricordo sempre, perché sagge si mostravano allora e, quando non subito, … con il passar del tempo, anche nell’urlo e nell’ira che Ti facevano, spesso, inveir contra alle ingiustizie dei Potenti e alle ripetute rese dei troppo miseramente deboli e incapaci a reagir alle violenze dei prepotenti e degli ingiusti.

Sai, papà, oggi, una pioggerellina fresca ha cacciato via lo scirocco umido, quasi a cominciar disinfestazion e, … “poi  - Tu mi chiedi –“? Sì, lo sai già che quei bravi esponenti della Polizia di Stato hanno tra le man loro e alla Giustizia consegnato, proprio oggi, 11 Aprile 2006 – giorno da non dimenticare per rinnovata Liberazione -, quel capo dei capi della mafia che tante stragi e … sbandamenti ha procurato nella nostra tormentata terra di Sicilia e d’Italia e del Mondo!

Ciao, papà, mentre rivedo Te che mi dicevi …, mentre ritagliavi i Tuoi articoli, per Te, migliori, … di legger quel titolo e quell’altro e quall’altro ancora, e volevi che io t’ascoltassi e … leggevi, leggevi, leggevi … ed io, sì, Ti guardavo, rivedendo il … passato, e … Ti ascoltavo …,

ciao, papà …

Ignazio

PA, 11 Aprile 2006

 

 




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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 1° e 2 Aprile 2006 (pagg.15)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 3 aprile 2006


Ciao, papà,
anche oggi, 2 Aprile 2006, abbiamo festeggiato la ricorrenza di San Francesco e di Sant’Ugo, come sempre abbiamo fatto nel tempo trascorso: prima, i nonni, da una parte, Ugo e Franca, e i nipoti, dall’altra, Ugo Junior e Francesca. Oggi, però, non v’eri Tu ché sei andato via, senza che lo volessi, forse, o che l’avessi deciso; non v’era neppure la mamma, ché festeggiata, però, d’altri.
Il cielo era azzurro, su nella collina, e se abbassavo lo sguardo … altre sfumature d’azzuro negli occhi di Francesca sempre sorridenti e d’Ugo felice di gustar la vicinanza della sorella e di veder altro colorarsi d’azzurro negli occhi di Sergio e nei miei sempre più nascosti dietro lenti ch’aiutano la debolezza d’un altro azzurro stanco e che a ... morir va.
Ho chiamato la mamma ch’avrei voluta con me, con noi, ma … lei, sai, dovendo accontentar tutti ha preferito sostar dalla più piccola, Venere.
Una lunga coda v’era al telefono per salutar la Tua Franca, papà! Poi, mi son fatto abbracciar da Morfeo, forse, per tentar un contatto, non so ... né ricordo se contato v’è stato, al … risveglio.
                                                                                            Ignazio
Contrada Sant'Onofrio, 02-04-2006




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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 19 Marzo 2006 (pagg.14)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 19 marzo 2006


Caro papà,

oggi ricorre la Festa dei papà e, così, non potevo non rivolgermi a Te, in questo giorno, in cui … i commercianti realizzano grandi guadagni!

Sai, sentivo dire, in giro, che bisogna inventarsi la Festa dei portinai e dei Condòmini e degli affittuari!

Insomma, nessuno, proprio nessuno deve non contribuire al “dono” delle nostre povertà a quei quattro mascalzoni che stanno distruggendo il mondo! Sì, … la Festa del papà!

La vera Festa era, quando Tu eri, giorno dopo giorno, con noi, papà, quando dicevi ad Ugo e a Sergio e a Francesca: “ehi, ricordatevi che voi siete figli del papà che è figlio al suo papà”! E loro, … ancora piccolini, ti ascoltavano come se Tu fossi l’Oracolo di Delfo e, poi, si scambiavano sguardi tra di loro, per aver conferma che erano, tutti e tre, a non aver compreso quello che dicevi, mentre sorridevi loro e, poi, li abbracciavi!

Papà, sai, la Francia brucia.

Berlusca è da manicomio, oramai, … eppur governa!

Temo che se perderà le elezioni del 9 Aprile, comparirà in TV per comunicare la sua vittoria!

I suoi toni diventano sempre più mussoliniani: gli manca soltanto un bel balcone, sì solo il balcone, perché i sudditi ce li ha e numerosi, anche se quasi tutti un po’ rincoglioniti!

Che succederà, papà?

Voi, lassù, Voi Papà, che fate, oggi?

Riceverete tutti i nostri pensieri e sguardi attoniti!

Quant’è brutto viver senza radici, papà!

Sì, qualcuna, novella, si fa largo tra le incertezze di un percorso che s’è, d’un tratto, frantumato rovinosamente! Ma, quando esto fil di  novella radice sarà robusto … Tu pensi che potrà servire ancora?

O sarà già troppo tardi!

Ti vedo  e ti sento, mentre mi citi qualche frase antica e famosa che, per Te, tutto, sempre a sistemare va …!

Ciao, papà, son certo che Tu, come tutti gli altri Papà, stiate prodigandovi perché le nostre esili radici ricrescano in fretta …!

Come Tu già saprai, la mamma sta di nuovo con Lucia! La Tua Franca dice d’esser contenta, anche se io non so né la vedo! Speriamo che duri, papà!

Come vorrei darTi un bacio, papà!

Palermo, 19 Marzo 2006

                                                                      Ignazio




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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 1° Febbraio 2006 (pagg.13)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 1 febbraio 2006


Papà,

sai, è per il secondo anno di seguito che non mi telefoni più il, 1° Febbraio. Mi chiamavate insieme, prima, Tu e la mamma, sì, intorno alle 7.00, anno dopo anno. Poi, dal 2005, silenzio! Ma non importa, papà, dai non ci pensare.

Sai, piuttosto voglio raccontarTi che, ieri, mentre leggevo il giornale, seduto su una panchina d’un giardino, v’erano due che si sono seduti accanto a me, nonostante il freddo di questo fine di Gennaio 2006, e costoro parlavano tra di loro; io non m’ero, inizialmente, neppure accorto della loro presenza, tanto ero preso dalla lettura del quotidiano che raccontava della sconfitta di Dario Fo alle primarie dell’Unione del Centro-Sinistra nella Milano dei “meneghini”, né ricordo, infatti, se fossero giovani o adulti o vecchi coloro che parlavano tra di loro, seduti accanto a me, quasi volessero che io sentissi. E … m’arrivarono, infatti, ai miei orecchi discorsi strani, un po’ meschini, a dire il vero, che mi facevano venire il voltastomaco e feci finta, così, di continuare a leggere il giornale: volevo scoprire fin dove arrivasse la miseria umana.

L’uno diceva all’altra: sai, … ora che papà non v’è più, forse, dovremmo convincere la mamma che sarebbe più giusto che andasse ad abitare con una figlia, tu sei d’accordo?

E l’altra: sì, hai ragione! Potremmo, così, vendere l’appartamento … troppo grande! Sì, la mamma potrebbe venire ad abitare con me, almeno inizialmente, sai la mamma è vecchietta e col passare del tempo avrà bisogno di … maggiori cure!

E l’un: sì, certamente, inizialmente potrebbe stare con te; poi, se tu dovessi stancarti, potrei tenerla un po’ anch’io con me; in seguito, come giustamente dicevi prima tu, avrà bisogno di … maggiori cure e, dunque, per il suo bene, né io né tu potremo tenerla con noi.

E l’altra: tu pensi che anche gli altri saranno d’accordo?

E l’un: figurati! Una capirà, l’altro accetterà, sai, per la pacifica convivenza, sì, lo conosci, anche lui accetterà!

E l’altra: allora, glielo proponiamo alla mamma?

E l’un: ma sai, io già gliene ho parlato e lei mi è sembrata d’accordo. Ha capito che da sola non potrebbe stare!

E l’altra: sì, anch’io più volte ho cercato di convincerla! Allora, prima la tengo io con me, poi, un po’ tu …

E l’uno e l’altra: … ma poi avrà bisogno di maggiori cure!

Si alzarono e andarono via, papà, e mi ricordai di Te che, ancor tra noi, mettesti alla porta chi Ti proponeva di andar a star con la mamma in una casetta di due stanze, per poter Voi due vivere “meglio” e con minori preoccupazioni ed anche con minori spese! …

Mi alzai dalla panchina con quest’immagine di Te, poi, e andai via ...

… Poi, suonò la sveglia, mi alzai dal letto, una tazzina di caffè, guardai l’orologio: pochi minuti alle 7.00, ma il telefono non squillava, né squillò neppure quella mattina del 1° Febbraio 2006, come già nello stesso giorno dell’anno precedente! Uscii e telefonai alla mamma al pensionato; ma il cellulare squillava e lei non rispondeva!

Perché non sono andato a trovarla, Tu mi chiedi, papà?

Papà, … mi rattrista troppo vedere quel Lager tutto pulito e brillante, all’interno del quale si muove la “vecchiaia abbandonata” di genere femminile, ch’una volta è stata nutrice amorevole ed or trascina i piedi, reggendosi ad un passamano lungo i corridoi del Labirinto, o attende in fila ch’un telefono squilli per chiamar d’essa le figure che, a raccolta lungo il cavo, fan saper al di fuori di lor prigione, mentendo, ch’esse si trovano ben a passeggiar, a mangiar, a dormir dentro lettini-box, a vedere TV, tra … una lagrima e l’altra che va ad innaffiar la pianta del passato e dei ricordi loro; e, poi, papà, mi rattrista veder la mamma, che si fa sempre più piccola nel lungo corridoio, quando, poi, la saluto e vado via …, perdonami, papà, se anco io avverto la sconfitta e soluzion non trovo né neppur cerco, forse, ad  esto suo disagio che so, però, che m’addolora!

Ignazio
Palermo, 1 Febbraio 2006

 




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2005: dal 2 Gennaio 2005 al ... 3, 5 Gennaio 2006 (pagg.12)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 6 gennaio 2006


No, caro papà, … non ho dimenticato che, ieri, 2 Gennaio 2006, Ti sei – e … già da un anno! - “innalzato” … ancora un po’  … e di più … rispetto a noi umani … che, miseri, non riusciamo più a vederTi, se non  in  fotografie d’un passato, però, sempre,  … per noi, recente e vicino, … né a toccarTi, né ad abbracciarTi – sì, questo mi manca, papà, anche se Tu non gradivi molto gli abbracci né le vane parole, bensì … le azioni e gli esiti d’esse! - …, no, non ho dimenticato, papà! Piuttosto, ho prima cercato come ricordare tal giorno,  e … come rivolgermi a Te! Qualsiasi scelta che compivo … mi sembrava, però, … inadeguata. Per un attimo, avevo quasi deciso, … scegliendo una poesia di una … nonna – sai, si chiama Paola! Paola è una poetessa molto simpatica – che ho conosciuto per caso. Avevo preso alcuni versi d’una Sua poesia che ricordava il Suo papà e l’avevo copiata, per dedicartela. Te la leggo! Senti, papà:

Papà mio, ti prego

Ricordiamo insieme i nostri giorni

i tanti dolci giorni ormai perduti,

ricordiamoli,

anche se dove sei , così lontano,

è difficile riviverli con gioia.

Ricordi …?

è molto …, non è vero, papà? Poi, … però, m’è comparso sul video della TV quel magnifico Roberto Benigni che, durante una Sua performance diceva che nessuno, mai nessuno … “dimentica” di fare gli auguri a Gesù. Sì, Roberto diceva che … non era mai capitato a nessuno di pensare, il 26 Dicembre, le seguenti …: “ah, mannaggia, … ieri, Gesù ha fatto il compleanno! Ho dimenticato di fargli gli Auguri! …”. Sì, forse, caro papà, … ha ragione il mitico Roberto, …  insomma, anche se non fosse un cristiano cattolico o similare … e decidesse di non farglieli … gli auguri, … non potrebbe far a meno, costui, di pensare a Gesù, proprio in quel giorno del 25 Dicembre, perché “il grande fratello” orweliano vuole, però, che tutti sappiano che in tal dì … ricorre il …” compleanno di …”! Che voglio dir con questo, papà! Certamente, non che io, noi, … abbiamo bisogno d’un “grande fratello” per ricordar a me, a noi … la Tua “presenza” in altri lidi … e già dal 2 Gennaio 2005, ma, … forse, soltanto, che … “cercare” significa anche “trovar per caso la …”!  La nostra “TV”, caro papà, non è altro che la nostra memoria, è il nostro ricordare, il nostro continuare a scorgere e, a volte, a veder ancor chiaramente … certe immagini vissute! … Non certamente quella dei Magnati del Potere, quella che, … forse, un M. Foucault avrebbe potuto definire alla stessa maniera d’un carcere panoptico, … “una metafora del potere e … d'onnipresente controllo” e, come mi ricordava una mia allieva che utilizzava le parole dello stesso Foucault, “diagramma di un meccanismo di potere ricondotto alla sua forma ideale”! No, io, … noi siamo … ancor’oggi soggetti liberi – sì, puniti da certa “società”, ma ancora liberi, papà, … non temere! -.

Mi sono messo così al computer – che considero tecnologia ancor oggi al mio “servizio” -, per indirizzarTi quel che pensavo in quel momento …, sì, … per caso, senza pensarci su molto, com’eravamo soliti fare anche noi, … a volte! E, … invece, no! Ahimé! ... La tecnologia m’era contraria! Il collegamento Internet faceva le bizze! Perché, … pensavo! Voleva essa, forse, dimostrarmi … qualcosa? Voleva che io m’accorgessi della sua miserevole Potenza, da molti, … troppi, orami creduta tale? Riprovavo, così e …, poi, … “m’arrendevo”, ma per la stanchezza, non per dargliela vinta! Giammai! “Io”, umano, t’ho messa su, o tecnologia, e se mi fai ‘n… … ti distruggo! Quindi, … son io che ti domino! …

Il giorno dopo, il 3 Gennaio, mi ricordavo che io ero in attesa del collegamento Adsl che la … non mi faceva ancora apprezzare, nonostante le … sue promesse! Telefonavo al solito numero al quale rispondono quei “poveracci” di giovani – che i politici dicono ... esser "lavoratori" e … invece, son soltanto delle persone costrette a farsi maltrattare dai Padroni - e … venivo a sapere da una di costoro che … no, no … non Ti dico, … meglio di no, papà! Anzi, sì, … o, meglio, … no … Ti faccio piuttosto leggere la lettera che, poi, ho scritto e spedito alla …! Sì, … sono le azioni che Tu gradisci … non tanto le vane parole!

Ascolta: …

 

Spett.le

… Servizio Disdetta

Casella Postale …

  … …

Chi Vi scrive è un vecchio abbonato a … – … -. A fine Novembre, lo scrivente decideva di utilizzare il Servizio ADSL, mai, però, entrato in funzione, nonostante le ripetute telefonate al Vostro Assistenza clienti … 8…. 00 gratuito, da cui riceveva sempre solita risposta: “la linea è attiva, Signore”!

Ma, forse, soltanto per il pagamento di un servizio che, però, non aveva mai funzionato.

Questa mattina, giorno 3 Gennaio 2006, lo scrivente, per l’ennesima volta, riceve da Vostra “voce telefonica” (lo scrivente si chiede: “ma perché non aprite degli sportelli al pubblico con persone fisiche? Temete, forse, per la incolumità dei Vostri “impiegati”? Ma noi mai infieriremmo sui Vostri “delegati” a rappresentarVi! Su Voi responsabili, forse, sì! Ma questo è un’altra storia!), dunque, riprendendo il discorso, lo scrivente riceve da Vostra “voce telefonica” la notizia che l’ “ADSL è attivo”!!! Lo scrivente fa presente e riconferma per l’ennesima volta che detto Vostro Servizio non funziona né ha mai funzionato né nella propria abitazione (0….32), né presso la Sede di un Centro sito in …. (0…..70)! La “voce” informa chi a Voi scrive che, per limitare i danni (ma di che tipo di danni parlava quella “voce”?! Un attimo prima era sicura che la linea funzionasse!!! Mah!) lo scrivente potrà utilizzare la linea 7……00 per un bonus di … minuti per … giorni! Caspita! Sarà possibile collegarsi gratuitamente per …  minuti al giorno! Naturalmente non ha fatto seguito nessun tipo di ringraziamento da parte di chi scrive, anche perché la “voce” informava che dal 23 Novembre 2005 sempre chi Vi scrive non usufruisce più del servizio “……”, e pur non godendo della Linea ADSL, dovrà pagare, per connettersi, €.0,xy!!! Lo scrivente chiede, allora se riceverà bolletta con nuova tariffa! La “voce” risponde di sì, anche se precisa che la …. provvederà a stornar il mal tolto al malcapitato utente nella successiva bolletta! Sarà vero? Chi Vi scrive pensa e ripensa che la “voce” potrebbe aver mentito! Ma non può far altro che restare nel dubbio, … oltre, forse, a pagare un servizio mai utilizzato!
Lo scrivente spera proprio che lo Stato, e al più presto, possa tornare a garantire i Suoi cittadini, piuttosto che abbandonarli alle grinfie di Uomini e Ditte e Aziende – Vi definite così, Voi, Misters Senza Volto, no? - !!!

Insomma, carissimi e spettabilissimi “uomini invisibili di …”, chi Vi scrive chiede la disdetta dal Servizio ADSL, la Disdetta dal Vostro Dominio, la Disdetta da Vostri servizi di ogni tipo (compresi quelli che Voi stessi Vi autorizzate da Voi ad applicare e miranti, invece e soltanto, a borseggiare i cittadini utenti dei Vostri servizi inesistenti); ciò, perché lo scrivente possa passare a … con i servizi di …, piuttosto che con “… ….”: sarà certamente … più piacevole, tra l’altro, anche se … più costosa!!!

Cordialmente,

lo scrivente resta in attesa di una Vostra risposta. Ah dimenticavo, Voi parlate soltanto e … nascondendovi dietro “voci” di – immagino e spero! – belle signorine!!! Parlare per telefono con racchie, chi Vi scrive l’ha sempre considerato una gran perdita di tempo!!!

Ignazio Licciardi

Palermo, 03-01-06 Racc.A.R.

Mitt.: …

Via …

9… 

telef.0……32

cell.3….. 7

che ne dici, papà? Ti abbr…! … OK,  ... ciao, papà …!

Ignazio

Palermo, 3 Gennaio 2006

 

… Ah, dimenticavo, oggi, che Ti invio questo mio davvero folle esito ... son venuti i tecnici a riparar il “danno”! Ma … gliel’hai portata Tu la mia lettera di ... protesta? … Troppo veloci, infatti, mi son parsi, papà!!!
Mannaggia, ... papà, ...

                                                                                                  Ignazio

Palermo, 5 Gennaio 2006



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2005: dal 2 Gennaio al ... 26 Dicembre (pagg.11)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 26 dicembre 2005


Caro papà,

il giorno di Natale è già un ricordo, mentre ogni senso di spiritualità s’è perso già da tempo …! La gente non sa più che significa “donare”: si dona, infatti, … si può donare, infatti soltanto ciò che si ama profondamente, ma nessuno sa più cosa significa amare. E, allora, tutti, anche fortemente indebitati a causa delle tecniche della “civiltà” del consumismo più sfrenato, voluto e imposto dai Ladroni del neo-liberismo e da alcune sanguisughe trasformatesi in uomini … corrono a comprare il “dono” da girare a qualcuno ché potrebbe, in tal modo meglio “ricordarsi” di lu/di lei, e fanno ciò mentre gli augurano, dentro di sé, tutti i … malesseri di questo mondo, perché, in effetti, …  sta sol rubando parte del lor sudore e, poi, lo incontrano e glielo porgono e … “sorridono”, dicendogli che il loro “dono” è … disinteressato! E, poi, vi sono quelli che dicono che loro non amano far doni e - facendo così - … dichiarano apertamente che, sì, proprio loro preferiscono soltanto riceverli i “doni”, perché aspiranti e  illuse sanguisughe, ma che resteranno per sempre marionette nelle mani dei veri Ladroni della Terra! E … nel frattempo, Don Tonino Bello scrive una lettera vera di “auguri” di Natale! E … nel frattempo, gli uomini politici sempre più asserviti organizzano attraverso le loro azioni di governo del Paese la loro propaganda elettorale, non facendo pagare l’ICI a chi è “iscritto” alla Chiesa Cattolica – chissà perché solo a tale Chiesa!? – e, poi, … inserendo in ruolo, matematici, fisici, filosofi, storici, chimici, … che si sono rivolti al Vescovo per “diffondere” in virtù della loro più crassa ignoranza, piuttosto che i contenuti delle scienze sulle quali si son formati, … la religione non di Dio, ma di uno degli Dei, uno dei tanti Dei … diversi, ma che identici a se stessi sono, … e lor non sanno, perché … confusi dalle lor stesse  menti e dalle culture degli … uomini, figli delle loro particolari e casuali … geografie! E … nel frattempo, i poveri si distinguono in …  poveri, perché privi di tutto e, quindi, sotto certi aspetti, non divenuti nevrotici né isterici, né depressi; ed in … poveri della “civiltà occidentale” che piangono la loro povertà che non è però “povertà”, perché costoro, non è per nulla vero che non hanno nulla; hanno, invece, un’infinità di … debiti; sì, “poveri che posseggono”, … incredibile, mio caro papà! E Tu … questo lo sapevi già! … Detta civiltà è stata così vigliacca da trasformare pure il … povero! E … Tu, papà, lo scorso anno, … Ti preparavi ad andartene, e non volevi, … e non Ti spiegavi perché noi – stupidi Tuoi figli della modernità! - ci preoccupassimo sì tanto della Tua salute che, per Te che avevi sopportato pure la più atroce delle guerre, era perfetta; e … non ti spiegavi perché Ti portassimo dai medici che Tu, quando scorgevi, durante la Tua vita, … salutavi con un “Vade retro, …” che li faceva sorridere, ma … Tu dicevi loro il Tuo verum! Sì, non riuscivi più a fronteggiare la nostra stupidità, papà,  e, così, Ti …rassegnavi, privo di forze a  prepararti ad andar via da questo mondo di follie il quale ha, pure e via via dimenticato tra gli scaffali delle Librerie … e Marx … e Cristo … e Confucio … e Seneca… e …, … per sposare le filosofie dei teorici dei Ladroni che, … pur essi, soffrono la povertà, ma … senza accorgersene; costoro, infatti, potrebbero mettere la loro intelligenza al servizio degli umani, e, … invece? … inseguono gli ordini dei pochi Ladroni che governano il mondo, per riceverne, … illusi, qualche meschin beneficio! E …, nel frattempo, la Terra muore …! E il Papa .. ride! E Cristo … piange e … viene crocifisso … ed … è appena nato! E il Papa … indossa gli stessi abiti di un Erode, mentre Girolamo nel 400 d.C. sistemava i pastorelli attorno al primo Presepio, come m’ha ricordato Chiara, una persona a me cara,  e poi il buon Francesco attorno  al suo e noi, miseri, oggi, a “decorare”  il nostro, ma sol … per moda!

E … nel frattempo, …

… ciao, papà, Ti voglio sempre un gran bene e Ti ammiro ancora oggi che sei lontano, molto lontano, papà, e a tal punto che giammai t’ho sentito …  così vicino!

Palermo, 26 Dicembre 2005 17:59
                                                                                               Ignazio




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2005: dal 2 Gennaio al ... 17 Dicembre (pagg.10)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 18 dicembre 2005


Caro papà,

quanto lavoro fino ad oggi ch’han dedicato a Te … Francesca e Ugo e Sergio! Hanno impacchettati e, poi, spacchettati e poi sistemati e poi catalogati tutti i libri Tuoi …e ciò … fino ad oggi e … il lavor … massacrante … ancor non han concluso, benché aiutati da volenterosi che sapevan già e da sempre quanto la cultura, quanto la lettura, quanto il semplice sfogliar un libro siano sinonimi di crescita e ricchezza! Sì, fino ad oggi, han fatto tali cose! Sino ad oggi, 17 Dicembre 2005, giorno in cui un saggio e colto Amministratore, docente di Pittura nell’Accademia di Belle Arti di Carrara e Assessore comunale, Fabio di nome e Sciortino di cognome, è venuto ad inaugurar la Sede della Biblioteca e dell’Atelier delle arti e il luogo dell’incontro e dell’apertura e del meditar non sempre occidentale. Tu guardavi e non credevi ai Tuoi occhi, lo so, papà! Anch’io non credevo ai miei! Quanti giovani, papà, oggi, nel Tuo Studio trasferito a Monreale! E quanta gente ha ammirato il Tuo operato, scorrendo con lo sguardo i Tuoi libri che si inseguivan, pur stando fermi l’un accanto all’altro, dentro agli scaffali delle librerie che furon e che son Tue e che Tu, durante lo scorrer delle notti, sicuramente ad accarezzar vai! E … sai ch’ha detto a tali giovani di Carrara il Pittore, dopo aver voluto che soprattutto lor parlassero, perché lui ascoltar preferiva e voleva? Ha detto queste cose: “Non son venuto ad inaugurar, ma a festeggiar con Voi la … Vostra Unione e le Vostre scelte! La municipalità di Monreale Vi ammira e Vi considera fin da adesso ‘perno’ importante per un processo di trasformazione in senso culturale del vivere in luogo che fu già di Guglielmo II, sì, ma anche di arabi e musulmani, … ancor prima”! Sì, papà, la Persona giusta al posto giusto, oggi, nel Tuo Studio che è Sede oramai di autentici conflitti delle idee! Che è Officina oramai in mano a dei giovani che vogliono aiutar il volo delle idee! Giovani, sì, quanti giovani, mio indeminticabile papà! E da costoro, questa sera, ho appreso pure che è possibile donare anche a chi come Te s’è già involato, in silenzio, verso l’alto firmamento …

Palermo, 17-12-2005 ore 23.59

Ignazio 




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2005: dal 2 Gennaio al ... 7 Dicembre (pagg.9)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 7 dicembre 2005


Caro papà,

oggi, è il 7 Dicembre, … sì, è vero …una data come tante altre! Io … continuo a vivere nel mondo delle … parole, quelle senza alcun senso, … ricordi? Sì, quelle che, a volte, fanno sorridere e quelle che, … altre volte, rattristano; … e … Tu? Vi sono anche lì … dove sei Tu … le parole? Sai, qui da noi tutti parlano e … quasi nessuno ascolta né sembra far nulla di buono, … proprio nulla. A volte, qui da noi ci si illude … che le parole possano servire a qualcosa. Invece, no, … esse non servono proprio a nulla! Io o … altri, a volte, parlo/… parlano ma le parole si perdono …! Nessuna risposta, infatti, arriva, … ritorna! E … non si sa, se … le parole abbiano percorso la via che si voleva, né … se …, chi avrebbe dovuto riceverle …, le abbia mai accolte, recepite e …, nell’eventualità le avesse colte, non si sa il perché … non risponda. Non sappiamo nulla, insomma … qui da noi, e al punto che, … certe volte, non ci rendiamo neppure conto se … abbiamo parlato e lanciate le … parole stesse. Eppure, v’è un gran trambusto, frammisto a frastuono, confusione e … interventi … oh quanti interventi ... che vengono, per lo più, … ascoltati … soltanto da chi li … emette e dagli … inetti che  fanno da “specchio” al retore di turno. Gli altri? Non so proprio che cosa … facciano! Non so neppure, se … pensino! Costoro dicono di … vivere! Ma io non so più cosa possa significare tal  forma di … vita. Tu, lì dove sei … riesci a comunicare, … riesci a dialogare, … finalmente? Che fai, lì dove sei, … papà! Parlate? E …, se parlate … di che parlate? E v’è qualcuno che t’/v’ascolta? E le parole producono l’effetto … voluto, … desiderato?  Non rispondi, … papà, … neppure Tu mi rispondi? Ah, già, … Tu hai lasciato il Tuo corpo qui da noi ed esso si va … consumando … col tempo …! Come, papà? Non Ti sento più, … papà! Le parole non sono … con voi? … Ricordo ancora quella notte, quando, svegliandoTi e chiedendomi di porgerTi i Tuoi occhiali, … mi dicesti: “guarda, I., … che bello il giardino del nonno, … le palme, gli alberi da frutto, le vigne … quasi sul mare …! Quant’è … bello ...", mi dicevi! Ma che vedevi, papà, riflesso su quella parete bianca d’ospedale …? Eran semplici parole … le Tue? O altro …, papà? … Ah, sai? Rita non ha promesso nulla ai Siciliani e … Loro? Sì, … Le hanno dato fiducia. Ha fatto ben a non parlar … inutilmente … la Rita,  … del  Magistrato trucidato … sorella e … della Sicilia martoriata … speranza! Sai, infatti, … in quella che un dì era … Conca dorata, senza parlar …, senza parol proferir … che cosa la gente ... diceva in giro? "... La Rita che non promette nulla ... contro chi del Poter è rappresentanza?  ... Quale possibilità"? Così dicevano ... ed aggiungevano: “E’ impossibile che …, no, ... non può fidarsi di ... quei poveracci che La sostengono …, cederà alle poche margheritine strappate da tappeto colorato e prima profumato”! E … nel mentre …del  popolo le voci ... mute, sì, … s’udivan e … dappertutto: "Rita è … Benevol  Nom … degli impossibili"! …

Ciao, papà, … io so o, meglio, … voglio … illuder me stesso che Tu possa riuscir ad ascoltar … le mie parol  … mute, sì, ... per gli altri, ma certamente ... non per … Te …
                                                                          Ignazio
Palermo, 7 Dicembre 2005




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2005: dal 2 Gennaio al ... 5 Novembre (pagg.8)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 5 novembre 2005


Caro papà
Il gallo cantava alle tre della notte, tra il 4 ed il 5 Novembre, mentr’io m’alzavo dal letto …e alzando lo sguardo … un cielo stellato incredibile, nella notte fresca, dipinto nell’ancor nero cielo, ma … chiaro; ancor alle quattro il gallo cantava ed or … ancor or, mentre nero e stellato è il manto per noi concavo e accogliente, … ma mutate le stelle, ….

Sai, tutto è cambiato, …, d’un tratto, papà, … da quel giorno che giammai lontano m’appare. Tutto sembra crollato e smembrato, mentr’operai andavan a ricostruir da qualch’altra parte … un qualcosa di simil e diverso dal Tuo! Stanze d’oikos oramai vuote e già d’altri, … sì, d’un tratto, ... che non potrann più legare ricordi d’un tempo! Molti sembran dimenticar o aver già scordato l’unione d’un tempo … bene - o male? Non so! – da Te costruita. Pezzetti di mondo s’intravedon ogni tanto che ricordi schiaffeggiano in viso e, poi, … l’assenza d’un volto, di mani, di passi e di storia che riconoscer non si possono … più. Pazzia s’è impossessata d’alcun o già l’abitava. Dolor macera ancor nella … più piccola dea che tra templi e mar mediterraneo o africano nasceva e che grande e ben forte è oramai, nonostante … l’amaro. Il maggiore prepara la nave per imbarcar musica e canti e poesie e strumenti a lui cari con amori e amicizie … entrambi, quest’ultimi, di singolare forma vestiti e tra questi Tua Franca ch’ancor desiderio ha di condurti per valli e per monti perché … nel suo cuor sempre ti porta. Altri ancor che, … forse, assai ben io conosco, resta con suo mondo ad osservar il mutar delle stelle, trovando conferma che anche l’atomo se raggiunge fusion … per improvvisa e mai attesa né desiderata esplosione di pur suo attivo – o passivo? - motore … va a disperder di sé i tanti pezzi, … alcuni vicini ed altri … lontani …

Sai, tutto è cambiato, …, d’un tratto, papà, … da quel giorno che giammai lontano m’appare. Tutto sembra crollato e smembrato … Adesso, notte non è, in questo 5 Novembre, … il cielo è tinteggiato d’un grigio appena appena azzurrato, d’un rosa e d’un celeste sempre … sempre più … chiaro e velato … tra cinguettii di pennuti … da natura resi ... alianti …
                                                                                           Ignazio
Palermo, 5 Novembre 2005




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2005: dal 2 Gennaio al ... 2 Novembre (pagg.7)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 2 novembre 2005


Caro papà,

poche parole, oggi, 2 Novembre 2005.

Tutti continuan ad aver tanta fretta … nessuno si ferma a pensare. Le famiglie italiane …, a portare a Voi fiori e preghiere già nel giorno in cui certa Chiesa ha deciso che il 1° Novembre sia il giorno della Festa e del ricordo dei Santi! Sì, … il giorno dopo in cui si commemorano i Defunti è … giornata di lavoro e più nessun può pensare a tristezza, ma a guadagni da moltiplicar e da nasconder in qualche pertugio invisibil dagli altri …! Una mia cara compagna m’ha detto “vai a trovare tuo padre”? Ed io le ho risposto: “…Per fare che cosa? Rappresentazione scenica"?! No, tu sei sul mio Desktop, papà, Tu sei nel mio Studio virtuale, papà; tu sei su foto, nel mio Studio reale; tu sei nel mio cuore, per sempre; tu sei tra i tuoi libri e le tue scartoffie in quel di Monreale tra quel che tu hai costruito insieme alla mamma che, … a volte, non comprendeva …! Tu sei in tutti questi luoghi, per me, papà, e, quindi, a me sempre ... vicino. Tu viaggi, giorno dopo giorno, da quel di Tusa, in alto, tra monti e alberi e natura, che il tuo Arturo ha voluto per Te come “ultima Tua abitazione”, a quel di Monreale, in alto, pur esso, immerso nell’arte degli antichi architetti e scultor e pittor e ad artisti d’un mosaico splendente che cantano il Pantacreatore.

Oggi, la mamma verrà a visitar tali tuoi luoghi, per riveder … Vostre fatiche, prima di partir con il frutto del Vostro primo amore verso la da Voi amata e ammirata Merano dell’Adige alto. Ti abbraccio, papà, …e mi sforzo di scriverti: “Tu … non mi manchi, perché … sei sempre presente”, e dico ciò, … mentendoti spudoratamente …

Palermo, 2 Novembre 2005

                                                                                               Ignazio



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2005: dal 2 Gennaio al ... 24 Ottobre (pagg.6)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 24 ottobre 2005


                                                                    pag.6
Ehi, papà,

ma che stai combinando lassù? … Mi rivolgo a Te così, mentre ancor ho negli orecchi la Tua ultima lezione donata ai Tuoi studenti … dal lettino d’Ospedale … ed appena uscito da sala operatoria eri e ... soltanto a lor pensavi! Non spiegavi, vivevi, ascoltavi, attendevi voce che Ti invitasse ad argomentar e … se nessun parlava Tu subito e solerte aggiungevi una Tua frase che a sollecitar andava l’aula intera che … piena Tu vedevi, mentre compagni Tuoi di stanza d’Ospedale si lamentavan non di lor dolori e pene ma … del Tuo dire argomentato ... nella notte! E Tu ti fermavi nel Tuo dire e maravigliato stavi ad ascoltar pure loro lamentele e Tu dicevi lor: “se non volete ascoltar mie parole, potete uscir dall’aula, anche fuori d’essa, per voi, qualcosa da apprendere … pur esisterà”! E noi sorridevamo, mentr’i poveri malati, arresi, sfiancati da Tuo fiume di parole, uscivano da sala,  accompagnati da parenti lor, per andar a dormir su sedie e su poltrone, nei corridoi, portando con sé strumenti di lor vita. E tu, rasserenato, riprendevi, nella tranquillità dell’aula … tua ricca lezion, felice d’esser rimasto con chi ascoltar voleva soltanto Te.  … Sì, i miei orecchi tal cose percepiscono, adesso mentre mi rivolgo a Te, per dirti e per ripeterti: “ma che stai combinando, lassù, papà”! Tutto sembra, infatti, cambiato, dall’ultima mia lettera …! Ah, volevo anche dirti: Tu lo sai, papà, che io starei sempre a scriverti, ma non posso interromper Tuo lavor sublime che anco dalle nuvole Tu muover fai; Tu lo sai e lo sapevi anco allor che, … mentre forse m’attendevi, … che, mentre forse c’attendevi, ancor Tu … tra i libri tuoi e con noi, … io ti dicevo che non venivo sempre a trovarti perché distrazion e interruzion  da/di Tuo lavor di ritaglio e di scelta d’articoli e pensier provocato in Te avrei, per cui … e Tu, sì, sorridevi, papà, rimproverandomi … senza proferir parola …, ma chinando più volte la testa, per dirmi …!

Sì, papà, ma adesso, dimmi: “che stai combinando Tu lassù”! Qui, da noi, sembra tutto voler mutare; i giovani rinati appaiono, gli studenti occupate hanno le Facoltà anche se nessun medium narrandolo va, mentre i cosiddetti uomini politici dell’Italia disunita e disfatta e dimezzata a “ragionar” stanno sul grande “Molleggiato” il qual, porello, è costretto a lasciar canzoni e melodie e pensier d’amor … per ricordar ch’anco lo popolo esiste. Io, giorni addietro, attribuivo ai giovani le colpe, ma quegli stessi di ieri sembran invece e d’un tratto aver spezzate lor catene, come se qualcuno li … guidasse e incoraggiasse e sussurrasse lor … a riprendere tenzon!

Papà, ma che stai combinando, … lassù …!


Palermo, 24 Ottobre 2005 23:50
                                                                
Ignazio




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2005: dal 2 Gennaio al ... 30 Settembre (pagg.5)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 30 settembre 2005


 

pag.5


Caro papà,
 

Siamo alla fine di un Settembre estivo, come sempre, qui da noi. E l’autunno si profila “caldo”, molto “caldo”. La democrazia – tu lo dicevi già da tempo – non esiste più. Dicevi che era oramai inutile … anche il voto e non andavi a calar nell’urna nome né simbolo. Dicevi che v’era bisogno di qualcosa di nuovo ma che non profumasse d’antico, ma non sapevi cosa e … restavi lì con quelle parole dette o, forse, cercavi e pensavi nella … tua presenza-assenza.

Sordità, cecità, immobilismo regnano tra battutacce e risa d’ebeti amplificate! Gridano alla scandalo anche color che battagliar potevano prima, ma non hanno agito; sì, nessuna azione mai proposero, sì, né allora … né giammai se non … la stupida attesa. Oggi, … lamenti, quando vittoria si poteva, invece, cantar nelle piazze e botteghe e case e ville di cittadini risorti. Nulla di ciò.

Téchne primeggia senza cuor né anima, ancorandosi all’ineffabile moneta.

Tutti propagandano e vendono prodotti che di cultura nulla posseggono.

Le parole si inseguono senza regola né corrispondenza a cose né a fatti.

Le parole, sì, regnano e nulla donano al comunicare né al misero trasmettere.

Pazzia detiene il potere e tutti ridono e tutti comprano e tutti imbrogliano e tutti barano e … i giovani piangono. Pur essi hanno colpe, però, perché combattuto non hanno, e non combattono ora e nulla fanno, se non … vivere il sistema che eppur odiano.

Mi ricordo, quando ti sentivo gridar al mondo le tue “arrabbiature” contro i vari … “cavalli di razza” di partiti crociati che a te apparivano compagni d’Ulisse, tratti da lui in salvo dalle grinfie di Circe che forme non d’umani aveva loro … “donato”. Saggi, quelli d’un tempo erano, papà, in confronto a costoro che da Nessun tratti possono esser in salvo.

Ebeti, incapaci, servi, privi di dignità alcuna, costoro che guidano non un sol paese, ma tanti, perché copia dell’un è l’altro e pure l’altro ancora; e tal … misfatto è visibile ad Est e ad Ovest del mondo sconfitto e … inutilmente incerottato da solitaria immagine da strisce di fumetto uscita, un dì, dalla matita d’un artista! Grida si odono dal Parlamento: dall’una: “violentate la democrazia”! “Neppure della Camera il Presidente è arbitro”! E dall’altra: “Io son indifferente ad ogni attacco vostro”! E l’un e l’altro sanno che a recitar stanno. I liberi che in pochi son rimasti protestano nelle piazze e dai pochi d’aula scranni! Ma chi mai può udirle, ammutolite come son le loro voci da schiamazzar di media?

Oggi o ieri, su “Liberazione”, Tonino Bucci scrive/scriveva: “…Alla nostra epoca spetterebbe, invece, un «marxismo dell'astratto» che renda conto di come, oggi, il capitale svuota dall'interno il mondo concreto degli oggetti e dei bisogni umani. Cose e uomini sopravvivono in superficie, ma tutto è incorporato nel meccanismo di un'accumulazione quantitativa. Ma quel che rischia di scomparire dalla scena di un capitale astratto e senza volto è, appunto, la storia, la politica, i partiti, l'iniziativa e la resistenza delle classi subalterne. Degli uomini in carne e ossa”.

Tu a questo forse pensavi, quando dicevi che: “… v’era bisogno di qualcosa di nuovo ma che d’antico non profumasse”? Papà, qual era il tuo pensier … vorrei ora sapere …

Ignazio

 

Palermo, 30 Settembre 2005  0:39




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post pubblicato in Caro papà, ..., il 12 settembre 2005


2005: dal 2 Gennaio al ... 12 Settembre (pagg.4)

 

Associazione “Centro Studi e  Ricerche  Éros e Lógos



degli amanti delle Arti, delle Scienze, delle Lettere e della Formazione



fondata nel gennaio 2005 in ricordo e in memoria del 



Prof. Ugo Licciardi Senior



 (Palermo 23 Aprile 1921 – Palermo 2 Gennaio 2005)

 

Pagina 4

 

 

Ciao, papà,

oggi, tutti hanno ricordato le povere vittime dell’11 Settembre 2001 ! Sì, … chi in un modo, chi in un altro!

Povere vite spezzate dalla furiosa pazzia dell’uomo, …, sì, so bene, … non dalla erasmiana e creativa follia!

Tristi, angosciate, incredule, ancor oggi - e noi con esse -, le famiglie dei colpiti, … da quella data terribile!

Ma, dimmi, papà, perché nessuno vuol ricordare e giammai – o quasi! – tutte l’altre vite interrotte … per l’arroganza dei Potenti, e … quotidiana!

Bambini … muoiono di fame, una volta  … fatti nascere;

donne … vengono disprezzate, se da umani voglion vivere;

cani … abbandonati per strada, … dopo aver fatto compagnia e divertito e difeso lor padrone;

vecchi … messi da parte, perché non produttivi, … più;

adolescenti …. che vorrebbero conoscere, ma le porte … chiuse alla loro curiosità;

giovani … che lavorar vorrebbero, ma …se lavorassero … i conti non tornerebbero più nelle tasche e nelle banche e nei forzieri dei … pochi imbroglioni arricchiti … sulle spalle di moltitudini erranti e indifese che van lasciando i lor corpi nella via del cammin loro;

uomini e donne e bimbi … in preghiera verso Dei distratti … a far imbellettar i lor altari;

masse colorate di soggetti umani … in fuga dal terrore, dalla siccità, dalle malattie, dalle guerre, dalle prepotenze, dalle carenze volute … non dalla Terra buona e continuamente offesa, ma … da Potenti che, seduti attorno a un decorato – non decoroso! - tavolo che pochi n’accoglie, han deciso che, sì, costoro devono vivere e alimentar – e a dismisura! – la lor non decisa fuga, per alimentar ricchezze di color che, ridendo, fan da cornice a  … tavolo che tronco d’albero era!

Oggi, sai, per la prima volta, dopo che tu sei andato via, stranamente da me accompagnato, son tornato nella casa che Tu avevi voluto e costruita, per star vicino a parenti che, poi, … allontanati, uno alla volta, si son da Te, dopo aver ricevuto e in abbondanza, tutti! Sì, in quella casa, oggi, io son stato, che, poi, Tua prigione via via, col tempo, diveniva, ma che Tu, sempre, non abbandonavi, piuttosto difendevi!

Ed oggi?

Quella casa … opera d’artista crudele che tutto ha impacchettato!

Pochi i visitatori, anche se nessuna maschera chiede … biglietto!

Ho tolto da parete rimasta priva di polvere, lì, in quello spazio perfettamente geometrico, i Tuoi diplomi, gioie d’un tempo tutto Tuo, … un ingrandimento di una foto della Tua innamorata, “bella come una Madonna” – così dicevi di Lei fino all’ultimo dei Tuoi giorni! -, sì, della Tua innamorata che, con alle spalle le cupole e i tetti e campanili di Firenze dal Piazzale Michelangelo, ti sorrideva e  … controllava, sempre e … ancor!

Ho preso e portato via con me una piccola libreria, altre attendono, in fila e … in silenzio!

Che silenzio che v’era, oggi, papà!

I Tuoi libri, comunque, salvi son e i tuoi appunti e ritagli ben ordinati dentro quelle carpette, ingiallite, alcune, nuove ancora, altre, da Te intitolate e legate da elastico oramai consumato!

Quanti modi, papà, per ricordare  … non solo una data, ma ... altre che improvvise … cadono addosso! Sì, altre date ... d'un tempo ... che è andato!

Palermo, 12 Settembre 2005

Ignazio

 




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2005: dal 2 Gennaio al ..., al 4 Settembre (pagg.3)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 4 settembre 2005


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Prof. Ugo Licciardi Senior



 (Palermo 23 Aprile 1921 – Palermo 2 Gennaio 2005)


Pagina 3

 

 

 Caro papà,

quanta compagnia m’hai fatto da quando sei andato via! Sai, stavo scrivendo … “tu neppure lo immagini”! Che stupido che sono! Tu lo sai, invece, eccome lo sai! Fai compagnia a tutti noi, senza che tu posa soffrire l’oppressione dell’impegno, riuscendo a parlare con noi tutti e singolarmente! Tu vivi, forse, quel mondo magico che molti ci hanno detto che è da qualche parte e, così, riesci a star con noi, mentre il tuo corpo sbiadisce in un luogo da noi conosciuto e amato; da alcuni di noi raggiunto più volte, per farti compagnia! Io, no, ancora oggi, io no. Io so che tu sei con me, sempre. Non scorderò mai le tante cose con te vissute, e fino all’ultimo, quando io cercavo, ad esempio, di scaldarti la mano e tu mi dicevi: “ma le tue mani sono fredde! Copriti, se no ti raffreddi” e cercavi di toglier da sopra il tuo corpo la copertina del lettino d’ospedale ; ed io ti dicevo: “no, io non sento freddo, papà”! E tu mi mi rispondevi: “ah, va bene”! E sorridevi e mi chiedevi di cercati gli occhiali, una la lente, l’altra non v’era: era caduta con la tua caduta; ed io ti dicevo: “sono qui gli occhiali, sul comodino”! E tu: “ah, va bene”! Sì, per te, tutto andava bene, anche quando ti adiravi, quando eri nervoso per i nostri comportamenti non sempre decorosi! Ma, alla fine, t’eri stancato; avevi deciso di vivere da solo, tanto nessuno voleva più ascoltarti. Chi ti portava da una parte, chi dall’altra e tu, ogni tanto, cercavi di fuggire dalla prigione che, poco alla volta, t’avevamo, tutti noi costruita! Finché hai visto che nessuno ti controllava più! La mercenaria impaurita non conoscevi e, così, finalmente per te, non per noi, non per me, sei andato via, là dove più nessuno di noi poteva disturbare e impedire i movimenti tuoi ed hai ripreso, così, il potere tuo che noi t’avevamo rubato! Papà, quanto ti voglio bene e quanto t’ho voluto bene! E mentre scrivo e mentre ti penso, sai, io piango! So che tu non vuoi, perché io non riesco a capire ancora il significato della vita. Ma la tua presenza era per me importante, anche quando, tu, già stanco, non m’ascoltavi più e, per farmi capire che partecipavi del dialogo, mi “rispondevi” con quel che pensavi in quell’attimo, oramai senza tempo … noi credevamo, io credevo.

Tu, ora, sempre con noi. Sai, non riesco a parlare ancora di te con gli altri , perché le lagrime mi costringono al silenzio!
Ciao, papà,


Contrada Sant’Onofrio, 19 Agosto 2005

                                                                                                  Ignazio




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2005: dal 2 Gennaio al 30 Agosto (pagg.2)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 4 settembre 2005


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Prof. Ugo Licciardi Senior


 (Palermo 23 Aprile 1921 – Palermo 2 Gennaio 2005)

Pagina 2

 

Caro papà,

nel Giorno del Signore, allo sbocciare del Nuovo Anno, hai deciso di andartene, da solo, senza voler distrurbare nessuno, senza far preoccupare ulteriormente nessuno. Hai atteso che, prima, io andassi via, poi, altri e …, poi ancora, solo al cospetto dell’estranea mercenaria, hai salutato tutti e, sì, sei andato via, lasciandoci soli e sperduti, però!

Poi, gli ultimi fortunati ad averti conosciuto che mi stringevano a loro; poi, quei parenti che rivedi soltanto in certe occasioni e il tuo caro Santi volato per te da Milano; frate Arcangelo che ha voluto benedirti; poi, la pioggia battente; poi, il sole del giorno dopo che ci ha protetti mentre ti accompagnavamo nel giardino che il tuo Arturo aveva anche per te pensato e voluto.

Poi, i tuoi alunni della VE del Liceo Classico “Empedocle”, memori del lontano 1953, ti hanno voluto salutare e con loro alcuni amici tra i più cari a te, tra cui il professor Ciccio akragantino primeggia.

E, poi, mi sono chiesto, pure, fino ad ieri l’altro: ma perché non mi compare in sogno papà? E, così, tu, benevolo, mi sei venuto incontro. Dormivo, quel pomeriggio, e sognavo una giornata calda in una stanza in penombra, vuota, un solo tavolino, quadrato, al centro, quasi, della stanza vuota; sul tavolino una candela accesa, alta; dietro la candela una immagine, forse di me, posta tra la candela e le persiane socchiuse che creavano penombra ed al contempo una falsa frescura. Poi, non so se io o se fu quell’immagine ad alzarsi; aprii io, o aprì quella, la porta e, attraversato un corridoio, uno spazio illuminato, dove primeggiavano le tue spalle nude e giovani, dei pantaloncini blu che lasciavano scoperte le gambe di cui tu andavi orgoglioso, soprattutto per le tue caviglie (ti prendevamo sempre in giro per il tuo colorito ma scherzoso orgoglio, ti ricordi?). Poi, un abbraccio tra te e me, mentre io piangevo per averti ritrovato, come se t’aspettassi, ma incredulo di ritrovarti; tu non più piccoletto e fragile, ma forte come una volta e notavo i tuoi capelli neri ricresciuti sul tuo capo e, poi, come sempre tu facevi, con una mano mi battevi sulla spalla accarezzandomela e con l’altra quasi respingendomi, come infastidito dal lungo abbraccio, quasi a volermi dire: “non è da uomini”! Poi, d’un tratto, il nostro abbraccio oramai incerto fu avvolto da quello della mamma, bianca e canuta lei, che piangeva anch’ella; e intorno a noi giravano delle figure che ogni tanto ci toccavano, sfiorandoci. Poi, il risveglio da una realtà che non voleva farsi accettare come sogno, ma come realtà anch’essa. Grazie, papà!

Palermo, 22 Gennaio 2005

                                                                                                                             Ignazio




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Perché la Rubrica? Ore 12.01 del 4 Settembre. Il telefono squilla! Un dialogo e comprendo: "papà lavora anche là dove ora è, per le cose giuste"!
post pubblicato in Caro papà, ..., il 30 agosto 2005


 

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fondata nel gennaio 2005 in ricordo e in memoria del 

Prof. Ugo Licciardi Senior

 (Palermo 23 Aprile 1921 – Palermo 2 Gennaio 2005)

Pagina 1

Ugo, Franca,

mamma, babbo,

come foste Dei

vi ho sempre adorato

e Dei siete,

sempre e ancora, per me.

Io, uomo,

a volte, Vi ho giudicato:

che stupido l’uomo!

Che stupido io!

Ma quante le gioie

che Voi avete a me donate

e i giochi, le paure, i timori

le lagrime con le speranze e gli amori.

Sempre Vi adorerò

come fossi ancora bimbo:

Tu, papà, già nei mondi ignoti,

in quelle terre che, a Te,

con certezza, risulteranno imbevute di mistero

e, tutte, da scoprire;

Tu, mamma, con me, con noi,

protettiva e severa, sorridente

e triste per ciò che a me e a tutti noi con Te,

appare una lacerazione recente e atroce.

Ma comprendiamo, tutti, di già, il tuo sorriso,

perché tu, Dea,

protetta dal Tuo Ugo sei,

Dio anch’egli, tra le Dee e gli Dei,

qui e ovunque,

con Te, con noi,

per sempre.

Ignazio

Palermo, 6 Gennaio 2005

 

 




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