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di Ignazio Licciardi
2005: dal 2 Gennaio al ... 24 Ottobre (pagg.6)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 24 ottobre 2005


                                                                    pag.6
Ehi, papà,

ma che stai combinando lassù? … Mi rivolgo a Te così, mentre ancor ho negli orecchi la Tua ultima lezione donata ai Tuoi studenti … dal lettino d’Ospedale … ed appena uscito da sala operatoria eri e ... soltanto a lor pensavi! Non spiegavi, vivevi, ascoltavi, attendevi voce che Ti invitasse ad argomentar e … se nessun parlava Tu subito e solerte aggiungevi una Tua frase che a sollecitar andava l’aula intera che … piena Tu vedevi, mentre compagni Tuoi di stanza d’Ospedale si lamentavan non di lor dolori e pene ma … del Tuo dire argomentato ... nella notte! E Tu ti fermavi nel Tuo dire e maravigliato stavi ad ascoltar pure loro lamentele e Tu dicevi lor: “se non volete ascoltar mie parole, potete uscir dall’aula, anche fuori d’essa, per voi, qualcosa da apprendere … pur esisterà”! E noi sorridevamo, mentr’i poveri malati, arresi, sfiancati da Tuo fiume di parole, uscivano da sala,  accompagnati da parenti lor, per andar a dormir su sedie e su poltrone, nei corridoi, portando con sé strumenti di lor vita. E tu, rasserenato, riprendevi, nella tranquillità dell’aula … tua ricca lezion, felice d’esser rimasto con chi ascoltar voleva soltanto Te.  … Sì, i miei orecchi tal cose percepiscono, adesso mentre mi rivolgo a Te, per dirti e per ripeterti: “ma che stai combinando, lassù, papà”! Tutto sembra, infatti, cambiato, dall’ultima mia lettera …! Ah, volevo anche dirti: Tu lo sai, papà, che io starei sempre a scriverti, ma non posso interromper Tuo lavor sublime che anco dalle nuvole Tu muover fai; Tu lo sai e lo sapevi anco allor che, … mentre forse m’attendevi, … che, mentre forse c’attendevi, ancor Tu … tra i libri tuoi e con noi, … io ti dicevo che non venivo sempre a trovarti perché distrazion e interruzion  da/di Tuo lavor di ritaglio e di scelta d’articoli e pensier provocato in Te avrei, per cui … e Tu, sì, sorridevi, papà, rimproverandomi … senza proferir parola …, ma chinando più volte la testa, per dirmi …!

Sì, papà, ma adesso, dimmi: “che stai combinando Tu lassù”! Qui, da noi, sembra tutto voler mutare; i giovani rinati appaiono, gli studenti occupate hanno le Facoltà anche se nessun medium narrandolo va, mentre i cosiddetti uomini politici dell’Italia disunita e disfatta e dimezzata a “ragionar” stanno sul grande “Molleggiato” il qual, porello, è costretto a lasciar canzoni e melodie e pensier d’amor … per ricordar ch’anco lo popolo esiste. Io, giorni addietro, attribuivo ai giovani le colpe, ma quegli stessi di ieri sembran invece e d’un tratto aver spezzate lor catene, come se qualcuno li … guidasse e incoraggiasse e sussurrasse lor … a riprendere tenzon!

Papà, ma che stai combinando, … lassù …!


Palermo, 24 Ottobre 2005 23:50
                                                                
Ignazio




permalink | inviato da il 24/10/2005 alle 23:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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