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di Ignazio Licciardi
Una Poesia ... dai colori grigi. IV, 30. Conclusione
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 13 novembre 2014


30. [05.12.06 05:48:45 e … lesse, mentre tutti, nella piazza, parean fior di loto …] … e che ascoltar volevano ancor, / mentre Quegli si perdea nei suoi cammini, / nelle sue salite / e … nei suoi fugaci amori, / finché … a dissolversi quegli medesmo cominciò … / cedendo parte di sé / alla fangosa terra, ai sorridenti fiori … / alcuni con la chioma rossa / e gli occhi neri, / altri con la chioma bionda / e gli occhi di marine acque pigmentati / e altri ancor / la cui chioma era nera e gli occhi verdi / come di smeraldo / il più chiaro e lo più intenso / e, poi … cedette al vento … sì, / cedette al vento quegli … / e andò finendo per l’aere, / divenendo del sogno particella, / senz’esser riuscito a ceder di sé / qualcosa al Sole / ch’ei, quand’era ancor … presago, / così cantava d’esso e di sé stesso: / (“Solo è il Sole / Solo son io / come … lo Sole! /…sì … come lo Sole! / Come uno Sole senza luce / Come uno Sole senza raggi” … / Solo … io sono!”) E quel vento cominciò a correre … / all’indietro / e trovò la Lei sua e … / assieme con Lei … / quell’uomo incontrato per caso / e neppur visto nel suo cammino, / attraversando, un dì, / una sterrata via / o piazza ed assolata / e pur disegnata / da volgarità e risate … / e quello stesso vento … tutto scompigliò / e … disperse gli ultimi rotoletti di / autenticamente viva pergamena; / Lei … riprese le sue forme antiche / e si mosse a volare, / quasi non volesse farsi neppur toccar … da quello vento / e … in alto volò via, / riprendendo a saltellar di ramo in ramo / e … non s’accorse che / tra le vegetazioni da lei toccate / ebbe a sfiorar pur … Piantina / ch’avea ripreso a rivivere … / allietata dal canto e dall’amore / d’alcune donne, / stupende, / ch’abitavan un Giardino / nei pressi d’una fonte fresca / e rigogliosa / e che era avvolto dal mistero e da Magi…a, / mentre quello / stanco ma rinato uomo … dal gilet nero / ritornava sui suoi passi, / riattraversando quella sterrata via / o piazza resasi silente / perché ascoltar voleva, adesso, sì … / sol adesso, quel che a lui era / rimasto tra le mani / e che stretto teneva, / timoroso di restar privo pur d’esso / e delle sue parole e … lesse, / senza saper qual fosse l’ordine, / se ordine pur ci fosse mai stato / tra quei fogli quasi bruciati / dal vento / rapitor e geloso dei suoi pensieri / che fotogrammi intensi eran di vita, / gioia e … magia vere o sognate / e … sì, così … lesse l’uomo dal gilet, / mentre tutti, nella piazza, parean … / fior di loto … I: Son triste? / Son gaio? / Son divenuto … anch’io! / E non m’accorgevo … prima / Tu lo sussurrasti, poi … / All’orecchio mio / E pur lo gridasti / Sì, pure al mondo / Lo gridasti / Ora io so che / Son quel che mi sussurrasti … sì, anch’io! / Non so ancor però / Se il viver mio / È or / o il prima … II: Giornate ricoperte / Di nebbia gelida / Nel mio cuore / Nonostante cieli azzurri / Resi d’oro dal sole / E da petali / Dal color d’arancione III: Lui … Lei / vicini / Vicine la mano di lei / La mano di lui / Il passo d’entrambi trasandato / Perché ravvolto in vestito … nascosto dall’amore / I visi sorridenti e giovani / Io fermo / Come da dietro a un parabrezza rigato da prime gocce che distorcono lo sguardo / Sto / E assisto ad un film già visto / Sol perché una torcia accesa / Stretta da mano rivestita da candido guanto d’una sorridente mascherina / M’accompagna a sedermi su una poltroncina … rossa d’una sala d’un … cinematografaro … di periferia, / Invitandomi ad uscire dalla vita / E la fantasia con me s’annulla / Io dietro a un parabrezza che … nulla oramai più mostra IV: Non eri tu! / Lettrice? Lettore? / Solitario? Da sola? / Non so! / Attenderò che / I corridoi ritornino / Affollati / Per cercare / Un’altra volta / Lo sguardo di … lei / Se … tu … non eri / E scriverò nel tempo / Di lei / Per me / Lettore / E … solitario V: Vivere non è / … / E quel dì, precipiteranno / Per non più volare / … E Lei, denudatasi delle piume, corse a rubargli quel foglio dalle mani e … tosto re-indossò l’abito di prima e dispiegò sue braccia ridivenute ali, mentre gocce di lagrime si perdean … sposando parole che ripresero a suonar tra quelli loti … assorti VI: Amo la follia / Tanto quanto temo / La pazzia / Leggo tuoi commenti / Alle parole mie / E non comprendo / Nulla di quel che / Leggendo vado / Se non quel che / Io penso e quel ch’io scrivo. / Che la follia, pur essa, / abbandonarmi voglia? VII: Come stai? / Sai, voglia bussava a me di parlare con te. / E, prima, ti ho cercata. / Non ti ho trovata. / Ed allora ... la scrittura / Sì, quel bel gomitolo che / Nel suo snodarsi / Non si sa neppure / Dove corra a srotolarsi / Mentre v'è qualcuno che / Tenta di guidarlo / Ma non arciere olimpico / Egli è / E allor non sa / Dov'esso vada / Dove a fermarsi ... va / Se mano l'accoglierà / E sanza accorgersi neppure / Ch’esso ... / Indomito flusso era / Forse, … raggomitolerà VII bis: Come sta colei / Che legger lui vorrà ... / E ... costui non sa / Avverte ansia ... / Di ... parlare / Più che di ... pensare / E, prima, a cercar va. / Non ... a trovar. / Perché! / Ed allora ... la scrittura / … / Che esso ... / Indomito flusso ... nascente / Raggomitolerà VIII: “Sai / Qualcuno ti pensa!” / Mi disse una voce / Repentino mi voltai verso d’essa / E … vidi ch’ella rideva / Con altre / Con altri IX: Andavo stanco / Per i corridoi / D’uno spazio / Dove il mio sguardo / Spesso si incontrava col tuo / Il mio … attento / Il tuo … meno / Anche se da me costretto / Dalla mia interpretazione / Poi non t’ho più scorto / Ma ho sentito ripetere da alcuni / Il tuo nome / Inconfondibile e … / Mi son fermato / Fingendo di accender a me una sigaretta / Che non fumai / E ho sentito …“Audrey” / Ed ho compreso perché / Forse, i miei pensieri / Eran boomerang a me / Attenderò / Sei Tu? X: … XI: … 31. Conclusione La finzione è l’unico modo / per non accorgersi di realtà misera / Tant’è che ognuno, / anche se dice a sé / o ad altri / di accettarla per com’essa è, / in fondo, la vede, la scorge, / la “riconosce”, / grazie al suo punto di osservazione / mentale o no che sia. / E tutto così andò a perdersi / o … a ricomporsi nel silenzio, / mentre una strana creatura, / d’incanto, / continuavasi a veder / cullata dall’aere delicato / d’un … turbine di vento … / delicato, stranamente … / sol per Lei … / F I N E D’ U N A S T O R I A --->
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Una Poesia ... dai colori grigi. Una danza di … puntini di sospensione*
(conclusione)


Chi raccolse tal frasi in slides, così, poi, mi scrisse:

 

“Ad  un Uomo che io amo definire: Magico … per eccellenza ...”

Valentina Magica

 

Ed io a Lei, di risposta:

“Cara Magica, tutto finisce

e ... forse poi ricomincia.

Io, al momento T'abbraccio

e, insieme a Te, tutta l'allegra e ...,

a volte,

triste compagnia.

un autore di passaggio per il tuo Giardino”

(05.12.06 06:07:44)

 

Ma, dopo aver scritto, poi … mi ricordai d’altro ancora

e aggiunsi in calce a tutto …

come in post scriptum:

“… sì, lo dico per davvero, nevicava ... nel mio cielo azzurro …”:

(06.12.06 06:55:53)

“... Sì, tutto sembrava oramai finito,

poi …, mentr’ero ancor perso nel vento

o vento io stesso …

ho sognato che

nel mio cielo azzurro

v’eran delle stelline che … venivan giù …

sì ho sognato che nevicavano stelline

e … ne ho raccolta una

e v’ho guardato dentro

ed ho visto e sentito:

“Com'è andata la visita di oggi?

Tutto OK? Stai meglio?

Spero proprio di sì!

Sai ... ho sognato

– sì, mentre dormivo, oggi pomeriggio! -

che scrivevo le frasi a seguire:

«Un giorno, T’ho visto

e ricordo, adesso, che

da quel dì avvertii il rinascere,

sì, … lo sentivo!

Gioie e tensioni, allor,

verso quel futuro che spossa

ma non stanca …

e da me percorso,

per lunghissimo e felice tempo,

da solo o con Te

io non ricordo …

poi, le illusioni …

poi, un suono di voce,

per me, stonato

e che ripeteva e ripete tuttora,

incomprensibile a me:

“basta, mi soffochi,

rivolgi i tuoi pensieri non più a me

ma ad altri, a tutti, non a me,

non più solo a me, ti prego”

e, poi, … le certezze sempre più certe,

come verità nuda,

come quella di Gustav Klimt che tutto mostra,

dei Tuoi “no” …

dei miei inviti da te trasformati in …

"ti sei pentito di non avermi invitato",

del mio esser privo pur d’un gatto che m'era amico

e sol perché mero animale miagolante

e cacciator di micette,

ma che è, pur esso,

andato via,

e ... del mio non saper più

sceglier cosa donarti

e del mio chiederti

se … sceglier per te questo o quello

e, di risposta, ...

i tuoi "sai c'ha pensato mammà",

oppure ...

no, non ricordo

o non voglio ricordar neppure più ...

altre risposte! ...

Tutto ciò, … sai, disegnava la discesa,

dopo la gaia salita,

senza tempo!

Oggi, tutto mi riporta a quell’attimo prima

e, sì, temo la notte, la fredda notte, la buia notte,

la sconfinata notte!

La temo, però, sol

perché possa cancellar tutti i colori da Te a me donati

senza che Tu, forse, neppur sapessi

o né abbia mai saputo

quel ch’io provavo,

mentre ora riapprodo in terra la qual,

sì, non spossa, ma stanca …

non immagini neppure quant’essa stanchi

e … mi riaccorgo del ticchettio dell’ore,

dei minuti e pur dei secondi!

Il tempo s’era prima fermato

e mi facea veder lo giorno.

Or ha ripreso sua corsa veloce e ...

lo specchio conferma di ciò a me e ad altri …

dà e … sì, così, precipito

nella notte

e un continuo e inarrestabile tic e tac

raggelami …»”.

“Me le conservi queste frasi?” – aggiunse lui – …

“Ogni riferimento a persone e a fatti

è … chiaramente e puramente casuale!

Sai, potrebbero esser il finale,

il The End d’esto racconto

che sto – o, forse, stiamo – narrando,

per far sognare l’altri

ai quali qualcun, un dì, ha voluto

ch’io rivolgessi il mio sognare.

Di Te non so perché,

… ma io mi fido e son certo che tal frasi

a me consegnerai quel giorno

che io sento molto vicino, oramai,

e ... che meriterà di scrivere il The End

a quel narrare.

Grazie”.

 

E Lei: “Non esistono The end ...

non tra noi! Come sto? …!

Ti fidi di me? E non fai forse bene?

Sì, anche io mi fido e tanto ...

Le conservo sì le frasi,

ma tu promettimi che The end

è rivolto sol all'ipotetico racconto

e nient’altro!

Son certa che tu sai bene

d'essere il mio dono più caro,

la tua presenza

nella mia vita ...”.

 

E lui: “sai, in verità,

ho appena finito di scrivere

quel che ho iniziato soltanto nell'…

e che ... sì ... si è proprio concluso

con una parola sola

«FINEDIUNASTORIA».

Tutto da rivedere, però …”.

 

E Lei: “Ma la parte finale ... ce l'ho io!!

O no?

Cosa conservo io allora e custodisco gelosamente?”

 

“Hai ragione – aggiunse lui –

me n'ero già scordato ...

tic tac e tic tac ...

sì il tempo corre veloce,

troppo veloce ... per me, oramai …”

 

... Mi son svegliato, poi,

e come fanno li scrittori

ho buttato tutto su candida carta,

in maniera scomposta

e, poi, per quel che so io fare,

l’ho ricomposto … così,

nelle stranezze del discorso

che è come torrente che, a volte,

sembra scorrer lento

e, poi … la cascatella

coi flutti scomposti, sì,

ma veri e frizzicosi …

soprattutto nel ... sogno

donato da un luccichio …

 

Sì, nevicava …

sì, lo dico per davvero …

nevicava ... nel mio cielo azzurro …

mentre ali di donna

accarezzavan l’aere mio …

felice.

i|tàÉÜ”



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permalink | inviato da Notes-bloc il 13/11/2014 alle 18:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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