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di Ignazio Licciardi
2005: dal 2 Gennaio al ... 30 Settembre (pagg.5)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 30 settembre 2005


 

pag.5


Caro papà,
 

Siamo alla fine di un Settembre estivo, come sempre, qui da noi. E l’autunno si profila “caldo”, molto “caldo”. La democrazia – tu lo dicevi già da tempo – non esiste più. Dicevi che era oramai inutile … anche il voto e non andavi a calar nell’urna nome né simbolo. Dicevi che v’era bisogno di qualcosa di nuovo ma che non profumasse d’antico, ma non sapevi cosa e … restavi lì con quelle parole dette o, forse, cercavi e pensavi nella … tua presenza-assenza.

Sordità, cecità, immobilismo regnano tra battutacce e risa d’ebeti amplificate! Gridano alla scandalo anche color che battagliar potevano prima, ma non hanno agito; sì, nessuna azione mai proposero, sì, né allora … né giammai se non … la stupida attesa. Oggi, … lamenti, quando vittoria si poteva, invece, cantar nelle piazze e botteghe e case e ville di cittadini risorti. Nulla di ciò.

Téchne primeggia senza cuor né anima, ancorandosi all’ineffabile moneta.

Tutti propagandano e vendono prodotti che di cultura nulla posseggono.

Le parole si inseguono senza regola né corrispondenza a cose né a fatti.

Le parole, sì, regnano e nulla donano al comunicare né al misero trasmettere.

Pazzia detiene il potere e tutti ridono e tutti comprano e tutti imbrogliano e tutti barano e … i giovani piangono. Pur essi hanno colpe, però, perché combattuto non hanno, e non combattono ora e nulla fanno, se non … vivere il sistema che eppur odiano.

Mi ricordo, quando ti sentivo gridar al mondo le tue “arrabbiature” contro i vari … “cavalli di razza” di partiti crociati che a te apparivano compagni d’Ulisse, tratti da lui in salvo dalle grinfie di Circe che forme non d’umani aveva loro … “donato”. Saggi, quelli d’un tempo erano, papà, in confronto a costoro che da Nessun tratti possono esser in salvo.

Ebeti, incapaci, servi, privi di dignità alcuna, costoro che guidano non un sol paese, ma tanti, perché copia dell’un è l’altro e pure l’altro ancora; e tal … misfatto è visibile ad Est e ad Ovest del mondo sconfitto e … inutilmente incerottato da solitaria immagine da strisce di fumetto uscita, un dì, dalla matita d’un artista! Grida si odono dal Parlamento: dall’una: “violentate la democrazia”! “Neppure della Camera il Presidente è arbitro”! E dall’altra: “Io son indifferente ad ogni attacco vostro”! E l’un e l’altro sanno che a recitar stanno. I liberi che in pochi son rimasti protestano nelle piazze e dai pochi d’aula scranni! Ma chi mai può udirle, ammutolite come son le loro voci da schiamazzar di media?

Oggi o ieri, su “Liberazione”, Tonino Bucci scrive/scriveva: “…Alla nostra epoca spetterebbe, invece, un «marxismo dell'astratto» che renda conto di come, oggi, il capitale svuota dall'interno il mondo concreto degli oggetti e dei bisogni umani. Cose e uomini sopravvivono in superficie, ma tutto è incorporato nel meccanismo di un'accumulazione quantitativa. Ma quel che rischia di scomparire dalla scena di un capitale astratto e senza volto è, appunto, la storia, la politica, i partiti, l'iniziativa e la resistenza delle classi subalterne. Degli uomini in carne e ossa”.

Tu a questo forse pensavi, quando dicevi che: “… v’era bisogno di qualcosa di nuovo ma che d’antico non profumasse”? Papà, qual era il tuo pensier … vorrei ora sapere …

Ignazio

 

Palermo, 30 Settembre 2005  0:39




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