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Annunci online

di Ignazio Licciardi
Mi rivolgo soprattutto alle future educatrici e ai futuri educatori! Grazie.
post pubblicato in Tavola rotonda su ..., il 5 luglio 2009


Un grande problema deve assolutamente trovare tantissimi interlocutori! Grazie.

Su Facebook è stato posto un problema di grandissima portata da mia figlia Francy!

(il problema posto da Francy):

http://www.facebook.com/group.php?gid=100201719931 

(il luogo dei commenti):

http://www.facebook.com/wall.php?id=100201719931#/wall.php?id=100201719931 

(Area discussioni sul tema):

http://www.facebook.com/home.php#/board.php?uid=100201719931

Al momento, è presente una forma di dialogo tra lei e me, ma gradirei immensamente che altre/altri - soprattutto se donne - intervenissero sulla problematica posta. Mi rivolgo, allora, a Voi, care e cari future/i educatrici/educatori perché possiate partecipare con le vostre considerazioni e invitare anche altre/i ad affrontare tale problematica

Grazie.

Post pubblicato anche in "HumanitatisArx"

http://www.technologeek.com/blogs/index.php?blog=36&paged=1&page=1

Avviso per i Dottori (e Laureandi) Lauree Triennali
post pubblicato in Notizie ..., il 5 maggio 2009


 

in
"Assistenti alla comunicazione per
soggetti sordi nei Servizi Educativi e Formativi"
 

Si avvisa che la data di scadenza per l’iscrizione al Master biennale di I livello in Assistenti alla comunicazione per soggetti  sordi nei Servizi Educativi e Formativi è stata prorogata al 29 maggio 2009.
Si rende noto anche che per il laureandi nella sessione estiva è possibile una pre-iscrizione con riserva

 
Facoltà di Scienze della Formazione Università degli Studi Palermo
30/04/2009
postato da: IAFUS alle ore maggio 05, 2009 19:43 
Formazione - Informazioni - Comunicazione - Dialogo
post pubblicato in Per gli allievi universitari, il 19 marzo 2009


 

Note e Appunti I.L.

per gli studenti universitari che seguono i Corsi
del Prof. Ignazio Licciardi
- Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Palermo -

Quando muore la politica, non può che vincere l'autoritarismo a discapito del dialogo e della formazione! ATTENZIONE ATTENZIONE ATTENZIONE !!! FORZA, "ONDA", IL FUTURO PUO' ESSERE VOSTRO/NOSTRO E ... DI TUTTI, NESSUNO ESCLUSO!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 11 novembre 2008


 
Scuola e società: il manifesto reazionario del prof. Giovanni Sartori

Piero Sansonetti
Il professor Giovanni Sartori, ieri, ha pubblicato un editoriale sul Corriere della Sera nel quale sostiene, con passione, una tesi che sommariamente potremmo riassumere così: la scuola deve tornare a prima del '68, deve essere funzionale all'impresa, deve essere fortemente selettiva. E anche i rapporti «educativi», in ogni angolo della società, devono tornare a un modello fermo e autoritario, facendo tabula rasa di tutta la scienza pedagogica e psicologica, che è stata la rovina di tutti noi, perché ha distrutto il principio di autorità.
Non crediate che questo riassunto che vi ho offerto sia troppo fazioso o esageri i punti di vista di Sartori. Per convincervi trascriverò alcuni brevi passi dell'articolo. Sartori sostiene che esistono, nella scuola (e quindi nella sua crisi) tre fattori distorsivi. Primo tra tutti il '68. Scrive: «...Poi arrivò il '68 e da allora vige e impera la demagogia scolastica. Della quale sono finalmente venuti al pettine i nodi...Il sessantottismo è stato esiziale ( esiziale vuol dire enormemente dannoso, quasi mortale ndr) perché ha predicato l'ignoranza del passato...e perché, cavalcando la tigre dell'"antielitismo" (cioè l'idea della scuola aperta a tutti, non più di "élite", ndr) ha distrutto il principio del merito...».
Secondo fattore distorsivo «il progressismo pedagogico (largamente di ispirazione psicanalitica) che ha infestato tutta la disciplina...che ha convertito al permissivismo tutte le madri dell'Occidente con la dottrina che il bambino non doveva essere frustrato da punizioni....».
Terzo fattore distorsivo «la società dei servizi fondata sul sapere o quantomeno su alti livelli di istruzione...l'idea della società dei servizi nella quale nessuno si sporca le mani...che alimenta la corsa insensata al pezzo di carta...».
Conclude Sartori: «Ma perchè tutti devono andare all'Università? C'è chi proprio non è tagliato per studi superiori (che difatti sono abbassati per accoglierlo)».
Diciamo che - come sa fare sempre bene Sartori - in poche righe si espone con straordinaria chiarezza un manifesto dell'idea reazionaria di scuola, istruzione ed educazione. Si chiede la rinuncia agli studi pedagogici e alla bubbole della psicanalisi, la fine dell'ossessione egualitaria (secondo la quale tutti avrebbero gli stessi diritti, senza distinzioni tra ricchi e poveri, tra ragazzi di famiglie colte e bifolchi, tra giovani con maggiori o minori capacità di adattamento scolastico eccetera...). E si spiega come una svolta selettiva ed elitaria della scuola è fondamentale per il rilancio di una idea di società meritocratica e gerarchizzata. Cioè moderna, cioè efficiente.
Che vuol dire meritocratica? E' una parola magica. Vuol dire dove comanda chi ha più merito, diciamo che comandano i migliori. I greci, per indicare i «migliori», usavano la parola «aristoi». E la società dei migliori - quella vagheggiata da Sartori - dai tempi dei greci si è sempre chiamata la società aristocratica. Durò circa 2000 anni. Fu rovesciata dalla rivoluzione francese, nel 1789. L'idea di Sartori - che, badate, è uno degli intellettuali di punta dello schieramento liberal - è quella di tornare a principi che precedettero l'89.
Capite cosa c'è dietro la riforma Gelmini? Quali movimenti di pensiero, quali aspettative, quali propensioni per una riforma profonda e reazionaria - uso questo termine senza nessun intento offensivo, solo mi pare, in questo caso, assai più appropriato che il termine tradizionale di "conservatore"- non solo della scuola, ma della società, e dei principi fondamentali della civiltà, a partire da quelli costituzionali?
E' proprio riflettendo su questi ragionamenti che si capisce come il movimento di lotta della scuola (l'Onda) non sia affatto un fenomeno settoriale. Riguarda l'intera società, riguarda l'organizzazione della nostra civiltà, riguarda direttamente la storia. L'ipotesi di una svolta netta, di feroce restaurazione - in certi tratti persino antiborghese - non è un piccolo aspetto del berlusconismo. Va molto oltre il berlusconismo. Coinvolge larghissima parte delle classi dirigenti e della intellettualità. Tocca settori largamente antiberlusconiani (dei quali fa parte lo stesso Sartori). Punta molto oltre la demolizione del '68. Credo che in sostanza punti alla cancellazione dei principi fondamentali della nostra Costituzione.


"Liberazione", 11/11/2008

Messaggio rivolto soprattutto ai Formatori multimediali
post pubblicato in Messaggi, il 14 aprile 2008


Focus

Un nuovo strumento per gli e-tutor: un percorso di autoformazione

di: Margherita Di Stasio e Paola Nencioni 4/4/2008

A partire da oggi è disponibile in FOR, l'ambiente per la formazione continua per i docenti, un nuovo strumento. Si tratta di un percorso di autoformazione per gli e-tutor che operano sulle piattaforme Puntoedu.
Con questa attività formativa l’Agenzia non intende distribuire una certificazione che attribuisca un riconoscimento di ruolo, ma offrire conoscenze e strumenti per svolgere al meglio la funzione tutoriale secondo la logica e l’organizzazione di Puntoedu. L’obiettivo è quello di fornire un ambiente di scambio, incontro e collaborazione tra e-tutor afferenti a diversi progetti di formazione, passati e presenti, un primo passo verso la costruzione di vere e proprie comunità di pratica per la creazione delle quali occorre “fidelizzare” il corsista, offrendogli strumenti e materiali stimolanti e funzioni apposite per la condivisione delle esperienze e la costruzione collegiale della conoscenza. Il modello proposto si regge sul principio dell’autoformazione e vive grazie alle aree di interazione e collaborazione proposte.
Obiettivo di questo ambiente è quello di offrire una panoramica di spunti pratico-metodologici sullo sfondo degli elementi che costituiscono il background culturale degli e-tutor Puntoedu e, nel contempo, di sviluppare una riflessione condivisa sulle competenze che deve possedere; proprio per questo si divide in tre momenti logicamente distinti: approfondimento, simulazione e condivisione.

Approfondimento

Tra le varie parti che vanno a costituire questo ambiente, l'Area di Approfondimento tematico “Approfondisci” costituisce uno strumento che si rivolge a tutta la comunità degli e-tutor, offre infatti contenuti didattici centrati su percorsi modulari, personalizzabili e finalizzati ad affinare abilità, conoscenze e competenze afferenti alle quattro macro-aree proposte: area sociale, area pedagogica, area tecnologica, area gestionale. A ciascuna area corrispondono spunti formativi di natura pratica (attività in autovalutazione), riflessiva (materiali di studio), suggerimenti metodologico-didattici, risorse per l’approfondimento e strumenti finalizzati a fornire un supporto operativo.
Hanno collaborato alla produzione dei materiali didattici una rete di 12 Università incaricate dall’Agenzia Scuola ex INDIRE di produrre materiali di studio e attività. Questi contributi sono stati integrati con materiali prodotti da ANITEL, Associazione, Nazionale, Italiana, Tutor, E-Learning.

Simulazione

Vengono inoltre offerti strumenti che, pur non entrando nella specificità dell'ambiente per le attività collaborative dei singoli gruppi (Edulab), consentono a l'e-tutor di avere una panoramica generale della struttura di una piattaforma, grazie alla simulazione di un ambiente Puntoedu sia dal lato corsista che dal lato e-tutor.
Dalla Home Page si accede ad un mini ambiente Puntoedu corredato degli strumenti di cui l’e-tutor ed il corsista dispongono. L’e-tutor può accedere a questo ambiente autenticandosi sia come corsista che come e-tutor osservando le differenze di interazione con i vari strumenti disponibili.
Come corsista potrà:

  • inviare un elaborato;
  • scaricare materiali di studio;
  • verificare i crediti maturati nel proprio portfolio.

Come e-tutor potrà:

  • validare gli elaborati nel registro;
  • creare una nuova classe virtuale;
  • associare corsisti alla classe.


Condivisione

Per facilitare la condivisione dell'esperienza di e-tutor vengono messi a disposizione alcuni strumenti volti a favorire la nascita di una community. Troviamo un insieme di forum generali (non tematici) aperti a tutti i partecipanti alla formazione che hanno la possibilità di incontrarsi in rete, aprire discussioni e rispondere ai messaggi dei colleghi condividendo con loro: informazioni, nuove idee, impressioni, opinioni, documenti di lavoro, esperienze. La community prevede:
Area Caffè - forum di discussione libera: scambio di opinioni tra utenti di Puntoedu;
Linea diretta con Agenzia Scuola - forum i cui interventi riguarderanno la metodologia formativa della piattaforma e i criteri di validazione dei percorsi formativi in essere: proposte, domande, commenti riguardanti Puntoedu;
Area di discussione sugli aspetti tecnici - forum i cui interventi riguarderanno chiarimenti sugli aspetti tecnici dell'ambiente di formazione.

Per accedere all'ambiente è sufficiente cliccare sul bottone che appare nella Home Page al vostro ingresso in FOR.

http://www.indire.it/focus_for/read_focus_from_for.php?id_cnt=5128


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permalink | inviato da Notes-bloc il 14/4/2008 alle 9:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ideogramma di Franco Cambi
post pubblicato in Per gli allievi universitari, il 16 novembre 2007


 
Ideogramma tratto da: F.CAMBI, Manuale di Filosofia dell'educazione,
Roma-Bari,  Laterza, 2000, p.7


Dal 12 Dicembre via alle iscrizioni al Master "Pemì"!
post pubblicato in Notizie ..., il 14 novembre 2007


  www.unipa.it/segunipa/settore_postlauream.html PEMÌ)”  

A V V I S O

 

***

 

Il 12 dicembre 2007 verrà pubblicato sul sito

http://

il bando di concorso per l’ammissione al Master di I livello in

“PROGETTISTA ESPERTO NELLA MULTIMEDIALITÀ

PER UNA FORMAZIONE ALL’INTERCULTURA
(

 

Coordinatore scientifico: Prof. Ignazio Licciardi

(Comitato scientifico: Proff. I.Licciardi - A.Borruso - D.Oliveri)

Info segreteria scientifico-didattica: Prof. D.Costantino

3382402805 (attivo dal 12.12.2007)

E.mail: info@studipedagogici.it

Beh, ragazzi, alla luce di quanto stiamo dicendo di "educazione", che ne pensate dell'articolo di Hugo Novotny?
post pubblicato in Per gli allievi universitari, il 24 ottobre 2007


 

Multiculturalità e nonviolenza: nuovi paradigmi nelle relazioni internazionali, sociali e personali

17 Settembre 2007

Le sfide del nostro tempo, condizionate dal processo di transizione dell’umanità verso un nuovo ciclo della sua spirale evolutiva, hanno una portata inedita. Non ci dilungheremo ora sulla globalizzazione e sulle sue conseguenze, sulle minacce del riscaldamento globale, di una catastrofe ecologia o nucleare, del terrorismo, sebbene in qualche misura tutto ciò sia legato al nostro tema.
La questione che, nascendo dal cuore di questo processo, merita oggi la nostra attenzione, è riferita alle particolari caratteristiche dell’attuale bivio storico e alle possibili strade per il suo superamento; alle premesse per la risoluzione della crisi più profonda mai vissuta dall’umanità in tutta la sua storia.

Il potenziale tecnologico accumulato nel nostro pianeta è tale che non è ammissibile continuare a provocare conflitti e guerre. Se si prosegue su questa strada, della civiltà umana non resterà nulla. La comunità mondiale deve prendere coscienza del fatto che l’espansionismo di alcuni popoli o paesi a costo di altri è arrivato all’ultimo limite. L’espansionismo orizzontale non funziona più. È necessario cominciare a crescere in verticale: verso le profondità oceaniche, verso il cosmo, per mezzo di sforzi congiunti. E utilizzando lo stesso metodo, con sforzo congiunto e non concorrenza, risolvere definitivamente i problemi di povertà, alimentazione, malattie mortali; garantire salute ed educazione a un livello degno per tutti.
Il progresso in questa direzione non implica solo nuovi accordi internazionali sul disarmo, ma anche un cambiamento radicale di mentalità: dalla nota filosofia della violenza verso una nuova cultura della nonviolenza; dal concetto di “scontro di civiltà” verso la convergenza di popoli e culture; dalla società del consumo a una vera società umanista che ponga in primo luogo il pieno sviluppo dell’essere umano (nel corpo, nell’anima e nello spirito); garantendo inoltre che tale sviluppo coinvolga non solo alcuni settori privilegiati, ma la società nel suo insieme.
Sarà utile soffermarci su ciascuno dei cambiamenti necessari. Per iniziare, parleremo della cultura della nonviolenza e della sua metodologia, tanto per la risoluzione dei conflitti quanto per la trasformazione della società.
Nella storia troviamo numerosi esempi di persone che ci mostrano il cammino della nonviolenza.
Mahatma Gandhi e il suo movimento di resistenza al colonialismo inglese non solo diedero all’India l’opportunità di ottenere l’indipendenza mediante un cammino nonviolento, ma dimostrarono al mondo che la nonviolenza non è pacifismo, passività, ma una posizione attiva, una metodologia efficace e di alta qualità morale per il raggiungimento di obiettivi politici.
Da parte sua Martin Luther King, dimostrò l’efficacia della metodologia della nonviolenza a livello sociale, guidando il movimento di neri americani che lottavano contro la discriminazione e l’umiliazione che soffrivano nei formalmente “democratici” Stati Uniti d’America.
Tanto M. Gandhi quanto Luther King basarono la propria azione sulle idee di Leone Tolstoj, che sviluppò il concetto del primo cristianesimo di “non opporti al male con la violenza”. Questo insegnamento morale è espresso nel libro di Tolstoj “Il regno di Dio è in voi”, che fu riconosciuto come fonte di ispirazione da gente di diverse latitudini per tutto un periodo storico.
Proseguendo su questa strada, nella nostra epoca Mario Rodriguez Cobos – Silo, filosofo latinoamericano, fondatore della corrente di pensiero nota come Umanesimo Universalista, pensatore o, come è stato chiamato dai media canadesi: il “saggio delle Ande”, afferma:
“Ecco i grandi nemici dell’uomo: la paura delle malattie, la paura della povertà, la paura della morte, la paura della solitudine. Queste sono tutte sofferenze proprie della tua mente; tutte denunciano la violenza interna, la violenza che esiste nella tua mente. Considera che questa violenza deriva sempre dal desiderio. Quanto più violento è un uomo, tanto più grossolani sono i suoi desideri… Nel pianeta non c’è partito né movimento che possa porre termine alla violenza. Puoi porre fine alla violenza, in te e negli altri e nel mondo che ti circonda, unicamente con la fede interiore e la meditazione interiore… Porta la pace in te e portala agli altri”.

Davanti a noi una prospettiva completamente nuova: i nemici non sono fuori, ma dentro l’essere umano e superarli nella propria coscienza, per mezzo della riconciliazione interna, è il compito vitale più importante e, allo stesso tempo, un cammino reale di trasformazione del mondo che ci circonda. In questo modo si elimina alla radice la divisione di confronto tra “noi” e “loro” che ha condizionato per tanto tempo la relazione violenta e discriminatoria verso gli “altri”.
È evidente che in tutte le culture e in tutte le epoche sono esistiti persone e movimenti che hanno lottato per un mondo più umano con metodi nonviolenti. È indispensabile prestare maggiore attenzione, studiare attentamente queste esperienze storiche alla ricerca di mezzi alternativi e di alta qualità morale che aiutino a superare l’attuale crocevia della civiltà. Non si può guardare la storia come una semplice cronologia di guerre e conflitti, come un processo di perfezionamento delle tecnologie di distruzione; al fine di garantire la sopravvivenza e lo sviluppo successivi dell’umanità è necessaria una nuova visione del mondo, della storia e di conseguenza del futuro. È di massimo interesse l’esempio storico di Federico II, imperatore romano-germanico del sec. XIII la cui saggia politica consentì non solo di recuperare Gerusalemme per il mondo cristiano senza spargere una sola goccia di sangue, grazie a un accordo con il sultano arabo Al-Kamil, ma anche di costruire uno stato multiculturale fiorente. Un’esperienza su cui oggi sarebbe necessario soffermarsi a pensare.
È evidente che nella situazione attuale il concetto di “multiculturalità ha un enorme significato. Presuppone non solo un atteggiamento di rispetto verso i rappresentanti di altre culture (che oggi non è poco), ma anche la creazione di spazi per il dialogo, la collaborazione e la convergenza delle più diverse culture; lo sviluppo di concetti e di procedimenti che rendano possibile tale convergenza, in luogo dell’ancora vigente comportamento bestiale, indegno per l’essere umano del XXI secolo, di aggressione e dominazione di alcuni popoli su altri, giustificato dall’idea dello “scontro di civiltà”.
Credo che sia necessario sottolineare e precisare ulteriormente il concetto enunciato.
Per “multiculturalità” intendiamo non solo il rispetto verso “l’altro”, la tolleranza, ma anche l’interazione costruttiva, la convergenza di culture diverse sulla base del mutuo riconoscimento dei loro momenti umanisti, così come la possibilità di condividere esperienze spirituali profonde tra persone di culture e confessioni diverse, o di convinzioni atee.

Questo ultimo punto è di enorme attualità per il momento che viviamo, quando il confronto tra diverse confessioni religiose è utilizzato da determinati circoli di potere come giustificazione per il conflitto armato. La fede, la religiosità, è una forza potentissima che cresce dall’interno dell’essere umano e può essere indirizzata verso la costruzione o verso la distruzione. Da questa scelta dipende molto il superamento, da parte dell’umanità del XXI secolo, del punto di bivio evolutivo verso un mondo fondamentalmente nuovo, nonviolento; oppure, in caso contrario, la liquidazione totale della specie umana.
In questo senso sono di particolare interesse gli esempi della Russia e, nel secolo scorso, dell’Unione Sovietica, in grado di creare uno stato multiculturale e multiconfessionale; un’esperienza di coesistenza costruttiva tra popoli tanto diversi in un territorio comune. Proprio tali esperienze sono necessarie nel mondo di oggi per avanzare verso la nazione umana universale che già inizia a delinearsi.
E un’altra questione, molto importante per il momento attuale, legata alla visione cosmologica, al concetto del mondo che possa servire da base per una società veramente umanista.
Quando l’essere umano uscì dai limiti della Terra e, con i suoi occhi, navigando vide questa sfera, questa meravigliosa sfera azzurra che fluttuava nel cosmo, comprese che il suo mondo è un’unità, senza frontiere che dividono i popoli; comprese che non è solo nella sua città, nel suo paese, nel suo continente, nel suo pianeta. Quando l’essere umano vide il suo fragile mondo solcando lo spazio tra milioni di stelle e di galassie, sentì, dal profondo del suo cuore, un indescrivibile amore per la vita, per l’umanità, per tutto ciò che esiste… Esattamente questo sentimento è in grado di ispirare nelle persone cambiamenti significativi nella loro visione del mondo e nel loro comportamento, di spingere profonde trasformazioni nella direzione dell’umanizzazione della Terra.
Quindi la nonviolenza, la multiculturalità, l’atteggiamento aperto al dialogo e la riconciliazione, l’esperienza spirituale condivisa; l’amore per l’essere umano, la natura e tutto ciò che esiste; una nuova visione del mondo dal punto di vista del cosmonauta, sono pilastri dell’Umanesimo Universalista e, allo stesso tempo, sono premesse necessarie per il successivo sviluppo dell’umanità nella sua spirale evolutiva.

Abbiamo parlato di concetti, di procedimenti e anche di spazi che possano favorire il processo di convergenza di culture, l’elevazione spirituale e morale dell’essere umano. Nella costruzione di tali spazi lavorano oggi gli umanisti in diversi punti del pianeta. Si tratta dei parchi multiculturali del Messaggio di Silo. Due di essi sono già pienamente funzionanti in America Latina: il Parco La Reja, nei dintorni di Buenos Aires, Argentina e il Parco Manantiales nelle vicinanze di Santiago del Cile. Tra di essi, in piena Cordigliera delle Ande, vicino al monte Aconcagua, all’altezza di 2.700 m si trova il Parco Punta de Vacas, un parco con significato mondiale. All’apertura di questo Parco, il 4 maggio di quest’anno, sono arrivati quasi 10.000 pellegrini e visitatori da tutti i continenti in cerca di ispirazione per il loro lavoro nel campo dell’umanesimo e della nonviolenza. Sono anche iniziati i lavori di costruzione di parchi simili a Caucaia (Brasile), Attigliano (Italia), Toledo (Spagna), California (per l’America del Nord, Bombay (per l’Asia) e Alessandria (per Medio Oriente e Africa). Tutti questi punti hanno un grande significato storico come luoghi di incontro tra popoli, culture e confessioni.
Per terminare, altro sulla diffusione e la realizzazione delle idee espresse. Per una risoluzione delle Nazioni Unite in memoria della nascita di Mahatma Gandhi, il 2 ottobre è stato dichiarato Giornata Internazionale della Nonviolenza. Si tratta di un avvenimento importante: in primo luogo perché implica un riconoscimento della validità universale della nonviolenza; in secondo luogo perché gli eventi che si realizzeranno contemporaneamente quel giorno in tutto il mondo possono influire molto positivamente nella diffusione delle idee e della metodologia della nonviolenza applicate alle relazioni internazionali, sociali e interpersonali. Sarà importante la partecipazione alle attività corrispondenti, non solo da parte di persone e organizzazioni di tutti i paesi, ma anche di diversi strati sociali, di organizzazioni sociali, governative e, in particolare, la più attiva partecipazione da parte di bambini e giovani, come eredi e costruttori del nuovo mondo che sta nascendo sotto i nostri occhi.
In particolare, dal nostro Centro, proponiamo di includere tra le risoluzioni della presente conferenza un punto riferito all’appoggio a tale evento.

Hugo Novotny
CEHM (Centro Mondiale Studi Umanisti)

http://www.terra2.tv/2007/09/13/cosa-e-la-nonviolenza-un-documentario-parte-1-di-4/

N.B.: GLI STUDENTI UNIVERSITARI INTERESSATI SI COLLEGHINO SU sito di ignaziol icciardi

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