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di Ignazio Licciardi
Pippo Delbono: "Questa mattina mi sono svegliato ..."
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 16 ottobre 2010


Questa mattina mi sono svegliato alle saline di Trapani
al sorgere del sole in un paesaggio di acqua e sale pensando a quante lotte sono state fatte nel passato, lotte che sembrano oggi a volte scomparse, a volte riemerse, a volte di nuovo sepolte. Lotte per conquistare una propria identità, una propria dignità, una propria libertà.

Immagini mi riemergono agli occhi come dipinti neorealisti, con uomini che lottano per non essere sfruttati, per non essere animali da tiro, per non essere servi, per non essere schiavi. Qui in questa terra di acqua e sale rivedo in questo accecante, imminente sorgere del sole, immagini del passato di uomini che marciano con pale, vanghe, vestiti sporchi, facce nere, unte, tute dai colori uguali, dagli odori acri uguali, consumati dal lavoro, le sciarpe rosse, le bandiere rosse, le falci, i martelli, gli slogan, contro il capitale, contro i padroni, la rabbia, le grida.

Ora rivedo uomini diversi, dai colori diversi, dagli odori diversi, dai profumi della pelle diversa, dai vestiti diversi, che parlano lingue diverse, che non gridano più con quella rabbia, che non parlano più con quegli slogan, che non marciano più con quei piedi pesanti

Donne e uomini nuovi
che non sono disposti però, mai, a perdere le cose conquistate con fatica, con sudore, con dolore,
e per questo ancora marciano insieme con il passo pesante e leggero,
ancora gridano insieme con la rabbia e la tenerezza
e marciano marciano marciano
e gridano gridano gridano gridano sempre,
per difendere la loro invendibile incontrattabile identità,
per difendere la loro invendibile incontrattabile dignità,
per difendere lo loro invendibile incontrattabile libertà.

(Pippo Delbono)

Giorgio Gaber, La Libertà http://www.youtube.com/watch?v=p1Y4xjh0rC0

 

Una magnifica esperienza vissuta a Rosignano Marittimo
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 30 aprile 2010


Scuola e utopia: il progetto delle maestre di Rosignano

di Vladimiro Frullettitutti gli articoli dell'autore

Seconda stella a destra...». Se le indicazioni offerte da Edoardo Bennato per trovare l’isola che non c’è vi sembrano un po’ troppo generiche si può prendere la A12 (ma va bene anche la vecchia Aurelia) uscire prima che finisca (da lì ripartirà il famoso Corridoio Tirrenico verso il Lazio) e salire su per la collina che porta a Rosignano Marittimo in provincia di Livorno. Qui “l’Isola che non c’è” appare qualcosa di molto più concreto. Anche se tutti chiamano “Utopia” il progetto che stanno seguendo le scuole materne (bambini di 5 anni) e le elementari (fino alla quinta). Un percorso che mette insieme filosofia, danza e teatro. Ma soprattutto che coinvolge in lezioni parallele i bambini, i loro genitori e le maestre. Un viaggio di idee che come primo risultato concreto ha quello di mettere insieme delle persone e di farle discutere fra loro, faccia a faccia. Di aprire la scuola alla società e di realizzare, in un periodo in cui ognuno s’attacca a relazioni virtuali (attraverso i social network come Facebook o Twitter), relazioni sociali vere.

Obiettivo raggiunto attraverso «esercizi di democrazia», come li definisce il professore Luca Mori, fatti con parole, disegni, pupazzetti e il proprio corpo che come obiettivo hanno, appunto, quello di costruire la città ideale. Un bel posto dove vivere bene. Esercizi perché «ci si esercita ad ascoltare gli altri. Ad argomentare i propri punti di vista, ma anche a rispettare quelli altrui, apprezzando le idee che possono venire da chi la pensa diversamente da noi». Il filosofo Mori va in una classe e racconta una favola. «Immaginiamo - dice ai bambini - che sia stata scoperta un’isola che sembra disabitata. L’autore della scoperta non vuole che la notizia si sappia in giro. teme che diventi meta di persone che la trasformerebbero in un posto come tutti gli altri. E decide che dirà dove si trova solo a chi lo convincerà di avere abbastanza immaginazione per farne un posto dove si può vivere bene». Da qui partono le successive lezioni che in realtà sono delle vere e proprie assemblee in cui i bambini costruiscono l’isola. E lo fanno sia discutendo, sollecitati dalle domande del filosofo, sia usando il proprio corpo con gli operatori che insegnano danza e teatro coordinati dal regista Alessio Pizzech.

Parallelamente alle lezioni in classe si svolgono quelle con i genitori e gli incontri con gli insegnanti. Mamme e papà si vedono, al pomeriggio e dopo cena, divisi in gruppi in base all’età e alla classe frequentata dai loro figli: 5-6 anni (materna e prima elementare); 7-8 anni (Seconda e terza elementare); 9-11 anni (quarta e quinta elementare). «I genitori - spiega l’operatrice Paola Conforti - fanno lo stesso percorso dei loro bimbi con gli stessi operatori e anche le insegnanti hanno incontri di formazione sempre divise per fasce d’età». Ma poi succede, come sta succedendo (le lezioni sono iniziate a febbraio e finiranno a maggio) già ora, che alla sera, dopo cena, all’incontro col filosofo e con i genitori di una fascia d’età si ritrovano maestre anche di altre classi per scoprire come sta prendendo forma l’isola costruita da altri bimbi e da altri genitori. Perché “Utopia” è sì un gioco, una finzione, ma non una chimera. «Non è l’utopia che si identifica con l’irrealismo - come ha spiegato Maria Antonella Galanti, ordinaria di pedagogia generale all’Università di Pisa che assieme al preside di Lettere e Filosofia di Pisa Alfonso Maurizio Iacono ha la supervisione scientifica sul progetto -, ma quella che consiste nel sapere qual è l’ideale a cui si aspira». Ed è così che il gioco, ascoltando quello che dicono bambini e genitori, diventa serissimo. «Il far finta è un modo maledettamente serio - ricorda il professore Iacono - di costruire mondi».

Una sera dentro la Sala Nardini ne abbiamo avuto un esempio concreto. In platea i genitori (più mamme che papà) e un gruppo di maestre. Sullo schermo le immagini girate dal professor Mori di alcune lezioni-assemblee fatte con in bambini di II e III° elementare: discutono di problemi attualissimi. Le regole servono? Fare ognuno come gli pare all’inizio è un’opzione molto attraente, Poi un bimbo si pone un dubbio: se qualcuno è libero di parcheggiare dove vuole e mette la macchina davanti a un cancello impedisce a un altro di poter uscire. Si convincono che senza regole non si è più liberi. «In una quinta - dice Mori - mentre stavano scrivendo le proprie regole, hanno chiesto alla maestra di poter rileggere la Costituzione». Per i più piccolo però la prima regola sarà che tutti devono essere gentili. E i confini? Le misure di difesa si sprecano: barriere sotterranea trasparenti che si alzano (contro gli squali) e s’abbassano con un telecomando, torrette, mura, anche filo spinato. Ma poi c’è una bambina che pone un dubbio a tutti gli altri: «con tutte queste cose attorno all’isola diventa brutta, perché poi non ci sentiamo più liberi». Che è poi il dubbio attualissimo di quanto il bisogno di sicurezza stia riducendo gli spazi di libertà delle persone. E se arrivano altre persone che vogliono vivere sull’isola che si fa? Si respingono o come, propongono alcuni, li si accetta a patto che studino «tutte le regole che abbiamo scritto». Anche perché poi il professore rovescia la prospettiva spiegando ai bambini che potrebbero essere loro che arrivano in nave e scoprono che sull’isola già ci vivono altre persone. E discussioni accese scoppiano sul ruolo dei genitori. C’è chi sull’isola proprio non li vuole (un bimbo arrabbiato col papà che non l’ha fatto giocare a pallone in casa) temendo che rovinino tutto perché adulti («sono gli adulti che fanno la guerra » spiega una bambina) e c’è chi propone di metterli alla prova: «tu - hanno chiesto a Mori - gli fai le stesse domande che fai a noi, noi ci mettiamo intorno, stiamo zitti e sentiamo cosa dicono, che isola vogliono fare, e poi decidiamo...».

E in effetti anche i genitori sono chiamati a fare la propria isola scoprendo spesso- fa notare Mori - quanta sia distante non solo il proprio mondo con quello dei figli, ma anche quanto scarto c’è fra la città vera che vivono ogni giorno e quella che vorrebbero per i propri figli. Scoprono ad esempio che tra i loro figli c’è chi preferisce giocare a tennis sulla wi-fi che dal vero perché è più semplice. basta schiacciare un bottone. «dal vero invece bisogna chiedere al babbo di portarti al campo...». «Una mamma - racconta Mori - dopo un paio d’incontri ha deciso di spegnere più spesso la tv perché in casa hanno iniziato parlare di queste cose con i figli e tutti lo hanno trovato più divertente». A fine maggio tutte queste scuole, invece che la serata con il tradizionale spettacolo di fine anno scolastico, faranno quella che qui chiamano «messa in assemblea». «Volevamo evitare - spiega una maestra - la solita divisione di ruoli. Il bambino sul palco e il genitore giù che assiste. Così tutti saranno protagonisti allo stesso modo. Tutti attori, nessun spettatore». Sarà infatti una tre giorni (al Castello Pasquini di Castiglioncello) in cui bambini, genitori e insegnanti confronteranno le loro isole. Per scoprire che nella ricerca dell’isola che non c’è qualcosa fra loro è già cambiato, e probabilmente in meglio. Anche perché, come spiega Bennato
, «... Se ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!».

"l'Unità", 30 aprile 2010
Studenti e Insegnanti, Volete rinnovare il SITO WEB EUROPEO SULL'AMBIENTE che si rivolge ai giovani con età compresa tra 8 a 16 anni? Sì? Bene! Leggete e partecipate in massa ...
post pubblicato in Riceviamo da ..., il 7 luglio 2008


Carissime/i,
ecco l'indirizzo dove poter accedere al questionario
http://eye.eun.org/index_it.html

Ricordo che possono partecipare:

Docenti (dalla primaria alla secondaria di secondo grado)
Studenti (dagli 11 ai 16 anni)

Fatemi sapere se occorre altro.

A presto, Linda

qui di seguito copio&incollo i comunicati per docenti e per studenti

Emacs!

(INSEGNANTI)
Rinnovamento del sito web europeo sull’ambiente che si rivolge ai giovani con età compresa tra 8 a 16 anni – è richiesto un tuo suggerimento.
 
Il prossimo 7 Luglio  verrà lanciato un sondaggio per rivedere il layout, la struttura ed i contenuti del sito 
Environment for Young Europeans (EYE) http://ec.europa.eu/environment/youth/index_it.html
 
Le attività del progetto sono coordinate e dirette dalla Direzione Generale “Ambiente” della Commissione Europea. I ragazzi dei paesi europei ed i loro insegnanti sono caldamente invitati a dare il loro contributo per ricostruire il sito web europeo sull’ambiente che si rivolge direttamente ai giovani con età compresa tra gli otto ed i sedici anni.
 
Il progetto di analisi,  finalizzata al rinnovamento del sito EYE, è stato inaugurato nel Febbraio 2008. Da allora la Commissione Europea ha raccolto i suggerimenti di più di 1000 studenti  e 100 insegnanti in rappresentanza di 10 nazioni europee. Sulla base di questi risultati, sarà lanciato un nuovo sondaggio nella prossima estate per saggiare come sono state valutate  le raccomandazioni  da parte  degli studenti e degli insegnanti.
 
Il questionario “on line”  sarà accessibile attraverso una varietà di siti  nazionali dedicati ai giovani  che richiameranno  la seguente area  blog :
http://www.eyeproject2008.blogspot.com/
 
Si impiegheranno meno di dieci minuti per riempire il questionario.  I promotori hanno  predisposto una serie di domande, rivolte agli studenti (8-16 anni) ed agli insegnanti,  per valutare le ultime proposte riguardanti la struttura, i contenuti, l’interattività, gli strumenti ed i giochi del sito web.
 
I risultati di quest’ultimo sondaggio saranno utilizzati per realizzare un nuovo sito EYE, in modo da corrispondere ai bisogni ed alle aspettative del suo bacino di utenza, costituito da studenti ed educatori europei.
 
Oltre ad avere voce in capitolo sul futuro del progetto EYE ed a prendere parte ad un progetto di rilevanza europea, gli studenti partecipanti avranno la possibilità di vincere uno dei seguenti premi:
 

·        Un telescopio

·        La possibilità di adottare un‘area di foresta pluviale

·        Un abbonamento alla rivista National Geographic - in lingua italiana -

·        E molti altri fantastici premi !
 
Tutti gli insegnanti e gli studenti compresi tra gli 11 ed i 16 anni sono invitati a partecipare al  sondaggio ed a  fornire il loro contributo! Il questionario sarà accessibile fino al 30 Luglio 2008. 
 
Grazie, Linda Giannini e Carlo Nati
Coordinatori nazionali del progetto
Environment for Young Europeans website


 
 

(STUDENTI)
Partecipa alla costruzione del sito web sull’ambiente dedicato alla gioventù europea
 invia il tuo parere
 
Sapevi che in Luglio gli studenti con età compresa tra  11 e 16 anni possono prendere parte, attivamente, alla realizzazione di un nuovo sito web sull’ambiente  dedicato alla gioventù europea?
 
La Commissione Europea vuole rinnovare il suo spazio web 
Environment for Young Europeans (EYE) invitando la gioventù europea  partecipare al sondaggio “valuta EYE”. Nel questionario viene richiesta la tua opinione sulle strade da seguire per  migliorare il  sito,   quali servizi ed informazioni dovrebbe contenere  e come potrebbe diventare  più divertente ed utile:
http://ec.europa.eu/environment/youth/index_it.html
 
E…puoi vincere un premio!
Ogni studente che parteciperà al sondaggio avrà la possibilità di vincere uno dei seguenti premi:
 

·        Un telescopio

·        La possibilità di adottare un‘area di foresta pluviale

·        Un abbonamento alla rivista National Geographic - in lingua italiana -

·        E molti altri fantastici premi !
 
Rilassati, non dovrai dedicare più di 10 minuti del tuo tempo, ma il tuo parere è realmente importante.
I risultati del sondaggio verranno usati per creare  un sito sulle tematiche ambientali,  dedicato ai giovani studenti europei e  realizzato seguendo i  tuoi  suggerimenti.
 
Il questionario “on line”  sarà accessibile attraverso una varietà di siti  nazionali dedicati ai giovani  che richiameranno  la seguente area  blog :
http://www.eyeproject2008.blogspot.com/
 
Si tratta di una grande opportunità  per esprimere la tua opinione su di uno spazio web esistente e fornire indicazioni su come vorresti che diventasse.
I contenuti del questionario si basano sui suggerimenti di più di 1000 studenti  e 100 insegnanti in rappresentanza di 10 nazioni europee, che hanno espresso la loro valutazione sul sito nel corso della prima fase del sondaggio svoltasi all’inizio di quest’anno.
 
Dal 7 Luglio,  tu , i tuoi compagni di classe, i tuoi amici  di età compresa tra 11 e 16 anni  ed i tuoi stessi insegnanti  siete invitati a collegarvi al seguente indirizzo:
http://www.eyeproject2008.blogspot.com per riempire il questionario.
 
La Commissione Europea, gli organizzatori e tutti i futuri utenti del sito web hanno veramente bisogno del tuo contributo.
 
Il questionario sarà accessibile fino al 30 Luglio 2008. 


Grazie, Linda Giannini e Carlo Nati
Coordinatori nazionali del progetto
Environment for Young Europeans website
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