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di Ignazio Licciardi
Una Poesia ... dai colori grigi. IV,28.; IV,28.1.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 15 novembre 2014


28. [11.09.06 15:37:38 … poi, l’uomo che il seguiva ma ch'ei più non vedea ...] / … poi, l’uomo che il seguiva ma ch'ei più non vedea ... / non sentì più nulla, / tranne un leggero vento, / fresco, / frizzicoso ed anco odoroso … / chissà quali profumi / e … donde … conduceva / quell’aere smosso … / Si sedette su / grosso masso / che il sentiero costeggiava, / fece scivolare la sua mano / lungo il suo ligneo / e nodoso bastone, / tolse la giacca e rimase in gilet, / nero, di velluto; / riavvolse le maniche della sua camicia / candida, mostrando sue braccia / ancora nerborute. / Tolse il cappello / e affondò una mano / tra i pochi suoi capelli; / poi, fu distratto o / riportato a ... realtà / dal cinguettio d’uccello, / alto su un ramo … / (23.09.06 06:19:12) / 28.1 ... e ne sentiva il profumo di … zagara frammisto a gelsomino e ad odor prelibati di rose! / … volse lo sguardo suo / verso l’alto … / e gl’apparve come un foglio / tutto pennellato di azzurri e celesti, / interrotti / da verdi di foglie / e colori abbruniti / o quasi … bruciati, / di nero colore di rami … / deformi, apparentemente … / ma belli, / d’incanto! / Tra tali colori e delineate forme … / un uccello, / strano alla vista! / Fiero appariva, / col becco tremante / … da cui fuoriusciva canto soave, / sì … canto, non cinguettio … / quasi … voce amabile … / di donna fresca e pura! / Poi … sembrò cadere da un ramo, / prima che l’ali distendesse / e in volo s’aprisse … / e disegnò volteggi sublimi che / si combinavan col canto suo stesso …! / …Quell’uomo dal gilet / e … seduto su sasso, / incantato osservava / e … / più penetrava l’oggetto, / la cosa, l’animato o … che fosse / e … che moveasi per l’aere fermo … / più sospendea lo spirito suo … / finché vide quel corpo coll’ali e / col canto quasi arrestarsi / nello sfondo degli azzurri del cielo / filati del bianco di nuvole … / sì, quasi … filati di zucchero, / appiccicosi … e dolci: / sì, perché quel corpo … / si trasformava, / diveniva … / mostrava l’alito / che dentro lo possedea / e labbra di donna diveniva lo suo becco … / e rosse, d’un fuoco amico e / acceso e … / volto suo, poi, andava formandosi, / e l’ali … capelli fluttuanti divenivano e dorati / e, nonostante il fermo del tempo, / velavano lineamenti ed ombre / d’un viso che ad apparir sempre più chiaro /andava. … / Chiuse gli occhi, l’uomo dal gilet, / seduto, schiacciato … su sasso … / per timore, forse, / che sol visione avesse / e … che realtà non vedesse / e … quando le palpebre sue / libero lasciarono sguardo / di riveder … la natura … / una donna … / avvolta / soltanto da veli candidi / e trasparenti / che tutto il corpo d’ella ... che lui non conosceva … / mostravano, / senza procurar fatica alcuna ad … osservatore, / anco distratto! / Tremò sul sasso che l’accoglieva, / quell’uomo e … per un attimo / sentì … non più il canto / dolce e acuto, a volte, / e, a volte, sordo … / che gli trafiggeva l’anima! / Non più canto di donna, / ma Tri tri tri …! / Si voltò subito innanzi, / per cercar l’ombra / o il corpo di chi ... / ch’era scomparso, però, /- e non riappariva; / non lo scorse, difatti, / e … subito tornò con suoi occhi a … visione, / temendo che gli sfuggisse! / Era lì, invece, e sempre più nei suoi pressi / e ne sentiva il profumo di … zagara / frammisto a gelsomino e ad odor prelibati di rose! / Poi … la vide, la sentì anzi … / seduta sulle gambe sue / che … fremito emisero / e … sudore lo colse … / sentì il seno di lei … / quasi nudo e adagiato / a gote sue e n’avvertì del capezzolo il gusto / sublime …! Stette immobile, / fermo, lì, duro come il sasso, / mentre una mano, sì … di quella dea, / gli strinse la sua che ... / stringeva il bastone / e … con l’altra … gli indicava qualcosa, / mentre con occhi di pianto … / lo supplicava! Di cosa? … L’uomo dal gilet volse lo sguardo suo / dagli occhi di lei e scorse / la di lei mano stretta sulla sua / che stringeva il bastone / e, poi … ancor lo sguardo allontanò / verso quel posto che lei gli indicava / e vide e … intravide un luccichio / d’un lucchetto che teneva strette due parti / che tenevan chiuse … forse / un … tesoro? Questo, per un attimo, l’uomo pensò, / ma poi ricordò d’ella quasi il pianto / e raccolse lo minuscolo bauletto … / Lei sorrise e gli mostrò una piccola chiave / che lui tosto raccolse / da quella mano che sfiorò … gelida e calda / al contempo e … la chiave infilò / dentro e la girò finché … / le due parti s’aprirono / e lui le aiutò pure e … / vide tra esse … / e rotoletti di carta ben ravvolti / e foglietti ben piegati e sistemati / e … tutti / il profumo di lei / che sempre di più sorrideva / emanavano e … quasi sembrava, costei, / prestar orecchio a voce che, però, ancora / non arrivava, … ma che lei già avvertiva, sentiva, / udiva ed ella, così, … s’apriva leggera, / quasi volesse riprender … suo volo! / L’uomo capì e … non permise / che quel dolce peso l’abbandonasse / e, di fretta, ma …, quasi con cura cercandolo … / colse un, solo un di quei foglietti / e … lo liberò da sue pieghe ... / mentre entrambi e lui e lei ricolmi erano / d'uno strano Tri tri tri ... / che da lontan veniva portato / da ... Eco

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permalink | inviato da Notes-bloc il 15/11/2014 alle 12:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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