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di Ignazio Licciardi
Una Poesia dai ... colori grigi. II,11.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 27 novembre 2014


Una Poesia ... dai colori grigi. Una danza di … puntini di sospensione*
(parte seconda)



11. [02.11.05, ore 01:19:49 II,11, ... dov’era egli ? più non sapeva! … s’era, forse, perduto … verso un "altrove" ?] … vagava per la città / e … per le sue strade e marciapiedi / e … poi per viottoli e viuzze / e … pensava di assistere alla conclusione / del cammino suo … come se quella parentesi / potesse definirsi come / suo … ultimo canto, / sì, il suo … canto del cigno … / prima di finire / o … forse, di rientrare / o di ricostruir / o di reinventare … altri possibili percorsi. / Vagava quell’uomo / e … osservava i contenuti / che … s’intrecciavano in quello spazio, / delimitato … - incredibile! - …da una semplice e geometrica parentesi / che s’era aperta, un dì, / e che or … si chiudeva, / non lasciandogli quasi … respiro; / e … scendeva, così, il tratto di quella che … / sembrava esser partita dall’alto! / Chissà perché, poi … / dall’alto! / Ma quegli era … fermo, / nel suo vagare, / perché … controllava soltanto la … discesa, / lenta, ma … che gli appariva rapida / e veloce / e che andava a chiudere … / un momento della sua vita o un suo sogno, / oppure un suo risveglio / da … sonno che durava oramai, forse, / da … troppo lungo tempo! / E … il cartoon della parentesi osservava lui … ogni tanto, / e sembrava voler decelerare, / per … consentir a lui / l’uscita. … Perché? / Se fosse rimasto all’interno … / cosa sarebbe stato di lui in futuro … / pensava lui, fermo, statico, immobile / nel suo vagare oramai senza alcun senso! / E se varcava la soglia … / cosa sarebbe stato di lui! / Avrebbe dimenticato ogni cosa? / Avrebbe vissuto dei sogni, / pilotati d’un Morfeo figlio di Sonno? / Quali e quante domande lo assillavano e impedivano / lì … inchiodandolo, fermo, / dinanzi a quel tratto animato / ch’attendeva sol … sua decisione! / D’una cosa possedea … quasi certezza, / mentr’era al di qua della soglia … che, / nella sua staticità, avrebbe visto se stesso ... / invecchiare e giammai morire, divenire, / né viver di sé trasformazione / e, quindi, non poter mai più … forse, / riconquistare etate a lui più cara … / essendo staticità mortale … distante troppo da dinamicità vitale; / e non v’era … specchio dinnanzi a lui … / eppur riusciva a coglier di sé l’immagine ... / sì, vedeva proprio se stesso … e chiaramente: / e la sua immagine, / riflessa … non si sa da che … era … d’un vecchio, / sì, fermo nel suo vagare / oramai divenuto … inatteso / e d’improvviso, privo di nesso … alcuno. / Annullava sua staticità … di tanto in tanto, / ogni qual volta … / flusso di vita … di lui si riappropriava, / e … quegli, così, / pensava che … / se soglia avesse varcato, / forse … vecchiaia avrebbe incarcerata / in quello stesso spazio … / d’un tratto fermato / e delimitato da … un tratto già chiuso / e … inattaccabile, / non rivalicabile … più; / ma non ne era certo / e … così, indugiava … / nel chiedersi: / e se la vecchiaia … / l’avesse seguito anche / al di là del limite del sogno / da lui vissuto? / Cosa avrebbe fatto, poi? / Avrebbe con essa convissuto? / Avrebbe tentato di carcerarla da qualch’altra parte, / senza, per altro … forse, giammai / riuscirvi? / E stava, così … fermo in quel suo vagare … / E il tratto, frattanto, / sembrava concludere il percorso … / segnando il tempo / e demarcando e … un prima e … un poi. / … non riuscì mai a ricordare … / il momento del suo passaggio o … di sua decisione di restar lì, / non varcando soglia, / ma ora … / stava, con in mano / stretti dei fogli ingialliti … restituitigli dalla notte / e i quali, forse, avrebbe deciso di leggere / o di bruciare / o di annullare per la forza ancor presente / nel suo pugno che stringeva … un passato recente / ch’era su d’essi scritto e inciso … / sì, lì, su d’essi, / e che … avrebbe potuto perdersi … per sempre, / oppure rivivere … attraverso lettura / e meta-lettura del suo sé lettore / che era stato l’attore, / e di quell’accader … protagonista. / Ancor fermo era quegli, / ma … sdraiato su mobile dall’alto schienale / ch’accoglieva sue spalle … / stanche ma sempre possenti / e capaci di sorregger … suo mondo. / Squillò il telefono, / sì … a lungo squillò … quel telefono, / ma le sue mani non vollero lasciar la presa dei fogli suoi / e il telefono, / anche quella sera … / non parlò … non raccontò nulla a lui, / perché zittì il suo squillo … / ad un tratto. … / Avrebbe voluto … quegli, / ma non sapeva cosa e … non prese decisione, / né allentò la presa … / Pur altre volte squillò … / quell’aggeggio, / ma nulla accadde, / perché egli non ne avvertì più … il suono, / perché liberate aveva le parole da quei fogli / che … oramai rileggeva, / senza fermarsi, ... / prima … confusamente, / come gli si presentavano … in ordine casuale, / disordinato, / impossibile da comprendere, / anco se unica cura sua era … / di stirarli ben bene … / perché nulla andasse a perdersi … / nulla … / tra numerose e probabili pieghe / ch’avessero cancellato l’inchiostro; / poi … li sistemò per data e per ora e per minuti e per secondi / e … li raccolse e li accarezzava pur, … di tanto in tanto, / rileggendovi il suo cammino … d’un tempo … recente. / Poi, d’improvviso … / lesse a voce alta, / come se cantasse, / tentando di immergersi in … altrove / di cui non riusciva a comprendere … collocamento: / era, infatti, esso … un prima o un dopo … / rispetto al suo posizionar … di quel momento? / Dov’era egli, per altro? / Al di qua, / oppure al di là della parentesi animata / e … già chiusa dal tratto? O addirittur di … / Sì, dov’era egli … / più non sapeva! / S’era, forse, perduto … / verso un altrove … /

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permalink | inviato da Notes-bloc il 27/11/2014 alle 18:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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