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di Ignazio Licciardi
La mannaia sulla Scuola Pubblica!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 31 ottobre 2009


Manifestazione a Roma per dire no al piano del governo che prevede 25 mila docenti in meno per il prossimo anno

Scuola, Cisl in piazza contro i tagli
Botta e risposta Gelmini - Bonanni

Il sindacalista:
"Già in fumo 42 mila posti di lavoro. Scuola in ginocchio"
La difesa del ministro:
"In linea con l'Europa. Pronti al confronto coi sindacati"


ROMA - E' guerra di cifre tra il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, oggi in piazza a Roma per manifestare contro i tagli del governo alla scuola. Il leader sindacale accusa: "Ci sono 42 mila insegnanti in meno". Il ministro si difende: "Siamo in linea con la media europea". Il governo promette presto l'apertura di un tavolo di confronto con le associazioni sindacali.
Davanti a una platea di 5.000 manifestanti - stando ai numeri forniti dagli organizzatori - Bonanni lancia l'sos sulla situazione della scuola: "Vogliamo rimediare ai buchi provocati da tagli troppo forti: mancano insegnanti e bidelli, la scuola è in ginocchio". Bonanni chiede al governo di aprire un tavolo di discussione alleggerendo il piano attuale, "perché - spiega - al momento non ci sono i servizi essenziali e il tempo pieno non è agibile".

Il leader della Cgil ricorda poi che quest'anno la scuola ha 37 mila alunni in più, ma 42 mila docenti e 4 mila classi in meno. "In queste condizioni - afferma - è impossibile immaginare che si possa appesantire ancora di più la situazione con in nuovi tagli previsti per il prossimo anno: 25 mila docenti e 15 mila non docenti".

Gli risponde a distanza il ministro Gelmini: "Al segretario generale della Cisl ricordo che l'Italia è in linea con la media europea. Ha più di 700mila insegnanti, addirittura 150mila bidelli e spende ogni anno 43 miliardi di euro per la scuola. Chiedo alla Cisl, e in generale ai sindacati più moderati, un grande sforzo di modernizzazione per il bene della scuola e del Paese".
Il ministro si dice poi disponibile al confronto fin dalla prossima settimana, anche sul rinnovo contrattuale: "La scuola vista solo come un ammortizzatore sociale, un luogo in cui l'unico obiettivo per i sindacati è la quantità e non la qualità, non può guardare al futuro e vincere le sfide con gli altri Paesi europei". Quindi punta il dito contro gli sprechi: "Una scuola che spende il 97% del bilancio in stipendi rinuncia alla qualità, al merito, alla formazione e al miglioramento dell'edilizia scolastica. Per noi invece i temi centrali sono il reclutamento, la valutazione, la carriera degli insegnanti, la qualità dell'istruzione offerta ai ragazzi e, con il 30% dei risparmi in finanziaria, pagare di più i professori più bravi". La Gelmini conclude con un appello: "Chiediamo a questo sindacato di avere più coraggio per affrontare la sfida dell'innovazione. La scuola deve essere il vero motore del Paese".
("la Repubblica", 31 ottobre 2009)

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MaNIFESTAZIONE IN PIAZZA BOCCA DELLA VERITA'

Bonanni (Cisl): scuola in ginocchio
Gelmini: slogan vecchi, modernizzatevi

In 5.000 al corteo di maestre, prof, bidelli: 37mila alunni in più con 42mila docenti in meno

 

 

Il segretario Cisl Bonanni a Roma (Ansa)
Il segretario Cisl Bonanni a Roma (Ansa)

ROMA - Oggi il personale della scuola torna a manifestare contro l’operato del governo: nel centro di Roma sfilano i lavoratori della Cisl Scuola, con in testa il segretario generale, Raffaele Bonanni, ed il segretario di comparto, Francesco Scrima. «Vogliamo rimediare ai buchi provocati da tagli troppo forti - ha detto Bonanni a margine della manifestazione a Roma alla quale partecipano, secondo gli organizzatori, circa 5 mila persone - mancano insegnanti e bidelli, la scuola è in ginocchio».

IL SEGRETARIO CISL - Bonanni ha attaccato il ministro Gelmini: «Quello del ministro è un atteggiamento pericoloso quando definisce il sindacato un fastidioso ingombro sulla strada della sua politica scolastica». Per la Cisl, infatti, si tratta di questioni «la cui valenza non riguarda solo gli operatori del settore, ma investe l'intera società che della scuola, e di una scuola di qualità, ha più che mai bisogno per sostenere i processi di crescita e di sviluppo». Investire sulla scuola, «che significa investire sulla persona e sulla sua promozione, deve tornare ad essere- secondo Bonanni- una doverosa priorità per il Paese». Bonanni ha chiesto al governo di aprire un tavolo di discussione sulla scuola alleggerendo il piano perché al momento «non ci sono i servizi essenziali e il tempo pieno non è agibile». La Cisl ha ricordato che in quest'anno la scuola ha 37 mila alunni in più ma 42 mila docenti in meno con 4 mila classi in meno e quindi più affollate. In queste condizioni - ha spiegato la Cisl - «è impossibile immaginare che si possa appesantire ancora di più la situazione con in nuovi tagli previsti per il prossimo anno (25 mila docenti e 15 mila non docenti)».

IL MINISTRO - E la Gelmini ha risposto: «Questa mattina il segretario generale della Cisl Bonanni, persona che stimo, ha affermato che in Italia ci sono pochi professori, pochi bidelli e risorse limitate. Al segretario generale ricordo che l'Italia e in assoluta linea con la media europea. Ha più di 700mila insegnanti, addirittura 150mila bidelli e spende ogni anno 43miliardi di euro per la scuola. Anche questo dato in linea con la media europea. Chiedo alla Cisl, e in generale ai sindacati più moderati, un grande sforzo di modernizzazione per il bene della scuola e del Paese».
Il ministro ha aperto anche ad un confronto con i sindacati della scuola, fin dalla prossima settimana, anche sul rinnovo contrattuale: «La scuola vista solo come un ammortizzatore sociale, un luogo in cui l'unico obiettivo per i sindacati è la quantità e non la qualità, non può guardare al futuro e vincere le sfide con gli altri paesi europei». Per Gelmini, «una scuola che spende il 97% del bilancio in stipendi rinuncia alla qualità, al merito, alla formazione e al miglioramento dell'edilizia scolastica. Per noi invece i temi centrali sono il reclutamento, la valutazione, la carriera degli insegnanti, la qualità dell'istruzione offerta ai ragazzi e, con il 30% dei risparmi in finanziaria, pagare di più i professori più bravi. Su questi temi siamo disponibili ad un confronto anche la settimana prossima e più in generale il governo è anche sensibile al tema del rinnovo contrattuale. Chiediamo però a questo sindacato di avere più coraggio per affrontare la sfida dell'innovazione. La scuola deve essere il vero motore del Paese».

IN PIAZZA - È forte la presa di posizione del segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, assunta durante l’intervento alla manifestazione del sindacato a Roma contro il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, ed il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Prima Scrima se la prende con la decisione del responsabile della pubblica amministrazione che ha portato le fasce di reperibilità in caso di malattia da quattro a sette ore al giorno: «Al ministro Brunetta - ha detto il leader della Cisl Scuola - torniamo a dire di rispettare i lavoratori: nella scuola ci sono tanti ’sgobboni’ che non è possibile mettere agli ’arresti domiciliari’. Si infierisce ancora una volta sulle persone più indifese: è mortificante». Scrima si è anche rivolto con estrema durezza verso il ministro Gelmini: «Chiediamo - ha detto - di non fare più il portavoce al ministro Tremonti. Nella scuola non vanno raccontate favole (riferendosi all’iniziativa annunciata in settimana dal ministro di pubblicare una raccolta di fiabe, ndr) ma piuttosto bisogna affrontare la realtà di bambini che chiedono garanzie per il loro futuro».

LA VERTENZA - Sono tre i punti fermi della vertenza sindacale ribaditi dal palco dai segretari ai lavoratori e già recapitati al governo: fare un passo indietro sulla politica dei tagli, definiti insostenibili; assicurare risorse per il rinnovo del contratto per valorizzare il lavoro del personale; affrontare con efficacia il `dramma dei precari. Su quest’ultimo punto la Cisl, che trova d’accordo anche gli altri sindacati, sostiene che si potrebbe fare molto di più iniziando a immettere in ruolo i supplenti vincitori di concorso su tutti i posti vacanti e disponibili: posti che da stime ufficiali sarebbero rappresentati da ameno 30.000 cattedre e 70.000 unità di personale Ata. I numeri derivanti dai tagli sono impietosi: a causa della manovra finanziaria, rispetto allo scorso anno, la scuola italiana ha 3.826 classi in meno. E questo a fronte di 37.441 alunni in più. Senza dimenticare nel prossimo biennio, sempre in base al programma di governo contenuto nella manovra di fine 2008, si prevede un taglio di complessivo che arriverà ad oltre 130.000 posti.


"Il Corriere della sera", 31 ottobre 2009

I testi delle Leggi contestate da studenti, docenti e genitori nelle piazze d'Italia
post pubblicato in Per gli allievi universitari, il 18 ottobre 2008


 LA SCHEDA. Tutti i motivi di una protesta che da settimane
mobilita insegnanti, alunni e genitori. E i testi delle leggi

Dal maestro unico ai precari
le leggi al centro della protesta

di SALVO INTRAVAIA


 

Dal maestro unico ai precari le leggi al centro della protesta

Dal maestro unico ai precari degli enti di ricerca: ecco tutti i motivi di una protesta che da settimane porta in piazza insegnanti, alunni e genitori, tutti contro il ministro dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini.

Il maestro unico. Il ripristino del maestro unico nella scuola primaria sin dal prossimo anno scolastico è uno dei temi che mette d'accordo insegnanti, genitori e buona parte dei pedagogisti. Il team (tre insegnanti che operano su due classi) ha portato la scuola elementare italiana ai primi posti nelle classifiche internazionali. Il nostalgico ritorno al maestro unico, spiegano i sindacati, è dettato soltanto da "necessità di cassa" e accorcerà il tempo scuola a 24 ore settimanali: 4 ore e mezzo al giorno (il testo della legge)

I tagli agli organici della scuola. I pessimisti parlano di smantellamento della scuola pubblica italiana, il governo parla di tagli per eliminare gli sprechi. Sta di fatto che la Finanziaria estiva prevede una autentica cura da cavallo per il personale della scuola. Una serie di "operazioni", come quella del maestro unico o la riduzione delle ore di lezione alla media e al superiore, consentiranno all'esecutivo di tagliare 87 mila e 400 cattedre e 44 mila e 500 posti di personale Ata: amministrativo, tecnico e ausiliario. Saranno i 240 mila docenti precari delle graduatorie provinciali a pagare il salatissimo prezzo della "razionalizzazione" delle risorse e gli 80 mila Ata che ogni anno consentono alle scuole di funzionare (il testo della legge)


Le classi per gli alunni stranieri. La creazione di classi differenziate per gli alunni stranieri, "rei" di rallentare i processi di apprendimento degli alunni nostrani, non era messa in conto. Ma da quando la Lega ha preteso e ottenuto l'approvazione di una mozione che istituisce di fatto le classi "per soli stranieri" la questione si aggiunge al lungo elenco di motivazioni che portano il mondo della scuola a protestare (il testo della mozione)

La chiusura delle scuole. Per rastrellare alcune centinaia di posti di dirigente scolastico e, bidello e personale di segreteria il ministro Gelmini ha imposto alle regioni, che si sono ribellate, di mettere mano ai Piani di dimensionamento delle rete scolastica. Secondo i calcoli effettuati dai tecnici di viale Trastevere, una consistente fetta delle 10.766 istituzioni scolastiche articolate in quasi 42 mila plessi scolastici va tagliata. Così circa 2.600 istituzioni scolastiche autonome rischiano di essere smembrate e accorpate ad altri istituti. Ma quello che preoccupa maggiormente gli amministratori locali è che il ministero vorrebbe cancellare dalla mappa scolastica del Paese circa 4.200 plessi con meno di 50 alunni.

Il contratto dei prof. Non è uno dei punti più indagati dai media ma i sindacati ricordano al governo che maestri e prof hanno il contratto scaduto da 10 mesi. E in tempi di tempeste finanziarie e inflazione galoppante la questione appare di un certo rilievo.

Il provvedimento "ammazza precari" degli enti di ricerca. Il tourbillon tocca anche le università e gli enti di ricerca dove la protesta ha già dato luogo ad occupazioni e manifestazioni che vedono gomito a gomito studenti e professori, a partire dalla legge 133 sui precari (il testo).
In base a un disegno di legge, già approvato dalla Camera, che contiene una norma sulla stabilizzazione dei precari, 60 mila cervelli nostrani che fino ad oggi hanno lavorato presso università ed enti di ricerca rischiano di vedere andare in fumo i loro sogni. Se gli enti da cui dipendono non riusciranno a stabilizzarli entro il 30 giugno 2009 dovranno trovarsi un'altra sistemazione: magari all'estero (il testo del provvedimento)

La privatizzazione delle università. La coppia Tremonti-Gelmini, secondo studenti e mondo accademico, ha messo al collo degli atenei un autentico nodo scorsoio che li metterà nelle mani dei privati. Il decreto-legge 112 prevede la riduzione annuale, fino al 2013, del Fondo di finanziamento ordinario e un taglio del 46 per cento sulle spese di funzionamento. Un combinato che farà mancare l'ossigeno agli atenei e li costringerà, anche attraverso la trasformazione in Fondazioni, a cercare capitali privati.

Il turn over "col contagocce". Ogni cinque professori universitari che andranno nei prossimi anni in pensione gli atenei potranno assumere un solo ricercatore. Quella di entrare stabilmente nel mondo universitario, per migliaia di precari già in forze presso gli atenei, diventa un autentico miraggio. Per questo gli studenti dell'Unione degli universitari hanno coniato lo slogan "sorridi ... se ci riesci".
("la Repubblica", 17 ottobre 2008)

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