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di Ignazio Licciardi
E' il ritorno della "gauche plurielle" e la leader socialista francese Martine Aubry lo ha detto ieri sera: "questa bella parola, l'Unità".
post pubblicato in Notizie ..., il 22 marzo 2010


Et voilà, la gauche!

 

 E' il ritorno della "gauche plurielle" e la leader socialista francese Martine Aubry lo ha detto ierisera: "questa bella parola, l'Unità". Infatti è stata l'alleanza fra socialisti, verdi  e comunisti a dare alla sinistra francese unita un totale del 53,85% dei voti, al secondo turno delle regionali. Questo è il dato essenziale, più delle 21 regioni su 22 conquistate in Francia metropolitana (la 'gauche' già ne governava 20, ha conquistato anche la Corsica mentre l'Alsazia è l'unica roccaforte rimasta al centrodestra). «I francesi hanno respinto una politica ingiusta, fatta di regali fiscali per i più privilegiati a detrimento della lotta alla disoccupazione e al sostegno al settore pubblico» ha detto  il segretario socialista, Martine Aubry. «I francesi hanno fatto una scelta a favore della sinistra  per una politica che li protegga, li difenda nella vita quotidiana E hanno detto no alla strumentalizzazione della paura tentata dal governo. Stasera la Francia ha chiesto di cambiare profondamente politica. Da domani saremo al lavoro per mantenere i nostri impegni».
Lo schiaffo è pesante per il presidente francese Nicolas Sarkozy, che vede il suo Ump arenato al 35,53%. E il suo primo ministro Fillon, che questa mattina presto sarà ricevuto all'Eliseo, ha parlato di "risultato deludente"."Il risultato conferma il successo delle liste di sinistra. Noi non siamo riusciti a essere convincenti. E' una sconfitta per la maggioranza e io mi assumo parte della responsabilità", ha detto Fillon. Al di là del governo delle regioni la valenza di questovoto è politica: è l'ultima consultazione prima delle presidenziali del 2012. Alla corsa per l'Eliseo la sinistra evidentemente vuole andare unita. Sarkozy è stato penalizzato da un fortissimo astensionismo, cheal secondo turno è stato del 48,8% (contro il 53,6% della prima tornata elettorale) e dalla presenza al secondo turno in 12 regioni anche dell'estrema destra del Fronte nazionale con cui l'Ump non può allearsi per antica tradizione democratica. Il Fronte ha comunque preso il 9,26% a livello nazionale, con picchi del 22% nel nord. Si conferma in questo modo un "voto punitivo" nei confronti del governo. Sarkozy paga lo scotto della crisi economica, di un riformismo a tutti i costi percepito a volte come esagerato e di un'eccessiva presenza sulle pagine dei tabloid. "Non ci saranno grandi rimaneggiamenti" nella squadra di governo, ha comunque precisato Claude Gueant, principale collaboratore di Sarkozy all'Eliseo.

"Liberazione", 22/03/2010

Sì, la Primavera è arrivata! Si avverte un'aria diversa!
post pubblicato in Notizie ..., il 22 marzo 2010


Sanità USA: la svolta storica

http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_21/obama_sanita_a9ff5c9c-34bb-11df-b226-00144f02aabe.shtml

Sanità, Obama si gioca tutto

07:15  ESTERIApprovata la riforma voluta da Obama. Esulta il presidente: «Siamo capaci di grandi cose». A Capitol Hill manifestanti pro e controLa scheda: cosa cambia, quanto costa

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Elezioni Francia, stravince la sinistra
Sarkozy «resiste» solo in Alsazia

http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_21/elezioni-francia-vittoria-sinistra-sconfitta-sarkozy_dbc969ea-351d-11df-b226-00144f02aabe.shtml

22:28  ESTERIL'alleanza tra socialisti e verdi raccoglie il 54% dei voti contro il 36% della destra. I nazionalisti di Le Pen al 9%. l capogruppo dell'Ump: «Per noi è stata un'autentica sconfitta»

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E la Gabanelli sfida i limiti alla tv
Report in onda:
la Gabanelli sfida
i limiti alla tv

http://www.corriere.it/politica/10_marzo_21/gabanelli-limiti-tv-guerzoni_2cb2d518-34c3-11df-b226-00144f02aabe.shtml

16:25  POLITICAPuntata sui doppi (e tripli) incarichi dei politici di Monica Guerzoni

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da "Corriere della sera", 22 marzo 2010

"Università 'paralizzate'! Alla Sorbona ritorna il '68".
post pubblicato in Riceviamo da ..., il 17 maggio 2009


 
Date: Sun, 17 May 2009 12:59:09 +0200  
From: ANDU <anduesec@tin.it>        
To: (Recipient list suppressed)
Subject: "Alla Sorbona ritorna il '68"
 
 
Seguendo uno 'schema' sostanzialmente comune (Sorbona occupata equivale a
perdita dell'anno accademico), alcuni quotidiani italiani (v. sotto)
informano sul movimento universitario francese che da mesi si oppone al
progetto governativo di 'aziendalizzazione' dell'Universita' e della
Ricerca pubbliche.

    Per seguire 'direttamente' la protesta in Francia cliccare:
http://www.sauvonsluniversite.com/

= Avvenire del 17 maggio 2009
"Universita' 'paralizzate', alla Sorbona ritorna il '68". Cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090517/M0IAZ.tif

= Giornale del 17 maggio 2009
"Occupazioni e lezioni al fast food. Ora l'Onda travolge la Sorbona".
Cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090517/M0DTM.tif

= Mattino di Napoli del 16 maggio 2009
"Sciopero record come nel '68. La Sorbona rischia il collasso". Cliccare:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090516/LZXJZ.tif

= Sole 24-ore del 16 maggio 2009
"Sorbona ancora occupata: anno accademico a rischio". Cliccare
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-05/090516/LZVKM.tif

==========================
= per ricevere notizie dall'ANDU: inviare una e-mail ad anduesec@tin.it con
oggetto "notizie ANDU"

= per leggere i documenti dell'ANDU: www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
oppure
http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/modules.phpname=News&file=categories
&op=newindex&catid=66
= per iscriversi all'ANDU: http://www.bur.it/sezioni/moduliandu.rtf
== I documenti dell'ANDU sono inviati a oltre 15.000 Professori,
Ricercatori, Dottori e Dottorandi di ricerca, Studenti, ai Presidi, ai
Rettori, al Ministero, ai Parlamentari e agli Organi di informazione.
I "cugini" Francesi tengono alta la guardia!
post pubblicato in Per gli allievi universitari, il 5 marzo 2009


In Francia studenti, ricercatori e professori uniti nella contestazione

Parigi, lanci di scarpe e flash mob
contro la riforma dell'università

L’ex leader sessantottino Daniel Cohn Bendit: «Ogni epoca contesta con i mezzi a disposizione»

Uno studente durante un'assemblea contro la riforma dell'Università (dal sito dell'Unef)
Uno studente durante un'assemblea contro la riforma dell'Università (dal sito dell'Unef)

PARIGI – Finiti i tempi delle barricate e dei cubetti di porfido strappati al selciato per scagliarli contro la polizia. A Parigi, nel quartiere latino, nei dintorni della Sorbona, teatro di scontri del maggio ’68, studenti, ricercatori e professori protestano uniti contro la riforma della ricerca e dell’università lanciando scarpe al ministero, organizzando flash mob in piazza e lezioni in metrò. «Ogni epoca – commenta l’ex leader sessantottino Daniel Cohn Bendit – esprime la contestazione con i mezzi a disposizione».

FLASH – E l’alter-contestazione è cominciata quando i ricercatori universitari, al centro di una riforma che impone tagli di personale e stravolgimenti strutturali, hanno intuito che le manifestazioni non bastavano più. «I nostri comunicati stampa – spiega Isabelle This-Saint-Jean, 45 anni, insegnante di economia e ricercatrice all’Universita di Parigi 13, presidente del collettivo “Salviamo la Ricerca” – erano insufficienti. Così abbiamo trasformato la protesta in happening». Ecco allora il flash mob a Place Saint Michel: tutti per strada a leggere un libro. A voce alta, tra turisti attoniti. Cinque minuti e via tutti. O ancora, appuntamento al ministero della ricerca per il lancio di scarpe vecchie, ispirandosi al giornalista iracheno che prese di mira George W. Bush. Con tanto di declinazione in video-game. Non è finita. Pantheon, a due passi dalla Sorbona: professori, ricercatori e studenti in piazza per leggere passaggi della Divina Commedia, dei libri di Italo Calvino, Umberto Eco, Pier Paolo Pasolini, Galileo Galilei. In francese e in italiano. Oppure, lezioni improvvisate in stazione o in metrò, dandosi appuntamento sempre via Internet, nei forum, per email o via sms.

I manifesti degli studenti francesi
I manifesti degli studenti francesi    I manifesti degli studenti francesi    I manifesti degli studenti francesi    I manifesti degli studenti francesi    I manifesti degli studenti francesi    I manifesti degli studenti francesi    I manifesti degli studenti francesi

GUERRIGLIA – Azioni provocatorie che si consumano in tempi rapidi. Mordi e fuggi. Guerriglia ben diversa da quella praticata 41 anni fa dagli studenti parigini. Li guidava
Daniel Cohn Bendit, oggi europarlamentare: «Ognuno sceglie il modo migliore per contestare il proprio dissenso: lancio di scarpe, flash mob, sono forme di protesta attuali. Anche loro simbolizzano un’epoca, la loro. Non spetta a me giudicare, ma di certo noi non potevamo sfruttare un’arma efficace come Internet». Nel ’68, il dissenso passò così per la violenza. «Il nostro – continua This-Saint-Jean – è un movimento più maturo. Riscopriamo l’impegno collettivo della rivolta idealista e non ideologa. Non credo ci sia spazio per la violenza, ma se il malessere si propagasse ad altri settori della società, come avvenne nel 2006 per i contratti di primo impiego, allora la contestazione potrebbe evolvere».

OCCUPAZIONI – I primi segnali sono già nell’aria. Accanto alle azioni ironiche, continuano scioperi e manifestazioni classiche. Il 26 febbraio, erano in 100mila in piazza, in tutta la Francia. Gli studenti ormai rivendicano il blocco della riforma universitaria. Il 19 febbraio, hanno occupato la Sorbona, per qualche ora, prima dello sgombero delle forze dell’ordine senza incidenti. «Gli happening – spiega Juliette Griffond, 26 anni, studentessa in comunicazione politica, portavoce del sindacato degli studenti Unef – servono a cadenzare un movimento duraturo. Siamo in una società di comunicazione e sfruttiamo i mezzi a disposizione per far passare il messaggio. Ma la manifestazione resta prioritaria per esprimere il dissenso». Insomma, la vittoria mediatica non basta. Appuntamento quindi di nuovo in piazza, il 5 e il 19 marzo. Lo lotta continua.

Alessandro Grandesso

"Corriere della sera", 04 marzo 2009

Ma qual è il significato di "democrazia"?
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 22 novembre 2007


 

Unità di Base

U d B Settore Università www.unitadibase.it

 

Lavoratori francesi in piazza

È battaglia dura su pensioni e salari

Articolo tratto da Le Monde, mercoledì 21.11.07

 

«Insieme per i salari, l’occupazione e i servizi pubblici». Erano oltre 700 mila le persone che hanno sfilato dietro questo striscione, ieri pomeriggio, a Parigi in un corteo promosso da otto organizzazioni sindacali della funzione pubblica. Fermi gli uffici statali, le scuole, gli ospedali, le poste, le telecomunicazioni, settimo giorno consecutivo di sciopero per i lavoratori delle ferrovie e del trasporto autobus e metropolitano, nessun quotidiano nazionale in edicola, una quarantina di università occupate

E non è finita, la Francia non intende lasciar passare nessuno dei provvedimenti che stanno scardinando le basi del suo sistema democratico, basti pensare alla riforma della Carta giudiziaria, che sopprimerà circa duecento fra preture e tribunali, contro la quale protesteranno magistrati e avvocati il 29 novembre prossimo. Ma Sarkozy, dopo una settimana di silenzio, ha ribadito la volontà del governo di proseguire in questo cammino di riforme di cui «il Paese ha bisogno per rispondere alle sfide che il mondo gli impone».

E ancora, rivolgendosi ai ferrovieri, si è permesso di citare il segretario del Partito Comunista, Maurice Thorez, in una celebre frase pronunciata in occasione degli scioperi del giugno 1936: «Bisogna saper terminare uno sciopero quando è stata ottenuta soddisfazione»

Le manifestazioni di protesta si moltiplicano e si allargano ad altre categorie perché sotto attacco sono i diritti conquistati in anni di dure lotte che si vogliono cancellare per i lavoratori arrivati alla pensione e, peggio, rimuovere dalla memoria delle generazioni di lavoratori futuri. Tutto per il bene del Paese, per il suo sviluppo, per la sua competitività, per la sua tenuta sul mercato internazionale. È il prezzo che una moderna e compiuta democrazia deve saper pagare, o meglio deve esser capace di far pagare ai propri cittadini, uomini e donne, vecchi e giovani.

E la politica del governo Sarkozy si è fatta interprete e, al tempo stesso, carico, di questo compito con un penalizzante progetto di riforma delle pensioni e delle università, i cui atenei godranno di un’autonomia finanziaria diseguale, dal carattere classista e liberista.

Nessuna concessione viene fatta alla pubblica amministrazione, per la quale si prevede la soppressione di posti di lavoro previsti per il 2008 e si nega la possibilità di aumenti salariali.

E pensare che in Italia i sindacati concertativi continuano a battersi affinché ci sia una FORTE AUTONOMIA delle Università…

Chi sarà mai a sbagliare, i “nostri” CGIL/CISL/UIL o i milioni di francesi che invece l’Autonomia Universitaria la combattono…?

Bologna, 22.11.07                                  UdB Università

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