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di Ignazio Licciardi
L'Italia soccombe, se ... si continua a non governare il Paese!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 4 dicembre 2010


De Rita: «Con Berlusconi finisce l'era del soggettivismo»
 
Censis: Italia piatta
«Welfare insufficiente»
 

Beatrice Macchia


L'Italia regge con fatica la crisi ma diventa psichicamente fragile giorno dopo giorno, aggressiva, egoista, cinica, rassegnata, slegata dai momenti alti della sua storia. Piatta.
E' insomma «una società insicura della sua sostanza umana» quella descritta dal 44mo rapporto Censis, un pessimismo che certamente non è nuovo; e gli italiani hanno perso la categoria del desiderio, appagati come sono da un consumismo vuoto che ha eliminato il valore della legge morale.

Sono anche finiti i tempi del leader carismatico alla Berlusconi, che il presidente Giuseppe De Rita indica come l'ultima e stanca incarnazione del «soggettivismo»: ormai il 71% degli italiani pensa che dare maggiori poteri al premier non è la ricetta per dare vigore ad un Paese che fatica a ripartire, schiacciato dal debito pubblico e da un'evasione fiscale da 100 miliardi l'anno, ed un'economia sommersa che incide per il 17,6% sul Pil.
Sono, come sempre, le famiglie ad attutire le mancanze del welfare, mentre la ripresa dell'economia stenta a dare i suoi frutti perché l'autoimprenditorialità, per il Censis chiave della crescita, è diminuita del 7,6%. L'Italia è ancora la quinta potenza industriale del mondo, ma il suo tasso di crescita nel periodo 2000-2009 è stato più basso che in Germania, Francia e Regno Unito. Il made in Italy, basato sulla specializzazione dei prodotti tessili, del design e delle calzature, ha perso lo 0,3% su base mondiale.
Il Censis sottolinea che l'arretratezza deriva anche dallo scarso ricorso a orari flessibili, diversamente dagli altri Paesi europei. Soprattutto, e anche questa è una tendenza che ci distanzia dall'Europa, sono ancora poche le aziende che prevedono la partecipazione negli utili degli operai.
La disoccupazione è diventata una realtà per 574mila persone dall'inizio della crisi nel 2008, ed è calato anche il numero delle imprese (soltanto nel manifattutiero hanno chiuso 93mila unità), mentre l'intero sistema Italia ha perso 5,5% del suo valore aggiunto. Anche il commercio soffre: -9,5%. Il dato forse più preoccupante è la quota di giovani tra i 15 e i 34 anni che non studiano né lavorano e non cercano un impiego: 2.242.000. Anche perché, per loro stessa ammissione - svela un'inchiesta del Censis - a volte rifiutano mansioni faticose o di scarso prestigio.
La crisi apre le porte all'economia illegale: non solo è tornato massicciamente il vecchio contrabbando, ma il peso delle mafie non accenna a diminuire: il 41,8% delle amministrazioni comunali di Campania, Puglia, Sicilia e Calabria presentano legami con la criminalità organizzata, e questo coinvolge il 22% della popolazione italiana.
In generale la situazione economica ha fatto sprofondare gli italiani nella sfiducia, spingendoli verso investimenti improduttivi come il mattone, la liquidità, le polizze. Il welfare non copre le esigenze, e il 91% dei disoccupati di famiglie monoreddito sono condannati alla povertà, contro il 55% della Spagna e il 75% del Regno Unito.
Secondo i dati del Censis, gli italiani sarebbero disposti a pagare addirittura più tasse se in cambio potessero godere di servizi importanti come una sanità migliore e gli asili nido, ma anche un aiuto statale in caso di indigenza come accade in moltissimi Paesi europei (il famoso reddito minimo garantito).
Le tasche sono quasi vuote, e dunque si compra di meno: il 51% ha eliminato le spese inutili, il 24% invece ha tagliato su servizi e prodotti comunque essenzuali. I tagli ai servizi pubblici, come alla scuola, hanno obbligato il 53,1% degli istituti a chiedere un contributo volontario alle famiglie: si tratta, in media, di 16 euro alle elementari fino agli oltre 80 euro nelle scuole superiori. E tuttavia esistono presidi che chiedono anche 250 euro ad ogni studente per garantire la continuità didattica. Nel complesso, e facendo i calcoli dell'aumento delle tariffe, le famiglie l'anno venturo dovranno sborsare 1000 euro in più. Non è poco, di questi tempi. E nessuno sembra venire in aiuto.

De Rita incombe con il suo monito: non saranno questi leader politici a salvarci dall'abisso.


"Liberazione", 04/12/2010

 

Basta! Non si continuino a massacrare i cittadini! E noi cittadini reagiamo!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 10 aprile 2010


 

 

 

Una riflessione di Notes-bloc:
 
 

Io penso che stiamo sbagliando tutto, caro Giuseppe Lentini, che scrivi dalle pagine de "l'Unità" (vedi link a seguire)!
Viviamo in uno Stato governato e amministrato da “uomini” che, molto probabilmente, non sanno neppure quali siano i contenuti della nostra Costituzione Italiana; cioè: non conoscono il paradigma del nostro vivere civile. Di conseguenza, tal "signori" non fanno nulla per i Cittadini italiani. Tal “signori”, infatti, mi sa che stiano approfittando del grande senso di solidarietà e di partecipazione che accomuna i veri cittadini del Paese!
Non possiamo continuare, caro Giuseppe Lentini, a sostituirci in toto alle inadempienze dei delegati dal popolo. Non possiamo continuare a far finta di niente e non accorgerci, bendandoci gli occhi, della mancanza di rispetto -e di tutela da parte dello Stato- nei confronti di un “popolo” che -attenzione!- è formato, per metà, da approfittatori che godono del loro vivere e gioire nella illegalità più assoluta e, per l’altra metà, da cittadini sani e corretti (e che vogliono vivere nella legalità!) i quali ultimi ("ultimi" in tutti i sensi!), per la loro grande umanità e senso di responsabilità, cercano in tutti i modi di sopperire alle manchevolezze degli inetti amministratori! No! Basta!

-Mancano le nicchiette a L’Aquila?
State tranquilli, ci pensa chi ha senso del dovere e dello Stato (i cittadini onesti).

-Mancano le politiche di accoglienza per gli immigrati?
State tranquilli, ci pensa chi ha senso del dovere e dello Stato (i cittadini onesti).

-Mancano i professori nelle università italiane?
State tranquilli, ci pensa chi ha senso del dovere e dello Stato (i cittadini onesti).

-Manca il lavoro per i giovani?
State tranquilli, ci pensa chi ha senso del dovere e dello Stato (i cittadini onesti); ci pensano, cioè, le famiglie che si auto-flagellano, trasformandosi in ammortizzatori familiari (e, certamente, non-sociali!).

-Mancano i soldi per la ricerca?
State tranquilli, ci pensa chi ha senso del dovere e dello Stato (i cittadini onesti).

-Manca tutto ciò che può rendere civile e onesto un Paese civile? Nessun Governante/Amministratore/Politicante pensa a risolvere tal problemi?
State tranquilli, ci pensa chi ha senso del dovere e dello Stato (i cittadini onesti).

E no, cari Cittadini italiani, caro e, certamente, onesto Giuseppe Lentini, dobbiamo smetterla di comportarci in tal modo! Non possiamo continuare a trattare tal classi di amministratori e governanti e politicanti come bimbetti capricciosi che vogliono soltanto aver tutto per sé e soltanto per sé!

Dobbiamo prendere coscienza che, operando con tali -molto strane!- forme di solidarietà, non facciamo altro che rendere i governanti-bamboccioni et capricciosi sempre più arroganti, prepotenti e, per tali ragioni, molto pericolosi!

Quella parte di italiani che vorrebbe da sé risolvere i problemi della società è oppressa e avvilita oramai dai ripetuti a senza fine messaggi di richiesta di solidarietà che le arrivano dai mass media cartacei e non, perché si risolvano i problemi del mal-essere che serpeggia liquidamente per ogni dove!
Freniamo e mettiamo lo Stato, le Regioni, le Province (visto che anche queste ultime continuano a vegetare e ad ingrassare alla faccia di chi sappiamo noi!) e i Comuni e, poi, gli Amministratori degli Ospedali, delle Università, etc. etc. di fronte alle loro responsabilità!
Basta con tali comportamenti che non sono per nulla riconosciuti per quei valori che vorrebbero riuscire a trasmettere e, soprattutto, a comunicare!
Carissimi onesti, rendiamoci conto che noi non abbiamo interlocutori! Nessuno ci ascolta! Anzi, ridono pure di noi! Vi ricordate di quella telefonata delle ore 3.32?
Svegliamoci! E … diciamo la nostra! Almeno con le parole, con il dialogo, con il coinvolgimento, diciamo la nostra!

Notes-bloc


I lettori de "l'Unità" mobilitati: «Avanti con le nicchiette»

All’Aquila molti ci hanno raccontato quello che c’era e che non c’è più. Le «nicchiette» della scalinata di San Bernardino, punto d’incontro dei ragazzi aquilani, sono inagibili. Il centro commerciale non è la stessa cosa. L’anima di una comunità è nei luoghi. Per questo abbiamo raccolto l’invito del lettore Giuseppe Lentini e abbiamo deciso di avviare una sottoscrizione. Secondo il sindaco Cialente - che ci ha scritto - per riaprire la scalinata occorrono centomila euro. Il comune non ce li ha. Noi proviamo ad aiutarli.

http://www.unita.it/news/italia/97222/i_nostri_lettori_mobilitati_avanti_con_le_nicchiette

 “l’Unità”, 10-04-10

 

A Palermo scoperto business delle fotocopie.
post pubblicato in Notizie ..., il 18 marzo 2010


Testi universitari a metà prezzo  scoperto pirata delle fotocopie 

Testi universitari a metà prezzo
scoperto pirata delle fotocopie 

In un appartamento di Cruillas è stata scoperta la centrale del business. Denunciato un informatico. Sequestrati 826 testi
Cosa ne pensi?

"la Repubblica", 18-03-2010

L'Italia alla deriva!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 28 febbraio 2010



Un'immagine dalla manifestazione di ieri del popolo viola

Prendiamo un ventenne che provi a farsi un'idea della politica italiana. Negli ultimi mesi ha visto di tutto. Il governatore di una importante regione ricattato da un gruppo di carabinieri per le sue frequentazioni trans. Il capo della protezione civile indagato per corruzione e che, nel migliore dei casi, non si è accorto che intorno a lui si mangiava a tutto spiano su grandi opere ed emergenze umanitarie, terremoto compreso. Un senatore della repubblica “schiavo” del crimine organizzato. Due imperi telefonici coinvolti nell'inchiesta sul riciclaggio di denaro sporco e colossale frode di fatture false. Il premier accusato di corruzione giudiziaria che evita la galera grazie alle leggi personali approvate da una maggioranza parlamentare al suo servizio. Il principale telegiornale che falsificando la realtà annuncia l’assoluzione, e dunque l’innocenza del suddetto premier (che intanto insulta a tutto spiano la magistratura). Ce ne sarebbe già abbastanza per indurre un qualunque giovane desideroso di un futuro normale (non circondato cioé da delinquenti e mascalzoni) a cambiare paese. Se poi sono ancora decine di migliaia quelli che, malgrado tutto, corrono a riempire piazza del Popolo a Roma per dire basta (in sintonia forse non casuale con il Capo dello Stato) significa che qualcosa da salvare ancora c'è. Qualcuno scriverà che l'altra volta il popolo viola si presentò molto più numeroso, ed è vero. L’importante è che la parte più viva di una generazione maltrattata mostri di volere ancora scommettere su se stessa. E sull’Italia.
di Antonio Padellaro

"il fatto quotidiano", 01-03-2010

Oltre mezzo miliardo: il tributo dei contribuenti italiani al vertice più folle, costoso e inutile della storia recente.
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 27 febbraio 2010


attualità


 

Un G8 da 500 milioni

di Primo Di Nicola

Tra la Maddalena e L'Aquila speso oltre mezzo miliardo per tre giorni di vertice. Con appalti affidati ai soliti amici. Ecco la lista di tutti gli sprechi della megalomania del premier

("L'espresso", 25 febbraio 2010)
A cosa pensano i giovani francesi e ... a cosa "pensano" i giovani italiani!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 12 novembre 2007


 France

Les représentants d'une trentaine d'universités entendent amplifier le mouvement de contestation dans les facultés et opérer la jonction avec la mobilisation des cheminots.
Panorama | Eclairage | Les faits
Plusieurs centaines d'étudiants de lettres et sciences humaines sont rassemblés, le 8 novembre 2007 dans le hall de l'université Aix-Marseille I, après avoir voté le blocage de leur faculté. | AFP/ANNE-CHRISTINE POUJOULAT


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