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di Ignazio Licciardi
Frammento ...
post pubblicato in Frammenti di esistenza, il 5 aprile 2007


25.
Incontrai un Signore, ier mattina, che si mise a parlare con me, senza che mi conoscesse, e mi disse: “Sa, io un giorno, m’accorsi d’un campo che mi parve un po’ abbandonato a se stesso. Lo guardai con attenzione dappertutto, in ogni angolo suo; mi parve che piangesse; ma, poi, andai via. Da subito, però, ritornai a cercarlo, tra gli altri, e quando lo ritrovai mi preoccupai di rimetterlo su; sì, lo curai, a mio modo, come s’esso parte di me fosse, lo dissodai, lo bonificai, lo arai e m’era parso pur d’averlo seminato, ma forse il seme andò lontano e portò con sé anche il campo! Or lì v’è un vuoto! Pare anche a me impossibile quel che io le dico ma, mi creda, accadde davvero così. Mi scusi, ma io vado ripetendo spesso a me stesso ciò che le ho appena raccontato e tutto mi par strano e frutto sol della mia mente; allora, ho pensato che io dovessi dirlo al primo che incontravo, ma soprattutto, forse, per far sentire a me stesso ciò che io non sol pensavo ma che anche dir potevo e poter meglio, così, nella mia persona, fissare e ricordar, sì, proprio quel che, un tempo, m’era d’un tratto capitato. Mi scusi ancora, Signore, io sono un contadino”!
Ed io vidi che, riposto il cappello sulla sua testa, quegli s’allontanava, perdendosi nei campi, limitrofi al giardino.

 

Palermo, 05-04-07




permalink | inviato da il 5/4/2007 alle 16:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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