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di Ignazio Licciardi
2005: dal 2 Gennaio al ..., al 4 Settembre (pagg.3)
post pubblicato in Caro papà, ..., il 4 settembre 2005


Associazione “Centro Studi e  Ricerche  Éros e LÓgos



degli amanti delle Arti, delle Scienze, delle Lettere e della Formazione



fondata nel gennaio 2005 in ricordo e in memoria del 



Prof. Ugo Licciardi Senior



 (Palermo 23 Aprile 1921 – Palermo 2 Gennaio 2005)


Pagina 3

 

 

 Caro papà,

quanta compagnia m’hai fatto da quando sei andato via! Sai, stavo scrivendo … “tu neppure lo immagini”! Che stupido che sono! Tu lo sai, invece, eccome lo sai! Fai compagnia a tutti noi, senza che tu posa soffrire l’oppressione dell’impegno, riuscendo a parlare con noi tutti e singolarmente! Tu vivi, forse, quel mondo magico che molti ci hanno detto che è da qualche parte e, così, riesci a star con noi, mentre il tuo corpo sbiadisce in un luogo da noi conosciuto e amato; da alcuni di noi raggiunto più volte, per farti compagnia! Io, no, ancora oggi, io no. Io so che tu sei con me, sempre. Non scorderò mai le tante cose con te vissute, e fino all’ultimo, quando io cercavo, ad esempio, di scaldarti la mano e tu mi dicevi: “ma le tue mani sono fredde! Copriti, se no ti raffreddi” e cercavi di toglier da sopra il tuo corpo la copertina del lettino d’ospedale ; ed io ti dicevo: “no, io non sento freddo, papà”! E tu mi mi rispondevi: “ah, va bene”! E sorridevi e mi chiedevi di cercati gli occhiali, una la lente, l’altra non v’era: era caduta con la tua caduta; ed io ti dicevo: “sono qui gli occhiali, sul comodino”! E tu: “ah, va bene”! Sì, per te, tutto andava bene, anche quando ti adiravi, quando eri nervoso per i nostri comportamenti non sempre decorosi! Ma, alla fine, t’eri stancato; avevi deciso di vivere da solo, tanto nessuno voleva più ascoltarti. Chi ti portava da una parte, chi dall’altra e tu, ogni tanto, cercavi di fuggire dalla prigione che, poco alla volta, t’avevamo, tutti noi costruita! Finché hai visto che nessuno ti controllava più! La mercenaria impaurita non conoscevi e, così, finalmente per te, non per noi, non per me, sei andato via, là dove più nessuno di noi poteva disturbare e impedire i movimenti tuoi ed hai ripreso, così, il potere tuo che noi t’avevamo rubato! Papà, quanto ti voglio bene e quanto t’ho voluto bene! E mentre scrivo e mentre ti penso, sai, io piango! So che tu non vuoi, perché io non riesco a capire ancora il significato della vita. Ma la tua presenza era per me importante, anche quando, tu, già stanco, non m’ascoltavi più e, per farmi capire che partecipavi del dialogo, mi “rispondevi” con quel che pensavi in quell’attimo, oramai senza tempo … noi credevamo, io credevo.

Tu, ora, sempre con noi. Sai, non riesco a parlare ancora di te con gli altri , perché le lagrime mi costringono al silenzio!
Ciao, papà,


Contrada Sant’Onofrio, 19 Agosto 2005

                                                                                                  Ignazio




permalink | inviato da il 4/9/2005 alle 14:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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