.
Annunci online

di Ignazio Licciardi
Mi sa che vogliono lo scontro a tutti i costi!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 14 settembre 2009


La rabbia dopo il diktat del ministro che ha chiesto al collega Bondi di tagliare i finanziamenti alla cultura

Registi e scrittori contro Brunetta
"Un attacco alla nostra libertà"

di CARLO MORETTI


 

ROMA - Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta alza il tiro nel suo attacco al mondo della cultura e del cinema in particolare. "Accostare lo spettacolo alla cultura è un grande imbroglio" ha detto ieri Brunetta. "Lo Stato ha il dovere di finanziare la cultura, dalle biblioteche ai restauri, ma lo spettacolo è un'altra cosa. Ma perché finanziamo il cinema? Forse che finanziamo il piano bar o la discoteca? E anche i giornali devono andare sulle loro gambe". Non ha risparmiato i maestri di ieri: "Molti di quelli che alzavano il braccetto - ha continuato - poi hanno chiuso il pugno. Per esempio Rossellini, prima si faceva dare i sogni dal regime e poi ha cambiato idea".

La nuova uscita arriva a poche ore dall'intervento al seminario del Pdl a Gubbio, in cui il responsabile della Funzione pubblica ha parlato di "cineasti parassiti, gente che ha preso tanti soldi e ha incassato poco al botteghino. Gente che non ha mai lavorato per il bene del Paese, anzi non ha mai lavorato", ed ha quindi invitato il ministro della Cultura Bondi a chiudere "al più presto" i rubinetti del Fus.

La reazione del mondo della cultura non si fa attendere. Il regista
Michele Placido, che ha annunciato querela per il riferimento al suo nome nel discorso di Brunetta a Gubbio, ritiene che quello contro il cinema sia "un attacco contro uno degli ultimi spazi di libera espressione, considerando come sono ridotte la tv pubblica e quella privata. Un film, uno spettacolo teatrale" continua Placido, "sono sempre opere di denuncia, di critica nei confronti del potere, e che il potere sia di destra o di sinistra conta poco. Non ricordo film a favore dei governi di Prodi o di De Gasperi.

"Il grande sogno", che ha ricevuto finanziamenti di un'azienda privata che si chiama Medusa e che Brunetta non ha visto, non è neanche un film di sinistra, riporta le mie emozioni su un periodo in cui ancora non si era prodotta la frattura tra destra e sinistra".
La pensa allo stesso modo lo scrittore Giancarlo De Cataldo: "Come si può considerarlo un film di sinistra? Forse dà fastidio perché rappresenta un periodo in cui i giovani volevano cambiare il mondo, meglio che stiano al loro posto, giovani bamboccioni. Era dal neorealismo, dai tempi di Andreotti, che non si metteva in discussione il cinema come forma d'arte. Brunetta si fa però portatore di un'idea di cultura molto diffusa a destra: è buona, cioè, quando ti diverte, cattiva invece quando è problematica. C'è poi un astio nei confronti di chi non produce beni materiali: professori, magistrati, artisti, ignorando che anche l'industria culturale produce reddito".

Gigi Proietti ironizza: "Io che sono il meno finanziato di tutti dico che chiudere il rubinetto del Fus non è giusto. Al contrario, ne andrebbero aperti altri di rubinetti, attraverso una legge che razionalizzi la spesa. Il ministro dovrebbe evitare il rischio di dirigismo e comprendere che fare spettacolo oggi ha costi che difficilmente vengono coperti dai risultati di botteghino".

La regista Francesca Comencini vede nelle parole di Brunetta "un calcolo politico, per alzare il livello dello scontro. A Venezia abbiamo presentato un documento per una legge di sistema sul modello francese, che sganci il cinema dalla politica, perché i soldi che il cinema genera tornino al cinema. Ma se anche Bondi si appiattisce sulle posizioni di Brunetta, con chi ne dovremmo parlare?".


("la Repubblica", 14 settembre 2009)

Prosa o Poesia? Dimissioni Tremonti sì o ... no?!
post pubblicato in Impossibile dimenticare ..., il 3 novembre 2008


«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni (…). Gli universitari? Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì». Il Governo mandi i facinorosi; poi menateli pure, giustificate la vostra punizione severa. Meglio "Picchiarli a sangue" (Cossiga)


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 "Che roba Contessa all'industria di Aldo
han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti
volevano avere i salari aumentati
gridavano, pensi, di essere sfruttati
e quando è arrivata la polizia
quei quattro straccioni han gridato più forte
di sangue han sporcato il cortile e le porte
chissà quanto tempo ci vorrà per pulire."

Compagni dai campi e dalle officine
prendete la falce portate il martello
scendete giù in piazza picchiate con quello
scendete giù in piazza affossate il sistema.

Voi gente per bene che pace cercate
la pace per far quello che voi volete
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo vedervi finir sotto terra
ma se questo è il prezzo l'abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sfruttato.

"Sapesse Contessa che cosa m'ha detto
un caro parente dell'occupazione
che quella gentaglia rinchiusa là dentro
di libero amore facea professione.
Del resto mia cara di che si stupisce
anche l'operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente che può venir fuori
non c'è più morale, Contessa."

Se il vento fischiava ora fischia più forte
le idee di rivolta non sono mai morte
se c'è chi lo afferma non state a sentire
è uno che vuole soltanto tradire
se c'è chi lo afferma sputategli addosso
la bandiera rossa gettato ha in un fosso.

Voi gente per bene che pace cercate
la pace per far quello che voi volete
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra
vogliamo vedervi finir sotto terra
ma se questo è il prezzo l'abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sfruttato.

Ma se questo è il prezzo l'abbiamo pagato
nessuno più al mondo deve essere sfruttato.
(Pietrangeli, Contessa)

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°
°°°°°°°
°°°
°

Mozione di Idv e Pd: "Presentato dal governo ha effetti ancora
più devastanti. Ora il ministro Tremonti, come promesso, si dimetta"

L'allarme dell'opposizione
"Ritorna la norma salva-manager"

da "la Repubblica" del 30 Ottobre 2008


Tremonti aveva detto in Aula:

 "O va via l’emendamento o va via il ministro dell’Economia".
Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in aula al Senato, riferendosi ad un emendamento presentato al decreto Alitalia che permetterebbe di "salvare" i manager dei recenti crack finanziari. Il numero uno di via XX Settembre ha spiegato che,
"se si immagina che la linea del governo sia quella prevista da un emendamento che prevede la riduzione della soglia penale per alcune attività di amministratori si sbaglia". "Questo emendamento è fuori dalla logica di questo Governo. O va via questo emendamento - ha concluso il titolare del dicastero dell'Economia - o va via il ministro". L’aula del Senato ha accolto le parole di Tremonti con un applauso
(L'aut aut di Tremonti).

da “Il Giornale”

Sfoglia agosto        ottobre
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv