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di Ignazio Licciardi
Ieri, noi dicevamo: "Quando non si ha nulla da dire, bisognerebbe tacere"! Oggi, il Segrtario del PD dice che Brunetta dovrebbe ...
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 20 marzo 2009


 

Franceschini: «Brunetta chieda scusa agli studenti» e il governo «cancelli il provvedimento sulle ronde»

«Brunetta dovrebbe ricordarsi che è un ministro, dovrebbe mordersi la lingua prima di insultare gli studenti che manifestano pacificamente contro i tagli alla scuola».

Lo ha detto il segretario del Pd Dario Franceschini replicando ai cronisti che, a margine di un incontro con la Comunità ebraica di Roma, gli chiedevano delle parole di ieri del ministro della Pubblica amministrazione che ha apostrofato gli studenti che hanno manifestato alla Sapienza come 'guerriglieri'. Secondo Franceschini, Brunetta dovrebbe «chiedere esplicitamente scusa e provare a dare risposte alle loro richieste».

«Mi sembra che la destra si stia dividendo praticamente su tutto», ha commentato il segretario Pd . «Anche perché - aggiunge Franceschini - quando accettano proposte che non stanno né in cielo né in terra come l'idea di affidare la sicurezza a ronde di privati prima o poi ci si accorge, o per le reazioni dei cittadini, o perché ci si pensa di notte, che sono proposte che non stanno in piedi».

«Spero che quel ravvedimento sulle ronde - conclude - porti a rivedere un provvedimento sbagliato. Piuttosto si diano risorse alle forze di polizia, una cosa che si potrebbe fare con l'abbinamento del referendum a europee e amministrative che porterebbe a un risparmio di 400 milioni. Lo abbiamo chiesto e lo riproporremo in Parlamento: sarebbe un segnale concreto».

"l'Unità", 20 marzo 2009

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  •   |   Stefano Milani
    A Brunetta replicano i "guerriglieri" dell'Onda:
«Il nostro è un movimento pacifico, sono il governo e la polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia».

 

Prima li ha definiti dei «guerriglieri» («e come tali saranno trattati»), poi ha precisato che non arrivano nemmeno alla dignità dei guerriglieri, ma che sono solo dei «ragazzotti in cerca di sensazioni forti». Cornuti e mazziati gli studenti dell’Onda. Anzi, prima mazziati e poi cornuti. Due giorni fa i manganelli dei celerini, ieri le parole del ministro Brunetta. Il messaggio è più o meno lo stesso: d’ora in poi tolleranza zero contro chiunque abbia intenzione di protestare. E se sono studenti che rivendicano il diritto allo studio e si battono contro i tagli all’istruzione, allora si può andare giù duro. Si può sequestrarli per ore nella prima università di Roma, la più grande d’Europa, caricarli, costringendoli a non farli uscire, reprimendo a suon di legnate il loro diritto a scioperare.
Poi, come se non bastasse, la mattina dopo arriva il ministro della Pubblica amministrazione e, davanti ai giornalisti, comincia col suo show. Prima un classico: la caccia al fannullone-assenteista-malato immaginario della scuola. A seguire l’invettiva contro il movimento studentesco. Alla domanda sulla protesta che monta, si aggiusta la giacchetta e si lancia a briglie sciolte: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni di guerriglia». L’Onda «non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
Accanto gli siede la collega Gelmini che cerca di minimizzare: «Lo sapete come è fatto il ministro Brunetta, a volte usa toni forti e provocatori...». «Eh no», rispondono dal coordinamento dei collettivi della Sapienza «le dichiarazioni sono gravissime e non sono frutto di una battuta detta a caso. C’è un preciso disegno politico che vuole azzerare il dissenso, annientare chi non la pensa come loro». I ragazzi dell’Onda ci sono abituati. Fu Alemanno, nel gennaio scorso, a cominciare con questo processo di criminalizzazione del movimento. «La Sapienza è tenuto in ostaggio da 300 piccoli criminali dei quali dobbiamo liberarci», tuonò allora il sindaco di Roma. L’ordine è stato eseguito mercoledì, impedendogli di scendere in piazza proprio nel giorno dello sciopero della scuola, università e ricerca, impugnando così il protocollo anti-corteo fresco di approvazione. «Una provocazione», ripetono gli studenti «a cui segue un’altra provocazione, quella del ministro Brunetta». Che comunque, concludono, Secca anche la replica della Rete degli studenti: «Il nostro è un movimento pacifico, sono il governo e la polizia che stanno cercando di creare uno stato di guerriglia». L’unione degli studenti chiede invece le dimissioni «immediate» e le scuse di Brunetta perché un ministro della Repubblica «non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei "guerriglieri" da trattare come tali». La sua «è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi». Ricordando che già il presidente Berlusconi in autunno «aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta. Non ci lasceremo intimidire».
Al fianco dei ragazzi scende la politica. Dall’estrema sinistra all’Italia dei Valori è tutta una condanna, e l’aggettivo più gettonato per commentare le parole di Brunetta è «irresponsabili». Seguono «sconsiderate» (Bersani, Pd), «indegne» (Guidoni, Sinistra e libertà), «provocatorie» (Ferrero, Prc).

Con Brunetta si schiera invece Azione universitaria. «È stato fin troppo generoso. I collettivi nelle università vorrebbero giocare ai guerriglieri, ma sono solo dei teppistelli ignorati dalla maggioranza della popolazione studentesca», sentenzia Giovanni Donzelli. Curiose affermazioni da parte del segretario nazionale di una compagine studentesca che fa capo ad An a cui è stato trovato, non più di quattro giorni fa in un armadietto custodito nell’aula da loro autogestita all’università Roma Tre, un vero e proprio arsenale nazifascista: spranghe, bastoni, mazze e materiale propagandistico firmato con svastiche e celtiche.

  • "il Manifesto", 19-03-09

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permalink | inviato da Notes-bloc il 20/3/2009 alle 17:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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