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di Ignazio Licciardi
Ma come è possibile agire in tal modo?! Gesto provocatorio!!!
post pubblicato in Notizie ..., il 18 luglio 2010


L'Università contro la Gelmini
e Berlusconi va da Mr Cepu

L'Università contro la Gelmini e Berlusconi va da Mr Cepu

di Maristella Iervasi

 

Agli studenti di eCampus mail del rettore: «Lunedì visita di Berlusconi. Abiti formali». E ignora la protesta degli Atenei pubblici.

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permalink | inviato da Notes-bloc il 18/7/2010 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
"La Legge sul legittimo impedimento costituzionalmente illegittima"
post pubblicato in Notizie ..., il 12 aprile 2010


Milano, processo sulle presunte irregolarità nel processo Mediaset che vede tra gli imputati Berlusconi
Per l'accusa la certificazione degli impegni del premier non basta: "Si creerebbe un blocco della giurisdizione"

Legittimo impedimento, affondo dei pm
"E' un provvedimento incostituzionale"

"Ci dicano le date per fissare l'udienza, siamo disponibili anche sabato e domenica"

ne "l'Espresso"
 
MILANO - La legge sul legittimo impedimento firmata dal presidente della Repubblica lo scorso 7 aprile è incostituzionale secondo gli articoli 101 e 138. Lo ha sostenuto il pm della procura di Milano, Fabio De Pasquale, nel corso del processo sulle presunte irregolarità nella compravendita dei diritti tv di Mediaset che vede tra gli imputati il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dopo la lettera depositata dai legali del premier nella quale il segretario della presidenza del Consiglio ha indicato come prossime date utili per celebrare il processo il 21 e il 28 aprile, il pm ha rilevato che se "di fronte a una certificazione del segretario della presidenza del Consiglio il giudice deve rinviare il processo anche per mesi, allora la legge è costituzionalmente illegittima".

Per De Pasquale, la legge sul legittimo impedimento rappresenta un caso di "tanto rumore per nulla perché la novità normativa che introduce è veramente modesta". Il rappresentante della pubblica accusa ha spiegato che questa legge si limita ad ampliare i casi di legittimo impedimento già riconosciuti dall'ordinamento, "ma non dice nulla sul fatto che il legittimo impedimento produca o meno impossibilità assoluta a comparire in aula del presidente del Consiglio". Tuttavia, davanti alla certificazione delll'impossibilità di Berlusconi a partecipare al processo fino alla data del 21-28 luglio, saremmo di fronte a "un'interpretazione costituzionalmente illegittima". Che avrebbe come conseguenza il rivolgersi alla Consulta.

In ogni caso la richiesta principale della procura è quella di invitare la difesa di Berlusconi a fornire delle date per la celebrazione delle udienza: "Anche di sabato e di domenica", aggiunge De Pasquale.

Immediata la replica di uno dei legali del Cavaliere: "L'impedimento è legittimo e spero che questa legge consenta di ottemperare le esigenze del tribunale con quelle del consiglio dei ministri" dice Nicolò Ghedini.

"la Repubblica", 12-04-10

Ti sei perso "Rai per una notte"?!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 26 marzo 2010


Ti sei perso RaiPerUnaNotte?

Clicca sul link e senti, guarda e rifletti

http://tv.repubblica.it/copertina/raiperunanotte/44564?video

in "la Repubblica", 26-03-10

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Raiperunanotte fa il 13% di share
E Berlusconi: «L'Agcom lo sanzioni»

Raiperunanotte fa il 13% di share E Berlusconi: «L'Agcom lo sanzioni»
Boom sul web: 300mila contatti. Santoro paragona premier al Duce. Bersani: censura boomerang. VIDEO Aspettando Raiperunanotte.. Facebook - Twitter
 
"l'Unità", 26-03-10
 
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POLITICA

Raiperunanotte: il web vince sulla tv

pubblicata alle ore:11.53

«Più di 125mila accessi contemporanei su raiperunanotte in streaming. Grazie a tutti voi abbiamo creato il più grande evento web della storia italiana. Grazie a tutti». Firmato Raiperunanotte
Qui comincia l'Annozero di Slvia Garambois* / Video: Raiperunanotte: il web vince sulla tv

"Liberazione", 26-03-10

Ahahahahahahah... Con questo PdL c'è da sbellicarsi dalle risate! Ahahahahaha...
post pubblicato in Notizie ..., il 4 marzo 2010


Ahahahahahahah... Con questo PdL c'è da sbellicarsi dalle risate! Ahahahahaha...... Peccato che governano un Paese come l'Italia! Ma se si dessero al Cabaret, i botteghini andrebbero alle stelle! Sì, sono di un comico indescrivibile!

Renata Polverini chiama i sostenitori a piazza Farnese, ma il premier potrebbe non andare
Bossi prima parla di decreto e poi ci ripensa: "Soluzione politica". L'Avvenire attacca chi "ha commesso errori"

Regionali, il Pdl guarda al Quirinale
Napolitano: "Preoccupato, seguo da vicino"

I radicali: "L'unica soluzione è annullare la consultazione elettorale"
Di Pietro: "Nessuno parli di rinvio". Bersani: "Ddl? Ipotesi senza alcun fondamento"


 

Regionali, il Pdl guarda al Quirinale Napolitano: "Preoccupato, seguo da vicino"

ROMA - Attesa, tensione e frenetica ricerca di una via d'uscita. Lo stop alle liste del centrodestra in Lazio e Lombardia resta al centro della giornata politica. Con il Pdl che ieri gridava all'attentato alla democrazia, oggi, in attesa del responso del Tar, lavora per una "soluzione politica". Non a caso sono state sconvocate sia la assemblea di questa sera all'Hotel Excelsior che avrebbe visto la presenza di Silvio Berlusconi tra i responsabili regionali Pdl, sia l'incontro serale a cui sarebbe dovuta intervenire anche Renata Polverini.

Due le possibilità al vaglio del centrodestra. Un decreto per stabilire un rinvio del voto nelle regioni interessate quel tanto che basta per riaprire i termini di presentazione delle liste. Una legge ordinaria della maggioranza che, riaprendo i termini senza modificare la data delle elezioni, di fatto si limiti ad accorciare la durata della campagna elettorale riaprendo la possibilità di ammettere liste. La maggioranza ha i numeri per approvare il ddl anche da sola. Mentre la tranquillità di poter intervenire con decreto su data e assetto delle elezioni la può dare solo il via libera anche della minoranza. Ma dal Pd arrivano parole chiare: "Ddl? Mi pare che tutte queste elucubrazioni abbiano poco fondamento. Stiamo parlando di cose che non stanno in piedi" dice Pierluigi Bersani.

Il decreto e la preoccupazione del Colle. Dal Colle il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avverte: "Sono preoccupato, seguo con attenzione gli sviluppi della situazione". Al Quirinale guarderebbe anche Berlusconi che, ieri sera, parlando con i senatori, avrebbe espresso il desiderio di vedere il presidente: "E' una persona saggia, domani vorrei incontrarlo. Il problema è che la situazione potrebbe sfuggirci di mano, serve una collaborazione tra istituzioni per risolvere la questione". Perché di una cosa è certo il Cavaliere: "Ci sono stati degli errori, ma ora credo che ci sia una chiara volontà di attaccare me, il Pdl e il governo".

Calderoli: "Parlare con Napolitano" Oggi, a Piazza Farnese a Roma, Renata Polverini riunirà i fedelissimi. Avrebbe dovuto esserci anche Silvio Berlusconi ma le ultime indiscrezioni vanno in direzione contraria. Quello che è certo, invece, è il vertice a Palazzo Grazioli tra Berlusconi, e i vertici della Lega e del Pdl. Alla fine il leghista Roberto Calderoli annuncia: "Adesso bisogna parlare con Napolitano". Poco prima Umberto Bossi aveva prima sposato l'idea di un decreto per riammettere le liste ("E' materia urgente, si può fare"), per poi frenare: "Lasciamo stare il decreto. Si troverà una soluzione politica".

Fini non va in piazza.
Di sicuro in piazza Farnese non andrà Gianfranco Fini. "Il presidente della Camera non partecipa a comizi elettorali" taglia corto il portavoce. Nonostante i problemi, comunque, la Polverini non perde la speranza: "Per la questione del listino regionale, lo ripeto, sono assolutamente ottimista". Un ottimismo che, però, potrebbe non bastare. E allora ecco che da alcuni settori del Pdl comincia a profilarsi l'ipotesi di far slittare le elezioni. Farle oggi, dice il sindaco di Roma Gianni Alemanno, sarebbe un danno: "Credo sia un problema, non solo del centrodestra ma anche del centrosinistra perchè ci si deve porre il problema di far sì che queste elezioni diano a tutti la possibilità di esprimersi".

Ricorsi
. Sul fronte dei ricorsi, il Pdl del Lazio presenterà, domani mattina, il ricorso contro l'esclusione della lista provinciale. Nel pomeriggio di oggi, poi, è atteso il verdetto sul listino della Polverini. Se dalla Corte d'appello dovesse arrivare un nuovo stop, anche sul listino si andrebbe davanti al giudice amministrativo.

Lombardia.
"Chiediamo che intervenga il presidente della Repubblica che deve essere garante della libertà di voto dei cittadini. Si sta muovendo Berlusconi, con cui ho parlato più volte e sta muovendo anche il governo". Dopo la decisione della Corte d'appello di Milano di escludere la lista di centrodestra che sostiene la sua candidatura alle elezioni regionali, il presidente della Lombardia Roberto Formigoni lancia il suo appello su youtube. "Tentano di buttarci fuori dalle elezioni e tentano di impedire ai 10 milioni di cittadini lombardi di trovare il candidato presidente di riferimento e le liste di partiti a cui hanno sempre dato il 60% del loro consenso: e' un problema che attiene alla democrazia", aggiunge il presidente uscente, che spera nel ricorso al Tar: "Siamo ottimisti perchè abbiamo le nostre fondatissime ragioni ma c'è bisogno che le nostre ragioni siano riconosciute".

Le reazioni.
Resta aperta la questione delle responsabilità. In attesa di una resa dei conti che il centrodestra rimanda al dopo elezioni, il quotidiano dei vescovi, l'Avvenire, punta il dito contro "chi ha commesso errori e affastellato pasticci e improvvisazioni", cioè il Pdl, e "non di chi ha deciso di sanzionarli con rigore. Il rigore sulle regole non può far gridare al complotto". Mentre Bersani avverte: "Di questa situazione è responsabile la maggioranza e se ne prendano la responsabilità, poi si vedrà. Certo non abbiamo mai pensato di vincere per abbandono degli avversari". Emma Bonino, però, taglia corto:  Non chiedere il rispetto delle leggi è da autolesionisti. Chi non lo chiede sono i prepotenti perché a loro non servono. Ma agli altri servono". Categorico Antonio Di Pietro: "Basta con le leggi ad personam. Aspettiamo la decisione dei magistrati senza fare da sponda a chi vuole piegare la legge a uso e consumo proprio. Il decreto sarebbe un golpe". Infine i radicali che chiedono l'annullamento delle elezioni, "unica soluzione di decoroso rispetto della legalità e dello Stato di diritto".


  
("la Repubblica", 04 marzo 2010)

Il Partito dell'amore: "FARE ... QUEL CHE CI PARE" CON I SOLDI DEGLI ONESTI!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 20 febbraio 2010


La banda del fare quello che ci pare

di Fabrizio Gatti

Così Berlusconi, Letta e Bertolaso hanno affidato le opere più importanti a un gruppo di costruttori senza scrupoli. Con una cascata di leggi su misura per eliminare ogni ostacolo e ogni controllo

 
 



LEGGI, SFOGLIA E GUARDA LO SPECIALE: Tutte le inchieste, gli interattivi, gli approfondimenti, i video e le foto negli approfondimenti de L'espresso


Un casinò da aprire sul dolore dell'Abruzzo. Una sala da gioco autorizzata da una postilla, infilata dentro uno dei decreti per la ricostruzione. Questo stavano progettando gli amici di Guido Bertolaso, 60 anni, capo della Protezione civile e uomo immagine del governo. È l'ultima trovata della banda della maglietta: una volta c'era la banda della Magliana, adesso nella capitale dominano gli uomini con la t-shirt delle emergenze.

Diego Anemone, 39 anni, il costruttore tuttofare arrestato il 10 febbraio, voleva trasformare il Salaria sport village di Roma in una piccola Las Vegas. Poker e slot machine di ultima generazione. Quelle in cui infili i numeri della carta di credito o del bancomat e vai avanti a giocare fino a quando il conto è prosciugato. Erano sistemi vietati. Poi Silvio Berlusconi ha firmato il decreto, convertito il 24 giugno 2009 nella legge 77. E via, con la scusa di finanziare la rinascita a L'Aquila grazie a una tassa una tantum di 15 mila euro a macchinetta, ecco inventata una nuova fonte di guadagno. C'è sempre un provvedimento d'urgenza, un'ordinanza pronta quando qualcuno della banda si fa prendere la mano dalle deroghe o dagli abusi.

È davvero straordinario il sottosegretario Bertolaso, come i suoi poteri che la Procura di Firenze ha ora messo sotto inchiesta. Sembra che in Italia non ci siano più alternative al suo modo spaccone di gestire gli appalti, i cittadini, il codice civile e quello penale. Se ne sta lì in mezzo al sistema solare della Tangentopoli 2. Praticamente intoccabile. Protetto dall'affetto di Gianni Letta e Francesco Rutelli. Amato nel Pdl, nel Pd e in Vaticano. Cercato, riverito da questa drammatica corte di imprenditori, massoni, paramafiosi, progettisti e puttanieri che stanno spolpando le casse dello Stato. Come hanno fatto in Sardegna, a forza di prezzi gonfiati e ritocchi in corso d'opera: quanto sarebbero utili i soldi sprecati alla Maddalena, oggi che da Porto Torres a Cagliari aumentano i disoccupati e nessuno sa come riaccendere l'economia.

 



 

Dalla scuola dei sottufficiali dei carabinieri a Firenze ai laboratori con i virus letali dell'Istituto Spallanzani a Roma, finiti in una interrogazione in Senato: «Sono state rispettate le norme antisismiche?», chiede pochi mesi fa Domenico Gramazio (Pdl). Perché se crolla, scappano i virus. E lui, il Guido nazionale, può beatamente dire che va tutto bene, che non si è accorto di nulla. Può perfino permettersi, senza perdere il posto, di negare la partecipazione della Protezione civile a una esercitazione internazionale, finanziata dall'Unione Europea: l'unica organizzata in Calabria negli ultimi anni, in una delle regioni sismiche più pericolose al mondo. Quando la Commissione europea viene a sapere che i soccorritori di Bertolaso non ci saranno, annulla l'esercitazione. Una figura pazzesca per l'Italia. A tutt'oggi nessuno ha mai più valutato se le prefetture, i Comuni, gli ospedali calabresi siano in grado di gestire l'emergenza dopo una catastrofe. Niente male per l'uomo che pochi giorni fa è volato ad Haiti e dalla capitale rasa al suolo dal terremoto ha accusato di incapacità il governo degli Stati Uniti.

Il viaggio nel mondo infallibile di Guido Bertolaso, fresco di riconferma, può cominciare proprio da qui: via Miraglia 10, prefettura di Reggio Calabria. Nel 2008 si celebra l'anniversario del terremoto del 28 dicembre 1908: 80mila vittime a Messina e provincia, 15mila a Reggio. Da duecento anni la terra sullo Stretto trema dopo un secolo di silenzio sismico. Il dipartimento di Bertolaso dovrebbe per legge verificare la preparazione di Comuni, Regioni e prefetture, coordinare le esercitazioni, aiutare gli enti locali a predisporre i piani, correggere le lacune. Il 27 luglio 2007 il professor Mauro Dolce, direttore per la Protezione civile dell'Ufficio prevenzione e mitigazione del rischio sismico, spedisce in Calabria lo 'scenario di danno', nel caso si ripetesse oggi una catastrofe come quella del 1908. I dati vengono ricavati dal Sistema informativo per la gestione dell'emergenza, un archivio che tiene conto della qualità degli edifici. Il bilancio è terrificante: 325.247 persone coinvolte dai crolli, 335.699 senzatetto. Un altro calcolo, tenuto nei cassetti degli uffici di Bertolaso, prevede 112.312 morti.

("L'espresso", 18 febbraio 2010)

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permalink | inviato da Notes-bloc il 20/2/2010 alle 11:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Lui dice di "avere le palle"! I Cittadini Italiani, però, hanno pure la MIGLIORE CARTA COSTITUZIONALE DEL MONDO!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 10 dicembre 2009


Berlusconi contro giudici e Consulta:   "Cambieremo  la Carta Costituzionale"L'ira di Napolitano: "Attacco violento" 

Berlusconi contro giudici e Consulta: 
"Cambieremo  la Carta Costituzionale"
L'ira di Napolitano: "Attacco violento" 

Di nuovo contro giudici, Consulta, opposizione. E contro Napolitano e Fini. Da Bonn, al congresso del Ppe e davanti a molti premier europei, il premier attacca tutte le istituzioni possibili: «La sovranità è passata dal parlamento ai giudici», dice.  «Dopo la bocciatura del Lodo Alfano è ricominciata la caccia all'uomo». Annuncia che cambierà la Costituzione: "Io ho le palle", sostiene. Fini: "Non condivido, chiarisca". La replica: "Basta, stanco di ipocrisie".   Napolitano: "Profondo rammarico per l'attacco violento sulla Consulta". Bersani: «Affermazioni che drammatizzano il caso Italia». Di Pietro: «Fascismo».  Bossi : «E' l'unico con le palle».
 

"l'Unità", 10-12-09

A parole Berlusconi e Tremonti difendono il posto fisso, nei fatti mandano a casa centocinquantamila precari della scuola.
post pubblicato in Notizie ..., il 21 ottobre 2009


Appena un anno addietro ...

«Non sono d’accordo con quanto sostiene Tremonti», disse poco più di un anno fa, Berlusconi definendo il posto fisso «una pigrizia» che i giovani devono superare «cambiando spesso lavoro».

www.ilmessaggero.it (21-10-09)

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A riforma dal 2011. in aula la maggioranza si salva per un soffio, ma è bagarre

Scuola, graduatoria unica per i precari
E alla Camera scoppia lo scontro

Gli insegnanti potranno scegliere "un'altra" provincia oltre alla propria ("non più tre"!?) ed essere inseriti "a pettine"

ROMA - Una graduatoria unica a partire dal 2011: è questo la novità principale che dovrebbe essere inserita nel decreto legge sui precari nella scuola, all'esame dell'Aula della Camera, attraverso un emendamento a firma della commissione. Nel testo che è stato presentato si legge: «Il decreto con il quale il ministro dell'Istruzione dell'università e della ricerca dispone l'integrazione e l'aggiornamento delle predette graduatorie per il biennio 2011-2012 e 2012-2013» è improntato «al principio del riconoscimento del diritto di ciascun candidato al trasferimento dalla provincia prescelta in occasione dell'integrazione e dell'aggiornamento per il biennio scolastico 2007-2008 e 2008-2009 ad un'altra provincia di sua scelta con il riconoscimento del punteggio e della conseguente posizione di graduatoria». Il che dovrebbe portare dal 2011 alla riduzione a due del numero di province per le quali si può esercitare l'opzione da parte degli insegnanti, nonché introdurre l'inserimento nelle graduatorie secondo la modalità cosiddetta 'a pettine' e dunque introdurre una sorta di graduatoria unica. Per la graduatoria attuale, resta quanto previsto dall'emendamento della relatrice Paola Pelino che ha confermato la possibilità di scelta in altre tre province, ma in coda alla graduatoria.

ALTA TENSIONE - Ma proprio durante l'esame del decreto legge sui precari della scuola il clima si fa rovente alla Camera. L'Aula respinge, secondo il parere del governo, un emendamento con 269 sì e 271 no e due astenuti. Il risultato della votazione favorevole alla maggioranza arrivato sul filo di lana malgrado la presenza in aula di cinque ministri e altrettanti sottosegretari - è l'accusa della opposizione - è stato determinato dal voto di Carolina Lussana, entrata nell'Emiciclo a votazione aperta e che è stata attesa prima che venisse chiusa. «Lei ha fatto una cosa scorretta - ha urlato il capogruppo del Pd Antonello Soro al vicepresidente Maurizio Lupi - violando la volontà del Parlamento». Ma Lupi ha replicato: «Ho rispettato il regolamento». Il clima si è fatto rovente dopo che, con la maggioranza battuta per dieci voti sulla richiesta di sospensione dei lavori, si doveva passare a votare il primo emendamento del decreto. Lupi ha dato la parola a Massimiliano Fedriga della Lega sull'ordine dei lavori, ma Soro si è precipitato al banco della presidenza urlando: «Non può parlare, c'è la votazione». Massimo Polledri (Lega) ha scavalcato il suo banco per buttarsi su Soro, ed è stato bloccato dai commessi. Lupi ha concesso la parola brevemente, sempre sull'ordine dei lavori, a Giuliano Cazzola e poi ha aperto la votazione.

LA NORMA IN QUESTIONE - Il comma 1, che l'opposizione voleva abrogare, prevede che i precari non possano utilizzare i loro contratti a tempo determinato per maturare anzianità ai fini contributivi e impone che i rapporti di lavoro a tempo determinato non possono trasformarsi in rapporti a tempo indeterminato.

GELMINI - «Auspico che il Parlamento adotti le soluzioni migliori per rispondere all'emergenza ma non manchi la visione di medio periodo» ha dichiarato il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. «Dobbiamo - ha spiegato la Gelmini - andare oltre l'emergenza e fare riforme che non sono più rinviabili. I giovani non vanno più illusi ma devono essere messi nelle condizioni di programmare serenamente il loro futuro». Il ministro ha esordito in aula spiegando che «il precariato nella scuola ha origini lontane, è il frutto di svariati interventi legislature che invece di alleviarlo lo hanno solo incrementato. Per troppo tempo la scuola è stata vista come un ammortizzatore sociale, e l'aumento degli insegnanti è stato scambiato con un aumento di qualità, secondo uno schema che è chiaramente fallito allargando a dismisura la platea degli aspiranti alla stabilizzazione ed il precariato». Insomma, «una situazione desolante e senza controllo, senza visione di insieme e inutile a fermare la crescita di nuovo precariato». Per questo, secondo la Gelmini «bloccare il ciclo delle Siss è stato un atto di onestà intellettuale: abbiamo 270mila precari nelle graduatorie permanenti e 300mila in quelle di istituto. Numeri drammatici rispetto ai quali è necessario cambiare pagina». Da qui la necessità, con questo decreto legge di cui il governo chiede la conversione, di «bloccare l'insorgenza di nuovo precariato dotando gli insegnanti italiani della carriera con avanzamenti legati al merito».

IL PD - «Il governo e la maggioranza, con la complicità del vicepresidente Lupi, hanno scippato il futuro ai precari della scuola» attacca la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. «Il presidente Lupi perdendo tempo e infrangendo il regolamento - aggiunge - ha permesso ad una maggioranza, vergognosamente latitante in Parlamento, di bocciare il nostro emendamento che stabilizzava i precari della scuola e permetteva la regolarizzazione anche per chi finora era stato assunto con contratti a tempo determinato». «È veramente una brutta giornata per la scuola e per il rispetto delle più basilari regole democratiche. Le dichiarazioni del presidente del Consiglio a favore del posto fisso - conclude Ghizzoni - completano la colossale presa in giro nei confronti di tutti i precari».

L'IDV - Sulla scuola, afferma Massimo Donadi, capogruppo Idv alla Camera, «Il governo predica bene e razzola male. A parole Berlusconi e Tremonti difendono il posto fisso, nei fatti mandano a casa centocinquantamila precari della scuola. Una bella discrepanza tra pensiero e azione. L'ulteriore dimostrazione che questo centrodestra è capace solo di vendere fumo agli italiani e di danneggiare i lavoratori».

"Il Corriere della sera", 20 ottobre 2009

 

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Il business del precariato
I docenti a tempo determinato, solo nel 2009, hanno speso oltre 638 mila euro tra ricorsi e azioni legali contro le decisioni amministrative. Ai supplenti costa moltissimo anche la formazione extrascolastica finalizzata all'accumulo del punteggio per scalare le graduatorie provinciali. Secondo la Uil, in Sicilia è record precari

 CATANIA - I precari della scuola italiana iscritti nelle graduatorie ad esaurimento sono 232.048 ed i continui ricorsi contro le decisioni dell'amministrazione hanno fatto spendere solo nel 2009 ben 638mila euro: il dato è contenuto in una ricerca nazionale realizzata dalla Uil Scuola dal titolo "Il business del precariato".
La spesa sostenuta dai precari si deve per l'errato posizionamento o la mancata inclusione nelle 104 graduatorie provinciali: gli oltre 600mila euro spesi complessivamente in meno di un anno sono stati ricavati moltiplicando una spesa media di 100 euro per ogni ricorso, per il numero dei ricorsi notificati al Miur (6.381) nel 2009.  Ma la spesa per i precari non si limita ai ricorsi.
Moltissimo viene speso anche in formazione al fine di accumulare nuovi punti da inserire in graduatoria e non rimanere indietro: 12 punti per l'abilitazione; 12 per ogni anno di servizio, 6 per il diploma, 6 per altra abilitazione e così via. L'esito però dipende spesso dalla provincia dove si è inseriti: questo anno, ad esempio, gli ultimi chiamati nella scuola elementare, in ordine di graduatoria, a Milano avevano 30 punti, a Roma 80, a Palermo 85.
"Un'abilitazione, un corso o un ricorso - spiega Massimo Di Menna, segretario Uil Scuola - possono fare la differenza, dare quello `scatto in più' che porta alla stabilità. E allora se un insegnante fa un corso, lo fa anche un altro, e poi un terzo e così anche gli altri perchè nessuno passi avanti a nessuno. Oggi l'aggiornamento è determinato, oltre che dal servizio, dai titoli culturali, con costi altissimi per i supplenti".
Il sindacato propone una nuova strada: "Occorrerebbe - dice Di Menna - stabilizzare le graduatorie ad esaurimento a partire dall'intervento legislativo in discussione; realizzare organici e contratti pluriennali; approvare rapidamente il decreto sulla formazione iniziale; approvare un contestuale nuovo reclutamento con concorsi dove sono esaurite le graduatorie".
Record di supplenti in Sicilia. La stessa cosa accade se qualcuno decide di fare un master o di aggiungere al punteggio di partenza la frequenza ad un corso di perfezionamento, o ancora intraprendere la strada del ricorso. "Ad ogni mossa ne corrisponde un'altra - continua Di Menna - finalizzata ad accumulare punti, più punti degli altri. Una strategia che ha costi elevatissimi in termini di tempo, impegno e denaro".
Il sindacato ha anche quantificato la suddivisione regionale: il record di precari della scuola italiana iscritti nelle graduatorie ad esaurimento è della Sicilia (33.754 iscritti), seguita dalla Campania (32.727) e della Lombardia (28. 684); molti sono inseriti anche nel Lazio (22.025) ed in Puglia (18.642). All'ultimo posto della graduatoria figura invece il Molise (appena 1.760), seguita da Basilicata, Umbria e Friuli.
La Uil Scuola propone, con l'occasione, un percorso di accesso alla docenza alternativo: "non ci soffermiamo - sottolinea Di Menna - sull'opportunità di seguire dei corsi, fatto assolutamente personale, né sulla decisione, del tutto legittima, di proporre un ricorso, quel che emerge dall'analisi di questi ultimi anni è il meccanismo che si è formato. Siamo in presenza di un sistema che rincorre se stesso".
"Questi interventi, a partire dagli incarichi pluriennali - continua Di Menna - consentirebbero non soltanto la continuità nella didattica e nei servizi ma eviterebbero le rituali, lunghissime file che si ripetono nel mese di agosto, ogni anno per l'incarico, nonché i continui spostamenti di sede. Occorre dar seguito al piano di immissioni in ruolo e indire i concorsi dove le graduatorie sono esaurite, perché - conclude il segretario della Uil Scuola - senza questi interventi si sta già formando nuovo precariato che matura legittime aspettative".

www.lasiciliaweb.it 21-10-09

Il 75% degli Italiani sarà soddisfatto e fiero delle proprie scelte!
post pubblicato in Notizie ..., il 19 maggio 2009


 

Mills corrotto da Berlusconi
"Mentì per la sua impunità"

L'avvocato inglese condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione giudiziaria: "Falso testimone - si legge nelle motivazioni - per consentire l'impunità, o almeno, il mantenimento dei profitti" / Audio Randacio
DOCUMENTO IL TESTO DELLA SENTENZA
SCHEDA Fra ricorsi e Lodo Alfano di GIOVANNI GAGLIARDI
COMMENTO Il Cavaliere impunito di MASSIMO GIANNINI



"la Repubblica", 19 Maggio 2009
"Il signor Berlusconi ha apparentemente scarsa comprensione delle divisioni tra interesse privato e dovere pubblico".
post pubblicato in Notizie ..., il 18 maggio 2009


 L'EDITORIALE

Il Times: "Berlusconi vuole
intimidire il dissenso"



ROMA - Il Times di Londra dedica oggi un editoriale non firmato, come è tradizione della stampa anglosassone quando l'articolo riflette l'opinione della direzione del giornale, sulla questione delle dieci domande poste da "Repubblica" a Silvio Berlusconi.

L'editoriale del giornale, di cui è proprietario Rupert Murdoch, è intitolato "Public Duty and Private Vendetta" (Dovere pubblico e vendetta privata"), con questo sottotitolo: "L'attacco di Silvio Berlusconi contro un giornale italiano è una campagna per intimidire il dissenso". Ecco il testo dell'editoriale:

"Silvio Berlusconi, il primo ministro italiano, si lamenta di essere vittima di una diffamazione. Egli ha attaccato la Repubblica dopo che il giornale lo ha sfidato a spiegare la sua relazione con un'aspirante modella di 18 anni, Noemi Letizia, che si rivolge a lui chiamandolo 'Papi'. Secondo il signor Berlusconi, questo è un complotto della sinistra per minare la sua autorità. La lamentela del signor Berlusconi è sfrontatamente insensata. Egli ha invitato a deriderlo promuovendo come candidati per le elezioni europee delle giovani donne il cui glamour personale supera la conoscenza politica. Questa ultima impresa ha spinto sua moglie, che soffre da lungo tempo, a chiedere il divorzio.

Le domande poste da la Repubblica - sul coinvolgimento del signor Berlusconi nella selezione delle candidate, e sul fatto se egli abbia promesso di aiutare la signorina Letizia a perseguire una carriera in politica o nello spettacolo - non sono intrusioni nella vita privata. Esse si collegano al ruolo pubblico del signor Berlusconi come uomo politico e come magnate dei media. I convoluti affari politici del signor Berlusconi sono ulteriormente confusi dal suo dominio dei media. Egli controlla tre canali televisivi nazionali.

La sua campagna contro la Repubblica sembra un sinistro tentativo di intimidire il dissenso per proteggere una reputazione privata. E' particolarmente di cattivo gusto che egli abbia usato la propria posizione nei media per criticare la propria moglie, insinuando che ella è mentalmente instabile. Queste sono le azioni di un uomo ricco e potente che tratta la politica e i media come feudi. Il signor Berlusconi ha apparentemente scarsa comprensione delle divisioni tra interesse privato e dovere pubblico. Il giornale che lo critica sta facendo un'opera di pubblico servizio per una popolazione malamente governata".

("la Repubblica", 18 maggio 2009)

"Avvenire": «Di questo ciarpame gli italiani vorrebbero farne a meno».
post pubblicato in Notizie ..., il 5 maggio 2009


 

Interni

Caso Lario,
i vescovi all'attacco
«Berlusconi dimostri sobrietà»

Caso Lario, i vescovi all'attacco«Berlusconi dimostri sobrietà»

In un editoriale di Avvenire il duro attacco al presidente del Consiglio. «Di questo ciarpame gli italiani vorrebbero farne a meno».

VIDEO-CONFRONTO | La notizia
del divorzio data da Fede e dalla BBC


"l'Unità", 05-05-2009

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Ma ... di quale "ciarpame" parliamo?
Di questo, per esempio:
 

Berlusconi, gaffe con la Beltrami
"Posso palpare?" - Video

di Andrea Selva e Pierluigi Depentori
TRENTO. "Posso palpare un po' la signora?" Con questa frase - pronunciata con il sorriso sulle labbra - il premier Silvio Berlusconi ha salutato l'assessore provinciale alle pari opportunità, Lia Beltrami, in occasione di una foto ufficiale scattata tra le rovine del terremoto in Abruzzo.

Era il 25 aprile scorso e la frase non è sfuggita alle telecamere di Tca - emittente locale trentina - che stava seguendo l'attività dei volontari trentini impegnati a Bazzano, località colpita dal sisma alla periferia de L'Aquila. Nelle immagini si vedono numerosi vigili del fuoco che si mettono in posa per una foto ricordo assieme al presidente del consiglio, quindi si sente distintamente il premier chiedere: "Posso palpare un po' la signora?". Risate imbarazzate, Berlusconi si mette in posa dietro l'assessore Beltrami (Udc) tenendole una mano sulla spalla, in confidenza. Infine una stretta di mano e un ringraziamento ai volontari della protezione civile.

La signora, 41 anni, sposata, 2 figli, fresca di nomina in giunta provinciale, non ha gradito. Anzi, sul momento non voleva credere di aver sentito quelle parole, ma alla fine ha confermato: "Berlusconi ha detto proprio così".

Lia Beltrami aveva chiesto la riservatezza sull'episodio per non mettere in secondo piano - "con un inutile gossip" - il lavoro dei volontari trentini in Abruzzo. L'intenzione era anche quella di non strumentalizzare l'episodio durante la campagna elettorali per le elezioni comunali di Trento (
vinte domenica dal centro sinistra con un larghissimo vantaggio), ma il giorno dopo il voto la notizia è trapelata con la messa in onda del video imbarazzante.
("Trentino", 05 maggio 2009)
Kyoto e l'Italia del ... Cavaliere!?
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 19 ottobre 2008


 

Clima, l'Italia dice no a Kyoto
Ue: non potete bloccare l'accordo

"l'Unità", 19-10-08

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Scontro sul clima. Il governo Berlusconi non smette la polemica con l'Ue su limiti e regole
Brunetta: «I vincoli ambientali? Sono una follia». E l'esecutivo chiede «lo stop per un anno»
Ambiente, l'Italia contro l'Europa: «Salvare la terra è fuori mercato»
 

Rina Gagliardi


Secondo l'ultimo rapporto dell'"Arctic Report Card", redatto annualmente dai maggiori climatologi di dieci Paesi, il Polo Nord si sta sciogliendo a velocità crescente - intanto quest'autunno ha registrato una temperatura superiore di cinque gradi a quella dell'anno scorso. Una "notiziola" di un certo interesse, tra un delitto e l'altro, tra un'uscita di Brunetta e l'altra. Eppure, diciamoci la verità, la sensibilità di massa all'ambiente e al rischio di una (non lontanissima) catastrofe climatica è oggi, in Italia, in caduta libera - decenni di "pensiero unico" neoliberista hanno prodotto anche questa specifica, drammatica regressione. Alle classi dominanti, ad una imprenditoria dedita, nel migliore dei casi, al profitto a breve, dell'ambiente, del destino della specie umana, della sorte delle generazioni future, non gliene importa nulla - e comunque non ci crede, vuoi per indifferenza vuoi per cecità vuoi per abissale ignoranza. In più, ci si mette, se così si può dire, la crisi dei mercati finanziari e anzi dell'economia capitalistica: invece di usare l'occasione - quasi strepitosa - per rimettere in discussione il modello di sviluppo che ha generato la crisi, o almeno per cominciare a rifletterci su, si fa l'esatto opposto. Se ne trae la conclusione che, ora, è il momento di rilanciarlo "alla grande", quel modello, con generosi e pochissimo liberisti aiuti di Stato.
Diamine, come dice Renato Schifani, vi sembra il caso di dilettarsi con questi "lussi" del rispetto dell'ambiente, quando domina l'emergenza economica? Così la seconda carica dello Stato si fa sberleffo della prima, Giorgio Napolitano, che un momento prima aveva provato a spezzare una pur timida lancia a favore dell'ecologia. Così, c'è da giurarci, cresce nel senso comune la convinzione che quelle dell'Europa son tutte balle, sciocchezze, ubbìe - "politica", come ormai viene spregiativamente definito tutto ciò che esula dall'apparenza immediata, tutto ciò che va oltre l'istantaneità del presente.. Non è forse vero, come scriveva ieri il "Finacial Times", che il governo Berlusconi gode di un consenso massiccio e di un sostegno da parte di alcuni media di natura che l'autorevole quotidiano conservatore chiama "nordcoreano"?
Detto tutto questo, però, resta abbastanza incredibile quel che sta succedendo in questi giorni, nello scontro - durissimo - che oppone il governo italiano all'Europa. Non era forse mai accaduto che questo Paese fosse rappresentato, fuori dai confini nazionali, da posizioni tanto scandalose: ora, la proposta italiana, che certo troverà il caloroso sostengo della (sola) Polonia, è addirittura, quello di rinviare sine die - di un anno, di quindici mesi, di due anni - ogni applicazione del piano "20-20-20" (la riduzione entro il 2020 del 20 per cento delle emissioni di biossido carbonio e la contestuale espansione al 20 per cento delle fonti di energia rinnovabile). Non era mai successo, forse, che un Governo fosse ridotto a puro tappetino delle "rivendicazioni" di Confindustria - anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha il suo da fare con l'opposizione della Bdi (la Confindustria tedesca), ma regge lo scontro con dignità. Non si era mai visto un ministro, anzi una ministra dell'ambiente così spudoratamente contro l'ambiente, come appare oggi la signora Prestigiacomo (per altro, i ministri "contro" sono una specialità di questo Governo: la Gelmini non è forse all'opera, alacremente, contro la scuola? Sacconi non sta pianificando la distruzione di quel che resta del Welfare? Angelino Alfano non è un avvocato rampante che ce l'ha a morte con la giustizia?). In verità, sta succedendo qualcosa che va perfino oltre la pur cruciale questione ambientale: la esplicita, arrogante, quasi trasparente rivendicazione dei disvalori.
Abituati come eravamo all'ipocrisia (e anche all'equilibrio) democristiano, non abbiamo visto (in tempo) la trasmutazione regressiva delle nuove "classi dirigenti": ora, nel momento storico che stanno vivendo, non si nascondono più. Proclamano apertamente la disuguaglianza, sociale e giuridica. Appoggiano senza infingimenti banchieri e industriali. E così via. E affermano, appunto, che l'emergenza ambientale non esiste - e se per caso esiste, è irrilevante, o è l'invenzione di qualche scienziato pazzo, in cerca di pubblicità. In altre epoche avrebbero detto che è tutto nasce da un complotto comunista - adesso, con Barroso e Sarkozy alla guida della Ue, usano altri e più pedestri argomenti. Quando un ministro che di ambiente visibilmente non sa nulla, come Renato Brunetta, arriva a dichiarare che "il piano Ue è una follia", quando si snocciolano cifre spropositate per dimostrare che inquinare meno (pochissimo meno di quanto oggi si inquina, in un Paese, il nostro, che viola da anni i mitissimi protocolli di Tokyo e paga per questo multe salatissime) uccide l'industria e le famiglie, quando, insomma, i palazzi del potere rivestono la loro politica reazionaria di agitazione nazionalistica e "antipolitica" (antieuropea), vuol dire che la storia si è rimessa a girare all'indietro molto più di quanto abbiamo pensato e immaginato.
Aveva proprio ragione Carlo Marx, quando, nel lontano 1857, scriveva che quando "il valore di scambio cessa di essere la misura del valore d'uso la produzione basata sul valore di scambio crolla". La mercificazione di tutto è la folle risposta che il capitale dà alla sua crisi epocale - fino al punto da mettere in discussione la sopravvivenza della civiltà e della stessa specie umana. Il dibattito sull'emergenza ambientale è tutto dentro questo quadro in fondo classico: la contraddizione insanabile che si sta producendo tra forze produttive e rapporti di produzione. Non crediate che siano esagerazioni, o previsioni apocalittiche. E' quasi solo marxismo spicciolo.


"Liberazione", 19/10/2008

Vade retro, Gelmin-Berlusca!
post pubblicato in Notizie ..., il 26 settembre 2008


1.
La Crui: "Gli atenei rischiano di non poter pagare neppure le retribuzioni"
Se il Governo non fa dietrofront saranno possibili azioni di protesta

Università, in arrivo nuovi tagli

I rettori bocciano la Finanziaria


Università, in arrivo nuovi tagli I rettori bocciano la Finanziaria

ROMA - La casse delle università italiane rischiano di andare in rosso. A lanciare l'allarme è la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) che in una nota, approvata all'unanimità, ha duramente criticato la nuova Finanziaria presentata dal Governo.

Nel documento , indirizzato al ministro Maria Stella Gelmini, i rettori hanno ricordato che i nostri atenei "sono strangolati e rischiano di non poter pagare neppure le retribuzioni del personale". Pur ribadendo "l'incondizionato impegno a operare per il rinnovamento e la riqualificazione funzionale di aspetti centrali della vita universitaria" la conferenza dei rettori ha però pesantemente contestato l'operato del Governo.

Nel mirino "dopo le misure previste dalla manovra triennale approvata dal Parlamento prima della pausa estiva" sono soprattutto le nuove misure della legge Finanziaria "che prevede per il 2010 una diminuzione del Fondo di finanziamento delle università addirittura di 700 milioni (più del 10% dell'attuale Fondo) e tagli drastici per le università non statali. Non è più sopportabile - proseguono - l'azzeramento dei finanziamenti per l'edilizia universitaria che impedisce sia l'avvio di nuove realizzazioni, funzionali alla didattica e alla ricerca, sia - concludono - la semplice manutenzione delle strutture esistenti".

Una bocciatura senza appello che potrebbe provocare anche clamorose manifestazioni di protesta: "Deve essere sin d'ora chiaro - avvisano i rettori - che in assenza di provvedimenti adeguati, operativi entro il 2009, non ci resterà che trarre le uniche conseguenze possibili e coerenti con le loro responsabilità di fronte ai rispettivi atenei e al Paese. Il tempo a disposizione è brevissimo".

("la Repubblica", 25 settembre 2008


2.
E' stata presentata ai sindacati una bozza della riforma messa in campo dal governo
Nel documento non c'è neppure un accenno alla questione del tempo pieno

Maestro unico, trenta per classe
ecco il decalogo della Gelmini

Molti condizionali, ma proviamo a fare il punto su come potrebbe cambiare la scuola

di SALVO INTRAVAIA


Maestro unico, trenta per classe ecco il decalogo della Gelmini

Classi più numerose: fino a 29 alunni all'asilo, fino a 30 nelle prime di medie e superiori. Lo prevede la bozza di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica presentata ieri dal Ministero dell'Istruzione ai sindacati di categoria. Non ancora il piano programmatico promesso dal ministro Maria Stella Gelmini. E in più i sindacati, che hanno visionato il documento, fanno sapere che non c'è nessun accenno alla questione del tempo pieno.

Il documento contiene i nuovi criteri per la formazione delle classi, l'accorpamento degli istituti, l'impiego del personale in esubero. "Il piano deve essere definito nei dettagli con il ministro dell'Economia", è stato spiegato ai sindacati.

E infatti la riforma parte proporio dalla attuazione della manovra economica estiva. Comunque tra mille illazioni, polemiche e incertezze ("assurde", dicono i sindacati) proviamo a fare il punto su quali dovrebbero essere - il condizionale è d'obbligo - le norme che in pochi anni dovrebbero cambiare volto alla scuola italiana.

Due parole d'ordine, "essenzialità" e "continuità": la seconda con le riforme precedenti, compresa quella del Centro-sinistra, e la prima per semplificare e rendere più efficiente l'intero sistema-scuola. Il Piano si muove su tre direttici: Revisione degli ordinamenti scolastici, Dimensionamento della rete scolastica italiana e Razionalizzazione delle risorse umane, cioè tagli.

Scuola dell'infanzia. L'organizzazione oraria della scuola materna rimarrà sostanzialmente invariata. Saranno reintrodotti gli anticipi morattiani (possibilità di iscrivere i piccoli già a due anni e mezzo) e nelle piccole isole o nei piccoli comuni montani l'ingresso alla scuola dell'infanzia potrà avvenire, per piccoli gruppi di bambini, anche a due anni. L'esperienza delle "sezioni primavera" per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi sarà confermata.


Scuola primaria. E' il ritorno al maestro unico la novità che ha messo in subbuglio la scuola elementare. Già dal 2009 partiranno prime classi con scansione settimanale di 24 ore affidate ad un unico insegnante che sostituisce il "modulo": tre insegnanti su due classi. Le altre opzioni possibili, limitatamente all'organico disponibile, saranno 27 e 30 ore a settimana. La Gelmini "promette" anche di non toccare il Tempo pieno di 40 ore settimanali che potrebbe essere addirittura incrementato ma, su questo punto, pare che il ministero dell'Economia non sia d'accordo. E l'insegnamento dell'Inglese sarà affidato esclusivamente ad insegnanti specializzati, non più specialisti, attraverso corsi di 400/500 ore.

Scuola secondaria di primo grado. La scuola media è al centro di un autentico tsunami che si pone come obiettivo quello di scalare le classifiche internazionali (Ocse-Pisa) che vedono i quindicenni italiani agli ultimi posti. L'orario scenderà dalle attuali 32 ore a 29 ore settimanali. Per questo verranno rivisti programmi e curricoli. Il Tempo prolungato (di 40 ore a settimana) sarà mantenuto solo a determinate condizioni, in parecchi casi verrà tagliato. Per cancellare l'onta dei test Pisa, si prevede il potenziamento dello studio dell'Italiano e della Matematica. Stesso discorso per l'Inglese, il cui studio potrà essere potenziato solo a scapito della seconda lingua comunitaria introdotta dalla Moratti.

Secondaria di secondo grado. La scuola superiore, rimasta fuori da riforme strutturali per decenni, vedrà parecchi cambiamenti. Gli 868 indirizzi saranno ricondotti ad un numero "normale". I ragazzi che opteranno per i licei (Classico, Scientifico e delle Scienze umane) studieranno 30 ore a settimana. Saranno rivisti, anche al superiore, curricoli e quadri orario. Al classico saranno privilegiati Inglese, Matematica e Storia dell'Arte. Allo scientifico, in uno o più corsi, le scuole autonome potranno si potrà sostituire il Latino con lingua straniera. I compagni degli istituti tecnici e professionali saranno impegnati per 32 ore a settimana. Stesso destino per i ragazzi dei licei artistici e musicali.

Riorganizzazione rete scolastica. Attualmente, la scuola italiana funziona attraverso 10.760 istituzioni scolastiche che lavorano su 41.862 "punti di erogazione" del servizio: plessi, succursali, sedi staccate, ecc. Secondo i calcoli di viale Trastevere, 2.600 istituzioni scolastiche con un numero di alunni inferiore alle 500 unità (il minimo stabilito dalla norma per ottenere l'Autonomia) o in deroga (con una popolazione scolastica compresa fra le 300 e le 500 unità) dovrebbero essere e smembrate e accorpate ad altri istituti. Dal ondata di tagli della Gelmini si salverebbero soltanto le scuole materne. Dovrebbero, invece, chiudere i plessi e le succursali con meno di 50 alunni: circa 4.200 in tutto. In forse anche i 5.880 plessi con meno di 100 alunni. Ma l'intera operazione, che il ministro vuole avviare già a dicembre, dovrà trovare il benestare di Regioni ed enti locali.

Razionalizzazione risorse umane: i tagli. Il capitolo dei tagli è lunghissimo. Alla fine del triennio 2009/2010-2011/2012 il governo Berlusconi farà sparire 87.400 cattedre di insegnante e 44.500 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata): 132 mila posti in tutto. Il personale Ata verrà ridotto del 17 per cento. Il rapporto alunni/docente dovrà crescere di una unità. Maestro unico, soppressione di 11.200 specialisti di Inglese alle elementari, contrazione delle ore in tutti gli ordini di scuola, compressione del Tempo prolungato alla scuola media, rivisitazione delle classi di concorso degli insegnanti e ulteriore taglio all'organico di sostegno contribuiranno alla cura da cavallo che attende la scuola italiana. L'intera operazione dovrebbe consentire risparmi superiori a 8 miliardi di euro che in parte (30 per cento) potranno ritornare nelle tasche degli insegnanti, ma solo dei più meritevoli.

("la Repubblica", 25 settembre 2008)

L'arte dell'inganno in 100 giorni!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 16 agosto 2008


Come ingannare un intero popolo!
Leggi:
 
http://www.unita.it/documenti/centogiorni.pdf

Ultime da Roma! Invasa da Alemanno? No, distrutta dal PD di Walter!
post pubblicato in Notizie ..., il 28 aprile 2008


Appena sentite il nome
"Attila"
cosa vi viene in mente?
Facile! Il PD di Walter!
Non il PD, ma proprio il PD di Walter che ha fatto fuori anche Romano Prodi il quale, oltre ad esser stato l'unico a battere Berlusconi per ben due volte, aveva capito che ... non può esserci Centro-Sinistra senza Sinistra!
Elementare, W...alter!


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permalink | inviato da Notes-bloc il 28/4/2008 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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