.
Annunci online

di Ignazio Licciardi
L'Università italiana è stata gelminizzata a dovere! Leggiamo da "Liberazione" del 25 Luglio 2009.
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 26 luglio 2009


Castalda Musacchio

«Gli ultimi fondi stanziati per le università migliori? Innanzitutto non si tratta di risorse aggiuntive ma solo di risorse sottratte al fondo ordinario per le università; inoltre, con questi nuovi parametri verranno sicuramente penalizzati gli atenei più poveri»

 

«Gli ultimi fondi stanziati per le università migliori? Innanzitutto non si tratta di risorse aggiuntive ma solo di risorse sottratte al fondo ordinario per le università; inoltre, con questi nuovi parametri verranno sicuramente penalizzati gli atenei più poveri». Giovanni Latorre, rettore dell'università della Calabria, è netto. «Il Governo? Pensi a stanziare nuovi fondi per quelle università che soffrono, per così dire, di "performance" non brillanti e si chieda anche il perché».

E' la prima volta che accade in Italia che il Ministero distribuisca risorse sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Cosa ne pensa?
Che, innanzitutto, non è così. Nel senso che le università già conoscevano un sistema di valutazione. Esisteva il Comitato nazionale per la valutazione delle università (Cnvsu, ndr) che dava delle valutazioni che prendevano in considerazione sia la didattica sia la ricerca e che stabiliva quale fosse il peso specifico degli atenei su parametri di valutazione, ripeto, che prendevano già in considerazione i parametri adottati dal nuovo sistema.

Può spiegare meglio?
Ciascun ateneo aveva un suo peso "specifico", fatto pari a 100 il peso del sistema complessivo universitario. Quello della Calabria, per esempio, era pari all'1,74%. Quello del maggior ateneo d'Italia, la Sapienza, del 6,6%. Sulla base di questo peso specifico si sarebbe dovuta corrispondere un'uguale quota di finanziamento. Cosa che non è mai accaduta.

Come?
Certo. Le ripeto: la Calabria, nel vecchio sistema di valutazione, era teoricamente destinataria dell'1,74% del paniere complessivo. La Sapienza del 6,6%. In realtà la Calabria ha ricevuto sempre l'1,4%, la Sapienza l'8,4%. E questo perché, se si desse alla Sapienza solo il 6,6% dei fondi, dovrebbe sicuramente licenziare una certa quota importante di docenti. Quindi, naturalmente, il Ministero ha sempre distribuito fondi su una valutazione direi storica degli atenei, non su altri parametri. Il sistema parametrico, per carità, andrebbe bene se lo Stato potesse distruibire risorse aggiuntive, ma non è così. Tanto che anche questi ultimi cinquecento milioni di cui si parla sono soldi sottratti al fondo ordinario per le università e, ripeto, non sono fondi aggiuntivi. Le dirò di più...

Prego...
Su un totale di 60 università, in 25 rivendicano ciò che la nostra università chiede da tempo.

Cioè?
Che ci sia una corrispondenza reale tra il fondo di finanziamento teorico e quello effettivo. Le risorse per le università non solo non ci sono ma, per il prossimo anno, la legge 133 del 2008 prevede persino altri tagli, pari al 10% del fondo di finanziamento ordinario, vale a dire circa 700 milioni di euro in meno. A questi, secondo il Governo, si dovrebbe far fronte con il mancato rinnovo del "turn over" per i docenti. Il che in sostanza significa chiudere le porte dell'università ai giovani ricercatori. E, se si interrompe il processo di sostituzione dei docenti e non si prova a fare invece il contrario, il nostro Paese verrà sostanzialmente tagliato fuori dalla competizione culturale internazionale. Invece cosa si fa? Non solo si taglia ma si redistribuiscono risorse destinate a quegli atenei che "soffrivano" di più, penalizzando proprio questi ultimi.

Quindi, quello annunciato è solo un bluff?
Qualsiasi riforma universitaria non si può fare in presenza di tagli al fondo di finanziamento ordinario.

Cambiando di poco argomento, nella nuova tabella stilata dal Ministero, spiccano Trento, i politecnici di Milano e Torino. La sua università, comunque, si posiziona piuttosto bene in classifica considerando che supera per esempio la Sapienza ("bocciata", ndr) di ben 22 posti. E' pur vero che la maggior parte degli atenei poco virtuosi sono dislocati quasi tutti al Sud...
Certo, debbo dire che della nostra università ne facciamo un punto d'onore, dato che la Calabria, anche sulla stampa, è vista un po' come il buco nero d'Italia. Eppure, non si possono non considerare gli sforzi sovrumani che si fanno. Tenga conto che dobbiamo ottenere risultati in base ad un gettito di tasse del 16-17% del fondo di finanziamento ordinario. E bisogna sapere che le tasse non sono uniformi in tutta Italia. Inoltre, non si sa che le università meridionali in media fanno, per obbligo di legge, un numero di esenzioni maggiori rispetto al resto del Paese. E non sono mai state compensate dallo Stato, cosa che sarebbe dovuta accadere. Senza contare che non godono certo di altri privilegi finanziari come donazioni, conti terzi per le imprese, finanziamenti di fondazioni bancarie (in Calabria non ce ne sono). Non me ne vogliano i miei colleghi di Trento o di Milano e Torino ma la realtà è ben diversa da quella decantata. Trento, per esempio, è Provincia autonoma e, come tale, quest'ultima contribuisce notevolmente al proprio ateneo. Senza contare che, quando si parla di politecnici, si parla di università monotematiche e non generaliste. Un conto è essere competitivi con risorse a disposizione, un conto è esserlo quando queste non ci sono. Nonostante tutto, posso assicurare, che siamo pienamente soddisfatti ed orgogliosi della nostra università.



"Liberazione", 25/07/2009

Riceviamo da "Genitori in rete" e ... diciamo la nostra, attendendo anche la Vostra opinione! Grazie.
post pubblicato in Riceviamo da ..., il 13 aprile 2008


 

----- Original Message ----- From: Ignazio Licciardi To: dw-infanzia@yahoogroups.com Sent: Sunday, April 13, 2008 11:09 AM Subject: Re: [dw-infanzia] Il prof è un incapace? Segnalalo su internet ...

La risposta da Notes-bloc
PALERMO - Carissimi,ricevo una mail dalla Lista “Genitori in rete” sul problema “
Il prof è un incapace? Segnalalo su internet …”

Dichiaro subito che mi sembra un'ottima idea!

Sapete, sto tornando da una Scuola presso la quale ho usato l'unica arma disponibile per il Cittadino: il voto! E, mentre attendevo il mio turno per potere esprimere il mio voto (anche se detto voto è del tutto mortificato da una Legge Elettorale “degna” soltanto di chi l'ha varata!), pensavo: ma che sarebbe bello, se si trascorresse la parte più interessante della vita - da 3mesi a 18-25anni (fino all'Università) -, dialogando, progettando, costruendo il futuro e trasformando le menti da "ingenue" ("non istruite",cioè), come sostiene Howard Gardner, in menti "disciplinate" (cioè, che siano "in grado di desiderare il padroneggiamento delle conoscenze ed il loro uso"!). Sì, pensavo a queste cose!

Abbiamo bisogno di Scuole-Officine, di Scuole-Palestre, di Scuole-Teatro, di Scuole Multimediali, dove gli esperti (i docenti) siano soprattutto degli educatori-formatori, certamente esperti nei vari campi dello scibile, purché in grado di "lavorare", sbracciarsi insomma insieme ai loro allievi per sapere e per comprendere. Soltanto così, infatti, io penso, possiamo "trasformare il mondo".

Che ho voluto dire con questa mia riflessione, allora? Soltanto che, se la valutazione, da parte dei discenti, riguardo ai loro proff., serve per instaurare nella Scuola e nelle Università il vero senso della Democrazia (quella pedagogico-deweyana, tanto per intenderci), ben venga il voto degli Studenti, purché sia pubblicizzato, però! Nelle Università, ciò si fa già, ma i dati vengono trasmessi ai proff. in busta chiusa e ad personam. Insomma, nessuno viene a sapere mai come hanno votato gli studenti, dimostrando in tal modo soltanto pessima demagogia!!!

Per quanto riguarda il problema dei “bambini vivaci a scuola, preferisco tacere!!!

Ciao,

Ignazio Licciardi

Docente di Pedagogia generale

Facoltà di Scienze della Formazione

Università degli Studi di Palermo

 

----- Original Message ----- From: genitori in rete To: ML Cc: ML ; ML ; ML ; ML ; ML ; ML ; ML Sent: Sunday, April 13, 2008 12:20 AM Subject: [dw-infanzia] Il prof è un incapace? Segnalalo su internet ...

La proposta SCUOLA & GIOVANI

È boom per i siti che permettono di scrivere valutazioni sui propri docenti
Il fenomeno esteso in tutta Europa: "Combattiamo per la meritocrazia"

Il prof è un incapace?


Segnalalo su internet


I diretti interessati: "Studenti pronti a dare giudizi senza conoscerci veramente"
di DANIELE SEMERARO



ROMA - Una volta c'erano le scritte nei bagni delle scuole e sui muri degli edifici; oggi, invece, per dare giudizi sui propri professori si utilizza la Rete. Una mania che, pionieri gli statunitensi con decine e decine di siti, si sta diffondendo anche in Europa e inizia a far tremare i diretti interessati: i docenti.

In Italia il sito attualmente più gettonato è VotaIlProf. it (rigorosamente in "versione beta", cioè di prova, così come si usa ormai lanciare tutti i prodotti del Web). Si tratta di un servizio cosiddetto "social", che permette a ogni studente di votare i propri docenti universitari (e, se non ci sono, di inserire i loro profili con tanto di foto) su voci come "comportamento all'esame", "aggiornamento tecnologico", "cortesia", "disponibilità in orario di ricevimento", "risposte via e-mail", "presenza a lezione". A fianco di ogni voto, gli studenti possono anche lasciare dei commenti: "Persona seria e corretta - si legge in una scheda - oltre ad essere un ottimo docente. Speriamo futuro preside". Oppure: "Semplicemente il migliore prof che abbia mai avuto! Sempre disponibile e cortese, preparatissimo e simpatico. Magari fossero tutti come lui".


Di certo più divertenti, ma sempre abbastanza corretti, i commenti negativi: "Da cacciare da tutte le facoltà", si legge in una scheda; oppure: "Braccia tolte all'agricoltura". E c'è anche chi racconta aneddoti: "Per lui - scrive un ragazzo a proposito di un docente di informatica - la sigla 'Rgb' rappresentava red, green e il famosissimo colore primario beige!" ('Rgb' è in realtà un modello di colori - rosso, verde e blu - che viene usato nel digitale per trasmettere le immagini). E ancora: "Disastroso, il peggior professore della mia carriera universitaria. Argomenti totalmente sbagliati e obsoleti. Disponibilità e affidabilità nulle, nessuno lo vede mai in facoltà".

Nella pagina principale del sito anche due speciali classifiche: la "Top10", cioè quella dei prof più votati, e la "Flop10", che racchiude i docenti che piacciono di meno. "L'intento di VotaIlProf - ci spiega l'ideatore Roberto Chibbaro, 32 anni e una laurea in Giurisprudenza - è quello di costruire un database nazionale per conoscere e valutare i docenti universitari, ridimensionando, eventualmente, i pregiudizi e confermando gli elogi degli studenti. L'idea è di superare il 'sentito dirè con l'utilizzo di un algoritmo per sviluppare uno strumento di rating serio e affidabile".


Ma com'è nata l'idea? "Prima - continua Chibbaro - facevo l'avvocato, ma era un lavoro che non mi ha mai entusiasmato. Così con alcuni soci abbiamo deciso di aprire un quotidiano online dedicato al mondo universitario, Unimagazine. it. Poi, un giorno, l'arrivo di una strana e-mail da parte di un gruppo anonimo di docenti che, forse perché aveva apprezzato alcune nostre inchieste, ci proponeva di creare un progetto che si occupasse di meritocrazia e valutazione della didattica. L'idea ci sembrava molto interessante, e così sulla scia dello statunitense RateMyProfessor. com abbiamo creato VotaIlProf. it, online dallo scorso giugno". Un progetto, prosegue, che "nasce dalla volontà di meritocrazia, per combattere lo schifo di favoritismi e mediocrità che c'è in Italia e cercare, in piccolo, di fermare l'inquietante fuga di cervelli verso paesi che valorizzano di più le persone.


Il sito racchiude al momento 700 schede con oltre 1.500 giudizi e riceve circa mille visite al giorno. La maggior parte degli utenti ha tra i 18 e i 21 anni e si comporta generalmente bene: basti pensare che la media generale è di sufficienza, e che l'alunno non si rivolge a noi solo per denunciare cattivi comportamenti, ma anche per testimoniare la bravura o la correttezza di questo o quel docente. "Abbiamo un codice di comportamento molto stretto - aggiunge Roberto Chibbaro - e cerchiamo di filtrare tutti i commenti che arrivano. Gli utenti stessi, non solo i professori, hanno anche la possibilità di segnalarci gli abusi". E nel futuro? "Attualmente abbiamo avuto un'importante offerta di acquisto da un grande gruppo industriale. Ora siamo tre soci, ma la nostra speranza è quella di poter assumere del personale e creare occupazione proprio in Sicilia, dove vogliamo restare a operare".


E i docenti, come si sentono ad essere giudicati sulla pubblica piazza virtuale? "Ci si sente male, molto male", spiega Marco Lodoli, scrittore, giornalista e insegnante di Lettere. "È terribile per un professionista pensare di essere arrivato a una certa età e dover subire ancora processi, giudizi, valutazioni... rischiando di essere addirittura bocciato. Mi ricordo - continua - dei miei insegnanti, che umanamente erano un po' un disastro, pieni di difetti, ma che però mi hanno cambiato la vita. Il problema, in questo caso, è che un ragazzo magari comprende l'importanza degli insegnamenti ricevuti anni e anni dopo: come la mettiamo? Già adesso i prof sono una categoria di persone tendenzialmente insicure e depresse, la foto segnaletica su internet non è il massimo. Io, insomma, la vedo ancora di più come una telecamera che ci segue in continuazione pronta a dare giudizi senza conoscerci veramente".

Fuori dall'Italia quasi ogni paese ha uno o più siti attraverso i quali dare giudizi ai professori, liceali o universitari. Negli Stati Uniti ci sono PickAProf.com (
http://pickaprof.com/), RateMyProfessors.com (http://ratemyprofessors.com/) e RateMyTeacher.com (http://www.ratemyteachers.com/), molti dei quali coprono anche tutto il mondo anglofono arrivando in Canada, Inghilterra, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. In Francia c'è Jenotemonprof.com (http://jenotemonprof.com/), che punta tutto sullo "spirito di dialogo, rispetto e cambiamento". In Germania, c'è Spickmich.de (http://www.spickmich.de/), sito molto completo dedicato a corsi e docenti di tutte le università tedesche. Tra le voci da votare, giustizia, comprensione, divertimento e sforzo dello studente per ottenere un buon voto. E addirittura è possibile commentare ogni singola lezione.
(11 aprile 2008)


http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/voti-prof/voti-ai-prof/voti-ai-prof.html

Il prof è un incapace? Segnalalo su internet

http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=2183&sid=fa8c28a233c94d888381df788a40fddf

Addio vecchie bacheche

http://www.unimagazine.it/index.php/it/nazionale/prima_pagina/ateneo/5052_addio_vecchie_bacheche

Forum studenti - Unimagazine.it

http://www.unimagazine.it/forums/

Addio zaini pesanti, tra i banchi il libro si legge sul pc

http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=2193&sid=3d6916928f21b26e87892175ba389e6d

Non abbiamo i soldi ci saranno più bocciati

http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=2192&sid=455454e899970d5ab9bcdcf58247fb29

Il futuro democratico è affidato alla scuola

http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=2191&sid=455454e899970d5ab9bcdcf58247fb29

E, poi … Bimbi vivaci a scuola trattati col sedativo: i genitori non …(...)

Per il presidente del Coordinamento genitori democratici, Angela Nava, bisogna certamente "attendere l’esito delle indagini, ma siamo esterrefatti dalla disperazione di certi educatori che ricorrono a strategie criminali. Se il prezzo della tranquillità dev’essere questo, allora preferiamo una società di bambini ed adolescenti apparentemente ingovernabili". Gli fa eco Davide Guarneri, presidente nazionale dell’ Associazione Italiana Genitori: "sono incredulo, facciamo lavorare la magistratura. Se questi psicofarmaci sono stati somministrati nella scuola, è gravissimo. La chimica non può essere la soluzione di questo genere di problemi". Le associazioni si trovarono compatte anche due anni fa, quando Maria Burani Procaccini, presidente della Bicamerale dell'Infanzia, propose di usare il Ritalin, un'amfetamina, per calmare i bambini più esagitati.

Al centro delle polemiche sono finiti anche i docenti. Emilia Costa, titolare della cattedra di psichiatria e professore emerito alla Sapienza di Roma, da anni in prima linea contro l’uso disinvolto degli psicofarmaci, ha sottolineato che c’è una responsabilità da far risalire alla formazione degli insegnanti, che andrebbe "ripensata sotto il profilo dell’approccio pedagogico e relazionale. Un insegnante non può improvvisarsi medico: a Nardò è andato in scena in misto di ignoranza ed arroganza degli operatori scolastici, con un assoluta inconsapevolezza dei gravi rischi per la salute di quei bambini".
Però non si può pensare di risolvere, come quello di somministrare psicofarmaci ad un bimbo solo perché un po’ vivace, condannando la categoria dei docenti: "Purtroppo questo problema esiste – dichiara Enrico Nonnis, di Psichiatria democratica – ed non è un problema solo delle scuole, ma anche nelle famiglie. Nessuno nega ci siano difficoltà con i bambini, ma si devono gestire con un’attenzione educativa qualificata e coinvolgente, non con psicofarmaci".
Per Luca Poma, portavoce nazionale dell’associazione ‘Giù le Mani dai Bambini’, si sta sottovalutando la situazione: "un mese fa il sito
http://www.scuolaprotetta.it , proprio per garantire agli insegnanti la possibilità di fare un corso gratuito di formazione a distanza ha lanciato un appello su queste precise tematiche. Qualcuno ha detto che il rischio era di creare allarmismo, invece mi pare che ora più che mai sia necessario promuovere iniziative del genere: Nardò è solo il campanello d’allarme di un problema ben più diffuso".

Anche il mondo sindacale è rimasto scosso dalla vicenda di Nardò: secondo Francesco Scrima, segretario della Cisl Scuola "siamo alla follia, ma altro che casi sporadici, qui siamo dinnanzi ad un problema serissimo e dobbiamo allarmarci, ma soprattutto dove sono le istituzioni che devono vigilare? Il Ministero pubblica istruzione deve intervenire immediatamente con verifiche su tutto il territorio nazionale per rassicurarci che questo genere di abusi non accada altrove".


(...)
http://lnx.edscuola.eu/board/viewtopic.php?t=2188&sid=455454e899970d5ab9bcdcf58247fb29

Un caro saluto, Flavio

http://www.edscuola.it/famiglie.html
Skype: genitori_in_rete

---------------------------------
Inviato da Yahoo! Mail.


La casella di posta intelligente.



[Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]


__._,_.___

Messaggi sullo stesso tema (1) Rispondi (post su web) | Crea nuovo argomento

Messaggi | File | Foto | Link | Database | Sondaggi | Agenda

.:*~*:._.:*~*:._.:*~*:._.:*~*:._ .:*~*.:*~*:._.:*~*:._.:*~*:._.:*~*:._ .:*~*

moderatore: Linda Giannini <calip@mbox.panservice.it>

Informazione ai sensi dell'art.10 della Legge 31/12/1996 n° 675:
il tuo indirizzo e-mail viene utilizzato esclusivamente per ricevere le notizie
dalla lista didaweb dw-infanzia e non sara' comunicato o diffuso a terzi e
non ne sara' fatto alcun uso diverso.

www.didaweb.net
per una scuola solidale, collaborativa, libera e gratuita

Ma ... è possibile che non si riesca a capire che la scuola non serve per misurare, ma per valutare e cioè per crescere e far crescere grazie al progettare insieme???
post pubblicato in Notizie ..., il 6 novembre 2007


 <b>Bocciati o promossi?<br/>Così si recuperano i debiti</b>
Bocciati o promossi?
Così si recuperano i debiti

Sospensione di giudizio a giugno e decisione finale dopo la verifica a settembre. Previste attività di recupero durante tutto l'anno con più interventi dei docenti di SALVO INTRAVAIA
REPUBBLICA TV: INTERVISTA AL VICEMINISTRO BASTICO

"la Repubblica" Novembre 2007

Sfoglia giugno        agosto
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv