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di Ignazio Licciardi
Notte del 1993!
post pubblicato in Notizie ..., il 29 maggio 2010


Ciampi: "La notte del '93 a un passo dal golpe"
Si riaccende lo scontro sulle stragi di mafia

 

L'ex capo dello Stato ricorda: "Parlai con Scalfaro al Quirinale e gli dissi 'dobbiamo reagire'. Questo è il tempo della verità: non c'è democrazia senza verità". Il Pdl: "Perché ha taciuto per tanti anni?". L'opposizione chiede chiarezza

di M. GIANNINI

"la Repubblica", 29-05-10

Non sembra vero che qualcuno si sia deciso a dichiarare che subiamo norme da dittatura! Era ora!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 20 maggio 2010


 

Nichi Vendola, il più applaudito a Piazza del Popolo
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 13 marzo 2010


L'INTERVENTO DI NICHI VENDOLA ROMA13MARZO2010

"L'unità", 13 Marzo 2010

Ma non è possibile!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 9 dicembre 2009


Tfr dirottato in Finanziaria
Rivolta di Cgil e opposizione

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/finanziaria-2009-1/tfr-tesoro/tfr-tesoro.html

Il sindacato, Pd e Idv fanno muro contro il governo che vuole utilizzare i 3,1 miliardi versati dai lavoratori per coprire un terzo della manovra. "Giù le mani dalle liquidazioni"

"la Repubblica", 09-12-09

Il provvedimento è legge con 20 voti di scarto. Tra i banchi dell'opposizione mancavano 29 deputati!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 2 ottobre 2009


Scudo fiscale, gli assenti in aula.
Il provvedimento è legge con 20 voti di scarto. Tra i banchi dell'opposizione mancavano 29 deputati

ROMA - Lo scudo fiscale è diventato legge con venti voti di scarto tra maggioranza e opposizioni. Tra queste ultime sono stati 29 gli assenti. Tolti i deputati in missione, nel gruppo

Idv c'era un assente (pari al 3,8%),

nel gruppo Pd 22 (10,6%),

nel gruppo Udc 6 (16,2%).

Nel Pdl gli assenti erano 31 (11,5%),

nella Lega 4 (6,6%).

Nel voto finale i sì sono stati 270, i no 250.

LISTA -

Tra gli assenti:

Idv: Aurelio Misiti,

PD: Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Sergio D'Antoni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas.

UDC: gli assenti erano Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri. Nelle fila della maggioranza tra gli assenti Luca Barbareschi, Giulia Bongiorno, Manlio Contento, Manuela Di Centa, Elvira Savino, Maurizio Scelli, Denis Verdini. Furio Colombo, che sul tabulato distribuito ai deputati, risultava assente, è intervenuto in aula per annunciare che era presente ed aveva votato contro.

"Il Corriere della sera", 02-10-09


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permalink | inviato da Notes-bloc il 2/10/2009 alle 15:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Urge Opposizione nella "Democrazia" italiana! E che sia più determinata, meno pilatesca e ... nonostante i pareri della maggioranza governativa nazionale ... meno, perché no, servizievole al Governo Berlusconi e più attenta anche alla politica estera!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 5 dicembre 2008


 
Il Pd? Non esiste. Ne servirebbe uno...

Rina Gagliardi


L'intervista che Walter Veltroni ha rilasciato ieri alla Repubblica lascia, francamente, un po' sgomenti. Non solo e non tanto per il tono querulo di chi si sente assediato, o vittima di chissà quali complotti, e prova a fare la faccia feroce, anzi "cattivista". Non solo per il trionfalismo davvero fuori luogo di chi, in un Partito scombussolato come il Pd, arriva a dichiarare che fino a ieri (?) per il medesimo Pd «tutto andava per il meglio» e riesce ad attribuirsi, nientemeno, che la vittoria di Barack Obama alle presidenziali Usa. Ma per un ragione più generale e più seria. Di che cosa parla il leader del Pd, in una fase drammatica e ricca di sconvolgimenti come quella in corso? Di nulla. C'è la Seconda Grande Depressione mondiale, forse. C'è alle porte la guerra tra India e Pakistan, forse. C'è comunque in pieno svolgimento una crisi economica e sociale, qui e non solo qui, che prelude alla perdita di milioni di posti di lavoro. Ma Veltroni, a tutto questo, non dedica lo spazio di mezza analisi o di un quarto di proposte - come se fossero eventi o problemi secondari, che possono attendere il prossimo regolamento dei conti. Da questo punto di vista, per la verità, c'è qualcosa di surreale in tutto il "dibattito" del maggior partito di opposizione. Su che cosa ci sta scontrando così furiosamente e senza risparmio di colpi? Su quali concrete e riconoscibili ipotesi di "riformismo", su quali idee di società, su quali proposte? Un mistero, certo per quel famoso "common people" che avrebbe dovuto costituire, nelle intenzioni originarie, il vero riferimento di massa del nuovo Partito. Ma un mistero, lo confessiamo, anche per noi che tentiamo di occuparci di politica da più di trent'anni.
(continua www.liberazione.it p.5)


"Liberazione", 05/12/2008


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Avanti tutta!
post pubblicato in Notizie ..., il 11 ottobre 2008


 

Trecentomila studenti hanno sfilato in decine di città contro la ministra Gelmini
Oggi pomeriggio alle 14 a Roma (piazza Esedra) il corteo contro governo e Confindustria

 

Gli studenti: ecco l'opposizione
E oggi va in piazza la sinistra

 

Studenti in corteo, a Roma, contro la riforma Gelmini Foto Andrea Rossi/Eidon

Checchino Antonini
Benvenuti a Roma - probabilmente siete in corteo, o ci sareste stati volentieri. Benvenuti a Roma, dunque, dove già ieri l'opposizione a governo e Confindustria s'è manifestata in massa - è accaduto contemporaneamente in decine di città - su uno dei punti specifici della piattaforma di questo corteo: la difesa della scuola pubblica. Che quella che Gelmini suole chiamare riforma sia null'altro che tagli è parso chiaro a centinaia di migliaia di studenti. Trecentomila secondo l'Uds, il sindacato studentesco. Comunque tantissimi con punte di 40mila a Roma, Napoli, Torino. Un po' meno, 30mila a Milano, 15 mila a Salerno, Firenze e Genova. E, ancora, diecimila a Bologna, Bari, Trieste; duemila a Brindisi, mille in più a Bergamo. Numeri piccoli nelle città minori ma, l'unione fa la forza, tutti insieme forniscono una scossa di adrenalina all'inizio del periodo più caldo dell'autunno caldo. Collettivi e giovani comunisti attraverseranno il corteo di oggi con Rifondazione e la sinistra alternativa. Si replica venerdì prossimo nella piazza dello sciopero generale del sindacalismo di base. Poi le scuole si svuoteranno anche il 30 ottobre nel giorno dello sciopero del comparto indetto dai sindacati confederali.
Le cronache restituiscono l'atmosfera di cortei ovunque variopinti e chiassosi, oltre che determinati sulla piattaforma di dieci punti: contro i tagli della finanziaria e i finanziamenti alle private, in difesa dei posti di lavoro, contro l'abbassamento dell'obbligo scolastico e il maestro unico, contro il voto in condotta come strumento di censura e inadeguato a battere il bullismo, per una legge nazionale sul diritto allo studio e un piano di edilizia scolastica.

Un momento della manifestazione studentesca di ieri a Milano Infophoto
A Roma, in un incontro col direttore generale del ministero, è stato chiesto dalla delegazione di studenti un referendum sulla pseudoriforma. Ma i funzionari non hanno potuto dare risposte politiche. Gliele darà quelle risposte, ma saranno pessime, il governo. E senza neppure scomodare una delegazione: nascosto nelle pieghe del decreto sanità, infatti, c'è un comma che taglia le scuole. Dietro una formula in burocratese - "ridimensionamento delle istituzioni scolastiche" - c'è la cancellazione di plessi interi in barba alle norme che danno a Regioni ed enti locali il compito di definire la definizione della rete scolastica. Non è la prima volta che il federalismo di facciata serve a occultare una gestione autoritaria e centralista. Per delucidazioni si può chiedere a studenti e cittadini di Vicenza che hanno votato all'aperto, e autogestendosi la consultazione, per destinare a usi pubblici e pacifici l'area dell'ex aeroporto civile Dal Molin che le destre hanno consegnato agli Usa per un'ennesima base di guerra. Una rivendicazione che fa parte anch'essa della piattaforma del corteo romano di oggi.
«Non è che l'inizio di un autunno caldo», ripeteva in serata l'Unione degli studenti ricordando, al termine di una giornata animata su 90 piazze e finita con una fiaccolata a Venezia, che le scuole, più o meno occupate, autogestite o comunque agitate,saranno di nuovo in piazza il 30 ottobre, accanto ai lavoratori delle scuole nello sciopero generale. E poi fino alla settimana del 17 novembre, una sorta di primo maggio studentesco, designata dal recente social forum europeo che s'è tenuto in Svezia. Anche l'Udu, l'Unione degli universitari, denuncia i continui tagli, operati dalla Finanziaria, per un totale di 8miliardi di euro in 3 anni solo sul comparto scuola, tagli al personale docente, 455 milioni di euro in meno solo sul Fondo per la Formazione Ordinaria Universitaria.
Flash dagli atenei: a Firenze oltre all'occupazione c'è una mobilitazione permanente a Ingegneria e il blocco della didattica si estende anche a Scienze. A Torino l'università compatta minaccia di far saltare la cerimonia di apertura dell'anno accademico. A Parma si è svolta una giornata di protesta con volantinaggio all'ingresso del Campus e conseguente ingorgo della tangenziale. Alla Federico II di Napoli si prospetta l'ipotesi di bloccare l'anno accademico e i ricercatori progettano il completo blocco della didattica a loro affidata. A Pisa l'università scende in piazza e la facoltà di Scienze convoca un consiglio straordinario. A Palermo Ingegneria è in stato di agitazione con svolgimento di alcune lezioni nei luoghi pubblici e c'è l'ipotesi di blocco della didattica attraverso la rinuncia a incarichi di supplenza (per i ricercatori) e a carichi aggiuntivi (per i professori). Alla Sapienza di Roma, infine, docenti della facoltà di Scienze e della facoltà di Psicologia1 stanno raccogliendo le firme per ritirare la disponibilità a ricoprire i corsi; a questo si aggiunga una massiccia mobilitazione studentesca con assemblee giornaliere in varie facoltà. «Governo e maggioranza possono stare pur certi che saranno tallonati a ogni passo e fischiati in ogni occasione dalla protesta di studenti, lavoratori, docenti, ricercatori, precari», spiega Domenico Ragozzino, dell'esecutivo nazionale dei Gc, denunciando un modello di scuola «costrittivo, familista, depauperato, privatistico, canalizzato, elitario e degradato». Gelmini afferra il concetto e rinvia a data da destinarsi un convegno a Milano organizzato con una claque di dipendenti della Regione precettati.«Il mondo dei saperi apre una stagione di nuova opposizione con una domanda di libertà e futuro che dobbiamo recepire a cominciare dalla manifestazione di oggi», spiega Nichi Vendola, presidente della Puglia e dirigente Prc.


"Liberazione", 11/10/2008

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