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di Ignazio Licciardi
Evviva l'Ita / lia!
post pubblicato in Notizie ..., il 3 settembre 2009


In Lombardia 67 poltrone vuote, altre in Piemonte e Veneto
In Puglia, Sicilia e Campania 240 idonei senza sede

Sud, gli aspiranti presidi
rinunciano ai posti al Nord

Dopo il diktat di Vicenza liberi 150 posti
di SALVO INTRAVAIA


 

ROMA - I presidi del meridione snobbano le poltrone al Nord. La temuta invasione nelle regioni settentrionali di capi d'istituto provenienti dal Sud quest'anno non c'è stata. Tantissimi aspiranti meridionali alla dirigenza scolastica, nonostante la disponibilità dei posti nelle regioni padane, hanno preferito continuare a respirare l'amica aria di casa piuttosto che spostarsi al Nord. A costo di rimetterci il posto da dirigente scolastico. Ambiente ostile, magari determinato dalle ultime uscite della Lega, accidia o altro? E' difficile dirlo. Sta di fatto che l'anatema lanciato un mese e mezzo fa dal consiglio provinciale di Vicenza contro i presidi non autoctoni ha centrato l'obiettivo. La mozione Martini, dal nome dell'assessore alla scuola (Morena Martini, Pdl) che l'ha presentata, puntava il dito contro le commissioni giudicatrici dei concorsi a preside delle regioni meridionali. Le quali, nell'espletare il concorso, hanno reso idonei un numero di candidati in esubero ben superiore al 10 per cento dei posti disponibili. Con la conseguenza che negli anni successivi questi idonei hanno percorso l'Italia verso Nord alla ricerca di sedi libere.

Ora le preferenze degli interessati sono cambiate. I calcoli che descrivono l'nconsueta carenza di pretendenti alla poltrona di capo d'istituto in quattro regioni settentrionali, all'indomani di tutte le nomine in ruolo, li ha fatti la Flc Cgil. Per comprendere l'anomalia della situazione basta guardare i numeri a dare un´occhiata a quello che è successo l'anno scorso. Dopo mesi di tira e molla con i sindacati, lo scorso 31 luglio il ministero annuncia l'immissione in ruolo di 647 neodirigenti scolastici e comunica i singoli contingenti regionali. Ad attendere il provvedimento sono gli idonei agli ultimi tre concorsi banditi su scala regionale: in prevalenza meridionali rimasti nella loro regione senza sede. Qualche giorno dopo, il ministero comunica anche i posti disponibili per la cosiddetta "fase interregionale": la possibilità offerta con un decreto milleproroghe agli idonei rimasti senza posto nella propria regione di richiederne un'altra. L'anno scorso, i posti disponibili nelle regioni settentrionali vennero quasi tutti occupati da meridionali. Quest'anno, le cose sono andate diversamente: in Lombardia 67 poltrone sono rimaste vuote. Stesso discorso per Piemonte, Veneto e Liguria. In Veneto, ad esempio, su 37 presidenze disponibili ne sono state occupate appena 9. E dire che in Campania, Sicilia e Puglia ci sono ancora circa 240 idonei senza sede che avrebbero potuto chiedere una delle 150 sedi rimaste libere al Nord. Ma non lo hanno fatto.

("la Repubblica", 3 settembre 2009)


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permalink | inviato da Notes-bloc il 3/9/2009 alle 9:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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