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di Ignazio Licciardi
«Le casse del comune di Roma non trovano soldi per le supplenti ma danno a ogni privato oltre 620mila euro l’anno».
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 18 maggio 2009


 

Tagli negli asili comunali

Educatrici in corteo a Roma

di Massimiliano Di Dio

Cantano contro chi taglia le educatrici comunali e così avvantaggia lestrutture private. E siccome sfilano nella capitale, in centinaia sotto il sole, non possono che intonare «Grazie Roma», ma a modo loro. «Dimme chi è, che ce manna la supplente solamente per tre ore. Dimme chi è, che trasforma i nostri nidi in parcheggi a tutte l’ore. Grazie Roma, che privatizzi tutti i nidi ancora e li manni in malora…».

Eccolo il popolo delle «seconde mamme», ma anche dei – seppur rari - «secondi papà». Educatori di ruolo, supplenti, precari bistrattati dalle istituzioni locali indifferenti al caro-rette o a liste d’attesa che, secondo un’indagine di Cittadinanzattiva, lasciano il 23 per cento dei bimbi italiani fuori dagli asili nido pubblici. «Le casse comunali – urlano i sindacati di base capitolini in corteo contro il sindaco Alemanno – non trovano soldi per le supplenti ma danno a ogni privato oltre 620mila euro l’anno». E il pubblico fa quel che può.

«Spesso mi trovo sola con quindici bambini» racconta Daniela, educatrice a Cinecittà. Quarant’anni, capelli sulle spalle, grandi occhi castani. Tira un sospiro quando qualcuno di quei pargoli inizia a piangere. «Che faccio? Provo con una canzoncina ma è dura. A volte posso solo ascoltare il loro pianto e mi fa rabbia perché non riesco più a fare il mio lavoro, cioè instaurare una relazione con il bambino». Le fa eco Patrizia, dieci anni di precariato e poi il ruolo grazie a un concorso bandito nel ’90 e assegnato sei anni dopo. «Nelle fasce orarie più delicate, come l’ingresso e l’uscita dei bimbi, diventiamo badanti, ovviamente con tutto il rispetto per chi fa quel mestiere» dice un po’ rassegnata. Quindi incalza: «Noi ce la mettiamo tutta ma siamo sempre meno. Se una collega sta male, non viene sostituita o ne mandano un’altra per poche ore». A volte, nella capitale, persino tre. Dalle otto alle undici, come capita da nove anni a Isabella. «Mi spostano in tutti i nidi del Municipio – spiega – Se ho la fortuna di lavorare tutti i giorni, arrivo a guadagnare anche 500-600 euro al mese».

I dati
Uno studio commissionato da Civicum al Politecnico di Milano parla chiaro e «boccia» in particolare quattro grandi città d’Italia. Napoli è in prima linea, lì appena il 3 per cento dei bambini frequenta l’asilo. Seguono Roma, Torino e appunto il capoluogo lombardo con il 14, 18 e 19 per cento di accessi. Poi c’è la questione retta. Un «posto» costa 7mila euro l’anno a Milano e Torino mentre sale del 50 per cento a Roma e Napoli. La Calabria è la regione invece più economica, secondo Cittadinanzattiva che rivela come solo nel 17 per cento dei comuni italiani sia attivo il servizio di asilo nido.

All’ombra del Colosseo ci sono «191 asili nido comunali contro le 196 strutture convenzionate che non applicano i nostri contratti di lavoro», sottolinea Caterina Fida, rappresentante Rdb Cub. In più, in tre anni, gli organici sono stati già tagliati di due educatori ogni asilo. Paola Treppo, 56 anni, osserva uno dei cartelli della protesta mentre sfila ripercorrendo la sua «vita lavorativa». C’è scritto «Concorso 150 educatrici: assunzioni nel 2011? È scandaloso» e lei, occhiale scuro, voce decisa, non si trattiene. «Ho iniziato 36 annifa» ricorda. «Nell’ex Opera nazionale maternità e infanzia avevamo un ruolo più assistenzialista. Abbiamo lottato negli anni per avere formazione, aggiornamenti. Solo di recente siamo riuscite ad ottenere un rapporto di un’educatrice ogni sei bambini ma non viene mai rispettato. Così pur se cresciute professionalmente, non riusciamo a lavorare bene».

"l'Unità", 18 maggio 2009

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permalink | inviato da Notes-bloc il 18/5/2009 alle 22:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Ultime da Roma! Invasa da Alemanno? No, distrutta dal PD di Walter!
post pubblicato in Notizie ..., il 28 aprile 2008


Appena sentite il nome
"Attila"
cosa vi viene in mente?
Facile! Il PD di Walter!
Non il PD, ma proprio il PD di Walter che ha fatto fuori anche Romano Prodi il quale, oltre ad esser stato l'unico a battere Berlusconi per ben due volte, aveva capito che ... non può esserci Centro-Sinistra senza Sinistra!
Elementare, W...alter!


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