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di Ignazio Licciardi
Pure a Walter piace violare la Costituzione Italiana! Ma ... abbiamo ancora una Costituzione? Ehi, dico a voi ...
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 29 settembre 2007


 
Xenofobia e forcaiolismo "democratico..."
Amici intellettuali, fermate
Veltroni!

Piero Sansonetti
Il sindaco di Roma Walter Veltroni ha chiesto al ministro dell'interno Amato, e al prefetto di Roma, di modificare le norme sulle espulsioni dei cittadini comunitari, in modo da poter procedere senza ostacoli all'espulsione dal nostro paese dei cittadini rumeni che siano accusati di "danneggiamento di persone o cose". Veltroni ha chiesto che il provvedimento di espulsione sia emanato dal prefetto.
In sostanza il sindaco di Roma ha chiesto ad Amato di compiere una azione illegale, varando un provvedimento in contrasto con la nostra Costituzione, che viola il principio dell'uguaglianza delle persone davanti alle leggi, che stravolge gli accordi e le norme della comunità europea (della quale la Romania è membro a pieno titolo), che sottrae alla magistratura le sue competenze, cioè quelle di indagare e giudicare. Veltroni vorrebbe una città dove la legge si applica per via amministrativa e tutti i poteri sono unificati, sono un solo potere "totale".
Il gesto di Veltroni (spero) non avrà conseguenze pratiche perché la richiesta è giuridicamente inconsistente. Ha però un grande valore simbolico. Rafforza il messaggio già inviato da Cofferati (da Bologna) e dagli amministratori diessini di Firenze, che è molto semplice: la xenofobia non è una prerogativa della Lega e il futuro Partito democratico saprà dare rappresentanza politica anche a quei settori un po' rozzi e razzisti della nostra società che finora hanno trovato ascolto e ospitalità solo a destra.
La mossa xenofoba di Veltroni avviene alla vigilia della sua proclamazione a leader del Partito democratico, e chiaramente è stata studiata proprio in funzione di questo avvenimento. Veltroni vuole che il Partito democratico nasca con l'ambizione di poter dare voce e potere, e di riscuotere il consenso, di un settore abbastanza vasto e anche reazionario della destra italiana. Veltroni guarda lontano, al dopo- Berlusconi.
Le conseguenze di questa politica spregiudicata sono tre. La prima, devastante, è l'aumento del razzismo in Italia. La irresponsabilità di buona parte del nostro ceto dirigente sta spingendo in quella direzione. La seconda conseguenza è più di tipo politico, forse indigna di meno, ma è grave: la fine della sinistra riformista, l'apertura di un enorme vuoto nei tradizionali schieramenti politici italiani. E la scomparsa - cioè la fuga a destra - della sinistra riformista pone un problema serio e complesso anche alla sinistra radicale, che perde un interlocutore, una sponda.
La terza conseguenza è il manifestarsi di un vero e proprio rischio di regime. Intorno al nuovo Partito democratico Veltroni sta raggruppando forze notevoli, anche intellettuali, quasi tutto il mondo dello spettacolo, della comunicazione. Possibile che tanti intellettuali che hanno costruito la loro personalità, il loro lavoro di molti anni, sui valori della sinistra, o del cristianesimo sociale, non si accorgano di questa operazione? Solo loro possono fermare la corsa a destra di Veltroni e del nuovo partito. Possono battergli sulla spalla e dirgli: "Walter, adesso basta, Cambia strada o noi ce ne andiamo". Lo facciano, è urgentissimo.


"Liberazione", 28/09/2007

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