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di Ignazio Licciardi
Frammento ...
post pubblicato in Frammenti di esistenza, il 12 agosto 2006


20.
Ascoltavo senza volerlo, … per caso, un dialogo, mentre sfogliavo un giornale e cominciavo, così, a fingere di leggerlo quel giornale che raccontava di attentati e di risoluzioni ONU, mentre Israeliani e Libanesi continuavano a morire, forse, senza neppur saper lor stessi il … perché!

Sì, v’erano due personaggi accanto a me: un vecchio e una bambina.

 

La bambina: nonno, perché non parli?

Il nonno: piccolina, pensavo a quel che vorrei scrivere …

La bambina: che cosa vorresti scrivere? A te piace di più scrivere che parlare, vero?

Il nonno: vuoi che ti racconti una favola?

La bambina: no, nonno, perché non mi dici quel che vorresti scrivere …

Il nonno: dici davvero?

La bambina: sì, nonno, a me piace sia scrivere sia parlare e anche disegnare e colorare e correre e saltare e ridere e abbracciarti forte forte, nonnino …

Il nonno: …

La bambina: su dai, racconta, nonno! Io ti ascolto …, mentre pettino la bambola …

Il nonno: stavo pensando che chi scrive è come un contadino che …

La bambina: chi scrive è come un contadino, nonno! Ma che dici? Vuoi che io rida, adesso, non è vero, nonno?

Il nonno: no non scherzo, piccolina! Pensavo che il contadino, quando semina è come lo scrittore!

La bambina: dici sul serio, nonno?

Il nonno: sì, piccolina, ascolta; no, anzi, socchiudi gli occhi e cerca di guardar le mie parole che diventano persone, cose, fatti, …

La bambina: sì, nonno, mi piace questo gioco, su dai dai … l’abbiamo già fatto questo gioco e mi sono divertita un sacco, nonno mio bello …, dai …

Il nonno: cosa vedi?

La bambina: la campagna, nonnino!

Il nonno: non vedi altro?

La bambina: sì, nonno, vedo un uomo che cammina e che porta a tracolla una bisaccia …

Il nonno: bene, bambina mia; adesso quell’uomo ferma il suo passo e mette la sua mano dentro la bisaccia che ha appena dischiusa e … la sua mano n’esce come un pugno chiuso che trattiene qualcosa, come dei semini, tant’è che alcuni scivolano via dalla stretta! Vedi le mie parole, piccolina?

La bambina: sì, sì …  vedo tutto bene, nonno, sì proprio tutto ciò che tu mi dici …
Il nonno: ecco, quell’uomo è un contadino che vuol seminare i campi …

La bambina: tutti i campi, nonno? Io ne vedo tanti, sai! Gli facciamo seminare soltanto il suo … di campo, nonnino?

Il nonno: il mio! Il suo! No, … lui vuol seminare proprio i campi!

La bambina: dai, nonno, non scherzare sempre! Come fa a seminare tutti i campi, quel contadino? Mi fai ridere, adesso, nonno! …

Il nonno: ridi pure, bimba mia, ma tieni gli occhi socchiusi e continua a veder ciò che ti dico …

La bambina: va bene, nonno! Ma … mi vien da ridere! Mi prendi in giro, nonno?

Il nonno: no, il nonno non vuol prender in giro la sua nipotina! Ascolta: vedi, il contadino, adesso, è un seminatore e … il seminatore è come lo scrittore …

La bambina: ah già, dimenticavo … lo scrittore …

Il nonno: … ma un seminatore particolare, però! Ricordi che tu, prima, dicevi che quel contadino doveva seminare solo il suo campo?

La bambina: sì che lo ricordo, nonno, l’ho detto io poc’anzi!

Il nonno: ecco lo scrittore è un contadino-seminatore un po’ strano che non vuol seminare soltanto il suo campo, ma tutti i campi!

La bambina: …

Il nonno: non dici nulla?

La bambina: no, ti ascolto, nonno …

Il nonno: lo scrittore è un seminatore che tien strette le sue parole, le sue letterine dell’alfabeto, ma …, prima di lanciarle lontano perché fruttino, non cerca una particolare direzione del vento; cerca, piuttosto, un vento capriccioso che porti di qua e di là le sue parole! A volte, sai, egli scrive soltanto se soffia un forte vento che non segue direzione precisa …!

La bambina: perché, nonno? Facendo così, quando il contadino aprirà la sua mano … il seme andrà di qua e di là e, forse, nessun semino si poserà sul suo … di campo!

Il nonno: bene, piccolina, hai compreso quel che voglio dirti! Infatti, io dicevo che il nostro scrittore è un contadino un pochetto strano! Vuole che le sue parole vaghino, volino, anche disordinatamente su e giù per l’aere ventosa; … or si posano, or si adagiano, or riprendono a volare oppure si sistemano ben benino da qualche parte e …

La bambina: insomma, a questo contadino un pochetto strano, come tu dici, nonno, piace buttar i semini a destra e a manca …; e, così, pure al nostro scrittore …!!!

Il nonno: no no, piccolina, non è tutto tonto il nostro scrittore-seminatore! E’ soltanto … uno scrittore! Vuol egli che le sue parole non siano sue, ma di tutti! Sarà così che le sue parole ch’erano, prima, strette nella sua mano, come la semente nella mano del contadino, andranno a generar racconti, discorsi, favole, … che … non son soltanto del pensatore, né di sé scrittore, ma del lettore!

La bambina: tu vuoi dire che le parole appartengono a tutti, nonno? Ma, se le ho messe insieme io, però, …, pur appartenendo a tutti …, sono le mie parole ben ordinate che si traducono in “ti voglio bene, nonnino”!

Il nonno: sì, anch’io ti voglio bene, piccolina, ma … le parole appartengono a tutti, anche quando le rimescoliamo noi! Ma non soltanto questo voglio dirti, piccolina! Piuttosto … che le parole, per crescere devono incontrar altre parole e … fogli adatti su cui riposarsi! E non è detto che i fogli ben preparati, già da prima, siano il giusto luogo del riposar delle parole! Forse, esse devono prima vagare, attraversare oceani, essere dimenticate, morire e rinascere …

La bambina: ora, mi fai paura, nonno! Adesso, apro gli occhi! Lo sai che non devi dire mai quella parola lì, nonnino!

Il nonno: vedi, bimba mia, come una semplice parola può far anche paura! Ma se messa assieme ad altre … tutt’un’altra storia, piccolina! Non devi temer le parole, perché esse ora dicono ed ora non dicono più, perché son andate via o son diventate altro; e ciò proprio per il loro vagare; per quella volontà strana di quello scrittore-seminatore!

La bambina: nonno, che dici?

Il nonno: sì, hai ragione, torniamo a casa, piccolina!

La bambina: no, nonno, continua a raccontare …

Il nonno: … quel seminatore ha appena lanciato il suo braccio in avanti e in alto e sta aprendo la mano e il vento è forte … li vedi i semini che volteggiano? Che non sanno dove andare? Guarda osserva, alcuni si sono posati proprio sul terreno del contadino ed altri al confine del suo campo, … li vedi …; ed altri ancor volano ancora in alto e sempre più in alto …

La bambina: sì, nonno, li vedo e … il vento è forte, nonno, …

Il nonno: ma adesso e d’un tratto, il vento cessa e il contadino s’accorge d’aver seminato un po’ sul suo campo e un po’ su campo d’altri, come il nostro scrittore che ha scritto … un po’ sul suo foglio e un po’ su fogli d’altri, ma senza volerlo …! Vedi, da quel seme lì, lo vedi? Nascerà piantina che darà fiore e frutti che verranno gustati d’altri ancor che passeranno; ma, mentre il seme caduto sul terreno del seminatore stesso darà quel frutto atteso e previsto; altri semini, rotolando in altri campi troveranno altri umori e vivranno fiori e frutti, forse, più dolci e succulenti oppure, forse, acidi e da buttar via! E quelli volati ancor più lontano … chissà, bimba mia!

La bambina: … vedi, nonno, che è bello pure raccontare e giocare a vedere le parole, invece di scriverle come vuoi fare sempre tu? Ora torniamo a casa, nonno che il vento s’alza …

Il nonno (alzandosi dalla panchina e prendendo per mano la nipotina): … anche a me piaceva, prima, parlare e …; adesso, per me, è il tempo dello scrivere!

La bambina: nonno, t’è volato via il cappello! Corriamo a riprenderlo …

 

… e fu a quel punto che il mio giornale volò via e con esso tutte le sue parole e titoli ed articoli …

Contrada Sant'Onofrio-Trabia, 12/08/06




permalink | inviato da il 12/8/2006 alle 12:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
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