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di Ignazio Licciardi
Una Poesia ... dai colori grigi. I,6.; I,6.1.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 3 dicembre 2014


6. … Sì, anche il suo era … sogno frammentato e scisso / Era Ottobre. / L'anno, il ... / Trentadue i gradi durante il luminoso giorno. / Poi, scivolò la notte / e l'aria più tenera / e benevola / ... e lui dormiva. / Non si rendeva conto / del perché le Muse che allietano la vita dei poeti / ri-fuggivano, ogni tanto, / dimèntiche di color che lasciati avean ad attendere / con le mani ferme / e distanti / dai tasti neri, / macchiati di segni bianchi / e … in un ordine insensato nell’apparenza; / sol i numeri sempre allineati, / l’uno dopo l’altro, dall’uno allo zero / arabici. / Il resto, / avvolto da un disordine a cui i polpastrelli del poeta / s’arrendevano, / in quel caotico disporsi, / cercando l’ordine loro. / Non si rendeva conto / del perché la sua Musa abbandonato l’avea, / stuzzicandolo, però, / con tormento dolce / e privo del vigore lasciandolo / in giorno improvviso accadutogli come d’un saettare / sconnesso / in cielo terso / e meravigliosamente colorato / d’un celeste pastello, / rigato da fili appena appena dorati / e imbiancati / ma, a volte, rosati. / Ed era pure Ottobre quel dì. / L’anno … / Anche quella notte, la frescura … della notte … / era a lui compagna, ma … nella sua veglia. / Da quel cielo nero, / punteggiato di stelle, / non dormì più. / Aveva, forse, a viver ricominciato? / La sua Musa gl’era / apparsa improvvisa, afferrandolo con violenza, / e … generosa lo scuoteva, / risvegliandolo ai suoi futuri, / orbi di presente e di passati. / E scuotendolo, / lo rigenerava, giorno dopo giorno, / ora dopo ora, / minuto dopo minuto, / secondo dopo secondo, / … all’infinito, / fino all’immobilità del suo pensare / che diveniva etereo e statico, / in un vorticoso dinamismo selvaggio / e privo d’alcun senso. / Lui, però, viveva … per la prima volta / - credeva così, almeno -, / immobile in quella stasi / del gioioso e magico incanto di un tempo / che … non v’era. / Inventava / e costruiva, / disegnava un futuro, costui, / orfano, però, del tempo / in un luogo di ogni spazio privo. / La Musa l’aveva preso, / rapito, / lo possedeva, / lo incatenava / e lui non resisteva; / piuttosto, egli / attendeva l’ultima feroce stretta che / con … ritardo e improvvisa sempre giungeva, / sconvolgendone ogni possibilità di ritorno / al recupero del tempo. / Ed egli godeva della stretta / che toglieva a lui il fiato, / liberandogli … / paradossalmente il respiro / che diveniva d’atleta, / vigoroso, / virtuoso / nell’assenza di ogni nota virtù. / Viveva … / correva con lei, / s’inerpicava per vie scoscese / e difficili da percorrere, / alquanto …e, di ritorno, poi, / nel suo rifugio buio / che si riempiva di luce, però, / al sol pensare al vicino risorger del Sole, / al domani … / per affrettar il fuoriuscir del timido arco rosso del Sole, / egli leggeva, divorava lettere che divenivano parole / e … si intrecciavano in frasi …sempre più aperte a periodi / che divenivano ammassi di paragrafi / in capitoli di storie …incredibili ... / [... continua] / 6.1. … Sì, anche il suo era … sogno frammentato e scisso / Ma come per tutti i sogni, / anche il suo era / - o appariva a lui? - / frammentato, / perso nelle sfumature più accese, / nel suo ricordo cosciente; / sì, almeno nel ricordo suo, / cosciente. / (E chissà cosa succede, / in realtà, / mentre si è nelle braccia / di Morfeo … ingannatore … / là dove si corre, ci si perde, / si gode, / si vive l’altra parte della vita, / mentre il corpo stanco / si rigenera; / sì, cos’accade lì, / in quel luogo ... che non c’è / e nel quale si vorrebbe / restare, per sempre … / e, invece, di esso il ricordo s’annulla / dimèntico, / perché si cela, si oscura / come se … il nulla, / soltanto il nulla, / si fosse verificato, / sì, come tra un frammento e l’altro / del nostro sicuro esistere / ed altrettanto assai certo / non ricordar … / che il nulla … / E tutto ciò, / mentre ci s’accorge, / d’un tratto / - le palpebre, nuovamente vive / come ali di farfalla -, / d’esser stati rigettati / in quel che, nel di noi conscio, / rivediamo / - anche se per un solo piccolo / e misero attimo -, / sì, segmentato, ma accaduto, / e che, a volte, ci spaventa / e che, nella notte, ci fa urlare; / in quella notte nella quale, / non appena rivolgiamo a lei … / occhi ancora incerti per il sonno padrone, / ci sorride, però, come tenera madre, / pronta con il suo disegnare cieli stellati, / con il suo sussurrar canzoni costruite / di parole inventate o di poeti, / con il suo annullare il piacere / interrotto con lui … / per un bimbo ch’apprende alla vita / e ri-placa se stesso, / riaddormentandosi placido / nel cullar delle braccia … calde / della di lui natura originaria e nutrice). / … Sì, anche il suo era … / sogno frammentato e scisso, / mentr’era sprofondato nella sua poltrona … / del suo studio: / e in esto sogno / rivedeva sé bimbo / e, poi, adolescente / e, poi, insieme, bimbo e / o adolescente; / entrambi, per mano legati / con i loro quattro sogni di sempre: / una bicicletta / con cui e per cui scorrazzare e correre … / una Porche rossa con cui sfrecciare … / una villa percorsa / e ammirata, un giorno, / in un golfo / sul profondo Tirreno incantato / e, poi … amanti, / sì, amanti, / sì, proprio come participi, sempre presenti / e, quindi, che amano nell’oggi dell’oggi / e … nell’oggi del domani / e … nell’oggi del sempre. / Lui, amante da sempre, / ma anche amico … / per un tempo assai circoscritto e felice / e, poi - … / troppe le infinite ferite! / – sì … sempre e soltanto amante / che ricercava e ricerca l’amante / nel suo andare … girovago: / sostare mai un attimo / … non accorgendosi … / non curandosi che il tempo andava … spruzzandogli di neve i capelli, / ricoprendone il viso / della stessa gelida neve; / e correva, gioiva, inventava, / e ad occhi aperti sognava, / soffriva, incantava, pregava, / si inerpicava, precipitava, temeva e piangeva, / ma costruiva … sempre; / ma ora … tra le braccia di Morfeo … dormiva, / spossato … / un libro tra le mani, / di Gabriel García Marquez / che racconta sua vita d’artista e d’uomo … / d’azione e …poeta dell’immaginario … reale, / sussurrandogli - il libro o … lo stesso Gabito! -, / all’orecchio … / che, per raccontarla / bisogna, però, viverla; / e il libro gli sfuggiva / nella pagina che l’aveva, forse, tradito … / allontanandolo dal suo vegliare / e precipitandolo nel sonno. / E vedeva, così, se stesso che … /

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permalink | inviato da Notes-bloc il 3/12/2014 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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