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di Ignazio Licciardi
"Basta, la legge deve essere uguale per tutti"
post pubblicato in Notizie ..., il 27 febbraio 2010


Il Popolo viola torna oggi in piazzaper la legalità e la lotta al precariato

Il Popolo viola torna oggi in piazza
per la legalità e la lotta al precariato

di Natalia Lombardo

Tutti in piazza del Popolo oggi a Roma dalle 14,30 per dire: "Basta, la legge è uguale per tutti". Seconda manifestazione del Popolo Viola, con l'adesione di tutti i partiti dell'opposizione, dal Pd all'Idv, alle sinistre. Assente l'Udc.

"l'Unità", 27-02-2010

Nichi Vendola: "... il lavoro è stato amputato della sua realtà concreta".
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 2 maggio 2009


1° Maggio 2009: è stato festeggiato un fantasma!

Autore: Nichi

Oggi si festeggia un fantasma. Quella degli ultimi decenni è la storia di un occultamento e di una rimozione, di un progressivo, inesorabile, slittamento del lavoro dal ruolo centrale che gli assegnava la Costituzione repubblicana a postazioni sempre più periferiche, sino a finire nelle brume di una estrema banlieu, pudicamente celato alla vista. Disincarnato, ridotto a variabile duttile nelle stime dei tecnocrati o nei conti di manager grandi e piccoli, il lavoro è stato amputato della sua realtà concreta. Nella penombra di quella periferia sociale, si è consumata e quotidianamente si consuma una strage ignorata, tollerata, e oramai persino incentivata. Mentre il proscenio discuteva di veline e si azzuffava su particolari, parlava sempre e comunque d’altro, in quelle tenebre ha avuto libero corso l’imposizione di salari che erano da crisi anche quando la crisi non c’era, si è affermato un nuovo mercato del lavoro modellato sulle vecchissime forme del caporalato, fondato sul ricatto del precariato permanente e della disoccupazione endemica, sulla sottrazione di ogni potere contrattuale dei lavoratori, avvertito ormai come insopportabile pastoia che intralcia la logica sovrana del profitto.

Grazie a quella stessa “invisibilità” del lavoro, oggi, si studiano e allestiscono strategie feroci, che mirano a far pagare per intero i costi della crisi proprio a chi della crisi è vittima principale, i lavoratori dipendenti in cassa integrazione o peggio, i precari a spasso, l’esercito di giovani colti e preparati del sud costretti a una nuova migrazione di massa. Quella degli ultimi decenni è la vicenda di un beffardo slittamento semantico, che ha celato sotto le voci “modernità” e modernizzazione” un gigantesco ritorno al passato, passando per lo smantellamento di tutti i diritti conquistati dai lavoratori nel corso di due secoli di conflitto sociale, che ha ripristinato e restituito legittimità a vere e proprie forme di schiavismo.

Chi può davvero credere che la scomparsa della rappresentanza politica del mondo del lavoro dal Parlamento italiano proprio al termine di questo immenso processo storico sia casuale, frutto di mera coincidenza?
C’è un solo modo, allora, di festeggiare questo primo maggio: farne la stazione di partenza per imboccare un tragitto inverso. Iniziare, da oggi, da subito, qui e ora, da questa campagna elettorale, a restituire realtà, concretezza e visibilità al lavoro. Imporre la sua centralità da subito, a partire dalle strategie per fronteggiare la crisi, sapendo che dalla crisi stessa non si potrà uscire senza restituire carne e sangue a quel fantasma, senza richiamare al centro della scena sociale, politica e persino culturale quel che da troppo tempo ne è rimosso. Questa crisi è frutto della stessa politica, delle stesse politiche, delle stesse logiche che hanno per trent’anni umiliato e assediato il lavoro e i lavoratori. Non si può sperare di risolverla con gli stessi strumenti che l’hanno determinata.
Abbiamo scelto di superare una volta per tutte l’antica e disastrosa separazione tra la difesa dei diritti sociali e di quelli civili. Dobbiamo sapere che i diritti dei lavoratori sono oggi al centro di questo scontro, e se non riusciremo a ripristinarli, a imporne un nuovo rispetto, il prezzo sarà pagato da tutti. Anche da chi, oggi, si batte per difendere il diritto alla propria sessualità, alle proprie scelte, alla libertà del proprio corpo.

Abbiamo scelto di chiamarci Sinistra e Libertà. Dobbiamo ricordare, a noi e a tutte e a tutti, che senza affrancamento dal bisogno, dal ricatto del precariato, dall’assenza di diritti sul lavoro, la parola Libertà è solo un simulacro.

Nichi Vendola

(dal Blog di Nichi Vendola)

12 GIUGNO 2008: CONFRONTO PUBBLICO CON I CANDIDATI A RETTORE DELL'UNIVERSITA' DI PALERMO
post pubblicato in Riceviamo da ..., il 17 maggio 2008


 Ai Docenti, ai Tecnico-amministrativi e agli Studenti dell'Universita' di Palermo

Giovedi' 12 giugno 2008 alle ore 17,00

I tre Candidati alla carica di Rettore

Roberto Lagalla
Francesco Maria Raimondo
Giuseppe Verde

parteciperanno ad un

Confronto pubblico sui problemi dell'Universita'

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L’indifferenza della politica nei riguardi dei problemi della formazione, che ha relegato l’Italia agli ultimi posti tra i 27 Paesi europei per scolarizzazione, rendimento scolastico, investimenti nella pubblica istruzione, consumi culturali delle famiglie, conoscenza delle lingue straniere ma anche della lingua madre, ha prodotto anche nell’Universita' italiana fenomeni di regressione, effetti diretti di una legislazione episodica, contraddittoria e punitiva.

La forzatura del "3 + 2", il dilagare del precariato, la mancata riforma dell'organizzazione degli Atenei e del Sistema nazionale universitario, la mancata riforma dei meccanismi di reclutamento e di promozione dei docenti, il mancato riconoscimento della terza fascia docente, la continua riduzione dei fondi, sono solo alcuni degli elementi che denunciano l'assenza di un progetto di rilancio del fondamentale ruolo dell'Universita' statale - a parole auspicato da tutti - nell'Alta formazione e nella Ricerca per la crescita sociale ed economica del nostro Paese.

Il degrado del sistema formativo e' poco avvertito dal sentire comune e anche questo pone all’Università una serie di questioni di ardua soluzione.

L’Ateneo di Palermo ha avuto un problema in piu' rispetto agli altri perche' paralizzato e logorato per anni da una serie di ricorsi contro lo Statuto in una fase in cui essenziali sarebbero stati stabilita' e partecipazione.

Quali scelte per uscire da questo guado e tentare un rilancio del nostro Ateneo, i cui progressi di questi ultimi anni, sono stati si importanti, ma ancora insufficienti?

I tre candidati alla carica di Rettore dell’Universita' di Palermo per il triennio 2008 – 2011 hanno aderito alla proposta dell’ANDU di Palermo di dibatterne in un confronto pubblico indetto per
Giovedì 12 giugno 2008 alle ore 17,00.


L'Esecutivo dell'ANDU (Associazione Nazionale Docenti Universitari) della Sede di Palermo

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Segnaliamo l'articolo "Lauree brevi e molto inutili", sull'Espresso datato
22 maggio 2008. Per leggere l'articolo:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-05/080516/I3VTW.tif

Segnaliamo anche l'articolo "Sorpresa, la laurea breve funziona cosi' lo
studente non e' piu' fuori corso", su Repubblica del 14 maggio 2008. Per
leggere l'articolo:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/08-05/080514/I34QX.tif

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