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di Ignazio Licciardi
Presentazione (registrata)
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 14 marzo 2015


Presentazione del libro di Marina Minghelli, Nel Mezzodelgiorno, Franco Angeli, Milano 2010 di Maria Bonafede – Barbara Bruno – Carmen Cardella –Liliana Cimino – Deborah Davì – Tiziana Fiumefreddo – Valeria Giardi – Jenny Giustiniano –Antonino Leonardi – Ignazio Licciardi – Federica Passavanti – Laura Scianò -Libreria Feltrinelli di Palermo, 31 Gennaio 2011 Premessa di Ignazio Licciardi Saluto, anzitutto, la scrittrice Marina Minghelli. Ringrazio la Feltrinelli per l’ospitalità e, chiaramente, tutti i presenti, tra i quali sembra che emergano soprattutto volti giovani. Già questo scenario mi fa intravedere il senso della speranza, di un futuro di successo, di un grande successo. Se i giovani affollano le Librerie e i luoghi di cultura vorrà pur dire che la rinascita è vicina. Potrei dire, anzi, che essa sembra voler ripartire proprio da questo spazio, adornato di pagine e copertine stampate e di note musicali che a fatica restano serrate nei loro contenitori. Ebbene, co-presente a me v’è un gruppo di giovani studenti della Università di Palermo che studiano e meritano di rendersi protagonisti, più che semplici spettatori, perché non vogliono continuare ad ascoltare coloro che ripetono fino alla nausea che, anche per loro, verrà il giusto tempo, sol perché oggi sono ancora – dicono costoro! -inesperti, proprio perché troppo giovani, per cui devono attendere, sì, … devono attendere il loro tempo. Ebbene, questi giovani, invece, si fanno interpreti del pensare di tutti quei giovani sempre messi da parte, affinché non producano, affinché non lavorino, affinché non esistano … e così tali giovani decidono, con la loro presenza, che “quando il tempo loro è il tempo giusto”, lo decidono da sé e non grazie ad altri! E, così, stanno qui, in questa serata, a presentare il libro di Marina Minghelli con i loro interventi che seguiranno questa mia breve Premessa. Marina, io non sono un critico letterario, sono soltanto un cultore, un ricercatore della scienza dell’educazione e della formazione. Dico questo, perché, Marina, avresti meritato in avvio di questo pomeriggio letterario, per l’appunto, una voce che sapesse, meglio di me, di noi, leggere tra les paroles che compongono il tuo libro. Ho accettato, però, perché, come direttore della Collana “biblìon” nelle Edizioni Franco Angeli, ho avuto modo di leggere le bozze non di stampa ma di prima o seconda stesura del tuo narrare/viaggiare/dialogare. Ti dissi, allora, che il tuo testo, se letto tra le righe e fuor e dentro d’esse, trasudava di messaggi pedagogici e, dunque, politici. Sono chiaramente orgoglioso di poter usare tale aggettivazione, in un tempo in cui il “pedagogico” sembra non riuscire ad ottenere spazi adeguati nei meandri di una cultura stanca (veicolata, oramai e per lo più, da un diffuso cattivo uso dei mezzi tecnologici e digitali). “Pedagogico” sembra esser diventato, per la gente tele- dipendente e non, espressione quasi di “potere che plasma, che ideologizza, che dirige”, quando invece “pedagogico” significa proprio il contrario e l’opposto del plasmare e del modellare e manipolare! Avremmo tanto bisogno di pedagogisti e di educatori sguinzagliati per le vie delle territorialità, per sostenere, per sollecitare, per l’appunto, l’avvento della rinascita. Abbiamo tanto bisogno di educazione, ma non soltanto nel suo senso più diffuso, piuttosto nel suo senso autenticamente politico e democratico e partecipato e che individua nella solidarietà, nell’essere responsabili, l’autentico senso del cammino, del viaggio, della narrazione del sé e dell'io e delle comunità che si aggregano, grazie soprattutto ai tanti “sé”, ai tanti “io”. Ebbene, Marina Minghelli è stata da me colta e interpretata, sin dalla mia prima velocissima lettura del suo scritto, come messaggera dell’autentica politica, dell’autentico farsi del pedagogico che è dell’uomo che vuol andar sempre oltre se stesso e non s’accontenta di ciò che va conquistando durante il suo viaggiare, il suo peregrinare, il suo narrarare/rsi. Ma cerchiamo di conoscere Marina Minghelli prima ancora che ella si racconti a noi, dal vivo. E lo faremo, mutuando da una sua pubblicazione -precedente a quella che andiamo a presentare -che ha per titolo I Tossici. Un viaggio nel Paese dell'Albero della Melarosa (Armando, Roma 2008) e, in particolare da una sorta di Introduzione che dice se stessa come un Prima del viaggio che noi non contestualizzeremo, perché vogliamo cogliere semplicemente il significare delle parole e delle frasi della scrittrice e capirle e non capirle e, poi, desiderare di rileggerle, contestualizzandole nel percorso della narrazione. Ascoltiamo Marina Minghelli: “... che bello il mondo cambierà, era un sole lucente grande come una moneta, conservata con cura insieme al pronome di prima persona maschile e femminile plurale caduto in disuso. Il corrispondente pronome personale femminile singolare divenne il centro della sua vita nella fase seguente, quella che sentiva appena conclusa. Una liberazione” […] “... se vi è ancora un luogo ove si debba andare allora è salutare rapidità, che tradotto in linguaggio comune voleva dire datti una mossa, alza il culo, muoviti cristo santo che cosa aspetti, arriva l'autunno, mica vorrai passare un altro anno così adesso che tutto è stato fatto, che tutto è pronto […] Sapeva da un pezzo che era tempo di partire […] A metà vita è una seduzione […] E ora ciao, ciao, ciao. Saluti educati, un breve cenno con la testa, un inchino a destra uno a sinistra. Signori e Signore vi saluto, me ne vado, ciao […] Più che mai … il viaggio, maestro di metamorfosi, promette libertà, permette di fuggire le rigide leggi dei radicati (i vincitori), scioglie la fissità, insomma compie l'impossibile […] acciuffa un sapore, il profumo, la possibilità di come potrebbe essere se... […] Mise i piedi nei suoi sogni […] Aveva le stelle sul viso quando l'India si arrampicò fino a lei per rimanerci”. E ... Marina Minghelli … viaggia, narra e, nell'oggi del suo Nel MezzodelGiorno … chi vede? Chi incontra? Volti giovani, entusiasti, pronti, ma che attendono anche di poter incontrare qualcuno per strada che possa, come dire … aiutarli a non perdere la speranza. Certamente, i giovani, soprattutto in questi ultimi giorni, ma già da tempo o, meglio, da sempre! -, ci hanno dimostrato di saper camminare non soltanto da soli, ma di trascinare e addirittura risvegliare gli indifferenti, i sonnecchianti, grazie alle loro lotte colorate, grazie alle loro deboli armi! Quali? Quelle della protesta contro le Leggi giudicate ingiuste, contro i modi di un esistere che sconcerta e che affligge; quelle armi che ci appaiono sotto l’originale forma di scudi di cartone che rappresentano copertine di libri che avrebbero dovuto rendere il mondo più ricco e colto e forte … per la sua nobile debolezza! E certamente: quei giovani che hanno saputo gestire le terre confiscate a quei signorotti che si impadroniscono continuamente dei territori e … delle coscienze dei divenuti e resi vinti e degli oppressi a causa dei ripetuti ricatti che hanno il potere di manipolare a tal punto una soggettività da farla divenire semplice e mero oggetto, cosa o, più chiaramente, suddito e pur anche … stranamente, assurdamente fedele al padrone oppressore. Marina, tu sei in terra di Sicilia, sei in terra, però, non soltanto di signorotti, di mafiosi, sì, che liquidamente oramai si espandono, raggiungendo posti ben mirati e per loro succulenti; no, perché la Sicilia è soprattutto terra di Signori, di grandi e nobili Signori che portano nei loro cuori … nomi come quelli di Livatino, di Falcone, di Borsellino, di La Torre, di Peppino Impastato, di Fava e di tanti e tanti altri che è impossibile enumerare tutti, perché tanti altri nomi di Signori vagano, son presenti tra quei nomi appena menzionati. Son qui, con noi, in questo pomeriggio che vede e sente presenti e, con loro, vede e sente, pure, quel tuo narrare, Marina, che è riuscito a calamitare, in questo coltivato spazio, tanti giovani che tutto vorranno essere e divenire, tranne che oppressi, tranne che sudditi, tranne che soggetti privati del diritto al lavoro e al riconoscimento del loro esistere. Perché asserire ciò? Perché dobbiamo condividere responsabilmente che bisogna “educare alla comprensione, per cooperare per il progresso sociale”; e con questa frase, ho intessuto, così, il dire di due, tre o chissà quanti pedagogisti che potrebbero portare il nome dell’italiano G.M.Bertin, o di un H. Gardner, o di un J. Dewey o di romanzieri, di narratori, di viaggiatori, tra i quali mi sembra di scorgere chiaramente, sì, Te, Marina Minghelli. Soltanto questo, Marina. Lascio, adesso, la parola ad alcuni studenti (Maria, Barbara, Carmen, Liliana, Deborah, Valeria, Jenny, Antonino, Federica e Laura) che vorrebbero ringraziare Marina per il suo impegno, per il suo scritto e per la sua presenza, qui tra noi, questa sera, nei locali della Libreria Feltrinelli. Poi, il dire più mirato degli altri due relatori, Salvo e Domenico e, infine, la voce, l’intelligenza di Marina e, se resterà tempo, un veloce dibattito. Grazie, Marina, perché Tu hai entusiasmato i miei giovani studenti e … anche perché hai nobilitato la Collana “biblion” della Franco Angeli Edizioni. Grazie ancora, Marina. Introduzione di Deborah Davì Un antico, autentico sapore ci riporta indietro nel tempo, in un viaggio, un nuovo inizio. Si riscopre, attraverso le sensazioni, i gusti, gli sguardi di Marina Minghelli, un ritorno alla terra e alla terra del Sud: non rozza e selvaggia, non povera e arretrata, ma acquista il suo senso più vero più vivo di un ridonarsi alla vita. Con questa voglia frizzante di entusiasmo che profuma di libertà, e con un retroscena fatto di lotte e morte, martiri e mafie, si cercano delle risposte, delle svolte. E' così che si apre un ciclo di racconti. Si trova una vita sofferta di chi lavora nei campi, ma quel sudore che bagna la fronte di chi ama quella terra, forse non del tutto maledetta, fa germogliare semi di speranza, di chi ha ancora voglia di vivere. Sono i ragazzi delle cooperative di LIBERA, organizzazioni sparse nelle regioni dell'Italia del Sud impegnate a "curare" e recuperare le terre che le mafie hanno disperso, deturpato. Cosa, nella storia, il potere mafioso ha segnato? Sono le nostre coscienze, le nostre menti, i nostri volti coperti da piaghe che gemono. Sono "quei" ragazzi che cercano di "liberare" una terra, da una colpa, forse innocente? Perchè la terra è di chi la mantiene, di chi la nutre con devozione. Le mafie invece la uccidono costruendoci sopra i mausolei per i loro morti. E' una gioventù narrata che trova coraggio consapevole e protagonista, voci che si fanno unanimi in quei campi, che si rendono "verbum", tra parole, risate e fatiche... In quei campi lasciati a morire, si apre strada, nuova, dove sia pure libero dal peso di un padrone o di una malavita che si espande invece con tante voci taciute. Un uomo è libero, se la terra che gli appartiene è libera. Una terra da amare, la quale chiama, pretende ogni uomo. "La voce della terra" ricoglie un prodotto, il suo, una"coltura", un lavoro faticato che non è mai perso ma sempre guadagnato e ricompensato. Ma nella mentalità del meridione si riflette una terra abbandonata, la nostra, alla sua mesta solitudine. Le nostre campagne dorate si lasciano carezzare, consolare da un vento caldo e solo. Fino a quando? Fino a quanto! Che cos' è "cultura" diceva Danilo Dolci? E' "saper cogliere" un frutto, il frutto dai cuori, dalle menti, dalle mani di ogni uomo. Cultura non è guardare l'altro sotto la chiave di un dominio, di un "Potere", bensì è sapere scegliere, cogliere il bene dal non bene nell'altro. Cosa significa "essere nel mezzo del giorno"? Significa esserci. E' essere dentro alla vita di tutti i giorni, è essere una luce, tra le altre, che lavora, che smaschera violenza e indifferenza, che fa accadere "un qualcosa" di grande significato o di grande"sapore". Quella terra, "cosa nostra e solo nostra", è stanca di essere arida, spoglia dei suoi colori, non vuole più lutti. Ma la terra è ancora vita se rimarrà unita... Uno stendardo e i suoi colori: verde di spazi sconfinati, libertà; bianco di una neve che si scioglie al sole, giustizia; rosso di non traditi sogni, valori, dignità. Una Italia, una bandiera, un volto che ci accomuna tutti, come uomini, come cittadini non stranieri ma eredi di diritti e doveri. Ragazzi comuni, ce lo hanno dimostrato. La vita è un bene da non estinguere ... un profumo da distinguere dal puzzo del "compromesso morale". Paolo Borsellino diceva: "La lotta alla mafia il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti specialmente le nuove generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che rifiuta il puzzo del compromesso moralistico, dell'indifferenza, della contiguità e quindi complicità... Parlatene della mafia, parlatene alla radio, in televisione, sui giornali, però parlatene... Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perchè il vero amore consiste nell'amare ciò che non ti piace per poterlo cambiare. Se la gioventù le negherà il consenso, anche l' onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo". (Settembre1991, tratto da un discorso) (Deborah Davì) Intervento di Jenny Giustiniano 1. Nel mezzo del giorno è il titolo del libro scritto da Marina Minghelli che narra in prima persona il meraviglioso viaggio, svoltosi all’interno delle cooperative agricole nelle terre confiscate alle mafie. Questo si svolge nel Mezzogiorno da cui il titolo del volume, e si concentra su quattro regioni: Calabria (a Polistena dove è nata la Ndrangheta), Puglia (a Mesagne dove è nata la Sacra Corona Unita), Campania (a Caserta dove è sorta la Camorra) e infine in Sicilia (a Palermo dove ha avuto inizio “Cosa nostra”). All’interno di queste regioni sono nate delle Cooperative, create dall’associazione Libera di Don Luigi Ciotti, e sono stati allestiti anche dei campi estivi, dove centinaia di ragazzi volontari, ogni anno si mobilitano per riscattare ciò che con violenza e arroganza, è stato sottratto e perché diventi simbolo di un possibile riscatto, di giustizia e sviluppo per l’intera comunità. Per i giovani volontari, le terre non sono state solo motivo di integrazione e interazione ma anche di formazione. Si tratta infatti di comunità piene di grinta e di forza di volontà che si sono messe in gioco per trasformare quelle terre danneggiate, deteriorate e ferite materialmente e simbolicamente, in vere e proprie risorse per l’intera “communitas”. (J.Giustiniano) Intervento di Federica Passavanti E questo viaggio si dimostra trasformativo, in quanto ha fatto crescere molto la nostra autrice umanamente e civilmente. Il libro contiene un quid speciale, ciò sta nel fatto che la crescita avviene anche in noi lettori, in quanto mostra realtà che sono conosciute fin troppo superficialmente. Ciò viene fuori proprio dalla forma di diario, che, è un ottimo escamotage per mettere in luce, attraverso gli occhi dei giovani, le realtà dei piccoli paesi trascurati, dove la paura per la mafia è ancora forte. La Minghelli mostra come l'associazione LIBERA (associazioni, nomi e numeri contro la mafia) lotta ogni giorno, affiancata da giovani volontari per combattere le mura dell'ingiustizia, del dolore e della sete, cinte dalle organizzazioni mafiose locali. Nel diario emerge come sempre più giovani del nord, lontani dalle realtà dei piccoli centri del mezzogiorno, ove ancora si percepisce lo stato di soggezione della popolazione da forme oppressive ancora radicate, si accostano a queste associazioni ed è la prova che ogni messaggio non è vano. Il diario non fornisce solo il punto di vista dell'autrice, anzi questa lascia raccontare le esperienze ai volontari stessi coinvolgendoli a 360 gradi. Il libro parla di persone che hanno fatto una scelta, che si sono schierate e si attivano. E che certamente rappresentano un grande esempio da seguire. Si percepisce un forte messaggio di speranza attraverso la messa in luce, in questi territori, di persone come Pio La Torre, Placido Rizzotto, Danilo Dolci i giudici Falcone e Borsellino nati da queste terre, ma la cui esperienza rimarrà sempre esempio eclatante di contrasto alla mafia. (F. Passavanti) Intervento di Maria Bonafede MAFIA.. termine che fa paura a molti.. termine che per alcuni è senso di vita.. per altri sofferenza e per altri ancora motivo di lotta, per cambiare il nostro cosiddetto mondo-corrotto. Ma non sono in molti a sapere cosa vuol dire mafia, c’è chi ne parla senza saperne nulla e chi addirittura diceva che non è mai esistita. Ma la MAFIA o, per meglio dire, le MAFIE sono complessi di associazioni clandestine, cosche criminali rette dalla legge dell'omertà e del silenzio, che esercitano il controllo sulle istituzioni statali e sui territori circostanti. “NEL MEZZO del GIORNO” ci racconta l'avventura delle cooperative agricole nate nelle terre confiscate alle mafie nel Sud d'Italia e i campi estivi dei giovani volontari che ogni anno partono per lavorarci. L’iniziativa nasce grazie a Libera “ Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" che è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente, Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. Gli obiettivi sono stimolare la nascita di un circuito di economia legale, libera e giusta nel massimo rispetto del lavoratore e dell'ambiente, restituendo valore alle terre che appartenevano alle mafie e rendendo i frutti accessibili a quanti più cittadini possibili. (Maria Bonafede) Intervento di Antonino Leonardi E, così, l libro racconta in modo approfondito l’esperienza, che l’autrice definisce “sovversiva”, di un viaggio che va verso la conoscenza delle cooperative agricole nate nelle terre confiscate. La “promessa” di questa avventura è lo spirito con cui il viaggio viene intrapreso, “il tornare a casa mutato”, la stessa sensazione che il lettore avverte alla fine del racconto. Il lettore ha così l’opportunità di ripercorrere la storia della ‘ndrangheta calabrese, “al primo posto nel traffico internazionale di coca e non solo”; di esplorare il caposaldo su cui si fondano le mafie tutte, ovvero “l’onore e il rispetto per la famiglia e l’assoluta obbedienza alle Sue leggi in favore della protezione assoluta e del benessere economico”, fino a scoprire e ri-scoprire le origini storiche e sociali della più vicina Cosa Nostra. Contro questa mentalità e realtà siamo trasportati, dall’entusiasmo dei racconti dei volontari, alla scelta “etica” di rifiutare il compromesso e la rassegnazione culturale all’onnipotenza mafiosa, rappresentata dalle azioni, volontà e lotte dei giovani narratori che credono nel recupero sociale e produttivo di quei territori un tempo proprietà esclusiva delle mafie. E, poi, l’esempio concreto di un’economia basata sull’agricoltura biologica, di qualità e non nociva, che rappresenta la “sfida” per rilanciare il mercato e la comunità verso la “legalità antimafiosa”, attraverso un lavoro definito “vero" e "segno di libertà”. Un’occasione importantissima soprattutto per quei soggetti svantaggiati che, imparando un lavoro e mettendo in gioco se stessi, possono “cambiare un destino spesso segnato dall’emarginazione sociale”. (Antonino Leonardi) Intervento di Liliana Cimino E sono molti i capitoli da cui si evince come la Mafia sia fortemente radicata nella cultura di quelle popolazioni che, pur subendola, in molti casi, l’accettano, probabilmente per paura. Ma la cosa che più lascia a bocca aperta è vedere come, alle volte, la politica sia piuttosto “lenta” a percepire il problema e a combatterlo. Tutto questo è accompagnato, per fortuna, da valorosi esempi di grandi espressioni di legalità e magnanimità come quei numerosi ragazzi volontari, e i responsabili delle singole cooperative, e don Luigi Ciotti, e don Giuseppe Diana, e don Pino Puglisi, e i Falcone e Borsellino… esempi che, con la loro perseveranza (alcuni hanno pagato con la loro stessa vita), hanno portato avanti un progetto di socializzazione e di democrazia che purtroppo oggi potrebbe tornare a risultare un po’ troppo utopico. La volontà dei giovani, il loro entusiasmo, la loro forza d’animo nel fare le cose più semplici come coltivare le terre, raccoglierne i frutti, tenere in ordine la cooperativa fa di questi atteggiamenti un modus agendi che permette di crescere emotivamente e socialmente soprattutto. Il senso di responsabilità che investe questi ragazzi non fa sì che essi sentano un clima di disagio di pesantezza; anzi, in esso, trovano sempre lo spirito, per estenderlo il più possibile. Un libro che riesce a dare un reale e concreto senso di determinazione, anche lì dove le situazioni sono tra le più impervie, ma vorrei anche aggiungere un libro molto scorrevole, capace di rendere una discreta empatia con i toni e gli argomenti trattati. Molto significativa ed esaustiva la trattazione della storia cronologica delle varie mafie locali, volta a far prendere coscienza, più dettagliatamente, di alcune piaghe che ancora ora affliggono molte terre del sud. L’argomentazione della Ndrangheta, della Camorra, della Sacra Corona Unita e di Cosa Nostra mostra non soltanto un forte disagio a livello economico ma anche politico e sociale (Liliana Cimino) Intervento di Carmen Cardella E, allora, come non ricordare un intervento di Don Luigi Ciotti che così recita: “«Legalità è il rispetto e la pratica delle leggi. È un'esigenza fondamentale della vita sociale per promuovere il pieno sviluppo della persona umana e la costruzione del bene comune». Queste di Don Ciotti sono parole tratte da un documento del 1991 della Chiesa italiana. Non soltanto ai magistrati, alle forze di polizia, allora, dobbiamo riconoscenza e rispetto. Legalità dobbiamo essere tutti noi. Legalità è responsabilità, anzi corresponsabilità. Legalità sono quei beni confiscati alle mafie e destinati a uso sociale. -E ricordiamolo in questa serata: perché prendesse forma quella Legge sulla confisca dei beni, "Libera", quindici anni fa, dovette raccogliere un milione di firme -. Legalità sono il pane, l'olio, il vino, la pasta che produciamo con cooperative di lavoro nelle terre confiscate alle mafie. Migliaia di giovani arrivano continuamente dall'Italia e dall'estero, durante le vacanze estive, per dare una mano, per formarsi, per approfondire! Legalità è l'attenzione ai famigliari delle vittime innocenti delle mafie e ai testimoni di giustizia; persone che hanno avuto la forza di trasformare il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace e chiedono almeno tre cose: giustizia, verità, dignità. Legalità sono quei percorsi che Libera anima in oltre 4500 Scuole, quei protocolli firmati con circa il 70% delle Università. E poi i progetti con le Istituzioni e il Ministero, il concorso "Regoliamoci". «La mafia teme la scuola più della giustizia. L'istruzione taglia l'erba sotto i piedi della cultura mafiosa» diceva Nino Caponnetto. Non può esserci legalità senza uguaglianza! Non possiamo lottare contro le mafie senza politiche sociali, diffusione dei diritti e dei posti di lavoro, senza opportunità per le persone più deboli, per i migranti, per i poveri. Legalità sono i gruppi e le associazioni che si spendono ogni giorno per questo. Legalità è la nostra Costituzione: il più formidabile dei testi antimafia. (Carmen Cardella) Intervento di Valeria Giardi Le località dove si svolgono i campi sono soprattutto nel sud Italia, nelle aree dove si sono radicate la Mafia siciliana, la 'Ndrangheta, la Camorra e la Sacra corona unita. Questi territori sono marchiati da pregiudizi che sminuiscono tutta la popolazione di ogni regione, perché vige l’idea che, in quei territori dove è vissuta e vive la mafia “attualmente”, tutta la popolazione sia “mafiosa”. A mio parere, Marina Minghelli, con il suo libro, in un certo senso, opera affinché si cambino determinate considerazioni sbagliate a riguardo della società che vive e ha vissuto queste realtà mafiose. La narratrice scrive la sua opera quotidianamente, annotando, la sera, le esperienze che l’hanno colpita durante il giorno, come se ella compilasse un diario personale, facendo riaffiorare i propri ricordi legati ad ogni singola persona e luogo. L’idea del “diario”, mi ha affascinato e incuriosito maggiormente nella lettura di questo piccolo saggio. L’autrice mostra un susseguirsi di paesaggi mediterranei, manifestando gradualmente l’esperienza mafiosa che si è insediata nelle terre di Puglia, Campania, Calabria e Sicilia; mostra come ogni “mafia” sia nata e si sia evoluta, di generazione in generazione; come lo Stato sia intervenuto per bloccare queste organizzazioni criminose e narra dei tanti giovani che, spinti da un profondo senso di legalità,abbiano deciso di partire verso le terre dove la mafia stessa operava e, forse continua ad operare, ma non proprio indisturbata. (Valeria Giardi) Intervento di Tiziana Fiumefreddo E così, Marina Minghelli, autrice de I tossici. Un viaggio nel ...paese dell’ albero della Melarosa, Santa Marina la travestita e di altri testi, nel 2009, iniziando il suo viaggio, sin dall’inizio, mostra quella sua voglia, quel suo bisogno, di guardare con i proprio occhi, e toccare con le proprie mani i luoghi che sono stati scenari di violenza e malavita. Un amore per la terra che le ha trasmesso il padre. Vive queste esperienze insieme all’associazione Libera. Il suo viaggio oltre a presentare in maniera chiara e semplice le informazioni principali di queste mafie ci permette di conoscere spaccati di vita di persone comuni ma con tanto da raccontare: Ed emergono personaggi come Ivano, per esempio, che sin da piccolo ha vissuto in prima persona l’esperienza della malavita e che con determinazione e coscienza ha deciso, poi, da che parte stare! Oppure lo stesso Don Luigi Ciotti e Valerio Taglione, il quale vede il progetto Libera Terra come una possibilità di riscatto e giustizia per qualcosa che gli appartiene. Perché leggere questo libro? Ma perché, se non abbiamo l’opportunità di viaggiare con i nostri corpi, non ci rimane che farlo con la mente, soprattutto tra le parole di questo libro, un libro che scorre veloce come un treno sui binari per un viaggio che mostra una realtà dura e scomoda che molti di noi, per noncuranza e omertà, copriamo con un velo apparentemente leggero ma che diventa via via sempre più pesante sulle coscienze di ognuno di noi. Un velo che può volare via soltantoo con una rivoluzione culturale. E come dice l’autrice: “… A lui ho raccontato del mio essere donna e di come la fatidica domanda da dove vengo dove voglio andare mi abbia portata lontano. Perché come fai a scegliere se non sai chi sei. Come fai a misurarti col mondo se non ti riprendi ciò che ti è stato tolto arbitrariamente.” (Tiziana Fiumefreddo) Intervento di Barbara Bruno Sì, è un libro che si legge con lo stesso spirito di quando si va alla scoperta di qualcosa di nuovo e sensazionale. Io credo di esserne stata completamente rapita e di aver viaggiato davvero con Marina Minghelli, di aver visto quei campi, di aver conosciuto tutti i soci e tutti i volontari delle cooperative, ma soprattutto di aver compiuto “ l’antica promessa che ogni viaggiatore insegue, cioè di tornare a casa mutato…", come è stato già detto. Ricordo quell’immagine forte della fattoria descritta da Marina Minghelli, dalla quale emergono delle scritte e dei dipinti di tutti i volontari che si sono avvicendati durante un’estate; tra queste: “il grido potente e dolcissimo di Don Peppe Diana che si impossessa di te e non ti lascia più, quando dice : PER AMORE DEL MIO POPOLO!” L’autrice racconta di incontri formativi che i responsabili del campo organizzano per i volontari e, tra questi, l’incontro con il magistrato Raffaello Magi che consente di esortare i ragazzi a porre delle domande ai politici, agli imprenditori ma soprattutto a loro stessi perché potesse avvenire e verificarsi una sorta di riqualificazione e di cooperazione tra tutte le forze che intendono contrastare il fenomeno mafioso della Camorra che da sempre vive di estorsioni, di usura e che prende tangenti sulla prostituzione, sul gioco d’azzardo e sui rifiuti. E Marina giunge, così, pure nella nostra Sicilia ed ella dice: “ Che bella la Sicilia. Ci sono dei nomi che ti emozionano appena li pronunci; dici “Sicilia” e subito le si attacca l’aggettivo come se fosse un attributo imprescindibile capace di riconoscerla per sempre, qualunque cosa accada”. Significativo l’incontro di Marina Minghelli con Domenico, un giovane socio della Cooperativa sociale Pio La Torre che diventerà il cuoco dell’agriturismo Terre di Corleone. Domenico ha un diploma di alberghiero che tuttavia non gli fruttava un lavoro; “ poi, un giorno, per caso, mi è capitato questo…” -dice il giovane -“ho trovato lavoro nella mia terra, sono imprenditore di me stesso… e chi l’avrebbe mai pensato! Perché vedi qui il lavoro te lo danno come favore, invece che come diritto. Dare lavori dignitosi è sconfiggere la mafia!”. Credo che le affermazioni di Domenico rispecchino il pensiero di molti giovani, il mio, il nostro, sicuramente! Di tutti quei giovani che come lui chiedono un riscatto a questa società per i loro sforzi, che vogliono la possibilità di mettersi in gioco alla luce del sole, che vogliono una terra Libera! La verità è che, per molto tempo, abbiamo perso -se mai l’abbiamo avuto -il sentimento di sdegno. Di sdegno, contro la rassegnazione e il silenzio che hanno messo a tacere ogni uomo, donna e bambino e che hanno pervaso ogni angolo della nostra bella Sicilia, della nostra bella Italia, ridotta ad un analfabetismo etico senza precedenti. Non è la libertà che manca, mancano gli uomini liberi. Sì è vero, si parla spesso di come sia nata la mafia, ma Giovanni Falcone diceva: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Falcone ci credeva. Noi ci crediamo. Vogliamo scrivere la parola FINE a questa storia! (Barbara Bruno) Conclusione di Laura Scianò Storia di una realtà disagiata che colpisce prevalentemente noi giovani; legata alle problematiche proprie dello sviluppo della nostra società, ossia alla crescita della disoccupazione, dei suicidi giovanili, della tossicodipendenza e delle criminalità organizzate come la mafia. Ad ogni modo, il forte disagio nasce dalla nostra incapacità di ascoltare e di comunicare emozioni. Ecco allora che dovrebbe intervenire la figura dell'educatore professionalmente riconosciuta, operando e collaborando sulle basi di un progetto di intervento all' interno di una complessa rete sociale; privata di quel dono supremo che è la libertà di pensiero. Risulta dunque fondamentale, ritrovare una libertà che possa far riflettere sul proprio operato e sulla propria conoscenza ridiscutendone la veridicità, quando i valori e i principi di fondo; permettendo inoltre di riacquisire il senso e la direzione di marcia del proprio lavoro; restituendo motivazione, spiriti d'iniziativa e di conquista. In verità credo sia proprio questa la dimensione che ci permette di esistere dandoci la forza di andare avanti. Perché ognuno di noi, dovrebbe costruire un progetto, una speranza che non è un pensiero vago;ma una forza ,un sentimento che incita l' uomo a tenere duro, ad insistere, a non mollare e ad impegnarsi. (Laura Scianò)
Podemos, ascesa dei ‘grillini spagnoli’. Figli dell’anticasta, ma di sinistra
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 26 dicembre 2014


“La retribuzione netta mensile dei parlamentari europei di Podemos sarà, come massimo, tre volte il salario minimo intercategoriale spagnolo (645 euro). Ad oggi sono 14 mensilità da 1.935 euro”. Così si leggeva, lo scorso aprile, sulla Carta dei candidati di Podemos per le elezioni europee, un “decalogo” degli impegni dei candidati della giovane, allora, formazione politica spagnola che alle europee di maggio ha ottenuto, sorprendentemente, 5 deputati europei con l’8% dei voti. Arrivati a Strasburgo i parlamentari del Movimento 5Stelle sono rimasti spiazzati da un impegno così radicale che loro non erano stati in grado di assumere. Il confronto aiuta a capire come la spinta dal basso che ha dato origine al movimento di Grillo in Italia esista anche in altri paesi. In Spagna ha preso le sembianze, giovani e movimentiste, di un’organizzazione che lo scorso novembre era accreditata del 28,3% dei voti, davanti agli storici partiti spagnoli, Pp e Psoe, quindi in grado di vincere le elezioni. In otto mesi Podemos, da una trentina di attivisti riunitisi in una libreria al centro di Madrid, è arrivata a circa 300 mila iscritti e si sta preparando alle elezioni a colpi di democrazia, partecipazione e programmi di cambiamento radicale (vedi il libro di Giacomo Russo Spena e Matteo Pucciarelli). Pubblicità Figli dell’anticasta. Per spiegare quanto è accaduto bisogna ricorrere a una parola spagnola ormai nota a tutti: indignados. Quando a settembre è venuto in Italia, il giovane attivista di Podemos, Miguel Urban, uno dei protagonisti del libro di Pucciarelli e Russo Spena, lo ha spiegato con nettezza: “Podemos è figlia del movimento degli indignados: noi veniamo dal basso per sconfiggere l’alto”. Oltre le tradizionali linee di fratture cui ci ha abituato la politica del Novecento -destra/sinistra, lavoro/capitale ma anche ecologia/profitti – negli ultimi anni si è affermata un’altra polarizzazione. Quella che contrappone la calle, la strada, “il popolo” e i governanti, chiunque essi siano. Gli slogan del movimento degli indignados erano già indicativi: Demoracia real ya, Democrazia reale, ora gridato da un luogo mutato dalla Primavera egiziana, l’accampamento, l’acampada. Alla Puerta del Sol madrilena la sera del 15 maggio quando nacque il movimento 15M, le tende furono allestite da una trentina di persone ma a poco a poco diventarono migliaia. L’immagine fece il giro del mondo, ispirò altre mobilitazioni, costruirono una tendenza. Le mobilitazioni spagnole non otterranno risultati immediati ma produrranno un senso comune diffuso che si diffonde nella società. Le iniziative del movimento 15M si moltiplicano a livello locale, la perdita di legittimità dei partiti di governo si allarga a macchia d’olio. E si inizia a non fare più differenza tra destra e sinistra. Le accuse di aver tradito il popolo e di aver fatto gli interessi solo della grande finanza vengono rivolte sia al Partito popular di Mariano Rajoy che al Psoe, oggi diretto dalla “camicia bianca” di Pedro Sanchez. La crisi si è abbattuta violentemente sulla Spagna che ha visto schizzare la disoccupazione a oltre il 26% nel 2013 (quest’anno è scesa al 23) e ha assistito inerte all’esplosione della bolla speculativa sull’immobiliare. La recessione si è mescolata agli scandali: nel 2013 è l’Infanta Crisitina a essere accusata di appropriazione indebita per milioni di euro mentre alla Caja Madrid scoppia lo scandalo delle carte di credito generose ai consiglieri e manager dell’istituto . La Caja fa anche parte di un’azienda, la Bankia, per salvare la quale la Spagna ha dovuto sborsare 23 miliardi di euro. Il circolo vizioso tra politica, affari, finanza e impoverimento di milioni di persone è evidente. E il sistema politico diviene il bersaglio principale. Il caso italiano, Prodi e la casta. Qualcosa del genere è accaduto anche in Italia. Quando Grillo lancia il suo V-Day, nel 2007, il centrosinistra è da poco riuscito a tornare al governo sconfiggendo Silvio Berlusconi ma la sua azione si rivela subito deludente. Non è un caso che quello sia lo stesso anno in cui si affermano libri come La Casta di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella oppure Se li conosci, li eviti di Peter Gomez e Marco Travaglio, che puntano il dito proprio sull’inadeguatezza della politica italiana. In Italia, però, anche per effetto delle scelte di Grillo e Casaleggio, il M5S si tiene alla larga da posizioni di sinistra più o meno movimentista. In parte è comprensibile: partiti come Rifondazione comunista si sono mescolati alla gestione fallimentare dei governi di centrosinistra fino al paradosso di Fausto Bertinotti, ormai archiviato come uno dei simboli della “casta”. Podemos, invece, anche per effetto della pervasività del movimento 15M compie una scelta diversa. Con il suo leader, Pablo Iglesias, parlantina sciolta e codino lungo, da dove deriva il soprannome el coleta, è professore universitario ma diviene celebre come conduttore televisivo. Insieme a pochi altri intuisce che c’è uno spazio politico molto ampio da riempire. Lo fa senza il timore di mescolare ideologicamente Antonio Gramsci e il filosofo argentino Ernesto Laclau, analista del peronismo e teorico del populismo di sinistra. Il leaderismo di “el coleta”. Lo fa con un’impostazione leaderistica. Al congresso di Podemos, quando deve rintuzzare le critiche degli oppositori interni, che propongono di eleggere tre portavoce invece di un segretario generale, risponde che “tre segretari generali non vincono le elezioni contro Rajoy e Sanchez, uno solo sì”. L’atteggiamento è spavaldo, si vede da come conduce i lavori congressuali, molto sicuro di sé e del proprio fiuto politico. Però, allo stesso tempo, Podemos si struttura in una forma più o meno democratica, i militanti hanno diritto di parola e di voto, si eleggono gli organismi dirigenti. Si decide con il voto online, altra innovazione importante, e si offre uno strumento a chi vuole far saltare il sistema. Ma la collocazione a sinistra è chiara. Prima di creare Podemos, Iglesias stava trattando una sua candidatura alle europee con la vecchia formazione di sinistra Izquierda Unida. Quando ancora era un professore sconosciuto si recava a Padova per scrivere un libro come Disobedientes, prefazione di Luca Casarini. Appena eletto europarlamentare, poi, decide di giocare in tandem con Alexis Tsipras, il leader greco spauracchio dei mercati finanziari di mezza europa. Così, ha guadagnato estimatori italiani. A sinistra viene citato da Paolo Ferrero di Rifondazione comunista ma anche da Pippo Civati. In Francia, Jean Luc Melenchon, che ha rappresentato la sinistra alle ultime presidenziali con l’11% dei voti, ha deciso di varare un nuovo movimento ispirandosi a Podemos. È ammirato anche da aree della sinistra movimentista, dai centri sociali, da intellettuali impegnati. L’Iglesias-mania è tutta da verificare. Di fronte alle nuove responsabilità, Podemos ha varato un programma di governo dal titolo “Un progetto economico per la gente” in cui l’impostazione di fondo è keynesiana anche se non si rinuncia a misure più radicali come la riduzione dell’orario di lavoro o il reddito minimo di cittadinanza (comune al M5S). Ma sull’euro si punta a “ridisegnare” l’Europa per “fare funzionare” la moneta unica, si parla di “flessibilità” del Patto di stabiiltà e di “riforma” della Bce. L’establishment ha iniziato a temerlo facendo circolare le voci sui rapporti con il Venezuela o, addirittura, con l’Iran. Se dovesse vincere in Spagna, così come Tsipras in Grecia, Podemos modificherebbe il quadro politico europeo. Stando agli ultimi sondaggi, “è possibile”. da "il Fatto Quotidiano" del 22 dicembre 2014

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Intervista a Curzio Maltese: Seguiamo la stella di podemos
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 25 dicembre 2014


A sei mesi dall’elezione al parlamento europeo, è possibile tracciare un primo pur parziale bilancio dell’esperienza a Strasburgo e Bruxelles?

il bilancio sarebbe ottimo. i tre parlamentari de l’altra europa hanno lavorato bene e sono stimati nel gruppo GUE e non solo e nelle commissioni. Per quanto mi riguarda mi sono impegnato soprattutto nella commissione cultura, dove siamo riusciti a bocciare il commissario ungherese Navracsics, costringendo Juncker a un mezzo passo indietro, e nei trasporti nella battaglia contro la  torino-lione.

Il fatto è che in Italia non arriva quasi nulla oppure arrivano falsità, come l’assenteismo di Spinelli, che non esiste e si riferiva a un solo giorno di assenza per la manifestazione di Alexis Tsipras a Roma, oppure il mio doppio lavoro per la Repubblica, che neppure esiste visto che sono in aspettativa nel mio giornale. Come diceva Giorgio Bocca in politica o sei ricattabile o ti diffamano. Per il resto l’informazione sul Parlamento europeo in Italia è quasi inesistente.

La sinistra in europa esiste, ci sono forze politiche che hanno successo, come podemos e syriza, anche la linke, il front de gauche, izquierda unida e in Italia, è stato fatto un primo passo con la lista dell’altra europa con tsipras, poi però ci siamo subito fermati…

in Italia la sinistra cosiddetta radicale ha da vent’anni un ruolo di testimonianza che è difficile trasformare in proposta di governo. In più esiste una tradizione di litigiosità esasperata ed esasperante. La lista tsipras era un’idea di superare le divisioni e creare un movimento in linea con le altre esperienze europee. Le polemiche durante la campagna elettorale, penso all’abbandono di Camilleri e Flores in disaccordo con Barbara Spinelli, e poi quelle seguite alle elezioni hanno azzoppato il progetto.

In un tuo recente intervento hai ipotizzato la “rottamazione” dell’esistente in favore della nascita di un nuovo soggetto politico della sinistra italiana. al netto dell’immagine pittoresca della rottamazione, pensi che in Italia ci siano le condizioni per ripartire con un altro passo, un diverso modo di far politica, magari anche un’altra classe dirigente? Insomma, era una provocazione o c’è dell’altro?

Sì, l’idea è di ripartire azzerando le sigle, Sel, Rifondazione e la stessa Lista Tsipras, e puntare a un nuovo movimento ispirato all’esperienza di Podemos, che punti a guidare un governo alternativo alle larghe intese prigioniere delle politiche di austerità. politiche oligarchiche che ormai sono rifiutate dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Si tratta di trasformare questa maggioranza sociale in maggioranze politiche. Da questo punto di vista il principale punto di riferimento sono le lotte sindacali di questi mesi di Cgil e Fiom. esiste una grande domanda di sinistra in Italia, come in Spagna e in Grecia, ma ancora nessuna offerta adeguata. ora in politica il vuoto non dura a lungo. Prima o poi qualcuno occuperà quell’area e se le sigle presenti non si sciolgono da sole, verranno sciolte nei fatti dall’esterno.

Domanda delle cento pistole: se Renzi decidesse di andare al voto fra tre mesi che succederebbe a sinistra?

Andrebbero tutti in ginocchio da Maurizio Landini a chiedergli di ripensarci e di accettare il ruolo di leader. Temo con scarse possibilità. Landini non è un intellettuale prestato al sindacato, è un operaio che lotta per i diritti dei lavoratori. I suoi orizzonti sono e rimangono il sindacato, la Fiom, la Cgil, la firma del contratto nazionale dei metalmeccanici. ma è anche vero che se Renzi va a elezioni a primavera e le vince, come è probabile, dopo non vi saranno nessun contratto nazionale da firmare e nessun sindacato da difendere.

Da giornalista prestato alla politica, che impressione hai di questo momento che sta vivendo l’unione, nel passaggio tra Barroso e Junker? A occhio le politiche di austerità vanno avanti…

Le politiche di austerità distruggono le società europee ma funzionano in maniera eccellente per difendere le oligarchie economiche, le banche, la finanza, le multinazionali e tutti i centri di potere che oggi controllano i grandi partiti tradizionali di massa, conservatori e socialisti, quindi non cambieranno di una virgola. Juncker è ancora più debole di Barroso, la sua commissione è di un livello molto basso e il suo piano per il lavoro, dati alla mano, è una buffonata elettorale.

Sei stato a Madrid per l’elezione di Pablo Iglesias a segretario generale di Podemos. Che idea ti sei fatto? Quel modello di sinistra è esportabile anche in italia?

Podemos è la sinistra del nuovo secolo. Nei linguaggi, nelle idee, nelle forme di comunicazione e nelle figure dei leader, a cominciare da Pablo Iglesias. E’ un movimento nato pochi mesi fa in una mensa universitaria, ma già allora si poneva il compito di prendere una larga maggioranza e cambiare il governo.

Gli elettori spagnoli l’hanno premiato con oltre l’8 per cento alle europee, dopo una campagna elettorale nella quale Podemos avrà speso al massimo qualche migliaio di euro contro le decine di milioni dei grandi partiti, e oggi i sondaggi lo quotano al 27 per cento. in qualche modo ricorda il movimento 5 stelle, ma con la differenza che Iglesias è un sociologo geniale, coltissimo, fortemente radicato a sinistra e straordinariamente abile nell’arte di convincere l’interlocutore, mentre Beppe Grillo è un ex comico che non ha finito di leggere un libro nella vita, è sostanzialmente un qualunquista, molto influenzato da un uomo di destra come Casaleggio, ed è un monologhista incapace di affrontare un contraddittorio con chiunque, politici o giornalisti. Però la base di Podemos e quella dei 5 stelle si assomigliano per molti versi.

Autore: frida nacinovich

Fonte: http://www.sinistralavoro.it


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Ma chi lavora in Italia? I giovani, no! Gli over 50, no!
post pubblicato in Riflettendo su ..., il 25 dicembre 2014


http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/25/over-50-caccia-reinventarsi-pretese-in-tempi-crisi/1293531/

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DATI ISTAT 23-12-2014
post pubblicato in Notizie ..., il 24 dicembre 2014


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Una Poesia ... dai colori grigi. Dedica, I.1., I.2.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 6 dicembre 2014


Dedica

 

Alla personificazione della Magia.

Ad una Donna, il cui "nome" è Magico.

Senza la sua cura, quel che segue

sarebbe andato perduto (senza che

niun n'avesse potuto subir danno).

 

Una Poesia ... dai colori grigi. Una danza di … puntini di sospensione*
(parte prima)

(Riveduto e corretto, 05 ottobre 2013 / 06 Dicembre 2014;

*già pubblicato online il 03.10.05 / 24.10.05 con il seguente titolo: Una danza di … puntini di sospensione)

 

1. Dal "mio" studio, il cui tetto è di cieli azzurri (I,1.) 

 

Ho passeggiato a lungo, la notte scorsa.

 L'aria era fredda.

 Il cielo: d'un color blu notte, non nero.

 Sì, v'era freddo, la notte scorsa.

 ... per gli abiti non adatti, forse.

 Le suole delle mie scarpe erano umide,

 mentre calpestavano l'erba

 priva del suo abituale colore.

 La riconoscevo dall'odore, però.

 Mi diceva di non temere,

 perché si sarebbe risollevata al mio passare.

 

 Andavo in giro,

 un po' senza meta.

 Cercavo un posto caldo,

 tiepido almeno,

 una luce, un riparo.

 Ma ... rimase notte fredda, ottobrina.

 Non avevo nulla con me,

 né matita né foglio, né sogni.

 Settembre e Agosto

 erano appena usciti di scena,

 irraggiungibili da me oramai.

 Non serviva né serve tutt’ora

 neppure voltarmi un po' indietro,

 perché soltanto Ottobre neonato avrei visto

 e, forse, vedrei.

 Null'altro.

 Non giravo né giro ancor oggi lo sguardo

 né il capo.

 E, così, andavo

 e m'abbracciavo a me stesso

 per riscaldare e il cuore e la mente.

 

 Nuvole sfilacciate si allungavano

 come fumo di sigarette.

 Ne ho accesa una,

 mi sono lasciato scivolar per terra

 e ne ho respirato l'anima.

 E, poi, forse ... mi sono addormentato

 Ma, nei sogni miei,

 una voce gentile di donna mi diceva:

“Che tristezza, compagno di viaggio e di lotte,

 perché non sei venuto a trovarmi?

 Anche se pur io dormivo

 avresti potuto abbracciarmi

 ed io, col mio corpo, t'avrei riscaldato.

 Ti prego, compagno di giochi e avventure,

 non farti scrupolo alcuno;

 chiamami, quando hai freddo,

 quando vuoi una carezza

 o quando semplicemente vorrai una persona

 accanto a te ...”.

 

Ed egli continuò i suoi sogni,

 nel freddo di quella notte ottobrina.

 Sì, Viator ti ha ascoltato

 

2. Sotto il cielo chiaro ... la magia o il mistero del pensare al passato

 

 (Oggi, ho letto una favola piena di immagini e sogni

 e di foto scattate!

 E son tornato, così, nel "mio" studio,

 sotto un cielo

 che da azzurro diventava stellato ...

 e la penna scorreva) ...:

 Una lunga, interminabile corsa

 come su d’una barca a vela

 sospinta dal vento,

 con dentro tanti compagni di viaggio,

 allegri,

 sorridenti,

 vocianti,

 schiamazzanti e spruzzati dall’onda,

 anch’essa amica.

 

 Sospinta, la barca

 verso una boa,

 attorno alla quale avrei dovuto un giorno virare,

 girare,

 per ritornare.

 Il ritorno non sapevo,

 ma correvo felice con loro, amici d’un tempo,

 ai quali credevo;

 poi, ogni tanto,

 qualcuno, da me … s’allontanava,

 perdendosi,

 ed io, ogni tanto, qualcuno abbandonava,

 ed io il pianto rinnovavo,

 fin quando comprendevo che

 ognuno aveva il suo viaggio

 da compiere;

 e lagrima si trasformava,

 induriva,

 solcandomi per sempre lo sguardo;

 anche l’onda cominciava a tradirmi:

 non più a spruzzi sul mio viso

 né più con le mie membra giocava,

 ma essa rischio adduceva per me

 e per la mia vela

 alleata col vento

 più d’una volta,

 ma sferzante e tagliente;

 e le mie braccia rinvigorivano

 e le gambe tese,

 indurite su piedi

 puntellati in terra legnosa

 e viscida resa dall’onda dimèntica,

 si irrigidivano,

 e i ginocchi incollati al legno bagnato

 soffrivano per l’attrito acuto

- e divenuto più atroce per la piaga –

e salsedine,

 abbandonata da un mare ondeggiante e violento,

 ad infierire iva e ad acuir la ferita.

 

 E la boa, ad un tratto, sempre più rossa,

 sempre più grande,

 e lo scafo sempre più vuoto,

 spopolato.

 Qualcosa, poi, rotola

 che vorrei fermare,

 tale è il fastidio di quel semplice e inavvertibile rumore

 tra il fragor della tempesta;

 eppur è quello scivolare,

 quello sbatter senza senso che turba la mente e l’orecchio miei.

 Nessuno v’è più che sorride, ama o sghignazza;

 si è soli, ad un tratto,

 sì, con qualcuno fedele

 o, forse, pauroso di intraprender un viaggio,

 da solo, da sola;

 e m’accorgo che devo guidare,

 tenere la barca

 che non è più veloce per l’acqua,

 pel vento,

 pel sole e luna e per stelle amiche,

 ma è lenta,

 tristemente lenta,

 ferma,

 immobile quasi nel suo funambolico rotar su se stessa;

 è da sospingere, frenare, controllare

 e con energica forza,

 senza respiro;

 costante il sudore sulla fronte,

 ogni giorno più rigata da ruga novella

 che, alle prime già vive,

 s’unisce e che mi solcano il viso:

 e mi sfugge ancor una lagrima,

 perché non vorrei pensare

 neppure

 né creder che

 tutti siano andati via o caduti o persi per mare:

 alcuni, neppure un bacio,

 sulla guancia abituata da labbra pressanti, pigianti, avvolgenti, e

 neppure una stretta di mano,

 un abbraccio,

 mentr’altri li scorgo lontani, sì, già lontani:

 non ha senso comprendere,

 e boa, gigantesca, m’appare

 e guardar più non posso

 né ricordare i sorrisi.

 

 Non so se la boa superare,

 oppure soffermare lo sguardo

 su chi lontano è oramai,

 o attorniare, aggirare la boa,

 proprio come,

 con loro, una volta, speravo.

 Andar vorrei oltre

 ... per restar quel che sono,

 ma qualcuno o qualcosa mi prende le forze,

 mi guida la mano e m’invita al ritorno.

 Brivido ultimo

 d’un giorno ch’appare e che passa

 e, d’un tratto, dimezza me stesso e … se stesso:

 e vedere il mondo che quasi sé capovolge

 in interminabil virata:

 tutto ritorna a me stesso,

 mentre tutto proietta al mio sguardo;

 vorrei virare, di nuovo,

 per andar al di là di quel rosso

 a cui però giro attorno,

 e … senza averlo desiderato, né tutt’ora ancora volerlo!

 

 Son preso da vortice,

 da mano provocato e ignota;

 voluto, sì, da ignoto volere;

 in me non più quel vigore antico e giocoso,

 iniziale, di bimbo che cresce e che brucia le tappe,

 senza guardare;

 nessun ardore più,

 e mi soffermo a pensare,

 e a riposare,

 per un attimo che è privo di fine, d’arresto improvviso,

 mentr’altri guida il ritorno

 e, poi svegliarmi per veder quel che non avrei voluto

 e m’appar il veleggiar sulla via già una volta percorsa,

 uguale e diversa sol per il verso ... suo,

 all’incontrario; e rivedo la boa

 che, gigante, ritorna bambina;

 sì, quella boa, quella stessa

 che, per intera vita di gioie e desideri ho sognata,

 e appena raggiunta,

 ho già persa.

 

 Solo ritorno così

… l’onda

 benevola,

 il venticello

 tenero

 ed io disteso su fondo di barca,

 sfiancato,

 sfinito,

 e guardo la barba,

 i capelli

 e non comprendo

 se il bianco è dono del mare o dono del tempo.

 E ripenso al passato

 che diventa nella memoria futuro

… sulla collina del mio riposo e d’agitazioni infinite.

 Sì, penso che ... continuerò!

 Non importa il giudizio degli altri!

 Ma l'invito dei ... più ... e ripetuto …

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Una Poesia ... dai colori grigi. I,3.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 6 dicembre 2014


3. E … mi rivedo, così … in un interno d’appartamento

… e trascorsi son tant’anni e più,
e non mi resta che pensare,
sulla via del ritorno
giammai desiderato né voluto,
… al futuro
che, privo d’altro figlio,
è rimasto dietro alle spalle mie
… al di là di quella boa che io
pensavo di sorpassar e andarvi oltre
come Ulisse con Colonne d’Eracle.

Mi volto indietro, ogni tanto,
e m’immergo nel racconto d’una vita vissuta,
o da viver ancora
o sol sognata
o da sognar sempre;
e la barca,
… sospinta da onda divenuta carezzevole, tenera e docile
e … d’uno strano sapore non più salmastro
che non m’attrae,
m’appare … benevola …
quasi non voglia più farmi … alcun male.

Eppur la corsa …
rapida in principio era stata,
perché dal desiderio sospinta e accelerata;
ma ora diveniva … lenta,
infinitamente lenta e …vuota
e solitaria
e a tal punto che tutto sembrava esser già accaduto
… anche ciò che percorrevo
o forse calpestavo di nuovo …
nel ricordo d’un tempo.

Ed ora è lento il tempo
e angusti gli spazi,
ma rapidissimi
pur nel loro fingersi ancora accoglienti,
ma tali … che sembrano vestirsi di sempre più probabile fine
che potrebbe accadere …
e per sempre,
mentr’io sfiancato
resto su … fondo di selvaggia barca
che riconosco appena
e che è pur la mia …
quella d’un tempo …
popolati, una volta,
la barca ed il tempo miei,
e da voci e da calpestii
e da sguardi …
innocenti non sempre,
e da mani
che, incrociandosi,
intrecciandosi per casuali
o, per lo più, voluti e disiati incontri di dita,
confessavano tutto … le une alle altre
e … attendevan comando di ancor lontana e possibil estasi
per dar vita a lotta gioiosa,
giocosa,
frenetica
e … dolcemente folle.

Ed or … il sonno,
la spossatezza
mi cercano,
e pur le amiche,
ma nulla e nessun io voglio,
nessuno più
come amico od amica,
a me accanto.
Non voglio più,
ancora una volta, esser ucciso
prima ancor del vero morir
prima dell’attimo
che tutto mi toglierà,
e forse … anche il ricordo
e, con esso, il desiderio di guardar indietro
per l’ultima volta,
di veder scomparir boa
che andava, però,
sorpassata e non aggirata
né corteggiata
dopo esser stata da me
tanto anelata e ricercata
… per scorger, oggi, essa …soltanto annullata
da innalzarsi dell’onda,
dal calarsi e dall’ergersi d’un legno inzuppato,
o da lontananza che aumenta
e … a dismisura,
rispetto a quel che un dì … io cercavo,
per cui verso la boa correvo.
Ma io non sapevo che superarla avrei dovuto …

E … mi rivedo, così …
in un interno d’appartamento
… a riveder che cosa?
Fotogrammi d’una vita intera
... e una macchina fotografica
che vuol che rollino le ficchi dentro
ché vuol trascinarmi …
di nuovo per via,
controcorrente,
perch’io riprovi ad oltrepassar la boa
che … invece, un giorno abbracciai, ahimé!

Ma stessa strada mi mostrò
e ripropose
piena di ricordi
e di mancata continua avventura.


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Una Poesia ... dai colori grigi. I,4.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 6 dicembre 2014


4. Pausa necessaria ... per il passar d'aliante ... /

 

 Le mani alte ancor sulla tastiera, /

 quando il silenzio d’un aliante /

 mi distrasse da scrittura /

 che m’apprestavo a costruire … /

sotto un cielo d'Ottobre. /

 

 Si librava nell’aria il pensier di Leonardo /

 ed io lo osservavo /

 e pioveva su di me /

 come messaggio, /

 il cui volteggiar seguivo /

 nell’aria tersa del mattino. /

 

 Tutti i pensier  miei  volaron via /

 ad inseguir messaggio /

 che venticel  leggero lontano da me portava via. /

 Le mie mani, allor, /

 approfittando /

 di pausa necessaria, /

 da sole calaron lor dita /

 e da sé scrissero … senza ch’io volessi  né pensassi: /

 

“Mia cara Madame, come stai. /

 Ti scrivo, perché informarti  volevo /

 che parole e frasi /

 a te in parte note /

 van componendosi, per scelta mia, /

 in spazio di sogno … e d’etere! /

 E mi parve corretto /

 farti sapere! /

 M'hai allontanato da te, /

 dicendomi un dì, e più volte ripetendolo: /

 "... più non ne posso ... /

 ossessione la tua ... /

 troppi i pensieri tuoi /

 rivolti a me in un sol giorno ... /

 ti prego ... ama tutte, tutti /

 e non sol me"! /

 

 E … t’ascoltai, quel dì, /

 perché era giusto /

 che nessun’ombra s’imponesse /

 e frapponesse tra i nostri sguardi, /

 anche se l’un rivolto a valle /

 e l’altro a monte! /

 E … prima, a bimba dell'immaginario /

… quasi fosse nipotina, /

 ed ... or a quei tutti/e da te suggeriti/e /

 su spazio scoperto, /

 trovato, /

 raggiunto per caso, /

 per fortuna /

 o per mano a me dolce /

 e che titolo a nostro fraseggiar /

 forse ha già suggerito /

 e donato. /

 

 Se vuoi seguir nascita e crescita /

 dei pensier miei /

 ... morti giammai /

 e vestiti però oramai /

 di scenari  a entrambi  ignoti ... /

 dirigi pur lo sguardo tuo /

 verso un … lì , /

 ma non rivelarne a niun il loco! /

 

 Di rimestar tra i ricordi /

 ho io bisogno, /

 non d’altre voci né di bisbigli. /

 Luogo magico è /

 quel che vivo da giorni … /

lagrime non ho più, /

 asciutto è il mio pozzo /

 e secchio vuoto risale agli occhi miei, /

 da tempo. /

 Teneramente, /

 ti bacio. /

 E che sia a te /

 settimana felice, /

 gaia ed allegra /

 e via sicura, /

 per tuo futuro, /

 il tuo sognatore. /


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Una Poesia ... dai colori grigi. I,5.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 4 dicembre 2014


5. E il búblos ... il papiro si srotolò ... / Sì, la vita intera / è come un qualsiasi giorno / che nasce da un buio ventre / rischiarato da un Sole pallido / che, poco alla volta, / va risvegliando natura tutta che … / poi, spossata, / dopo aver giocato con gocce di pioggia / o soffi di vento o fruscii di fronde / di tutti i verdi possibili / o con i colori dei fiori / e con i profumi lor diversissimi / o con amori / e pene / e con dolori e risa, / poi, va … come se fosse arrivato anch’essa / al suo giro di boa … / verso un buio … / inatteso né invocato né desiderato … / mentre, prima … / sol un attimo prima, / non riusciva a provar, forse, / neppure… piacer di ciò / che soltanto viveva, / senza affanni e gravi pensieri! / E … il Sole alto, / proprio quel Sol che ad Est sorge, / a Sud splende, / a Ovest tramonta / e a Nord, poi, forse, riposa, / scandendo in tal modo, ahimé … ahinoi, / non solo il suo tempo. / Fu allora che m’apparve Selene, / innamorata o presa d’amor, / questo non so, / e disse a me ciò che, forse, anch’io / avea un giorno veduto, / da qualche parte e … / fogli di papiro mi donò, / perché io li leggessi / o rivivessi / o sognassi, / forse, per la prima volta, / in un giorno d’Agosto / reso fresco da improvviso Maestrale … / atteso e inatteso insieme. / E il búblos ... / il papiro si srotolò, / mostrandomi che … / un quegli rovistava tra le carte sue. / Nel suo studio. / Le pareti, invisibili / sia dietro i libri / intervallati da listelli di noce / e sistemati a casaccio, / sia dietro quadri ad esse / appesi. / Il tavolo di lavoro, / ricolmo di fogli sparsi / o impilati. / Un divano, / nei cuscini annegato. / Dei cubi, anch’essi / soffocati da pagine di grandi e illustri … / anticipatori … del dopo / che, poi, è sempre accaduto. / Compact-disk nudi … alcuni; / ben coperti, altri; / bastardi, altri ancora / e quasi rubati per strada … / da mano protesa di uomini / senza volto … né storia. / Un’ immagine, tra un quadro e l’altro. / Giornali de l’Unità, / la Repubblica, / Liberazione. / Copie de… L’Espresso / e … ritagli … / quanti ritagli / che quegli giammai troverà. / E … note musicali / che si … rincorrono, / attutendosi nell’ovattato / d’una camera di studio e lavoro / e, scontrandosi, / a volte, in coppe, targhe e trofei del … o della ... / E, poi, una luce tiepida / proveniente da … / aggeggio servizievole, / fedele, / nero, / lucido, / liscio, caldo / che illumina / e fissa la tastiera / d’un portatile sempre acceso / e in funzione, / oppure spento che a riposar sta dentro una borsa, / nera, / che quell’uomo accompagna / nei suoi spostamenti … senza senso. / E rovistava a manca / e a destra, / senza trovar nulla di quel che cercava. / Poi, spossato, / precipitò su una poltrona / che l’accolse con tutti i suoi pensieri, / con tutti i suoi ricordi. / E … forse, / sognava … /

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Una Poesia ... dai colori grigi. I,6.; I,6.1.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 3 dicembre 2014


6. … Sì, anche il suo era … sogno frammentato e scisso / Era Ottobre. / L'anno, il ... / Trentadue i gradi durante il luminoso giorno. / Poi, scivolò la notte / e l'aria più tenera / e benevola / ... e lui dormiva. / Non si rendeva conto / del perché le Muse che allietano la vita dei poeti / ri-fuggivano, ogni tanto, / dimèntiche di color che lasciati avean ad attendere / con le mani ferme / e distanti / dai tasti neri, / macchiati di segni bianchi / e … in un ordine insensato nell’apparenza; / sol i numeri sempre allineati, / l’uno dopo l’altro, dall’uno allo zero / arabici. / Il resto, / avvolto da un disordine a cui i polpastrelli del poeta / s’arrendevano, / in quel caotico disporsi, / cercando l’ordine loro. / Non si rendeva conto / del perché la sua Musa abbandonato l’avea, / stuzzicandolo, però, / con tormento dolce / e privo del vigore lasciandolo / in giorno improvviso accadutogli come d’un saettare / sconnesso / in cielo terso / e meravigliosamente colorato / d’un celeste pastello, / rigato da fili appena appena dorati / e imbiancati / ma, a volte, rosati. / Ed era pure Ottobre quel dì. / L’anno … / Anche quella notte, la frescura … della notte … / era a lui compagna, ma … nella sua veglia. / Da quel cielo nero, / punteggiato di stelle, / non dormì più. / Aveva, forse, a viver ricominciato? / La sua Musa gl’era / apparsa improvvisa, afferrandolo con violenza, / e … generosa lo scuoteva, / risvegliandolo ai suoi futuri, / orbi di presente e di passati. / E scuotendolo, / lo rigenerava, giorno dopo giorno, / ora dopo ora, / minuto dopo minuto, / secondo dopo secondo, / … all’infinito, / fino all’immobilità del suo pensare / che diveniva etereo e statico, / in un vorticoso dinamismo selvaggio / e privo d’alcun senso. / Lui, però, viveva … per la prima volta / - credeva così, almeno -, / immobile in quella stasi / del gioioso e magico incanto di un tempo / che … non v’era. / Inventava / e costruiva, / disegnava un futuro, costui, / orfano, però, del tempo / in un luogo di ogni spazio privo. / La Musa l’aveva preso, / rapito, / lo possedeva, / lo incatenava / e lui non resisteva; / piuttosto, egli / attendeva l’ultima feroce stretta che / con … ritardo e improvvisa sempre giungeva, / sconvolgendone ogni possibilità di ritorno / al recupero del tempo. / Ed egli godeva della stretta / che toglieva a lui il fiato, / liberandogli … / paradossalmente il respiro / che diveniva d’atleta, / vigoroso, / virtuoso / nell’assenza di ogni nota virtù. / Viveva … / correva con lei, / s’inerpicava per vie scoscese / e difficili da percorrere, / alquanto …e, di ritorno, poi, / nel suo rifugio buio / che si riempiva di luce, però, / al sol pensare al vicino risorger del Sole, / al domani … / per affrettar il fuoriuscir del timido arco rosso del Sole, / egli leggeva, divorava lettere che divenivano parole / e … si intrecciavano in frasi …sempre più aperte a periodi / che divenivano ammassi di paragrafi / in capitoli di storie …incredibili ... / [... continua] / 6.1. … Sì, anche il suo era … sogno frammentato e scisso / Ma come per tutti i sogni, / anche il suo era / - o appariva a lui? - / frammentato, / perso nelle sfumature più accese, / nel suo ricordo cosciente; / sì, almeno nel ricordo suo, / cosciente. / (E chissà cosa succede, / in realtà, / mentre si è nelle braccia / di Morfeo … ingannatore … / là dove si corre, ci si perde, / si gode, / si vive l’altra parte della vita, / mentre il corpo stanco / si rigenera; / sì, cos’accade lì, / in quel luogo ... che non c’è / e nel quale si vorrebbe / restare, per sempre … / e, invece, di esso il ricordo s’annulla / dimèntico, / perché si cela, si oscura / come se … il nulla, / soltanto il nulla, / si fosse verificato, / sì, come tra un frammento e l’altro / del nostro sicuro esistere / ed altrettanto assai certo / non ricordar … / che il nulla … / E tutto ciò, / mentre ci s’accorge, / d’un tratto / - le palpebre, nuovamente vive / come ali di farfalla -, / d’esser stati rigettati / in quel che, nel di noi conscio, / rivediamo / - anche se per un solo piccolo / e misero attimo -, / sì, segmentato, ma accaduto, / e che, a volte, ci spaventa / e che, nella notte, ci fa urlare; / in quella notte nella quale, / non appena rivolgiamo a lei … / occhi ancora incerti per il sonno padrone, / ci sorride, però, come tenera madre, / pronta con il suo disegnare cieli stellati, / con il suo sussurrar canzoni costruite / di parole inventate o di poeti, / con il suo annullare il piacere / interrotto con lui … / per un bimbo ch’apprende alla vita / e ri-placa se stesso, / riaddormentandosi placido / nel cullar delle braccia … calde / della di lui natura originaria e nutrice). / … Sì, anche il suo era … / sogno frammentato e scisso, / mentr’era sprofondato nella sua poltrona … / del suo studio: / e in esto sogno / rivedeva sé bimbo / e, poi, adolescente / e, poi, insieme, bimbo e / o adolescente; / entrambi, per mano legati / con i loro quattro sogni di sempre: / una bicicletta / con cui e per cui scorrazzare e correre … / una Porche rossa con cui sfrecciare … / una villa percorsa / e ammirata, un giorno, / in un golfo / sul profondo Tirreno incantato / e, poi … amanti, / sì, amanti, / sì, proprio come participi, sempre presenti / e, quindi, che amano nell’oggi dell’oggi / e … nell’oggi del domani / e … nell’oggi del sempre. / Lui, amante da sempre, / ma anche amico … / per un tempo assai circoscritto e felice / e, poi - … / troppe le infinite ferite! / – sì … sempre e soltanto amante / che ricercava e ricerca l’amante / nel suo andare … girovago: / sostare mai un attimo / … non accorgendosi … / non curandosi che il tempo andava … spruzzandogli di neve i capelli, / ricoprendone il viso / della stessa gelida neve; / e correva, gioiva, inventava, / e ad occhi aperti sognava, / soffriva, incantava, pregava, / si inerpicava, precipitava, temeva e piangeva, / ma costruiva … sempre; / ma ora … tra le braccia di Morfeo … dormiva, / spossato … / un libro tra le mani, / di Gabriel García Marquez / che racconta sua vita d’artista e d’uomo … / d’azione e …poeta dell’immaginario … reale, / sussurrandogli - il libro o … lo stesso Gabito! -, / all’orecchio … / che, per raccontarla / bisogna, però, viverla; / e il libro gli sfuggiva / nella pagina che l’aveva, forse, tradito … / allontanandolo dal suo vegliare / e precipitandolo nel sonno. / E vedeva, così, se stesso che … /

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Una Poesia ... dai colori grigi. I,7.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 2 dicembre 2014


7. … una lettera … poi … un giorno / A “Lei”, / ovvero all’amor / che a svanir va / e che, forse, è stato? / - o è tuttora! - : / a volte, gustoso e / desiderato dolc … etto, / altre volte … amar …etto! / (e … vedeva, così, sé stesso che …) / … pedalava / in quel ridente e soleggiato villaggio / di un tempo, / la cui costa …flagellata era / dal Mediterraneo / sospinto da Eolo / divertito; / e quegli correva, / mentre tutti riposavano, / nel pomeriggio / assolato / e ventoso / d’un vento caldo ma / ... amico: / e, poi, / una lei compariva … / ragazzina / … come lui ragazzino, e / insieme ridevano / a bocche aperte e / spalancate, / gli occhi / splendenti / per il sorriso stesso … / superandosi a vicenda, / nella corsa ... / folle. / Sì, non era ancora / il tempo / del nascondere i sorrisi / né del temere l’imprevisto. / Poi, / una frenata, / voluta … però, / ricercata, / desiderata, / contrattata quasi / durante la corsa, / attraverso gli sguardi / illuminati / da quegli occhi ... / cerulei, gli uni ... / verdi / d’uno smeraldo intenso, / gli altri / … ed entrambi / specchio dell’anima / e delle verità / nascoste; / sì, una frenata, / sotto casa, / la sua … di casa; / un gelato / quasi rubato / nell'antico bar / e, poi, / seduti … vicini, / le timide gambe / separate / sol dall’altrettanto / timida peluria nascente … / sulle scale / … fresche / per gli spessi muri, / chiuso il portone: / e lei che diceva: / un morso al gelato? / E lui, / ragazzino, / s’appressava al / … cioccolato / che, però, / scompariva d’un tratto / e le labbra / innocenti s’univano, / mentre il ricolmo / e rigido cono-gelato / a mano a mano … / perdeva il vigore, / lasciando una macchia / che si slargava / … sempre più sul gradino, / gocciolando / sopra quello / ... più basso. / Poi, / le labbra si staccavano / … arrossate; / anche i volti; / e ... una porta, / cigolando, / su nell’appartamento / s’apriva / … dei passi e ... / loro erano già / sulle loro due ruote / a correr di nuovo, / lungo la costa / flagellata dall’onde / frammiste / ad alghe verdastre / che … con loro / giocavano, / spruzzando / lor esiguo vestiario / e … nascondendo / il peccato; / e, infine …gli increduli innocenti, / richiamati dal fragore / di quell’onde / per le lor ricadute / su scogli / sparsi qua e là / nella spiaggia … / le biciclette abbandonate, / giù … / a giocare con quell’onde / spumeggianti, / e … le inseguivano i due bimbi, / ma già ... / amanti / e per sempre, / ed a ficcarsi / con violenza / correvano / fino allo sfinimento / dentro ... d’esse; / e, poi … / sporchi di / sabbia anche i capelli, / e … le labbra / che si riavvicinavano / per non staccarsi più, / fino a risentir / del villaggio / … il risveglio ... / Ma sogni frammentati erano pur questi? / E pur gli innumerevoli altri / o … cos'altro? / Oppure, tali soltanto apparivano? / E, dunque … non erano? / … Una lettera, poi / … un giorno … / non sogno … / inattesa, / interminabile, / tra tante … / brevi, / rapide, / veloci / che / chiedevano / o ri-chiedevano / notizie, / suggerimenti, / mentr’altre … / consigli / e alle quali / egli solerte / rispondeva / … in fretta, / sì, sempre più in fretta, / come se …; / e coloro a cui rispondeva / … felici d’esser stati / ascoltati, / letti e, / pure, informati / … ma, quel dì, quegli ... /

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Una Poesia ... dai colori grigi. I,8.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 1 dicembre 2014


8. Andò a letto, e … la sognò ... / … ma, quel dì, / quegli venne attratto dalla lunga missiva, / sì tante le righe ... / da meritar d’esser messa / … da parte, / subito, / e senza pensarci su / neppur per un attimo, / per leggerla … poi / … un dì … nel tempo, / forse ... una notte d’un / giorno d’un mese d’un anno / che arrivato mai sarebbe; / o, forse, un dì … ritrovata / essa ingiallita e scartata, oppure / ammirata per il / … suo aver resistito nel tempo / e … atteso silente, / oppure … per non esser stata notata. / Tutto ciò / non accadde; / accadde, invece, / il contrario, / come se il mondo ruotasse all’indietro, / per evitar l’esclusione, / la non attenzione. / E la lesse, / mentr’altre giungevano, / restando incollate / a piccolo becco di piccioni viaggiatori / o legate a nastrino / e pendenti da collo piumoso; / sì, la lesse, / e i piccioni in indeterminabile fila, / ordinata e variegata al contempo / da colori frammisti dal bianco al marrone, / al viola lucente o appena dorato / e a strani rossi ed azzurri / improvvisi e … mischiati / a un tubar gutturale di suoni, / irradiavano nel loro lungo / filare di becchi gialli e biancastri / che divenivano enormi / … come di tucani / e danzavano / ... in silenzio, / senza provocar rumore / … alcuno. / Egli nulla vedeva, / nulla sentiva al di là / delle parole tinteggiate / e che non solo gli occhi suoi / raggiungevano / ma anche gli orecchi, / mentr’egli inforcava le lenti, / entrando / … e ciò non sapeva … in un sogno ch’avrebbe avuto / il suo tempo, / … una volta lasciata alle spalle, / senza averla aggirata / … quella boa / … fissata / … ferma nel fluttuar dell’onde del tempo / ... nella sua mente: / (Da: Lei . A: lui ... . Martedì ... . Oggetto: Mi presento ...: / Gent.mo, / sono … / Il mio nome è … / ribattezzata "… [Lei] …". Mai sentito parlare di … / Sentendola esprimere … ho creduto di / sfogliare pagine di libri del mio maestro!!! / Ho … anni … e con doppio lavoro / ... scrivo … nel settore della … / e un part-time di altra natura / mi aiuta a portare avanti / in senso meramente economico / "la barca"! / Nonostante sia / distrutta, / poiché spesso i miei turni di lavoro / sono serali, / mi sento motivata a sufficienza a … / e dall'amore per … / e soprattutto per quel seme ricchissimo / che è presente nel bimbo ... futuro uomo - "Uomo" -. / Non cerco con tale scritto di acquisire / ... non è della mia persona, / piuttosto di rendere manifesta, / attraverso un’esposizione del mio caso, / uno tra i tanti, / immagino ... una mia richiesta / di conforto da parte sua … / ... che io possa farcela ... / Guardavo tutte le mie … / oggi - io sono … -, / stare ore ed ore lì … a parlare, / negli intervalli / con spensieratezza, / attendendo il rientro …!! / Ho provato tenerezza / per quei tempi / che non ho potuto vivere … / Adesso, però, è tardi / per rilassarmi e scorrere la vita di … / così a pieno / come sembrano far loro / e come ne avrei io stessa voglia / … ma non riesco, proprio! / Continuerò a … / e ne seguirò qualche altra / che ritengo …ma non potrò permettermi una presenza totale / -che buffo, il mio nome, quello … vero!- / Sono … / ma se riuscirò, / l'intento è di concludere con "…", / e questo perché / davvero vorrei poter sentire / dentro di me / un …lumetto acceso… / che partecipa alla luce / che irradia la vita / ... una presenza vera ... / non una … vita banale / e povera / … ma ... strumento attivo / per quegli esseri meravigliosi e …di luce … / che, per fortuna, popolano la Terra / ... Sa … / credo sia grazie alla loro presenza che / questo mondo trovi energia a sufficienza / per "ripulirsi" e ricominciare ... / Sono contenta di seguire / … le trovo … prima che di interesse / … o comunque preparatorie ad una … futura. / ... insomma, verrei lo stesso, / anche se … ritengano che noi / siamo lì a popolare la … / sol perché esiste un ...! / E poi ... si parla di infanti … / chi? Loro? / … i bimbi non farebbero mai discorsi così contorti!!! / Mi scuso per il mio dilungarmi, / è deviazione professionale, / amore per la scrittura e la comunicazione, / quella vera! / Grazie mille! / “… [Lei] …” / Ps.: Ho dei problemi per ... / continuo a leggerla, / ma non riesco a "sentirla", / per dei cuccioli / … non saprei … spero / ne parleremo ... / intanto dò un'occhiata a ... . / A domani”. / Quegli non ricordava neppure, / mentre leggeva, / se quella fosse stata / la prima lettera che riceveva / da "… [Lei] …", / ma ... quell’ “oggetto”, / impresso sulla quello scritto, / glielo fece credere / e lo … rilesse, mentre non ascoltava più / certe parole / che sembravano perdersi, / scomparire / e divenir puntini di sospensione; / poi ... fece / riposare le sue spalle stanche / sullo schienale della sua poltrona, / mentre continuava a tener quel foglio / tra le sue mani, stanche anch’esse: / avvertì di trovarsi come un naufrago arreso, / disteso sul fondo della sua zattera, / ricoperto di salsedine / sotto un Sole imperioso / che gli scavava la carne / la quale sembrava cedere, strappandosi / lentamente e sanguinando. / La lettera stretta tra le mani, / gli occhi chiusi / dietro le lenti inforcate al naso; / la testa, indietro, / abbandonata anch’essa / o riversata sull’alto schienale, / sveglio, però, / con la sua mente / a pensare / o a ricordare il prima … / di quella lettera / ... nel suo sognare antico / o nel suo ricordar recente / ... confuso. / I suoi ricordi / o il suo inventare scavarono ... ancora / nella mente, / finché scoprirono ciò che v’era già scritto / o ciò che lui andava scrivendo. / La vide, così, nell’ … affollata ... / Non era certo che fosse lei / o altra / ad avergli scritto quelle parole che / l’avevano colpito a tal punto / che rispose, quel dì stesso o ... notte, / senza pensare, con … due sole parole: ...! / E non sapeva … chi avrebbe ricevuto quella sua responsiva, / quella notte stessa; / e non sapeva … chi avrebbe dovuto / cercare il giorno dopo / in quell’ … / Andò a letto, / e … la sognò ... / Forse! /

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Una Poesia ... dai colori grigi. I,9.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 29 novembre 2014



continua

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Una Poesia dai ... colori grigi. I,10.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 27 novembre 2014


10.[ 28.10.05, ore 03:45:46 I,10 ... è il vento che … scrive le cose] Sì, ... è il vento che … scrive le cose; / non l’acqua né la creta né inchiostro, / ma … l’aeriforme! / Non è l’ondeggiare del mare, / non è il sollevarsi di rena, / è l’aeriforme che costruisce le nuvole / e … le disfa / e le ricompone / e le sfalda, / mentre visi d’umani, bucati dagli occhi, / ammirano il determinarsi di forme … / senza alcun senso … alcune, / mentr’altre … / ricche di storia e potenza, / tant’è che resistono / alle furie d’aliti di disegnatori scultorei / i qual giocare vorrebbero … / come bambini / ma con energia di scalpello ... / a ripetere sempre / l’atto appena compiuto, / per abbandonarlo / concordi … poi, forse … un giorno, / per altre … forme …casuali / e che attraggono / il loro rinnovato interesse. / Il vento … / i venti, / tutti diversi … sì: / l’uno accarezza, / l’altro spettina appena … / chiome non ben riannodate / … di donne, / altri spazza via / e veri e falsi accadimenti, / altri solleva, / e … v’è … tra essi … / chi scaraventa, / chi violenta / … sbattendo figure l’un contro l’altre, / e … chi invece / s’accontenta di sollevar … / già trasparente allo sguardo … veste/ … più alta dei tondi ginocchi e morbidi … / d’una donna. / Il vento è … / la storia del mondo! / Nasce ad un tratto; / da un luogo / e … corre … / senza frenare, / senza fermarsi; / corre, / saltando montagne e colline, / per stendersi su valli, / piegando erbetta flessibile / e bruciando petali e gambi di fiori selvaggi / ed inseguendo / uomini e donne tremanti / che si rinchiudono in casa, / continuando a tremare …come se il vento volesse confligger con loro; / e costor si tappan gli orecchi, / come se il non sentirlo annullasse il timore. / Sì, il vento! / Sì, i venti! / … Ed oggi, / quegli è lì, / sempre lì a pensare / o … a sognare il volto, / i capelli, / la sagoma, / la forma … / e fogli … ingialliti / tra le mani. / Tristezza non possiede, più … / né gioia. / Forse, / ha domato ciò che egli rifiuta … ancor di comprendere. / Non sa / o, forse, già sa … / ma i fogli, / con lui e a lui compagni nel rammentar l’aver … un dì … valicato pur egli / l’arco del tempo, / terrore per molti … / ma vita per lui. / Dove si trova, egli non sa: / oltre? / Ancor’oggi? / Forse! / Chissà ? / … Ondeggiar d’alberi di collina / accarezza pensieri / e consola / nella notte d’un tempo / che a provocar di foglie stanche / progettato distacco da ramo / e … seguente caduta … già sta. / E … si ritrova / ad aver abbandonato un luogo / che aveva un dì disegnato, / senza che l’avesse mai architettato; / ma …dov’era quel luogo? / Dov’era ? dov’è, / egli lo cerca, ma … più non sa. / Il luogo: / non più quello che … un tempo era: / adesso … diverso da quel che era stato da lui disegnato: / sol un piccolo divano, / in quel luogo ricolmo di fogli; / una sedia / riversa su un pavimento / di cui di che materia fosse mai stato / non si capiva! / di legno? / di ceramica ? / di freddo marmo? / nessuno spazio d’esso visibile; / dappertutto … fogli / imbrattati d’inchiostri di vari colori / o divenuti carta / appallottolata … / tanti, tantissimi … i fogli / da non lasciar intravedere … / lo spazio del cammino; / una finestra … / non ricorda se v’era, / se v’era mai stata; / un balcone? / Un terrazzo? / no, forse, / nessuna apertura v’era mai stata / in quella camera o appartamento, / tranne che una porta … / d’uscita. / Sembrava, essa, / qualcosa … mai realmente esistita, / nella realtà dell’attimo prima, / ma reale nell’esserci … ora. / Era, quello spazio, divenuto e … d’un tratto, angusto; / e … prima, sereno ed accogliente / nella sua esiguità; / spazio inventato, / ritrovato, per amare, sognare / e … pensare; / ma pensar che cosa? / chi? / forse era un … chi? / più che un … che cosa? / L’oggetto-soggetto dei pensieri suoi? / una donna? / Forse, / con la quale ancora parlava, / mentre lei l’ascoltava / e pure leggeva; / o, forse, con la quale aveva / parlato, mentre lei l’aveva ascoltato / e pure, una volta, già letto. / E, così, pur lui … lei sfogliata avea … / anche se les paroles di lei / erano oramai / e già da tempo / sempre più distanti dalle paroles di lui, / tant’è che le di lei erano oramai langue, / pura langue! / Semplici fonemi, / che lui, però … / soltanto lui, / riusciva ad ascoltare ancora, / leggendoli come fosser elementi di una composizione armoniosa / che non … v’era più o … non v’era mai stata. / Così, dopo un po’ … / che non riceveva neppur … / semplici segni grafici, oramai / … decise, confuso, / di andar via e chiuder dietro di sé / quella porta di spazio / divenuto per lui soffocante. / Lui … / soltanto lui parlava, / scriveva, ma nulla egli, oramai sentiva … / leggeva, / perché né voce, / né immagine concreta di lei / … giammai compariva. / E … andò via, / da quel luogo privo di vita. / La porta, però non chiuse / e soffi leggeri / sollevarono fogli altrettanto leggeri … / da terra, / da quella terra e … / qualcun d’essi / scivolò dall’esiguo divano … / giù scivolò … / per terra, / a ricoprir … quello spazio … lasciato vuoto … di sé … e da lei, / visibile. / E … avvertiva quegli un qualcosa … / che stesse per chiudersi, / definitivamente … / una parentesi, un dì apertasi … / d’improvviso e che fagocitato l’aveva / fino a quel giorno / in cui le sue spalle / videro quella porta rimanere socchiusa, / mentre i suoi occhi ... / il capo / chino di lei ... / su di lui ... /

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Una Poesia dai ... colori grigi. II,11.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 27 novembre 2014


Una Poesia ... dai colori grigi. Una danza di … puntini di sospensione*
(parte seconda)



11. [02.11.05, ore 01:19:49 II,11, ... dov’era egli ? più non sapeva! … s’era, forse, perduto … verso un "altrove" ?] … vagava per la città / e … per le sue strade e marciapiedi / e … poi per viottoli e viuzze / e … pensava di assistere alla conclusione / del cammino suo … come se quella parentesi / potesse definirsi come / suo … ultimo canto, / sì, il suo … canto del cigno … / prima di finire / o … forse, di rientrare / o di ricostruir / o di reinventare … altri possibili percorsi. / Vagava quell’uomo / e … osservava i contenuti / che … s’intrecciavano in quello spazio, / delimitato … - incredibile! - …da una semplice e geometrica parentesi / che s’era aperta, un dì, / e che or … si chiudeva, / non lasciandogli quasi … respiro; / e … scendeva, così, il tratto di quella che … / sembrava esser partita dall’alto! / Chissà perché, poi … / dall’alto! / Ma quegli era … fermo, / nel suo vagare, / perché … controllava soltanto la … discesa, / lenta, ma … che gli appariva rapida / e veloce / e che andava a chiudere … / un momento della sua vita o un suo sogno, / oppure un suo risveglio / da … sonno che durava oramai, forse, / da … troppo lungo tempo! / E … il cartoon della parentesi osservava lui … ogni tanto, / e sembrava voler decelerare, / per … consentir a lui / l’uscita. … Perché? / Se fosse rimasto all’interno … / cosa sarebbe stato di lui in futuro … / pensava lui, fermo, statico, immobile / nel suo vagare oramai senza alcun senso! / E se varcava la soglia … / cosa sarebbe stato di lui! / Avrebbe dimenticato ogni cosa? / Avrebbe vissuto dei sogni, / pilotati d’un Morfeo figlio di Sonno? / Quali e quante domande lo assillavano e impedivano / lì … inchiodandolo, fermo, / dinanzi a quel tratto animato / ch’attendeva sol … sua decisione! / D’una cosa possedea … quasi certezza, / mentr’era al di qua della soglia … che, / nella sua staticità, avrebbe visto se stesso ... / invecchiare e giammai morire, divenire, / né viver di sé trasformazione / e, quindi, non poter mai più … forse, / riconquistare etate a lui più cara … / essendo staticità mortale … distante troppo da dinamicità vitale; / e non v’era … specchio dinnanzi a lui … / eppur riusciva a coglier di sé l’immagine ... / sì, vedeva proprio se stesso … e chiaramente: / e la sua immagine, / riflessa … non si sa da che … era … d’un vecchio, / sì, fermo nel suo vagare / oramai divenuto … inatteso / e d’improvviso, privo di nesso … alcuno. / Annullava sua staticità … di tanto in tanto, / ogni qual volta … / flusso di vita … di lui si riappropriava, / e … quegli, così, / pensava che … / se soglia avesse varcato, / forse … vecchiaia avrebbe incarcerata / in quello stesso spazio … / d’un tratto fermato / e delimitato da … un tratto già chiuso / e … inattaccabile, / non rivalicabile … più; / ma non ne era certo / e … così, indugiava … / nel chiedersi: / e se la vecchiaia … / l’avesse seguito anche / al di là del limite del sogno / da lui vissuto? / Cosa avrebbe fatto, poi? / Avrebbe con essa convissuto? / Avrebbe tentato di carcerarla da qualch’altra parte, / senza, per altro … forse, giammai / riuscirvi? / E stava, così … fermo in quel suo vagare … / E il tratto, frattanto, / sembrava concludere il percorso … / segnando il tempo / e demarcando e … un prima e … un poi. / … non riuscì mai a ricordare … / il momento del suo passaggio o … di sua decisione di restar lì, / non varcando soglia, / ma ora … / stava, con in mano / stretti dei fogli ingialliti … restituitigli dalla notte / e i quali, forse, avrebbe deciso di leggere / o di bruciare / o di annullare per la forza ancor presente / nel suo pugno che stringeva … un passato recente / ch’era su d’essi scritto e inciso … / sì, lì, su d’essi, / e che … avrebbe potuto perdersi … per sempre, / oppure rivivere … attraverso lettura / e meta-lettura del suo sé lettore / che era stato l’attore, / e di quell’accader … protagonista. / Ancor fermo era quegli, / ma … sdraiato su mobile dall’alto schienale / ch’accoglieva sue spalle … / stanche ma sempre possenti / e capaci di sorregger … suo mondo. / Squillò il telefono, / sì … a lungo squillò … quel telefono, / ma le sue mani non vollero lasciar la presa dei fogli suoi / e il telefono, / anche quella sera … / non parlò … non raccontò nulla a lui, / perché zittì il suo squillo … / ad un tratto. … / Avrebbe voluto … quegli, / ma non sapeva cosa e … non prese decisione, / né allentò la presa … / Pur altre volte squillò … / quell’aggeggio, / ma nulla accadde, / perché egli non ne avvertì più … il suono, / perché liberate aveva le parole da quei fogli / che … oramai rileggeva, / senza fermarsi, ... / prima … confusamente, / come gli si presentavano … in ordine casuale, / disordinato, / impossibile da comprendere, / anco se unica cura sua era … / di stirarli ben bene … / perché nulla andasse a perdersi … / nulla … / tra numerose e probabili pieghe / ch’avessero cancellato l’inchiostro; / poi … li sistemò per data e per ora e per minuti e per secondi / e … li raccolse e li accarezzava pur, … di tanto in tanto, / rileggendovi il suo cammino … d’un tempo … recente. / Poi, d’improvviso … / lesse a voce alta, / come se cantasse, / tentando di immergersi in … altrove / di cui non riusciva a comprendere … collocamento: / era, infatti, esso … un prima o un dopo … / rispetto al suo posizionar … di quel momento? / Dov’era egli, per altro? / Al di qua, / oppure al di là della parentesi animata / e … già chiusa dal tratto? O addirittur di … / Sì, dov’era egli … / più non sapeva! / S’era, forse, perduto … / verso un altrove … /

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Una Poesia dai ... colori grigi. II,12.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 27 novembre 2014


12. [09.11.05, ore 02:40:03 II,12. Lettera d’un luglio o di un agosto … successivo, ma … mesi lontani, oramai, entrambi.] … e iniziò ad eseguire il suo … canto … / Attentamente … lo fissava, / come se fosse scritto su rigo di pentagramma … / interminabile, / disegnato e decorato da note musicali … / bianche e con qualche spazio … nero, / e dal quale le parole … / emergevano, s’alzavano e … dominavano, pur non essendo esse presenti … / perché note, soltanto note … di melodia / incantevole, v’erano e … / donavano scenari di coreografie e recite / le più varie … a seconda, però, / d’ascoltatore o di lettore o d’interprete / o d’attori che note avevano pur … suggerite / e … a compositor … dettate. / Gli attori? / Una! / L’interprete … / una sola oramai, / Lei … nella mente di lui, / ma … senza più volto; / la figura … / nel suo insieme, sì … quella v’era … / e danzava, / ma il volto che lui cercava … / non v’era più / o, meglio … mutava, si nascondeva / or dietro occhialoni immensi / or … dietro falde di cappelli / che ne coprivano i lineamenti, / oppure … sì, appariva e chiaro e frontale, / ma … troppo distante / dal suo sguardo … stanco / e … per tale ragione … / non vedeva, non scorgeva più volto che / … però - lui ricordava -, esser stato capace … di riuscire ad aprire percorsi / e salite e corse e discese e ruzzoloni e … / parentesi inventate d’un tratto … / un dì … un bel dì … sul cammino … di lui; / ma egli … oramai, già lì … / fermo. / Di fronte a sé? / Sol l’uscita / dalla parentetica vita che sembrava … / voler continuare ancor la discesa … del tratto; / e … lui immaginava d’aver anco pensato: / rimaner dentro, ingabbiato, … / nell’esistenza, / oppure … nell’inesistenza dell’ … / oppure d’un sogno?! / Con tal spirito, / per un attimo … / fu avvolto da turbine di vento … / violento, che lo trascinò … / scaraventandolo in luoghi / da lui … già visti e calpestati / e … percorsi da giù in su / e … da su verso .. giù. / Sorrise … per un attimo; / e … si voltò verso … Lei … / ma non la scorse. / La cercò, / come se lui l’attimo … toccar poteva, / e sfiorar, e ammirare, e animar, / e ridonargli vita / e passioni sue; ma … / no l’attimo era già passato via … / fuggito. / Chinò il capo, allora … / una volta a sé ritornato / e … cominciò la lettura delle note che … / per incanto, fermarono il tempo / … arrestarono, fors’anco il tratto / della parentesi … di chiusura … che, / privo di moto, stette, / e … forse indietreggiò o …risalì per i rivoli del tempo! / Lui lo osservò / e … con malanconica tristezza … ancor sorrise, / pensando che gli si … volesse, / forse, / offrir altra opportunità … / possibilità di scelta. / Oppure …. pur esso tratto, / voleva godere del canto di … quegli che … / di fermare il tempo avea deciso? / E … mentr’esso godeva, … / sì, lui … moriva. / Nel frattempo … un tale … / o, meglio, una delle tante parti di suo sé … / aveva varcato … porta socchiusa che … / d’esser stata ben chiusa quegli credeva, / forse … proprio per non consentir a sé … / né uscita né fuga. / Ma il tale, / quella parte di sé, / riuscì a rammendar / quel che per lui non era … oramai / ricucibile, non modificabile … più. / E, così, quell’altri / entrò e stupì del vedere: / non sapeva dove fosse / e chi avesse abitato quell’antro … polveroso … / senza finestre; / soltanto un’apertura … / quella che aveva concesso il suo ingresso; / lasciata avea la porta spalancata … / inconsciamente, / come se dentro d’un suo sé lontano, abissale … / un qualcuno avesse pensato che, / chiudendola … ingresso potesse non ridiventar uscita! / La porta … / inutile … consentiva allora flussi / e riflussi d’esseri altri … / di natura, … tutti, / e impediva … però aperture / a culture o ad’esse … forme; / solo aliti si insinuavano … di vento / e raggi di luci …pacati, / che facevano a quegli, / parte di sé … compagnia. / Tutto lo spazio … / coi suoi occhi trovato, / e con le sue mani scoperto, / or … ricoperto di fogli, / alcuni scritti … / altri no; / alcuni accatastati, / altri scompaginati, / altri ancora appallottolati, come se contenessero note / da … non rileggere né da far leggere; / nulla v’era però di … distrutto, / nulla che non potesse essere recuperato / e letto e … cantato. / La raccolta … difficile, / però, apparve, / perché combaciar / doveva l’ultimo tratto di penna d’un foglio … / col primo che vestiva l’altro / e che a nasconder sé andava … per dispetto. / Ma quegli non s’arrese, / perché … anche scomposti, emettevano un canto, / uno stucchevole canto e … toccante / che consentiva a lui di riconoscer lei / ch’era, sì … assente, ma che / nei fotogrammi viveva dei tanti pentagrammi … / adagiati sul ligneo pavimento, / come … di barca, ferma, però, / e ancorata, / sì … ben ancorata e ad un molo … da gomena … legata! / Forse, doveva essere riparata … pensò, / per un attimo, lui … confuso e dimèntico già / d’aver superati gradini, / e … d’aver percorsa una … di tante strade asfaltate o sterrate / che rigan la terra e non … certamente onde di mare. / Vide, poi … seggiola polverosa … / anch’essa spodestata / dagli innumerevoli fogli che ricoprivano essa …alcuni attaccati pure … allo schienale … / con gocce di nastro … adesivo. / Sì … e scoprì … un qualcosa d’acceso, / caldo … bollente anche il cavo / e … sudato: una … già iniziata: / “Carissima mia …”; // Soltanto questo, v’era scritto / o … soltanto questo … lui leggeva; / v’era, però, già stampigliato / l’indirizzo che egli, sì, … pur egli conosceva! Oppure ricordava? / Eh sì … le parti d’un uomo … molteplici sono! / Eh sì … ma, spesso, pensieri pressanti / e che uscir di prigione anelano e vogliono, / e … prima o poi le raggiungono tutte … le parti, / e costruiscono, a volte, anche complessa e tessuta … / d’un uomo … unità che, poi … ritorna, / non scissa, / piuttosto … distinta nelle funzioni sue / che … s’esercitano a ricostruir realtà volute, / oppure … per niente bramate. / Sì … lesse appunti, / pagine intere / e riconobbe la parte di sé / nell’autore / e s’alzò, cercò la di lui unità, / ma … tutto ben visibile là dentro era … / nell’antro: tutto alla vista, al giro della seggiola … / cedevole al voler suo; / tornò su se stesso, dopo non aver scorto / ciò o chi cercava con sguardo d’umano / e … pensò e … poi aspettò … sì, attese / che tornasse eventuale altra parte … a vagare rimasta. / Mai, come allora, sentì la mancanza di … E l’attese … a lungo; / e tentò di pigiare dei tasti / e, poi … dare conferma. / Ma attese ancor ch’arrivasse … / mentre i tempi scorrevano … / mentre la luna sfuggiva alla presa del sole, / donando a noi … le sue stelle, / e mentre il Sole rincorreva Selene, / uccidendo stesse sue stelle da lei prima donate, / ma spruzzando … anch’esso / colori aeriformi / e nuvole divenivano variopinte e piogge benigne / ed anche … rigidi … i geli. / L’attese, sì, l’attese … / ma nessuno arrivò, / nessuno varcò quella soglia, / al di fuori di … alitar di venticelli … e di raggi … / e del buio della notte che penetrava … con sempre più ardore / e … violenza, / ancor più dei raggi … violenti … del Sole, / quando Stella è dominatrice … / ferendo e confondendo le parti … distinte / in sabbioso e unico tutto e … d’un colore, / e … d’un calore, e … d’un odore, e … d’un sapore / e … di suoni muti o urlanti … unici, tutti, … / anch’essi. / E il suo sguardo ricadde su: / … Carissima mia, / … /

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Una Poesia dai ... colori grigi. II,13.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 27 novembre 2014


13. [13.11.05, ore 01:35:27 II,13. Il papiro ritrovato dal suo ... corpo dimezzato] Carissima mia e … adorata … A … d … e … / sai … / sto per abbandonare per sempre / quest’antro che … / per me - non posso negarlo! – / ha assunto un significato fin troppo … / come dire … importante ... / in un particolare tratto del cammino di mia vita! / Non ha più senso, però … / star a visitar in esso / angoli polverosi, vuoti e … / privi d'ogni luce. / E … l'amore, infatti, / come dice il gran Poeta, / "move il Sole e / l'altre stelle", / ma … se l'amore non v'è … / neppure il Sole … / e … neppure l’altre stelle ... / né girasoli … / né battiti d’ali di farfalle! / Ma cosa sto a scriverti? / Non sono questi … i contenuti che … / con mia missiva / voglio che ti … raggiungano. / Ho desiderio … piuttosto, / di … raccontarti che ... / oggi, ho pensato che / l'unica cosa che mi restava da fare era / di dar la caccia … sfrenata a quel … di Cupìdo. / L'ho cercato dappertutto, / finché l'ho trovato / e - credimi - gli ne ho date di santa ragione! / Son certo che … se ne ricorderà … / per il resto della sua eternità. / Comunque … / sono convinto che / a me non darà più fastidio … / anche perché gli ho detto chiaramente che / se ci proverà un'altra volta ... ad incastrarmi … / la mia reazione sarà per lui / molto ma molto più pesante / da sopportare. Gli ho ricordato pure che … / noi uomini, un dì, sì … / lontano nel tempo … siamo stati salvati da Prometeo, / e … da allora … giammai … più … / noi uomini … né servi, né schiavi … degli dei! / Se n'è, allora, andato … / - ma … devo … confessarti: / lasciandomi un grande vuoto dentro, / anche perché … ho ficcato dentro a la sua faretra / una striscetta di papiro con su … inciso un nome … / composto d'un insieme di colori che … / pur non esistendo da … nessuna parte, / brillava - tale insieme – / nei vari suoi ... caratteri; / mi ricordo … a stento che / v'erano … delle letterine: / se non ricordo mal … due consonanti … / appena (una "d" e una … "r") ... / poi, fammi pensare un po' … / ah, sì, delle … / Quattro, ... forse! / Sì, proprio quattro: / una "y" - sì, era proprio una "y” -, / una … “u”, / una "a", / anzi una … “A” / ed … una … / sì, una … "e"! Ma … no … / non chiedermi l'ordine in cui erano disposte: / ho, infatti… provato … tante volte a dar loro … / un senso, / ma non vi sono mai … riuscito, / nonostante quella "A" volesse / mettermi … su … buona strada! / Sarà stata la vile vendetta di Cupìdo? / Non so! / So soltanto che io … / son tornato indietro … / nel tempo … / ed ho ritrovato quel bivio … / ch'un giorno avevo incrociato / … per caso, / e ... sai … mi sono accorto che … / non appena ho imboccato la strada che … un dì / non avevo, forse … per nulla scelto, / voltandomi indietro ... / alcun bivio scorgevo! / Sì, proprio nessun … bivio: / la strada? / Perfettamente diritta … / neppure una curva che potesse nascondere alla vista, / non so ... un sentiero nascosto! Nulla … proprio / nulla! / E mi sono rimesso, così … in cammino, / come è giusto che / decida di far un viandante che, però … non sa affatto / …camminare … da solo ?! / … l'inizio è stato difficile: / in me non v'era più certamente l'ansia amorosa / d'un Edoardo verso un'Ottilia de / "Le affinità elettive" / dell' … immenso Goethe, / anche se … quell'ansia amorosa avevo pur … provata … / ma – mi domando ancor: quando? Dove? / Eppure il tempo … il luogo … li sento ancora … / prossimi, vicini, sì ... molto …vicini! / ... Poi, mi son detto: … / dai ... forza, che incontrerai tantissima gente! / E … sai… me ne sono convinto: / e, adesso, / m’appar d’esserne certo! / Forse, perché sento d’esser stato … abbandonato / - finalmente? Tristemente? – da quel … di Cupìdo ... / Ma sì … tornerò sulla mia strada … / ad imitar , cioè … Odisseo / ed invitando i miei compagni e … / compagne di … via … a legarmi / strettamente con catene robuste all'albero della "mia nave" … / allorquando mi toccasse di incontrar … / per caso o per ricerca mia … / nuovo o … pur antico canto di Sirena! / Sì … vivrò o, meglio, ritornerò a vivere … di nuovo, / con … mie amate donne, / e con i molteplici "Odissei" di questo mondo .../ … Ma che sto a scrivere? / Non so neppure, se mi leggerai … / né vorrò … forse, mai saperlo! / Ti prego, anzi … se ti capitasse di leggermi, / non … rispondermi! / Non potrei ascoltarti … / né leggerti, infatti! / Sì, perché … sai, non appena avrò spedito questa … mia / (ah … sai che, poi … alla fine … non mi hai aiutato a risolvere il dilemma, se / "X" sia … sostantivo maschile o femminile!?) … / sì, in quello stesso momento … "butterò la chiave", / dimenticando per sempre e … / e … di questa casa! / Spero, certamente, / di ri-incontrare la Signora, / il cui nome è … e con la quale … / spero di poter intrattenere un / … buon rapporto di … lavoro! / Ma, che sto a raccontarti: / che ne sai tu di questa … Signora! / Ti amerò ... per sempre … /

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Una Poesia dai ... colori grigi. II,14.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 27 novembre 2014


14. [17.11.05, ore 22:33:41 II,14. ... "quel tale" ... "quegli" e ... un vento di scirocco ...] / Lesse tutta la lettera quel tale, / restando immoto su puntin di sospensione … / e a lungo. / Poi, stringendo la missiva … / giammai forse spedita, / uscì per strada. / La luna … alta era nel cielo / e il vento giocava ad imitar / del lupo il verso; / gli alberi s’inchinavano / al suo passare, / emettendo agitati fruscii di fronde … / tra di loro. / Il cappello del tale / sradicato fu da suo capo / e … volò via … / lontano e … / fu rincorso … / fin quando si fermò / accanto ad orme … d’uomo. / Il tal frenò la corsa sua / e … stette a individuar e riconoscer / forma d’umano che … / distesa per terra / sull’asfalto … stava … / dietro ad automobile tinteggiata di bluette … nel color; / la targa … né antica né moderna: / se antica fosse stata … / quella ... dichiarata avrebbe nascita sua … / in Taranto di Puglia; / ma antica … essa non era / e .. quegli … / sì, proprio disteso dietro d’essa ... / a sognar stava, / sì, sull’asfalto freddo / … ma sol per l’avanzata notte, / e … umido; / e … a leggere e rileggere quegli stesso era / e … lettere e numeri e poi lettere / e … poi … di nuovo … e ancora … / come se … quei simboli / appartenenti ad ... una targa / qualcosa gli narrassero / e li leggeva a voce alta ... a volte, / e sussurrata … in altre, / mentre il profumo di lei … ad inalar andava! / Il cappello, lì … / fermo immobile, / incollato alla ... / per nulla porosa e nuda terra … / nonostante l’imperversar dell'umido vento di scirocco … / e l’ulular d’esso … / sia terra, coperta da suo corpo, / sia orecchi suoi / temevan di sfiorar … / Il tal … quasi stranito … / e immobile pur esso … / nello sventolar di suoi … / camicia e panni di larghi pantaloni e … di fili di capelli … / era; mentre … quegli, / del tal … vero padron … / leggeva e rileggeva / e … ciò, per notte intera … / e a rincorrer lontani e candidi / e leggèri e carezzevoli … / ah ah ah … disteso stava … /

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Una poesia dai ... colori grigi. II,15.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 26 novembre 2014


15. [25.11.05, ore 22:52:50 … mentre quegli a cercar stava … lapis e foglio …] La via … assolata, / quel dì. / Quegli … non riusciva a capire perché … al suo risveglio / e numeri e lettere di quella targa / eran … volati via; / perché nessuna voce … di donna l’avesse svegliato! / Nessuna aggraziata mano … di donna l’avesse / almeno un poco … scosso … strattonato! / Si sedette, allora, sul ciglio della via; / e … vide, una alla volta, andar via … / auto lì prima posteggiate … / ma nessuno … proprio nessuno s’era … di lui accorto / né … s’accorgeva. / La strada appariva … come deserto: / nessuno … l’attraversava … / nessuno l’asfalto calpestava … / né ruote di motori né di bici né di carri né carretti / scivolavano su d’esso. / Tutto sembrava fermo, / immoto; / sol il vento ululava … / o, forse, fischiava … -, / ma nulla esso moveva e nulla …da sé s’agitava né s’innalzava; / sol un cappello v’era … / poggiato sulla pece nera … tra pietruzze ben compattate … / con cura. / Alzò, poi, i suoi occhi verso il cielo … quegli … / per restar dal Sol trafitto e dai suoi raggi / che non permisero a lui di veder chi … / tra sue mani avesse sistemati e foglio e lapis … / sì, proprio così … lapis … lapis blu e … rosso. / Si voltò a manca quegli, allora, / e … poi a destra … / guardò dietro di sé / e, poi … stringendo gli occhi innanzi … scrutò, / per scorger movimento di figura … veloce, rapida o saettante, / oppure luce … o ombra fedele di …! / Ma … nulla notò. / Tutto era copia del prima: / un individuo umano ed un cappello … / tra l’asfalto e il cielo …! / Poco lontano … / un albero, le cui fronde … ferme, / nonostante il vento … / di cui solo il fischiar s’udiva … si sentiva … s’avvertiva / ma come in un … sogno. / Il nuovo … / Un foglio, solo un foglio … / ed un lapis che, da una parte, rosso …e, dall’altra, blu. / Guardò l’uno e … poi, l’altro e … non capiva! / Riguardò il foglio quegli e … pure rigirò: / bianco esso si mostrava! / Riosservò, allora, poderosa matita / stretta tra le mani … / temperata nell’un e nell’altro lato, / ove l’altro … colorato era dell’éros / fiammeggiante delle forme … di donna / e l’altro … della quiete di sguardo celestiale … / ancor di donna. / Lasciò andar allor … pochi tratti … / prima rossi e poi blu, / finché entrambi persero lor color / e … in nero essi corsero rapidi a mutarsi. / Il Sole … era sempre … più alto, / al punto che crayon … / nessuna ombra più trasmise su ciò che / albero vivo … prima … era stato; / e … punta arrotondata si divertì prima / a scivolar e a scorrer su tenera corteccia / e poi a trafiggerla sempre più cedevole … / finché essa sanguinò, lasciando su foglio / impresse … parole, / sì … semplici parole / che .. si donavano … sfiorandosi / e cercandosi l’un l’altra. / Forse, anche quegli / perse … color di sua vita / e vide … sé stesso … su quel foglio … / divenir d’un tratto … bianco, / come se materia cupa / l’attraesse … a sé, / mutandolo o … / proiettandolo in un avvenir di strana solitudine … / leziosa e … scrisse, oppure udì, / oppure lesse: … / “Vivere non è / invecchiare, sai? / E’ morire / lentamente! / Che brutta parola "morire", / Nonno! / Non ne conosci il senso, / piccolina! / “Morire” è … poter vivere, / superare l’insuperabile / oltrepassare l’impossibile / è sognare / e, qualche volta, / … fermarsi un attimo / dentro al sogno stesso / a goder d’esso / appena costruito … / Sì … è parola più bella / di … “invecchiare?! / No …vecchio … è bello, / tu sei vecchio, nonno, / e tu sei bello! / Perché sei triste, nonno? / … posso correre da sola ? / Un dì, qualcuno / mi disse: / … saranno gli anni che trascorrono che … / … perché tu non senti ciò che, invece, / dovresti … / No, non è / per il trascorrere degli anni / che la vita, a un tratto, / fermarsi appare / piuttosto, perché qualcuno / frenato ha … inconsapevole / il lento morire della vita. / Ecco, in quel dì e … da quel dì / tutto diventa più difficile. / Non è facile riprendere / a morire … quando qualcuno / t’ha già ucciso. / Senti i pigolii, i cinguettii, piccolina? / Son di batuffoli che non sanno / Ancor volare. / Ecco, lor … un dì o … adesso / voleranno … via / finché qualcuno tarperà loro le ali. / Quel dì … precipiteranno / per … non volar più! / Ora … torniamo a casa, / piccolina, / il Sole … s’è già tuffato / … nell’oceano. / Perché chiami / Oceano il grande lago, / Nonno … ? / Perché anche l’acqua / raccolta in una pur semplice tinozza / quando non ne avverti più l’appartenenza / t’è estranea come … quell’acque immense / che gelide alcune, tiepide altre / si mescolano in nuovo calor / che però ti sfugge / perché non è più tuo … e / non riesci più a tenerlo per te stretto / né a comprenderlo in abbraccio tuo / né a … controllarlo ? / … Che dici, Nonno? non capisco?! / Capirai, piccolina … un giorno … / … Mi racconti una favola, nonno? Ma / di quelle che m’atterriscono e che / mi fanno ridere a denti stretti … / Sì, piccolina! / Sai, anche se mi fanno paura certe / favole, / … basta che ti stringo forte forte la mano … / e … ogni timor va via, nonno! / Sei forte, nonnetto; dai, racconta … io ti / guarderò negli occhi, mentre andiamo / per questo prato, / pronta a stringerti la mano … / però! / Sì, piccolina, c’era una volta … un re, / anzi, no … un pezzo di legno …” / … / Sentì una voce, però, quegli … / all’improvviso e mentre a narrar stava / e vide sé / sommerso da gas e fumi d’auto in corsa / e posteggiate; / sentì … pure del vento non solo l’ululare o suo fischiar, / ma proprio il vento … / caldo / e, poi, la voce / d’una … giovinetta / che … quegli Batuffolin chiamava … / per le sue due decine d’anni / che di gemma appena nata / facevano ancor profumar … / e Batuffolin lo trascinava / e a lui raccontava e chiedeva … / ah quante cose chiedeva … / mentre quegli a cercar stava … / lapis e foglio … - volati via! - /

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Poesia dai ... colori grigi. II.16.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 26 novembre 2014


16. [03.12.05, ore 02:49:31 Sentì poi … lagrime di pioggia sul suo viso] … veniva trascinato, / sì, come da … giovinezza che lo restituiva a vita, / mentre … i suoi pensieri vagavano / tra le sfilacciate nuvole / e … tra esse immaginò di scorger corpo ed ali / rotanti e fremule di libellula … / gigantesca che svolazzar faceva … / dietro di sé … lungo sua scia … stendardo … / bucherellato … e trafitto da segni d’alfabeti … / posti l’un dietro l’altro, / che cercavano di comporre, forse … / un qualcosa che somigliava a … / no, non sapeva quegli a … chi o a cosa somigliasse: / “ A … D … E … ” si leggeva nella sequenza … / da sinistra … verso destra. / Quegli, naso all’in sù, guardava … / cercando di … capir / significante del che vi fosse scritto / e … pensava … a nuova marca … / sì, forse … di bibita … / sì, pensava ad un … qualcosa che a dissetarlo andava / ed egli … stendardo, che a scomparir fuggiva, / con gli occhi suoi … cerulei seguiva … / mentre suoi piedi sembravano volar dietro / a quelli della sua Batuffolina, / finché … vide se stesso cader sopra di lei / che lo guardava, / mentre Batuffolina cominciava a baciarlo / e anche lui la baciò teneramente, / mentre erano ancor … sull’erba … asciutta. / Le man di quegli amanti s’intrecciavano lungo i loro fianchi, / quando uno squillo … / prima cortese e delicato, / poi … sempre più … insistente / ed … arrogante / cominciò a guastar … incontro. / Batuffolina … gli sfuggì, allora, / e corse a risponder / ed … iniziò a ridere, mentre lo guardava, / e … a parlare, tirando un po’ su le … spalle, / come per dirgli che … disturbata era / e che riattaccare … non poteva … / per riprender …dialogo appena cominciato e già … interrotto. / Lui la guardò … che sorrideva / e poi che … rideva, / sì … rideva e … si voltò … allora, / così … su se stesso e … tra gli aghi dei pini, altissimi … / ah quant’eran alti quei pini … / vide l’incanto del … cielo, / vide lo splendore del … Sole, / vide il danzar … e il volteggiar d’ali d’uccelli / e … anco coloratissimi aquiloni / legati ad … invisibili fili / e che il vento a sospinger stava / per … procurar gioia / a … bimbi che si facevano pettinar da venticello … tenue. / Lui … chiuse gli occhi / e … macchie di color, prima, intravide / e poi giochi … di pezzetti di vetro come di caleidoscopio / e pure lo rumor d’essi udì … / sì, d’essi che rotolavano, / specchiandosi l’un l’altro / e, poi … sempre più buio / e … pur dei frammenti del vetro lo rumor … che ad allontanarsi andava / e … solo il rider di Batuffolina gli arrivava che, però … / non lo disturbava … no, anzi, lo … allietava / come se quel sorriso … d’un tratto … / nella sua vita, l’avesse preso … per mano / e condotto a riveder … a ritrovar … se stesso. / Il buio … sempre più fitto, / finché gli apparve o ascoltò … o vide … forse, / grafemi / oppure … ascoltò fonemi / e lo sguardo suo / o … l’udito … seguì / o … insieme seguirono lo … scorrer d’essi: / Nella mia ultima missiva ti scrissi: / "Carissima, / son contento di leggerti, dopo un tuo … lunghissimo silenzio". / Adesso … visto che ancora non mi rispondi, ti … ri-scrivo: … /

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Una Poesia dai ... colori grigi. II,16bis.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 26 novembre 2014


16bis.[03.12.05, ore 02:49:31 Sentì poi … lagrime di pioggia sul suo viso] "Carissima,/ sarei … ultra felice di leggerti, dopo un tuo ben lungo silenzio". Oppure, vuoi sentire la mia voice? Io … pur di sentire la tua di voce, sarei disposto, pure, a confessarti ciò che tu, forse (…), già sai: e cioè che la … nostra casa non è mai rimasta vuota! Perché, … ogni tanto – anzi … spesso; no … molto spesso; anzi … sempre - ... io … insomma, sto sempre lì … ad aspettarti. Questo ti scrivo … perché so che tu vuoi ascoltare … sol "verità … vere", anche se … forse, da te ... non gradite! Ed allora … che vuoi che ti dica? Ti dirò, semplicemente, ma proprio molto … semplicemente: "io … ti amo … più di prima"! Pur sapendo che tu … mi dirai: "Monello ... questo, non si dice"! Ciao, mio amore … di … sempre … e ... allora ... che faccio: ti …chiamo? Oppure … aspetto che … tu mi scriva?! Conterò fino a … 10, no … fino a 100 o a 1000 e … poi ... deciderò, tuo … / P.S.: / invio questa lettera anche presso … per ricordarTi (!!!!) il … nostro vero ed unico ... indirizzo di … - e ripulita di … a noi noti, ma estranei alla nostra … maravigliosa fiaba! - ... // Poi … a quegli / come fulmine … inatteso comparve altro … / ma chiarificatore di verità di lei: / Carissimo,/ sono stata per due giorni in pieno relax per smaltire lo stress dell'…!!!! Adesso ti dirò ... mi fa tanto male il fatto di essere per te … sofferenza, perché mio caro, io non posso avere con te un legame diverso da questo ... ovvero di stima reciproca, di lavoro, per me … d'amicizia; per te … quest'ultima non esiste, lo so, ma essa è vera per me ... Tra qualche giorno … il 15 partirò e vorrei davvero non pensare più a nulla ... vorrei soltanto recuperare le mie energie e spero che tu possa pian piano trovare un giusto equilibrio in questo rapporto! Io ho la mia vita e … sempre più vado aprendomi al mondo (sì, come volevi tu), non sto più … no ... voglio uscire al mondo che mi aspetta ... trovare il mio percorso … sempre di più ed amare … non te, ma l’ uomo della vita mia e alla follia ... I miei silenzi saranno sempre più presenti e ciò vorrà dire che spicco il mio volo ... Per il resto, nessuno mi ha fatto sapere i risvolti dell'ultima … spero di riceverne a presto; la prossima settimana ti verrò … forse, a trovare, se ci sarai lì ... così parliamo un po’. Vado in palestra....a presto!// ... (… è così …!)/ E, poi … quegli vide o udì / la repentina, di lui … responsiva … / ma non la vide né sentì ch’usciva da foglio di papiro; / vide piuttosto … sé che dinanzi a lei stava … / fermo, le braccia lungo i fianchi … / abbandonate, penzolanti / e lo sentì che le diceva: / … credo proprio che sia giunto il momento, per me, che io non parli più … con nessuno, se … anche tu continui a non comprendermi e … allorquando decidi di rispondermi, lo fai in maniera … compassionevole. Mi dispiace di avere … disturbato il tuo relax. Il tuo senso di "amicizia" dovrebbe, però, metterti nelle condizioni di comprendere … anco il senso, i toni e … contenuti dei pensieri altrui. Io? Sono certo di possedere di già … il mio equilibrio - quello che, per te, dovrebbe essere … quello "giusto" per me e che … per me, invece, è quello alimentato … grazie a te … dall'amore -. Da ciò: stai tranquilla, non prenderti alcun tipo di pena per me, perché io …grazie a te, sai … sono felice … per davvero. Certamente … io e te non abbiamo … la stessa idea dell'amore: per me, esso è … motore … sempre in movimento e, poiché, forse, esso … s'era … fermato per un po' ... senza che io … me ne fossi, prima, mai reso … conto, il suo rimettersi in moto, per me, è stata … fonte di enorme gioia. Giammai … alcuna potrà impedire il di lui agire - quello dell'amore, appunto - una volta che … esso ha ri-cominciato a ri-azionar … se - stesso: e, credimi, ti dico queste cose con … il sorriso sulle labbra, come tu stessa veder puoi. La sofferenza, secondo me … appartiene soltanto a coloro che … non sanno che cosa sia l'amore: nessuno mai potrà impedirmi di amare qualcuno o, meglio, qualcuna, anche se quest'ultima sta o starà - come ti auguro dal più profondo del mio cuore - … tra le braccia di un altro che "ella" ama già o … amerà follemente. Ciò, sai, … farà gioire anche me! Non può essere diversamente, se ... si ama ... Certamente, se tu … grazie al tuo senso dell' "amicizia" … riuscissi a comprendere quanto vado dicendoti … io sarei più contento ... anche se chi ti sta parlando sa che l' "amicizia" è un semplice e fasullo rifugio da noi costruito … per giustificare le nostre … impotenze. Sai, qualcuna … che tu conosci bene e che … t’appartiene … giorni addietro, mi diceva … "son contenta di aver ritrovato una mia vecchia amica … d'infanzia": e ciò me lo diceva con il desiderio di rivivere l'amicizia d'un tempo - quella che dura, dico io, sino … e soltanto sino … - e senza giammai travalicarli! - … ai tempi del liceo, per sfumar, poi … nel nulla … più assoluto: ma … questa è …una mia convinzione, sì … attaccabile, chiaramente, su e da tutti i fronti! Io, sai … , la guardavo, quella presenza … mascherata dalla sua illusione … augurandomi che ella potesse … per davvero … far rivivere una … dimensione che non può - secondo me - che appartenere soltanto ad una … fase … primitiva … antica oramai … della nostra vita! Perché, poi … finiti i tempi del liceo ... ci può salvare soltanto … l'amore oppure … i semplici amori. Gli amori, per fortuna … m'hanno accompagnato … per gran parte della mia vita, ma … l'amore, credimi, è … tutt'altra cosa! E di queste frasi a te dirette, sempre, e … com’adesso …di presenza o … attraverso scritti, immagini, parole incolonnate l'una dietro l'altra – certamente, non poesie! -, pensieri e … chissà quant'altre possibilità espressive, devi … essere contenta e gioire … sì, pure tu: credo che debba esser bello sapere che qualcuno, grazie … a te, sia stato rimesso sui binari dell'amore - più che dei semplici amori! -: dovresti essere orgogliosa di questo tuo … potere rigenerante. Credimi … io, quando ti dico che ti amo, non voglio dirti: "tu devi amarmi, perché … se non lo fai … io ne soffro". No … assolutamente! L'amore è … negazione del possesso: io sono convinto che chi ama, ama … punto e basta; e aggiungo: costui/costei ama, grazie a qualcuno … a qualcuna; ma non mi permetto di dire né … di pensare: colui/colei che ama, non può che amare quel particolare soggetto, perché se di ciò - costui/costei - fosse convinto o convinta … non amerebbe affatto, perché il "soggetto" egli/ella l'avrebbe trasformato in "oggetto"; e come si fa ad amare … un oggetto? Dimmelo … come si fa?! Quindi, chi ama, ama e … basta; non può neppure amare qualcuno o … qualcuna, ma … soltanto "grazie a" … qualcuno o a … qualcuna: e … tal soggetto … per me, sei Tu; lo ripeto … " punto e basta". Mia dolcezza, spero tanto che … queste parole che tu stai … adesso ascoltando abbiano il semplice potere di … rafforzare il nostro legame che, chiaramente, tu potrai continuare a credere che si possa rinsaldare per il tuo senso dell' "amicizia", mentre … per me … per il mio senso dell' "amore". Ricordi, che … dicevamo una volta? Possono dialogare soltanto due persone che, perché differenti … più che diverse, possono confrontarsi?! E noi, in queste nostre convinzioni, siamo … senz'ombra di dubbio, persone differenti o, se tu vuoi, anche … diverse! Due persone, che … pensano alla stessa maniera e … su tutto … forse, non sono neppure persone, perché l'una è, senz'altro … succube dell'altra. Noi due, invece, grazie alla nostra differenza o … diversità, siamo persone, soggetti, singolarità, espressioni di libertà, di gioia di vivere e di voler continuare a … vivere. Spero ardentemente che questo di oggi non sia l'ultimo nostro atto di comunicazione, il nostro ultimo … incontrarci … vederci, né il nostro morir … di relazione! Diversamente? Beh … io continuerò ad amare, e ciò … grazie a Te. Tu continuerai, invece … per la tua strada, ma, forse … costantemente, sinergicamente in "unione" con ... Ma, se anche tutto ciò che ti ho appena detto - … mentre il mio sguardo ancora … va a sprofondare nei tuoi occhi ch’ogni tanto s’abbassano, sì, ancora … nascondendosi dietro a palpebre tue … - dovesse creare in te fastidio … disturbo o, peggio ancora, noia e/o ... "sbadigli" … dimmelo adesso, qui, sì … adesso oppure … scrivimelo: insomma, dimmelo chiaramente … potresti, ad esempio … fare un "copia e incolla" di questa frase che io stesso … qui e adesso io … ti scrivo! Ecco, così: "… per favore, scompari dalla mia vita"! Ecco … tieni! Io … in tal caso, forse, sarei … in grado di comprendere e, forse ... potrei anche sorridere e, forse … sorriderò assieme … con altri, leggerò, scriverò, ascolterò musica ed altro ed altre ed altri … vivrò amori ... e tutto ciò, grazie ad una certa "energia" che qualcuna, un giorno, ebbe a … ridonarmi. … No, aspetta … dove vai?! Dimmi almeno … ciao! // (Ciao, disse lui … / quasi senza voce … / mentre vedeva lei andare via … / e ripetè fra sé e sé: / e, forse … è così). / Sentì poi … / lagrime di pioggia sul suo viso; / aprì gli occhi … / e vide le luci sul parco / che … rendevano l’atmosfera misteriosa; / ebbe un attimo di paura … / non si rendeva conto di dove si trovasse, / ma … toccò, sfiorò … accanto a sé … / corpo di giovane donna?! … / dormiva, infatti, suo “dono” ricevuto dagli dei … con lui benevoli! / Batuffolina … accanto a lui era, / il cellulare … ancora tra le mani e …scarico. / Poi … ad un tratto … dei passi, ed una voce / fecero scattare in piedi lui / e svegliare lei. / Quella voce, priva di tono, di cadenza, di armonia … diceva: / “auguro a Voi … / un buon fine settimana”! / Rimasero a guardar quella figura, / mentre … s’allontanava e la seguirono / finché … essa, misteriosa … / scomparve alla vista loro. / Si guardarono, quegli e la giovinetta e …. poi, / insieme … scoppiarono in … fragorosa risata. / Si rimisero distesi sul prato, / sotto la pioggia … lieve lieve / che a rinfrescar … stava l’aria afosa / del giorno che scompariva insieme a … quel tizio / e a … pensieri e visioni del passato / ch’ogni tanto ritornavano ad abitar suo … / Si strinsero in un forte abbraccio / e si amarono … per notte intiera, / senza un attimo di riposo né di respiro … / finché man d’Artista riprese a colorar manto / che … da nero s’era via via fatto grigio / e … poi, rosa e purpureo / e celeste … ancor appresso, / e … pallido fino a definirsi … nell’azzurro … del più intenso! / Poi … una corsa veloce / e … un tuffo e … tante … tante risate / e progetti e fiabe e colori e gelati / e … di baci … un’infinità … gaia …

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Dalla CGIL: Precari Docenti e ATA
post pubblicato in Notizie ..., il 26 novembre 2014


Logo FLC CGIL Precari scuola: l’Europa apre le porte alla stabilizzazione La Corte di Giustizia Europea sbarra la strada al lavoro precario. Docenti e Ata della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all’assunzione. È una svolta storica per i tanti precari di tutto il pubblico impiego. La soddisfazione della FLC CGIL impegnata sin dal 2010 in questa vertenza. Nelle prossime ore in una conferenza stampa organizzata dalla FLC CGIL il segretario generale Domenico Pantaleo e l’ufficio legale anticiperanno i contenuti della sentenza e i suoi effetti. La notizia su www.flcgil.it/@3917907 Cordialmente FLC CGIL nazionale
Poesia dai ... colori grigi. II,17.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 25 novembre 2014


17. [19.12.05, ore 01:49:48 II,17. ... e, poi, ... forse, ... giunse la Notte e con essa il Sogno ...] ... e, poi ... / forse ... / giunse la Notte / e con essa il Sogno ... / Sognava? ... / Sì? No? / Sì … Andiamo a cominciare? / Amarsi un po’? / Magari! / Come? / Fuori tempo? / e, sì … così … scivolare … scivolare …come sul … raso! / E, forse .. / per disegnare bene … / molto bene … / le note d’una … parabola … / discendente … / tremendamente …e rovinosamente discendente! / … Sì, forse … sono io proprio sul finire! / Che possa esservi … altra, ancora, dopo? / NOOOOO!!! / Sì, sono … all’arrivare … / sì, proprio all’ultimo fermare … / proprio quando … c a z z o … / il viaggio … cominciava ad entusiasmare … / E, poi … avvertire che … / qualcuno … / a scendere … ad invitare stava … / e … pure, in fretta: / “veloce, veloce! Devo andare !? / Ho da fare!? V’è … la titolare!?” / … ma, sul bus … / nessun essere … / proprio nessuno / a viver stava! / … Eppur … / prima di scendere … / il voltar lo sguardo indietro! / Nessuno … / Neppure alla guida … / nessuno e … / nessuno neppure fuori?! / Booh! / No, lì, sta … un Vecchio! ... / Ooh! No! / Non solo un vecchio, / anche … un Bambino!? / Ooh! Sì … Il vecchio e … il bambino! ... / E … seguirli… così … / ma il cielo … / tingersi d’un tratto … / d’uno strano … rosso … / rosso Cartier … / ... E, … andare … / con … la valigia dell’attore … / già … proprio là … / per vedere … / lo strano effetto che fa … / e … tutte le correnti gravitazionali … / superare … / Sì, “aver cura” … sempre … / di te … / The End? / No! / Piuttosto … ooh! / E lì, a quel punto, / si svegliò ... forse, / e ... udì ... una voce che ... gli diceva: / "... li vuole ascoltare tutti o glieli metto in busta" / “Come?” / “Confezione regalo”? / “Eh? Ah … sì … cioè … sì, li metta tutti in busta … grazie?!” / … “Buona giornata, Signore?!” / “Eh?? ah, sì ... ciao ...” / “Buona giornata, l’aspettiamo … Signore?!”... ah, sì... ciao ... ciao /

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Poesia dai ... colori grigi. II,18.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 24 novembre 2014


18. [26.12.05, ore 00:30:32 II,18. ... e ne guardò l’insegna … v’era scritto ... “Ricordi”!] Uscì da quel … negozio … / si voltò / e ne guardò l’insegna; / v’era scritto ... “Ricordi”! / Il suo sguardo … / Poco alla volta scivolò via … / fino a veder basolato ben ordinato / e … piedi insaccati dentro scarpe … / sì, tanti piedi e … scarpe … / che correvano di qua e di là; / solo i suoi piedi e scarpe … fermi … / poi li vide muoversi / e sollevò lo sguardo / e intravide, prima, / mani intrecciate tra di loro, / mani che s’accarezzavano, / mani che si stringevano intorno alla vita / di tante … “lei” / e … poi, busti di uomini, / seni coperti di donne e … / volti, poi … / oh quanti volti vide quegli / e … li seguiva scorrer / in senso contrario al suo, / alcuni, e … altri che sembravano camminar col suo .. / finché ritrovò strada assolata … / girò ancora una volta lo sguardo / e non notò più … alcun insegna, / ma … un parco … dietro di sé … / ma … non v’era neppure Batuffolina … / la cercò, / ma … non la trovò! / Lontano, molto lontano … / scorse una Quercia / che non sapeva perché egli la guardasse così a lungo / come se rileggesse … i caratteri neri o rossi … / su fondo rosso o nero / di … quell’insegna … di prima … / tra la folla; / rigirò lo sguardo, / per riprendere … sua filosofia del camminare … / e la strada era assolata, deserta / e … in fondo, v’era un uomo … appoggiato ad un tronco d’albero … / con dei fogli in mano / e … costui leggeva; / null’altro in giro, / neppure auto, / né gatti, / né uccelli, / né farfalle, / né cani … / soltanto sé stesso, / la strada assolata, / quell’uomo / e l’albero / che … a sostenerlo stava / e … sì, fogli disordinati tra le / mani … di quegli … / di sé. / S’avvicinò, / ma l’uomo non lo vide … / perché proprio quegli continuava a leggere … intensamente / e anch’egli guardò su quei fogli / e … così vi lesse: / “Carissima, / mi permetto di inviarti questa eccezionale applicazione inviatami, proprio adesso in questo nostro ... particolare e, per me, triste, molto triste momento (“nulla succede a caso”, tu sempre dici … o, meglio … pardon, Tu dicevi! -): sai, non è affatto facile trovarla in giro, tale applicazione, mi scrive Irene che me l’ha donata, ma ancor più difficile è trovar chi la vende …. Spero che gradirai. Io l'ho già installata, sai … e ... funziona! Ma ti prego … nessuna compassione per chi ti scrive. OK? Non è una scusa, per scriverti … è che penso sia giusto che tutti, proprio tutti, vengano informati e sappiano che v’è un modo nuovo … tecnologico … per … / Ciao, t.v.b. - ma è un modo di dire … come un altro … stai tranquilla, nell’eventualità Tu mi leggessi …-, tuo … beh … una volta … tuo! / P.S.: fai girare. Ne abbiamo tutti un gran bisogno!!! nella speranza che qualcuno ti indichi il negozio dove si trovi questo software ... come m’ha detto Irene! Ecco … la …, beh … io in quella bottega ho trovata … // "INSTALLAZIONE: / Supporto Tecnico (S.T.): Sì, buongiorno? posso aiutarla? / Cliente (C.): Salve! Beh, dopo varie considerazioni, ho deciso di installare "Amore". Può guidarmi nel procedimento? / S.T.: Certo che posso aiutarla. È pronto ad iniziare? / C.: Beh, non sono molto esperto, ma penso di essere pronto. Cosa faccio per prima cosa? / S.T.: Il primo passo che deve fare è aprire il suo Cuore. Ha localizzato il suo Cuore? / C.: Sì, ma in questo momento sono aperti molti altri programmi. Va bene installare Amore mentre essi sono attivi? / S.T.: Quali programmi sono in funzione? / C.: Dunque … ho: Ferite del Passato, Bassa Autostima, Invidia e Risentimento attualmente in funzione. / S.T.: Non c'è problema, Amore cancellerà gradualmente Ferite del Passato dal suo sistema operativo. Potrebbe rimanere nella memoria permanente, ma non interferirà più con gli altri programmi. Amore col tempo sovrascriverà Bassa Autostima con un proprio modello chiamato Alta Autostima. Tuttavia lei deve chiudere completamente Invidia e Risentimento. Questi programmi impediscono la corretta installazione di Amore. Riesce a chiuderli? / C.: Non so come fare a chiuderli. Può spiegarmelo lei? / S.T.: Con piacere. Vada al menù avvio e richiami Perdono. Lo faccia tutte le volte che è necessario, fino a quando Invidia e Risentimento saranno cancellati completamente. / C.: OK, fatto! Amore ha iniziato ad auto installarsi. È normale? / S.T.: Sì, ma ricordi che lei ha solo il programma base. Deve cominciare a connettersi con altri Cuori per poterlo aggiornare. / C.: Ops! Ho già un messaggio di errore. Dice "Errore - il programma non funziona sui componenti esterni". Che devo fare? / S.T.: Non si preoccupi. Significa che il programma Amore è predisposto per funzionare sui Cuori Interni, ma non ha ancora girato sul suo Cuore. In termini non tecnici vuol dire, semplicemente, che lei deve Amare se stesso prima di poter Amare gli altri. / C.: Allora che cosa dovrei fare? / S.T.: Apra Auto Accettazione; poi clicchi sui seguenti files: Perdonati; Comprendi il Tuo Valore; e Riconosci i Tuoi Limiti. / C.: OK, fatto. / S.T.: Adesso li copi nella cartella "Il Mio Cuore". Il sistema sovrascriverà tutti i file conflittuali e comincerà a riparare i programmi difettosi. Inoltre, deve anche cancellare Autocritica Verbosa da tutte le cartelle e poi svuotare il Cestino per assicurarsi che sia eliminata definitivamente e che non torni mai più. / C.: Ce l'ho fatta. Ehi! Il mio cuore si sta riempiendo di nuovi files. Sul mio schermo c'è un sorriso e Pace e Soddisfazione si stanno autocopiando su Mio Cuore. È normale? / S.T.: A volte. Per altri ci vuole un po', ma alla fine tutto si sistema al momento opportuno. Quindi Amore è installato e funzionante. Ancora una cosa, prima di riagganciare: Amore è Gratuito. Si accerti di darne, insieme ai suoi vari modelli, a tutti quelli che incontra. Essi a loro volta lo condivideranno con altri e a lei ritorneranno dei modelli sempre aggiornati... (Grande è colui che non perde il suo cuore di bambino, in http://yogaworld.altervista.org/)” // Divorò, così, / anche questa lettera / che … in effetti, / non … leggeva affatto! / Lo conosceva a memoria … quel suo tentativo, / rubato in uno dei suoi archivi delle idee … / stupide … di cui era possessore … / ed usato come … idea “geniale”, / per … riprendere un contatto, / un minimo contatto / e … ricordava che, / mentre scriveva, / era totalmente illuso / che lei sarebbe stata presa / e trascinata da quella sua notizia, / sì … l’installazione … / ed era convinto che lei / avrebbe subito alzato la cornetta, / composto il suo numero di telefono, / per dirgli: “mi aiuti ad installare questa maraviglia! / Su, dai, vieni … / ti aspetto / e, poi, ceneremo insieme, / sai … in quel nostro solito locale … / nei pressi della Chiesa, / dove … la polizia municipale / ti scopre sempre in fallo / e ti lascia un pensierino tra parabrezza e tergicristallo destro? / Ah ah ah / Su, fa in fretta” … / Questo pensava quegli / e … però … viveva! / Poi … nulla! / Mentre … pure … pensava … / d’esser convinto che … / quell’uomo fosse ancora accostato all’albero, / in … quella giornata, / sempre più assolata, / nonostante il Sole … andasse a calare! / Sì, sembrava … che il tempo si fosse fermato! / E quegli … continuò a leggere lettere / che non v’erano più dinanzi a sé, / perché l’uomo era andato già via … / oppure lo scorgeva soltanto lui … / oppure era rientrato … / in sé! / E, così, leggeva / o … ricordava / o … inventava / e … così, poi, un’altra … / ritrovata … a caso … tra … quelle lettere … / che oramai erano … tutte … da lui … / soltanto da lui … e …lette, come … di nascosto … / ma … di nascosto da chi? Da cosa? / No … non voleva smettere, / non voleva … perder più quel contatto / che gli alfabeti donavano alla sua mente / persa e vagante / e … perduta / e navigante su una barca che dei remi era … priva / e … ondeggiava tra i flutti di un mare / che non faceva più intraveder / né costa né salvezza … / e, così … / bruciata la sua lingua dalla salsedine e dall’arsura: / “Illustrissima, / il Suo comportamento mi fa giungere conferme sul fatto che anche Ella, dall'alto della Sua "gaia" e acuta intelligenza, sa bene che l'amicizia è una "copertura", per far vivere insieme delle persone che, ogni tanto, non sapendo che fare, vi ricorrono. Sono veramente contento che anche Ella la pensa come me! Non poteva essere diversamente. Chi ha vissuto intensamente non può cadere nelle varie trappole disseminate per ogni dove su questo affascinante mondo. Se Ella avesse veramente creduto nell'amicizia, anche Ella avrebbe sentito il bisogno di "soccorrere" chi ne avesse avuto bisogno. Ma non è stato così! Non so, in effetti, se … essere veramente soddisfatto di ciò! Sa … riuscire a scoprire che qualcuno riesce ancora a credervi - nell'amicizia -, per me, sarebbe un sollievo e, perché no, una speranza di redenzione! Anch'io, anni addietro, mi ero illuso che tale "periodo" potesse stranamente "riemergere": ma è stato solo per un rapidissimo momento che si è subito … dissolto! / Detto ciò, Le comunico che un altro pezzetto di sogno - che io ho costruito, grazie, ancora una volta, a Lei - va a compiersi. / Sono, infatti, in partenza per … per quel … di cui Lei sa: tante volte, Ella … sa o, forse, ricorderà … che io sarei stato sul punto di abbandonare tale idea, se non avessi avuto in Lei conforto ed incoraggiamento. Avevo, pure, pensato di chiedere trasferimento verso altri lidi, ma non ho mai preso tale decisione, perché ho via via sempre più confermato la mia convinzione - oramai antica - che, quando si lotta, non lo si fa mai esclusivamente per se stessi, ma eminentemente per quegli altri i quali … da noi attendono grandi impegni, anche se poi, forse … per fortuna nostra … se ne dimenticheranno. / Io Le dovevo, comunque, questa precisazione, in nome della stima reciproca che ci accomuna, degli impegni di lavoro … che insieme abbiamo assunto sin dal momento della … dell' "?", nonché di quel particolare sentimento che, io ancor penso, ognuno possa chiamare come vuole: lei, per esempio, la chiama "amicizia", non riuscendo ad usarla, però, ahinoi, verso chi con gioia l'accoglierebbe; io, per esempio, trasformandola in altra forma, molto, ma molto più vivificante. / Spero, infine, che abbia istallato di già l'applicazione che io, ieri sera, mi sono permesso e premurato di inviarLe, perché potesse Lei stessa goderne e farne godere anch’altri, sempre se Ella, trovata la bottega, sarà … talmente generosa da donar tale applicazione anche ad altri! / Assolutamente certo che il Suo profondo senso dell'amicizia La spingerà alla comunicazione con chi Le si rivolge con le dovute e rispettose distanze, / La saluta cordialmente e con stima sempre più rinnovata, / Suo (il quale resta, comunque, sempre in attesa di una Sua gradita visita, già tante volte da Lei promessagli, ma mai compiutasi) / con la dovuta stima, / … / (Venerdì 2…/ 200?/ 9:08)” / E, poi … non contento … / un appunto … a seguire … / incollato su quella stessa missiva / che quegli credeva d’aver appena letta: / “…Visto che Lei non legge, - ma, basta con questo “Lei” ?! - … dunque, visto che Tu non leggi le mie lettere, mia cara …né, di conseguenza e chiaramente, rispondi ad esse, io, sai … rileggo le tue antiche e recenti, dalle quali ricavo, per esempio, un Tuo … "con te un legame ... di stima reciproca, di lavoro, ..." … che non mi piace affatto, ma che … mi fa sentir la Tua voce, il profumo del Tuo alito e, quindi, continuo ad amar pur quel semplice esempio … che t’ho ricondotto, forse, alla memoria Tua o, semplicemente e solidariamente, alla mia” / E, poi … / aggiungeva, / mentre accarezzava la corteccia di quell’albero / che lo riparava dal Sole cocente ...: / “Ti scrivo di nuovo e, poi, di nuovo ancora e … ancora: / Gentilissima, / ti scrivo in forza di quanto da te, un dì … esposto. / La stima non si discute, ma tu fai riferimento, pure, ad un legame di lavoro. Ciò mi deve, forse, fare intendere che tu vuoi mantenere oltre che i tuoi impegni di responsabilità di … - per l'appunto -"?" di …, anche quella di … di … / Scusami, ma ciò non risulta chiaro ancora oggi a diverse persone, non soltanto a me. Ti scrivo ciò, visto che tu non senti il bisogno di rispondere alle lettere - o telefonate - che altri ti inviano e/o ti rivolgono. Tu, in una Tua precedente, proponevi una … formata da tre persone. Io ti invitavo a riconsiderare la Tua posizione, perché ... (ma ... il motivo ... te l'ho già scritto!). Da ciò, ti prego, fai sapere a noi qualcosa in proposito, purché Tu sia assolutamente certa che tutti noi desideriamo da te una sola risposta che vorremmo si leggesse così: "io sono ben lieta di assumere l'incarico non solo di … ma anche quello di …", oppure, sappi che a noi basterebbe un semplice "OK"! / Spero che le tue "cose" procedano per il giusto verso … che ti stia riposando e che tu … stia gioendo per il meritato riposo, / con stima, / … per sempre / P.S.: se non vuoi rispondere direttamente a me - e non saprei per quale ragione! - fai in modo che io … anche indirettamente, venga a conoscenza della Tua decisione. Ti ringrazio, sperando, chiaramente, che la Tua scelta venga a coincidere con quanto da tutti noi ampiamente desiderato e voluto. Restiamo, tutti, in trepidante attesa - e ciò, credimi, senza alcuna ironia! -. / Anche un semplice OK! Ricorda! / (Sabato,3, 14:28)” / E, poi … / un altro fulmine / improvviso … così v’era scritto su un appunto … alligato … /

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Una Poesia dai ... colori grigi. II,19.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 24 novembre 2014


19. [30.12.05, ore 01:32:42 II,19. … i suoi occhi erano due stelle … ma non di quelle che si vedono nei cieli … nelle nere notti senza Luna, ma …] / … ma al “fulmine” seguì … quasi istantaneo il toneggiare! / Il “temporale” … doveva esser lì … / nei pressi! / Poi … una voce che - a quegli sembrò disperata - pensò … lo chiamasse, / ma disperata … non era … affatto … / era soltanto roca, / per il continuo gridar il suo nome / e … chissà da quanto! / Rovinò per terra .. quegli, / per il troppo celere e rapido suo passaggio / da quell’immersione ch’ei stava prima vivendo / e l’oggi del chiamar di ... novella voce femminile, / il cui corpo … correva, stringendo tra le mani / il suo caro cellulare! / Ah, quant’era giovane, questa maraviglia del creato … / i suoi occhi erano due stelle … / ma non di quelle che si vedono in cielo … nella nera notte senza Luna, / ma … di quelle / pari a … quando la notte va a ceder il passo a colori più tenui … / e le stelle … appaiono, allora, brillare, tutte … / combinandosi nella sol luce di Venere … / splendente e cerulea! / Sì, gli occhi di quella creatura femminile / erano proprio due stelle / come incastonate in montatura di candida porcellana … / tra le più fini e … fragili / e … la sua vocina … era diventata roca, / per colpa di quell’oramai … f o t t u t o … e perso sognatore! / La padroncina della roca voce: / improvviso porto sicuro donatogli dagli Dei / … in un giorno d’inizio del mese d’… / dopo suo terribile … vivere / e … conoscere …tempesta! / … Quegli alzò i propri occhi al cielo / e non vide alcun cielo cupo, / ma tinteggiato di sfumature di tanti rossi e violacei / e giallastri / e … andò abbassando lo sguardo, / finché incrociò la … Palla di Foco / la quale faceasi ... guardare, / mentr’immergeva suoi primi raggi … oramai spenti / da quell’acque stesse che andavano … / festose ad accoglierla dentro d’esse / e … andava spegnendosi … il Sole, / per riscaldar l’acque … / mentre la mano di lei stringeva la mano di quegli / e strofinava … suoi capelli sul di lui ómero / e … quegli preferì lei al Sole / il qual … magnificente era, mentre l’acque / ribollivano già di suo tepore … / Presto, fu buio … / fretta aveva il Sol di far arder quell’acque … / accoglienti e vergini / che sol per alcuni sarebbero apparse / vincenti … sull’ardere d’amore d’Astro calante, / ma l’acque avrebbero sol goduto / di sua … sicura e … lenta e … dolce e,/ poi, sempre più … rapida e … / vittoriosa e … intrepida immersione ma, / infine … vincente Lui, sempre Lui … per altri che / ne avrebbero scorta la di lui … / ch’appariva appena … lunetta rosseggiante … venir su … / sempre più su, da qualch’altra parte, / fino a … sfondar del tutto quell’acque del mattino / che non avrebbero … per nulla … voluto che Lui andasse via … / ancor bagnato d’esse, / mentre gioiose erano però / e … sfinite per il … calore e il fiammeggiar / e l’esploder continuo che il Sole aveva dentro d’esse … / largamente diffuso e donato. / Questo accadeva, sempre, ogni dì, / a … ricordar ai distratti / il viver della vita! / Quegli e degli Dei il dono … / ch’egli solea chiamar N… e B…?! / Distratti non erano però … / bensì attratti e … l’un dell’una e … l’una … dell’un … / mentre molti erano color che … / ignoti … l’un dell’altra passeggiavano / lungo la marina e per vie e corsi e piazze e salite e discese; / e … legati apparivano, / ma … i loro pensieri … lontanissimi … / né … sentimenti né emozioni ai loro corpi appartenevano; / i volti, tutti, da tristezza … / avvolti, perché … costretti dal mentire, / dal tacere, dal non dire, dal non fare … / per evitar la colpa e un indice verso lor puntato / e … passeggiavano, quest’altri, / con l’unica meta di richiuder il cerchio … / per ricominciar, poi, di nuovo e … sempre … / come miseri esseri … già morti e senza vita … e che … / conoscevano della strada … e la fine e l’inizio … / identici nel triste e falso … movimento. / Ogni tanto … però … / un bimbo che correva e che strillava / e che non sapeva dove andava; / e, poi, un vecchio che sorrideva, / tenendo sotto il braccio una tela che puzzava di acquaragia, / e … anch’egli non sapeva dove egli … andava / e … raramente, qualche coppia di giovinetti che s’abbracciavano / e si baciavano e … non guardavano dove i lor passi / conducevano lor corpi stessi; / i più, invece … / ripetitivi … uguali, monotoni, stanchi, / senza volto, assenti, fiacchi … / distratti e, forse … in attesa soltanto … di raggiunger quell’inizio / che avevano appena lasciato / e che, per loro … significava raggiungere una meta?! / E quegli e il don dell’oggi … ancor / e … sempre amanti … forse, / nell’ancor lungo camminar? /

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Una Poesia ... dai colori grigi. III,20.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 23 novembre 2014


Una Poesia ... dai colori grigi. Una danza di … puntini di sospensione*
(parte terza)



20. [09.01.06, ore 03:31:37 III, 20. ... forse, temendo che … ma, poi, quello ch’egli temeva accadde …] Sì … presto fu buio / e, forse … troppo presto … / apparve giorno, / un altro … giorno / e … se un altr’ancor … ei non sapeva! / La sua pelle … / bruciata dal Sole, / le labbra secche e … corrose dalla salsedine, / i capelli lunghi / e … privi d’un color deciso / e che mutava sempre … / verso quell’unidirezionale verso … / senza ritorno; / le sue gambe piegate / e … le sue braccia … / stanche … / che pesavano … / con tutto il suo corpo e la sua anima … / forse, su gomiti … conficcati su d’una seggiola … / le barre verdi, / di legno fradicio … / adagiato su ruggine di struttura … / or, soltanto or … fatiscente: / sembravano essi, quegli / e la seggiola … un tutt’uno … / incomprensibile, / ma vero, / lì, disegnato … / non scolpito, / sol … disegnato come bozzetto / d’una … forma a venire / o che andava a sparire / simile al suo cominciare. / Il Sole era alto; / sì, sempre alto quello stava / e lo tormentava / e … lo scherniva / e gli … violentava la pelle / e sembrava dirgli: / “t’ha abbandonato … / giovinezza appena incontrata”; / e i suoi gomiti … / coloravano di rosso le schegge lignee / che poi facevano gocciolar / ciò che assorbir non potevano / e … sul pietrisco, s’univa ad altro … / che scivolava veloce … / dal suo volto … / e il color mutava … / e il pietrisco ingoiava … / S’accorse, poi, / pur del vento, / perché ei vide un bianco lino agitarsi … / su mocassini d’uomo: / vedeva sol quel / frammento di stoffa / e … piedi … coperti da lucidi mocassini … / null’altro, / perché quel disegno / sembrava non avere più vita / … anche se sentiva il suo corpo / trafitto … dai raggi di quel Sole / ch’ei aveva sempre amato … / mentr’egli il vento vedeva / … soltanto … per quello sbandierare di bianco. / E il di lui corpo … / fermo … / immobile oramai … / in posa … mai cercata né voluta … / né da alcun a lui richiesta … stava … / e voleva trascinar dentro sé / quella sensazione di movimento d’aere / ch’ei scorgeva, ma che in disegno non poteva entrare … / né ferma stare e … il di lui tormento … aumentava! / Ma, poi … e d’improvviso … / andò a finire, / a … sciogliersi o, forse … ad aumentar ancor di più, / quand’egli s’accorse che chi gli stava innanzi / era il suo … di sé che … s’era impossessato di quei suoi papiri / ch’egli era pur certo che … nessuno … mai avria trovati, / chiusi com’erano in quell’appartamento / che … soltanto ad una parte di sé stesso … / avrebbe potuto conceder ingresso / e l’avea, infatti, concesso. / E, quel disegno dovette, così, ascoltare … / la voce di quel “lui” che … / voce di lei tornava ai suoi orecchi … nascosti da fili impetuosi / di capelli e scompigliati, ma fermati quasi da gel o, forse, dal Sole/ che libera del mar l’acqua / ma non il bianco sale / che fissa e scolpisce pur in disegno! / E quegli ascoltò: / “Carissimo, / non so davvero chi possano essere codesti”… / … / … e non sentì più nulla! / I suoi occhi allora … / chiedevano di poter sentire e … / di trascinar quello strano bozzetto / di sua esistenza … / fuori da quella orribil posa / e … nello sforzo immane, / ripresero … a rigargli il volto / e, sì … pur sfuggitegli / alcune parole, / potè … nuovamente ascoltare: / “… ma mi accontento che sia tu a chiedere conferme!!!” / Non comprendeva, non ricordava, però, / e … il Sole ebbe di lui pietà / e, raccolta una nuvola / che era già da tempo a sé vicina / in forma di donna in preghiera … / la ferì ed ella, / triste perché il Sol l’abbandonava del calore suo, / piangendo, ma non emettendo / né grido né tenue parola … / lo ristorò col suo pianto / e quegli … / i capelli bagnati … cominciò a venir fuori … da triste sua / condizione e non più bozzetto … ma uomo ... / seduto su stessa seggiola / e … quell’altro, / dai pantaloni di lino bianco … / anch’egli, preso da compassione … / dinanzi a quegli che sentiva oramai / pure il vento, / e … cominciò pur … a riascoltar la voce di lei: / “… In realtà, comprendo la tua bramosia nel pretendere una risposta alle tue numerose ed inquiete domande del cuore e non... Devi però sapere che non tutte le risposte che giungono, sono in realtà quelle giuste per noi e per gli altri; a volte, occorre del tempo perché siano espresse in modo onesto ed equilibrato, ripeto, per sé e per chi in questo sé ripone fiducia e rispetto oltre che stima! Tu, pretendi in tempi brevi, contestuali, ma… nelle valutazioni vit-vit non ho mai creduto.......non sono sagge e non sono mature....occorre un tempo di latenza in ogni contesto in cui si debbano esprimere importanti elementi del tessuto della vita. / … / Occorrerà, inoltre che io mi prenda un periodo di serenità e meritato riposo, pena il mio cedimento psico/fisico.....abbandono, stanchezze non di questo solo anno, bensì degli ultimi quattro......capirai, no? Il 15 … ho un biglietto, al momento di sola andata.....per un viaggio all'insegna della distensione e del relax....per cui, giorno 5, dopo il lavoro, sarò (intorno alle 11.00) alla … e non vorrò sentire alcunché di … e quant' altro e vorrei ... Dopo, sino al 15 potremo parlarne....e rivederci, poi, a Settembre..... Se ciò è per te ok, potremo … Per ciò che riguarda l'affetto, la stima, l'amicizia, io non credo proprio che tu possa quantificarli solo in funzione di parole, io amo moltissimo anche i silenzi, poiché la vita è un insieme di cicli, e non tutti eguali, magari ritornano, ma per periodi occorre rivalutare i modi con cui li si affronta.... Ti voglio bene e penso a te sempre come un "genio folle"..... ma è per questo che mi piaci......si, credo nel forte potere rivoluzionario dell'Amore e ti ringrazio …dell' “Installazione”, tutti ne abbiamo bisogno, ma non da meno per me è l'Amicizia, rivoluzionaria quanto basta anch'essa..... / Riguardo a … sì, è … Sì, ma ancora parecchio instabile, con infinite certezze e poche incertezze, un’immaturità che si cela sotto "parole dotte e competenti". Dovresti, guidarlo in dolci silenzi, ricordi...."tre passi indietro...."......sino a che un giorno, le sue certezze cederanno il passo all'indecisione, al "tutto è possibile e rivedibile". Si.....dovresti accettare il mio volerti bene, così come esso si vuole esprimere.....con i suoi tempi e modi, accettando con il tuo buon cuore che mai sarà ciò che tu avresti preferito. / Con immenso affetto …. (Anche un semplice OK Domenica 4 … 10:02)” / E … ascoltò, pure … se stesso: / “…. , preferisco risponderti con un … Grazie … che si colora di un "insieme di parole" fattemi pervenire da una dei miei … "amici". / Ciao e buona domenica, e ... a … domani?! Forse … / tuo ... / P.S.: Anche Pablo ci saluta: / SAPRAI CHE NON T'AMO E CHE T'AMO / “Saprai che non t'amo e che t'amo / perché la vita è in due maniere, / la parola è un'ala del silenzio, / il fuoco ha una metà di freddo. / Io t'amo per cominciare ad amarti, / per ricominciare l'infinito, / per non cessare d'amarti mai: / per questo non t'amo ancora. / T'amo e non t'amo come se avessi / nelle mie mani le chiavi della gioia / e un incerto destino sventurato. / Il mio amore ha due vite per amarti. / Per questo t'amo quando non t'amo / e per questo t'amo quando t'amo”. (Pablo Neruda) / (Domenica 4 Luglio …, 13:16) / E quegli ricordava / che … in quel modo le aveva risposto, / forse, temendo che … / ma, poi, quello che temeva accadde … / e seguirono sempre più … / suoi monologhi … senza alcuna risposta … / e per un tempo che … forse continua anche nell’oggi / e nel … futuro … /

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Una Poesia ... dai colori grigi. III,21.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 23 novembre 2014


21. [07.03.06 09:33:55 III,21. E vide se stesso come allontanarsi veloce e diventare un … puntino … in un incommensurabile grigio …] Stava ancora seduto sulla seggiola, … / gli occhi chiusi, / il capo … riverso all’indietro, / quando sentì che qualcosa si muoveva … nei pressi … / sul tavolino quadrato da bar, / il cui piano d’appoggio ... / un po’ marcio nelle sue bacchette / inchiodate con ferro … / oramai arrugginito! / Sì, avvertì che qualcosa si muoveva / o era mosso … / come se fosse … rumore di carte da gioco, / antiche … e un po’ corrose / ma rigide ancora … che … dal dorso rivoltandosi, / aperti appena gli occhi, / ei vide che… mostravano strane figure … / tinteggiate da colori accesi … / e a guidar tal rumore sordo / … due manine di fanciulla, / di cui il volto … non si mostrava, / perché coperto … da lunghi capelli e d’una tinta strana. / Aprì di più gli occhi, allora, quegli, / e li sgranò … per veder meglio … / e voltò il suo corpo da sulla seggiola, / prima a destra e, poi, a manca … / e s’accorse che non v’era più … colui / che prima v’era e … lo cercava quegli / e … dimenticò quasi colei che … però gli disse, / tirando fuor tra sue mammelle / un foglietto … più volte su stesso ripiegato: / “leggi … e rispondi a tal domande, / perch’io voglio saper … chi tu sei”! / Lui non rispose, / sfiorò la man di quella e si trovò … tra sua … foglietto stropicciato … / che dispiegò più volte e, poi, / quasi … stirò con l’altra mano e … lesse; / poi, alzò lo sguardo su di lei, / quasi a cercarne sue luci, / ma i di lei capelli … muro tra lei e lui! / Portò sua mano quasi a sfiorarli, / ma … quella disse: / “or che hai letto ciò che ti si chiede, / scrivi, …completa”! / “Perché?” lui avrebbe voluto dir, / ma nulla disse e … scrisse, / non comprendendo chi altri / gli avesse messo tra sue dita / quel lapis un dì … perduto. / Scrisse … senza pensar neppure un attimo / e, poi, lasciò … appesantito da sua scrittura … quel foglietto che / prima gli era apparso vestito … sol d’una sua propria … leggerezza. / Lei lo raccolse, / non lo lesse … lo ripiegò / e lo risistemò dov’era stato prima … ma più leggero … / raccolse le sue carte, / le ficcò in una tasca d’un telo ch’avvolgeva stretto il corpo suo, / s’alzò e … andò via. / Lui voleva fermarla, ma chiuse gli occhi invece / e … riversò di nuovo il capo non più, però, indietro … / sulla seggiola, ma … innanzi / e rilesse nel pensiero suo quel ch’avea scritto … / accostato ad una serie di domande che avrebbero potuto far … scoprir a lei l’animo suo: / 1) NOME: X / 2) SOPRANNOME: Mister X / 3) ALTEZZA: l'ultima volta che mi son misurato ero x, yz; adesso, sarò x,yy oppur x,zy / 4) COLORE DI CAPELLI: quello che vedo riflesso sullo Specchio / 5) NUMERO DI SCARPE: quello che vien riconosciuto dai miei piedi / 6) CON QUANTE PERSONE VIVI: da solo insieme ad altri / 7) CHE LIBRO STAI LEGGENDO ATTUALMENTE: uno di … / 8) COSA C'E' SUL TUO TAPPETINO MOUSE: una stilografica, il mouse, una carta di credito / 9) IN MACCHINA COSA C'E'APPESO AL RETROVISORE: nulla / 10) ODORE PREFERITO: zagara / 11) SUONO PREFERITO: il sorriso e la risata allegra di una donna / 12) MUSICA CHE ASCOLTI: quella che riesce a toccarmi nel più profondo mio esistere / 13) PEGGIORE SENSAZIONE AL MONDO: essere abbandonato per sempre / 14) TI PIACE CUCINARE: non l'ho mai fatto, ma penso che mi piacerebbe / 15) COLORE PREFERITO: da un po' di tempo in qua nessun colore / 16) UN OGGETTO A CUI SEI PARTICOLARMENTE LEGATO: non lo dirò mai a nessuno, ma posso dir che … sembra viva / 17) SE VINCESSI UN MILIONE DI EURO: non li vincerò mai, ma se li vincessi non saprei che farmene / 18) LA COSA PIU' BELLA: amare e, quindi, essere amati / 19) COS' E' LA PRIMA COSA A CUI PENSI LA MATTINA: si Ricomincia / 20) MONTAGNE RUSSE: mi fanno venire il voltastomaco / 21) QUANTI SQUILLI DEL TELEFONO PRIMA DI RISPONDERE: non risponderei mai, ma rispondo sempre / 22) NOME DELLA TUA PROSSIMA FIGLIA FEMMINA: se dovessi avere un'altra figlia la chiamerei, ma lei … non mi sentirebbe / 23) CIBO PREFERITO: non ricordo / 24) CIOCCOLATO O VANIGLIA: fragola e frutti di Bosco / 25) DORMI CON UN ANIMALE DI PEZZA?: no ... abbracciato al mio cuscino / 26) SEGNO ZODIACALE: il mio / 27) POTESSI SCEGLIERE UN LAVORO CHE TI PIACE, QUALE SAREBBE? mi dispiace molto di non aver svolto la professione del …… / 28) SE TI POTESSI TINGERE I CAPELLI CHE COLORE: non ci penso neppure / 29) IL BICCHIERE E' MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO: per metà è pieno e per metà è vuoto / 30) FILM PREFERITO: tutti quelli che mi emozionano. Ma è da tempo che non ne vedo / 31) SULLA TASTIERA, SCHIACCI I TASTI GIUSTI: quasi Sempre / 32) SPORT PREFERITO DA GUARDARE: mi piaceva il Calcio / 33) CHI DEGLI AMICI TI SCRIVE SPESSO: nessuno! Non ho amici / 34) MARE O MONTAGNA: una volta, il mare! Adesso, la Collina / 35) IL TUO MIGLIOR PREGIO: nessuno / 36) IL TUO PEGGIOR DIFETTO: non ne ho idea / 37) HAI AMICI O AMICHE: no / 38) QUANTI AMICI CONSIDERI REALMENTE TALI: evidentemente, nessuno / 39) LA FRASE CHE TI IDENTIFICA: vorrei, ... ma son sicuro che nulla accadrà / 40) DI’ QUALCOSA A CHI TI HA PROPOSTO TALI DOMANDE: lo sai già / 41) QUANTE PERSONE CREDI CHE VORRANNO SAPERE ALTRO DI TE: nessuna e nessuna mi Leggerà / 42) TI VUOI DAVVERO BENE: che significa!? / E … rimase col capo chino! / Poi sentì una mano che gli accarezzava i capelli, / ma quegli non abbandonò sua postura … / avrebbe voluto, ma … forse sapeva che / nessuna mano avrebbe mai scorto tra i suoi capelli / e rimase lì, fermo … forse, a pensare … / e a voler continuar a sentir lo scivolar di quella … tra i suoi capelli / … mentre scavava con lo sguardo del suo pensiero / tra quei lunghi capelli di donna appena andata via … / e non riusciva a spostarne neppure un fil … d’essi … / col suo pensier … come se / fossero statici e senza tempo … / intoccabili o … irraggiungibili … / … Un sol colpo di vento, poi … breve e unico / e … un pezzetto di carta con su scritto e visibile ai suoi occhi / … d’un tratto aperti: / “a te che mi sei come unica foglia verde d’inverno. / Ti amo, tua e sempre B.”. / E vide se stesso come allontanarsi veloce / e diventare un … puntino … / in un incommensurabile grigio … / come se telecamera riportasse indietro … e rapida … suo zoom. / E ciò, … perché una “lei” … e forse … proprio Lei … / appena comparsa era già andata via, / mentre bianco batuffolino or gli giungeva … / portato dal vento su minuscolo tappeto volante che prima / era altro ed or rettangolino di carta, … / Sì, portata … quell’altra … da quel / solito vento che spazza e … va via, / lasciando sempre … però … frammenti ancor vivi / di rosa da esso divelta

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permalink | inviato da Notes-bloc il 23/11/2014 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una Poesia ... dai colori grigi. III,22; III,23; III,24.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 21 novembre 2014


22. [III, 22., addì 07.03.06, ore 09:38:35 e … già raggiunto il punto Omega, iniziava discesa … sempre più veloce in quello spazio assente e privo di tempo] … e viaggiava in quel incommensurabile grigio / che diveniva sempre più scuro … / buio, senza luce né spazio / e quindi … senza tempo! E il suo … viaggiar era / come di pietra catapultata da fionda, / la cui parabola s’inclinava e … / già raggiunto il punto Omega, / iniziava discesa … sempre più veloce / in quello spazio assente e privo di tempo: / viaggio statico il suo, / per quegli che sempre viator era stato! / Sconfitta, fine improvvisa d’un viandante / che non avrebbe mai voluto arrestar suo passo! / E la staticità prendeva forma d’un volume / di cubo in … spazio volumetrico, di parallelepido che ritto stava / nel suo comporsi di tanti cubi vivi e di uno … morto … / il suo! E in quello … la sua discesa priva di dynamis / l’avea fermato, schiacciato su … una poltroncina / che fronteggiava … un ripiano accomodato su quattro gambe / che di tavolo nulla più aveva, perché table più non era … / ricoperto com’era di carte e cartacce, di fili, di cavi, di spine / e di prese e spinotti, giornali sparsi, libri di studio / e … Gabito che lo guardava e piangeva … / perché anch’Egli rinunciava … - “senz’anima” oramai Lui al mondo dichiarava -, / e … poi … lampada chinata … servilmente … su macchinario ancora acceso / con sul display frammento d’ultimo suo scritto non spedito, / perché, portato via il tutto, forse di fretta, da qualcuno, qualcuna / ch’era stato o ch’era stata … chissà perché, in tal spazio metrocubico senza vita, / senza aperture, tranne … quella voluta da una porta che, / con molta probabilità, l’avea fatto rientrare o, forse, mai uscire, / nonostante socchiusa, essa fosse, quasi a voler rubare / un po’ di energia, di flusso vitale … dal mondo, da fuori, … / per portar tutto lì, dove quegli era … come all’interno di spazio privo d’esso! / Sì, era schiacciato alla poltrona, / anche i gomiti risucchiati da ventose impietose di / tentacoli che assumevano forma di braccioli, / e i piedi incollati non al pavimento, però, / ma su fogli che lo ricoprivano, il parquet … / ed era proprio ciò che consentiva a lui un movimento … / apparente che gli ricordava appena, / nella sua oramai “conquistata” staticità del nulla, / il suo esser stato, il suo esser esistito come dynamis … / in cammino mentre allora andava pensando potesse durare … sempre! / Sì, era lì, spiaccicato, preso totalmente, catturato da fatale attrazione della Terra … / ch’una volta era stata sua nuvola … / navicella tra mille percorsi e … fermate … per pensare … / per girar sguardo veloce al passato, al trascorso / e … per indirizzar, poi, sguardo lento e profondo / al succedersi del dopo, e … per amare e … per mentire per non procurar male / e non consentir pianti che lui … ingoiava e … che ,a volte, vomitava, / nascondendosi, nel silenzio della notte, da sguardi indiscreti, / e … per alimentare desideri suoi … tutti terreni e fisici / e, poi, anco … l’oltre da lui già conosciuto e provato. / E … non voleva, però, andare via non voleva abbandonare suo stato / di quel momento assente che … gli consentiva … / in quell’ “adesso” che non gli apparteneva più, / di poter non tanto leggere, quanto … ricordare gli ultimi suoi muti monologhi / indirizzati a troppo sordi orecchi e per un tempo ch’or scorgeva come … troppo prolungato, / ma illuminati, quei monologhi … ogni tanto da un saettare come di temporale … / che va via e che lascia qualcosa dentro, perché esso … / quel turbinio di venti e goccioloni di pioggia martellanti, ficcanti e laceranti, … / era stato ammirato dagli occhi suoi entusiasti / e … sorpresi da potenza conturbante e trascinante e che, / scomparendo … il temporale, perché inseguito da ricurvo arcobaleno, / dimenticava addosso ai corpi di quegli occhi attratti … gocce ricolme di tanti umori / che … lentamente lui vedeva ancor scivolar sulla pelle di sé e di lei / e … non comprendeva ancor perché tutti quei color eran comparsi ad avvolger suo tempo … nel tempo! / E li rilesse … i suoi mesti monologhi tra le immagini / che furtive gli apparivano nel ricordo fermo, fisso, immobile non distratto da nulla, / perché nulla il suo ricordo stesso: / [Monologo 1: ancor ferito da saette fuggenti che ad … abbandonarlo andavano: Il monologo e … … ho dimenticato di inviarti la base musicale della ballata di Jackaroe: te la spedisco. E, poi, … perché no? Una delle tante "lettere non inviate", che, facilmente, può, però, trovare la sua collocazione temporale e spaziale: o nel mio di cestino o nel tuo! E, poi, sai … trattasi, per lo più ... soltanto d'una prova d'un ... allievo che assiste alla visione di un film e che decide di presentarla alla ... Sua Maestra, perché gliela valuti! Ciao, …] … [Un’altra di quelle tante “ Lettere” che … non erano state mai spedite: Occhi d'una Lei che, forse, non mi leggeranno, vorrei che foste in grado di far leggere a colei che v'accoglie tante mie cose. Ma cosa? La mia esperienza … a … nella Valle … Oppure, l'aver amaramente notato che ad … come rappresentante della …, v'ero soltanto io tra i tanti … (ed accanto a me ... un posto vuoto ...)? Oppure, che mi capita, da un po' di tempo a questa parte, che io scriva a ..., a ..., a ..., a ... e non riceva ... alcuna risposta? Oppure che … sta eseguendo tutte le analisi possibili, per sottoporsi ad intervento chirurgico? Oppure che … ha superato una … per l'appunto - per cui è, oramai, quasi … -? Oppure, che … continua a meritare … pur non sapendo ancora se rimarrà a … Oppure .... No, non vi racconterò nulla di tutto ciò, begli Occhi d'una Lei. Piuttosto: vi riferirò che, ieri sera, ho assistito ad un film di Tornatore, "La leggenda del …": film di una delicatezza indefinita, ben interpretato e ricco di messaggi per l'uomo d'oggi, ma forse anche d'ieri e di domani. Ricco di poesia e musica, di sogni e possibilità che, per la maggior parte, non si realizzano, perché non è possibile che si realizzino tutte le cose desiderate e ricercate ardentemente. Era da tempo che non assistevo alla visione di un film, io che sono abituato a seguire … del tipo … e ... poi ... basta! Un film, ieri sera, invece, m'ha fatto compagnia. Sono stato subito attratto dalle prime scene di quel fabulistico film e … non me ne sono potuto staccare. Quando un film m'attrae, mi succede che … sin dalle prime battute e immagini e suoni e colori e scenari e dialoghi appena accennati … vengo preso da un senso di commozione profonda che mi porta a cercare, sol col tatto e con strani e goffi movimenti del mio corpo, una poltrona comoda ma non al punto da favorire il sonno e ... guardo, osservo, penetro, piango e sorrido. Ecco quando avverto queste impressioni, vuol dire che il film mi affascinerà e m'ha, infatti, affascinato: sì, un pianoforte, una tromba e il volto d'una donna che, nel film, compare soltanto per alcuni secondi, ma interminabili e che danno significato a tutto quel resto di costruito dal regista che, per significare qualcosa, deve snodarsi in mille frasi, in mille immagini, in mille battute! Il viso della donna, invece, le di lei labbra rosse e carnose hanno, in brevi fotogrammi, il potere di trasmetter tutto il senso della vita e a cambiarla, per sempre e a costringer a decisioni che non si controllano, perché non sono le tue, ma sono le di lei volontà (e mi vien da pensare a Jean Moreau che interpreta “la donna” in Jules et Jim di Truffaut). E tu fingi di continuare a vivere come avevi iniziato a fare dalla nascita; tutto, infatti, ti viene subito trasformato; tutto ti abbandona e ... tu resti soltanto con lei, pur essendo lei … tanto, ma tanto distante da te. Domenica 4/ …/ …; 18:52]. … [… poi … la saetta, improvvisa. Pacata???? n.1) Cerchi di ridicolizzarmi e minimizzare il mio personaggio da tutto ieri!!!!! n.2) Non ho alcun bisogno dell'amicizia con … per … n.3) Questo giochetto con continue comparazioni (dove è chiaro che … nemmeno a dirlo...., … sì che farà parlare di sé)......sono ridicole e ti mostrano ai miei occhi talmente fragile da …. Io davvero ne ho le tasche piene..... Fanne a meno della mia gaiezza.......non ho più voglia di farmi prendere in giro da te, né tanto meno farti manipolare la mia autostima......già troppe volte minata dal caro … e con sacrifici immani recuperata!!! Martedì 6/ …/… 07.16] … [E il monologo riprende e …, Mia …, risponderti, credo sia assolutamente inutile, visto che o io non sono più in grado di comunicare (come ebbi già a scriverti) o tu hai deciso di non voler intendere le mie parole, ma lo farò ugualmente per dimostrarti quanto tu sia stata per me importante e - ne sono certo: altro che incertezze! - quanto tu lo sia tutt'ora. Io, ieri, - come molte altre persone che me lo hanno fatto presente (e, certamente, non …) - non ho … gradito i risolini trattenuti a stento di alcune persone che seguivano molto bene i tuoi discorsi - rivolti a chi? -Non ho gradito neppure che tu mi abbia fatto notare che … fosse troppo … . Io non c'entro nulla in tutto ciò. Siete voi … che dovete … . Non ho mai chiesto … né … anche loro costruiscono, operano e, poi, decidono di ... Tra l'altro, mi risulta che nessuna osservazione di questo tipo era stata rivolta ad altre persone in …! Ogni cosa era stato accolta, senza …! Queste cose te le rimembro, perché me le hai tirate fuori con forza! Sai, essere attaccati … è sempre doloroso, soprattutto per … che non è mai stato … né tanto meno … vivono da sempre - ripeto: da sempre! - come persone del tutto libere e sanno assumersi le loro … insomma, sanno vivere senza la protezione …! Ciò chiaramente lo pagano a caro prezzo in una società corrotta come la nostra! Tu mi scrivi che io "ti prendo in giro"! Sì, certe volte, l'ho fatto, ma sempre per gioco (quante bellissime volte, ci siamo presi in giro nelle nostre …!), e l'ho fatto sempre mentre tu eri presente, di modo che tu potessi difenderti dal mio "gioco" (e quelle poche volte che l'ho fatto, mentre ti aspettavo - cioè, tu assente - … per esempio, ieri, prima che tu arrivassi, ti avevo definito "frizzante" - perché tu, tra l'altro, così sei! -, per giustificare la tua assenza ai presenti … una bollicina va di qua, una di là e … poi, l'ho ripetuta, tu presente, quell'espressione, perché tu la sentissi dalla mia voce e non da qualcuno che avrebbe potuto riferirtela: avrei rischiato i famosi fraintendimenti! Tant'è che aggiunsi … per far capire a te e a tutti il tuo esser vera e naturale, sempre). E, poi, mia cara … ho sempre apprezzato il tuo modo di difenderti, aggressivo e pieno di vitalità. Ma tu - così sembra -, da un po' di tempo a questa parte, cerchi di afferrarti ad alcune mie frasi, per giustificare le tue scelte, rispettabilissime … Le persone più intelligenti (e parlo delle persone altre da me e da te, per evitare un ulteriore fraintendimento!), ieri, presenti, hanno tutti - in separata sede - condiviso il mio … a tutti i costi alla … (per me, e soltanto per me - e cioè lo so soltanto io!), perché, in tal modo, io manterrei quell'unico legame possibile che potrà consentire a me, oramai, ogni tanto, almeno di poterti guardare: e ciò, chiaramente, lo dico egoisticamente: ma tale forma di egoismo può essere compresa soltanto da persone - come me, ma sicuramente anche come te - che sono capaci di vivere certe dimensioni …! (per altri), perché hanno capito quanto tu sia geniale, fuori da tutti i limiti possibili, certa sempre della tua incertezza, abile con la parola parlata e scritta: mi hanno detto che, per te, "ogni cosa che esprimi è da te sempre ponderata e voluta". Io ho condiviso, ma non soltanto perché ti voglio un gran bene, anche come pensi tu, da amico, ma perché io ho scoperto subito in te - sin dal primo giorno che t'ho intravista - tali tue caratteristiche dominanti ed affascinanti, perché non comuni. … hanno bisogno di te, come io stesso, del resto, avrei avuto bisogno di te, ma … io… non sono più in grado di offrir loro nulla! Quindi, ti prego: buon lavoro! Sparirò, questa volta, per davvero. Potrei giurartelo: ma a che serve? Ma mi ricorderò sempre della promessa che, una volta, ti rivolsi: … "io ci sarò, sempre". P.S.1: la mia pacata provocazione si riferiva, comunque, ad altro! Ciò conferma che io, oramai, devo chiudermi nel più assoluto silenzio: cioè, non parlerò più per primo, ma siccome so ascoltare, se vorrai rivolgermi qualche domanda, ti risponderò, sperando di non ferirti mai più (anche se non ho mai voluto farlo, neppure nei momenti per me più "rabbiosi" e ne ho vissuti, sì, … grazie a te)! P.S.2: sai, ho scoperto che Cupìdo è un gran …: mi perseguita: sì, con quel "gesto-azione" infertogli, un dì, mi son fregato per sempre! Ha, infatti, … gradito! (Spero che tu … mio bel sogno … d’un tempo della mia vita, stia accennando ad un sorriso, sì, anche per benevolenza, ma sì anche per quella compassione che m’ha fatto sempre irritare e …)! Ma se così non fosse, ti prego, lasciami nel dubbio! OK? martedì 6 /…/… 11.57] 23. [III, 23., addì 19.03.06, ore 02:33:58 E … poi … un turbinio di ricordi … ma, forse … ordinati!] …: …, dopo la tua ennesima sfuriata per telefono, ho preso il mio cellulare ed ho chiamato la mia … e le ho detto di attivarsi perché questo schifo di … - chiamiamola così - della … passi a lei. Non ne posso più di essere …. Mi trattengo dal ritirarmi dal … per non deludere alcuni miei cari … che non comprenderebbero, né io potrei loro …! Mi sono stancato di essere sempre frainteso! Sì, io sono un "trasformista", mi piace divertirmi, mi piace vivere, mi piace amare tutti compresa te e non posso farci nulla. Ma, se la cosa ti dà fastidio: OK, mi sta bene pure ciò. Se potrò tornarti utile, con piacere, sempre! Ma basta, con … il manifestarti ciò che io provo per te. La tua strategia è stata vincente. Brava! Complimenti! Ti avevo portato il libro che ti avevo promesso, ma tu avevi fretta e a tal punto da non sentire il bisogno neppure di salutarmi. Ti avrei voluto regalare il libro che … perché il suo titolo ricordava tanto il tuo nome; ma esso m'è rimasto dentro la borsa, con su scritto ...! Ciao, mia cara …, io ti amo e ti amerò sempre checché tu ne potrai pensare! E pensa pure tutto quello che vuoi, ridi, divertiti e costruisci quello che tu ritieni più giusto o … calcolato! …: Ma dove vai, dai, perché devi sempre reagire così.....ma oggi discutevamo … non stavamo affatto litigando … anzi...ero così felice....siamo stati così bene....ma cosa ti succede?????? Non crederai che io sarei partita, senza salutarti??? … Oggi ti ho cercato, ma non trovandoti (puoi chiederlo a … se non mi credi!) ti ho chiamato, con la promessa di venirti a salutare prima di giovedì! … Mi lasci di stucco davvero......io pensavo che finalmente oggi eravamo stati bene, invece tu....eccoti infuriato.....hai forse necessità di litigare a tutti i costi con me, vero? Forse perché ti piace far pace??? Comunque oggi non stavo litigando al telefono....giocavo con te...volevo solo sentirmi apprezzata da te … che tu mi riconoscessi delle idee.....insomma, sì.....sto rimanendoci davvero di stucco!!!! … Però, caspita....il libro di Neruda…voglio assolutamente portarmelo in viaggio..... dammelo! …: non l’ho con me, …! E’ rimasto chiuso, dentro la mia borsa … …: beh, quando verrò a salutarti, allora, ti prego fammelo trovare ....mi fai sentire così in colpa.....davvero, perché devi sempre avercela con me????? Il mio … Lo hai letto? Non mi dici nulla ed io che aspettavo un tuo giudizio... e dire che ero così felice di comunicarti la mia decisione di cambiare......! Lo voglio il mio libro..... è mio oramai …! Non dimenticare di portarlo con Te …non … mi vuoi bene più! Beh .....mi basta la tua buona amicizia...che per me....cresce incondizionatamente!!!! … Sai che cosa pensavo? .....che triste che non riusciamo a gioire più nello stesso momento … proprio quando mi rallegravo di aver risentito … complicità ....! Ma tu non comprendi il mio giocoso attacco… il ricercare sempre la tua approvazione.... Perché non dici nulla! SONO DAVVERO GIU' ADESSOOO.............!!! Sì, vado a trovare la mia amica di … e da lì, forse … in Scozia...terra che bramo di vedere da anni, ma che non riesco mai a vedere! Perché? Domani, è il tuo …. Lascia che ti dia un bacio …! No? …Tanti auguri !! …: …, cercherò di lasciare presso la portineria della tua abitazione, quanto avrei dovuto consegnarti questa mattina. Giovedì … l'… come del resto tutti gli altri… di … saranno chiusi, per cui, mercoledì sera, andrò in collina. Negli altri giorni, fino al 21 p.v., sarò impegnato per … e di … tra … e ….! Ciao, … vado via … …: .........no....., lascia perdere....non mi interessa più nulla di niente, grazie lo stesso.......così non ci tengo più!!! Dopo averti tempestato di sms e di e-mail e non aver ricevuto tue non risposte … adesso che siamo l’una di fronte all’altro, che mi … doni? Che fai arrivare … a me? Queste quattro parole striminzite e fredde, gelide, d’addio???? Non merito nessuna risposta? Come non detto.....! Buon lavoro! Buone vacanze … [Lui, da una parte … lei dall’altra … fino a divenir trattini e, poi, sempre più puntini che guardavano soltanto dinanzi a sé. Nessuno dei due si voltò. L’una … infilò la chiave nella serratura del suo appartamento; l’altro, quasi contemporaneamente, fece lo stesso in quella del suo. Lei … si avvolse, forse, in un accappatoio … bianco e immenso, fece scorrer l’acqua nel vano doccia! Lui … non ebbe il tempo di pensar a nulla, perché il portinaio gli aveva fatta trovare … “una vita ben vestita” che … gli aveva inviata accompagnata da un bigliettino che lesse … e si precipitò al telefono, compose il numero. Nessuno rispondeva, neppure la segreteria telefonica. Prese, allora, il cellulare e cercò nella rubrica “…”: … nessuna risposta! Si precipitò, allora, sul suo portatile, lo accese e scrisse]: Mio caro e dolce amore di sempre, continui a sorprendermi! …Sono stato ad ammirare la "vita" che m'hai voluto donare; una "vita" vellutata ed al contempo fresca, vivida e serena; una "vita" così ben vestita, che penso non vorrò mai spogliarla! Starò ad ammirarla, le darò qualche goccia d'acqua e d'altro da lei desiderato, ogni tanto! Ma quant'è bella! Si fa guardare sempre, come si fa guardar sempre colei che l'ha scelta, ... togliendomi le parole ... e non dalla bocca, ma dalla ... mente, e ... provocando in me, spesso ... frasi sconnesse! Non pensavo che tu potessi - i tuoi begli occhi umidi (così, adesso li vedo e chiaramente come due fari) - "narrare" a me della … un "oggi" di … anni addietro, di un tuo “amore” antico, ma giovane e verde ancòra, sì, proprio in questo giorno "tanto importante" per Te! Ma ... l'incredibile sta nel ... primo verso della poesia di Pablo che t'ho voluta dedicare, ... – lo leggerai! -, ricercandone tra le tante che Lui stesso - il Poeta - scelse come le Sue più belle: "Donna, io sarei stato tuo figlio, per berti/ ...": sì, incredibile, mia dolce e piccola … - o…? -: in questo giorno … io son diventato “Lei” e son venuto da Te per darTi un bacio! …, dolce esistere giocoso, gaio -altro che frizzante!-, sì … sì, spumeggiante come le acque che, dolcemente s'infrangono sulla roccia che si fa tenera per non arrecarti dolore alcuno, vivi serenamente questa parentesi di relax e di meritato riposo! E, soprattutto, divertiti, perché divertendoti, io riuscirò ad udire i tuoi "ah ah ah" d'un tempo d'allegria e, forse, di ... spensieratezza! Ciao, mio dolce amore, tuo, per sempre - e, forse, da sempre -. E lei … rispose! … Incredibile! Quegli … non credeva ai suoi occhi! "Carissimo, se non ci fossero le tue dolci parole...i tuoi gesti unici ed il tuo amore vero, puro e tenero a riscaldarmi il cuore....a volte penso "congelerei" ...dal freddo spirante da questo mondo malato ed arreso... Grazie....grazie sempre di tutto ciò che dici, che fai e che non dici e non fai.........il mio affetto per te è anch'esso vero, sincero e tenero... Spero con tutte le mie forze in una tua felicità profonda e meritata..... Il tuo animo sensibile mi commuove talmente tanto....e mi ridà la voglia di credere!" … E …: "Mia carissima tenera bimba, mai parole da me più desiderate di quelle che hai voluto, con questa tua lettera, rivolgermi e donarmi. Grazie, per avermi, oggi, voluto finalmente comprendere ("... il tuo amore vero, puro e tenero a riscaldarmi il cuore ..."). Tu, …, sei la mia energia! E’ enormemente piacevole, per me, credere e pensare che anch'io riesco ad essere importante per te! Ma noi due lo sappiamo che è inutile e per nulla produttivo stare ad inseguire le ingannevoli certezze! E continueremo a domandarci - o continuerò a domandarmi! -: sarà vero? Sarà proprio così come m'appare - come ci appare -? Sì, noi lo sappiamo che tutto è incertezza e ... in quei terribili momenti in cui ce ne scorderemo ... litigheremo, certi/incerti che, poi ... faremo la pace! E, così ... sempre! Sai, ti ho pensato per tutta la serata e mi illudevo che tu fossi a me vicina (anche questo: certezza o no? Chissà!). E, così, credo che questo … sia stato il mio più bel …!!! Sai, la “vita” che tu hai voluto che mi facesse compagnia … nonostante l'ora tarda, è ancora elegantemente vestita! Ma la cosa stupenda è che, durante questa prima notte, s'è chiusa quasi tutta, innalzandosi con le sue foglie che tendono tutte verso l'alto! Sì, l'avevo compreso immediatamente che essa era "vita"! Chissà, se si metterà a parlare! Oggi, per la seconda volta - sì, t'era già accaduto una prima volta, “dinanzi a me” - i tuoi occhi lucidi m'hanno fatto scorgere il tuo cuore di … della tua … (è d'obbligo non scrivere tra virgolette né il primo termine … né l’altro …!). Anche tu ami ... e immensamente ... e tutti, com'è giusto che sia! Ora vado a … mentre tu sogni la tua … perché, io, fra qualche ora, avrò una …. Ah, dimenticavo: ti ho appena trovato quel che tu, oggi, cercavi, te lo invio. Grazie, per avermi ri-donato il tuo meraviglioso::::::sapore, un dì, appena appena colto e sùbito perduto. Esso non m'abbandonerà più, anche se "leggermente" diverso dal primo, ma altrettanto stupendo, perché tuo!" … Dormi, dolce mia bimba, mentre scorgo dalla finestra … un viator che continua il cammino … 24. [E guardava l’auto che, però, non v’era più ... e da tempo, oramai … III, 24., addì 27.03.06, ore 11:15:25] Lei: Mi spiace, carissimo, non condivido tutto ciò che il testo della tua "amica" - o "…" - ....ti invia, né, tanto meno, la tua risposta .. : “Carissima …, ho letto le tue riflessioni sull'essere "bambino" negli anni che hanno preceduto il liberismo sfrenato! Inutile dirTi che tutto ciò che Tu scrivi è sostanzialmente vero e autentico e, quindi, condivisibile. Forse, leggermente nostalgico per tutto ciò che, in quei tempi, …” bla bla bla! Ci provi, eh! … … Lui: ma che stai a pensare! Tu … stai sempre a rivoltare la frittata! Di’, seriamente, dai …! … Lei: Ok!!! Beh, non m’è piaciuta la tua risposta! Per tutto c'è un rovescio della medaglia ... ma no, adesso no, non mi va di far polemica, quanto invece di darti un super mega abbraccio ed un augurio di una estate almeno in pieno relax ... noi, inutile a dirsi, potremo di tanto in tanto sentirci per cell. o per e-mail ... ma non per parlar troppo di "lavoro" ... voglio davvero godermela ... se ci riesco! Sai, a proposito, ho, poi, ricevuto quella tua notizia circa … … Lui: Io, comunque, cercherò di :::::: non disturbare il tuo relax. Un … altro abbraccio e buon viaggio! … Lei: Vado ... non ci crederai, ma sino ad ora, non ho fatto che correre; persino questa mattina: sveglia alle 6.45, (… naturalmente!); poi: ultimi preparativi riguardo al cibo per i due giorni di viaggio in auto, ... tre cestini per cena di stasera, colazione pranzo di domani ... Nulla per me è lasciato al caso ... non sarà che non ho ancora imparato a rilassarmi, o solo carattere ... Ieri, poi, sono andata a dormire all'una e mezza, per definire la valigia e quant'altro … non devo assolutamente dimenticare nulla. … Sì, un altro grosso abbraccio, dai, carico di immenso affetto … pensa che ieri mi ero innamorata, guardando una vetrina....di una salopette di jeans bellissima ed originale....ma con tutti gli sconti era 245 euro.....insomma stavo quasi per fare quella follia....ma poi mi son detta...."... hei ...”! … Ah, ricordati: da questo momento sino a dopodomani non sarà attiva neppure la mia posta e-mail, insomma ... non scrivermi in questi due giorni ... Non potrei leggerti! Baciami tutti … … Lui: Lo farò! Ciao … [Vide l’auto che s’allontanava ed un braccio, fuori dal finestrino che s’agitava: salutava? Chissà! E quegli, dentro di sé: “… stai serena e tranquilla! Non vi sarà mai in me alcun tentativo di un "costringerti" a fare, pensare quel che tu non desideri ardentemente! Ti amo troppo! Ma, non v'è bisogno che tu cerchi di relegarmi nell'ambito di un ruolo per te, forse, più consono e adeguato: quello d’…, anche se affettuoso! A me basta aver capito che tu, come ti ho già scritto, sia capace di amare tutti e ... quindi... - immagino – … ancora anche me! Io, tra l'altro non potrò mai "forzare" la gioia del mio vivere – che sei tu! - a trascorrere il prezioso tempo accanto ad un essere già proiettato verso il proprio - spero, comunque, molto lontano! - decadere "già scritto"! Certamente, farò di tutto perché la parabola della mia vita sia sempre proiettantesi verso l'alto, il più alto possibile, sempre ... fin quando "il record sarà battuto", anche se, poi ... vorrò battere anche il mio stesso di record! E via ... così, sempre! Ma quanto potrà durare tale mio tendere?! Chissà! Sai? Ho trovato un'immagine "piena" di quel bellissimo quadro di Bouguerau, "Abduction de Psyche" del 1895, di cui ti inviai un giorno un particolare. Te lo invio? Ma, sì: che "angelo” sarei, come tu spesso mi sussurri! Io credo che questo dipinto, per la sua dolcezza, possa essere superato soltanto da una scultura del Canova su soggetto simile: "Eros e Psyche". Ti invio pure questa? Ma, sì! Diversamente, come ti sorprenderei? Mi fai sapere quale ti piace di più? Se vuoi, chiaramente!!!! Sì, lo so, avrei dovuto cominciare a pensarti … non prima di due giorni! Ma come si fa? Io non ci riesco! Ti invio, pure, una bellissima frase di Mark Twain: "Dai ad ogni giornata la possibilità di essere la più bella della tua vita". Con tutto il mio cuore … mentre già immagino di scriverti di già le parole che si sono appena costruite adesso, mentre or … guardo un’auto che non vedo più … mentre scorgo già e pure quella tua piantina verde e violacea, dal nome difficile, che è sempre dinnanzi a me e che, quando le passo accanto, vuole che l'accarezzi e - non ci crederai! - mi chiede, pure, i bacetti ed io glieli dò! Sì, lo so che tu stai pensando: “meno male … che i manicomi sono stati già chiusi"! Ma io anche con tali gesti, pensando te, riesco ad essere felice e pieno della tua energia che, però – promettilo! - non devi mai farmi mancare, anche quando troverai il tuo amore vero! Sai, me ne accorgerei … subito! Io m'accontento, perché amo … anche così :::::::!] E … guardava l’auto che non v’era più e … da tempo, oramai …

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permalink | inviato da Notes-bloc il 21/11/2014 alle 18:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una Poesia ... dai colori grigi. III,25.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 20 novembre 2014


25. [09.04.06, ore 09:13:54 … un attim… …, non andar via…] / … e pensava, e scriveva …: / il nostro pensarci è sostanzialmente diverso / oppur … forse, / Tu … sei già fuor dalla Tua … mente / e stai, adesso - in maniera statica? Dinamica? Non so … -, / ad osservarla, / a rigenerarla, la mente Tua. / Io … invece, / col mio corpo e con la mia mente / a pensar Te / e, così, vado ... scaricando me stesso / della mia e della Tua energia, / sì … della Tua, che … rigeneratrice era per me. / Forse, / proprio per tal ragione, Tu … / hai bisogno di momenti / di ... sospensione! Sì, / è così … per accontentare gli altri da Te! / … sta di fatto, che / io … credo proprio di aver / tutta la mia/Tua energia consumato / (a me amorevolmente donata, … sempre). / Sì … ed io, forse … / l'ho tutta "sciupata" per …! / Comprendimi: star davanti ad una telecamera / non è del tutto semplice, sai? / Io, così, rientrato, ieri, / in serata, / mi son subito con te messo in contatto; / ho cercato dappertutto / e non ne ho trovato, / di energia! … mi sono rivolto, così, / a Piantina: io, sì, le parlo / ma lei … fa la smorfiosetta … / mi dice che non vuole stare al Sole, che … etc. etc. etc. / Insomma, identica a Te, / quando io Ti parlo e Tu, / invece di ascoltarmi e capirmi ... / insegui le Tue idee e … parole! / Sì, devo "insegnarle"… qualcos'altro, / anche se continua a farmi splendida compagnia, / soprattutto da quando ho messo / il mio Acci in bacheca … / accanto ad una bellissima Accy che … / però, sai … era già corteggiata e da tempo / da Sigar - che, m’appare, / in questi ultimi giorni … molto imbronciato! -. / Io so che Tu, forse, / non mi ascolterai e so pure con più certezza / che … non mi risponderai, / ma io … devo tentare di attingere almeno un po' / di energia da Te! Scusami, / ma Tu … sei, in me e per me, / infinitamente presente! / A dopo ... come sei solita dirmi tu / anzi, come dicevi Tu … / prima di sparire … / per interminabil tempo! No,/ un attimo … un attimo ancora … / Tu certamente, concentratissima, rilassatissima e, / spero tanto, felice. Qui, noi, / miseri mortali, in terra di … / - checché se ne dica! -, continuiamo a lavorare / e a penare, anche se / privi oramai di ogni tipo di / carica stellare, e … privi di neuroni / perché, codesti, tutti consumati e bruciati / anche dal caldo Sole! … ancora un attimo, / dai …! Cosa devo dirTi … mi chiedi? … / Sì, volevo dirti … che … / la Tua fase di impegno rivolto / alla concentrazione … perché possa Tu acquisire / tutta l'energia possibile … ti impedirà, / anche questa volta - ne sono più che certo -, / di poter leggere … anche una mia qualsivoglia missiva … / ma se ciò a Te potrà servire, / per dispensare, poi, quel che Tu hai saputo / "raccogliere" … e per rigenerare tutti coloro / che da Te "dipendono" … / Ma sì, ben venga anche il Tuo silenzio. … / … un attimo ancora, però, / sol un attimo … / vorrei ripeter a Te che … io e … / Piantina, comunque, continuiamo a / pensarTi sempre … / (Acci, credo, sia impegnato in ben altre faccende! / Beato lui!). / Un grosso::::::bacio, / anche se ... non lo avvertirai neppure … / sì … so che è da stupidi / So che è infantile / So che è "da quindicenni" / So che non sortirà alcun effetto / So che potresti "riderci" su ... / So che … / So che non mi vorrai ascoltar più, / per sempre / - sì, lo sento! - Ma, so, pure, / che ... devo, assolutamente, / augurarTi una Buona Notte / e … Sogni d'oro di donna, / bella bimba mia, / bella … donna mia, bella … tutto … mia … / Oggi, sai … / mentre … mi è arrivato un messaggio: / non credevo neppure che potesse essere Tuo … / Sì, quel messaggio! / Pensavo: "sarà il solito 'ti sei ricaricato di x'; / oppure: 'hai ricevuto telefonate dal n.xxxx'; / e, così, non l'ho letto! / Ho salutato la carissima …. / che, dopo avermi aiutato durante … / è andata via con il suo amore, / sai, è … un musicista! / Sì … è una ragazza veramente d'oro! / Ora che io vado … mi torna "utile", sai … / un autentico aiuto; ah come … ella è / capace di organizzare, di pensare il giusto da fare, / di "correggermi", quando appaio troppo pessimista …! / Ebbene, poi, ho ricevuto … / e ... verso le ore … sono rimasto / da solo con il rumore del condizionatore! / Mi sono ricordato, così, / che avevo ricevuto un messaggio: / l'ho letto, prima di raggiungere via … / per … e ... / quando ho letto "cuccio ... (lotta)" sul display … / il mio vivere s'è rinnovato … / tutt'ad un tratto! Una sorpresa ... / incredibile! Gioiosa! … / Tu … ti eri ricordata di me! / Ho letto e riletto, così, il Tuo messaggio, / non so quante volte: sì, / come un perfetto scemo o, se preferisci, / altro, fa pure …; credo, pure, / di averti .... risposto, ma in modo tale da non turbarti. / Non ricordo più cosa T'ho scritto! / Troppo calcolata la risposta: … insomma, / assolutamente non vera! Avrei voluto / scriverTi ciò che provavo, / ma non ci sono riuscito: temevo / di nuocerTi, anche se le mie parole … / mi chiedevano … di poter essere / tutte zuccherine e … dolcissime. / Ma, poi, ho pensato: "Lei / non vuole ascoltare, né leggere … / ella vuole soltanto / augurate le buone vacanze, / essere salutata e … via"! / E, forse, così, ho …! Ma, credimi, / non ricordo più ciò che Ti ho scritto: / tutto falso e … gelido, comunque! / Mentre il mio desiderio era / di lanciarti il mio … fuoco! / Un attimo ancora … ascoltami: / una volta, sai … quando ero ragazzino, / una ... fanciullina mi disse "tu / sei bello come il sole, / ma non bisogna avvicinarsi troppo a te, / perché tu, come il sole, / nascondi le tue esplosioni / che potrebbero incenerire chi / ti si accosta"; e ciò mi diceva, / mentre io l'abbracciavo e la baciavo / con la foga del giovinetto, / e ... lei ... / veniva con me! / Ascoltami, Ti prego … / ma adesso sei Tu il Sole; / ed io … sol colui che / rischia di incenerirsi … / ogni volta che Ti guarda, / che Ti ascolta, sì, che Ti ascolta, / Ti avverte, Ti pensa, Ti sogna, Ti adora. / Io … sono cenere che si ricompone, / poi, per ridestarsi e ... / desiderarTi sempre, e di nuovo, / mentre Tu, però, continui a vivere / la Tua vita ... di sempre e che Tu ... vuoi! … / Tu non sai nulla … più nulla / di me, né vuoi sapere …! … / Un dì, ci siamo scorti, / ricordi … e m'hai stregato, / e tolte le parole, le frasi, i pensieri. / Ma io son rinato, poi, / grazie:::::::::::::----->a Te. / Sì, .. Ti ringrazio adesso / e basta … non parlo più, / vado via: soltanto … che avevo bisogno / d'un Tuo minimo aprirti a me … con un sostantivo, / un aggettivo, un avverbio, un segno di interpunzione, dei semplici puntini di sospensione che danzano … / insomma una qualsiasi cosa che mi ricordasse / e mi riportasse a Te. E Tu me l'hai concesso / ed io Te ne son grato, come Tu certamente non riesci neppure ad immaginare! … / sì, io so che le mie parole Ti scivoleranno addosso / come pioggia … su piume del cigno più bello, / più bianco e più puro, ma, per me ciò è "dono", / grazia, vita, felicità, vigore … Sì, energia esponenziale … / che rinnova il ... non rinnovabile da ... alcuna! / Se potrai, se vorrai, donami ogni tanto … / una Tua frase! Sai, m'accontenterei anche / di una Tua comunicazione vuota, / mi basterà sapere che proviene da Te! / Un forte abbraccio dal tuo folle pagetto / incontrato chissà perché! / Ti voglio bene da non crederci, / amore caro e puro …! … / Un attimo ancora … perdonami, / se le mie non sono le parole che Tu avresti voluto sentire, / ma non posso mentirti sempre! / Quando Ti esplode qualcosa dentro, / è difficile trattenerla! Ma sono certo che / la Tua intelligenza, la Tua "distanza" è tale / che … non puoi temere nulla … da me! / … un attimo ancor… … … un attim… …, / non andar via … /

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permalink | inviato da Notes-bloc il 20/11/2014 alle 9:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una Poesia ... dai colori grigi. III,26.
post pubblicato in Dal mio cassetto, il 17 novembre 2014


26. [03.06.06, ore 15:21:39 ... da un uomo che non sa più cosa dire, perché sa che ...] Quegli era rimasto lì … / ma le giornate … trascorrevano ugualmente, / mentr’egli continuava a pensare: / “Dolce e incantevole mia Audrey, / luce delle mie tenebre! / Sai, tra me e me mi chiedo: … / ma come farà Lei a resistere ... / alle tentazioni dei richiami di un ... / come si dice … come si chiama … ah, sì / … di un "amico" ... che ... pena! / Devo comunicare con Te, lo farò, adesso, / mentre cammino sotto il sole; / ti dirò qualsiasi cosa che mi passi per la mente … / sì, capita, quando, forse, non si ha più nulla da dire, / perché sai che nessuno t’ascolterà! / Ebbene, comincio, … non ti distrarre, / “ascolta”: ore 8.00 di oggi 21 … / inizio … ore 12.00 / chiusura … caffè … / ore 12.10 inizio … / ore 15.30 fine … / ore 15.40: comunicazione ripresa … del … il 10 … ore 8.00 … / ore 15.45 trasferimento in automobile da viale … a via … / ore 16.00 inizio … nella … di Via … / ore 19.45 fine …!!!!!!!!! / Sì … sono entrato in … vacanza, pure io!! / Ore 21.55 controllo Casella Posta elettronica!!!!!!!!!!!! / Ore 21.56 sguardo complice - e sofferente -, tra me e Piantina!!!!!! / Ore 21.57 Programmazione: domani, Ufficio Postale: / pagare quanto ancora non pagato: ENEL, Telecom, etc.! / Poi, in auto e, di corsa, al ... / a buttarmi su un letto / e a dormire fino a sabato!!!! / Inutile controllare la Casella di posta elettronica! / E, poi? ....... al lavoro!!!!! / Viva le formiche! Abbasso le cicale, / mentre continuo ad ascoltarle / con un po' di invidia! / A Te? / Vorrei dare un grosso bacione … e tanto … con me! / Perché? Perché, …? Tuo … / No, … , sto ancora qui: / è già il 22 del … / devo essermi addormentato e, forse, / ho già fatto tutto quel / che t’ho scritto prima! / Sì, mi sono svegliato / come ogni giorno alle ore 6.45; / ho fatto colazione, dopo aver salutato Piantina / - tristissima! -, / sai, si sente abbandonata! / M'ha “detto” che / non sopporta, dopo essere stata scelta tra tante altre, / di essere stata pure acquistata / e, poi, affidata pure a mani estranee / (le mie! … che, ora, Piantina / comunque apprezza molto, / perché la coccolano sempre!); / sì, però, dice / che Tu l’hai dimenticata! / Dev’essersi innamorata di Te, / anche lei, sai? / Io le dico che Tu sei partita, / perché avevi bisogno di riposarti / dopo un inverno molto travagliato / e tormentato dall'idea / che un tizio … come me, / conosciuto un dì per caso, / forse, ti ha creato non pochi problemi! / Ebbene, no, non ne vuol saper nulla: / si sente abbandonata / e ... dimenticata, / sì, proprio da Te! / Le ho detto che la porterò con me al … / che non la lascerò nella veranda dell’appartamento … / con la flebo … / no, non le interessa nulla, / anche se mi fa capire che, se / la lascerò in veranda, sentirà sicuramente /la mia mancanza. / Insomma, non so come consolarla. / Forse, avrebbe bisogno di un ... sorriso? / Tu che dici? … / Ma da chi? / Chissà! / Le ho confessato, sai, /che io non farei … l'amore con …, / neppure se dovessi essere lei / a pregarmi in ginocchio. / E … lei sai che mi ha detto, / oltre al ... non voler stare al sole, / e bla bla bla ... / mi ha detto che devo essere capace / anche di dir di sì e che non è giusto / prendere decisioni definitive! / Ho detto, allora, a Piantina / che deve ancora crescere, / per comprendere bene i meccanismi / che si vanno organizzando nella mente di una donna! / Lei mi ha detto: / "ma anche la donna - e l'uomo - / sono natura come me"! / Ed io le ho risposto che, sì, / ha ragione, / ma che l'uomo e la donna sono / fortemente condizionati anche dalla cultura! / Si è offesa, quando le ho detto ciò, sai? / Voltando le sue foglie, infatti, / mi ha fatto capire che anche la flora / è caratterizzata dalla cultura, dall'ambiente, / dalle condizioni particolari in cui si trova a vivere; / che anch'essa è capace di adattarsi a condizioni altre! / Etc., etc. etc. ... / Insomma, ha una bella "testolina" Piantina, sai? / L’hai scelta proprio bene! / Io, comunque, sono assolutamente convinto / - e gliel'ho pure ripetuto a Piantina! - / che … mai smetterò di amarti! / Cara …, oramai ne sono convinto: / noi - almeno noi uomini che sappiamo cosa sia l’amore - … / siamo degli scemotti / ché vi idealizziamo, / ché mai, giammai rovineremmo il significato del rapporto d’un amore. / Basterebbe ascoltare o leggere / i contenuti del 99% delle canzoni, delle poesie, dei romanzi: / Voi siete sempre lì … idealizzate e che ci incantate. / Sì, poi, c'è quell'uno, due ... cinque % che … / e, poi, ciao e saluti a casa; / una cartolina ogni tanto, / una telefonata ... tutto lì! / Ma, Voi Donne, no! / Siete … tutt'altro, Voi! / Siete … come esseri misteriosi / e … per tal ragione, affascinanti! / No, non ci credo, né posso credere che voi donne / desideriate e temiate ciò che …! / Io, comunque ... checché Tu ne pensi … ti amo … / vorrei - perché no - continuare ad amarti, / ma siccome tu non vuoi, neppure io … lo voglio; / e aggiungo: siccome tu non lo vorrai mai / - come mi hai scritto più volte, / e anche quando non ve n'era proprio un necessario bisogno! -, / neppure io lo vorrò mai! Anzi, / aggiungo che, se tu dovessi cadere, un giorno, / nella … tentazione, ebbene, ti prometto che / ti darò due schiaffetti/carezze, / per farti ricordare che tu dovrai dedicarti soltanto / a quel tuo amore vero che, / chissà in quale parte del mondo t'attende, / struggendosi, perché non riesce a trovarti! / Una cosa sola non riuscirei a perdonarti, / continuando ad amarti sempre, però: / e cioè, che tu possa aver dimenticato / o star per dimenticar Piantina /(che, oramai, fa parte della mia vita), / ché soffre troppo! E non è giusto! / Scusa un attimo ...; / mi chiama Piantina / che vibra tutta ... .... / Sai che m'ha detto? "Se non ci telefona, neppure questa mattina, / vuol dire che ...". / Le ho tappato subito … una sua fogliolina che, / come una boccuccia sta schiudendosi proprio adesso / e che già parla e sa tutto! / Sì, Piantina è magica! / Non deve, però, permettersi di dire né pensare / alcunché di errato della mia Audrey, / grazie alla quale io vedo tutto in altra maniera / anch'essa magica e punteggiata di pagliuzze d'oro / e brillanti amore da tutte le parti! / Ebbene, allora? / Adesso, comincio a caricare la mia auto e ... Un grosso bacio, / un immenso e stretto abbraccio, / una carezza, nasino contro nasino, / ciglia contro ciglia e, poi, / un bacio sulle tue candide mani … / Ah, dimenticavo, Audrey, / ti lascio un messaggio nella cassetta delle lettere, / ciao, e, chiaramente, / buone e felici vacanze … / Partì anche Quegli, quel dì, / con Piantina! / Mentre la lettera conservava frasi e schemi / che non sarebbero mai stati letti … / ne era sicuro Quegli: / “Alle mie parole … o “voce” che costringe a tacere, / oppure “silenzi”, scritti da parole / soltanto apparentemente non scritte! / Non temere, non sono in fase depressiva; / sto soltanto riflettendo, / rivolgendomi a chi vorrei che m’ascoltasse. / Ma se costei non vuole, non può, non desidera, / non sopporta più d’ascoltarmi, / per me va bene lo stesso: / con costei, per me, / è sempre tutto OK! / A volte penso: / “e se Audrey cestinasse tutto”? / Ebbene, io rispondo a me stesso: “OK! / A me andrebbe bene, anche ciò”! / Sì, mostrerei a me stesso la mia / “attività solo parziale”: / sarei, cioè, da solo a parlare e ad ascoltarmi! / Ma che importa! / No, non sono in fase depressiva, / piuttosto in fase riflessiva, / quella cioè che consente la “rinascita” / e, poi … la speranza ch’orecchio t’oda, / ch’occhio ti legga, / che mano ti tocchi, / che labbra sfiorino le tue … / sì, è … tutto! Però, / ti trasmetto il mio attuale schema mentale / (quello che, solitamente, si legge “tra le righe” dei discorsi, / delle frasi scritte o … pure … dei pensieri vaganti / e che si vanno a perdere nelle onde dell’aria / non sempre a te benevola):/ “PARLARE - SCRIVERE / parlare-scrivere, se attività parziale, / non è neppure attività / ma sol per volontà altrui / non ascoltare-non leggere, / se passività parziale, incredibile! / Non è neppure passività, / ma per propria scelta”. “ASCOLTARE - LEGGERE / attività autentica, / perché mette nella condizione di ascoltare e di leggere. / attività autentica, / perché mette nella condizione di parlare e scrivere”. / Perché ho fissato, fotografato questo schema? / Non lo so! Forse, per esercizio! / Per evitare di non pensare! E, poi? / Io curerò Piantina: / le ho trovato il posto giusto, / per evitarle “colpi di sole”. / Quando mi sono svegliato, questa mattina, / ho trovato Piantina che cercava di nascondersi / dai primi timidi raggi del Sole / che sembravano cercarla a tutti i costi. / E, mentre lei mi diceva che il Sole la importunava, / io pensavo tra me e me … / “no, è Audrey che vorrebbe donarle un sorriso. / Ma, forse … nella maniera errata”! / Poi, le ho dato un po’ di nutrimento / ed inumiditole il suo ambiente di vita. / Io, però, ho dovuto reciderle una foglia / assai invecchiata che, però, / ho deciso di conservare! / Voglio fare una prova, adesso, / visto che alle mie ultime parole “parlate” / e indirizzate a te, tu, allora, hai subito, / interrompendomi, risposto in maniera … forse troppo affrettata … / almeno per me e che così risuonano ancora: / “.. ed allora, caro, buone vacanze, / ma non mi telefonare prima di una settimana, almeno, / mi raccomando!”; / ed io: / “… non prima di quindici, venti giorni, non temere”! / Che scemo che sono! / Ho, poi, tentato di non scriverti nulla! / Non ci sono riuscito … / anche perché tu hai voluto donarmi / un pochetto della tua energia / attraverso un messaggino / a me rimasto a scaldarmi il cuore / tanto è, per me, caro. / E, così, sto qui … con te … / senza di te! / … Quale la prova di cui ti riferivo sopra / - m’illudo che Tu mi chieda- ? / Nulla, soltanto una breve serie di domande, / per sapere se sai rispondere o … no! / Quali? / Queste: / Sei ancora nel … o in …? / Ti diverti? Ti stai ricaricando di energia vitale? / A che ora ti svegli, la mattina? / Fai lunghe passeggiate? Ridi? / Qualche volta, parli a sproposito e/o ti inca z zi? / Tieni una corrispondenza con i tuoi amici? / Ti senti con qualcuno? V’è qualcuno che ti corteggia? / E, se sì, è il tipo che piace a te? / Se è lui, non fartelo scappare! OK? / Un caro abbraccio, Audrey, / ... da un uomo che non sa più cosa dire, / perché sa che il suo dire resterà un sol / parlare a sé / più che un dire, un comunicare e ... / inascoltato ...

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permalink | inviato da Notes-bloc il 17/11/2014 alle 20:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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