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di Ignazio Licciardi
Una poesia ... dai colori grigi IV, 29.; IV, 29,1.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 14 novembre 2014


29. [08.10.06 08:10:14] ... ma in modo tal che a lei parve che ... / ... e l'uomo che il bastone tenea, lesse, / ma in modo tal che / a lei parve che le sue parol / fossero versi ... / di ricordi ... / d'un tempo che a ... / riascoltar e a riviver ella iva ... / Tristezza nel cuore / nel ricordo di giorni / senza tempo / quando Dioniso / dimèntico del suo peregrinare / rendeva me immagine / delirante d’attese / versando vino / nel mio calice / nel quale vedevo / muoversi l’immagine tua / e la scorgo … / ancora / nel ricordo di giorni / per me immortali ... / (una città-un dì-un mese-un anno-un'ora: / dei minuti che sembran star ancor or / fermi)! ... e lui, / ma non quegli, /s'accorse che / il viso di lei / poggiato stava / sulla spalla sua ... / (29.10.06 18:52:24) 29.1 e … a lei / lagrima si versò su … / lasciandovi solco … / … fu colto, allora, / da strana sensazione, / di sospensione / e … stette! / Vide, e … forse non con i suoi / ma … con gli occhi di … quegli che / lui aveva pur notato, / prima, nella piazza assolata / e seguìto … per un tratto di sterrata via … / fino a perderlo, / ma … senza averlo mai conosciuto … / sì, vide intorno a sé / sol un … cupo / d’un … color rubino / che parea spegnersi / nelle sue infinite … / sfaccettature e in suo apparir quasi tetro / e … accecante / e … pur … assordante! / Nulla cosa, / niun oggetto … / l’uomo dal gilet … vedea però … / sol colore, / sol quello strano rosso rubino / e … niuna forma! / Durò un attimo, / tal percepire … d’eternità però, / che … giammai finiva, / mentre … fatica del tempo / lo avvolgea, / finché … quel color cangiò, / lentamente / assumendo forma … / madreperlata, / sì … di esile e lungo, / lunghissimo collo di donna, / caldo e morbido, / quasi d’appartenenza / ad … esito marmoreo / del Canova … / levigato … / liscio … / alto … / steso … / accogliente e … / ne sentì gli odori e / … si destò e … / vide ch’esso si piegava … / cedeva alle voglie dell’artefice suo, / del … nobile scultore / dei pensieri vaganti e / dei ricordi, / frapponendo tra sua stessa pelle / candida / e le di lui labbra … / Candida di lei manina / che teneva un … rotoletto / di carta pergamenata! E lui … / sorpreso e incredulo / … lo raccolse … / lo srotolò, / ma … dovea / tener pei capi d’esso … / per non consentir lo riarrotolarsi/ rapido / e … guardò il volto di quel … / peso femminil … / leggero e lieve / che a riposar stava sulle gambe sue / e … poi … i suoi occhi … / caddero, / precipitarono anzi … / sulle macchie che impresse eran / su carta pergamena, / come se fossero grafìa / d’un … quegli innamorato; / e … l’uomo dal gilet lesse … / ma con voce tremula e … / interrotta / e … fragile … / come fragile e caduco / è …ogni umano …: / “I capelli tuoi / Distesi da follia / E violenza / Del color della paglia / Apparivano. / Poi, lucenti / D'un rosso / Frammisto a nero. / Infin gocce / Di lagrime mie / Han lor ridonato / I riccioli / Del rosso e del dorato" / (x.y., 00-00-0000 00:00) ... / Lei lo ascoltava / e sembrava riviver la lettura / di quelle parole incolonnate / ch’ella un giorno ebbe / a legger, forse … / e di sfuggita, / perché distratta d’altro / o d’altri, / ma … le eran forse / rimaste scolpite / nel cuore quelle che or rivedeva e sentiva … / e … al lettor … ch’avea incontrato, / mentr’ella / a svolazzar stava / pei cieli / e saltellando tra i rami frondosi, / sì a quel lettor casuale … / ella si stringeva dolcemente / come s’egli fosse … / il suo “quegli” che, / invece ed oramai … / a recitar andava / con passo certo / verso il suo futuro; / e … a lei lagrima si versò / su … quel gilet nero, / si fermò per attimo / e, poi … rigò il velluto, / lasciandovi solco … / e a prima lagrima / seguirono umide compagne / ed alcune ... / si perser per la folta barba / di colui che lei / ad ascoltar stava … /
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