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di Ignazio Licciardi
Interviste a Nichi Vendola e a De Magistris dopo le Elezioni Regionali
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 1 aprile 2010


 Politica&Palazzo | Marco Lillo

De Magistris: Idv deve unirsi a Vendola
e a Grillo per una vera alternativa

 

   

De Magistris: serve una seconda gamba del centrosinistra accanto al Pd

Una grande conferenza a metà maggio per raccogliere e unire l’antiberlusconismo duro e puro: da Nichi Vendola a Beppe Grillo, dall’Italia dei Valori al popolo viola. È questa l’idea maturata da Luigi De Magistris dopo le elezioni regionali: "Dobbiamo unire le forze del cambiamento e semplificare l’offerta del centrosinistra perché lo vogliono i nostri elettori".

Come si esce dalla batosta delle Regionali?

Il centrodestra ha vinto e bisogna prenderne atto. Il successo della Lega da un lato va rispettato per la sua dimensione, ma dall’altro lascia inquieti per i messaggi di razzismo che in parte lo hanno propiziato. Nel nostro campo vedo invece una netta sconfitta del Pd e un buon risultato dell’Idv, che però non sfonda per colpa della qualità bassa di alcune candidature e delle alleanze sbagliate. Le scelte scellerate, come quella di Loiero in Calabria e di De Luca in Campania, sono costate caro soprattutto al Pd, ma anche noi le abbiamo pagate. Ora bisogna guardare avanti e sto pensando a un cantiere nuovo per ricostruire l’alternativa.

Il centrosinistra sembra più un deserto di macerie che un cantiere. Lei vede motivi di ottimismo?

Per esempio, il 10 per cento di Callipo in Calabria, senza liste forti alle spalle, è stato per me un buon risultato. Poi c’è stata l’affermazione dei grillini in Piemonte ed Emilia Romagna. E soprattutto il successo di Nichi Vendola in Puglia.

Vendola sarà un protagonista nazionale nel centrosinistra del futuro?

Già dalle primarie interne al Pd, io ho puntato su Vendola. La sua storia è esemplare. A sinistra non sono graditi i candidati radicati nella società, ma fuori dal controllo dei partiti. Invece dobbiamo puntare proprio su queste figure. Per costruire il futuro del centrosinistra bisogna partire dalla vittoria di Vendola in Puglia, dal risultato alle Europee dei candidati dell’Idv provenienti dai movimenti o dalla società civile come me e Sonia Alfano.

In Puglia la somma di Idv, lista Vendola e Sinistra e Libertà supera di poco il Pd. Può diventare un modello nazionale?

Dobbiamo favorire la semplificazione del quadro politico. Io sono favorevole a un rapporto molto più stretto tra i movimenti come i grillini e i partiti come l’Idv e Sinistra e libertà.

Come immagina il centrosinistra nel futuro?

Da un lato ci sarà il Pd e dall’altra questo nuovo raggruppamento di movimenti e partiti.

L’Italia dei Valori dovrebbe sciogliersi in questo nuovo soggetto?

No. Non servirebbe a nulla. L’Italia dei Valori deve essere la guida di questo processo di semplificazione. Io non sono favorevole allo scioglimento dell’Idv nell’ennesimo nuovo partito. Anche perché bisogna rispettare l’identità dei movimenti. L’importante è unirsi. Alla fine di questo processo ci potrà essere una federazione, un’unione o un soggetto unitario, poi la formula la si troverà tutti insieme. L’importante è che ci si trovi uniti non solo contro Berlusconi ma anche per un progetto di vera alternativa politica e culturale al berlusconismo.

Uscendo dalle teorizzazioni astratte, alle prossime elezioni nazionali come si dovrebbe presentare il centrosinistra?

Io immagino da un lato il Partito democratico che resterà un nostro interlocutore e che certamente potrà migliorare la sua classe dirigente, ma fino a un certo punto, secondo me. Dall’altro lato vedo questo raggruppamento di partiti, come l’Idv e Sinistra e libertà, ma soprattutto di movimenti. Penso al forum sull’acqua pubblica , al movimento delle agende rosse di Salvatore Borsellino e al Popolo viola. Ma penso anche alle migliori personalità del mondo della cultura e dell’informazione.

Questo fronte antiberlusconiano però potrebbe sembrare ottimo per l’opposizione ma incapace di dare vita a un governo alternativo.

Per questo non bisogna fare solo un’operazione di addizione numerica. Questa cosa nuova deve camminare sulle gambe delle persone. Ci vuole un vero ricambio generazionale con leader giovani in grado di parlare al cuore del popolo e che hanno già saputo trasformare il consenso in voti. Queste elezioni hanno dimostrato che c’è un fortissimo astensionismo di sinistra. Questa federazione di forze può recuperarlo.

Come pensa di concretizzare la sua idea?

Sto pensando a una grande adunata a Firenze per metà maggio di tutte le forze che credono a questo progetto, da Nichi Vendola alle migliori personalità della cultura e dell’informazione.

Quale sarà l’approdo?

Le prossime elezioni politiche. Dobbiamo presentarci con una federazione di partiti e movimenti che - alleata al Pd - sia in grado di guidare il centrosinistra verso la vittoria.

Il programma?

La questione morale è centrale. Bisogna dire basta ai compromessi con i Loiero e con i De Luca. Il nuovo soggetto politico che immagino non inseguirà Berlusconi sul suo terreno. Bisogna riscoprire l’orgoglio della diversità. Ci vuole un’operazione culturale forte contro i valori alla base del berlusconismo. Deve essere chiaro che da questa parte ci sono le regole contro la furbizia, l’essere contro l’avere e l’etica contro l’estetica.

Quale sarà il primo banco di prova della "santa alleanza"?

La difesa della Costituzione di fronte al tentativo neo-autoritario di Berlusconi, che non sta trovando una forte opposizione nel Pd. La difesa dei principi e della seconda parte della Costituzione è il primo punto. La divisione dei poteri e l’indipendenza della magistratura non si toccano. Chi si siede al tavolo con Berlusconi per parlare di riforme non potrà mai essere un nostro alleato.

Da il Fatto Quotidiano dell'1° aprile 2010

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E dal Blog di Nichi Vendola del 31 Marzo 2010

http://www.nichivendola.it/

Interviste rilasciate da Nichi Vendola, all'indomani della vittoria con cui è stato riconfermato, con il 48.7% dei consensi, Presidente della Regione Puglia.
Intervista a
La Repubblica
Intervista a
Il Fatto Quotidiano
Intervista a
l'Unità

Per un futuro di democrazia e libertà!
post pubblicato in Diario, il 5 giugno 2009


Per un futuro di democrazia e libertà

in Italia e in Europa!
 

 

 


 

 

"Sinistra e Libertà"
 

Per un futuro di democrazia e libertà!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 25 maggio 2009


 


"Sinistra e Libertà"

Lettera
di Nichi Vendola
- SINISTRA E LIBERTA' -
a
:

- Pierferdinando Casini - Leader nazionale UDC
- Lorenzo Cesa - Segretario nazionale UDC
- Antonio Di Pietro - Presidente Italia dei Valori
- Dario Franceschini - Segretario nazionale PD
- Flavia D'Angeli - Portavoce nazionale Sinistra Critica
- Oliviero Diliberto - Segretario nazionale PdCI
- Marco Ferrando - Portavoce nazionale PCdL
- Paolo Ferrero - Segretario nazionale PRC
- Marco Pannella - Leader nazionale Radicali Italiani
- Luciana Sbarbati - Segretaria nazionale Mov. Repubblicani Europei



Carissima, Carissimo

vi sono molti, troppi, inquietanti segnali che indicano che il nostro paese sta attraversando una fase particolare, e per molti versi originale, nella quale il sistema democratico che tutti noi abbiamo conosciuto e nel quale abbiamo vissuto e operato è messo a serio rischio.
Sta crescendo nel nostro paese una vera e propria emergenza democratica rispetto alla quale tutti noi abbiamo il dovere e la necessità di reagire in modo adeguato e tempestivo.
Per questa ragione mi assumo la responsabilità di scrivere a te a ai segretari di tutte le forze dell’opposizione e di proporvi un incontro a brevissimo termine per assumere assieme le iniziative adeguate, come compete ad un’opposizione parlamentare ed extraparlamentare, come è la forza politica cui appartengo, non certo per sua scelta.

Conviene evitare paragoni con il passato, sempre difficilmente proponibili, ma certamente abbiamo avuto modo, e con noi le italiane e gli italiani, di cogliere nei recenti comportamenti della maggioranza, del governo e segnatamente del Presidente del Consiglio, atteggiamenti, comportamenti, dichiarazioni e atti che entrano in collisione con le regole più elementari di una repubblica democratica e parlamentare.
Non credo sia sfuggito a nessuno il carattere ricattatorio del discorso pronunciato da Silvio Berlusconi di fronte all’assemblea di Confindustria. Un Presidente del Consiglio che controlla direttamente o indirettamente quasi l’intero sistema mediatico minaccia di rivolgersi direttamente al popolo per sovvertire gli assetti costituzionali aggirando o, peggio, ignorando con esplicito disprezzo il Parlamento.
Questo atteggiamento arrogante e, temo, non privo di venature eversive era già evidente nella vicenda apertasi con la sentenza sul caso Mills. Siamo di fronte ad un assurdo: chi è stato destinatario di un atto di corruzione viene condannato dalla Magistratura, mentre il suo eventuale corruttore è protetto da una legge vigente, contro la quale l’opposizione si è fortemente battuta, che lo sottrae a qualunque tipo di giudizio. Non compete a noi entrare nel merito della vicenda giudiziaria. Così come il Presidente del Consiglio non dovrebbe abbandonarsi ad una pubblica sequela di insulti rivolti alla Magistratura giudicante in ragione di una sua presunta intenzione persecutoria motivata addirittura da una altrettanto presunta collocazione politica dei singoli magistrati.
Ma noi non possiamo assistere impassibili ad una nuova recrudescenza di dichiarazioni e atti che mirano a sottoporre la Magistratura sotto il controllo politico dell’Esecutivo, stravolgendo l’equilibrio dei poteri di uno stato democratico e la sua Costituzione.
E’ da notare come tali comportamenti costituiscano di per sé un motivo di uno scontro ora strisciante, ora esplosivo con le più alte cariche dello stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica, i cui ripetuti, ponderati e preziosi interventi a tutela degli equilibri istituzionali e della nostra Costituzione sono stati disattesi e persino svillaneggiati dal Presidente del Consiglio.
La stessa vicenda della oscura relazione tra il presidente del consiglio e la famiglia Letizia non può essere confinata nella sfera del privato, il confine tra pubblico e privato essendo, come segnalano tutti i migliori studiosi delle moderne democrazie, diverso per chi ricopre cariche istituzionali e per il comune cittadino. E di fronte a denunce che partono dagli stessi famigliari del Presidente del Consiglio, non credo si possa tacciare di indebita invasione nel privato la richiesta formale di pubblici chiarimenti da parte di chi un ruolo pubblico riveste.
La mia elencazione potrebbe continuare ma sarebbe superflua poiché già così la misura appare colma. Ad un’emergenza democratica si deve rispondere con un’eccezionale sussulto democratico nel paese e nelle istituzioni. Non credo che il Parlamento possa limitarsi ad attendere che il Presidente del Consiglio decida, a seconda dei suoi desideri e delle sue convenienze, se presentarsi di fronte ad esso o meno. L’opposizione parlamentare è in possesso di precisi strumenti regolamentari per giungere, nel modo e nelle forme opportune, a un dibattito parlamentare la cui urgenza mi sembra ormai massima.

Per questo mi rivolgo a Voi, pur in un momento come l’attuale che ci vede in competizione nella campagna elettorale per le elezioni dei Parlamento Europeo e di molti Consigli provinciali e comunali. L’imminente confronto elettorale non può fare venire meno, neppure per un attimo, il nostro senso di responsabilità verso la Costituzione italiana e l’ordinamento democratico del nostro paese.
Mi auguro quindi che vogliate concordare con la necessità di un’immediata riunione di tutte le forze dell’opposizione, presenti o no nell’attuale Parlamento, per concordare e assumere tutte le iniziative unitarie, nel Parlamento italiano e in quello europeo, nelle Istituzioni locali, nella società civile per fare uscire il nostro Paese indenne dall’attuale emergenza democratica che lo investe.
In attesa di un Vostro tempestivo cenno di riscontro, Vi saluto augurando a tutti noi un presente e un futuro di democrazia e libertà.

Nichi Vendola
Sinistra e Liberta’
in http://www.movimentoperlasinistra.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1074

Roma, 22 maggio 2009 

Nichi Vendola: "... il lavoro è stato amputato della sua realtà concreta".
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 2 maggio 2009


1° Maggio 2009: è stato festeggiato un fantasma!

Autore: Nichi

Oggi si festeggia un fantasma. Quella degli ultimi decenni è la storia di un occultamento e di una rimozione, di un progressivo, inesorabile, slittamento del lavoro dal ruolo centrale che gli assegnava la Costituzione repubblicana a postazioni sempre più periferiche, sino a finire nelle brume di una estrema banlieu, pudicamente celato alla vista. Disincarnato, ridotto a variabile duttile nelle stime dei tecnocrati o nei conti di manager grandi e piccoli, il lavoro è stato amputato della sua realtà concreta. Nella penombra di quella periferia sociale, si è consumata e quotidianamente si consuma una strage ignorata, tollerata, e oramai persino incentivata. Mentre il proscenio discuteva di veline e si azzuffava su particolari, parlava sempre e comunque d’altro, in quelle tenebre ha avuto libero corso l’imposizione di salari che erano da crisi anche quando la crisi non c’era, si è affermato un nuovo mercato del lavoro modellato sulle vecchissime forme del caporalato, fondato sul ricatto del precariato permanente e della disoccupazione endemica, sulla sottrazione di ogni potere contrattuale dei lavoratori, avvertito ormai come insopportabile pastoia che intralcia la logica sovrana del profitto.

Grazie a quella stessa “invisibilità” del lavoro, oggi, si studiano e allestiscono strategie feroci, che mirano a far pagare per intero i costi della crisi proprio a chi della crisi è vittima principale, i lavoratori dipendenti in cassa integrazione o peggio, i precari a spasso, l’esercito di giovani colti e preparati del sud costretti a una nuova migrazione di massa. Quella degli ultimi decenni è la vicenda di un beffardo slittamento semantico, che ha celato sotto le voci “modernità” e modernizzazione” un gigantesco ritorno al passato, passando per lo smantellamento di tutti i diritti conquistati dai lavoratori nel corso di due secoli di conflitto sociale, che ha ripristinato e restituito legittimità a vere e proprie forme di schiavismo.

Chi può davvero credere che la scomparsa della rappresentanza politica del mondo del lavoro dal Parlamento italiano proprio al termine di questo immenso processo storico sia casuale, frutto di mera coincidenza?
C’è un solo modo, allora, di festeggiare questo primo maggio: farne la stazione di partenza per imboccare un tragitto inverso. Iniziare, da oggi, da subito, qui e ora, da questa campagna elettorale, a restituire realtà, concretezza e visibilità al lavoro. Imporre la sua centralità da subito, a partire dalle strategie per fronteggiare la crisi, sapendo che dalla crisi stessa non si potrà uscire senza restituire carne e sangue a quel fantasma, senza richiamare al centro della scena sociale, politica e persino culturale quel che da troppo tempo ne è rimosso. Questa crisi è frutto della stessa politica, delle stesse politiche, delle stesse logiche che hanno per trent’anni umiliato e assediato il lavoro e i lavoratori. Non si può sperare di risolverla con gli stessi strumenti che l’hanno determinata.
Abbiamo scelto di superare una volta per tutte l’antica e disastrosa separazione tra la difesa dei diritti sociali e di quelli civili. Dobbiamo sapere che i diritti dei lavoratori sono oggi al centro di questo scontro, e se non riusciremo a ripristinarli, a imporne un nuovo rispetto, il prezzo sarà pagato da tutti. Anche da chi, oggi, si batte per difendere il diritto alla propria sessualità, alle proprie scelte, alla libertà del proprio corpo.

Abbiamo scelto di chiamarci Sinistra e Libertà. Dobbiamo ricordare, a noi e a tutte e a tutti, che senza affrancamento dal bisogno, dal ricatto del precariato, dall’assenza di diritti sul lavoro, la parola Libertà è solo un simulacro.

Nichi Vendola

(dal Blog di Nichi Vendola)

Lasciare ampio spazio a voci e personalità provenienti dalla società, donne e uomini fortemente impegnati nella difesa dei diritti sociali e civili, dell’ambiente, della libertà e della centralità del lavoro
post pubblicato in Notizie ..., il 30 aprile 2009


 

 

2009 Aprile 30

Le Liste
di "Sinistra e Libertà"

Autore: redazione

Le liste di ‘Sinistra e Libertà’ per le prossime elezioni europee sono state composte sulla base di un criterio fortemente innovativo: quello di lasciare ampio spazio a voci e personalità provenienti dalla società, donne e uomini fortemente impegnati nella difesa dei diritti sociali e civili, dell’ambiente, della libertà e della centralità del lavoro, limitando al massimo la componente proveniente dai partiti. Questo criterio risponde nei fatti all’esigenza, avvertita da tutti dopo le ultime elezioni politiche, di uscire dalle stanze chiuse dei partiti politici per iniziare a ricostruire una sintonia politica e, persino emotiva, con la società italiana e con il vastissimo popola della sinistra, oggi privo di rappresentanza nel Parlamento nazionale.
A parte i parlamentari europei uscenti (Alessandro Battilocchio, Monica Frassoni, Josef Kusstatshcer, Pia Locatelli e Roberto Musacchio) alcuni leader delle diverse forze politiche, a partire da Nichi Vendola, candidato in tutte le circoscrizioni, Claudio Fava in 3 circoscrizioni, Marco di Lello al sud e Umberto Guidoni al centro, che hanno dato vita al progetto di Sinistra e Libertà, nelle liste non figurano dunque esponenti di partito, ma figure importanti del pacifismo  come Lisa Clark (Beati i costruttori di pace) e Giuliana Sgrena (giornalista de il Manifesto), del movimento gay, come Imma Battaglia e Alessandro Zan (ArciGay), del vasto fronte che in Italia ed in Europa si batte in difesa delle garanzie e contro la tortura e gli abusi, come Mauro Palma (presidente del Comitato Ue contro la tortura, già presidente di Antigone), del movimento che, sin dallo scorso autunno contrasta la controriforma della scuola progettata dal ministro Gelmini come Simonetta Salacone, e di quello che si batte per fermare la deriva integralista in cui è scivolato il nostro paese come l’endocrinologo Carlo Flamigni.
L’ex sindaco di Cosenza Eva Catizzone è scesa in campo con sinistra e libertà per restituire centralità nella sinistra italiana nel Meridione, che è, probabilmente, la principale risorsa del nostro paese, ed in particolare dal puntoi di vista delle donne del Sud; il leader del ‘Partito pirata’ Alex Bottoni, infine, rappresenta il vasto e crescente movimento che si è costituito nella rete ed intorno alla rete contro il copyright. Abbiamo cercato di dare rappresentanza diretta alla migliore cultura di questo paese con la candidatura della scrittrice per l’infanzia Bianca Pitzorno, del direttore di Linus Michele Dellai, di Bebo Storti e dell’ex rettore dell’Istituto universitario di Architettura di Venezia, Mario Folin.
Particolarmente significativa è infine la presenza del disegnatore Sergio Staino, che ha accettato di candidarsi nelle nostre liste come gesto a favore non solo di Sinistra e Libertà ma della ricostruzione di un vasto fronte democratico e di sinistra.

Elenco candidati - Formato: application/vnd.ms-excel

Da sinistraeliberta.it www.sinistraeliberta.it
Da Blog di Nichi Vendola

Nasce "Sinistra e Libertà", mentre la terra trema in Abruzzo e i ministri corrono lì ... perché si avvicinano le Elezioni Europee e non solo ...
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 9 aprile 2009


 

2009 Aprile 7

Rimettere in piedi un cantiere

Autore: redazione

Il video con tutti gli interventi della convention di presentazione di Sinistra e Libertà - Bari 5 aprile 2009


Con un occhio guardo a Sinistra e Libertà, ma come non dar ragione a Pietro Ingrao?
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 30 marzo 2009


 
Lo ha dichiarato in un'intervista a "l'Unità"
Pietro Ingrao: «Voterò per Rifondazione»

Pietro Ingrao ha dichiarato all' Unità : «Non condivido numerose delle posizioni di Ferrero. Tuttavia ritengo che nell'attuale lotta politica sia essenziale la presenza a sinistra di un soggetto politico organizzato. Faccio qualche esempio: in Sinistra e Libertà ci sono tanti compagni che stimo e che mi hanno dato speranza. Penso però che quello che hanno da dire persone come Bertinotti, Vendola, Mussi e la Bandoli è meglio che lo dicano e facciano vivere operando dentro la struttura di un partito, di un soggetto politico "formato"».
(dall'intervista a Pietro Spataro sull'Unità del 28 marzo 2009)


"Liberazione", 29/03/2009

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