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di Ignazio Licciardi
Maria Luisa Vocca ha organizzato per il 15 e 16 ottobre prossimi due giorni intensivi di workshop a Roma su Qi Gong
post pubblicato in Notizie ..., il 14 ottobre 2011


Qi Gong
Arte cinese
di lunga vita
 
 

Roberta Ronconi


Per stare bene e vivere a lungo basta respirare. E' un segreto che, qui in Occidente, ci tengono nascosto perché economicamente non rende. In Oriente, dove le case farmaceutiche hanno meno interessi, è un segreto svelato da tempo. E su di esso sono state elaborate discipline che, alleatesi con filosofie e scienze, sono in grado di insegnare agli esseri umani come fare del respiro il miglior alleato di corpo e mente. Il Qi Gong è una di queste. Conosciuta anche come "l'arte della longevità", essa coniuga corpo, mente e spirito in una serie di movimenti che permettono loro di entrare in risonanza con le energie dell'universo. In pratica, si tratta solo di sitemare la postura, mantenere l'attenzione e…respirare, soffiare aria all'interno del corpo. 
Maria Luisa Vocca è una delle maggiori esperte italiane di Qi Gong. Ha organizzato per il 15 e 16 ottobre prossimi due giorni intensivi di workshop a Roma su questa disciplina, invitando i maggiori esperti mondiali. Oltre a medici, psichiatri, biologi, psicoterapeuti, studenti universitari (il convegno è riconosciuto, tra molti altri, dal Ministero della Sanità che ha dato 16 crediti formativi per gli operatori sanitari) e ovviamente praticanti di ogni livello ed età. Chiediamo dunque a lei di illuminarci.

Iniziamo con il capire il termine: Qi Gong.
Gli ideogrammi cinesi non rappresentano quasi mai una parola, ma un concetto più complesso. Grossolanamente possiamo tradurre con: "lavoro sull'energia vitale". 

In poche parole, di che si tratta? 
Di una cosa semplicissima a farsi, meno a spiegarsi. Premesso che di Qi Gong ne esistono innumerevoli tipi, con differenti obiettivi, diciamo che quello da me praticato, di tipo medico-meditativo, è costituito da una serie di movimenti molto lenti delle parti del corpo o di ciò che si muove nell'animo, che servono a riportare la persona all'osservazione di sé, alla calma e ad una maggiore consapevolezza. Basta questo per risolvere un numero incredibile di patologie che in Italia curiamo con i farmaci. 

A parte le mode e le palestre alternative, in Italia mi sembra si faccia molta fatica ad introdurre il concetto di medicina integrata. Che ragioni se ne è data?
E' vero, ci sono paesi del mondo, come l'Australia, parte degli Stati Uniti, il Canada, ovviamente la Cina e in Europa l'Olanda, la Germania, l'Olanda, che hanno fatto dell'incontro tra i saperi di oriente e occidente, tra la chimica e la natura, un punto di forza. In Italia è più difficile sia per il potere che hanno le case farmaceutiche, sia per una diffusissima cultura della malattia più che di una cultura del benessere. Con il Qi Gong, anche in Italia, proviamo ad andare controcorrente, tornando, come recitano i classici di questa arte, sulla via della natura! 
(per info e adesioni: www.neidao.org)


"Liberazione", 14/10/2011


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Al via il Secondo Decennio del III Millennio!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 1 gennaio 2011


Primo Piano
31/12/2010 - I PRIMI 10 ANNI DEL DUEMILA

L'eredità del decennio
sono le sfide aperte della democrazia

 

Siamo più colti, calano le guerre e aumenta il potere delle donne, ma il mondo cerca un nuovo assetto tra America e Cina

BILL EMMOTT
 

I giornalisti spesso pensano che le notizie possano definirsi tali in termini di giorni o di minuti. I politici sembrano lungimiranti se pensano in termini di poche settimane, o visionari se fanno arrivare lo sguardo fino alle prossime elezioni. La maggior parte della gente comune ha ricordi che variano a seconda dell’argomento, più a lungo termine per la famiglia o per la carriera, più a breve per gli affari politici o economici o, soprattutto, per le notizie che riguardano altri. Gli storici, tuttavia, amano pensare in termini di decenni, perché 10 anni sembrano loro un tempo abbastanza lungo per fissare delle tendenze o cambiare rotta.

Così vale la pena chiedersi: secondo gli storici del futuro cosa potrebbe essere stato importante durante il primo decennio del XXI secolo? E il giudizio sul decennio potrebbe essere positivo, in termini di sviluppo umano o di progresso, o negativo? Non sono, in parte, domande corrette, perché gli storici futuri hanno un vantaggio decisivo su di noi: sanno che cosa è successo dopo. Ciò permette loro di vedere il significato più a lungo termine di un evento o di una tendenza che è più difficile da giudicare se vista da vicino, così come valutarne gli effetti buoni o cattivi. Questo vale in modo evidente per le scoperte scientifiche: la decifrazione del Genoma si rivelerà un evento epocale, aprendo la strada a grandi conquiste della medicina e a nuovi dilemmi nel campo della psicologia e dell’etica o è una falsa alba? Ma vale anche per l'economia (si pensi all'euro, nato nel ‘99) e per la geopolitica.

E’ opinione comune che le guerre in Iraq e in Afghanistan, oltre alla débacle finanziaria del 2007-09, saranno viste come segno del declino del prestigio americano e del suo potere, potere che nel 2000 sembrava senza rivali nel mondo. Era facile in quell'anno perdere il conto del numero di analisti che paragonavano l’America dell’ultimo periodo dell’era Clinton e del primo di Bush jr. all'impero romano. Bush aveva detto che il suo Paese avrebbe dovuto essere «umile ma forte» e pochi dubitavano che non sarebbe rimasto almeno forte. Ora, grazie ai 19 dirottatori addestrati da Al-Qaeda che l'11 settembre 2001 pilotarono aerei commerciali contro il World Trade Centre di New York, il Pentagono a Washington e (obiettivo fallito) in un campo della Pennsylvania, uccidendo 3 mila persone in un’azione terroristica senza precedenti, i dubbi sono diversi e l'analogia con l’impero romano si è spostata dall’egemonia all’indebolimento o addirittura al collasso.

Il potere si sta spostando verso l'Asia, come sappiamo. L'Iraq è stato un imbarazzante pasticcio, l'Afghanistan è diventato un pantano, la finanza americana è uno scherzo di cattivo gusto. L'Occidente ha sofferto la peggiore crisi economica dal 1945. Chi guarda al breve periodo potrebbe aggiungere Wikileaks alle prove del declino americano: il fallimento nel mantenere riservate le relazioni diplomatiche è un enorme, nuovo imbarazzo. Eppure, mi chiedo se gli storici sono d'accordo. L'indizio si potrebbe trovare anche lì, nei dispacci. Ciò che hanno mostrato, finora, è una nazione che ha diplomatici franchi e non doppiogiochisti e che sembrano preoccuparsi dei valori universali della democrazia e dei diritti umani.

Se questa è una buona guida per scoprire le qualità di fondo d'America, in futuro le vicende abnormi della prigione di Abu Ghraib in Iraq e di Guantanamo potrebbero sembrare anomalie come il massacro degli abitanti di My Lai in Vietnam nel 1968. Non dimentichiamo che nel 1970, in seguito alla guerra del Vietnam, allo shock petrolifero e poi alla rivoluzione iraniana, l'America sembrava in declino e questo anche prima che un altro rivale asiatico, il Giappone, sembrasse avere il sopravvento. Il possibile significato del primo decennio del XXI secolo potrebbe, come per il 1970, essere un riassetto degli affari del mondo e non un cambio di leadership.

L'ultimo decennio ha visto l’emergere, salutato con favore, del Gruppo dei 20, come sostituto ampliato del gruppo dei sette (poi otto) nato nel 1970, in un momento in cui una leadership più collettiva sembrava auspicabile. Ma se ora l'economia americana rivive, se mantiene la sua leadership tecnologica, potrebbe restare la guida effettiva del G20, come è ora. Avrà anche un ruolo di indirizzo, se conserva o riacquista la leadership morale – e questo significa soprattutto diritti umani e democrazia. Perché se la democrazia continua a diffondersi, l'Occidente in generale, ma l'America in particolare, possono ottenere credito dagli storici - in parte grazie agli elementi di prova che leggeranno grazie a Wikileaks.

Questo è un grande se. Freedom House, il think tank che monitora lo stato della democrazia e della libertà di stampa nel mondo, ha riportato un preoccupante rallentamento del progresso della democrazia, che in alcuni casi è diventata regressione. Gli storici, però, terranno conto anche degli straordinari progressi registrati negli Anni 90 grazie alla fine della Guerra Fredda e alla caduta dell'Urss e potrebbero non essere sorpresi dal fatto che la democrazia non sia stata in grado di uguagliare la rapida diffusione raggiunta durante i 10 anni precedenti. Anche così, la delusione della rivoluzione «arancione» in Ucraina del 2004, i progressi irregolari in Africa e le minacce alla libertà di stampa nella stessa Ue, ora in Ungheria e da diversi anni in Italia, non possono essere ignorate.

Tuttavia, nel 2009, secondo Freedom House, oltre il 45% della popolazione mondiale viveva in Paesi «liberi» , mentre nel 2000 la percentuale era del 40%. Il punto cruciale è che il Paese più popoloso, la Cina, resta una dittatura. Wikileaks può anche, però, darci un altro indizio di una tendenza significativa del decennio passato, questa volta attraverso il sesso del segretario di Stato americano. Gli storici sottolineeranno che non solo il 2008 ha portato il primo Presidente nero, ma anche che tre degli ultimi quattro segretari di Stato sono state donne (Hillary Clinton, Condoleezza Rice e Madeleine Albright). Questo è, in termini storici, il culmine di una tendenza che è iniziata con l'allargamento dell’istruzione e con nuovi atteggiamenti sociali negli Anni 60 e 70.

In aggiunta a questi tre leader americani al femminile dovremmo contare un ministro delle finanze francese donna, una donna cancelliere tedesco e tre donne a capo delle principali associazioni industriali in Francia, Gran Bretagna e Italia. Le donne in posizioni di leadership restano eccezioni e non la regola. Ma durante questo decennio le eccezioni si sono diffuse. E' anche il decennio in cui le donne sono diventate più della metà della forza lavoro americana e in cui hanno occupato 6 degli 8 milioni di nuovi posti di lavoro creati nell'Ue nel decennio 2000-2009 e sono diventate maggioranza tra gli studenti universitari, in Europa e in America. Il cambiamento sociale si insinua senza grandi eventi che restino nei nostri ricordi.

Così questo è stato anche il decennio in cui il matrimonio gay è diventato un argomento di dibattito mainstream ed è apparso quasi irrilevante che il ministro degli Esteri tedesco sia omosessuale. Soprattutto, però, è stato un decennio che sarà visto come degno di nota per il modo in cui la globalizzazione si è trasformata da materia di scontri a Seattle e a Genova in un modo per rendere il mondo più equo. Nel 2005, secondo la Banca Mondiale, vi erano 1,4 miliardi di persone in povertà assoluta, mentre ce n’erano 1,7 miliardi nel 2000.

Gran parte del motivo è la crescita economica in Cina, India e altri Paesi emergenti, che ha ridotto la povertà, malgrado la crescita della popolazione mondiale. Con la popolazione mondiale che ha superato i sei miliardi e che arriverà probabilmente a nove, l’attenzione è rivolta verso la minaccia di malattie e conflitti. Ma, forse, la cosa più notevole in un decennio in cui è stato dichiarato uno nuovo Stato dotato di armi nucleari (Corea del Nord), i due ultimi acquisti del settore sono arrivati sull’orlo della guerra (India e Pakistan nel 2002) e un altro (Iran) si avvicina al tale status, è che tanto i conflitti come le malattie siano regrediti piuttosto che espandersi.

Il progresso scientifico continua, ma è anche probabile che acceleri, via via che sempre più persone in Cina e in India emergono grazie a una migliore istruzione. Lo stesso potrebbe, eventualmente, valere per la democrazia. Ecco una previsione imprudente: che l'educazione e la ricchezza significano che entro il 2020 anche la Cina avrà fatto passi in avanti verso la democrazia o l’avrà raggiunta. Questo sarebbe davvero un trionfo occidentale.
Traduzione di Carla Reschia

"La Stampa", 01-01-2011

Ma l'uomo occidentale di cosa è consapevole!
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 1 marzo 2008


 
Tra il Buddha e un filosofo del suo tempo si svolse il seguente breve dialogo. Disse il filosofo: «Ho sentito che il vostro Dharma è una dottrina del risveglio. Qual è il vostro metodo? Che cosa fate ogni giorno?». Rispose il Buddha: «Camminiamo, mangiamo, ci laviamo, ci sediamo». E il filosofo: «Che cosa c'è di speciale in questo? Tutti camminano, mangiano, si lavano, si siedono». Disse il Buddha: «Signore, quando camminiamo siamo consapevoli di camminare; quando mangiamo, siamo consapevoli di mangiare e così via. Invece quando gli altri camminano, mangiano, si lavano, o si siedono, in genere non sono affatto consapevoli di ciò che stanno facendo».

( Thich Nhat Hanh - © copyleft perle.risveglio.net )

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