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di Ignazio Licciardi
Fiom e Rete della conoscenza uniti
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 30 dicembre 2010


«Resistere a innovazioni errate
non significa essere arretrati»
 

Frida Nacinovich

Professor Tronti, perché una nuova associazione? Ce ne sono già tante.
Ci ha spinto ad intervenire quel che è successo nelle fabbriche Fiat. Prima a Pomigliano, ora a Mirafiori. I sindacati sono divisi e l'offensiva padronale è sempre più forte. Ed è molto preoccupante la sorta di assedio che si sta concentrando intorno alla Fiom. Prima di tutto vogliamo portarle la nostra solidarietà allo storico sindacato dei metalmeccanici. "Lavoro e libertà" - già si capisce già dal titolo - vuole rimettere al centro dell'attenzione operai e persone che lavorano fuori dalle fabbriche minacciate nella loro libertà di espressione, di movimento. Qui si vuole vietare perfino di aderire ad un'organizzazione sindacale. Il nostro è un tentativo ambizioso, vorremmo raccogliere più consensi possibile. Dagli intellettuali, dai politici, dalla società.

Ecco, la politica. La Fiat ne fa di tutti i colori, la sinistra protesta, protesta anche l'Idv, mentre il Pd si divide.
Il silenzio su temi così delicati da parte del più grande partito del centrosinistra è preoccupante. Silenzio, o peggio ancora prese di posizione in contraddizione fra loro, poco nette. Nel Pd c'è chi tende ad "accomodarsi" sulle compatibilità economiche imposte dalla globalizzazione, quindi da quello che la globalizzazione comporta in termini di competitività internazionale. Ma è una visione ristretta, che tiene conto esclusivamente del mercato.

E il mercato dice che la Fiom deve obbedir tacendo.
L'idea che chi non è più d'accordo con il padrone non ha più diritto ad essere rappresentato sul luogo di lavoro è davvero preoccupante. L'impresa impone il suo assoluto comando, e chi non sottoscrive questa imposizione viene automaticamente espulso. Questo fatto dovrebbe allarmare tutti coloro che hanno a cuore i diritti. Con il suo comportamento la Fiat sfregia la Costituzione.

Il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero ha lanciato un appello a tutte le forze di sinistra nel paese. Chiede unità per contrastare il modello Fiat.
Purtroppo nella politica si continuano a riprodurre tradizionali divisioni. Da una parte c'è la sinistra cosiddetta radicale, molto sensibile ai diritti dei lavoratori - non da oggi - contro il modello Marchionne senza esitazioni. Dall'altra un centrosinistra che appare tutto sommato impermeabile, incapace di parlare con una solo voce. L'ambizione insita nel nostro appello è proprio quella di arrivare a catalizzare l'interesse di persone difficilmente raggiungibili. Anche pezzi del Pd, perché no? Del resto l'oltranzismo della Fiat non è un caso isolato. E allora bisogna costituire un fronte, che può crescere.

E poi?
Vorremmo allargare il più possibile il fronte di solidarietà nei confronti della Fiom. Il 28 gennaio i metalmeccanici sciopereranno per otto ore. Una protesta che dovrebbe coinvolgere anche la società, fare breccia nell'opinione pubblica. Speriamo che per quella data il nostro appello sia stato raccolto e sottoscritto da migliaia e migliaia di italiani.

Pensate ad una presentazione pubblica dell'appello?
Daremo vita a seminari, organizzeremo una serie di incontri. Il "caso Fiat" merita di essere studiato, analizzato, merita un'ampia riflessione perché segna un passaggio strategico. Non cedere al modello Marchionne vuol dire avere un altro punto di vista sui rapporti fra capitale e lavoro.

Il governo Berlusconi ha già fatto la sua scelta di campo. I padroni.
Siamo di fronte ad un governo del tutto assente, occupato in tutt'altre questioni. C'è un ministro, quello del lavoro, che sembra un fantasma. Ci sono due sindacati che collaborano con il governo in maniera passiva. E ce n'è un terzo, la Cgil, che almeno per ora esprime una posizione ambigua. E invece vale la pena schierarsi, con la Fiom e contro la Fiat. Questo è un punto su cui occorre fare chiarezza.

Fare chiarezza. Al più presto.
Prima del 28 gennaio ci riuniremo in assemblea. Bisogna far sentir alla Fiom che non è così isolata come vorrebbero farle credere molti media e i padroni. Anzi, sta accadendo il contrario.

Il 16 ottobre scorso la Fiom era tutto fuorché isolata.
Erano davvero tanti in piazza con la Fiom il 16 ottobre. E anche con la Cgil il 27 novembre. Una seconda manifestazione, altrettanto radicale. Lo stesso popolo, questo è un dato su cui la Cgil dovrebbe riflettere. Bisogna mettere in campo tutto il possibile per riequilibrare i rapporti di forza tra imprenditori e lavoratori. La campagna di stampa in atto è vergognosa. Penso a Panebianco che sul "Corriere della sera" sostiene che «chi resiste è arretrato». Ma non è mica detto che chi attacca sia un grande innovatore. E poi l'innovazione non è un bene di per sé, bisogna prima capire che innovazione è. Se toglie diritti ai lavoratori non è un bene. E allora a certe innovazioni bisogna resistere. E la Fiom mi sembra l'unica resistenza in campo.


30/12/2010

La protesta contro la riforma Gelmini passa alla "fase due": «Referendum e Corte»
 
Gli studenti con la Fiom:
«Ed ora sciopero generale»
 

Daniele Nalbone

Centoventi ore di straordinario obbligatorio. Addio ai dieci minuti di pausa. Turni di dieci ore per sei giorni consecutivi. Riduzione dei giorni di malattia pagati dall'azienda. Clausole "ad hoc" contro il diritto di sciopero. E' il cosiddetto modello Marchionne che, dopo Pomigliano, è sbarcato anche a Mirafiori. Ebbene, questo accordo siglato da Fim-Cisl e Uilm contro il quale sta dando battaglia la Fiom è al centro della discussione sul «come proseguire» all'interno del movimento studentesco. «La maturità del nostro movimento» spiegano dalla Rete della Conoscenza «sta proprio nel legare le lotte per tutelare i beni comuni, per costruire dal basso un'alternativa alla crisi».
Per questo, dal nuovo anno, nelle scuole e nelle università si lavorerà per portare questo che è stato definito dagli studenti come «l'ultimo atto di violenza sindacale» al centro della riflessione politica. Il tutto, ovviamente, al fianco delle riflessioni su come portare avanti la lotta per una "altra riforma" dell'università. «Resisteremo un minuto di più». E' questa la certezza intorno alla quale ruota ogni comunicato, ogni appello, ogni discussione sul post approvazione del Ddl Gelmini, oggi Legge.
Un'approvazione che, per il movimento, non è stata di certo un fulmine a ciel sereno: «sapevamo» continuano dalla Rete della Conoscenza «che ormai dentro il Parlamento non c'era più nessun margine. Ma la battaglia non è finita». I cortei che, appena tre giorni prima di Natale, hanno portato oltre duecentomila studenti nelle piazze italiane ne sono la dimostrazione.
Ora, il piano della mobilitazione si sposta dalle aule parlamentari al Governo e agli atenei.
«Aspettiamo i decreti attuativi della legge» spiegano gli studenti. Perché è lì che inizierà il vero faccia a faccia con la "riforma", facoltà per facoltà. «Chiediamo da subito a tutti i rettori di disobbedire e su questo daremo battaglia in tutti gli organi collegiali e in tutte le piazze: la comunità universitaria ha il diritto e il dovere di ribellarsi». E a quanti chiedono quali siano mezzi con cui continuerà la lotta contro la Legge Gelmini, gli studenti non escludono nessuna strada: «Dal referendum alla Corte Costituzionale». Continua però anche il percorso di costruzione di un'alternativa. «La "carovana dell'AltraRiforma" che abbiamo portato fino al cospetto del presidente Napolitano non si ferma: continueremo a raccogliere idee e proposte, a sperimentarle tutti i giorni nei nostri atenei».
I punti centrali sono ormai noti a tutti: diritto al referendum sulle materie che riguardano gli studenti, un nuovo welfare che permetta autonomia dalla famiglia, una ricerca aperta «e non bloccata dalle baronie». E sono proprio i ricercatori i primi a non mollare, a continuare «fianco a fianco con gli studenti»: così, martedì scorso, si è deciso di interrompere l'occupazione del tetto di architettura iniziata il 23 novembre scorso. «Passeremo alla "fase due" della protesta» ci spiega Massimiliano Tabusi della Rete 29 Aprile: «Ogni ricercatore si trasformerà in mezzo di informazione interno agli atenei per spiegare, laddove sono mancati i media, gli effetti devastanti di questa riforma».

Ricercatori come operatori di informazione, quindi, «per entrare ancora più in profondità nelle università» forti di oltre 25mila colleghi, circa il 40% del corpo docente, pronto a riconfermare il blocco della didattica anche per il secondo semestre che farà entrare nel caos l'università fresca di "riforma". Ma il nuovo anno alle porte dovrà essere, necessariamente, anche l'anno dello sciopero generale.
«Di tutta la giornata del 22 dicembre» spiegano gli studenti di Atenei in rivolta «vogliamo rimarcare la consegna del pacco regalo alla Cgil. Non è stata una semplice trovata mediatica, ma la dimostrazione della volontà di aprire un processo di costruzione di un fronte ampio e radicale di lotta alle politiche di questo governo». Ed è proprio con questo spirito, «quello che porterà alla costruzione di uno sciopero generale dal basso» che il movimento studentesco ripartirà a gennaio: «Lo faremo nelle facoltà ma anche nelle piazze con i cittadini dell'Aquila e di Terzigno, con i comitati dell'acqua pubblica, con i migranti e, ci auguriamo, con i lavoratori e con le lavoratrici in sciopero generale». Prima tappa: la due giorni seminariale in programma il 22 e il 23 gennaio presso il centro sociale Rivolta di Marghera (Venezia). Due giorni in cui si discuterà su come condurre, tutti, la battaglia Fiat ma anche come affiancare alla lotta di Pomigliano e Mirafiori la necessità di un nuovo welfare.
Stesso discorso vale per la riforma Gelmini: l'opposizione alla legge passa inevitabilmente, e di questo sono convinti tanto gli studenti quanto i movimenti parte di "Uniti contro la crisi", dall'incontro dell'intero mondo della conoscenza, della formazione, della produzione culturale, dell'informazione.


"Liberazione", 30/12/2010


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permalink | inviato da Notes-bloc il 30/12/2010 alle 21:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Non sanno neppure il significato del termine "equità"! O lo conoscono il significato e ... se ne strafottono? A proposito: toghe e medici protestano e i proff. della Scuola e dell'Università che fanno?
post pubblicato in Messaggi, il 26 maggio 2010


Rivolta contro la manovraCgil: sciopero generaleToghe e medici:pronti alla protesta

Rivolta contro la manovra
Cgil: sciopero generale
Toghe e medici:pronti alla protesta

Conferenza stampa di Berlusconi e Tremonti. Dura presa di posizione di Magistratura democratica che giudica la manovra economica «gravemente iniqua e penalizzante per l'andamento della giustizia». Pronti alla mobilitazione anche i medici.  Pd: «Faremo opposizione responsabile». No anche di Cgil. Errani: manovra insostenibile VIDEO | VIDEO Di Pietro, «IdV presenterà la sua manovra»

"l'Unità", 26 Maggio 2010

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26/05/2010 -

La manovra dei tagli contro la crisi

Le misure del governo per correggere i conti. Sforbiciate sui partiti, sugli stipendi dei dipendenti pubblici, sui magistrati

 

ROMA. Dai tagli ai ministri, passando alle finestre per la pensione fino ai pedaggi per i raccordi autostradali. Via inoltre alle Province più piccole, cioè quelle sotto i 220.000 abitanti che non confinano con Stati esteri e non ricadono in Regioni a statuto speciale. Spunta anche una tassa fino a 10 euro che può essere introdotta per 'Roma Capitale'. Mentre non ci sono più le misure sui giochi che avrebbero previsto una stretta sul gioco clandestino, ma che, nonostante le anticipazioni, non sono state inserite nella manovra. Il 'mix' di misure per correggere i conti appare ormai tracciato.
Ecco le misure principali della manovra.

SUBITO STOP CONTRATTI PUBBLICO IMPIEGO. Stop agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici già a partire da quest'anno. Il congelamento vale quattro anni, fino al 2013.


TAGLI AI MINISTERI, GIRO VITE SU AUTO BLU. La sforbiciata é del 10% ma su formazione o missioni si arriva al dimezzamento della spesa. Arriva anche un giro di vite sulle auto blu.


GLI ESCLUSI: PRESIDENZA CONSIGLIO E PROTEZIONE CIVILE. Saltano dal testo i tagli alla Presidenza del Consiglio e i limiti alla Protezione Civile.

TAGLI AI PARTITI. Cala del 20% (e non viene dimezzato come inizialmente ipotizzato) il contributo per le spese elettorali.


PAGAMENTI E TRACCIABILITA'. Tetto a 5.000 euro (e non 7.000 come da prime ipotesi) per i pagamenti in contanti. Obbligo di fattura telematica oltre i 3.000 euro.

ARRIVA BANCOMAT P.A.. Addio ai libretti di deposito bancari o postali. In compenso arriva la carta elettronica istituzionale per effettuare i pagamenti da parte delle P.a.

COMUNI E LOTTA EVASIONE. I comuni che collaboreranno incasseranno il 33% dei tributi statali incassati.

TASSA SU ALBERGHI PER ROMA CAPITALE. Arriva un 'contributo di soggiorno' fino a 10 euro per i turisti negli alberghi di Roma per finanziare 'Roma Capitale'. Protesta Federalberghi. Il Sindaco, Gianni Alemanno, parla di "notizie imprecise".

STANGATA SU MANAGER E STOCK OPTION. Salgono le tasse sulle stock option ma anche sui bonus dei manager e dei banchieri che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione.

TEMPI SPRINT PER CARTELLE. L'accertamento e l'emissione del ruolo diventano contestuali rendendo più corto il tempo per contestazioni e ricorsi.

CONDONO EDILIZIO E CASE FANTASMA. Confermata invece la sanatoria sugli immobili fantasma. Si ipotizza però un ampliamento di questa norma. Come in tutti i condoni la proposta potrebbe arrivare in Parlamento. La sanatoria andrà fatta entro il 31 dicembre.

PER PENSIONE INVALIDITA' SALE A 80%. Sotto questa soglia niente benefici. Previsti anche 200.000 controlli in più.

IRAP ZERO PER NUOVE IMPRESE SUD. Le regioni del Mezzogiorno avranno la possibilità di istituire un tributo proprio sostitutivo dell'Irap per le imprese avviate dopo l'entrata in vigore del dl con l'opportunità di ridurre o azzerare l'Irap.

RETI IMPRESA E ZONE 'ZERO BUROCRAZIA'. Tremonti annuncia la creazione di reti d'impresa, per ottenere benefici fiscali e migliorare la capacità di incidere sui mercati, ma anche zone a burocrazia zero, nelle quale per aprire un'attività ci si potrà rivolgere ad un solo soggetto.

STOP TURN-OVER P.A. Confermato per altri due anni.

TAGLI ANCHE A MAGISTRATI. Lo stipendio verrà decurtato per il 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro. Taglio del 10% anche per i magistrati del Csm.

MANAGER P.A., SFORBICIATA 5-10%. Sotto i fari gli stipendi oltre i 90.000 e oltre i 130.000 euro.

INSEGNANTI SOSTEGNO. Congelato l'organico. Non ci sarà il blocco del turn over per l'Università.

DIVIDENDI A RIDUZIONE DEBITO. A partire dal 2011 500 milioni di dividendi che arrivano dalle società statali saranno impiegati per la riduzione degli oneri sul debito pubblico.

TAGLI A COSTI POLITICA PRO CASSA INTEGRAZIONE. Le riduzioni di spesa che decideranno il Quirinale, il Senato, la Camera e la Corte Costituzionale, nella loro autonomia, serviranno a finanziare la Cassa Integrazione.

PENSIONI. Rinvio delle finestre per il pensionamento e per il riordino degli enti. La novità è invece l'accelerazione dei tempi per l'aumento dell'età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti del pubblica amministrazione che avverrà a gennaio 2016.

DEFINANZIAMENTO LEGGI INUTILIZZATE. Si recuperano risorse attraverso il definanziamento degli stanziamenti improduttivi. Saranno destinate al fondo ammortamento dei titoli Stato.

TAGLIA-ENTI. Vengono soppressi Ipsema,, Ispel e Ipost. Ma anche l'Isae, l'Ice e l'Ente italiano Montagna. Salta o viene ridotto inoltre il finanziamento a 72 enti.

CONTROLLO SPESA FARMACI. Acquisti centralizzati per le asl per trattare meglio il prezzo con i fornitori e interventi sui farmaci con una modifica delle quote di spettanza dei grossisti e  dei farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico  delle specialità medicinali di classe a.

13 MLD DA AUTONOMIE TERRITORIALI. Alle Regioni vengono chiesti tagli per oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012); ai Comuni e Province vengono chiesti risparmi di 1 miliardo e 100 nel 2011 e 2 miliardi e 100 nel 2012.

PEDAGGI SU RACCORDI PER AUTOSTRADE. Si inserisce la possibilità di 'pedaggiamento' di tratti di strade di connessione con tratti autostradali.

ADDIO A SIR E REL. Addio al Comitato Sir costituito per gli interventi nei settori di alta tecnologia e che prese in carico le società chimiche di Nino Rovelli, ed anche alla Rel, la finanziaria pubblica costituita qualche anno più tardi per sostenere il risanamento dell'industria elettronica.

"Giornale di Sicilia", 26-Maggio 2010

 

Sciopero generale.
post pubblicato in Notizie ..., il 12 novembre 2008


 Cgil, il 12 dicembre sarà sciopero generale

Cgil, il 12 dicembre sarà sciopero generale
 

Sciopero generale della Cgil il 12 dicembre, contro la politica economica del governo. Quattro ore di sciopero con possibilità di otto ore a seconda delle caratteristiche delle categorie di riferimento e delle aree. Previste anche manifestazioni territoriali e una nazionale a Roma. Intanto cresce la polemica dopo il vertice "segreto" a Palazzo Grazioli fra il premier, i segretari sindacali e Confindustria per parlare della crisi economica, a cui la Cgil non è stata invitata. Epifani:  fatto gravissimo.
Notizia -
Università, rottura tra i sindacati : Cisl revoca lo sciopero



da "l'Unità", 12-11-08

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